Secondo voi l'Italia ha un futuro?

Discussione in 'Italiani in Italia' iniziata da marco92, 11 Gennaio 2019.

  1. marco92

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    Buonasera a tutti!
    Apro questa discussione per fare una domanda a tutti voi.
    Quanti di voi pensano, seriamente, che l'Italia non abbia un futuro?
    Mi spiego meglio, finchè studiavo e uscivo con i miei amici dell'università, pensavo che si, i problemi in Italia ci sono, anche abbastanza gravi ma che, tutto sommato, come sostenuto da gran parte dei nostri politici, siamo un grande paese, civile, in cui si vive bene, c'è speranza per tutti e possibilità per tutti di farsi un futuro lavorando o studiando sodo.
    Poi sono entrato per la prima volta in uno studio legale e ho capito che quei quattro professionisti (geometri, commercialisti, ecc. pagati con il rimborso delle spese per la benzina o poco più) "sfigati" che conoscevo non erano più sfigati degli altri professionisti.
    A quel punto mi sono detto: ok, la cosa è imbarazzante però vorrà dire che non lavorerò nel settore forense, bene o male con una laurea in Giurisprudenza il lavoro si trova sempre.
    Ed ecco che ho conosciuto il far west del mondo del lavoro italiano: agenzie del lavoro così utili che è come non esistessero, del centro per l'impiego non ne parliamo, stage non retribuiti, colloqui di cui sento solo parlare e ai quali vengo chiamato solo se disposto a lavorare con la p. iva, nepotismo accettato come criterio di selezione nelle banche anche attraverso accordi sindacali, datori di lavoro che prima di assumerti devono conoscere tutto di te, senno come fanno a fidarsi, ma tu devi fidarti di loro sempre e comunque, ecc.
    Non bastasse questo, vedo molte, troppe persone, in particolare giovani, in particolare praticanti avvocati felici della loro condizione.
    Felici cioè di lavorare gratis, 8 ore al giorno per due anni (quando va bene), senza prospettive (se ti va di lusso a 40 anni guadagni 1200 euro al mese), senza tredicesima, senza ferie, malattie ecc., convinti di essere pagati con l'insegnamento impartito dal dominus, come se aver studiato per 5 anni ed essersi laureati con 110 e lode non sia abbastanza per meritare un rimborso spese e convinti che fare una vita da adolescente e rimanere a vita a carico dei genitori non sia poi così male perchè sei pur sempre un avvocato e fai il lavoro dei tuoi sogni, come se fosse normale dover scegliere tra lavorare per soldi o vivere per lavorare.
    A questo punto mi chiedo, secondo voi, un paese del genere, dove le condizioni di lavoro sono queste, dove la gente si accontenta così tanto e non solo non fa nulla per migliorare la propria condizione ma asseconda le storture del nostro paese e va avanti come se tutto questo fosse normale, dove molti accettano con entusiasmo l'idea che qualcun altro (i genitori) lo mantenga a vita per permettergli di fare il lavoro dei propri sogni, può avere un futuro?

    P.S: Scusate lo sfogo, ma ultimamente mi sembra di vivere in un paese di rincretiniti e sentire giovani consapevoli di fare un lavoro che non prevede lo "svezzamento" dai genitori, entusiasti della loro condizione solo perchè nonostante tutto fanno un lavoro che gli piace non aiuta...
    #1
  2. Fogster

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    Ciao, io nel mio piccolo (zona Monza/Brianza) vedo tante persone nella situazione che descrivi tu, ma anche tante persone che "ce l'hanno fatta" e stanno bene.
    In linea di principio, il vero problema che vedo in Italia, per chi ha 20-30 anni oggi, è il mercato del lavoro completamente imballato e ingessato, al confronto con altre realtá che tocco con mano (Germania, USA, Olanda, Danimarca) in cui il mercato del lavoro é praticamente saturo e gli stipendi salgono. La situazione italiana é diametralmente opposta e questo ovviamente generaun po' di salary dumping, che colpisce soprattutto certi profili.
    Per trovare un buon impiego in Italia si fa indubbiamente piú fatica che all'estero.

    Tuttavia, chi ha un titolo nel ramo tecnico o economico/finanziario generalmente trova ancora buoni posti, se sa giocare bene le sue carte e se ha un po' di fortuna. Ho diversi amici sulla trentina, ingegneri e laureati in discipline economiche, che se la passano bene.
    Molti di loro sono "superoccupati" nel senso che si ritrovano a lavorare come matti (anche fino alle 10 di sera in ufficio a Milano, non sto scherzando) ma per loro è normale, ti dicono che "oggi se vuoi un lavoro ben retribuito, o è così o è così". Io onestamente non approvo affatto.

    Viceversa, come dici tu, c'é chi vuole lavori meno stressanti o più piacevoli, a patto di accontentarsi di stipendi bassi. Conosco anche persone in questa situazione. Si accontentano anche di retribuzioni molto basse, ma per fare quello che gli piace e avere magari più tempo libero.
    Generalmente, però chi é in questa situazione é perché se lo può permettere. Gran parte del benessere attuale, in Lombardia, si basa sul risparmio delle generazioni precedenti. Quando hai papá che ti regala 400K eur di casa e ti paga le spese, allora anche con 1000 euro al mese si sta benone.

    Certo, la domanda é quanto questo potrá durare. Il risparmio privato non é infinito, anche quello lombardo.

    Staremo a vedere.
    Limitatamente a ciò che osservo nel mio piccolo, secondo me l'Italia ha un futuro, nel senso che offre ancora discrete opportunità, a patto di andarsele a cercare molto bene.
    Solo che, sempre secondo me, non tornerá mai più quell'Italia degli anni d'oro in cui la classe media italiana era forse la più benestante d'Europa.

    p.s. Lo facevamo presente già in un'altra discussione (non ricordo quale) ... Se si vogliono spuntare buoni stipendi in Italia, qualche anno all'estero é un buon investimento. Per un rientro in Italia di figure specializzate generalmente le Aziende offrono RAL più interessanti
    Last edited: 14 Gennaio 2019
    #2
  3. NitroDarkSide

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    A me la situazione non sembra ancora così critica, ma io la vedo dagli occhi di un tecnico con esperienza. Immagino che non sia rose e fiori per chi inizia ora.

    Io consiglio sempre di rimboccarsi le maniche e dare il massimo. Certo, all'inizio sono sacrifici, ma poi se uno è bravo riesce a raccogliere quello che ha seminato (che siano esperienze di lavoro o di vita o investimenti).

    Comunque dipende anche molto dalla zona dell'Italia.
    #3
  4. Tesshan

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    Concordo in parte con Fogster, anche io ho amici (zona Alto Adige/Trentino/Veneto) che non se la passano affatto male e hanno la fortuna di fare il lavoro per cui hanno studiato e che guadagnano bene. Altri invece si accontentano ma non hanno alcun desiderio di cambiare la loro situazione.
    Secondo me il mondo del lavoro in Italia è troppo antiquato/in stallo. Idem la mentalità di molte persone. Conosco 30-40enni che non hanno mai cambiato lavoro. Non prendono stipendi stellari, lavorano in studi o aziende piccole dove non esiste il concetto di fare carriera. Una situazione per loro totalmente normale, ma per me è una cosa che non riesco a comprendere.
    Mia sorella ha cambiato vari lavori, appreso nuove skills e ha fatto carriera e ora prende uno stipendio invidiabile. Si è andata a cercare i lavori che le interessavano e si è fatta "il mazzo". Vari suoi amici (quelli che non hanno mai cambiato lavoro) non capivano perché di sbattesse cosi tanto e perché continuava a cambiare lavoro ogni 2-3 anni.
    Secondo me è la mentalità che deve cambiare per poter cambiare il paese e per dare una scossa al mondo del lavoro e far ripartire il paese.
    Last edited: 15 Gennaio 2019
    #4
  5. marco92

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    @Fogster Condivido tutto quello che hai detto, solo mi chiedo quanto potremo andare avanti cosi.
    Cioè mi chiedo per quanto tempo si può andare avanti costringendo una buona fetta della popolazione a percepire retribuzioni misere e a ragionare dicendo che in fondo se hai meno di 40 anni sei ancora giovane e puoi cavartela con l'aiuto dei tuoi genitori.
    Come hai detto tu, poi dipende dal settore di studi, gli ingegneri e i laureati in economia sono ancora richiesti, ma per chi lavora in altri settori e per chi non vive al nord come la mettiamo?
    Tu hai parlato dei 1000 euro al mese al nord, ma al centro e soprattutto al sud i professionisti (avvocati, commercialisti, geometri, architetti) che arrivano a prendere una cifra simile sono fortunati, quelli messi male "guadagnano" la benzina o arrivano ai 1000-1200 alle porte dei 40.
    Poi, per carità, come hai detto tu nei rami giusti si trovano ancora delle buone opportunità, ma il fatto che molti professionisti facciano la fame e non se ne lamentino e il fatto che farsi mantenere dai genitori in Italia stia diventando la normalità è un problema molto serio.
    Voglio dire, finchè i genitori di queste persone lavoreranno, l'Italia reggerà ancora ma poi, più si andrà avanti più mi chiedo quali (e quanti) contribuenti pagheranno le pensioni di gente più numerosa e con stipendi molto più alti.
    Si parla spesso di disoccupazione e non del fatto che in molti lavorano gratis o quasi e iniziano a versare (pochi) contributi a 20-30 anni dalla pensione.
    Magari l'Italia avrà anche un futuro ma credo che di questo passo andrà incontro a un inevitabile progressivo impoverimento, oltre che a un conseguente crollo demografico, anche perchè io parlo del centro, ma c'è anche il sud che ha indici al di sotto della media greca.
    Non voglio fare drammi ma nella mia zona tutti hanno genitori i quali vivono da soli dalla nascita dei figli o anche prima e i quali nel corso degli anni si sono sempre potuti permettere di spendere anche tanto per i loro figli, mentre questi (quasi 30enni) da un punto di vista economico sono rimasti adolescenti a prescindere dai loro studi, in molti hanno fatto del volontariato, lavoretti occasionali, ma niente di stabile e credo che su 10 giovani di oggi per 9 sarebbe una follia anche solo pensare di avere figli.
    #5
  6. marco92

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    @Tesshan Concordo pienamente e si, il problema è la mentalità.
    In certi ambienti si respira un clima feudale: "io ti insegno il mestiere quando potrei benissimo non farlo perchè non ho bisogno di un aiutante, quindi devi essere riconoscente" oppure "si, è vero che i guadagni lasciano un po' a desiderare, ma vuoi mettere la soddisfazione di poter dire che sei un avvocato" e poi "eh ma vuoi mettere tra il lavorare in ufficio e l'andare in tribunale con il lavoro in fabbrica e i suoi ritmi massacranti"
    Onestamente non riesco proprio a seguire questi ragionamenti, tanto meno chi si presta a questi giochi.
    Il lavoro ti deve dare la possibilità di mantenerti, non esiste che qualcuno debba scegliere tra un lavoro "comodo" e non retribuito e uno "sporco" ma ben pagato e in tal caso è più dignitosa la seconda scelta, chi ragiona in quel modo mi ricorda il conte Mascetti di Amici Miei quando difende il suo titolo nobiliare nonostante le sue condizioni economiche.
    #6
  7. NitroDarkSide

    NitroDarkSide Ormai sono di casa

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    Parliamo anche di tutti quei fighetti Italiani che non hanno più voglia di sporcarsi le mani, quindi snobbando una buona fetta di lavori manuali che stanno man mano scomparendo
    #7
  8. marco92

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    @NitroDarkSide Così semplifichi un po' troppo, il problema non è che oggi in molti vogliono lavorare in ufficio ma che ci lavora, a volte con paghe da volontario, è contento così perchè mantenuto dai genitori e se intere categorie professionali ragionano così chi non può permettersi di lavorare a quelle condizioni semplicemente è costretto a fare altro e la situazione non migliorerà mai.
    Si parla spesso del fatto che oggi tutti vogliono studiare e non vogliono fare lavori manuali, ma c'è anche da dire che siamo uno dei paesi europei con meno laureati in rapporto alla popolazione e che, nonostante ciò, abbiamo più laureati di quelli che servono, infatti molti se ne vanno, molti non lavorano, molti lavorano ad es. come camerieri o commessi, mentre chi ha un lavoro attinente ai suoi studi in molti casi, restando in Italia, svolge mansioni per le quali basterebbe il diploma o comunque non adeguate al proprio titolo di studio.
    #8
  9. Tesshan

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    Ci sono però anche quelli che lavorano in ufficio con paga normale e che sono contenti cosi. Non avranno mai grossi aumenti di stipendio, non faranno mai carriera. Aspettano semplicemente il momento per andare in pensione. Vivono la vita che i nostri genitori hanno vissuto 40 anni fa.
    #9
  10. marco92

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    @Tesshan Ci sono si, ma è molto più frequente, per quelli della mia generazione, fare stage da 300 euro al mese, magari fini a se stessi e credimi quando ti dico che oggi avere un posto del genere, nemmeno tutto sto che alla fine, non è facile.
    Poi dipende dal settore di studi.
    Per dirti, se non avessi fatto l'università, con il diploma da perito chimico non avrei avuto problemi a trovare lavoro, in più a quell'epoca non c'era questo abuso degli stage che c'è oggi e quindi avrei guadagnano nemmeno così male.
    Avendo deciso, poi, di proseguire gli studi per ambire a qualcosina in più mi ritrovo, dopo un anno di curriculum inviati senza risposta, a dover prendere una certificazione d'inglese e, molto probabilmente, prima di poter lavorare in Italia, dovrò fare esperienza in un altro paese.
    E' chiaro che più giovani costringi a fare esperienza altrove prima di poter lavorare in Italia, più giovani non faranno ritorno perchè, magari, si sono trovati meglio fuori.
    Poi ovviamente i motivi per tornare ci sono: famiglia, amici, il/la compagno/a, ma obiettivamente se dovessi rimanere o tornare mi sentirei sacrificato su tutto il resto.
    #10
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  11. Deutscher

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    E` la prassi in Italia, ricordi i norvegesi che ci davano dei mammoni?
    Considera, che per quanto un giudizio negativo sugli italiani possa essere personale da parte mia, considera che tutta l'UE del nord, cioe` quella considerata benestante, ci ride sopra allo stivale, sono stato in ambienti multiculturali e ho ignorato i loro commenti, tra l'altro avevano ragione quindi non mi andava di accendere una pesante discussione, come altri facevano per difendere il bel paese del Gran Duca di Firenze.

    Ora, per il resto del mondo, in particolare l'UE, facciamo ridere, domani mattina guardati allo specchio e chiediti che vita fai e pensa a quello che fa un giovane all'estero...

    L'economia italiana e sempre giu`, quindi per adesso e` certo che niente e` cambiato e in un anno niente poteva succedere se non al massimo un rallentamento della discesa, che e` avvenuto sorprendentemente, vedremo il prossimo anno all'incirca se ci sono piu` assunzioni e se il RAL medio e` aumentato, ancora un anno e vedremo se il cambiamento continua, tra 4 anni torni a votare.
    #11
  12. marco92

    marco92 Sto iniziando

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    @Deutscher Si, purtroppo è vero, è la prassi in Italia.
    Il problema secondo me è che ormai ci siamo abituati a tutto questo e ci raccontiamo che è normale, tanto che a volte (anzi, spesso) mi capita di sentir dire, specie dai più grandi, che tutto il mondo è paese e che all'estero si guadagna di più ma si spende anche di più, quindi tutto rapportato.
    Se poi vai ad analizzare, all'estero si va a vivere da soli anche a 18 anni e, in generale, se a 25 anni o più vivi ancora coi genitori sei considerato strano, ma è giusto così, perchè è a quell'età che si dovrebbe poter mettere su famiglia e non a 40, quando non puoi nemmeno più procreare e quindi la natura stessa ti dice che sei stato un mammone.
    Poi se qualcuno riesce a realizzarsi prima ben venga, ma la tendenza è un'altra e sarebbe ora di fare qualcosa per invertirla, quindi concordo in pieno con quello che hai detto.
    #12
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  13. Deutscher

    Deutscher Partecipo molto

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    Si, solo noi non possiamo fare famiglia, io infatti non faro` figli o moriranno di fame, non sono cretino come amici che pensano che la famiglia li aiutera`, appunto mammoni patentati, tanto ci pensa l'invasione a ripopolare i 100000 mancanti (per nasciture mancanti) dello scorso anno, piu` i 200000 scappati all'estero, cioe` con residenza regolarmente registrata, in realta` sono molti di piu`, tutto questo solo in un anno.

    La cosa molto divertente e` che se lo spieghi all'estero non ci credono, ho battagliato per spiegarli che la situazione e` veramente quella, in pochi ci hanno creduto perche` generalmente hanno dell'Italia l'idea dell'impero, del bel paese etc, peccato che era il secolo scorso o forse qualche millennio fa...

    Tranquillo non cambia niente, l'italiano medio rappresentato da Zalone e` la massima espressione di livello culturale, al massimo si va a fare a botte allo stadio, poveri tra poveri, come mi pare sia successo di recente, cosa vuoi che cambi in un paese del genere? Magari questi cambiamenti del governo faranno anche bene all'economia, ma non cambiera` il marciume di questo paese, sempre in un paese di incivili vivrai.
    (la scusa del "non siamo gli unici" e` fuori luogo)
    #13

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