<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
		xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
>

<channel>
	<title>italiansinfuga</title>
	<atom:link href="http://www.italiansinfuga.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.italiansinfuga.com</link>
	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 01:13:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
	<copyright>Copyright &#xA9; italiansinfuga 2010 </copyright>
	<managingEditor>you@yourdomain.com (italiansinfuga)</managingEditor>
	<webMaster>you@yourdomain.com (italiansinfuga)</webMaster>
	<image>
		<url>http://www.italiansinfuga.com/wp-content/plugins/podpress/images/powered_by_podpress.jpg</url>
		<title>italiansinfuga</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com</link>
		<width>144</width>
		<height>144</height>
	</image>
	<itunes:subtitle></itunes:subtitle>
	<itunes:summary>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</itunes:summary>
	<itunes:keywords></itunes:keywords>
	<itunes:category text="Society &#38; Culture" />
	<itunes:author>italiansinfuga</itunes:author>
	<itunes:owner>
		<itunes:name>italiansinfuga</itunes:name>
		<itunes:email>you@yourdomain.com</itunes:email>
	</itunes:owner>
	<itunes:block>no</itunes:block>
	<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	<itunes:image href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/plugins/podpress/images/powered_by_podpress_large.jpg" />
		<item>
		<title>Glasgow è una città difficile ma gli scozzesi sono meravigliosi</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/16/glasgow-e-una-citta-difficile-ma-gli-scozzesi-sono-meravigliosi/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/16/glasgow-e-una-citta-difficile-ma-gli-scozzesi-sono-meravigliosi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 01:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[call centre]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[glasgow]]></category>
		<category><![CDATA[leeds]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=9756</guid>
		<description><![CDATA[Roberta Martucci Schiavi ci racconta del suo percorso all&#8217;estero, partendo da un ristorante italiano a Glasgow ed approdando ad una ditta americana a Leeds nello spazio di tre anni. Perché hai scelto Glasgow come primo porto per l&#8217;approdo all&#8217;estero? Le scelte che mi hanno portato a Glasgow sono state principalmente di natura personale, per cui non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Roberta Martucci Schiavi ci racconta del suo percorso all&#8217;estero, partendo da un ristorante italiano a Glasgow ed approdando ad una ditta americana a Leeds nello spazio di tre anni.</h1>
<p><strong>Perché hai scelto Glasgow come primo porto per l&#8217;approdo all&#8217;estero?</strong></p>
<p>Le scelte che mi hanno portato a Glasgow sono state principalmente di natura personale, per cui non credo rilevanti in questo contesto.</p>
<p>Quello che credo possa interessare di più è perché ho scelto di andarmene dall&#8217;Italia.</p>
<p>Ho scelto di andare via perché dopo essermi laureata, a 25 anni, in Scienze della Comunicazione, mi sono resa conto che non sapevo neanche da dove iniziare per cercare un lavoro.</p>
<p>Ricordo di avere inviato svariati curricula, di non avere mai ricevuto risposta, ma ricordo soprattutto il senso di disorientamento.</p>
<p>Premetto di avere lavorato dacché avevo 18 anni e che sono una di quelle che non é stata mantenuta dalla famiglia neanche durante gli studi&#8230;mi sono sempre &#8220;arrabbattata&#8221; e ho trovato anche lavoro nel campo di mio interesse ad un certo punto (il giornalismo).</p>
<p>Eppure non mi sono saputa rapportare al &#8220;dopo laurea&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;altra cosa da dire é che ho sempre voluto fortemente allontanarmi dall&#8217;Italia, mi stava stretta,venendo poi da una piccola città, mi stava anche più stretta.</p>
<p>Quello che volevo era solo vedere qualcosa di diverso, vederlo e viverlo, e capire se avevo ragione a sentirmi tanto stretta.</p>
<p>Così, una volta presentatami una sorta di occasione per andare via, l&#8217;ho presa, e sono finita a <strong>Glasgow</strong>. Una città molto difficile in cui vivere&#8230;</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_9761" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-9761" title="Glasgow" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/05/glasgow-300x200.png" alt="Glasgow" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Glasgow</p></div>
<p><strong>Che tipo di lavori sei riuscita a trovare a Glasgow? </strong></p>
<p>All&#8217;inizio mi sono trovata davanti ad una sola scelta: il ristorante italiano.</p>
<p>Non avevo altra opportunità, specialmente considerando che non parlavo l&#8217;inglese e che lo scozzese lo parlavo anche di meno!</p>
<p>Non ho fatto alcuna fatica a trovare lavoro, sono andata spavalda in un ristorante italiano (il cui manager era scozzese) e con curriculum alla mano ho chiesto il lavoro.</p>
<p>Anche se il mio inglese era davvero pessimo, mi è stata comunque offerta una occasione. E questa è una cosa che ho notato del Regno Unito, che se hai voglia di lavorare, lavori.</p>
<p>Che la barriera linguistica non è una vera barriera, che essendo un paese multiculturale la propria cultura può essere già essa stessa una risorsa.</p>
<p>Finita l&#8217;esperienza del ristorante italiano (mi avevano ridotto le ore e non potevo più permettermelo) ho trovato un altro lavoro in un ristorante turco, ma a quel punto mi sentivo più consapevole della lingua ed ero già alla ricerca di qualcosina di meglio.</p>
<p>L&#8217;esperienza al ristorante turco è stata particolare, direi. Anche li si è trattato di venire a contatto con culture completamente diverse per le quali l&#8217;essere italiana non è mai stato un problema, pur non essendo un vantaggio, dal momento in cui i miei colleghi erano tutti provenienti dalla Turchia.</p>
<p>Finito il limbo dei risoranti (che di limbo si tratta) sono stata assunta in una compagnia di Marketing.</p>
<p>Non ho trovato io questo lavoro, ma il mio allora fidanzato che già vi lavorava mi ha introdotta per fare delle ricerche di mercato in italiano.</p>
<p>La compagnia era disorganizzata e gestita da due personaggi molto dubbi, le ricerche al telefono erano frustranti e noiose, ma i soldi non erano male.</p>
<p>Quando i progetti in italiano sono terminati mi è stato offerto di restare li e farne in inglese.</p>
<p>Il mio livello di inglese era abbastanza buono per farcela? Una domanda che non mi sono neanche posta ed ho preteso di essere in grado.</p>
<p>Con un poco di furbizia e di ingegno me la sono cavata e sono rimasta nella compagnia un anno, continuando ricerche di mercato in italiano, inglese e portoghese (che parlavo già da prima di approdare nel Regno Unito).</p>
<p>Ho trovato questa esperienza formativa soprattutto sotto il punto di vista linguistico, anche se lavorativamente parlando frustrante in quanto non molto tardi ho realizzato che non c&#8217;era alcuna prospettiva  di carriera o prospettiva alcuna direi.</p>
<p>Finita l&#8217;esperienza nella compagnia (finita per mio volere) sono stata una sola settimana senza lavorare.</p>
<p>Ho trovato l&#8217;impiego in IBM su un sito di ricerche di lavoro.</p>
<p>Sono stata chiamata il giorno stesso che ho inviato la mia application.</p>
<p>Ho fatto il colloquio non sapendo si trattasse di unn callcentre italiano e sperando in realtà di essere presa per la lingua portoghese, invece alla fine mi sono ritrovata nel team Italia.</p>
<p>L&#8217;esperienza è stata negativissima e non ho altri aggettivi. Cosa che vado a spiegare nella prossima domanda.</p>
<p><strong>Com&#8217;è l&#8217;ambiente lavorativo in un call centre multilingue nel Regno Unito?</strong></p>
<p>L&#8217;ambiente in quanto tale era molto affascinante. Un open space con centinaia di persone e davvero tutte le lingue possibili a disposizione. Peccato per il lavoro in sè, che era alienante.</p>
<p>8 ore al telefono interrotte da due pause di 15 minuti, e nessuna libertà, neanche di andare in bagno.</p>
<p>Ho lavorato a contatto, come  ho detto, con decine di lingue, senza mai interagire con nessuno, e per un anno che sono stata li non ho fatto altro che parlare italiano.</p>
<p>Era come stare in Italia e lavorare in Italia.</p>
<p>Le persone con cui lavoravo, era come se non si fossero mai spostate dal loro paese&#8230;</p>
<p>Il lavoro era da robot: prendere chiamate una dopo l&#8217;altra. Sono arrivata anche a 100 telefonate in un giorno. Non lo consiglio a nessuno.</p>
<p><strong>Che impressione ti è rimasta di Glasgow?</strong></p>
<p><strong>Glasgow</strong>&#8230; Glasgow è una città difficile, con un tessuto sociale intriso di problemi, il maggiore tra cui la droga.</p>
<p><strong>Glasgow</strong> è una città pericolosa dove non è possibile pensare di avere una famiglia, non per me almeno.</p>
<p><strong>Glasgow</strong> è una città anche bruttina, per essere onesta.</p>
<p>Gli scozzesi sono meravigliosi, pero&#8217;. Sono &#8220;nicer&#8221; degli inglesi, sono più &#8220;caldi&#8221;. E molto accoglienti.</p>
<p>Non ci sono pregiudizi per chi viene dall&#8217;estero, mi sono trovata benissimo in quel senso.</p>
<p>Ma dopo 3 anni e mezzo la scelta di andare via è stata d&#8217;obbligo, come ho detto, anche in prospettiva di una famiglia.</p>
<p>Non mi sono mai sentita tranquilla, a <strong>Glasgow</strong>, anche la zona migliore aveva troppi problemi e pericoli.</p>
<p>E mi dispiace, perché come ho detto, non mi sono mai sentita tagliata fuori dalla società perché straniera.</p>
<p><strong>Come hai trovato il lavoro che ti ha portata a Leeds e cosa fai?</strong></p>
<p><strong> </strong>A Leeds mi sono trasferita perche quello che è il mio attuale marito (italiano) ha trovato lavoro in una compagnia di traduzione che ha sede qui.</p>
<p>Sono stata meno di due mesi senza lavorare e ho mandato neanche troppi curricula prima di trovare il lavoro che ho adesso.</p>
<p>L&#8217;ho trovato anche questo online, su gumtree.co.uk.</p>
<p>Mi hanno chiamata tramite una agenzia e assunta nel giro di due settimane.</p>
<p>L&#8217;italiano era richiesto, e quello che mi ha stupito dell&#8217;annuncio a suo tempo, è stato che non si richiedeva un italiano madrelingua ma solo una persona che lo parlasse fluentemente.</p>
<p>Onestamente non voglio lavorare con l&#8217;italiano, sono ben felice di praticare l&#8217;inglese e lavorare con gli inglesi e non solo.</p>
<p>Io mi occupo dell&#8217;Italia nell&#8217;Order Management di una compagnia americana, ma anche del Portogallo e tutti gli altri account necessitano di comunicare in inglese con me.</p>
<p>Quindi pratico costantemente tutte e 3 le lingue che conosco e sono felice di questo.</p>
<p>L&#8217;ambiente di lavoro è un open space e ci sono persone di moltissime nazionalità diverse.</p>
<p>Sono soddisfatta di quello che faccio e ho trovato, trovo, lavorare con gli inglesi (i miei manager sono tutti inglesi) gratificante.</p>
<p>Nel mio team sono l&#8217;unica italiana e le mie colleghe inglesi, che per natura sono più tranquille, molto più &#8220;polite&#8221; si intefacciano con me con l&#8217;interesse, la curiosità di essere a contatto con una persona di un&#8217;altra cultura.</p>
<p><strong>Che confronto riesci a fare tra Glasgow e Leeds?</strong></p>
<p>Di Glasgow ho già espresso il mio punto di vista, Leeds è una città molto più tranquilla e meglio vivibile. E&#8217; una città più ricca innanzitutto, dove anche ci sono problemi (e dove non ci sono?) ma che non sono una costante e che non mettono in una condizione di non tranquillità.</p>
<p><strong>Grazie Roberta e buon proseguimento a Leeds!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/16/glasgow-e-una-citta-difficile-ma-gli-scozzesi-sono-meravigliosi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come sono diventata giornalista per El País a Madrid</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/16/come-sono-diventata-giornalista-per-el-pais-a-madrid/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/16/come-sono-diventata-giornalista-per-el-pais-a-madrid/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 23:58:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[El País]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[madrid]]></category>
		<category><![CDATA[tiziana trotta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=9751</guid>
		<description><![CDATA[Tiziana Trotta lavora a Madrid come giornalista per El País. In questa intervista condivide il suo percorso da Urbino a Madrid. Potete seguire Tiziana su lalenguapegadondeeldienteduele e su Twitter @Trtiz. Cosa hai studiato a Urbino? Scienze dell’Informazione e dello Spettacolo, indirizzo Giornalismo. Ho scelto Urbino perché offriva un curriculum di studi diverso dalle altre universitá, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Tiziana Trotta lavora a Madrid come giornalista per El País.</h1>
<p><strong>In questa intervista condivide il suo percorso da Urbino a Madrid.</strong></p>
<p><strong>Potete seguire Tiziana su <a title="Tiziana Trotta" href="http://lalenguapegadondeeldienteduele.wordpress.com/" target="_blank">lalenguapegadondeeldienteduele</a> e su Twitter <a href="https://twitter.com/#!/Trtiz" target="_blank">@Trtiz</a>.</strong></p>
<p><strong>Cosa hai studiato a Urbino?</strong></p>
<p>Scienze dell’Informazione e dello Spettacolo, indirizzo <strong>Giornalismo</strong>. Ho scelto Urbino perché offriva un curriculum di studi diverso dalle altre universitá, non era la solita laurea in Scienze delle Comunicazioni.</p>
<p><strong>Perché poi il Master a Parigi e di cosa si trattava?</strong></p>
<p>A Urbino ho avuto la possibilitá di scrivere una tesi di Storia Contemporanea su un determinato tipo di istituzioni gestite dalla Chiesa cattolica in Irlanda per le donne considerate peccatrici.</p>
<p>Si trattava di un argomento sul quale esisteva poco materiale storiografico, per cui ho deciso di approfondire il tema e ho chiesto di essere ammessa nella École Pratique des Hautes Études della Sorbonne, una scuola dottorale dove mi sono formata nel campo della ricerca su Religioni e Società.</p>
<p><strong>Come e quando sei approdata a Madrid?</strong></p>
<p>Sono approdata a <strong>Madrid</strong> dopo un breve soggiorno in Irlanda per concludere i miei studi di DEA (Diploma di Studi Avanzati), nel 2006.</p>
<p>Qui ho intrapreso degli studi di specializzazione sulle relazioni tra la Spagna e il Nord Africa.</p>
<p><strong>Come é stato il primo impatto con la Spagna e qual era il tuo livello di conoscenza dello spagnolo?</strong></p>
<p>Quando sono arrivata qui, non conoscevo il paese e avevo solo una vaga idea della lingua. Non é stato difficile ambientarsi, grazie al carattere mediterraneo degli spagnoli, anche se devo ammettere che ho notato una grande differenza con lo stile di vita parigino.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7065" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/madrid/"><img class="size-medium wp-image-7065" title="Madrid su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/10/madrid-290x300.jpg" alt="Madrid su Italiansinfuga" width="290" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Madrid su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Quale é stata la tua progressione lavorativa a Madrid?</strong></p>
<p>La Spagna sta vivendo un momento di grande crisi economica e finanziaria.</p>
<p>Gli spagnoli sono stufi, come hanno dimostrato gli indignados che sono scesi in piazza un anno fa.</p>
<p>Trovare un lavoro consono alla propria formazione é complicato.</p>
<p>La disoccupazione giovanile é tra le più elevate d’Europa e molti sono costretti ad accettare impieghi inferiori alle loro capacitá, precari e con salari irrisori.</p>
<p>Anche per me é stato complicato, soprattutto all’inizio.</p>
<p>Ho lavorato come traduttrice e interprete, ho dato lezioni di lingue, ho coordinato la comunicazione all’interno di un progetto per una grande impresa, ho collaborato con varie pubblicazioni, in Spagna e all’estero.</p>
<p><strong>Ci descrivi cosa vuole dire lavorare come giornalista per El País?</strong></p>
<p>Avevo voglia di dare una svolta alla mia situazione lavorativa, cosí ho deciso di presentarmi alle selezioni per la <a title="Scuola di Giornalismo de El Pais" href="http://www.uam.es/otroscentros/periodismouampais/default.html" target="_blank"><strong>Scuola di Giornalismo de El País</strong></a>.</p>
<p>É stata una fantastica esperienza, anche se molto intensa, dove ho appreso a lavorare nella carta stampata, nel settore digitale e in radio.</p>
<p>Lavorare per <strong>El País</strong> per me é una grande soddisfazione, é il quotidiano in lingua spagnola che seguo da sempre e che offre un’informazione rigorosa e completa.</p>
<p>Ho collaborato con la sezione Esteri e da gennaio mi dedico all’Economia.</p>
<p><strong>Consigli per chi vuole seguire il tuo percorso all&#8217;estero?</strong></p>
<p>Studiare tanto e puntare tutto sul proprio valore aggiunto.</p>
<p><strong>Grazie Tiziana e buon proseguimento a Madrid!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/16/come-sono-diventata-giornalista-per-el-pais-a-madrid/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Washington, Boston e New York: 3 città statunitensi in 3 anni</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/15/washington-boston-e-new-york-3-citta-statunitensi-in-3-anni/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/15/washington-boston-e-new-york-3-citta-statunitensi-in-3-anni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 04:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[boston]]></category>
		<category><![CDATA[donnaconfuso]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[washington]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=9738</guid>
		<description><![CDATA[Michela e marito si sono trasferiti negli Stati Uniti tre anni fa per lavoro. Potete seguire le vicende di Michela, adesso a New York, leggendo il suo blog Donnaconfuso. Chi siete e cosa facevate in Italia? Siamo due opposti incapaci di resistere alla legge di attrazione, direi: lui un serio ingegnere siciliano, io una &#8220;filosofa&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Michela e marito si sono trasferiti negli Stati Uniti tre anni fa per lavoro.</h1>
<p><strong>Potete seguire le vicende di Michela, adesso a New York, leggendo il suo blog <a title="Donnaconfuso" href="http://www.donnaconfuso.com/" target="_blank">Donnaconfuso</a>.</strong></p>
<p><strong>Chi siete e cosa facevate in Italia?</strong></p>
<p>Siamo due opposti incapaci di resistere alla legge di attrazione, direi: lui un serio ingegnere siciliano, io una &#8220;filosofa&#8221; lombarda un po&#8217; folle. Io con le radici bien piantate a terra come chi cresce con le montagne alle spalle, lui sempre pronto a lanciarsi in nuove avventure, come gli ha insegnato il mare che aveva davanti agli occhi. Prima di partire io lavoravo nella ditta di famiglia e lui un&#8217;azienda di software per l&#8217;editoria.</p>
<p><strong>Quali sono stati i motivi del trasferimento a Washington nel 2009?</strong></p>
<p>L&#8217;azienda per cui lavora mio marito e per la quale faceva già continue trasferte all&#8217;estero ha aperto una filiale negli <strong>U.S.A.</strong> e gli ha proposto il trasferimento. Volevamo viaggiare e volevamo stare insieme, non senza qualche difficoltà e pieni di ansia (io) abbiamo fatto i bagagli, ci siamo sposati e siamo partiti. Tutto nel giro di tre mesi <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="attachment_9744" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-9744" title="Cape Cod" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/05/capecod.png" alt="Cape Cod" width="550" height="365" /><p class="wp-caption-text">Cape Cod</p></div>
<p><strong>Ci descrive l&#8217;esperienza di vita nella capitale statunitense?</strong></p>
<p>Con il senno di poi mi sento di dire che <strong>D.C.</strong> è stata la città ideale come prima meta negli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<p>Ricorda un po&#8217; la provincia italiana che conosco: grandi spazi verdi, poco traffico, nessun grattacielo.</p>
<p>Una città tranquilla e safe come dicono qui.</p>
<p>I tumulti della lotta al razzismo, quando la capitale fu messa letteralmente a ferro e fuoco, sono un lontano ricordo, almeno nella zona centrale.</p>
<p>Purtroppo in periferia c&#8217;è molta povertà e io non sono così sicura che si sia arrivati ad una vera integrazione razziale.</p>
<p>Indimenticabile dell&#8217;anno vissuto qui, rimarrà lo stormageddon, la più grande nevicata degli ultimi 20 anni!</p>
<p>Era tutto fermo e quasi surreale: i supermercati completamente vuoti, le strade deserte, non ho mai visto tanto bianco in vita mia. Meraviglioso, anche se ci hanno cancellato il volo per tornare a casa per Natale.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_9740" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-9740" title="Boston" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/05/boston-300x187.jpg" alt="Boston" width="300" height="187" /><p class="wp-caption-text">Boston</p></div>
<p><strong>Dopodiché, lo spostamento a Boston, quali sono le differenze principali tra le due città e quale preferisci?</strong></p>
<p><strong>Boston </strong>è una città universitaria, molto più viva e vissuta di <strong>Washington</strong>.</p>
<p>Viene definita la culla della cultura americana e in effetti offre molta più varietà da questo punto di vista, in termini di teatri, circoli culturali ed eventi (senza nulla togliere ai blasonatissimi musei completamente gratuiti della capitale).</p>
<p>Anche architettonicamente regala un panorama più sfaccettato: skyscraper nel distretto finanziario, palazzi antichi in centro e una vivacissima comunità di italiani a north end.</p>
<p>Quello che più mi ha affascinato nell&#8217;anno vissuto a Boston sono le gite fuori porta che ci ha consentito di fare: <strong>Cape Cod</strong> è un posto incantevole e il <strong>Maine</strong> è insuperabile paesaggi di una delicatezza indescrivibile e come non citare le succulenti e economicissime aragoste?</p>
<p>Se devo scegliere la mia preferita, però, direi <strong>Washington</strong> che ho trovato una madre accogliente e silenziosa, mentre <strong>Boston</strong> mi ha ricordato una severa e algida insegnante, di quelle con gli occhialini e la bacchetta in mano. Sarà stato il freddo (abbiamo raggiunto i -19 gradi celsius), ma io non mi sono mai sentita parte della più anziana città d&#8217;America.</p>
<p><strong> Adesso vi siete appena spostati a New York, cosa vi ha portato lì?</strong></p>
<p>Mio marito è un project manager e mi verrebbe da dire che ogni progetto è una città <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Concluso un lavoro, ne riparte un altro, sfortunatamente sempre sulla east coast per ora, ma continuo a sperare che prima o poi sarà il turno della <strong>California</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_9741" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-9741" title="NYC" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/05/nyc-300x187.jpg" alt="NYC" width="300" height="187" /><p class="wp-caption-text">NYC</p></div>
<p><strong>Prime impressioni della vita di tutti i giorni a New York?</strong></p>
<p>Quando ho saputo che la nostra meta successiva sarebbe stata <strong>NYC</strong> mi è venuto un colpo.</p>
<p>Ero terrorizzata dal caos, dal rumore, dallo smog e da quella moltitudine di persone che popola le strade a tutte le ore del giorno e della notte.</p>
<p>Fortunatamente però abbiamo trovato casa a <strong><a title="Williamsburg Brooklyn New York" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Williamsburg,_Brooklyn" target="_blank">Williamsburg</a></strong> che è un quartiere giovane e carino che si trova a nord di Brooklyn ad appena una fermata di metro da Manhattan.</p>
<p>Questa soluzione è davvero ottimale perchè ci consente di andare a lavorare o divertirci nella city con grande facilità ma anche di rimanere in una dimensione più paesana quando non abbiamo voglia di affrontare la confusione.</p>
<p>Forse qualcuno si stupirà dell&#8217;aggettivo che ho usato, eppure dopo quasi 3 anni negli <strong>Stati Uniti</strong>, sono dovuta arrivare a <strong>NYC</strong> per avere la sensazione di vivere in un paesino!</p>
<p>Abbiamo il panificio, l&#8217;alimentari e la ferramenta sotto casa, ci sono pochissime auto e la strada si può attraversare senza aspettare il semaforo verde ma, incredibilmente, basta salire all&#8217;ultimo piano del palazzo per vedere la skyline (forse) più famosa al mondo.</p>
<p>Viviamo qui solo da 3 mesi, ma posso dire che per ora <strong>New York</strong> ha confermato tutti i luoghi comuni che ci sono su di lei!</p>
<p>E&#8217; veramente  la città che non dorme mai, dove puoi trovare qualsiasi cosa desideri, a partire dal cibo, nell&#8217;esatto momento in cui la desideri, è multiculturale, colorata e contraddittoria: l&#8217;estrema povertà e la ricchezza sfacciata vivono gomito a gomito, ignorandosi, ahimè.</p>
<div id="attachment_9742" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-9742 " title="Williamsburg" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/05/williamsburg-300x224.jpg" alt="Williamsburg" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">Williamsburg</p></div>
<p><strong>Che riassunto puoi fare dopo alcuni anni di vita negli Stati Uniti?</strong></p>
<p>Questi tre anni sono stati i più ricchi ed emozionanti della nostra vita, anche se molto faticosi (tre traslochi così ravvicinati, non li auguro nemmeno al mio peggior nemico).</p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti </strong>sono un paese molto diverso non solo dall&#8217;Italia, ma soprattutto dall&#8217;idea che me n&#8217;ero fatta prima di viverci.</p>
<p>Non è tutto perfetto, funzionante e all&#8217;avanguardia come magari si può immaginare.</p>
<p>La burocrazia esiste anche qui ed è snervante e severissima, i rapporti con le persone sono &#8220;strani&#8221;, io ho stretto amicizia quasi esclusivamente con altri stranieri trasferitisi qui, perchè la maggior parte degli  americani sorride ed è sempre gentile, ma trasformare la cortesia in un rapporto di amicizia è molto difficile.</p>
<p>Ho notato una certa repulsione ad approfondire.</p>
<p>Anche la mia idea che gli <strong>U.S.A.</strong> fossero l&#8217;apoteosi della libertà di espressione è cambiata, ho trovato maggior conformismo di quanto mi sarei aspettata e poi sono immensi. No, dico davvero, io non me ne ero mai resa conto solo guardando la cartina, ma le gite della domenica si esauriscono molto velocemente, perché bisogna almeno raddoppiare il tempo di percorrenza per vedere &#8220;qualcosa&#8221;.</p>
<p>Ore e ore di strada e alberi, alberi e strada senza una casa, una fabbrica, una chiesa.</p>
<p>Tantissimo spazio vuoto e una spiccata  abitudine a percorrerlo, che diventa contagiosa, noi stessi ora diciamo: &#8220;ah SOLO due ore? Vicino!&#8221;</p>
<p>Vale davvero la pena di mettersi in strada e girare, guardare, visitare, perchè questa terra gigantesca è piena di paesaggi tutti differenti, ma ugualmente affascinanti.</p>
<p>Ciò che mi ha insegnato vivere  qui è la propensione alla gioia.</p>
<p>La felicità è considerata a tutti gli effetti un traguardo da raggiungere e l&#8217;ottimismo un ottimo mezzo per farlo.</p>
<p>Una mia insegnante una volta mi ha detto: &#8220;Voi stranieri parlate sempre di questo american dream? Ma a che cosa alludete? Perchè per noi, il più grande sogno è avere una famiglia numerosa, un cane, due auto e la casa di proprietà&#8221;</p>
<p>L&#8217;ho trovata una lezione preziosissima, più dei past tense che ancora non ho imparato!</p>
<p><strong>Consiglieresti gli Stati Uniti come meta di trasferimento per gli italiani? Perché?</strong></p>
<p>Non so se sono nella posizione di poter consigliare, ma sicuramente scoraggerei il &#8220;mollo tutto&#8221;!</p>
<p>Noi ci siamo spostati con le spalle ben coperte. Il costo della vita è molto alto a partire dall&#8217;istruzione fino ad arrivare alla sanità.</p>
<p>I servizi sono buoni, ma non tutti gli ospedali sono come quelli della serie televisiva E.R., anzi!</p>
<p>Io sono stata in strutture quasi decadenti che mi hanno fatto rimpiangere le A.s.l.</p>
<p>Mi viene in mente che forse è meglio specificare che quanto ho detto vale per le città in cui ho vissuto, perchè, data l&#8217;immensità di cui sopra, non credo esistano leggi universali, tanto è vero che loro stessi si governano con leggi statali <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Non esiste un sostegno o un supporto statale e lo spettro di diventare un cattivo pagatore è una spada di Damocle che pende sulla testa di ciascuno.</p>
<p>Perchè se ti iscrivono nel registro nero, la vita diventa impossibile, soprattutto in un paese che si basa sul credito (o debito dipende dal punto di vista in cui lo si guarda).</p>
<p>Se sbagli sei fuori, non è un modo di dire, funziona realmente così.</p>
<p>Bisogna però ammettere  che se si ha una propria rete di salvataggio e tanta voglia di fare qui si può vivere bene e soprattutto nessuno chiude la porta in faccia a una buona idea o a una mente geniale e questo rimane un ottimo punto a favore degli States.</p>
<p>So di dire una cosa banale, ma questo è veramente il paese in cui puoi mettere a frutto ogni tuo talento, dove vige la meritocrazia e non il corrotto sistema delle raccomandazioni.</p>
<p>Se si hanno degli obiettivi chiari e il coraggio di mettersi in gioco, qui si può vivere con la quasi certezza di realizzarsi e la soddisfazione che ne consegue. Noi siamo felici tanto che abbiamo fatto domanda per la green card, nella  speranza che ce la concedano, se decidete di venire, fatemi un fischio che ci beviamo un caffè in compagnia, caffè americano, s&#8217;intende <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Grazie Michela e buon proseguimento negli Stati Uniti! Leggete <a title="Donnaconfuso" href="http://www.donnaconfuso.com/" target="_blank">Donnaconfuso</a>!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/15/washington-boston-e-new-york-3-citta-statunitensi-in-3-anni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stiamo emigrando verso la Nuova Zelanda</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/15/stiamo-emigrando-verso-la-nuova-zelanda/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/15/stiamo-emigrando-verso-la-nuova-zelanda/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 23:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[nuova zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=9724</guid>
		<description><![CDATA[Marialuisa Risoli e famiglia stanno emigrando verso la Nuova Zelanda. &#8220;Stanno&#8221; perché è una procedura tutt&#8217;altro che semplice o veloce. Per fortuna nostra Marialuisa ha iniziato un blog per raccontare la loro avventura, &#8216;Mollotutto &#8211; Stiamo emigrando!&#8216; Ecco la loro storia. Decisione lunga e sofferta? Lunga sì, sofferta no. Lasciamo stare l&#8217;Italia&#8230;lamentele e discorsi fatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Marialuisa Risoli e famiglia stanno emigrando verso la Nuova Zelanda.</h1>
<p><strong>&#8220;Stanno&#8221; perché è una procedura tutt&#8217;altro che semplice o veloce.</strong></p>
<p><strong>Per fortuna nostra Marialuisa ha iniziato un blog per raccontare la loro avventura, &#8216;<a href="http://mollotutto.webnode.it/" target="_blank">Mollotutto &#8211; Stiamo emigrando!</a>&#8216;</strong></p>
<p><strong>Ecco la loro storia.</strong></p>
<p>Decisione lunga e sofferta? Lunga sì, sofferta no.</p>
<p>Lasciamo stare l&#8217;Italia&#8230;lamentele e discorsi fatti e sentiti mille volte&#8230;mettiamola così: cerchiamo cambiamento e nuove opportunità!</p>
<p>Cerchiamo spazio, persone, paesaggi nuovi, esperienze, avventure, sfide per diventare migliori e per cambiare quello che siamo.</p>
<p>Se lo scopo è sopravvivere&#8230;allora possiamo provarci anche altrove, no?</p>
<div id="attachment_9729" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/nuova-zelanda/"><img class="size-medium wp-image-9729" title="Nuova Zelanda su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/05/castle-300x200.png" alt="Nuova Zelanda su Italiansinfuga" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Nuova Zelanda su Italiansinfuga</p></div>
<p>E allora si parte! Destinazione <strong>Nuova Zelanda</strong>!</p>
<p>Siamo noi i migranti atipici? Italiani con una testa poco italiana, le tasse si pagano, si ricicla, non si spreca, si tiene e si usa tutto fino a che non ci si può fare più nulla!</p>
<p>Ogni mattina si lavora, puntuali, niente mutua, niente congedo parentale, giorni di ferie quando proprio non si riesce ad alzarsi dal letto dal male.</p>
<p>In famiglia un medico con uno stipendio buono e puntuale per cui ogni mattina ringraziamo, visti i tempi siamo i più fortunati del mondo.</p>
<p>Sì noi siamo i più fortunati del mondo perchè lo sappiamo come si sta a non avercene e non si sciala MAI.</p>
<p>Quando non per necessità, almeno per rispetto.</p>
<p>Poi ci sono io, una aspirante insegnante di tedesco, che però ha solo insegnato inglese, che però adesso sta a casa grazie alle fantastiche riforme della scuola degli ultimi anni.</p>
<p>E ancora i nostri 3 figli in ordine dai 7 ai 2 anni, la loro vita gira attorno scuola, sport e amici. Come tutti i bambini dovrebbero poter fare!</p>
<p>Perchè la <strong>Nuova Zelanda</strong>?</p>
<p>Chi vuole scappare dall&#8217;altra parte del mondo&#8230; chi vuole andare ai tropici&#8230; chi vuole ripercorrere le orme di Aragorn nei paesaggi del Signore degli Anelli.</p>
<p>Le nostre risposte sono no, no, no.</p>
<p>Perchè chi è disgustato dall&#8217;Italia non per forza deve farsi 20mila km di aereo spendendo un capitale, basta andare 3 metri oltre il confine per vedere che il mondo gira diversamente.</p>
<p>Perchè la <strong>Nuova Zelanda</strong> non ha un clima tropicale gente! Fa freddo, piove e tira vento&#8230;quasi sempre.</p>
<p>Perchè il Signore degli Anelli è certo un capolavoro, ma un paio di centinaia di metri di pascolo alpino su cui correre li troviamo anche qui dove stiamo <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> !</p>
<p>Il perchè è complicato&#8230; è una sfida, è una ricerca.</p>
<p>E’ iniziato tutto dall’insoddisfazione, in Italia si lavora, e spesso non si arriva a metà mese. Nonostante il tipo di lavoro, nonostante le responsabilità, nonostante le ore trascorse sul posto di lavoro.</p>
<p>Abbiamo cercato alternative, abbiamo considerato tutto: le nostre aspirazioni, i progetti per i nostri figli, il nostro carattere e alla fine abbiamo scelto.</p>
<p>Il percorso per noi è complicato, ma per altri è impossibile perché le maglie dell’<strong>immigrazione neozelandese</strong> parallelamente a quelle australiane si stanno stringendo sempre di più, i criteri da soddisfare sono molti, i soldi che servono per preparare i documenti si tolgono dal bilancio già devastato della famiglia, ma piano piano si fa tutto.</p>
<p>Esami di inglese, visite mediche, traduzione di tutti i titoli di studio, curriculum in ordine, riconoscimento dell’abilitazione, iscrizione all’ordine.</p>
<p>Un passo alla volta, tra momenti di attività maniacale e momenti di attesa sfibrante.</p>
<p>Spulciare il <a title="Immigrazione Nuova Zelanda" href="http://www.immigration.govt.nz/" target="_blank"><strong>sito dell’immigrazione</strong></a>, conoscere gente che ha fatto la stessa nostra scelta, viaggio perlustrativo sono i miei consigli per tutti quelli che ci vogliono provare.</p>
<p>Il primo punto è fondamentale perché si capisce subito se si può procedere o no, qualifica lavorativa o ricerca universitaria sono i 2 elementi che possono rendere l’emigrazione facile e veloce, <strong>altrimenti ragazzi è un calvario</strong>.</p>
<p>Il secondo può servire a sfatare alcuni miti che abbiamo noi ‘ignoranti’ sulla <strong>Nuova Zelanda</strong>.</p>
<p>Il clima come vi ho detto prima è un deterrente per noi lucertole abituate al sole e al clima stabile: piove piove e piove, quando non piove c’è vento e poi piove; certo quando esce il sole è uno spettacolo di colori!</p>
<p>Non pensate di fare il bagno senza muta, non pensate di stare sdraiati in spiaggia a prendere il sole, non pensate di fare lunghe cene sul terrazzo guardando il tramonto… cioè può capitare, ma forse 3 o 4 volte all’anno.</p>
<p>L’ultima cosa prima di decidere di mandare i moduli all’ambasciata è il viaggio di perlustrazione: noi stessi ci siamo accorti che la <strong>Nuova Zelanda è culturalmente molto lontana dal nostro modo di pensare e vivere</strong>.</p>
<p>A partire dai centri urbani generalmente molto piccoli e isolati a parte alcuni esempi (Auckland in testa), le case che sembrano così poco solide, le abitudini alimentari, l’uso/abuso di alcol, i vari problemi di integrazione tra pakeha e maori…si scontrano con il sorriso e la curiosità dei neozelandesi che vogliono sempre sapere qualcosa su di te, su cosa fai laggiù, perché ci vuoi rimanere, proprio in quel posto così lontano da tutto quello che succede di interessante nel mondo e ti raccontano del loro desiderio di partire per 3 o 6 mesi e vedere l’Europa.</p>
<p>‘Ah l’Italia che bella!’ e noi che pensiamo ‘Eh sapessi!’.</p>
<p>Poi ti accorgi che loro sanno apprezzare e riciclare di tutto, cose che noi qui guardiamo inorriditi loro le usano senza nessun problema, mobili, auto, oggetti, vestiti.</p>
<p><strong>E durante il viaggio ci siamo chiesti di continuo se noi saremo capaci di affrontare un simile cambiamento perché, siamo onesti, noi ci prepariamo, trucchiamo, vestiamo anche per comprare il latte alle 7.30 del mattino… laggiù si va in pigiama ed è perfettamente normale, nessuno lo nota, nessuno nota che hai addosso una marca N che costa X. </strong></p>
<p>In Italia ci campi su come gli altri pensano che tu sia in base a quello che ostenti. E per la mancanza di questo gioco di ruolo, almeno ¾ delle persone che conosco andrebbero fuori di testa. Vedremo che succederà, noi contiamo di partire in estate. Magari ci si sente fra qualche mese per sfatare qualche mito o crearne di nuovi!</p>
<p><strong>Seguite Marialuisa su &#8216;<a href="http://mollotutto.webnode.it/" target="_blank">Mollotutto &#8211; Stiamo emigrando!</a>&#8216;</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/15/stiamo-emigrando-verso-la-nuova-zelanda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>9 minuti al giorno  per costruire la vostra carriera</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/14/9-minuti-al-giorno-per-costruire-la-vostra-carriera/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/14/9-minuti-al-giorno-per-costruire-la-vostra-carriera/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 05:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Linkedin]]></category>
		<category><![CDATA[9 minuti]]></category>
		<category><![CDATA[carriera]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[linkedin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=9721</guid>
		<description><![CDATA[Secondo William Arruda basta dedicare nove minuti al giorno alla gestione della propria carriera. Arruda è un esperto di &#8216;branding personale&#8217; che contribuisce regolarmente al blog di Linkedin. In base a cosa può essere realisticamente inserito all&#8217;interno della propria giornata lavorativa, Arruda crede che nove minuti sia il tempo massimo (ed ottimale) da dedicare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Secondo William Arruda basta dedicare nove minuti al giorno alla gestione della propria carriera.</h1>
<p>Arruda è un <a title="William Arruda" href="http://www.linkedin.com/in/williamarruda" target="_blank">esperto di &#8216;branding personale&#8217;</a> che contribuisce regolarmente al blog di <strong>Linkedin</strong>.</p>
<p>In base a cosa può essere realisticamente inserito all&#8217;interno della propria giornata lavorativa, Arruda crede che <strong>nove minuti</strong> sia il tempo massimo (ed ottimale) da dedicare a tutti quei compiti che aiutano l&#8217;individuo a progredire la propria <strong>carriera</strong> verso l&#8217;obiettivo desiderato.</p>
<p>Secondo Arruda la <strong>gestione continuativa della propria carriera</strong> è essenziale per mantenere un <strong>profilo professionale</strong> appetibile ai futuri datori di lavoro.</p>
<p>La velocità del mondo lavorativo sta accelerando a dismisura e quindi bisogna mantenersi al passo con i tempi, sia dal punto di vista tecnologico che dal punto di vista del proprio profilo professionale.</p>
<p><strong>Cosa fare durante questi nove minuti?</strong></p>
<p>Innanzitutto la cosa più importante è che dedichiate <strong>nove minuti</strong> alla vostra carriera <strong>OGNI</strong> giorno.</p>
<p>L&#8217;aspetto continuativo di questo esercizio è essenziale per il successo dello stesso.</p>
<p><strong>Nove minuti </strong>inoltre non sono così tanti da arrecare ulteriore stress e aggiungere difficoltà alla vostra giornata lavorativa.</p>
<p>In questi <strong>nove minuti</strong> viene consigliato di spegnere il telefono e chiudere la casella postale elettronica in modo da avere il più possibile le condizioni ideali per dedicare il 100% della propria attenzione a questo esercizio.</p>
<p>Ecco le attività principali alle quali potete dedicarvi durante questi nove minuti:</p>
<ul>
<li>costruite la vostra rete di connessioni, il vostro network: la creazione e la manutenzione di relazioni con altri professionisti è un fattore fondamentale per una carriera di successo.</li>
<li>mantenete relazioni fornendo raccomandazioni (nel senso anglosassone del termine) e congratulazioni agli altri, tutti apprezzano il riconoscimento dei propri successi</li>
<li>chiedete raccomandazioni ad altri nel vostro network in modo da costruire la vostra credibilità agli occhi degli altri</li>
<li>elencate tutti i vostri successi su Linkedin in modo che il vostro profilo rimanga a passo con la vostra carriera</li>
<li>aggiornato il vostro status su Linkedin ogni giorno e assicuratevi che il vostro profilo e la vostra foto siano attuali</li>
<li>diventate un leader: gestite un gruppo su Linkedin; pubblicate un articolo; <a title="Per trovare lavoro all'estero iniziato un blog oggi" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/09/29/per-trovare-lavoro-allestero-iniziate-un-blog-oggi/" target="_blank">iniziate un blog</a>; parlate in pubblico; consigliate un libro da leggere</li>
<li>create una video biografia di voi stessi per il vostro profilo Linkedin</li>
<li>cercate impiegati, uno dei lavori più difficili per un manager. Se costruite la vostra &#8216; immagine&#8217; all&#8217;interno di una comunità (virtuale o meno), creerete &#8216;tifosi&#8217; che vorranno lavorare per voi</li>
<li>fate ricerca: fate uno sforzo speciale per fare ricerca su clienti, partner oppure concorrenti</li>
</ul>
<p>Per garantire che abbiate nove minuti da dedicare a queste cose, create un appuntamento con voi stessi ogni giorno. Questo può essere durante la pausa pranzo, sul treno andando al lavoro oppure mentre state bevendo il vostro cappuccino.</p>
<p>È stato anche creato un <a href="http://www.linkedin.com/groups?gid=4440386" target="_blank">gruppo su Linkedin</a> al quale potete iscrivervi.</p>
<p><strong>E voi? Li dedicate nove minuti OGNI giorno alla vostra carriera?</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/NTBkSwobbac?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/NTBkSwobbac?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/14/9-minuti-al-giorno-per-costruire-la-vostra-carriera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bilancio di dieci anni in Australia</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/14/bilancio-di-dieci-anni-in-australia/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/14/bilancio-di-dieci-anni-in-australia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 00:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=9718</guid>
		<description><![CDATA[Io e mia moglie siamo arrivati in Australia esattamente dieci anni fa. Arrivavamo da un decennio in Inghilterra e, quando si trattava di mettere su famiglia, decidemmo che l&#8217;Inghilterra non era il luogo ideale. Per fortuna nostra non avevamo alcun problema di visto in quanto io, cittadino australiano grazie alla madre (australiana), possedevo il passaporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Io e mia moglie siamo arrivati in Australia esattamente dieci anni fa.</h1>
<p>Arrivavamo da un decennio in Inghilterra e, quando si trattava di mettere su famiglia, decidemmo che l&#8217;Inghilterra non era il luogo ideale.</p>
<p>Per fortuna nostra non avevamo alcun problema di visto in quanto io, cittadino australiano grazie alla madre (australiana), possedevo il passaporto e potevo sponsorizzare mia moglie.</p>
<p>Si trattava quindi di decidere “semplicemente” se lo stile di vita australiano fosse quello ideale per una famiglia.</p>
<p>Era una scommessa in quanto avevamo visitato l&#8217;<strong>Australia</strong> in vacanza (soprattutto io) ma non ci avevamo mai vissuto.</p>
<p>Vivere e lavorare in un posto è molto diverso rispetto a ciò che si percepisce quando lo si visita in vacanza.</p>
<p><strong>Che bilancio possiamo fare degli ultimi dieci anni?</strong></p>
<p>Innanzitutto abbiamo messo su famiglia come da proposito ed oggi abbiamo un figlio di otto anni ed una figlia di quattro anni.</p>
<p>Possiamo dire che le speranze che ci hanno spinto in Australia si sono rivelate poi in gran parte vere.</p>
<p>Vedo lo stile di vita dei nostri figli e penso che sia un ottimo modo di crescere.</p>
<p>Faccio il confronto con l&#8217;Inghilterra ma anche con la mia infanzia in Italia. Rispetto a quest&#8217;ultima parlo ovviamente di situazioni totalmente diverse (trent&#8217;anni di differenza e provincia italiana rispetto a sobborgo di una metropoli agli antipodi).</p>
<p>È vero, mancano alcune cose che sono disponibili in Europa ma volendo trarre un bilancio penso che i figli siano fortunati a crescere in Australia.</p>
<p>Soprattutto l&#8217;aspetto della vita all&#8217;aria aperta, aiutata dal clima più clemente (anche a Melbourne), è un qualcosa che aiuta molto. Volendo i bambini possono fare tutti gli sport immaginabili (fatta eccezione per quelli invernali). I miei figli hanno praticato calcio, tennis, cricket, pallacanestro, nuoto (praticamente obbligatorio in Australia), karate. Costano però sono ottime occasioni per fare attività e nuove amicizie.</p>
<p>Per quello che riguarda io e mia moglie, dopo anni di girovagare in Inghilterra spostandoci per seguire il lavoro, ci siamo stabiliti in un sobborgo e non ci siamo più mossi. Sono nove anni che viviamo nella stessa casa, una mossa che ci ha aiutato a fare molte più amicizie rispetto a quante ne potevamo fare in Inghilterra. L&#8217;aver messo su famiglia ha aiutato anche molto in questo senso ma il mettere radici è stato il fattore principale.</p>
<p>Dal punto di vista lavorativo abbiamo iniziato lavorando per aziende e adesso stiamo lavorando per noi stessi.</p>
<p>Questo è un qualcosa che sinceramente non ci aspettavamo dieci anni fa. Stiamo facendo lavori che o non esistevano o dei quali non eravamo a conoscenza un decennio fa.<br />
Il mondo lavorativo australiano è molto dinamico e ce ne siamo accorti agli inizi quando si trattava di “ricreare” una carriera agli antipodi. In un certo senso quello che avevamo fatto fino ad allora in Inghilterra contava non tanto quanto sperassimo. Agli inizi si trattava quindi di partire magari da un gradino più in basso rispetto alla situazione in cui ci trovavamo in Europa ma pian piano siamo riusciti a crescere.</p>
<div id="attachment_5769" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5769" title=" " src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/07/kangaroo-sign-300x176.jpg" alt=" " width="300" height="176" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Con la nascita dei figli ci siamo poi anche accorti che il cambiamento delle nostre priorità di vita. La carriera ha ovviamente perso (relativamente) di valore rispetto all&#8217;impegno da dedicare ai figli. Questo è qualcosa che penso sarebbe successo ovunque noi ci trovassimo ma l&#8217;Australia, secondo me, fa veramente pensare a quali sono le priorità importanti. Quando ci sono valide alternative alle ore spese in ufficio sei quasi “costretto” a decidere quanto sia importante per te il lavoro. Ad esempio, Melbourne è una città ottima per chi vuole fare sport perché si può praticare ogni sport immaginabile. Mentre in Inghilterra è facile passare la maggior parte della giornata in ufficio perché, meteorologicamente parlando, le alternative non sono molto appetibili, in Australia è difficile rinunciare ad andare a correre durante l&#8217;ora di pranzo quando la temperatura è mite ed il sole splende.</p>
<p>Non voglio con questo suggerire che gli australiani non lavorino duramente. Esiste però la possibilità di scegliere cosa è veramente importante per voi nella vita e dedicare la giusta importanza alle varie priorità. Ne consegue che chi decide a favore dell&#8217;attività fisica, per esempio, si prende la responsabilità di accettare che la propria carriera non avanzerà alla stessa velocità di chi lavora dodici ore al giorno. Io e mia moglie abbiamo deciso che vogliamo dedicarci a lanciar strali lavori che ci consentono di bilanciare la famiglia e gli altri aspetti che riteniamo importanti della nostra vita rinunciando alla classica carriera presso un&#8217;azienda.</p>
<p>Questo è un qualcosa che in Australia è relativamente facile da fare in quanto tantissime persone lo fanno e le possibilità di reinventarsi sono ottime. Culturalmente è ben accetto il fatto che a trenta, quaranta o cinquant&#8217;anni uno decide di tornare “a scuola” per cambiare carriera. Quando un passo del genere è ben accetto da parte della società è molto più facile fare il salto rispetto ad una società dove il posto fisso è più radicato.</p>
<p><strong>Come è cambiata l&#8217;Australia dieci anni?</strong></p>
<p>È molto difficile da dirsi vivendoci dentro. Secondo me non molto la qualità della vita nelle città australiane rimane buonissima. Esistono problemi legati alla crescita delle metropoli ma, venendo dall&#8217;Europa, questi non sono enormi. Gli australiani si lamentano del traffico ma, credetemi, non ha nulla a che fare con il traffico che esiste nelle principali città italiane.</p>
<p>Il mondo del lavoro è diventato più difficile a causa della crisi finanziaria globale ma esistono ancora buonissime opportunità lavorative per chi ha le giuste competenze. In città come Melbourne e Sydney magari non è più come una volta ma altre città come Perth stanno andando molto bene grazie a particolari settori in forte espansione come ad esempio il settore minerario.</p>
<p>Il costo della vita è salito molto soprattutto per quello che riguarda gli affitti e l&#8217;acquisto della casa. Fortunatamente noi non risentiamo in quanto abbiamo acquistato nove anni fa e non abbiamo intenzione di muoverci.</p>
<p>L&#8217;Australia è sempre isolata. Questo è l&#8217;aspetto più importante del quale ci siamo resi conto negli ultimi dieci anni. Soprattutto con figli piccoli è difficile gestire la lontananza dall&#8217;Europa. Sono sei anni che non torniamo in Italia. Con il passare del tempo ci siamo resi conto che il crearsi una vita agli antipodi vuole anche dire, per forza, rinunciare al pendolarismo con l&#8217;Europa. Per motivi di soldi, di tempo, di difficoltà nel viaggiare con i figli, rimanere in Australia si rivela l&#8217;opzione più facile da prendere.</p>
<p>Riassumendo, siamo molto contenti della scelta che abbiamo fatto. Il bilancio è fondamentalmente positivo. Non possiamo garantire che la nostra esperienza sia valida per tutti i lettori in quanto ognuno valuta dieci anni di esperienza di vita in Australia diversamente. Spero però che queste parole possono fornirvi una prospettiva più a medio o lungo termine sull&#8217;emigrazione in una nazione diversa rispetto a quella che avrei potuto darvi dopo due o tre anni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/14/bilancio-di-dieci-anni-in-australia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Subito dopo la laurea verso il Canada grazie al visto vacanza lavoro</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/13/subito-dopo-la-laurea-verso-il-canada-grazie-al-visto-vacanza-lavoro/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/13/subito-dopo-la-laurea-verso-il-canada-grazie-al-visto-vacanza-lavoro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 04:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[ottawa]]></category>
		<category><![CDATA[whv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=9695</guid>
		<description><![CDATA[Riccardo Atzeni e Giulia Agostoni sono partiti verso il Canada con un visto vacanza lavoro subito dopo la laurea. Raccontano la loro avventura su &#8216;Doors Unlocked and Open&#8216;. Cosa avete studiato in Italia? Abbiamo studiato entrambi all’Università Statale di Milano. Giulia si è laureata in Filosofia e Riccardo in Lingue e Letterature Straniere. Due lauree [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Riccardo Atzeni e Giulia Agostoni sono partiti verso il Canada con un visto vacanza lavoro subito dopo la laurea.</h1>
<p><strong>Raccontano la loro avventura su &#8216;<a title="doors unlocked and open" href="http://doorsunlockedandopen.wordpress.com/" target="_blank">Doors Unlocked and Open</a>&#8216;.</strong></p>
<p><strong>Cosa avete studiato in Italia?</strong></p>
<p>Abbiamo studiato entrambi all’Università Statale di Milano. Giulia si è laureata in Filosofia e Riccardo in Lingue e Letterature Straniere. Due lauree (soprattutto quella di Giulia) che in Italia fanno spesso storcere il naso ai più che mentre ti dicono “Ah… interessante!” in realtà il loro sguardo è quello del “Ma a cosa ti serve?”.</p>
<p><strong>Siete partiti subito dopo la laurea, perché la fretta?</strong></p>
<p>Inizialmente il nostro piano prevedeva frequentare un Master in Europa.</p>
<p>Avevamo seriamente pensato alla Svezia e avevamo trovato qualcosa di interessante anche nei Paesi Bassi.</p>
<p>Dopo, forse per la stanchezza data dai mesi di preparazione della tesi forse per la voglia di cambiare il nostro stile di vita, abbiamo pensato di abbandonare (momentaneamente?) gli studi subito dopo la Laurea Triennale.</p>
<p>La fretta è data da due motivi diversi: da una parte, abbiamo sempre percepito il vivere in Italia come una forzatura per il nostro modo di essere e pensare.</p>
<p>Dall’altra parte, avendo ottenuto il nostro <strong><a title="istruzioni per il visto vacanza lavoro per il Canada" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/06/08/istruzioni-per-ottenere-il-visto-vacanza-lavoro-per-il-canada/" target="_blank">Working Holiday Visa</a></strong> all’inizio di febbraio, sapevamo che sarebbe stato ottimale arrivare in <strong>Canada</strong> in questo periodo, sia dal punto di vista climatico che lavorativo.</p>
<p>In questa stagione, è sicuramente “più comodo” un impatto con il <strong>Canada</strong> poiché si è costretti a passare le giornate da una parte all’altra della città per visitare case e lasciare dei resumé.</p>
<p><strong>Che esperienze lavorative avete maturato in Italia?</strong></p>
<p>Riccardo già da qualche anno cercava, quando possibile, di dare una mano nella cartolibreria del padre e nell’organizzazione del Bed&amp;Breakfast di famiglia.</p>
<p>Giulia dava qualche lezione privata a Milano e anche lei qualche volta ha aiutato nella cartolibreria.</p>
<p><strong><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/canada/"><img class="aligncenter size-full wp-image-9699" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/05/ottawa.png" alt="" width="551" height="367" /></a>Perché il Canada e perché Ottawa?</strong></p>
<p>Accantonando l’idea del Master in Europa ci siamo trovati davanti alla scelta di un posto in cui andare a vivere per davvero.</p>
<p>L’attuale situazione economica e politica europea ci ha “costretto” quindi ad allargare i nostri orizzonti e avendo da sempre ammirato il <strong>Canada</strong> per la sua natura, tranquillità e per il suo multiculturalismo ci è venuto spontaneo chiederci: “Perché no? Chi ci dice che dobbiamo stare in Europa?”.</p>
<p>Una volta presa questa decisione abbiamo analizzato una per una le principali città canadesi.</p>
<p>Dopo settimane di ricerca abbiamo scelto <strong>Ottawa</strong> per tre principali motivi: la vivibilità, l’economia, la cultura.</p>
<p>Per Giulia si aggiunge il bilinguismo essendo madrelingua francese.</p>
<p><strong>Quali sono stati i preparativi che avete fatto in Italia per affrontare il viaggio?</strong></p>
<p>Abbiamo passato mesi davanti a libri e computer per racimolare informazioni per cercare di arrivare in<strong> Canada</strong> e non essere troppo spaesati.</p>
<p>Il nostro intento infatti non era e non è quello di essere qua allo sbaraglio ma di iniziare a costruire qualcosa.</p>
<p>Abbiamo spesso sentito ragazzi lamentarsi della quantità di documenti da presentare all’Ambasciata per ottenere il <strong>WHV</strong> ed è capitato addirittura di sentire qualcuno lamentarsi per il fatto che molte informazioni fossero date solo in inglese e francese e non in italiano.</p>
<p>Con tutta sincerità e modestia crediamo che forse queste persone non siano ancora pronte per un’esperienza così.</p>
<p><strong>Cosa vi hanno detto parenti e amici?</strong></p>
<p>Come capita a tutti in questi casi, si sono create delle schiere così riassumibili:</p>
<ol>
<li>“Bravi, fate la cosa giusta, non è il momento di stare qui in Italia, tifo per voi!”</li>
<li>“Vi invidio, io non riuscirei a farlo!”</li>
<li>“Ma siete proprio sicuri? Come fate a lasciare l’Italia?”</li>
<li>“Ma perché in Canada? Andate direttamente negli Stati Uniti!”.</li>
</ol>
<p>L’importante per noi è stato che i nostri genitori rientrassero nella categoria 1, pronti a sostenerci e coscienti che nonostante la distanza da casa la nostra scelta sia quella giusta.</p>
<p><strong>Quali sono state le prime impressioni della città?</strong></p>
<p>Nonostante il tempo nei primi dieci giorni non sia stato dei migliori (con vento, pioggia e addirittura neve), la città ci ha dato subito un’ottima impressione.</p>
<p>Gli spazi appaiono subito enormi e la natura è ovunque.</p>
<p>Essendo europei, nonostante fossimo al corrente della cosa, ci ha colpito la struttura della città con il centro rappresentato dai grattacieli e quindi dagli uffici (completamente deserto nel weekend), e un altro centro con il mercato, i ristoranti e i vari negozi.</p>
<p>Un altro aspetto subito evidente è stata la cordialità della gente rispetto alla frequente scontrosità che si sperimenta in Italia.</p>
<p><strong>I primi passi da muovere, dal punto di vista molto pratico, quando si arriva in Canada?</strong></p>
<p>Il primo passo è quello di trovare una casa sia per comodità sia per non spendere troppo trascorrendo del tempo in hotel. Non è difficile perché il mercato offre molto.</p>
<p>Consigliamo di tener d’occhio anche i sublet perché convengono economicamente e perché si ha la comodità di avere una casa già arredata.</p>
<p>Altro passo importante è la richiesta del SIN (Social Insurance Number) indispensabile per lavorare.</p>
<p>Ultimo consiglio ma non meno importante degli altri due, anzi, è quello di studiare per bene in internet o andando in uno dei numerosi centri per Newcomers, la struttura e le caratteristiche del resumé canadese, abbastanza differente dal classico curriculum italiano.</p>
<p><strong>Che piani avete per il futuro?</strong></p>
<p>Il nostro piano è quello di riuscire a rimanere in <strong>Canada</strong> o ottenendo un permesso di lavoro dal nostro employer o facendo una richiesta di residenza permanente prima che scada il nostro visto.</p>
<p><strong>Consigli per i vostri coetanei che stanno sognando il Canada?</strong></p>
<p>Non abbiate subito grosse pretese: se avete una laurea in un certo campo, non subito otterrete il lavoro dei vostri sogni ma molto probabilmente dovrete fare prima un po’ di esperienza canadese con lavori più umili.</p>
<p>Arrivate già con una buona conoscenza dell’inglese, non a livello scolastico.</p>
<p>E infine, non abbiate paura ma fatevi coraggio e siate determinati.</p>
<p>Vorremo ringraziare te, Aldo e salutare i lettori di Italiansinfuga invitandoli a <a href="http://doorsunlockedandopen.wordpress.com/" target="_blank"><strong>visitare il nostro blog</strong></a> e, nel caso fossero interessati, a porci ulteriori domande a cui risponderemo con piacere.</p>
<p><strong>Grazie Riccardo e Giulia ed in bocca al lupo!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/13/subito-dopo-la-laurea-verso-il-canada-grazie-al-visto-vacanza-lavoro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fiera di reclutamento in Scozia 2012</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/13/fiera-di-reclutamento-in-scozia-2012/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/13/fiera-di-reclutamento-in-scozia-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 00:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[glasgow]]></category>
		<category><![CDATA[Scottish Graduate Fair]]></category>
		<category><![CDATA[scozia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=9685</guid>
		<description><![CDATA[Si terrà il 16/17 ottobre 2012 a Glasgow la ventitreesima edizione della Scottish Graduate Fair. Questo evento è il più grande per quello che riguarda l&#8217;assunzione di laureati e coloro che vogliono fare una internship in Scozia. Ad ogni evento partecipano circa 3.500 studenti e laureati di tutte le discipline e circa 100 datori di lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Si terrà il 16/17 ottobre 2012 a Glasgow la ventitreesima edizione della <a title="Scottish Graduate Fair" href="http://www.strath.ac.uk/careers/sgf/" target="_blank">Scottish Graduate Fair</a>.</h1>
<p>Questo evento è il più grande per quello che riguarda l&#8217;assunzione di laureati e coloro che vogliono fare una internship in Scozia.</p>
<p>Ad ogni evento partecipano circa 3.500 studenti e laureati di tutte le discipline e circa 100 datori di lavoro interessati all&#8217;assunzione di questi candidati.</p>
<p>Alcuni <strong>datori di lavoro</strong> avranno la possibilità di assumere immediatamente mentre altri pianificano per le assunzioni dell&#8217;anno successivo. La maggior parte di essi offre la possibilità di fare internships e stage.</p>
<p>L&#8217;evento è aperto a tutti gli studenti e i laureati indipendentemente dalla loro università di provenienza.</p>
<p><a href="http://www.strath.ac.uk/careers/sgf/"><img class="aligncenter size-full wp-image-9689" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/05/scottish-fair.png" alt="" width="552" height="115" /></a></p>
<p>L&#8217;evento si terrà allo <a title="SECC Direzioni" href="http://www.secc.co.uk/attend/how-to-get-here.aspx" target="_blank">Scottish Exhibition &amp; Conference Centre (SECC)</a> di <strong>Glasgow</strong>. È disponibile una navetta gratuita che collega il centro di <strong>Glasgow</strong> con il SECC.</p>
<p>Per farvi un&#8217;idea delle opportunità disponibili a questo evento vi consiglio di leggere la <a href="http://www.strath.ac.uk/media/ps/careers/sgf/gradfair2011_lores.pdf" target="_blank">brochure dell&#8217;edizione del 2011</a>.</p>
<p>Ad esempio, ecco la lista delle aziende che hanno partecipato all&#8217;edizione del 2011.</p>
<p>Come potete vedere vi è una grande gamma di settori rappresentati: dall&#8217;informatica all&#8217;ingegneria; dai supermercati al manufatturiero e così via.</p>
<ul>
<li>ACCA</li>
<li>Accenture</li>
<li>Action on Hearing Loss Scotland</li>
<li>ADTI &#8211; Drilling Technology International</li>
<li>AECOM</li>
<li>AGCAS</li>
<li>Amazon</li>
<li>AMEC</li>
<li>Apple Retail</li>
<li>Army</li>
<li>Asda</li>
<li>Atkins</li>
<li>Avaloq</li>
<li>Babcock</li>
<li>BAE Systems</li>
<li>Baillie Gifford</li>
<li>Balfour Beatty</li>
<li>Barclays Capital</li>
<li>Barclays Corporate</li>
<li>BDO</li>
<li>BP Plc</li>
<li>British Sugar plc</li>
<li>BT</li>
<li>Centrica</li>
<li>CIMA</li>
<li>Deloitte</li>
<li>Dstl</li>
<li>EDF Energy &#8211; UK</li>
<li>EDF &#8211; France</li>
<li>EnerMech</li>
<li>Ernst &amp; Young</li>
<li>FDM Group</li>
<li>Financial Services Authority</li>
<li>FMC Technologies</li>
<li>GCHQ &#8211; Government Communications HQ</li>
<li>General Electric</li>
<li>Gist</li>
<li>Hilti GB Ltd</li>
<li>Hymans Robertson</li>
<li>INEOS</li>
<li>Jaguar Land Rover</li>
<li>J.P. Morgan</li>
<li>Lidl Ltd</li>
<li>Marks and Spencer</li>
<li>Marsh</li>
<li>Mazars LLP</li>
<li>Michelin Tyre Plc</li>
<li>Morgan Stanley</li>
<li>National Audit Office</li>
<li>Network Rail</li>
<li>NHS Scotland</li>
<li>Petrofac</li>
<li>Philips Electronics UK Ltd</li>
<li>P&amp;G</li>
<li>Prospects</li>
<li>PWC</li>
<li>Remploy Employment Services</li>
<li>Rolls-Royce plc</li>
<li>Royal Air Force</li>
<li>The Royal Bank of Scotland Group</li>
<li>RSM Tenon</li>
<li>ScottishPower</li>
<li>Sky</li>
<li>Standard Life PLC</li>
<li>Sumerian Europe Ltd</li>
<li>TalentScotland Graduate Placement Programme</li>
<li>TalentScotland Relocation Advisory Service</li>
<li>Teach First</li>
<li>Technip UK Ltd</li>
<li>Thales</li>
<li>TJX Europe &#8211; TK Maxx &amp; HomeSense</li>
<li>Total E&amp;P UK Limited</li>
<li>Veolia Water Solutions &amp; Technologies</li>
<li>Weatherford UK Ltd</li>
<li>Wood Group</li>
</ul>
<p>Nella brochure vengono anche forniti dati essenziali relativi alle aziende citate come ad esempio il tipo di azienda, per alcune il salario, la data di inizio di lavoro, sito Web e a volte il contatto di una persona all&#8217;interno delle risorse umane.</p>
<p>Riassumendo, questa è un&#8217;opportunità usata da tantissimi studenti e neolaureati britannici per iniziare la procedura di contatto con i vari datori di lavoro.</p>
<p>È utile attendere un evento del genere avendo le idee chiare su quello che si vuole fare in modo da massimizzare il tempo speso all&#8217;evento stesso. Ricordatevi che datori di lavoro non sono lì per fornirvi consigli sulla vostra carriera, sono bensì li per promuovere le loro opportunità, non aspettatevi che loro vi dicano cosa fare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/13/fiera-di-reclutamento-in-scozia-2012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quanto costa un migration agent per la Nuova Zelanda?</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/12/quanto-costa-un-migration-agent-per-la-nuova-zelanda/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/12/quanto-costa-un-migration-agent-per-la-nuova-zelanda/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 04:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[nuova zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[visto]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[migration agent]]></category>
		<category><![CDATA[NZ]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=9574</guid>
		<description><![CDATA[Utilizzare un migration agent può essere utile a chi non ha molta dimestichezza con la legge neozelandese relativa all&#8217;immigrazione; non ha tempo di inoltrare e seguire la propria pratica oppure non ha una conoscenza della lingua inglese tale da avere fiducia nella propria capacità di gestione della domanda. Se scegliete di utilizzare i servizi forniti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Utilizzare un migration agent può essere utile a chi non ha molta dimestichezza con la legge neozelandese relativa all&#8217;immigrazione; non ha tempo di inoltrare e seguire la propria pratica oppure non ha una conoscenza della lingua inglese tale da avere fiducia nella propria capacità di gestione della domanda.</h1>
<p>Se scegliete di utilizzare i servizi forniti da un <strong>migration agent</strong> per la <strong>Nuova Zelanda</strong>, assicuratevi che sia iscritto/a all&#8217;albo della <a title="Immigration Advisers Authority" href="http://www.iaa.govt.nz/adviser-register/" target="_blank">Immigration Advisers Authority</a>.</p>
<p>Quanto costa utilizzare servizi di un <strong>migration agent</strong> in <strong>Nuova Zelanda</strong>?</p>
<p>I costi variano da agent a agent a seconda dell&#8217;esperienza, della complessità della domanda, del livello di servizio professionale fornito e dalla concorrenza tra gli agenti stessi.</p>
<p>Il <strong>migration agent</strong> deve stabilire costi che siano &#8220;giusti e ragionevoli&#8221; secondo la definizione dell&#8217;albo stesso. Essi comunicano all&#8217;albo il costo medio per ogni domanda di <strong>visto</strong> quando devono rinnovare la propria licenza ogni anno.</p>
<p>Il sito della Immigration Advisers Authority <a title="costo migration agent nuova zelanda" href="http://www.iaa.govt.nz/migrants/fees.html" target="_blank"><strong>riporta</strong></a> i costi registrati durante il periodo giugno 2010 &#8211; maggio 2011.</p>
<p>Questi costi sono espressi in dollari neozelandesi ed escludono la GST (l&#8217;equivalente dell&#8217;Iva).</p>
<p><strong>Ingresso temporaneo</strong></p>
<ul>
<li>studente $ 748</li>
<li>visitatore $ 689</li>
<li>lavoratore $ 1328</li>
</ul>
<p><strong>Residenza</strong></p>
<ul>
<li>Skilled migrant $ 3764</li>
<li>familiare (genitore) $ 2728</li>
<li>familiare (partner) $ 2736</li>
<li>familiare (altro) $ 2839</li>
<li>Returning Residents Visa $ 1291</li>
<li>Residence to Work $ 2907</li>
</ul>
<p><strong>Business</strong></p>
<ul>
<li>imprenditore $ 5886</li>
<li>investitore $ 9618</li>
<li>Long Term Business Visa $ 8315</li>
</ul>
<p>Questi <strong>costi</strong> non includono cose tipo fotocopie, telefonate, posta eccetera.</p>
<p>Molto importante, <strong>questi costi non includono il costo della domanda per il visto stesso</strong>.</p>
<p>Ricordatevi che il <strong>migration agent</strong> deve:</p>
<ul>
<li>mettere in evidenza nel proprio ufficio la propria licenza</li>
<li>avere in proprio possesso una licenza in formato carta di credito che abbia una foto che lo/la identifichi</li>
<li>fornirvi il codice di condotta e spiegarvelo</li>
<li>fornirvi un contratto scritto</li>
<li>fornirvi con l&#8217;informazione relativa alla procedura di reclami</li>
</ul>
<p>Ricordatevi inoltre che non e&#8217; assolutamente obbligatorio utilizzare un <strong>migration agent</strong> per inoltrare e gestire una <strong>domanda di visto</strong> per la <strong>Nuova Zelanda</strong>. Potete fare tutto da soli e la vostra domanda riceverà la stessa attenzione parte delle autorità neozelandesi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/12/quanto-costa-un-migration-agent-per-la-nuova-zelanda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rimpatrieranno i posti di lavoro dalla Cina?</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/12/rimpatrieranno-i-posti-di-lavoro-dalla-cina/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/12/rimpatrieranno-i-posti-di-lavoro-dalla-cina/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 06:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[BCG]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=9589</guid>
		<description><![CDATA[Hal Sirkin, managing director del Boston Consulting Group, prevede che l&#8217;aumento del costo della manodopera in Cina e in altre nazioni causerà il &#8220;rimpatrio&#8221; di circa due-tre milioni di posti di lavoro nel settore manifatturiero negli Stati Uniti durante i prossimi 10 anni. Secondo Sirkin la Cina era un&#8217;ottima destinazione nel 2001 quando il costo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Hal Sirkin, managing director del Boston Consulting Group, prevede che l&#8217;aumento del costo della manodopera in Cina e in altre nazioni causerà il &#8220;rimpatrio&#8221; di circa due-tre milioni di posti di lavoro nel settore manifatturiero negli Stati Uniti durante i prossimi 10 anni.</h1>
<p>Secondo Sirkin la <strong>Cina</strong> era un&#8217;ottima destinazione nel 2001 quando il <strong>costo</strong> della<strong> manodopera </strong>era di 58 centesimi all&#8217;ora ma questo è cresciuto rapidamente e quindi le ditte statunitensi stanno prendendo in considerazione la possibilità di far tornare posti di lavoro negli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<p>È in atto un cambiamento di natura fondamentale per quel che riguarda la relatività economica tra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Cina</strong>. La <strong>produttività</strong> negli<strong> Stati Uniti </strong>è cresciuta in modo drammatico: l&#8217;economia produce 2,5 volte quello che produceva nel 1972 con il 30% in meno di manodopera. Inoltre, i salari stanno crescendo molto più velocemente in <strong>Cina </strong>(15-20% all&#8217;anno) rispetto alla crescita negli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<p>Viene inoltre previsto che questi posti di lavoro, una volta rimpatriati, rimarranno negli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<p>Sirkin sostiene anche che le aziende capiscono il valore del marchio &#8216;Made in the USA&#8217; agli occhi del consumatore. Gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno leggi e standard di qualità che contribuiscono a evitare le preoccupazioni relative alla sicurezza che spesso accompagnano i prodotti fatti in <strong>Cina</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="279" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="si=254&amp;&amp;contentValue=50124248&amp;shareUrl=http://www.cbsnews.com/video/watch/?id=7407530n" /><param name="src" value="http://cnettv.cnet.com/av/video/cbsnews/atlantis2/cbsnews_player_embed.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="279" src="http://cnettv.cnet.com/av/video/cbsnews/atlantis2/cbsnews_player_embed.swf" allowfullscreen="true" flashvars="si=254&amp;&amp;contentValue=50124248&amp;shareUrl=http://www.cbsnews.com/video/watch/?id=7407530n"></embed></object></p>
<p>Questa è una previsione quindi solo con il tempo saremo in grado di sapere se veramente le aziende rimpatrieranno veramente lavori manufatturieri.</p>
<p>Detto ciò è interessante prendere in considerazione la possibilità che un trend in atto da decenni possa arrestarsi o per lo meno rallentare. Va sottolineato che l&#8217;aumento di produttività sembra essere il fattore principale che combatte l&#8217;aspetto del costo del lavoro. Bisogna quindi lavorare più intelligentemente e più duramente.</p>
<p><strong>Pensate che questo possa avvenire anche in Europa e in Italia? Oppure pensate che sia troppo tardi ed i posti di lavoro perduti non torneranno più?</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/05/12/rimpatrieranno-i-posti-di-lavoro-dalla-cina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

