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Visto studentesco in Australia non garantirà visto permanente

Il Ministro per l’Immigrazione e Cittadinanza dell’Australia ha ribadito che un visto studentesco fornisce semplicemente la possibilità di studiare in Australia e non è una garanzia di un visto di residenza permanente in Australia.

Gli studenti internazionali dovrebbero concentrarsi ad ottenere titoli di studio da istituzioni scolastiche di qualità in un campo nel quale vogliono veramente lavorare.

I commenti arrivano a seguito della Baird Review, uno studio sullo stato dell’educazione vocazionale in Australia che aveva lo scopo di chiarire l’utilità di un settore mirato ad attirare studenti internazionali e addestrarli in professioni presenti sulla lista delle più richieste ai fini dell’ottenimento di un visto.

La realtà è che migliaia di studenti soprattutto indiani e cinesi sono arrivati negli ultimi anni in Australia per studiare corsi da cuoco o parrucchiera in quanto questi venivano ben valutati al fine di ottenere un visto permanente. In pratica pochi di questi studenti iniziavano effettivamente una carriera nel settore scelto nell’ambito dello studio. La carenza di cuochi e parrucchiere non è venuta quindi colmata utilizzando questo serbatoio di teorica manodopera volenterosa.

Il Ministro per l’Immigrazione e Cittadinanza, il senatore Chris Evans, ha detto di essere soddisfatto del sostegno che il signor Baird ha dato ai cambiamenti annunciati dal governo Rudd per quello che riguarda il programma di immigrazione di manodopera qualificata. Questi cambiamenti furono annunciati l’8 febbraio 2010 ed hanno rimosso gli incentivi per gli studenti internazionali al fine di ottenere la residenza permanente dopo l’ottenimento del titolo di studio.

Il ministro Evans ha detto che i cambiamenti, che verranno finalizzati a metà 2010, si concentreranno sull’indirizzare gli studenti nazionali verso l’ottenimento di un’istruzione di qualità.

La lista di professioni richieste dall’Australia sarà più concentrata su abilità di valore che consentiranno l’Australia di gestire il fabbisogno di manodopera futuro a seconda della richiesta dell’economia. In linea di massima le professioni richieste della futura lista si concentreranno su settori tipo la sanità, l’ingegneria ed il minerario, come esempi.

Gli studenti internazionali che stanno studiando in Australia al momento con un visto da studente potranno ancora fare domanda per un visto di residenza permanentese la loro professione sarà sulla nuova lista di professioni richieste.

Gli studenti che stanno frequentando un corso per ottenere la qualifica verso una professione non inclusa su tale lista avranno fino alla fine del 2012 per fare domanda per un visto temporaneo che consentirà loro di passare fino a 12 mesi in Australia per acquisire esperienza di lavoro e trovare un datore di lavoro australiano disposto a sponsorizzarli per un visto.

I cambiamenti non avranno alcun impatto su studenti internazionali in Australia che ottengono titoli di studio legittimi e poi cercano di ritornare nella loro patria d’origine.

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Come trovare lavoro all’estero con Twitter e TwitJobSearch

Trovare lavoro all’estero sta diventando sempre più dinamico e le nuove tecnologie la fanno da padrone nel collegare aziende a candidati.

Twitter magari non ha la stessa popolarità in Italia che ha nel mondo anglosassone ma per gli aspiranti emigranti può diventare uno strumento fondamentale nella ricerca del lavoro all’estero.

Come segnalato dal New York Times, uno dei vantaggi di Twitter è che a differenza di messaggi di posta elettronica o di aggiornamenti su Facebook, i ‘tweets’ possono raggiungere un pubblico sconosciuto ed enorme in termini di numeri - un vantaggio che i dipartimenti delle risorse umane e chi è alla ricerca di lavoro sono stati veloci a scoprire.

A Dicembre, 340 mila posti di lavoro sono stati elencati su Twitter, ha detto William Fischer, co-fondatore di WorkDigital, che ha creato TwitJobSearch, un sito che cerca annunci di lavoro su Twitter.

TwitJobSearch scruta Twitter per offerte di lavoro prestando attenzione al contesto in cui il lavoro viene elencato ed alle parole chiave correlate. Per esempio, se un Tweet segnala una storia sulla perdita del lavoro nel settore edile, ciò non viene indicizzato. Se invece un tweet dice che c’è un annuncio di lavoro per segretaria del direttore, il motore di ricerca lo elenca tra gli annunci di lavoro per segretarie ma non direttori.

Il vantaggio di Twitjobsearch è quello di mettere a disposizione tutti gli annunci di lavoro che compaiono su Twitter a tutti coloro che visitano il sito mentre per essere a conoscenza di un particolare annuncio di lavoro voi, da soli, dovreste essere un ’seguace’ di ha cinguettato l’annuncio di lavoro.

“Se qualcuno ha 20 seguaci e dice: ‘Stiamo pensando di assumere un nuovo aiuto-cuoco’ e un link al blog del ristorante, solo i suoi 20 amici sarebbero venuti a conoscenza dell’annuncio”, spiega Fischer. “Si può invece visitare il nostro sito web, immettere le parole chiave ‘ristorante Bay Area lavoro’ e vedere cosa vi offre l’universo di Twitter.”

WorkDigital ha costruito TwitJobSearch quasi per scherzo per dimostrare come funziona la propria tecnologia di motore di ricerca e il signor Fischer ha detto che è stato sorpreso del fatto che così tante persone lo utilizzano. Twitter offre un modo “più economico, più veloce e semplice” di trovare impiegati.

Altre aziende che cercano di assumere sono rimaste sorprese dalle potenzialità di Twitter per raggiungere i candidati in cerca di lavoro.

Il 7 gennaio, Richard Barton, chief executive del sito immobiliare Zillow.com, sparò questo tweet: “Greg Slyngstad ed io stiamo pensando di iniziare un nuovo sito internet. Sei il nosto futuro chief technology officer? Cerco un intelligente ed appassionato creatore di squadra. “(Slyngstad e Barton hanno aiutato a fondare Expedia)

“Siamo stati inondati da curriculum”, ha detto Barton. “E’ il più potente strumento di reclutamento che io abbia mai usato.”

Barton ha anche assunto tre dipendenti di Zillow usando Twitter, tra cui il direttore marketing. Mr. Barton dice che Twitter è particolarmente utile per annunci di lavoro, perché, a differenza della posta elettronica, la società in cerca di candidati non deve già avere un elenco di indirizzi e-mail di persone che riceveranno il messaggio.

Twitjobsearch secondo me offre molte potenzialità, nei limiti di uno strumento come Twitter ancora agli albori. Magari tra un anno sarà tutto diverso però vale la pena tenersi al corrente dei cambiamenti in atto per quello che riguarda la ricerca di lavoro nei Paesi esteri.

Ho registrato un video per mostrarvi come usare TwitJobSearch. In bocca al lupo.

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Quale visto per emigrare in Australia? Questo video vi aiuterà

Ho registrato questo video per aiutare tutti coloro che si chiedono quale visto può fare il caso loro per emigrare in Australia.

Il sito del Dipartimento di Immigrazione del governo australiano offre un Visa Wizard che aiuta a capire se si ha la possibilità di ottenere un visto e quale.

Con questo video vi faccio vedere come si deve procedere per rispondere alle varie domande che il Visa Wizard vi pone e il perché vi vengono chieste certe domande.

Uso un esempio a caso, completamente inventato, di persona che voglia emigrare in Australia. Voi immettete i vostri dati e scoprite le possibilità offerte dalla politica immigratoria dell’Australia.

Fate attenzione: questo strumento serve a darvi un’idea di quali alternative possiate avere per ottenere un visto ma non si propone come fonte unica ed assoluta di verità. Spiega chiaramente che vengono considerati i tipi principali di visti ma ne esistono altri che possono fare il caso vostro.

Qualsiasi sia la risposta datavi dal Visa Wizard, visitate il resto del sito del Dipartimento di Immigrazione in modo da imparare ulteriormente le caratteristiche delle procedure usate dal Governo Australiano al riguardo della questione immigrazione.

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Natale in Australia

Un paio di giorni ed è Natale ma com’è il Natale in Australia?

A dire la verità parecchio diverso dal Natale in Europa ovviamente a causa delle stagioni invertite.

Quì è estate piena in un continente che freddo non lo è, soprattutto se si fa il confronto con l’Europa.

Giusto per darvi un’idea, oggi a Melbourne c’erano 39 gradi e considerate che Melbourne si trova all’estremo sud del continente quindi in linea di massima tutto ciò che si trova a nord di Melbourne è o più caldo o più umido.

D’altro canto le previsioni per il giorno di Natale danno 22 gradi, tempo tipico di Melbourne, una fornace seguita da tempo più fresco e poi si ricomincia.

Di seguito la mia spiaggia a Mordialloc, Melbourne, questa mattina. Come potete vedere semi-deserta visto il rapporto Australiani / chilometri di spiaggia a favore dei chilometri di spiaggia. Immaginatevi la stessa scena in tutte le città costiere australiane.

A parte il clima, in cosa è diverso il Natale in Australia?

Innanzitutto essendo estate, le giornate sono lunghe e quindi l’uso di illuminazioni natalizie è diffuso ma non rende granchè perchè bisogna aspettare fino alle dieci di sera per poter apprezzare le luminarie invece delle cinque in Italia.

Ciò nonostante ci sono addobbi natalizi e vi propongo una scena ripresa su Burke Street, la via principale dello shopping a Melbourne.

Myer, un grande magazzino, ogni Natale allestisce nelle sue vetrine una storia animata con pupazzi automatici che prende spunto da fiabe per bambini.

In pratica l’andare a vedere le vetrine di Myer è diventata una tradizione natalizia per centinaia di migliaia di famiglie con bambini in Australia.

Un’altra tradizione, particolare di Melbourne, è che ogni Santo Stefano (Boxing Day) si gioca sempre al MCG il Boxing Day Test di cricket. In pratica l’Australia affronta la nazione che sta visitando l’Australia come avversaria. Lunga da spiegare ma fate conto che migliaia di tifosi vanno allo stadio a vedere l’incontro (che dura cinque giorni) o,come il sottoscritto, lo guardano in televisione.

Importantissimo, cosa si mangia a Natale in Australia?

Il tacchino arrosto di stampo anglosassone sta perdendo sempre più colpi per vari motivi.

Innanzitutto, di nuovo, il caldo. Avere il forno acceso per ore quando la temperatura è già sopra i trenta non aiuta lo spirito natalizio. In secondo luogo, gli immigrati da nazioni non anglosassoni sono sempre più numerosi e festeggiano il Natale con i piatti tipici delle loro terre.

In pratica, il barbeque sta diventando sempre più popolare, non che ci voglia tanto a spingere un Australiano ad usare il barbeque, ed il tacchino viene spesso sostituito dai gamberoni.

Meglio il Natale in Australia o in Italia?

Premesso che io ho festeggiato anche una decina di Natali in Inghilterra, il Natale in Australia perde moltissimo in atmosfera. Non dico che sia un giorno come gli altri ma di sicuro non ha le qualità tipiche del Natale in Italia: freddo, buio, magari neve, caminetti, vestiti pesanti.

A me personalmente il freddo ed il buio non mancano per niente quindi il Natale australiano mi va benissimo ma se voi amate le tradizioni natalizie stile Italiano rimarrete delusi dal Natale in Australia.

Buon Natale a tutti!

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Le vicissitudini di richiesta del visto per l’Australia

Max mi ha recentmente lasciato un commento che riporto di seguito:

“Ciao Aldo,

ho alcune domande da farti sull’ottenimento dello skilled visa. Da alcuni mesi ho presentato tutti i miei documenti per ottenerlo, ho già pagato le cifre che richiede l’ufficio immigrazione di Melbourne per la pratica, ho tutti i requisiti per poterlo ottenere, ma adesso il mio migration agent mi dice che ci sono proteste da parte di alcuni sindacati, nel senso che si oppongono al rilascio degli skilled visa per via della crisi mondiale,cioè sono preoccupati che i nuovi emigrati possano togliere lavoro ai propri cittadini, ma se la mia professione rientra tra quelle richieste perchè dovrebbero bloccare tutto? Hai sentito notizie sui giornali, ultimamente, in merito? Io non ne ho trovate. Ora quindi la situazione pare che sia questa: sono state stilate due liste, in una ci sono le professioni urgentissime e nella seconda quelle meno urgenti per quest’ultima (dove naturalmente mi hanno collocato, il mio migration agent mi ha detto che potrebbero passare anche due anni per poterlo ottenere, ed io che faccio nel frattempo? Ti pare giusta questa cosa? Ho versato una cifra considerevole per le tasse per il visto ed ora che fare? Aspettare ma per quanto tempo ancora?
Spero che potrai darmi un conforto su questa cosa, saluti,
MAX”

Un’ottima domanda e spero che la mia risposta possa aiutare a comprendere meglio cosa comporti fare domanda di visto per l’Australia.

Innanzitutto alcuni sindacati hanno sì protestato citando la crisi finanziaria globale come motivo per interrompere o rallentare l’immigrazione.

Facciamo però attenzione a separare quello che si legge sui giornali e la realtà della questione immigrazione.

Vi è sempre stata tensione, in Australia ed in altre parti del mondo, tra sindacati ed imprese sull’immigrazione. I primi sostengono che il governo e le aziende dovrebbero investire di più sull’educazione degli Australiani mentre le seconde sostengono che non riescono a trovare manodopera qualificata a sufficienza in Australia per sopperire alla domanda.

Si potrebbe discutere e litigare per anni sull’argomento. Alcuni lo fanno.

Fatto sta che la verità si trova a mezza strada.

In questo particolare momento magari il pendolo è più favorevole ai sindacati e mi sorprenderei se non facessero almeno un pò di rumore a favore dei propri associati.

La realtà è che l’Australia ha una politica immigratoria per buon parte legata al soddisfacimento dei bisogni del mondo del lavoro. Ogni anno le quote di immigrazione vengono riviste in sù od in giù a seconda delle stime sulla mancanza di manodopera.

Non sono i sindacati a decidere le quote, è il governo.

Al limite il flusso migratorio viene rallentato ma non interrotto.

Il visto richiede comunque tempo. Dipende moltissimo dalle circostanze personali ma due anni non mi sembra al di fuori della norma.

Chi vuole fare domanda per un visto lavorativo per l’Australia deve prepararsi ad attese di mesi ed anni. Se la procedura fosse facile, veloce e poco dispendiosa la coda sarebbe troppo lunga ed il sistema collasserebbe.

Per la questione soldi già pagati, è un rischio al quale dovete prepararvi. Facendo domanda, e pagando,vi accollate il rischio di perdere tutti i soldi versati se la vostra domanda venisse rifiutata, per qualsiasi motivo. Questo viene chiarito immediatamente da parte del governo australiano nei documenti relativi alla domanda per il visto.

Cosa fare nel frattempo?

La mia opinione al riguardo conta poco o niente. L’unica cosa che vorrei ribadire è che la procedura per l’ottenimento di un visto lavorativo per l’Australia non è l’equivalente dei 100 metri. Si tratta di una maratona combinata ad una corsa ad ostacoli.

Che piaccia o meno, che lo troviate giusto o meno, l’Australia non può e non vuole accogliere tutti coloro che vogliono emigrare quì.

La selezione alla quale ti stai sottopenendo tu, Max, è il modo con il quale vengono trovate le persone che, secondo i criteri australiani, hanno le motivazioni ed i requisiti giusti e riusciranno a contribuire meglio al futuro della nazione.

In bocca al lupo!

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Intervista con Pier Luigi Celli, direttore della LUISS

Dillinger ha intervistato Pier Luigi Celli, direttore della LUISS.

Un video interessantissimo soprattutto per il sottoscritto che vive lontano da anni dall’Italia.

Mi hanno colpito molto la velocità e la mancanza di esitazione con la quale ha risposto alla domanda “cosa farebbe se fosse giovane?”, “me ne andrei all’estero”.

Buona visione!

E fatemi sapere cosa ne pensate….

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Lezione di Inglese: Please and Thank You

Una lezione di Inglese importantissima per chi vuole imparare l’Inglese.

Perchè? Perchè queste parole vengono usate spessissimo nella società anglosassone. Il comportamento educato e l’uso di parole come ‘per favore’ e ‘grazie’ vengono inculcati dalla tenera età.

Quando qualcuno vi chiede se volete qualcosa, non rispondete solo “yes”, rispondete “yes please”.

Poi siate sicuri di ringraziare dicendo “thank you”.

Per quanto questo vi possa sembrare semplice e ovvio, sono cose fondamentali per instaurare un buon rapporto con i madrelingua che parlano Inglese quindi porgete particolare attenzione a Mr Duncan!

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Esperienza lavorare in Inghilterra

Vi propongo due video di the 1thepianist1 che vi raccontano in dettaglio l”esperienza di una giovane Italiana che ha lavorato a York, in Inghilterra, per due mesi.

Nei video capirete:

  • dove ha vissuto
  • come ha trovato lavoro
  • le difficoltà nel trovare lavoro in Inghilterra dall’Italia
  • problemi incontrati nel farsi pagare
  • la burocrazia da completare in Inghilterra
  • le questioni pratiche da gestire lavorando nel campo della ristorazione
  • le difficoltà incontrate da chi entra nel mondo del lavoro per la prima volta

Se siete giovani, alle prime armi e state cercando un lavoro a breve termine in Inghilterra, questi video fanno per voi!

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Video su come trovare lavoro all’estero usando Monster.com

Ho registrato un video che vi mostra brevemente le fondamenta di come utilizzare Monster.com per trovare lavoro all’estero.

In esso vi faccio vedere come trovare il sito relativo alla nazione che vi interessa, Monster ha circa una cinquantina di siti nazionali.

Io uso come esempio il Regno Unito perchè l’Inghilterra e Londra in particolare sono due delle destinazioni più popolari per gli Italiani che stanno cercando lavoro all’estero.

Una volta arrivati sulla homepage di Monster.co.uk, vi svelo la sezione più importante di tutto il sito: la sezione ricerca.

Utilizzando parole chiavi tipo nurse (infermiera) e destinazione da voi preferita in Inghilterra (io uso Manchester giusto per cambiare un pò dalla solita Londra), vi mostro i risultati della ricerca: una lista di lavori che possono fare il caso vostro.

Si tratta ovviamente di adattare le parole chiave per la ricerca alla vostra situazione personale.

Una volta interessati ad un annuncio di lavoro in particolare potete vedere la struttura di un annuncio del lavoro tipico in Inghilterra.  Dettagli del ruolo, descrizione del ruolo, qualità del facente domanda che il datore di lavoro sta cercando e dettagli su come fare domanda.

Infine vi faccio vedere una scorciatoia su come trovare un lavoro in Inghilterra che massimizzi le vostre probabilità di successo!

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Dieci canzoni da conoscere per emigrare in Australia

L’altra sera siamo andati a vedere il concerto della scuola materna che frequenta mio figlio quì a Melbourne.

Il musical era una celebrazione dell’Australia e tutte le canzoni sono state scelte perchè hanno un enorme significato culturale e sono in pratica ‘inni’ che tutti gli Australiani conoscono.

Se volete emigrare in Australia pensavo potesse interessarvi essere a conoscenza della cultura che accomuna gli Australiani. Vi aiuterà ad ambientarvi più in fretta!

In primo luogo, “You’re the Voice” di John Farnham, un inno da stadio che risale agli anni 80 e di particolare interesse a quelli di una certa età perchè John Farnham è un’idolo che iniziò la carriera negli anni 60.

Una pubblicità dagli albori della televisione australiana. “Happy Little Vegemites” rimane una delle più famose e ricordate. La Vegemite è un prodotto tipicamente australiano, non ve lo so descrivere ed è un gusto acquisito.

Un’altro prodotto degli anni 50, Aeroplane Jelly.

Skippy the bush kangaroo. Un canguro più intelligente degli esseri umani. Un mito della televisione di tanti anni fa.

Gli Abba sfondarono in Australia come in poche altre nazioni, sono ancora popolarissimi e il film ‘Muriel’s Wedding’, un successone, riprende le canzoni più famose.

Holy Grail degli Hunters & Collectors. Popolare soprattutto a Settembre quando viene proposta come inno non ufficiale della Grand Final di football australiano quando viene assegnato lo scudetto, considerato alla stregua di Holy Grail.

Down Under dei Men at Work. Un inno soprattutto per gli Australiani in viaggio per il mondo, “I come from a land Down Under….”

Non poteva mancare Kylie Minogue, vi propongo il video di ‘Got to be certain’ dove potete intravedere sprazzi della Melbourne degli anni 80!

‘I am Australian’ dei Seekers. Una storia dell’Australia in canzone. Il video è pieno di icone australiane.

“we are one
but we are many
and from all the lands on earth we come
we’ll share a dream
and sing with one voice
I am, you are, we are Australian”

‘I still call Australia home’ usato per una pubblicità della Qantas, la linea di bandiera australiana. Scritta da Peter Allen e descrive la nostalgia degli Australiani emigrati all’estero.

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