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	<title>italiansinfuga &#187; università</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>Chi si laurea a 28 anni è uno sfigato?</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/24/chi-si-laurea-a-28-anni-e-uno-sfigato/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 23:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[laurea]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; da sfigati laurearsi a 28 o più anni? Ha suscitato molta discussione una frase del viceministro del lavoro Michel Martone che riporto come pubblicata dal Corriere della Sera “Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 annisei uno sfigato, se decidi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>E&#8217; da sfigati laurearsi a 28 o più anni?</h1>
<p>Ha suscitato molta discussione una frase del viceministro del lavoro Michel Martone che riporto come <a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_24/martone-laureati-sfigati_7b0f4f6a-4679-11e1-90ee-63dee1b6b376.shtml" target="_blank">pubblicata</a> dal Corriere della Sera “Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 annisei uno sfigato, se decidi di fare un istituto professionale seibravo e che essere secchioni è bello, perchè vuol dire chealmeno hai fatto qualcosa”.</p>
<p>Il viceministro ha poi chiarito il significato sul suo <a href="http://www.michelmartone.org/non-mi-riferivo-a-tutti-quei-ragazzi-che-per-necessita-per-problemi-di-famiglia-o-di-salute-o-perche-devono-lavorare-per-pagarsi-gli-studi-sono-costretti-a-laurearsi-fuori-corso-ma-mi-rivolgo-a-724.html" target="_blank">blog</a>.</p>
<div id="attachment_8102" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/universita/"><img class="size-medium wp-image-8102" title="Università su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/graduation-300x200.jpg" alt="Università su Italiansinfuga" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Università su Italiansinfuga</p></div>
<p>Premetto che secondo me ognuno è libero/a di frequentare l’università seguendo il percorso che interessa loro sia per ciò che riguarda il cosa studiare ed il come studiarlo.</p>
<p><strong>Dal punto di vista di chi visita Italiansinfuga</strong>, vorrei fornire la prospettiva di un potenziale datore di lavoro all’estero per quello che riguarda il finire l’università in dieci anni.</p>
<p>Tale datore di lavoro non saprà come funziona l’università in Italia.</p>
<p>Voi lo sapete e tutto vi sembra ovvio.</p>
<p>Chi legge il vostro CV in Inghilterra, Germania o Svezia rimarrà perplesso.</p>
<p><strong>Come ha fatto Mario Rossi ad impiegare 10 anni a diventare ingegnere quando tutti i John Smith che incontro hanno impiegato molti meno anni?</strong></p>
<p>Ricordatevi che chi legge il vostro CV gli dedica solo pochi secondi per decidere se cestinare o meno. Qualsiasi cosa crei un ostacolo sul CV diminuisce le probabilità che venga inserito nel gruppo di quelli che verranno invitati alla fase successiva di selezione. Soprattutto quando ci sono decine o centinaia di candidati disponibili.</p>
<p><strong>Il dover capire il perché vi siete laureati dopo i 28 anni è un ostacolo.</strong></p>
<p>Dovete quindi prepararvi a spiegare come mai ci avete messo, dal loro punto di vista, così tanto.</p>
<p>È possibile che abbiate dovuto lavorare per mantenervi durante gli studi. Questa è un’ottima spiegazione perché dimostra che avete la giusta motivazione e la capacità di gestire priorità multiple.</p>
<p>L’unico problema è che la coetanea danese forse ha anche lei lavorato durante gli studi ed è comunque riuscita a laurearsi in quattro anni. Poi lei ha iniziato a lavorare dopo gli studi ed è in grado di offrire 5 anni di esperienza lavorativa che voi non avete. Per competere con una candidata del genere dovete essere in grado di offrire qualcosa di speciale dal punto di vista accademico ma 5 anni di esperienza lavorativa in più sono difficili da battere con la sola esperienza accademica.</p>
<p>Io ho finito gli studi in Italia 20 anni fa quindi non so se funziona ancora cosi ma è possibile che voi vi stiate laureando più tardi perché non avete accettato voti bassi per non rovinare la media.</p>
<p>Ribadisco, ognuno è libero di studiare come vuole e se il voto finale è importante per voi, fate bene a rifiutare.</p>
<p>Ciò è però molto più difficile da spiegare al datore di lavoro all’estero perché dal punto di vista economico non è molto razionale. Rinunciare a mesi/anni di salario come lavoratore una volta laureato per ottenere un voto finale più alto? Quanto vi costa quel extra punteggio?</p>
<p>Il voto finale può essere importante per il primo tipo di lavoro che trovate ma non sempre. Dopo un paio di anni nel mondo del lavoro il fatto che vi siete laureati a pieni voti non importa più di tanto. Quello che importa è quello che avete dimostrato dal momento in qui iniziate a lavorare.</p>
<p>Se state studiando come veicolo per entrare nel mondo del lavoro estero chiedetevi se dal punto di vista economico èvalido impiegare il doppio degli anni per laurearsi, rinunciando cosi al salario mensile che otterrete quando impiegati.</p>
<p>Voi assumereste qualcuno che poi magari prende lo stesso tipo di decisioni all’interno della vostra azienda?</p>
<p>Magari qualcuno che completa un progetto utilizzando il doppio del tempo e del budget rispetto al collega della scrivania a fianco?</p>
<p>Se invece avete impiegato dieci anni a laurearvi perché non avevate voglia di studiare allora diventa proprio difficile spiegarlo.</p>
<p>Magari ritenete che tutto ciò non sia giusto e che i datori di lavoro all’estero debbano comprendere meglio le vostre ragioni.</p>
<p>Giusto o sbagliato, funziona così quindi lamentarsi non serve a più di tanto.</p>
<p><strong>In questo contesto , il mio <a title="finite l'università il più velocemente possibile" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/01/07/italiani-finite-luniversita-il-piu-in-fretta-possibile/" target="_blank">consiglio</a> è quello di finire l’università il più velocemente possibile. </strong></p>
<p><strong>Soprattutto perché tre quarti di voi hanno risposto a <a href="http://www.italiansinfuga.com/2012/01/21/sondaggio-se-poteste-tornare-indietro-cambiereste-il-vostro-percorso-di-studi/" target="_blank">questo sondaggio</a> dicendo che se potessero tornare indietro cambierebbero percorso di studi.</strong></p>
<p><strong>Se esiste la possibilità che state studiando un qualcosa di &#8220;sbagliato&#8221; è meglio concludere in fretta, imparare dagli errori ed indirizzarsi verso un futuro diverso.</strong></p>
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		<title>La Cina elimina le lauree che non danno lavoro</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/17/la-cina-elimina-le-lauree-che-non-danno-lavoro/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 23:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[La soluzione ideata dalla Cina per risolvere il problema dei laureati senza lavoro è quella di eliminare le lauree che producono disoccupati. Secondo un articolo pubblicato sul blog ChinaRealTimeReport (Wall Street Journal) , il ministero dell&#8217;istruzione cinese ha annunciato l&#8217;intenzione di eliminare gradualmente i corsi di laurea che sfornano laureati con poche prospettive di lavoro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>La soluzione ideata dalla Cina per risolvere il problema dei laureati senza lavoro è quella di eliminare le lauree che producono disoccupati.</h1>
<p>Secondo un articolo pubblicato sul blog <a href="http://blogs.wsj.com/chinarealtime/2011/11/23/china-to-cancel-college-majors-that-dont-pay/" target="_blank">ChinaRealTimeReport</a> (Wall Street Journal) , il ministero dell&#8217;istruzione cinese ha annunciato l&#8217;intenzione di eliminare gradualmente i corsi di <strong>laurea</strong> che sfornano <strong>laureati</strong> con poche prospettive di lavoro.</p>
<p>Il governo cinese inizierà presto a giudicare i vari corsi di <strong>laurea</strong> in base al tasso di occupazione dei <strong>laureati</strong>, riducendo o eliminando quelli dove il tasso di occupazione per i <strong>laureati</strong> scende al di sotto del 60% per due anni consecutivi.</p>
<div id="attachment_7531" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/"><img class="size-medium wp-image-7531" title="Cina su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/calligrafo-300x199.jpg" alt="Cina su Italiansinfuga" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Cina su Italiansinfuga</p></div>
<p>L&#8217;intenzione è quella di risolvere un problema venuto a galla in seguito all&#8217;aumento del numero di<strong> laureati</strong> (2930 persone per ogni 100.000 nell&#8217;anno 2010), un incremento del 150% rispetto all&#8217;anno 2000. Mentre il maggior numero di <strong>laureati</strong> può essere visto come un ottimo traguardo raggiunto dalla <strong>Cina</strong>, esiste il problema di una generazione di <strong>laureati</strong> le cui competenze non rispondono ai requisiti di un&#8217;economia fondata sul settore manifatturiero e volta all&#8217;export.</p>
<p>Non è stato specificato quali <strong>lauree</strong> saranno eliminate in base alle nuove regole ma sembra che alcune <strong>università</strong> abbiano già ridotto la dimensione dei corsi che non forniscono grandi prospettive di <strong>impiego</strong>. Ad esempio il numero di studenti per la <strong>laurea</strong> in russo alla Shenyang Normal University è stato ridotto da 50 a 25.</p>
<p>Ovviamente esistono opinioni discordanti su questa decisione. Viene usato l&#8217;esempio di biologia come materia che, pur non avendo una grande richiesta da parte del mercato del lavoro oggi, dovrebbe fornire il talento necessario a costruire un settore che viene visto come pilastro dello sviluppo futuro dell&#8217;economia cinese.</p>
<p>Un&#8217;altra critica riguarda la probabile manipolazione dei dati relativi all&#8217;impiego da parte delle istituzioni universitarie.</p>
<p>Una delle conseguenze sulla restrizione di cosa si possa studiare in <strong>Cina</strong> sarà quella del maggior esodo degli studenti cinesi verso le <strong>università</strong> straniere, di per sé già iniziato da alcuni anni grazie alla maggiore affluenza di alcune famiglie. Ad esempio, lo scorso anno 128.000 studenti cinesi sono andati <strong>studiare</strong> negli <strong>Stati Uniti</strong> facendo della <strong>Cina</strong> la nazione con il più alto numero di studenti nelle università americane.</p>
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		<title>Bando di concorso per borse di studio Fulbright-BEST 2012-2013</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 23:48:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studio]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[borsa di studio]]></category>
		<category><![CDATA[fulbright BEST]]></category>
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		<description><![CDATA[Il programma Fulbright-BEST ha pubblicato il bando di concorso per l&#8217;anno accademico 2012-2013. Questo programma è promosso dall&#8217;ambasciata degli Stati Uniti d&#8217;America in Italia ed ha l&#8217;obiettivo di stimolare lo spirito imprenditoriale per contribuire alla crescita economica dell&#8217;Italia. Questo viene ottenuto offrendo a giovani scienziati italiani la possibilità di frequentare corsi di formazione imprenditoriale presso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il programma Fulbright-BEST ha <a title="Fulbright-BEST" href="http://www.fulbright.it/it/borse-di-studio/italiani/studio/programma-fulbright-best/bando-di-concorso" target="_blank">pubblicato</a> il bando di concorso per l&#8217;anno accademico 2012-2013.</h1>
<p>Questo programma è promosso dall&#8217;ambasciata degli Stati Uniti d&#8217;America in Italia ed ha l&#8217;obiettivo di stimolare lo spirito imprenditoriale per contribuire alla crescita economica dell&#8217;Italia.</p>
<p>Questo viene ottenuto offrendo a giovani scienziati italiani la possibilità di frequentare corsi di formazione imprenditoriale presso università statunitensi ricevendo un contributo finanziario fino ad una cifra di $ 35.000 statunitensi.</p>
<div id="attachment_7312" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/usa/"><img class="size-medium wp-image-7312" title="Stati Uniti su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/stars-and-stripes-300x199.jpg" alt="Stati Uniti su Italiansinfuga" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Stati Uniti su Italiansinfuga</p></div>
<p>Inoltre il programma richiede lo svolgimento di un periodo di tirocinio (academic training) presso un&#8217;azienda negli <strong>Stati Uniti</strong> in modo da acquisire le competenze che sono necessarie per lanciare e gestire una propria start-up.</p>
<p>La tipologia di programmi di <strong>studio</strong> approvati riguarda l&#8217;&#8221;Entrepreneurship&#8221; (Imprenditorialità e Innovazione Tecnologica).</p>
<p>La <strong>borsa di studio</strong> <strong>Fulbright-BEST</strong> è mirata a coprire i costi delle tasse universitarie e contribuire alle spese di soggiorno. Viene inoltre erogata una Travel Allowance di € 1500 per pagare il biglietto aereo di andata e ritorno tra l&#8217;Italia e gli Stati Uniti.</p>
<p>Inoltre, il programma <strong>Fulbright </strong>fornisce:</p>
<ul>
<li>assicurazione medica per la permanenza negli <strong>Stati Uniti</strong> pagata dal governo americano</li>
<li>un programma di orientazione prima di partire per gli <strong>Stati Uniti</strong></li>
<li>l&#8217;esenzione del pagamento delle tasse relative all&#8217;ottenimento di <strong>visto</strong> l&#8217;ingresso negli<strong> Stati Uniti</strong></li>
<li>partecipazione a conferenze e seminari negli <strong>Stati Uniti </strong>organizzati da<strong> Fulbright</strong></li>
<li>attività di networking con altri borsisti <strong>Fulbright</strong> nel mondo</li>
</ul>
<p>I requisiti per partecipare al bando per il <strong>programma Fulbright</strong> includono:</p>
<ul>
<li>dovete essere cittadini italiani</li>
<li>dovete avere un titolo di laurea (sia di vecchio ordinamento che laurea magistrale/specialistica preferibilmente ottenuta negli ultimi cinque anni) oppure dovete frequentare un programma di dottorato di ricerca o averlo conseguito negli ultimi due anni</li>
<li>dovete inoltre presentare un progetto imprenditoriale da sviluppare in Italia nei campi di studio considerati prioritari (biotecnologie, nanotecnologie, scienze biomediche, tecnologia delle comunicazioni, ingegneria aereospaziale e dei nuovi materiali, design industriale, tecnologie per la protezione ambientale e la produzione energetica e altri campi ad alto contenuto tecnologico)</li>
<li>dovete aver presentato da soli una domanda di ammissione ad un Certificate/Diploma/Master Program in “Entrepreneurship” presso una o più università statunitensi per l&#8217;anno accademico 2012-13</li>
<li>dovete avere un&#8217;ottima conoscenza della lingua inglese ed avere superato o l&#8217;esame TOEFL con un punteggio non inferiore a 72-73 internet-based oppure lo IELTS con un punteggio complessivo non inferiore a 6.0, versione Academic</li>
</ul>
<p>Vi sono inoltre alcuni requisiti preferenziali quali:</p>
<ul>
<li>minima o nessuna esperienza di studio recente negli <strong>Stati Uniti</strong></li>
<li>età massima 35 anni</li>
</ul>
<p>Non potete fare domanda se:</p>
<ul>
<li>avete la doppia cittadinanza italiana e statunitense</li>
<li>siete già residenti negli <strong>Stati Uniti</strong></li>
<li>avete risieduto già negli <strong>Stati Uniti</strong> per motivi di studio o lavoro per un periodo di cinque anni negli ultimi sei</li>
</ul>
<p>Per fare domanda per il <strong>Fulbright Program</strong> visitate <a href="https://apply.embark.com/student/fulbright/international/20" target="_blank"><strong>questa pagina</strong></a>.</p>
<p>La data di scadenza per il <strong>programma 2012-2013</strong> è il 29 febbraio 2012. Entro questa data devono anche pervenire tutti documenti in forma cartacea che possono potenzialmente essere richiesti.</p>
<p>I vincitori potranno entrare negli Stati Uniti con un visto di ingresso <a title="Visto J-1 Stati Uniti" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/08/10/visto-j-1-per-gli-stati-uniti/" target="_blank">Exchange Visitor Visa J-1</a>. Una condizione di questo visto è l&#8217;obbligo nel risiedere nella propria nazione per un periodo di due anni successivi la partenza dagli <strong>Stati Uniti</strong>. Questo è importante perché dovete accettare il fatto che non potete tornare negli <strong>Stati Uniti</strong> per lavorare per un periodo di due anni successivi al vostro ritorno agli stessi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Giornalista in Spagna, niente Ordine dei Giornalisti</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/10/27/giornalista-in-spagna-niente-ordine-dei-giornalisti/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 23:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
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		<description><![CDATA[Samara Croci lavora in Spagna come direttore di programma TV avendo iniziato da redattrice e reporter. Ci descrivi il tuo background accademico in Italia? Sono di Milano ma negli anni dei miei studi mi sono sempre spostata abbastanza quindi non ho mai avuto radici molto radicate. Da Milano siamo andati in provincia, poi a Cuneo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Samara Croci" href="http://samaracroci.wordpress.com/" target="_blank">Samara Croci</a> lavora in Spagna come direttore di programma TV avendo iniziato da redattrice e reporter.</h1>
<p><strong>Ci descrivi il tuo background accademico in Italia?</strong></p>
<p>Sono di Milano ma negli anni dei miei studi mi sono sempre spostata abbastanza quindi non ho mai avuto radici molto radicate. Da Milano siamo andati in provincia, poi a Cuneo in Piemonte, poi negli Stati Uniti, in Massachusetts, e di ritorno a Milano per l’università. Ho studiato Scienze della Comunicazione con una laurea specialistica in televisione, cinema e produzione multimediale molto orientata al mondo degli audiovisivi.</p>
<p>Già durante l’università ho cominciato a realizzare dei video. Avrei voluto dedicarmi ai reportage, ma capii presto che non davano da vivere. Sono stata in India, a Varanasi, la città dei morti, a fare un video, sponsorizzata dall’Ente del turismo indiano e poi con l’associazione Pangea a Kabul nel 2004 per realizzare un video sul progetto di microcredito per le donne afgane che Pangea stava finanziando insieme a Breil.</p>
<p><strong>Come sei riuscita a trovare l&#8217;opportunità di andare in Afghanistan a realizzare un video promozionale per Pangea?</strong></p>
<p>L’opportunità di andare in Afghanistan è venuta da un compagno di università che faceva uno stage presso Pangea e che poi ha lavorato a lungo con loro. Io avevo appena fatto il video sull’India e gli dissi che mi sarebbe piaciuto “raccontare” quello che facevano a Kabul. E così fu, in pochi mesi fu organizzato il viaggio e ricordo l’urlo di gioia che feci quando ricevetti il mio biglietto aereo dell’Afghan airline. Sull’aereo avevo anche rubato il sacchettino per il vomito con il logo della compagnia tanto mi sembrava tutto incredibile! L’esperienza di Kabul é stata molto interessante; La cittá ha un fascino incredibile, quasi pari alle sue donne.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/J0otbpqfhh8?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/v/J0otbpqfhh8?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Quello che mi colpì maggiormente fu vedere la struttura elefantiaca degli aiuti occidentali e di alcune associazioni umanitarie in zone di guerra. Ebbi, per varie ragioni che meriterebbero una spiegazione, la strana sensazione che esistevano due mondi paralleli: quello dei locali che subivano pesantemente la guerra, e quello degli occidentali, che ricreavano i loro spazi come potevano, blindati nei consolati, nei neonati locali all’occidentale, nei giardini dei palazzi governativi e nelle case protette delle associazioni umanitarie.</p>
<p>Due mondi paralleli ma distanti anni luce e che rendevano gli afgani, degli stranieri nella loro stessa città. In città come Kabul, si notava anche di più, perché era tutto una quartier generale delle associazioni occidentali e dei vari eserciti, e intanto i prezzi andavano alle stelle.</p>
<p>E’ una situazione complicatissima quella delle zone di guerra, difficile da comprendere  e che forse non si può giudicare da fuori. Poco dopo il mio ritorno, ci fu il rapimento di Clementina Cantoni, che avevo conosciuto a Kabul e che lavorava con le donne nell’ambito del microcredito. L’Afghanistan tornò sulle prime pagine e sky tg24 mandò in onda le immagini che avevo girato a Kabul.</p>
<p><strong> </strong><br />
<script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://es.linkedin.com/pub/samara-croci/41/794/738" data-format="inline" data-related="false"></script></p>
<p><strong>Dopo un&#8217;esperienza di lavoro in Italia, cosa ti ha portato a Madrid?</strong></p>
<p>Subito dopo l’università ebbi molta fortuna e in pochi mesi trovai lavoro. Per sei mesi gratis in stage, poi a 600 euro per altri sei mesi e finalmente con uno stipendio. Lavoravo in un’agenzia di pubblicità di Milano, la J.Walter Thompson, nell’ufficio cinema (Moviefarm).</p>
<p>Ebbi fortuna perché c’erano persone disposte ad insegnarmi il mestiere e ci fu un importante turnover per cui in poco tempo divenni una delle producer con maggiore anzianità nell’azienda! Grazie alla fiducia del mio capo e all’aiuto dei miei colleghi ebbi l’opportunità di crescere abbastanza e di avere molto presto parecchie responsabilità. L’ambiente della pubblicità è molto stressante e a volte disorganico e disorganizzato, ma stimolante e la chiave spesso sta nel non prendersi troppo sul serio!</p>
<p>Però si avvicinavano i trenta, avevo bisogno di un cambiamento e volevo fare un’esperienza all’estero, per cui dopo 3 anni in produzione, in agenzia, decisi di iscrivermi ad un <a title="Master di giornalismo a Madrid" href="http://www.tracor.es/master-en-reporterismo-e-investigacion-en-tv-claustro" target="_blank"><strong>master di giornalismo televisivo de El Mundo TV</strong></a> a <strong>Madrid</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/k4ERx3AdTSQ?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/k4ERx3AdTSQ?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Non avevo mai visto <strong>Madrid</strong> e la prima volta che ci andai per fare il colloquio di selezione per il master piansi quasi un giorno intero. Non parlavo lo spagnolo, la città mi sembrava cara e distante, gli spagnoli burberi e trovare una casa era un’impresa titanica.</p>
<p>La mattina usciva il giornale con gli annunci e se chiamavi alle 10, la maggior parte erano già affittati. Andai a vedere un appartamento le cui stanze avevano un soffitto alto 1,50 m. e bisognava stare tutti rannicchiati. La proprietaria mi disse: “si, ma é in centro!”. E io “Si, ma dovete mettere nell’annuncio che cercate nani!”. Fu un inizio duro, come tutti gli inizi.</p>
<p>Il master cominciò, ed ero l’unica straniera. Mi misi sotto a leggere il giornale tutti i giorni e a vedere la tv e in pochi mesi imparai la lingua. Passò più di un anno però prima che capissi anche gli andalusi, i canari e i teen-agers nel metrò!</p>
<p>In poco tempo mi innamorai pazzamente di <strong>Madrid</strong>. E’ una città viva, organizzata e stimolante. In questi anni ho conosciuto e condiviso casa con sudamericani, portoghesi, tedeschi, spagnoli, polacchi, francesi e italiani. Il solo fatto di convivere con stranieri ti insegna e ti stimola tantissimo. Il bello di essere espatriati è che ogni giorno ci si sorprende per qualcosa e si impara qualcosa su se stessi e sugli altri. A me succede ancora oggi.</p>
<p><strong>Come hai trovato il primo lavoro in Spagna nel 2008?</strong></p>
<p>Come tutti i lavori successivi, anche il primo lo trovai via internet, tra gli annunci di <a title="Infojobs" href="http://www.infojobs.net/" target="_blank"><strong>Infojobs</strong></a> o di <a title="Infoempleo" href="http://www.infoempleo.com/" target="_blank"><strong>infoempleo</strong></a>.</p>
<p>Una cosa sorprendente, no? Lo dico sempre. Forse é vero che in <strong>Spagna</strong> c’è più disoccupazione che in Italia, ma almeno qui, i pochi posti di lavoro che si liberano sono aperti a tutti, con degli annunci on line. Oggi gli annunci sono sempre meno, ma almeno ci sono, e anche l’anno scorso il lavoro di reporter per un programma tv, lo trovai tramite un annuncio on line. In Italia, il problema é quello che ormai tutti conoscono, e anche se ci fosse più lavoro, l’accesso ad esso sarebbe sempre riservato a pochi.</p>
<p><strong>Quali sono le principali differenze tra il settore della produzione media/televisiva in Italia ed in Spagna?</strong></p>
<p>Premesso che in Italia ho conosciuto più il mondo della pubblicità mentre qui quello televisivo, ci sono sostanziali differenze, soprattutto in quello televisivo. La televisione spagnola somiglia sempre di più a quella italiana. Anche solo a livello proprietario, Mediaset di fatto possiede gia almeno due canali spagnoli: Telecinco e Cuatro (ne ha anche altri minori). Malgrado ciò, ci sono differenze importanti.</p>
<div id="attachment_7065" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/spagna/"><img class="size-medium wp-image-7065" title="Madrid" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/10/madrid-290x300.jpg" alt="Madrid" width="290" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Madrid</p></div>
<p>C’é un programma che ha segnato più di qualunque altro la televisione spagnola. Si chiama Callejeros ed é un programma che si fa in esterni, con telecamera a mano e un reporter che si muove continuamente per le strade. “Callejero”, letteralmente vuol dire “di strada”. E’ un programma che si occupa della gente, con <strong>reporter</strong> tuttofare, combattivi, che vanno nell’occhio dell’uragano di ciò che succede appunto nelle strade. E’ un <strong>giornalismo</strong> verace ed immediato, vicino ai problemi della gente e lontano dagli estetismi. Da questo programma sono nati molti altri simili che hanno avuto grande successo di pubblico e ciò ha dato l’avvio a un tipo di <strong>giornalismo</strong> molto interessante,che ha reso famoso il <strong>giornalismo</strong> di investigazione spagnolo e sud americano (con la camera occulta, oggi anche troppo abusata).</p>
<p>Altrettanto dirompente come “Callejeros”, è la presenza di tante televisioni locali. In <strong>Spagna</strong> il panorama televisivo é molto più ricco e competitivo. Ci sono varie tv nazionali controllate da gruppi diversi, e poi ci sono diverse tv locali delle comunità autonome (la <strong>Spagna</strong> funziona con una sorta di federalismo delle comunità autonome). Sono tv locali, ma totalmente distinte dall’immagine che possiamo averne in Italia. Hanno buone sovvenzioni, producono programmi di qualità e hanno redazioni serie di telegiornali che coprono in modo efficiente le notizie sul territorio. Questo, unito a quello che dicevo prima, comporta una differenza enorme. Implica, come minimo, maggior pluralità dell’informazione e vicinanza con i problemi locali delle varie comunità. Queste tv, oltre ad andare in onda con programmi in galiziano, catalano e valenziano, raccontano i problemi del territorio, raccontano la gente del posto, sono vicini alla popolazione e la gente lo sente. Ciò contribuisce a formare una comunità che si sente maggiormente unita, si sente coinvolta nei fatti locali e partecipa. E tutto questo influisce molto nel modo di essere degli spagnoli.</p>
<p>In generale poi, il tipo di informazione e il modo di fare giornalismo è abbastanza diverso. Basta aprire El Pais o vedere un’edizione del TG della 1 per notare che si parla soprattutto di fatti e non di opinioni. Le opinioni hanno un loro spazio a parte, dedicato e dichiarato, ma non si mescolano tanto facilmente al racconto dei fatti.</p>
<p>C’é poi una differenza abissale, soprattutto per chi lavora in questo mondo. Qui, <strong>giornalista</strong> é chi studia scienze della comunicazione, scienze dell’informazione o comunicazione audiovisiva. Non si deve passare per un’associazione di categoria chiusa come può essere l’<strong>Ordine dei giornalisti</strong> italiano. La differenza é enorme. In Italia per essere <strong>giornalisti </strong>bisogna o accendere un cero alla madonna e sperare che un giornale ti assuma per fare il praticantado stipendiato di due anni, o avere i soldi e pagarsi il sostituto del praticantado andando in una scuola dell’<strong>Ordine dei giornalisti</strong>. E li, pagando, puoi accedere, dopo due anni a tempo pieno, all’esame di <strong>giornalismo</strong>. Chi non può seguire queste due strade, ma ha fatto scienze della comunicazione e magari lavora anche nel settore, rimane intrappolato in un limbo strano: <strong>in Spagna, e in tutto il resto d’Europa, può lavorare come giornalista, in Italia, no</strong>. Si dice che sia una forma di controllo che assicura la qualità del <strong>giornalismo </strong>italiano, ma in realtà, da fuori, sembra semplicemente l’ennesima bizzarria italiana.</p>
<p><strong>Come sei cresciuta professionalmente in Spagna?</strong></p>
<p>La maggior chance che mi ha dato la <strong>Spagna</strong> è stata quella di poter, per la prima volta, pensare di poter lavorare come <strong>giornalista</strong>.</p>
<p>Ai colloqui mi dicevano: “ma sei giornalista?”.</p>
<p>E io, timorosa: “mah, non esattamente”.</p>
<p>E loro: “ma hai fatto scienze della comunicazione, ti sei specializzata in audiovisivi&#8230;quindi? Perché no?”.</p>
<p>E allora mi toccava spiegargli dell’unicità italiana dell’Ordine e, come infinite altre volte capita agli espatriati italiani, <strong>vedevo lo stupore per le stranezze italiane negli occhi degli spagnoli</strong>.</p>
<p>Alla fine ho imparato a dire che <strong>si, eccezion fatta per il mio paese, sono giornalista</strong>.</p>
<p>Una volta riconosciuto questo, la mia vita professionale é cambiata e ho potuto concedermi il lusso di sognare di avvicinarmi al <strong>giornalismo</strong>, che adoro e mi appassiona profondamente. A parte questo, che comunque é stato l’uovo di Colombo, credo che la mia crescita sia stata soprattutto personale, come essere umano. Si cresce nel confronto con gli altri e in questo il fatto di vivere all’estero, é una scuola continua. In più, a livello lavorativo, molto spesso gli espatriati finiscono a fare lavori di confine tra le culture, per un fatto di facilità di lingue, spesso finiscono a lavorare nel bilinguismo, tra una cultura e l’altra. Anche a me é successo, e questo mi ha permesso incredibili confronti tra la cultura italiana, la spagnola e il resto del mondo.</p>
<p><strong>Tornerai in Italia? Perchè?</strong></p>
<p>Possibilmente no. Poi dipenderà da tante cose, e la vita “da muchas vueltas” (fa molti giri). L’Italia, dopo quasi quattro anni, mi é lontana e a volte estranea. Recentemente ho fatto una prova di ritorno di sei mesi, ma non é stata piacevole.</p>
<p><strong>Ho fatto un colloquio in cui mi hanno chiesto chi era mia madre e chi era mio padre! </strong></p>
<p><strong>E poi un giorno, ad un altro colloquio, mi hanno offerto di accedere ad uno stage gratuito per 6 mesi in una redazione. “E poi?” “E poi nulla, fuori te ed entra un altro”. </strong></p>
<p><strong>Quello stesso giorno, dalla Spagna mi hanno offerto la direzione di un programma televisivo, e così sono tornata a Madrid. </strong></p>
<p>L’Italia é così, a volte mi arrabbio tanto, altre volte la ignoro, ma la cosa peggiore é lo stupore che vedo negli spagnoli tutti i giorni quando hanno a che fare con l’Italia (e non solo politicamente). Mi ricorda Pirandello: crediamo di intenderci, ma non c’intendiamo! Non siamo fratelli come a volte si dice. Se vivi qui, giorno per giorno, vivendo a cavallo tra le due culture, ti rendi conto di quanto siamo diversi.</p>
<p><strong>Consigli a chi vuole seguire le tue orme?</strong></p>
<p><strong>Consiglio a chi ha bisogno di ossigeno e si sente soffocare in Italia, di andare via al più presto.</strong> Io penso di essere andata via in tempo limite, credo sarebbe stato meglio farlo prima. Consiglio di sfruttare l’università e gli studi per cominciare a muoversi altrove, imparare più lingue possibili e fare esperienze di lavoro diverse e di diverso livello. Quello che noto in Italia é soprattutto l’assenza di una finestra sul mondo. Ci sono poche opportunità di vedere fuori dal “sistema Italia” e finiamo per credere che ovunque si faccia così e che non ci siano altri mondi possibili. Sbagliatissimo e dannosissimo per noi cittadini, mentre invece per chi detiene il potere puó essere una pacchia!</p>
<p><strong>Grazie Samara e buon proseguimento a Madrid!</strong></p>
<p><!--<br />
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<div style="text-align: center; padding: 5px;">
<p><a href="http://www.opcionempleo.com/empleo-periodista.html">periodista jobs in Spain</a></p>
</div>
<p><script src="http://www.careerjet.com.au/partners/jsjobbox.html?s=periodista&amp;l=Spain&amp;n=10&amp;lid=34835&amp;nfr=1&amp;ntt=1&amp;affid=d4af8adb62bfd25c1fa895e81bce7cc0" type="text/javascript">
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		<title>Linkedin Classmates per collegarvi con colleghi di studio</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 22:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Linkedin]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[classmates]]></category>
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		<description><![CDATA[Linkedin ha lanciato &#8216;Classmates&#8216;, uno strumento che permette ai laureati di vedere dove gli altri laureati delle stesse istituzioni accademiche lavorano e vivono. Ciò consente agli utenti di Linkedin di creare o rinnovare connessioni con altri utenti in base all&#8217;appartenenza allo stesso network di esperienza accademica. Selezionando l&#8217;istituzione dove avete studiato, sarete in grado di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Linkedin ha lanciato &#8216;<a title="Linkedin Classmates" href="http://www.linkedin.com/classmates" target="_blank">Classmates</a>&#8216;, uno strumento che permette ai laureati di vedere dove gli altri laureati delle stesse istituzioni accademiche lavorano e vivono.</h1>
<p>Ciò consente agli utenti di <strong>Linkedin</strong> di creare o rinnovare connessioni con altri utenti in base all&#8217;appartenenza allo stesso network di esperienza accademica.</p>
<p>Selezionando l&#8217;istituzione dove avete studiato, sarete in grado di evidenziare chi ha studiato nello stesso vostro periodo. Riuscirete poi a filtrare i risultati in base all&#8217;azienda dove essi lavorano, al settore al quale appartengono e alla locazione fisica dove vivono.</p>
<p>Se ad esempio siete interessati ad andare a <strong>lavorare a Parigi</strong>, potete cercare chi ha studiato presso la vostra stessa università e adesso lavora a <strong>Parigi</strong>.</p>
<p>Lo stesso discorso vale se siete interessati a <strong>lavorare</strong> per una specifica azienda all&#8217;estero. Cercate chi ha studiato alla vostra stessa <strong>università</strong> e adesso lavorano presso l&#8217;azienda dei vostri sogni.</p>
<p>Il condividere un&#8217;esperienza di studio presso la stessa <strong>università</strong> è uno dei modi migliori per creare connessioni che possono far nascere <strong>opportunità di lavoro all&#8217;estero</strong>, soprattutto nel mondo del <strong>lavoro</strong> anglosassone.</p>
<p>La ricerca non è limitata soltanto agli anni della vostra presenza presso l&#8217;istituzione accademica in quanto potete ampliare il filtro in modo da includere qualsiasi data.</p>
<p>Infine potete anche entrare a far parte di gruppi su <strong>Linkedin</strong> relativi allo studio presso un&#8217;istituzione accademica, gli &#8216;Alumni Groups&#8217;, uno degli strumenti di networking più usati all&#8217;estero.</p>
<p>Ho registrato un video per farvi vedere come funziona.</p>
<p><object width="560" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/65UELEP0TjA?version=3&amp;hl=en_US"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/65UELEP0TjA?version=3&amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Studiare all’università in inglese in Olanda</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/10/11/studiare-alluniversita-in-inglese-in-olanda/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 05:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[Studio]]></category>
		<category><![CDATA[inglese]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[nuffic]]></category>
		<category><![CDATA[studiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sito di Nuffic fornisce tutte le informazioni necessarie a prendere in considerazione lo studio universitario e post universitario in Olanda. Nuffic (Netherlands organisation for international cooperation in higher education) è stata fondata nel 1952 ed ha l&#8217;obiettivo di &#8220;collegare la conoscenza mondiale&#8221; collegando così persone da tutto il mondo. L&#8217;Olanda fu la prima nazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il sito di <a title="Nuffic" href="http://www.nuffic.nl/home" target="_blank">Nuffic</a> fornisce tutte le informazioni necessarie a prendere in considerazione lo studio universitario e post universitario in Olanda.</h1>
<p><a title="Nuffic" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nuffic" target="_blank">Nuffic</a> (Netherlands organisation for international cooperation in higher education) è stata fondata nel 1952 ed ha l&#8217;obiettivo di &#8220;collegare la conoscenza mondiale&#8221; collegando così persone da tutto il mondo.</p>
<div id="attachment_6725" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/olanda/"><img class="size-medium wp-image-6725" title="Olanda su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/10/amsterdam-300x198.jpg" alt="Olanda su Italiansinfuga" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Olanda su Italiansinfuga</p></div>
<p>L&#8217;<strong>Olanda</strong> fu la prima nazione non di madrelingua ad offrire corsi insegnati in <strong>inglese</strong>. Esistono 1560 corsi e programmi di studio internazionali, 1543 dei quali sono insegnati interamente in <strong>inglese</strong>, facendo così dell&#8217;<strong>Olanda</strong> la nazione all&#8217;avanguardia in Europa.</p>
<p>Il sistema universitario olandese ha una reputazione molto alta a livello mondiale. I laureati tendono ad ottenere ottimi risultati una volta inseriti nel mondo del lavoro a livello globale. Questo risultato viene raggiunto grazie ad un sistema di regolamentazione e qualità in vigore a livello nazionale.</p>
<p>L&#8217;<strong>Olanda</strong> conta 10 università tra le prime 200 del mondo e si distingue per l&#8217;utilizzo del sistema di apprendimento &#8216;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Problem-based_learning" target="_blank">Problem-Based</a>&#8216;.</p>
<p>Questo sistema addestra gli studenti ad analizzare e risolvere problemi pratici in modo indipendente ponendo maggiore enfasi sullo studio e sulla disciplina a livello individuale.</p>
<p>Il contesto che spinge l&#8217;<strong>Olanda</strong> ad un&#8217;apertura verso il resto del mondo è che per una nazione così piccola non esistono alternative per la sopravvivenza in una società globalizzata come la nostra. Studiare in Olanda vuol dire sviluppare un orientamento internazionale ed una apertura mentale superiore.</p>
<p><strong>Il sito offre l&#8217;accesso ad un <a href="http://ispacsearch.nuffic.nl/" target="_blank">data base</a> di 1560 programmi di studi internazionali. Questi includono programmi di addestramento di breve durata, lauree e Masters. </strong></p>
<p>Il data base offre informazioni sul tipo di corso; sul riconoscimento ufficiale da parte delle autorità accademiche; sulla data di inizio delle lezioni e sulla scadenza per fare domanda; sui requisiti di conoscenza della lingua inglese.</p>
<div id="attachment_6726" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/2011/08/23/tutto-quello-che-dovete-sapere-per-vivere-e-lavorare-in-olanda/"><img class="size-medium wp-image-6726" title="Tutto quello che dovete sapere per vivere e lavorare in Olanda" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/10/Holland-300x225.jpg" alt="Tutto quello che dovete sapere per vivere e lavorare in Olanda" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Tutto quello che dovete sapere per vivere e lavorare in Olanda</p></div>
<p>Ad esempio, un MSc (Master) in &#8216;System and Network Engineering&#8217; presso la University of Amsterdam dura un anno e costa € 1540 in tasse di iscrizione. La data di inizio del prossimo corso sarà il 1 settembre 2012 ma attenzione perché la scadenza per la domanda sarà il 1 aprile 2012. Entro tale data dovrete dimostrare di parlare l&#8217;inglese ad un predeterminato livello con certificazione TOEFL, IELTS ecc. dovete quindi iniziare da oggi ad assicurarvi che la vostra conoscenza della lingua inglese sia sufficiente.</p>
<p>Una volta che avete scelto un corso di studio potete utilizzare la pagina della <a href="http://www.nuffic.nl/international-students/how-to-prepare/checklist/checklist" target="_blank">Checklist</a> per assicurarvi che adempiate a tutti i requisiti burocratici richiesti per l&#8217;iscrizione.</p>
<p>Per ricevere aiuto a finanziare lo studio in <strong>Olanda</strong> potete utilizzare la pagina <a title="Grantfinder Olanda" href="http://www.nuffic.nl/international-students/scholarships/grantfinder" target="_blank">Grantfinder</a> per trovare borse di studio a vostra disposizione e potete vedere se esistono possibilità per voi all&#8217;interno delle <a href="http://www.nuffic.nl/international-students/scholarships/scholarships-administered-by-nuffic" target="_blank">borse di studio coordinate da Nuffic</a>.</p>
<p>Purtroppo, a differenza di parecchie altre nazioni europee, l&#8217;<a href="http://www.nuffic.nl/international-students/scholarships/financial-support-from-your-own-country" target="_blank">Italia non fornisce supporto finanziario</a> a studenti che studino l&#8217;<strong>università in Olanda</strong>.</p>
<p>Il costo della vita per uno studente in <strong>Olanda</strong> viene fornito a grandi linee nella pagina &#8216;<a href="http://www.nuffic.nl/international-students/how-to-prepare/financing-your-stay" target="_blank">Financing Your Stay</a>&#8216;.</p>
<p>Ovviamente il costo dipende da moltissime variabili però uno studente in <strong>Olanda</strong> dovrebbe mettere in preventivo circa € 800-€ 1100 al mese di spese. Una camera in condivisione può costare dai € 300 ai € 600 al mese ma ovviamente questo costo dipende dalla città dove studiate. Per fortuna gli studenti godono di sconti in molti bar, ristoranti, musei e cinema, riducendo così il costo del divertimento.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/FwkfsqGp3qo?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/FwkfsqGp3qo?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>AcademicTransfer per lavorare come ricercatore in Olanda</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 01:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[dottorato]]></category>
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		<description><![CDATA[AcademicTransfer è un sito che da 13 anni pubblica tutte le opportunità di lavoro in ambito accademico presso istituti di ricerca, università e centri di ricerca medica in Olanda. Da alcuni anni sono stati anche aggiunti gli annunci di lavoro inerenti ricercatori presso il settore privato. L&#8217;obbiettivo di AcademicTransfer è quello di pubblicizzare posizioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="AcademicTransfer" href="http://www.academictransfer.com/" target="_blank">AcademicTransfer</a> è un sito che da 13 anni pubblica tutte le opportunità di lavoro in ambito accademico presso istituti di ricerca, università e centri di ricerca medica in Olanda. Da alcuni anni sono stati anche aggiunti gli annunci di lavoro inerenti ricercatori presso il settore privato.</h1>
<p>L&#8217;obbiettivo di <strong>AcademicTransfer</strong> è quello di pubblicizzare posizioni di dottorato, ricerca e post-dottorato oltre a opportunità di lavoro per professori e assistenti.</p>
<p><strong>AcademicTransfer</strong> fu creata grazie ad un&#8217;iniziativa di tre organizzazioni olandesi:</p>
<ul>
<li>VSNU, Association of Universities in the Netherlands</li>
<li>NFU, Dutch Federation of University Medical Centres</li>
<li>WVOI, Employers Association of Research Institutions</li>
</ul>
<p><strong>AcademicTransfer</strong> è gratuito ed offre, sulla homepage, gli ultimi 10 annunci di lavoro pubblicizzati sul sito.</p>
<p>Per trovare lavori che facciano per voi potete leggere tutti gli annunci, selezionare particolari datori di lavoro oppure usare parole chiave che filtrano la vostra ricerca a seconda del campo accademico, salario o occupazione di interesse. Una volta creata una particolare stringa di ricerca, potete creare una notifica tramite e-mail che vi allerti ogniqualvolta venga pubblicato un aggiornamento pertinente.</p>
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		</item>
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		<title>London School of Economics: l’esperienza (e i consigli) di un italiano in fuga</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/09/29/london-school-of-economics-l%e2%80%99esperienza-e-i-consigli-di-un-italiano-in-fuga/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2011/09/29/london-school-of-economics-l%e2%80%99esperienza-e-i-consigli-di-un-italiano-in-fuga/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 11:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[london school of economics]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo incontrato a Londra Roberto Orsi, che sta facendo un dottorato in Relazioni internazionali presso la London School of Economics. 32 anni, originario di Saluzzo, in provincia di Cuneo, Roberto si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Torino. Ha vissuto prima ad Amburgo (tra il 2005 e il 2006), poi a Londra (2006-07), è quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Abbiamo incontrato a Londra Roberto Orsi, che sta facendo un dottorato in Relazioni internazionali presso la London School of Economics.</h1>
<p><strong>32 anni, originario di Saluzzo, in provincia di Cuneo, Roberto si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Torino. Ha vissuto prima ad Amburgo (tra il 2005 e il 2006), poi a Londra (2006-07), è quindi tornato in Germania – a Francoforte – nel 2008, e dal settembre dello stesso anno risiede stabilmente nella capitale inglese. In questa intervista abbiamo ripercorso la sua interessante esperienza in Germania e nel Regno Unito, e abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza nel caos economico, politico e sociale nel quale siamo ormai immersi. Con la speranza che queste considerazioni aiutino gli italiani che stanno meditando la “fuga” a fare scelte più consapevoli.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Intervista di <a title="Andrea Muzzarelli" href="http://uk.linkedin.com/pub/andrea-muzzarelli/14/38/194" target="_blank">Andrea Muzzarelli</a></strong></p>
<p><strong>Ciao Roberto, quand’è che hai pensato per la prima volta di lasciare l’Italia?</strong></p>
<p>Ho cominciato seriamente a pensare di lasciare l’Italia nel 2001, quando ancora frequentavo la facoltà di Giurisprudenza a Torino. Mi resi conto che non sarei mai riuscito a realizzare nulla nel posto in cui mi trovavo, né in termini professionali, né in termini di vita personale. Così nacque l’idea di trovare una via d’uscita all’estero, e mi misi peranto a imparare il tedesco, precisamente con questa intenzione. Per un occhio attento, non era difficile capire che l’Italia era un paese in crisi profonda già dieci anni fa. In un certo senso, la situazione odierna del nostro paese non è che la prosecuzione delle tendenze di lungo corso già riconoscibili allora. E forse anche prima.</p>
<p><strong>Alla fine hai deciso di trasferirti in Germania. Che ricordi hai di questa esperienza?</strong></p>
<p>La mia esperienza di vita e di lavoro in Germania ha avuto un impatto sul corso degli eventi nella mia vita difficile da sovrastimare. La Germania, la cultura tedesca e specialmente una buona padronanza della lingua mi hanno aperto prospettive sorprendenti. Paradossalmente, non sarei qui a Londra a lavorare e studiare presso la LSE – una delle università di studi sociali migliori al mondo – se non mi fossi prima di tutto concentrato sulla Germania, il vero cuore del nostro continente, l’autentica fucina di molte delle idee centrali del nostro tempo. Per questo consiglio sempre vivamente a tutte le persone interessate a formarsi una vera cultura, e in modo particolare ai miei studenti, di imparare bene la lingua di Goethe. Certo, la Germania non è un paese facile, e l’impatto fu a suo tempo duro, soprattutto da un punto di vista psicologico, particolarmente per una persona come me, che viene dal profondo della provincia italiana ed era abituata a uno stile di vita completamente diverso. Tuttavia, si impara presto a godere degli aspetti positivi della società teutonica: tutto (o quasi) funziona, e due-tre piccole arrabbiature in meno ogni giorno, rispetto all’Italia, moltiplicate per 365 fanno alla fine una qualità di vita notevolmente migliore.</p>
<p><strong>Come ti è sembrato l’ambiente lavorativo e culturale tedesco rispetto a quello italiano?</strong></p>
<p>I tedeschi sono estremamente ambiziosi. L’ambizione (Ehrgeiz) è al centro della vita del tedesco. Questo ha molti vantaggi, ma anche alcuni lati non del tutto positivi. I vantaggi sono soprattutto riflessi nell’efficienza e nell’alta qualità dei servizi e dell’organizzazione del lavoro. In Germania si punta sistematicamente all’eccellenza e al funzionamento razionale della propria attività, qualunque essa sia. Paradossalmente, in Germania si lavorano meno ore che in Italia, ma la produttività  è molto più alta grazie alla pianificazione e all’approntamento di tutte le infrastrutture necessarie allo svolgimento di qualsivoglia mansione. A differenza dell’Italia, non si improvvisa e non si spende metà del tempo cercando di far funzionare cose che non funzionano. I lavoratori a qualunque livello devono ottenere certificati di abilitazione a precise mansioni attraverso un sistema di apprendistato (Berufsausbildung), svolto presso le aziende e lavorando per davvero, garantendo così una competenza e una qualità molto elevate. Tutta questa organizzazione comporta però anche degli svantaggi. Innanzitutto, l’ambizione del tedesco lo porta a concentrarsi quasi esclusivamente sulle questioni economiche e di prestigio sociale, trascurando altri aspetti della vita. Per mia esperienza, la quasi totalità delle conversazioni che si ascoltano in Germania riguardano il lavoro, la carriera, il denaro, gli esami universitari, le tasse. Questo può a lungo andare incidere negativamente sulla percezione che si ha del paese. In secondo luogo, una macchina così organizzata e complessa come il mercato del lavoro in Germania è necessariamente poco flessibile: difficilmente si può ottenere un posto di lavoro senza aver preventivamente frequentato corsi e specializzazioni ottenibili quasi esclusivamente in Germania. Un’altra importante caratteristica della Germania è l’alta qualità della vita culturale che, per quanto anch’essa in declino rispetto allo splendore del Kaiserreich e di Weimar, rimane comunque la più florida del continente.</p>
<p><strong>Cos’è che alla fine ti ha portato alla London School of Economics?</strong></p>
<p>Molte cose diverse, che in qualche modo si sono combinate per portarmi qui. Sostanzialmente mi resi conto, mentre lavoravo in Germania, che avevo bisogno di ulteriori qualificazioni a livello accademico. Nel frattempo, avevo realizzato che la professione legale che mi accingevo a intraprendere non era quello che realmente volevo. Così decisi di frequentare un master in Relazioni Internazionali presso la London Metropolitan University. Qui ebbi la fortuna di conoscere il professor Peter Gowan, un uomo davvero eccezionale purtroppo scomparso nel 2009. È stato lui a indirizzarmi verso la prosecuzione dei miei studi a livello di dottorato, e dopo una serie di peripezie sono finalmente riuscito ad approdare alla LSE.</p>
<p><strong>Vivi a Londra da alcuni anni. Che idea ti sei fatto di questa città e della Gran Bretagna in generale?</strong></p>
<p>Sono naturalmente in grande debito con questo paese, e con Londra in particolare, per tutte le cose che ho imparato qui negli ultimi anni. Intellettualmente, sto vivendo un’esperienza davvero straordinaria. Ma sono anche consapevole che questo è solo l’aspetto migliore della città, ovvero ciò che resta in fondo dell’antica grandezza di questo paese, ancora visibile nelle sue tradizioni accademiche, vero motivo per il quale sono qui. Sono invece alquanto critico rispetto alla sorta di “esperimento sociale” che è la Londra di oggi, e in generale sono davvero scettico sul futuro nel Regno Unito in generale. Al di là di una sfavillante facciata di glamour, Londra è sempre di più un mosaico di comunità su base etnica e religiosa, non di rado in astio tra di loro, quasi completamente dipendenti dal sistema del welfare. Non per niente è stato coniato il termine Londonistan. La qualità della vita, se non si è abbastanza ricchi da vivere nel quartieri giusti, è bassa. Il degrado, materiale e sociale, è pressoché onnipresente e in continua ascesa. È interessante notare come il progetto della Cool Britannia degli anni di Blair, la Londra capitale “global” di un mondo “global” si sia tramutato in un incubo, materializzatosi nelle recenti rivolte urbane. Non c’è nulla di cool nell’esperimento multietnico e multiculturale che è la Londra di oggi. L’élite che controlla questo paese, e che oggi esprime direttamente il governo nella persona di David Cameron, ha riconosciuto apertamente il fallimento del progetto (“il multiculturalismo è fallito”), che rischia di compromettere la stabilità politica di quella che è e rimane, senza alternative, la base territoriale necessaria per la presecuzione in sicurezza dei loro affari finanziari. Insieme al resto dell’Europa, è chiaro che questo paese necessita di una profonda riforma della sua demografia, sia in termini quantitativi che qualitativi, ma questo rimane per il momento un tema tabù. A parte le grandi città, il resto del Regno Unito è un paese molto bello, con splendidi paesaggi, spesso curati maniacalmente, ma è anche un deserto industriale il cui futuro economico rimane quantomai incerto. La Gran Bretagna ha vissuto di finanza fino al 2008: la City era il suo unico vero motore economico di un certo peso. Dall’inizio della crisi il paese vive stampando sterline e alimentando il debito pubblico. Non so fino a che punto questo potrà durare.</p>
<p><strong>Consiglieresti la LSE a un giovane italiano interessato a studiare all’estero?</strong></p>
<p>Assolutamente sì. La LSE consente di vivere un’esperienza di studio, di lavoro e di vita che in Italia non è minimamente ripetibile. La quantità di eventi, anche pubblici e completamente gratuiti, ai quali è possibile partecipare è assolutamente straordianaria. Qui vengono a parlare i più grandi studiosi di scienze sociali, di politica, di economia, di sociologia del mondo. Ho avuto modo di ascoltare e vedere direttamente ministri e capi di stato. Inoltre, la LSE ha risorse poderose in termini di organizzazione (la più grande biblioteca di scienze sociali del mondo) e di didattica.</p>
<p><strong>Dal momento che sei un esperto in relazioni internazionali, vorrei chiederti una previsione da qui a cinque anni sull’Italia e l’Europa a livello politico-economico.</strong></p>
<p>Parlando di tendenze di lungo periodo in atto, è mia convinzione che i prossimi decenni, non solo i prossimi anni, saranno caratterizzati dall’emergere con sempre maggiore evidenza e prepotenza delle questioni demografiche in molte, diverse sfumature sia in Italia, sia in Europa e nel mondo. In Italia e in Europa, l’invecchiamento della popolazione e la denatalità rendono impossibile una prosecuzione sulla strada del welfare così come lo conosciamo. L’immigrazione, come ampiamente dimostrato dalle esperienze dei paesi del Nord Europa, può essere solo in minima parte una risposta, e solo a condizione che chi immigra sia non integrabile (parola-slogan sostanzialmente priva di significato), ma assimilabile al paese ospitante. La seconda tendenza in atto da prendere in considerazione è chiaramente l’evolversi della situazione politico-economica caratterizzata da quella che denominiamo comunemente “globalizzazione” e dalla sua crisi attuale. La mia impressione è che nel giro di poco tempo, massimo due anni, saremo preda di una gravissima crisi finanziaria e fiscale, come non abbiamo mai affrontato almeno nelle ultime due generazioni. In particolare per l’Italia, è matematicamente impossibile che un paese come il nostro riesca a mantenere in piedi lo stato sociale e, contemporaneamente, possa abbattere un debito di 1.900 miliardi di euro, né che possa riuscire a pagare interessi sempre più onerosi. Nei prossimi anni dunque affronteremo un autentico tsunami economico-finanziario, che in Italia avrà un impatto profondo su quelle che sono ancora oggi, nonostante tutto, le grandi sicurezze dell’italiano medio: dal suo conto in banca alla casa di proprietà. L’Italia, come in realtà molta parte dell’Europa e dell’Occidente, può nel prossimo futuro scegliere a grandi linee tra una catastrofe inflazionistica e una deflazionistica. Io credo che si sceglierà la prima, perché alcune istituzioni (lo stato in primis, e poi le grandi banche e i grossi gruppi) potrebbero anche riuscire a sopravvivere, e perché sarebbe più gestibile da un punto di vista politico. Tuttavia, ci sono anche motivi per essere ottimisti: in un paese come il nostro, il crollo che sta per arrivare avrà anche effetti liberatori di forze a lungo soppresse, porterà molto probabilmente a un cambiamento politico, e forse a ridiscutere le fondamenta stesse della nostra comunità nazionale. Tra cinque anni saremo certamente nel mezzo della transizione, probabilmente nella sua fase più difficile e dolorosa. In tutto questo, il futuro dell’Europa come Unione Europea è quantomai incerto. Sono necessarie drastiche riforme sia dell’Unione, sia soprattutto dell’euro, che palesemente non ha mai funzionato come nelle previsioni. Il problema è che non abbiamo più tutto questo tempo a disposizione.</p>
<p><strong>Cosa potrebbe portare l’Italia a un vero punto di svolta?</strong></p>
<p>Credo che siamo ormai arrivati al punto di svolta. Il vero cambiamento è già in atto, e si traduce nel continuo peggioramento dei conti dello stato. Come osservavo in precedenza, l’inevitabile bancarotta sarà il culmine della svolta politica, e non solo dell’Italia, ma di tutto l’attuale sistema capitalistico occidentale, date le dimensioni dell’economia italiana e del suo debito. Machiavelli disse che un uomo dimentica prima la morte del padre che la perdita del proprio patrimonio. Sono personalmente convinto che in Italia, in Europa e nell’Occidente tutte le cose non cambieranno sino a quando gli individui non saranno toccati nell’unica dimensione rimasta (oltre quella della persona fisica) che ancora li mantiene all’interno di un legame sociale: il denaro. Gli italiani scopriranno che il loro destino non può essere disgiunto da quello del paese, e scopriranno che per decenni hanno vissuto all’interno di una gigantesca illusione, che si estende ben oltre il semplice “berlusconismo” e coinvolge in qualche modo tutto il nostro modo di pensare la politica, l’economia, la società e la nostra vita personale.</p>
<p><strong>Se l’Italia ha ormai ben poco da offrire ai giovani, quali sono i paesi verso i quali potrebbe essere interessante dirigersi?</strong></p>
<p>Questa è una domanda difficile. Se parliamo di singoli individui che si trasferiscono all’estero, è probabile che, nonostante tutto, i paesi nordici faranno meglio dell’Italia. Tuttavia, date le dimensioni della crisi, è più facile prevedere che il flusso di giovani italiani (e greci, e spagnoli, e portoghesi etc&#8230;) in fuga dal proprio paese diventerà un torrente in piena. Non esiste tuttavia alcun mercato del lavoro in Europa, e forse nemmeno altrove, che possa assorbire così tante persone. Prendiamo il caso di Londra: è certo una delle prime destinazioni che possono venire in mente, a causa della prossimità geografica, della lingua ormai universale, e della presenza di molti connazionali. Ma Londra non può assorbire tutti, specie in un momento come questo, quando anche qui l’economia è in crisi, e i posti di lavoro scarseggiano. Tutto dipende dalle qualificazioni e dal livello di specializzazione. Ma venire qui senza sapere esattamente cosa cercare, che era quasi la regola dieci anni fa, è tutto sommato sconsigliabile. Inoltre, data la precaria situazione internazionale e il continuo peggioramento delle relazioni internazionali, non è impossibile che gli stati comincino ben presto a erigere barriere contro l’immigrazione anche dal Sud Europa. Paradossalmente e contrariamente al credo liberal sui grandi benefici dell’immigrazione, i paesi che faranno meglio nel prossimo futuro sono probabilmente quelli in cui è quasi possibile immigrare, o comunque non è possibile immigrare in massa, come Australia, Nuova Zelanda, Canada e, in genere, i paesi orientali. Ma per chi ha una specializzazione sufficiente, potrebbero esserci degli spiragli.</p>
<p><strong>Progetti per il futuro? Lascerai la Gran Bretagna quando avrai finito il dottorato?</strong></p>
<p>Il futuro è quantomai incerto. Dopo cinque anni nel Regno Unito, sarei lieto di cambiare paese, imparare una nuova lingua, conoscere una cultura differente. Ci sono teoricamente varie possibilità. Innanzitutto tornare in Germania, cosa che non mi dispiacerebbe affatto data l’alta qualità della vita e le ottime tradizioni accademiche. Poi la Scandinavia, un gruppo di paesi che sta espandendo notevolmente il settore universitario. Sto anche pensando alla possibilità di un “piano B” che mi porti, almeno per qualche anno, in Asia orientale. Questo pensiero mi sorge ogni qualvolta inizio a considerare le tendenze in atto nel lungo periodo in relazione alla mia vita. Se penso che il “picco” della mia produzione accademica verrà tra 15-20 anni, in quale mondo vivremo allora? Con molta probabilità, in uno in cui la macro-regione Asia-Pacifico sarà ancora più prominente di quanto non lo sia oggi. Avrebbe quindi perfettamente senso cercare esperienze di vita, studio e lavoro laggiù. Sempre che mi concedano un permesso di soggiorno.</p>
<p><strong>Grazie Roberto, e in bocca al lupo per la tua carriera accademica!</strong></p>
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		</item>
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		<title>Classifica delle lauree che vi fanno guadagnare di più</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 04:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[laurea]]></category>
		<category><![CDATA[salari]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Payscale, risorsa on-line dedicata ai salari, ha pubblicato i risultati del sondaggio annuale che conduce fra i suoi lettori per capire i livelli salariali presenti sul mercato del lavoro statunitense. Il sondaggio ha coinvolto impiegati a tempo pieno negli Stati Uniti in possesso di una laurea (Bachelor) ma senza titoli di studio superiori ad essa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Payscale, risorsa on-line dedicata ai salari, ha <a title="classifica delle lauree che vi fanno guadagnare di più" href="http://www.payscale.com/best-colleges/" target="_blank">pubblicato</a> i risultati del sondaggio annuale che conduce fra i suoi lettori per capire i livelli salariali presenti sul mercato del lavoro statunitense.</h1>
<p>Il sondaggio ha coinvolto impiegati a tempo pieno negli Stati Uniti in possesso di una laurea (Bachelor) ma senza titoli di studio superiori ad essa. Il salario viene definito come la somma totale di salario base, bonus, condivisione profitto dell&#8217;azienda con gli impiegati, commissione e straordinari. Queste cifre non includono pagamenti in azioni societarie.</p>
<p>Grazie all&#8217;informazione raccolta Payscale è in grado di redigere una classifica che evidenzia il tipo di laurea che aumenta le possibilità di ottenere un salario più alto quando si inizia a lavorare.</p>
<p>La classifica conferma che chi studia ingegneria e altre facoltà scientifiche riesce a guadagnare di più per quello che riguarda il salario iniziale ed ovviamente per quello che si raggiunge a metà carriera.</p>
<div><a style="font-weight: bold; color: #333333; font-family: Verdana,Arial,Tahoma,Helvetica,sans-serif; font-size: 18px; text-decoration: none;" href="http://www.payscale.com/best-colleges/degrees.asp">Classifica delle lauree che vi fanno guadagnare di più</a></div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td style="vertical-align: top;"><a href="http://www.payscale.com/best-colleges/degrees.asp"><img style="border: none;" src="http://www.payscale.com/staticdatachart.aspx?mode=Chart&amp;dataset=Pay You Back.2011&amp;title=Best Undergrad College Degrees By Salary" alt="Degrees" /></a></td>
<td style="vertical-align: top;"><img src="http://www.payscale.com/staticdatachart.aspx?mode=Legend&amp;dataset=Pay You Back.2011" alt="Degrees" /><br />
<strong>Metodologia</strong><br />
Salario annuale per laureati senza superiori titoli di studio. Visitate <a href="http://www.payscale.com/best-colleges/salary-report.asp">metodologia completa</a> per maggiori dettagli.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La differenza tra le lauree che pagano di meno e quelle che pagano di più possono essere significative. Chi si laurea in ingegneria può guadagnare il doppio di chi si laurea in &#8216;Child and Family Studies&#8217; ad esempio.</p>
<p>Per chi sta pensando di intraprendere una carriera universitaria, o tornare all&#8217;università dopo aver già lavorato, può essere d&#8217;aiuto questa classifica nel decidere quale facoltà scegliere, ammesso che la stessa vi interessi. Vi farete comunque una migliore idea di quale sarà il vostro tenore di vita una volta conclusi gli studi e, se avete accumulato un debito durante gli stessi, quanto vi ci vorrà a pagarlo.</p>
<p>Ecco la classifica completa (non traduco la denominazione in inglese per evitare problemi di equiparazione con la laurea italiana):</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="580">
<tbody>
<tr>
<td><strong>Laurea</strong></td>
<td><strong>Salario Iniziale</strong></td>
<td><strong>Salario a metà carriera</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Petroleum Engineering</td>
<td>$97,900</td>
<td>$155,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Chemical Engineering</td>
<td>$64,500</td>
<td>$109,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Electrical Engineering (EE)</td>
<td>$61,300</td>
<td>$103,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Materials Science &amp; Engineering</td>
<td>$60,400</td>
<td>$103,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Aerospace Engineering</td>
<td>$60,700</td>
<td>$102,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Computer Engineering (CE)</td>
<td>$61,800</td>
<td>$101,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Physics</td>
<td>$49,800</td>
<td>$101,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Applied Mathematics</td>
<td>$52,600</td>
<td>$98,600</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Computer Science (CS)</td>
<td>$56,600</td>
<td>$97,900</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Nuclear Engineering</td>
<td>$65,100</td>
<td>$97,800</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Biomedical Engineering (BME)</td>
<td>$53,800</td>
<td>$97,800</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Economics</td>
<td>$47,300</td>
<td>$94,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Mechanical Engineering (ME)</td>
<td>$58,400</td>
<td>$94,500</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Statistics</td>
<td>$49,000</td>
<td>$93,800</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Industrial Engineering (IE)</td>
<td>$57,400</td>
<td>$93,100</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Civil Engineering (CE)</td>
<td>$53,100</td>
<td>$90,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Mathematics</td>
<td>$47,000</td>
<td>$89,900</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Environmental Engineering</td>
<td>$51,700</td>
<td>$88,600</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Management Information Systems (MIS)</td>
<td>$51,000</td>
<td>$88,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Software Engineering</td>
<td>$54,900</td>
<td>$87,800</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Finance</td>
<td>$46,500</td>
<td>$87,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Government</td>
<td>$41,400</td>
<td>$87,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Construction Management</td>
<td>$50,200</td>
<td>$85,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Supply Chain Management</td>
<td>$50,200</td>
<td>$84,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Biochemistry (BCH)</td>
<td>$41,700</td>
<td>$84,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Industrial Design (ID)</td>
<td>$44,400</td>
<td>$84,400</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Electrical Engineering Technology (EET)</td>
<td>$55,100</td>
<td>$84,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Food Science</td>
<td>$43,300</td>
<td>$83,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>International Business</td>
<td>$41,600</td>
<td>$83,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Civil Engineering Technology (CET)</td>
<td>$46,600</td>
<td>$83,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Geology</td>
<td>$45,300</td>
<td>$83,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Computer Information Systems (CIS)</td>
<td>$47,900</td>
<td>$83,100</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Mechanical Engineering Technology (MET)</td>
<td>$51,600</td>
<td>$81,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Molecular Biology</td>
<td>$40,500</td>
<td>$81,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Chemistry</td>
<td>$42,000</td>
<td>$80,900</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Film Production</td>
<td>$41,600</td>
<td>$80,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Political Science (PolySci)</td>
<td>$39,900</td>
<td>$80,100</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Biotechnology</td>
<td>$40,800</td>
<td>$79,900</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>International Relations</td>
<td>$40,500</td>
<td>$79,400</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Occupational Health and Safety</td>
<td>$46,400</td>
<td>$79,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>American Studies</td>
<td>$43,400</td>
<td>$78,600</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Information Technology (IT)</td>
<td>$48,300</td>
<td>$78,500</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Industrial Technology (IT)</td>
<td>$48,100</td>
<td>$78,400</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Information Systems (IS)</td>
<td>$48,300</td>
<td>$78,100</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Telecommunications</td>
<td>$37,300</td>
<td>$78,100</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Urban Planning</td>
<td>$41,500</td>
<td>$78,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Accounting</td>
<td>$44,700</td>
<td>$75,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Philosophy</td>
<td>$39,800</td>
<td>$75,600</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Zoology</td>
<td>$38,000</td>
<td>$75,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Advertising</td>
<td>$37,700</td>
<td>$74,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Architecture</td>
<td>$41,500</td>
<td>$74,400</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Marketing &amp; Communications</td>
<td>$38,200</td>
<td>$73,500</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Literature</td>
<td>$39,100</td>
<td>$73,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Fashion Design</td>
<td>$36,300</td>
<td>$72,400</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Global &amp; International Studies</td>
<td>$37,800</td>
<td>$72,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Biology</td>
<td>$37,900</td>
<td>$71,900</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Environmental Science</td>
<td>$40,200</td>
<td>$71,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Linguistics</td>
<td>$39,800</td>
<td>$70,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Business</td>
<td>$41,000</td>
<td>$70,500</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Microbiology</td>
<td>$38,500</td>
<td>$70,100</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Nursing</td>
<td>$52,700</td>
<td>$69,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>History</td>
<td>$37,800</td>
<td>$69,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Public Administration</td>
<td>$40,400</td>
<td>$68,900</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Hotel Management</td>
<td>$36,100</td>
<td>$68,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Forestry</td>
<td>$41,500</td>
<td>$67,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Communications</td>
<td>$38,000</td>
<td>$66,900</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Landscape Architecture</td>
<td>$41,900</td>
<td>$66,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Geography</td>
<td>$39,600</td>
<td>$66,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Journalism</td>
<td>$36,100</td>
<td>$66,400</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Health Sciences</td>
<td>$35,800</td>
<td>$66,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>English</td>
<td>$37,100</td>
<td>$65,800</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Public Relations (PR)</td>
<td>$35,500</td>
<td>$65,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>French</td>
<td>$38,400</td>
<td>$65,500</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Sports Management</td>
<td>$35,400</td>
<td>$65,100</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Liberal Arts</td>
<td>$37,800</td>
<td>$63,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Anthropology</td>
<td>$35,600</td>
<td>$63,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Human Resources (HR)</td>
<td>$37,900</td>
<td>$62,600</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Organizational Management (OM)</td>
<td>$42,300</td>
<td>$61,900</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Agriculture</td>
<td>$38,600</td>
<td>$61,500</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Psychology</td>
<td>$35,000</td>
<td>$61,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Medical Technology</td>
<td>$45,100</td>
<td>$60,900</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Health Care Administration</td>
<td>$36,700</td>
<td>$60,900</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Sociology</td>
<td>$36,100</td>
<td>$60,500</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Radio &amp; Television</td>
<td>$35,000</td>
<td>$60,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Hospitality &amp; Tourism</td>
<td>$35,900</td>
<td>$59,500</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Visual Communication</td>
<td>$35,600</td>
<td>$59,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Criminal Justice</td>
<td>$35,300</td>
<td>$58,900</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Fine Arts</td>
<td>$35,900</td>
<td>$58,600</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Spanish</td>
<td>$36,400</td>
<td>$58,400</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Interior Design</td>
<td>$34,300</td>
<td>$58,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Humanities</td>
<td>$34,900</td>
<td>$57,800</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Horticulture</td>
<td>$39,600</td>
<td>$57,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Theater</td>
<td>$34,700</td>
<td>$57,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Music</td>
<td>$36,800</td>
<td>$57,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Graphic Design</td>
<td>$35,600</td>
<td>$56,500</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Fashion Merchandising</td>
<td>$36,800</td>
<td>$56,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Dietetics</td>
<td>$41,500</td>
<td>$56,100</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Education</td>
<td>$36,800</td>
<td>$54,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Kinesiology</td>
<td>$34,200</td>
<td>$54,600</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Photography</td>
<td>$32,900</td>
<td>$54,500</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Nutrition</td>
<td>$38,600</td>
<td>$54,400</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Interdisciplinary Studies (IS)</td>
<td>$36,300</td>
<td>$54,400</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Exercise Science</td>
<td>$33,100</td>
<td>$54,400</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Social Science</td>
<td>$36,600</td>
<td>$54,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Drama</td>
<td>$37,800</td>
<td>$54,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Multimedia and Web Design</td>
<td>$40,400</td>
<td>$53,900</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Animal Science</td>
<td>$33,800</td>
<td>$53,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Paralegal/Law</td>
<td>$35,300</td>
<td>$53,500</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Art History</td>
<td>$38,300</td>
<td>$53,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Art</td>
<td>$35,300</td>
<td>$52,400</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Theology</td>
<td>$35,600</td>
<td>$52,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Public Health (PH)</td>
<td>$35,500</td>
<td>$51,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Athletic Training</td>
<td>$34,600</td>
<td>$50,200</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Religious Studies</td>
<td>$32,900</td>
<td>$49,700</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Recreation &amp; Leisure Studies</td>
<td>$34,500</td>
<td>$49,100</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Special Education</td>
<td>$34,300</td>
<td>$47,800</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Culinary Arts</td>
<td>$29,900</td>
<td>$46,800</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Social Work (SW)</td>
<td>$32,200</td>
<td>$44,300</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Elementary Education</td>
<td>$32,400</td>
<td>$44,000</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Child and Family Studies</td>
<td>$29,600</td>
<td>$40,500</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Visti più veloci per studenti internazionali in Nuova Zelanda</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/09/01/visti-piu-veloci-per-studenti-internazionali-in-nuova-zelanda/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 04:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Studio]]></category>
		<category><![CDATA[nuova zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli studenti internazionali dovrebbero essere in grado in futuro di ottenere visti per studiare in Nuova Zelanda senza dover fare domanda direttamente al dipartimento di immigrazione neozelandese. Secondo un articolo pubblicato da Stuff.co.nz, Nigel Bickle, chief executive di Immigration New Zealand, ha affermato che &#8220;istituzioni accademiche di fiducia&#8221; potrebbero ottenere il potere di prendere decisioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Gli studenti internazionali dovrebbero essere in grado in futuro di ottenere visti per studiare in Nuova Zelanda senza dover fare domanda direttamente al dipartimento di immigrazione neozelandese.</h1>
<p>Secondo un articolo pubblicato da <a href="http://www.stuff.co.nz/national/education/5463715/Quick-student-visas-on-way" target="_blank">Stuff.co.nz</a>, Nigel Bickle, chief executive di Immigration New Zealand, ha affermato che &#8220;istituzioni accademiche di fiducia&#8221; potrebbero ottenere il potere di prendere decisioni riguardanti il <strong>visto</strong> per i loro <strong>studenti</strong> in modo da velocizzare ed a aumentare le iscrizioni.</p>
<div id="attachment_6181" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/nuova-zelanda/"><img class="size-medium wp-image-6181" title="Nuova Zelanda su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/08/NZ-300x168.jpg" alt="Nuova Zelanda su Italiansinfuga" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Nuova Zelanda su Italiansinfuga</p></div>
<p>Il signor Bickle ha detto &#8220;auspichiamo che con investimenti e tecnologia, <strong>studenti</strong> di più alto valore e meno rischio saranno in grado di ottenere un <strong>visto</strong> senza dover interagire con il Dipartimento di Immigrazione. Decisioni automatiche dovrebbero essere la prassi in questi casi.&#8221;</p>
<p>Questa intenzione va a sostenere la visione secondo la quale il Dipartimento di immigrazione vuol essere &#8220;un partner di fiducia che fornisce eccezionali servizi di immigrazione ed aiuta ad accogliere persone di talento delle quali la <strong>Nuova Zelanda</strong> ha bisogno per prosperare.&#8221;</p>
<p>L&#8217;obiettivo di accelerare i tempi necessari a processare le domande di <strong>visto studenteschi</strong> è vitale perché la <strong>Nuova Zelanda</strong> rimanga competitiva nel mercato internazionale dell&#8217;istruzione.</p>
<p>Attualmente l&#8217;obiettivo è quello di espletare l&#8217;80% delle domande entro 30 giorni. Gli ultimi dati, relativi al marzo 2011, sostengono che l&#8217;89% delle domande vengono espletate entro i 30 giorni.</p>
<p>Il Dipartimento di Immigrazione ambisce a migliorare queste cifre portandole verso il 90% in 25 giorni entro l&#8217;anno prossimo.</p>
<p>Ciò è importante per rimanere competitivi nei mercati importanti quali Cina e India.</p>
<p>Beth Knowles, International Director del Christchurch Polytechnic Institute of Technology, afferma &#8220;è possibile perdere uno <strong>studente</strong> se la sua domanda di <strong>visto</strong> non viene espletata in tempi brevi. Lo studente sceglierà una nazione diversa.&#8221;</p>
<p>Alcune istituzioni accademiche neozelandesi sono già in grado di rinnovare i <strong>visti</strong> per gli <strong>studenti</strong> già in possesso di un <strong>visto studentesco</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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