<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
>

<channel>
	<title>italiansinfuga &#187; UK</title>
	<atom:link href="http://www.italiansinfuga.com/category/uk/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.italiansinfuga.com</link>
	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 06:09:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
	<copyright>Copyright &#xA9; italiansinfuga 2010 </copyright>
	<managingEditor>you@yourdomain.com (italiansinfuga)</managingEditor>
	<webMaster>you@yourdomain.com (italiansinfuga)</webMaster>
	<image>
		<url>http://www.italiansinfuga.com/wp-content/plugins/podpress/images/powered_by_podpress.jpg</url>
		<title>italiansinfuga</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com</link>
		<width>144</width>
		<height>144</height>
	</image>
	<itunes:subtitle></itunes:subtitle>
	<itunes:summary>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</itunes:summary>
	<itunes:keywords></itunes:keywords>
	<itunes:category text="Society &#38; Culture" />
	<itunes:author>italiansinfuga</itunes:author>
	<itunes:owner>
		<itunes:name>italiansinfuga</itunes:name>
		<itunes:email>you@yourdomain.com</itunes:email>
	</itunes:owner>
	<itunes:block>no</itunes:block>
	<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	<itunes:image href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/plugins/podpress/images/powered_by_podpress_large.jpg" />
		<item>
		<title>Innamorata di Londra nonostante la crisi</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/08/innamorata-di-londra-nonostante-la-crisi/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/08/innamorata-di-londra-nonostante-la-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 23:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=8322</guid>
		<description><![CDATA[Nazaré Pasotti ha sempre avuto una passione per Londra e ha vissuto lì durante gli anni della crisi economica. Ecco la sua storia. Una piccola premessa. Sono nata in Brasile ma sono stata adottata e sono arrivata in Italia a due mesi, credo che viaggiare e spostarmi sia nel mio DNA! Ho sempre avuto una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Nazaré Pasotti ha sempre avuto una passione per Londra e ha vissuto lì durante gli anni della crisi economica.</h1>
<p><strong>Ecco la sua storia.</strong></p>
<p>Una piccola premessa. Sono nata in Brasile ma sono stata adottata e sono arrivata in Italia a due mesi, credo che viaggiare e spostarmi sia nel mio DNA!</p>
<p>Ho sempre avuto una passione e un amore viscerale per tutto quanto è British e in particolare per<strong> Londra</strong>, sin da piccola. Mi ricordo che alle scuole medie andavo a cercare giornali musicali inglesi, Smash Hits per leggere e tradurre gli articoli e ascoltavo ossessivamente le canzoni cercando di imparare parole nuove.</p>
<p>A 14 anni sono riuscita ad andare per la prima volta in Inghilterra con uno dei famosi organizzatori di vacanze studio e sono stata a <strong>Brighton</strong> e per la prima volta a <strong>Londra</strong>, ma non sono riuscita a vederla bene.</p>
<p>A 18 anni sono stata ospite in una famiglia inglese nella periferia di <strong>Londra</strong>, per un mese ed ho avuto la possibilità di immergermi totalmente nella cultura inglese e parlare la lingua tutto il giorno. Non era certo come a scuola!!!</p>
<div id="attachment_8325" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/londra/"><img class="size-medium wp-image-8325" title="Londra su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/02/tower-bridge-300x225.jpg" alt="Londra su Italiansinfuga" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Londra su Italiansinfuga</p></div>
<p>Ho girato <strong>Londra</strong> in tutti i suoi angoli e mi ricordo di essermene follemente innamorata.</p>
<p>Per quanto riguarda il mio percorso accademico, dopo il liceo classico mi sono iscritta alla facoltà di Lingue presso l&#8217;università di Verona, studiando <strong>Inglese</strong> e Spagnolo.</p>
<p>Il mio indirizzo era Lingue e letterature straniere, quello più umanistico e letterario. Ho fatto poi la Specialistica presso l&#8217;Università di Siena, che ho scelto in quanto vi era la possibilità di studiare letteratura americana e di fare la tesi proprio in quell&#8217;argomento.</p>
<p>Una delle mie professoresse mi convinse ad andare in <strong>Erasmus</strong> l&#8217;ultimo anno, visto che lo riteneva un&#8217;esperienza unica e indispensabile, in particolar modo per uno studente di lingue.</p>
<p>Dovevo rimanere qualche mese ed invece ho passato un intero anno accademico presso la University of Leeds, Yorkshire, dove mi sono confrontata con studenti di tutto il mondo, mi sono approcciata a un metodo di insegnamento e studio diverso e ho vissuto la vera cultura inglese del nord.</p>
<p>Credo sia stata una delle esperienze più belle che abbia mai vissuto!</p>
<p>Sono tornata in Italia un anno per terminare la tesi, ma dentro di me cresceva l&#8217;idea di ripartire al più presto e &#8220;spingevo&#8221; la mia relatrice affinché mi lasciasse laureare al più presto. Ho avuto un &#8220;cultural shock &#8221; al contrario e l&#8217;Italia mi stava stretta e in particolar modo non poter parlare inglese tutti i giorni. Ricordo di essere andata a ricevimento in primavera del 2008 dicendo che dovevo partire per <strong>Londra</strong> a Giugno e mostrando il biglietto aereo!</p>
<p>Credo la mia professoressa mi abbia lasciato laureare presa della disperazione!</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://uk.linkedin.com/in/nazarepasotti" data-format="inline"></script></p>
<p>Sono partita per <strong>Londra</strong> dieci giorni dopo la mia laurea, senza agganci lavorativi, ma con la fortuna di aver un posto dove stare. Sono ritornata a stare nella famiglia dove avevo soggiornato sette anni prima. Ovviamente le condizioni erano cambiate. Non c&#8217;era internet, i signori erano ovviamente invecchiati e non potevo nemmeno cucinare da sola. L&#8217;abitazione era poi in zona 5, ma almeno avevo una casa pulita e una stanza per me al ritorno dalle giornate spese in centro a <strong>Londra</strong> a consegnare CV e a cercare vacancies online all&#8217;Internet cafe.</p>
<p>Sono riuscita a trovare un lavoro per caso in un fast food. Il mio livello di inglese era abbastanza alto, nonostante questo non riuscivo a trovare un lavoro per cominciare, nemmeno per sales assistant, visto che non avevo esperienza lavorativa ed ho accettato la prima cosa che mi permetteva di guadagnare qualche soldino. I primi tempi sono stati non facili e con momenti di sconforto, visto che dovevo pulire bagni, fare turni di dodici ore, scaricare sacchi di spazzatura alla fine della giornata e friggere patatine, ma dopo qualche settimana sono riuscita a diventare cassiera e la situazione è un pochino migliorata.</p>
<p>Ho continuato a mandare curriculum ma purtroppo sono &#8220;incappata&#8221; nella crisi del 2008 e pareva che non ci fossero possibilità di poter cambiare lavoro. Non ho mollato perché credevo fortemente di voler restare. A settembre tramite un sito di ritrovo per italiani sono riuscita a trovare casa ed ho traslocato in zona 2, più vicino al centro.</p>
<p>Dopo tre mesi, grazie a un passaparola e al networking ho saputo che assumevano commesse per un nuovo centro commerciale e dopo vari colloqui sono stata assunta.</p>
<p>Ho lavorato in negozio per quasi un anno, fino a giugno 2008, quando mi sono licenziata. Lavoravo solo 30 ore a settimana e non avevo possibilità di cercare altro lavoro o di presentarmi a colloqui perché lavoravo fino alla sera tardi o iniziavo molto presto per ricevere e smistare gli ordini e poiché vivevo a un&#8217;ora di metropolitana.</p>
<p>E&#8217; stata un&#8217;esperienza molto interessante perché ho avuto la possibilità di imparare cose nuove, di mettermi in gioco e di parlare spagnolo visto che molti miei colleghi venivano dalla Spagna.</p>
<div id="attachment_8326" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/inghilterra/"><img class="size-medium wp-image-8326" title="Inghilterra su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/02/london-eye-300x200.jpg" alt="Inghilterra su Italiansinfuga" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Inghilterra su Italiansinfuga</p></div>
<p>A luglio 2009 ho trovato lavoro come Receptionist in un lussuoso apart-hotel in Kensington. E&#8217; stato utile conoscere Italiano e Spagnolo, visti i molti ospiti e turisti stranieri. Vi ho lavorato due anni ed ho lasciato nell&#8217;agosto 2011 a causa di problemi fisici e familiari. Ho provato a cercare un lavoro ad orari &#8220;normali&#8221; ma non vi sono riuscita.</p>
<p>Sono tornata in Italia a fine del 2011 perché dovevo sistemare alcune faccende personali e perché non riuscivo a conciliare questi miei problemi con il lavorare a turni. Ho sempre lavorato il sabato e la domenica e a turni, finendo alle 11 e/o iniziando alle 7 di mattina e ho tentato di trovare un lavoro anche come segretaria o receptionist dal lunedì al venerdì, senza risultati.</p>
<p>Negli ultimi anni con la crisi la concorrenza è aumentata e vi sono 40 50 cv per application, almeno. Le agenzie ti contattano e spesso spariscono. Dopo aver fatto il test iniziale e qualche telefonata non si fanno più vive. Spesso mi è capitato di chiamare o scrivere mail e di non aver risposta.</p>
<p>Non ho ancora provato a cercare un&#8217;occupazione in Italia perché sto pensando di tornare in Inghilterra, nonostante vi sia il rischio che parta e non trovi di nuovo qualcosa. Sto facendo fatica a riambientarmi in Italia, dopo aver vissuto quattro anni in un altro paese e in particolar modo avendo vissuto da sola per tanti anni.</p>
<p>Purtroppo io non avevo un&#8217;esperienza lavorativa pregressa o una laurea specifica/tecnica/scientifica, ma prettamente umanistica. E&#8217; per me abbastanza difficile riuscire ad ottenere un lavoro mandando e facendo applications dall&#8217;Italia.</p>
<p>A chi vuol partire per <strong>Londra</strong>, consiglio di avere un gruzzoletto da parte, visto che vi servirà per i primi mesi se non avete un contatto o un lavoro. Essere armati di pazienza e di tolleranza, oltre a tanta adattabilità. Dovrete dividere casa con persone diverse per mentalità e cultura molto spesso. Non arrendetevi ai primi no, cercate di essere positivi!</p>
<p>E siate convinti della scelta che state facendo, ci vuole tanta forza di volontà ( e un pizzico di fortuna!)</p>
<p><strong>Grazie Nazaré ed  in bocca al lupo per il futuro!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/08/innamorata-di-londra-nonostante-la-crisi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come posso lavorare come infermiera nel Regno Unito?</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/30/come-posso-lavorare-come-infermiera-nel-regno-unito/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/30/come-posso-lavorare-come-infermiera-nel-regno-unito/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 05:49:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[infermiera]]></category>
		<category><![CDATA[ostetrica]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=8186</guid>
		<description><![CDATA[Per lavorare come infermiera o ostetrica nel Regno Unito, dovete essere iscritte all&#8217;albo del Nursing &#38; Midwifery Council (NMC). Il costo relativo alla valutazione della vostra esperienza e dei vostri titoli di studio da parte del NMC è attualmente di £ 110. Questa cifra serve a coprire i costi di amministrazione della procedura di domanda. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Per lavorare come infermiera o ostetrica nel Regno Unito, dovete essere iscritte all&#8217;albo del <a href="http://www.nmc-uk.org/" target="_blank">Nursing &amp; Midwifery Council (NMC)</a>.</h1>
<p>Il costo relativo alla valutazione della vostra esperienza e dei vostri titoli di studio da parte del <strong>NMC</strong> è attualmente di £ 110. Questa cifra serve a coprire i costi di amministrazione della procedura di domanda.</p>
<p>In quanto cittadine europee, le infermiere italiane devono seguire la procedura di iscrizione per chi è stato istruito e addestrato in uno stato della comunità europea.</p>
<p>Innanzitutto è importante che voi leggiate l&#8217;informazione disponibile su <a href="http://www.nmc-uk.org/Documents/Registration/Registering-as-a-nurse-or-midwife-in-the-UK-EU-January-2011.pdf" target="_blank"><strong>questo documento</strong></a>.</p>
<p>In esso vengono fornite tutte le informazioni delle quali avete bisogno ma se avete necessità di parlare con qualcuno potete contattare l&#8217;Advice Centre per telefono (020 7333 9333) oppure tramite e-mail (eu.enquiries@nm-uk.org).</p>
<p>Riassumendo, il <strong>Nursing and Midwifery Council (NMC)</strong> è l&#8217;organismo di regolamentazione per le <strong>infermiere e ostetriche nel Regno Unito</strong>. Il suo obiettivo è quello di garantire la salute e il benessere del pubblico mantenendo e migliorando gli standard di istruzione e condotta professionale da parte delle <strong>infermiere</strong>.</p>
<p>In questo contesto parte del compito dell&#8217;organismo è quello di prendere in considerazione domande da parte di <strong>infermiere ed ostetriche</strong> che si sono qualificate in un&#8217;altra nazione dell&#8217;unione europea.</p>
<p>Una volta iscritte al <strong>NMC</strong>, potete lavorare sia nel servizio pubblico nazionale (<strong>National Health Service o NHS</strong>) oppure nel settore privato.</p>
<p>Il <strong>Nursery and Midwifery Council</strong> precisa che non possono aiutarvi a trovare lavoro o fornire referenze.</p>
<p>Tutte le infermiere e le ostetriche iscritte al <strong>NMC</strong> devono esercitare la professione secondo gli standard stabiliti dal &#8216;<a href="http://www.nmc-uk.org/Nurses-and-midwives/The-code/The-code-in-full/" target="_blank"><strong>codice</strong></a>&#8216; e devono ripetere l&#8217;iscrizione ogni tre anni.</p>
<p>Per quello che riguarda la conoscenza della lingua inglese, in base alle leggi europee, il <strong>NMC</strong> non può chiedervi di dimostrare la vostra capacità di comunicazione in inglese ai fini dell&#8217;iscrizione all&#8217;albo.</p>
<p>Ciononostante dovete assicurarvi di avere una conoscenza della lingua inglese sufficiente per esercitare in modo professionale.</p>
<p>I datori di lavoro hanno diritto di richiedere evidenza della vostra conoscenza della lingua inglese ed è possibile quindi che l&#8217;offerta di impiego nel <strong>Regno Unito</strong> dipenda dalla vostra abilità nel dimostrare competenza nella lingua inglese attraverso un esame.</p>
<p>Il <strong>NMC</strong> consiglia vivamente di fare uso dell&#8217;Europass Language Passport e che i datori di lavoro nel <strong>Regno Unito</strong> richiedono un livello C1.</p>
<div id="attachment_8189" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/uk/"><img class="size-medium wp-image-8189" title="Regno Unito su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/croce-rossa1-300x199.jpg" alt="Regno Unito su Italiansinfuga" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Regno Unito su Italiansinfuga</p></div>
<p>Per chi si è qualificata dopo il 29 giugno del 1979, è necessario avere o il <strong>diploma di infermiere professionale o il diploma di ostetrica</strong>.</p>
<p>Questi sono i titoli che la comunità europea ha deciso siano il minimo equivalente in Italia per poter esercitare nel <strong>Regno Unito</strong> in &#8216;adult nursing&#8217;. Se rispondete a questo requisito il riconoscimento del titolo è automatico.</p>
<p>Se invece avete ottenuto il titolo prima di quella data, dovete fornire alcuni documenti aggiuntivi.</p>
<p>Se invece non avete il titolo richiesto per il riconoscimento automatico, è possibile che il <strong>NMC</strong> prenda in considerazione la vostra domanda per valutare a quale livello i vostri titoli di studio e la vostra esperienza lavorativa corrisponda nel <strong>Regno Unito</strong>. Se avete dubbi sull&#8217;equivalenza britannica del vostro titolo di studio in Italia, contattate il <strong>NMC</strong> chiamando il 020 7333 9333.</p>
<p>Questa sezione è probabilmente più importante per chi ha ottenuto la qualificazione professionale ed esperienza relativa alla cura dei bambini o delle persone con difficoltà di apprendimento.</p>
<p>Per iscriversi all&#8217;albo, dovete compilare un modulo che potete richiedere fornendo i vostri dettagli <a href="https://forms.nmc-uk.org/Forms/eurequest" target="_blank"><strong>qui</strong></a>.</p>
<p>Per quel che riguarda documenti da presentare, in modo che gli verrà spedito chiarirà tutto ma in linea di massima preparata di presentare:</p>
<ul>
<li>il vostro titolo di studio</li>
<li>la fedina penale</li>
<li>fotocopia da carta d&#8217;identità</li>
<li>un certificato del vostro status professionale attuale</li>
</ul>
<p>Tutti i documenti devono essere fotocopie certificate e devono anche essere tradotti in inglese da un&#8217;agenzia di traduzione ufficiale o dall&#8217;ambasciata.</p>
<p>Per sapere chi può certificare i vostri documenti <a href="http://www.nmc-uk.org/Registration/Joining-the-register/Trained-in-the-EU-or-EEA/Supplying-documents-to-support-your-application/" target="_blank"><strong>leggete qui</strong></a>.</p>
<p>Il <strong>Nursery &amp; Midwifery Council</strong> non restituisce alcun documento e quindi è importante che voi <strong>NON</strong> spediate alcun documento originale.</p>
<p><!--<br />
div.cjjobbox{</p>
<p>width: 345px ;<br />
background-color: #FFFFFF ;<br />
border-style: solid ;<br />
border-width: 1px ;<br />
border-color: #919294 ;<br />
font-family: Arial, sans-serif ;<br />
font-size: 13px ;<br />
color: #000000;<br />
text-align: left;<br />
}<br />
div.cjjobbox a{<br />
color: #198ADC ;<br />
}<br />
--></p>
<div class="cjjobbox">
<div style="text-align: center; padding: 5px;">
<p><a href="http://www.careerjet.co.uk/nurse-jobs.html">nurse jobs in United Kingdom</a></p>
</div>
<p><script src="http://www.careerjet.com.au/partners/jsjobbox.html?s=nurse&amp;l=United%20Kingdom&amp;n=10&amp;lid=54&amp;nfr=1&amp;ntt=1&amp;affid=d4af8adb62bfd25c1fa895e81bce7cc0" type="text/javascript">
</script></p>
<div style="text-align: center; padding-top: 8px; padding-bottom: 5px;"><a href="http://www.careerjet.com.au/" target="_blank">Careerjet, the search engine for jobs</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/30/come-posso-lavorare-come-infermiera-nel-regno-unito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Se vali, lavori come musicista a Londra</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/29/se-vali-lavori-come-musicista-a-londra/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/29/se-vali-lavori-come-musicista-a-londra/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 02:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[emilio merone]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[musicista]]></category>
		<category><![CDATA[pianista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=8177</guid>
		<description><![CDATA[Emilio Merone è un musicista che si è trasferito a Londra dopo aver cercato per 15 anni di crearsi una carriera ed un futuro in Italia. Ci descrivi il tuo passato lavorativo in Italia? Sono diplomato al conservatorio in pianoforte classico, ma contemporaneamente ho approfondito anche piano jazz seguendo diversi seminari con i più grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Emilio Merone è un musicista che si è trasferito a Londra dopo aver cercato per 15 anni di crearsi una carriera ed un futuro in Italia.</h1>
<p><strong>Ci descrivi il tuo passato lavorativo in Italia?</strong></p>
<p>Sono diplomato al conservatorio in pianoforte classico, ma contemporaneamente ho approfondito anche piano jazz seguendo diversi seminari con i più grandi pianisti italiani.</p>
<p>Subito dopo aver conseguito il diploma mi sono trasferito a Roma, dove è cominciata attivamente la mia carriera.</p>
<p>Ho insegnato nelle più prestigiose scuole della capitale, ho scritto libri, ho inciso CD in Italia e all&#8217;estero, ho fatto tournée, musicals, festivals, televisione, cover bands e progetti miei di musica originale.</p>
<p>Ho collaborato con tanti grandi musicisti tra cui Antonio Sanchez, Scott Colley, Jaques Morelenbaum, Marcelo Costa, Gigi Proietti, Bruno Tommaso, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Aida Cooper, Kate Robbins, Ezra Williams, Neri per Caso, Fabrizio Cardosa, Fabio Tullio, Eddy Palermo, Claudio Corvini, Lillo e Greg, Sandy Muller&#8230;</p>
<p>Ho anche fondato un&#8217;etichetta! Ma sto per chiuderla per le insopportabili e ingiustificate tasse che ci impone il nostro amato paese.</p>
<p><strong>Quali sono le attuali opportunità di lavoro per un musicista in Italia?</strong></p>
<p>Oramai nessuna, se non l&#8217;insegnamento.</p>
<p>L&#8217;arte e la cultura in generale nel nostro paese sono considerate le prime discipline di cui si può fare a meno, assieme alle istituzioni che le rappresentano. A mio avviso i fattori che hanno determinato questo decadimento verticale sono due.</p>
<p>Il primo è la normale curva che seguono le più grandi civiltà: ad un passato estremamente brillante segue inevitabilmente un futuro buio. E gli esempi sono tanti: i Maya, gli egiziani, i greci (!)&#8230;.e noi!</p>
<p>Al contrario popoli ritenuti arretrati, e con un passato non paragonabile alle civiltà sopracitate, tendono sempre ad un naturale miglioramento evolutivo: India, Polonia, Brasile, Cecoslovacchia, Russia, ecc.</p>
<p>Il secondo fattore è il programmato abbrutimento che il nostro governo, da una ventina d&#8217;anni a questa parte, ha attuato in modo certosino con tutti i mezzi a sua disposizione: televisione, radio, pubblicità, tagli a tutto ciò che è cultura, programmi scolastici ridotti all&#8217;osso (con nozioni pilotate a dovere).</p>
<p>Perché tutto questo? E&#8217; semplice, più si è ignoranti e più è facile essere pilotati. L&#8217;ignoranza porta all&#8217;isolamento (divide et impera), all&#8217;insicurezza, alla impossibilità di formulare un pensiero proprio scevro da ogni influenza esterna.</p>
<p>Tutto ciò ha portato negli anni ad una totale mancanza di richiesta culturale o artistica. Oramai i più grandi musicisti del nostro paese sono costretti a percepire paghe a dir poco ridicole (e sto parlando delle grandi produzioni) con cui a stento riescono a provvedere alle più elementari e vitali necessità.</p>
<p>I pochi che lavorano sistematicamente si tengono stretti i loro amici e i loro “giri” in perfetto stile italiano, occupando i cartelloni dei festivals con le solite minestre riscaldate e determinando una sempre minore affluenza ai concerti.</p>
<p>Per fortuna ci sono le scuole che, paradossalmente, prolificano: da esse escono musicisti anche pregevoli ma dal futuro assolutamente incerto. In realtà la cosa si può spiegare in parte anche grazie al fatto che trasmissioni-spazzatura infondono nei ragazzi più giovani il mito del facile raggiungimento della notorietà senza dover per forza studiare (basta essere bello o tatuato o gay o non vedente o matto o appariscente), per cui molti si iscrivono a queste scuole ma dopo un anno, dopo aver capito che studiare musica è una cosa seria, che richiede impegno, abbandonano. Il ricambio è però continuo.</p>
<p>Per non parlare delle produzioni televisive. Le orchestre sono una rarità e quando ci sono fanno capo al “mafiosetto” di turno, musicista anche lui, che “appalta” i posti da orchestrale imponendo una vera e propria tangente! Chiaramente parliamo di una paga già ridicola (50-80 euro a puntata) che viene in tal modo ulteriormente decurtata. Potrei andare avanti per intere pagine a parlare del “sistema” italiano, in ogni suo settore. Se volete facciamo un&#8217;intervista a parte!!!</p>
<p>Queste sono le opportunità di un musicista in Italia.</p>
<p>Ho mai parlato di ricerca spirituale dell&#8217;artista in queste righe?</p>
<p><strong>Perché il salto verso Londra?</strong></p>
<p>Ho cominciato a collaborare un paio d&#8217;anni fa con una cantante di <strong>Londra</strong>, Kate Robbins, con cui ho registrato un CD agli Abbey Road Studios e in seguito vari concerti di presentazione del disco.</p>
<p>Avevo già in animo da qualche anno ad andar via dall&#8217;Italia (dopo 15 anni di inutili lotte) ed ero indeciso tra Berlino, New York, <strong>Londra</strong>, Amsterdam e Los Angeles, poi ho pensato al mio pessimo inglese e la scelta è stata naturale. <strong>Londra</strong> rimane comunque un punto di partenza, non so cosa deciderò di fare in futuro. Anche questo mi tiene vivo.</p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_8182" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/londra/"><img class="size-medium wp-image-8182" title="Londra su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/tower-bridge2-300x225.jpg" alt="Londra su Italiansinfuga" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Londra su Italiansinfuga</p></div>
<p>Come si trova lavoro come musicista a Londra?</strong></p>
<p>Credo che il modo migliore sia quello di farsi vedere il più possibile nei posti giusti, poi dipende anche dal tipo di musica che si suona: ad esempio se si aspira ad essere tournista conviene fare tante jam-sessions, e qui tutti i giorni se ne fanno in vari locali, spesso frequentati da grandi artisti o produttori.</p>
<p>Se si aspira a scrivere musiche per film o sonorizzazioni in genere, conviene fare audizioni o tempestare di mail le case di produzione&#8230;e qui rispondono tutte!!! Se si ama il musical, questa è la patria. Se si vuole insegnare, basta fare le application forms che ogni scuola ha nella sezione “vacancies”. Ma in primis&#8230; avere una conoscenza dell&#8217;inglese più che accettabile, l&#8217;ho imparato a mie spese purtroppo!</p>
<p>Poi ci sono tanti siti di offerte di lavoro prettamente artistiche, io sono iscritto a <strong><a href="http://uk.music-jobs.com/" target="_blank">uk.music-jobs.com</a></strong> che funziona bene ed è serio, costa 60 sterline all&#8217;anno oppure 15 al mese, ti arrivano le offerte di lavoro via mail.</p>
<p><strong>Riesci a fare un confronto tra la realtà lavorativa italiana e quella britannica?</strong></p>
<p>Già è possibile dedurne la risposta avendo letto quanto scritto sopra, aggiungo solo che qui se vali lavori, senza dover conoscere lo zio del fratello del cugino del tuo datore di lavoro! Ad ogni colloquio o audizione che ho fatto, ho trovato sempre persone che sapevano tutto su di me: curriculum, registrazioni, didattica, pubblicazioni ecc. Qui ancora pensano che se sai fare bene il tuo lavoro si arricchisce in tutti i sensi la loro struttura o gruppo in cui sei inserito&#8230; pensa che matti!</p>
<p>La musica è considerata una cosa seria e degna di enorme rispetto, come l&#8217;arte in genere. In Italia negli ormai rarissimi locali dove si fa musica, il concerto è quasi un fastidio per chi vuole mangiare o bere in santa pace, a meno che non si parli di teatri o di auditorium (sempre più vuoti). Qui invece in qualsiasi location si faccia musica, la gente non perde una sola nota, perché è lì apposta! Nel bilancio settimanale londinese delle persone comuni (di qualsiasi età e classe economica) il teatro o il concerto occupa lo stesso spazio del cibo. Nessuno ne fa a meno.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?</strong></p>
<p>Di farlo subito! Studiare bene la lingua del posto, mettere da parte qualche soldino per l&#8217;inizio, e non rimanere chiusi nel proprio modo di vedere le cose. Bisogna adattare il proprio punto di vista alla mentalità del luogo che ti ospita, altrimenti è inutile muoversi da casa.</p>
<p><strong>Hai siti web da consigliare a chi sta cercando contatti dall&#8217;Italia?</strong></p>
<p>Come dicevo prima, anche in questo caso dipende dal tipo di musicista che sei, comunque posso consigliare in generale siti come <a href="http://uk.music-jobs.com/" target="_blank">uk.music-jobs.com</a> o anche <a href="http://www.starnow.co.uk/" target="_blank">www.starnow.co.uk</a>, oppure siti-vetrine (tipo myspace per intenderci) come <strong><a href="http://soundcloud.com/emiliomerone" target="_blank">soundcloud.com</a></strong> o <a href="http://wrongplanet.co.uk/" target="_blank">wrongplanet.co.uk</a> e naturalmente il <strong><a href="http://www.youtube.com/user/emiliomerone" target="_blank">proprio canale youtube</a></strong>. Il concetto è quello di essere sempre rintracciabile nel modo più veloce ed essere visibile il più possibile, poiché nel posto in cui vai nessuno sa ancora che ci sei!</p>
<p><strong>Grazie Emilio ed in bocca al lupo!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/29/se-vali-lavori-come-musicista-a-londra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>McDonald’s crea 2.500 posti di lavoro nel Regno Unito</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/24/mcdonalds-crea-2-500-posti-di-lavoro-nel-regno-unito/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/24/mcdonalds-crea-2-500-posti-di-lavoro-nel-regno-unito/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 03:24:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[mcDonalds]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=8111</guid>
		<description><![CDATA[La catena di fast-food McDonald&#8217;s ha annunciato che creerà almeno 2500 posti di lavoro nel Regno Unito quest&#8217;anno. Secondo un articolo pubblicato dal Guardian, l&#8217;azienda prevede che più della metà di questi nuovi posti di lavoro andranno a favore dei giovani e circa il 30% di essi andranno a persone che stanno per entrare per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>La catena di fast-food McDonald&#8217;s ha annunciato che creerà almeno 2500 posti di lavoro nel Regno Unito quest&#8217;anno.</h1>
<p>Secondo un <a href="http://www.guardian.co.uk/business/2012/jan/24/mcdonalds-create-2500-uk-jobs" target="_blank">articolo pubblicato</a> dal Guardian, l&#8217;azienda prevede che più della metà di questi nuovi posti di lavoro andranno a favore dei giovani e circa il 30% di essi andranno a persone che stanno per entrare per la prima volta nel mondo del lavoro britannico.</p>
<p>Questi nuovi posti di lavoro vanno ad aggiungersi ai 13.500 creati da <a href="http://www.mcdonalds.co.uk/ukhome/People/Join-the-team.html" target="_blank">McDonald&#8217;s</a> negli ultimi tre anni e porta il totale degli impiegati per la ditta nel <strong>Regno Unito</strong> a 90.000.</p>
<p>Jill McDonald, chief executive officer di McDonald&#8217;s UK, ha detto: &#8220;nonostante le difficili condizioni economiche, la nostra continua enfasi sulla buona qualità del prodotto a prezzi ragionevoli ed il miglioramento dell&#8217;esperienza del cliente e dei nostri lavoratori ci consente di continuare a investire nell&#8217;azienda e nel creare posti di lavoro. Il mercato del lavoro odierno è particolarmente difficile per i giovani. Rimane quindi di vitale importanza che questi posti di lavoro continuino ad offrire ottime opportunità di addestramento. Esse possono insegnare capacità apprezzate e trasferibili e possono dare ai giovani ottime fondamenta sulle quali creare una carriera sia con noi che con altri datori di lavoro.&#8221;</p>
<p>Il fatto che un&#8217;azienda delle dimensioni e del profilo di McDonald&#8217;s riesca a creare nuovi posti di lavoro è un buon segnale per il mercato del lavoro britannico.</p>
<p><strong>Cosa significa per aspiranti emigranti verso il Regno Unito?</strong></p>
<p>Che ci sono opportunità di lavoro. Di sicuro di meno rispetto ad alcuni anni fa.</p>
<p>Che c&#8217;è molta concorrenza per questi posti di lavoro.</p>
<p>Che anche quando l&#8217;economia va male ci sono aziende che assumono.</p>
<p>Che anche quando l&#8217;economia va male ci sono aziende che stanno andando meglio dell&#8217;economia. Alcune magari pure bene.</p>
<p>Che il primo lavoro deve essere visto come le fondamenta di una carriera.</p>
<p>Che il primo lavoro può aiutarvi ad ottenere le competenze che potrete usare nel secondo e così via.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/24/mcdonalds-crea-2-500-posti-di-lavoro-nel-regno-unito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quale conto corrente aprire nel Regno Unito?</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/20/quale-conto-corrente-aprire-nel-regno-unito/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/20/quale-conto-corrente-aprire-nel-regno-unito/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 02:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=8018</guid>
		<description><![CDATA[Money.co.uk è uno strumento on-line che consente di effettuare confronti gratuiti per quello che riguarda una gamma di prodotti relativi alle finanze personali. Le informazioni vengono presentate come &#8220;informative&#8221; per cui dovete assicurarvi indipendentemente di capire bene tutti i termini offerti dalle istituzioni bancarie. Uno dei servizi più utili per chi sta pensando di andare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Money.co.uk" href="http://www.money.co.uk/" target="_blank">Money.co.uk</a> è uno strumento on-line che consente di effettuare confronti gratuiti per quello che riguarda una gamma di prodotti relativi alle finanze personali.</h1>
<p>Le informazioni vengono presentate come &#8220;informative&#8221; per cui dovete assicurarvi indipendentemente di capire bene tutti i termini offerti dalle istituzioni bancarie.</p>
<p>Uno dei servizi più utili per chi sta pensando di andare a vivere nel <strong>Regno Unito</strong> riguarda l&#8217;<a title="apertura conto corrente bancario regno unito" href="http://www.money.co.uk/current-accounts.htm" target="_blank"><strong>apertura di un conto corrente bancario</strong></a>.</p>
<p>Una delle domande più frequenti è quella &#8220;quale <strong>conto corrente </strong>consigliate di aprire e presso quale banca?&#8221;</p>
<p>Il servizio di Money.co.uk vi consente di confrontare moltissimi (attualmente 233) conti correnti offerti da istituzioni bancarie in <strong>Gran Bretagna</strong>.</p>
<p>Uno dei vantaggi offerti da questo strumento riguarda l&#8217;abilità nel filtrare questo elenco in base alle vostre circostanze personali.</p>
<p>Ad esempio, potete entrare in base a:</p>
<ul>
<li>istituzione bancaria</li>
<li>tipo di conto e tipo di carta di debito offerta</li>
<li>restrizioni su chi può fare domanda per il conto</li>
<li>strutture disponibili (ad esempio Internet banking, biglietto per gli assegni ecc)</li>
<li>tasso d&#8217;interesse</li>
<li>livello di prelevamento in scoperto</li>
<li>livello di commissioni e spese</li>
<li>incentivi</li>
</ul>
<p>Una volta creato il vostro filtro, riceverete una lista di tutti i <strong>conti correnti</strong> che fanno il caso vostro con le informazioni pertinenti e un link all&#8217;istituzione bancaria che offre tale conto.</p>
<p>Si tratta poi di fare domanda presso l&#8217;istituzione bancaria stessa per aprire il <strong>conto corrente</strong> che fa per voi.</p>
<p>Ho anche registrato un video dove vi mostro come si usa il sito.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/44oleTAJILY?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/44oleTAJILY?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/20/quale-conto-corrente-aprire-nel-regno-unito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Panoramica sulla professione di ingegnere nel Regno Unito</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/16/panoramica-sulla-professione-di-ingegnere-nel-regno-unito/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/16/panoramica-sulla-professione-di-ingegnere-nel-regno-unito/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[ingegnere]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=7973</guid>
		<description><![CDATA[Il termine ‘professional engineer’ o ‘engineer’ non ha significato legale nel Regno Unito e spesso viene usato per descrivere meccanici, tecnici di installazione e addetti alla manutenzione. Ad esempio,chi va ad installare telefoni è un ‘telephone engineer’. L’equivalente del titolo di Ingegnere italiano è ‘Chartered Engineer’ che, come titolo, è protetto dal diritto civile. Invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il termine ‘professional engineer’ o ‘engineer’ non ha significato legale nel Regno Unito e spesso viene usato per descrivere meccanici, tecnici di installazione e addetti alla manutenzione.</h1>
<p>Ad esempio,chi va ad installare telefoni è un ‘telephone <strong>engineer</strong>’.</p>
<p>L’equivalente del titolo di <strong>Ingegnere</strong> italiano è ‘<strong>Chartered Engineer</strong>’ che, come titolo, è protetto dal diritto civile.</p>
<p>Invece l’uso del titolo ‘<strong>engineer</strong>’ non lo è e tanti lavoratori lo usano pur non avendo studiato secondo i criteri italiani che qualificano un <strong>ingegnere</strong>.</p>
<div id="attachment_7976" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/ingegnere/"><img class="size-medium wp-image-7976" title="Ingegnere su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/engineer-300x200.jpg" alt="Ingegnere su Italiansinfuga" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Ingegnere su Italiansinfuga</p></div>
<p>Nel <strong>Regno Unito</strong> non esiste un’associazione professionale che rappresenti l’intero settore ingegneristico secondo la definizione britannica del termine.</p>
<p>Ci sono 50 enti che curano gli interessi di varie categorie di <strong>ingegneri</strong> e formano la cosidetta ‘professional engineering community’. Il loro scopo è quello di operare in collaborazione con governo, industria, università ed altri per promuovere e sostenere la professione di <strong>ingegnere</strong> e garantire che gli  iscritti ai vari albi come<strong> ingegneri </strong>operino rispettando certi standards.</p>
<p><strong>Le ‘<a title="Porfessional Engineering Institutions nel Regno Unito" href="www.engc.org.uk/institutions" target="_blank">professional engineering institutions</a>’ </strong></p>
<p>Esistono 36 professional engineering institutions (PEI) che rappresentano circa 600.000 <strong>ingegneri</strong> e tecnici.</p>
<p>Sono autorizzate dall’<strong>Engineering Council</strong> a valutare candidati ai fini dell’iscrizione agli albi professionali. Alcune di esse accreditano programmi di studio o di addestramento all’interno di aziende.</p>
<p>Ciascuna PEI si concentra su particolari settori e discipline all’interno del settore dell’<strong>ingegneria</strong>.</p>
<p>Sono enti indipendenti, la maggior parte con statuto di ente di beneficenza e non ricevono ingenti somme di denaro pubblico. Molte operano a livello internazionale e contano su membri che si trovano al di fuori del <strong>Regno Unito</strong>.</p>
<p><strong>The </strong><a title="The Royal Academy of Engineering" href="www.raeng.org.uk" target="_blank"><strong>Royal Academy of Engineering</strong></a></p>
<p>L’Accademia, un ente di beneficenza, unisce 1.500 dei migliori<strong> ingegneri</strong> provenienti da tutti i settori dell’industria, dalle università e dal settore pubblico al fine di promuovere la professione.</p>
<p>L’Accademia fornisce analisi e sostegno per politiche in favore dell’aumento della capacità ingegneristica del <strong>Regno Unito</strong>; investe in ricerca in collaborazione con il settore privato; promuove le discipline ingegneristiche all’interno delle istituzioni accademiche e promuove il profilo pubblico della professione.</p>
<p><a title="Engineering UK" href="www.engineeringuk.com" target="_blank"><strong>EngineeringUK</strong></a></p>
<p><a title="Engineering UK" href="www.engineeringuk.com" target="_blank"></a>EngineeringUK promuove la professione di<strong> ingegnere</strong> e la possibilità di fare carriera come <strong>ingegnere</strong> per conto di tutta lo comunità di <strong>ingegneri</strong>. È un ente di beneficenza il cui finanziamento proviene da <strong>ingegneri</strong> e tecnici iscritti.Le attività principali di Engineering UK sono le iniziative ‘Big Bang Science and Engineering Fair’ e il programma ‘Tomorrow’s Engineers’ condotto all’interno delle scuole.</p>
<p><strong>The <a title="Engineering Council Regno Unito" href="http://www.engc.org.uk/" target="_blank">Engineering Council</a></strong> <strong>(EngC) </strong></p>
<p><strong> </strong>L’EngC è l’ente che regola la professione di <strong>ingegnere</strong> nel <strong>Regno Unito</strong>. Ha lo scopo di stabilire e mantenere gli standard riconosciuti a livello internazionale di competenza professionale ed etica che regolano la concessione dei seguenti titoli professionali:</p>
<ul>
<li>Engineering Technician (EngTech);</li>
<li>Incorporated Engineer (IEng);</li>
<li>Chartered Engineer (CEng);</li>
<li>ICT Technician (ICTTech)</li>
</ul>
<p>Questi sono in possesso di 240 mila membri appartenenti alle 36 PEI autorizzate.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/16/panoramica-sulla-professione-di-ingegnere-nel-regno-unito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Architects Registration Board per esercitare come architetto nel Regno Unito</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/13/architects-registration-board-per-esercitare-come-architetto-nel-regno-unito/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/13/architects-registration-board-per-esercitare-come-architetto-nel-regno-unito/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 02:53:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[Architects Registration Board]]></category>
		<category><![CDATA[architetto]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=7935</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Architects Registration Board fu creato dal Parlamento britannico nel 1997 per regolamentare la professione di architetto nel Regno Unito. È un ente indipendente che opera nel pubblico interesse e ha l&#8217;obiettivo del mantenimento di buoni standard all&#8217;interno della professione di architetto a beneficio sia del pubblico che degli architetti stessi. Le cinque aree di competenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>L&#8217;Architects Registration Board fu creato dal Parlamento britannico nel 1997 per regolamentare la professione di architetto nel Regno Unito.</h1>
<p>È un ente indipendente che opera nel pubblico interesse e ha l&#8217;obiettivo del mantenimento di buoni standard all&#8217;interno della professione di <strong>architetto</strong> a beneficio sia del pubblico che degli <strong>architetti</strong> stessi.</p>
<p>Le cinque aree di competenza principali che vengono espletate dall&#8217;<strong>Architects Registration Board</strong> sono:</p>
<ul>
<li>riconoscimento delle qualifiche necessarie per diventare <strong>architetto</strong></li>
<li>gestione dell&#8217;<strong>UK Register of Architects</strong>, l&#8217;albo professionale degli <strong>architetti</strong> nel <strong>Regno Unito</strong>, attualmente contenente i dettagli di circa 33.000 <strong>architetti</strong></li>
<li>garantire che gli <strong>architetti</strong> rispondono agli standard relativi alla condotta e all&#8217;esercizio</li>
<li>indagare i reclami relativi al comportamento o alle competenze di un<strong> architetto</strong></li>
<li>garantire che solo coloro iscritti all&#8217;albo offrono i propri servizi come &#8220;<strong>architetto</strong>&#8220;</li>
</ul>
<p>L&#8217;Architects Registration Board è contattabile come di seguito:</p>
<ul>
<li>indirizzo: 8 Weymouth Street, London, W1W 5BU</li>
<li>e-mail: info@arb.org.uk</li>
<li>telefono: 020 7580 5861</li>
</ul>
<p>Per quello che riguarda <strong>architetti</strong> provenienti dalle nazioni europee, esiste una <a href="http://www.arb.org.uk/registration/how_to_register/eu_qualifications.php" target="_blank"><strong>procedura</strong></a> per quel che riguarda il riconoscimento dei titoli e la successiva iscrizione all&#8217;albo.</p>
<p>Riassumendo, dovete:</p>
<ul>
<li>completare il &#8216;Form K&#8217; inserendo i vostri dettagli personali</li>
<li>pagare la quota di iscrizione</li>
<li>dimostrare di essere cittadini europei fornendo una copia del passaporto o della carta d&#8217;identità;</li>
<li>dovete dimostrare di avere le qualifiche ottenute in Italia che provino che siate <strong>architetti</strong></li>
<li>dimostrare che avete assicurazione che copre la vostra responsabilità civile professionale</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/13/architects-registration-board-per-esercitare-come-architetto-nel-regno-unito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Infermiere spagnole e portoghesi trovano lavoro nel Regno Unito</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/12/infermiere-spagnole-e-portoghesi-trovano-lavoro-nel-regno-unito/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/12/infermiere-spagnole-e-portoghesi-trovano-lavoro-nel-regno-unito/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 23:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[infermiere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=7927</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; in corso una emigrazione da parte di infermiere iberiche verso il Regno Unito. Secondo un articolo pubblicato da The Guardian, Ines Goncalves, infermiera di 23 anni originaria di Lisbona, sta lavorando da un anno presso il Queen Elizabeth Hospital a King&#8217;s Lynn, Norfolk, Regno Unito e riflette &#8220;la cultura e la gente sono molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>E&#8217; in corso una emigrazione da parte di infermiere iberiche verso il Regno Unito.</h1>
<p>Secondo un <a href="http://www.guardian.co.uk/society/2011/dec/20/nurses-spain-portugal-fill-gap-in-nhs" target="_blank"><strong>articolo pubblicato</strong></a> da The Guardian, Ines Goncalves, infermiera di 23 anni originaria di Lisbona, sta lavorando da un anno presso il Queen Elizabeth Hospital a King&#8217;s Lynn, Norfolk, <strong>Regno Unito</strong> e riflette &#8220;la cultura e la gente sono molto diverse dal <strong>Portogallo</strong> ma mi piace&#8221;.</p>
<p>Dopo essersi laureata l&#8217;anno scorso rimase disoccupata per cinque mesi prima di iscriversi presso un&#8217;agenzia di reclutamento che le trovò lavoro nel <strong>Regno Unito</strong>. Non è l&#8217;unica infermiera portoghese nel suo reparto, ce ne sono sei o sette.</p>
<p>Non essendo in grado di trovare abbastanza <strong>infermiere</strong> britanniche, l&#8217;ospedale iniziò nel 2010 a cercare personale in Portogallo. L&#8217;anno prima l&#8217;ospedale aveva già iniziato a cercare personale in Spagna. Tante delle infermiere spagnole faticarono ad inserirsi e sono ritornate a casa. Le 65 <strong>infermiere</strong> portoghesi invece si sono ambientate meglio, grazie anche alla forte comunità portoghese presente nella zona con tanti immigrati che lavorano nei settori dell&#8217;agricoltura e agro alimentare.</p>
<div id="attachment_7931" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/uk/"><img class="size-medium wp-image-7931" title="UK su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/pills-300x225.jpg" alt="UK su Italiansinfuga" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">UK su Italiansinfuga</p></div>
<p>Jacqui Bate, direttore delle risorse umane, dice &#8220;abbiamo deciso di assumere all&#8217;estero perché non stavamo ricevendo abbastanza responso ai nostri annunci di lavoro da potenziali candidati in questa nazione.&#8221;</p>
<p>Il Queen Elizabeth Hospital non è l&#8217;unico ad assumere in modo massiccio nella penisola iberica. Il Northampton General Hospital ha assunto 40 <strong>infermieri</strong> dal Portogallo, Spagna e Italia agli inizi del 2011. L&#8217;Hinchingbrooke Healthcare NHS Trust ha mandato in passato personale delle risorse umane a Madrid con il compito di assumere 25 <strong>infermieri</strong>.</p>
<p>Il numero di<strong> infermiere</strong> dal Portogallo e dalla Spagna iscritte all&#8217;albo del Nursing and Midwifery Council (NMC) si è moltiplicato di 15 volte negli ultimi quattro anni. Nell&#8217;ultimo anno 536 <strong>infermiere </strong>dal Portogallo e 431 <strong>infermiere</strong> dalla Spagna si sono iscritte.</p>
<p>Queste cifre rappresentano solo una frazione delle 600.000<strong> infermiere</strong> iscritte all&#8217;albo ma rappresentano l&#8217;ultima ondata di immigrazione per sostenere il sistema sanitario nazionale britannico. Sin dagli anni 50 c&#8217;è stata assunzione di <strong>infermieri</strong> e dottori stranieri provenienti dall&#8217;Australia, Nuova Zelanda, India, Pakistan, Sudafrica e dalle Indie occidentali.</p>
<p>Negli ultimi anni le assunzioni dall&#8217;estero ci sono concentrate sull&#8217;Europa grazie al fatto che, all&#8217;interno dell&#8217;unione europea, le <strong>infermiere</strong> possono fare domanda di lavoro nel <strong>Regno Unito</strong> senza dover passare specifici ulteriori esami.</p>
<p>La maggior parte dei datori di lavoro insiste che i candidati abbiano un buon livello di conoscenza della lingua inglese. Ciononostante esistono dubbi da parte di alcuni sulla abilità di<strong> infermiere</strong> straniere, per le quali l&#8217;inglese è un secondo linguaggio, di comunicare con i pazienti.</p>
<p>L&#8217;improvvisa disponibilità di un gran numero di <strong>infermiere</strong> neo laureate dalla Spagna e dal Portogallo è una conseguenza dei tagli alla sanità in quelle nazioni in concomitanza con la crisi del debito della zona euro. In Catalogna, per esempio, il budget per la sanità è stato tagliato del 10% in modo da risparmiare 1 miliardo di euro ed ospedali hanno già iniziato a chiudere i battenti.</p>
<p>Alina Souza, consigliere tecnico presso il Spanish General Nursing Council, rivela che i neolaureati devono aspettare per due anni prima di trovare una posizione presso un ospedale e che la crisi del mercato del lavoro è stata accentuata dal settore privato che assume <strong>infermiere</strong> dall&#8217;Ecuador e dalla Colombia.</p>
<p>Souza sostiene &#8220;molto <strong>infermiere</strong> spagnole sono interessate a lavorare nel <strong>Regno Unito</strong> perché possono avere contratti veri e propri invece di lavorare uno o due giorni alla settimana e perché le opportunità di addestramento sono migliori. Possono andare nel <strong>Regno Unito</strong>, ottenere un certificato di ostetricia nel giro di sei mesi e poi tornare in Spagna come specialista. In Spagna è molto difficile riuscire ad iscriversi ad un programma specialistico.&#8221;</p>
<p>È una situazione molto simile in Portogallo dove molte <strong>infermiere</strong> devono fare due o tre lavori per poter mantenersi dice la Goncalves &#8220;i contratti sono molto corti e non esiste molta possibilità di fare carriera. In un ospedale pubblico io riuscirei a guadagnare circa € 900 al mese al massimo. Qui riesco a guadagnare circa £ 1600.&#8221;</p>
<p>Il professore della Queen Margaret University ad Edimburgo Jim Buchan, specializzato nel settore delle risorse umane all&#8217;interno della sanità, stima che questo flusso migratorio non si fermerà a causa delle misure di austerità che continuano ad essere introdotte all&#8217;interno dell&#8217;unione europea.</p>
<p>Sostiene &#8220;i fattori che spingono le <strong>infermiere </strong>in Spagna e Portogallo a partire per il <strong>Regno Unito</strong> continueranno ad esistere per almeno un paio di anni. Le <strong>infermiere </strong>vogliono trasferirsi e non c&#8217;è niente che possa fermarle&#8221;.</p>
<p>Oltre alle centinaia di <strong>infermiere </strong>che vengono assunte attraverso vere e proprie campagne di assunzione, il professor Buchan sostiene che ce ne saranno molte altre che faranno domanda per lavori direttamente dalle nazioni di origine oppure prenoteranno uno viaggio aereo di basso costo in cerca di fortuna.</p>
<p>Ma con le misure di austerità che iniziano a colpire anche gli ospedali britannici, molte infermiere si ritroveranno a lavorare presso case di cura private piuttosto che ospedali.</p>
<p>Ad esempio, l&#8217;azienda Barchester, che gestisce più di 200 case di cura, ha assunto dozzina di <strong>infermiere </strong>in Portogallo quest&#8217;anno. Una portavoce ha detto &#8220;vi è stato un notevole aumento di interesse da parte di <strong>infermiere </strong>spagnole e portoghesi. Sono molto interessate a lavorare per noi soprattutto adesso che le opportunità di lavoro nelle rispettive nazioni stanno diminuendo.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/12/infermiere-spagnole-e-portoghesi-trovano-lavoro-nel-regno-unito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fiera di reclutamento per ingegneri nel Regno Unito</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/12/fiera-di-reclutamento-per-ingegneri-nel-regno-unito/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/12/fiera-di-reclutamento-per-ingegneri-nel-regno-unito/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 23:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[ingegnere]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=7979</guid>
		<description><![CDATA[La National Engineering &#38; Construction Recruitment Exhibition darà l&#8217;opportunità agli ingegneri di incontrare faccia a faccia i principali datori di lavoro del Regno Unito per capire quali opportunità di lavoro siano a loro disposizione. La fiera si terrà venerdì 27 e sabato 28 aprile 2012 al National Exhibition Centre (NEC) a Birmingham. Per arrivare al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>La  <a title="National Engineering &amp; Construction Recruitment Exhibition" href="http://www.engineerjobs.co.uk/" target="_blank">National Engineering &amp; Construction Recruitment Exhibition</a> darà l&#8217;opportunità agli ingegneri di incontrare faccia a faccia i principali datori di lavoro del Regno Unito per capire quali opportunità di lavoro siano a loro disposizione.</h1>
<p><strong>La fiera si terrà venerdì 27 e sabato 28 aprile 2012 al National Exhibition Centre (NEC) a Birmingham.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7981" class="wp-caption alignright" style="width: 220px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/ingegnere/"><img class="size-medium wp-image-7981 " title="Ingegnere su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/engineer1-300x200.jpg" alt="Ingegnere su Italiansinfuga" width="210" height="140" /></a><p class="wp-caption-text">Ingegnere su Italiansinfuga</p></div>
<p>Per arrivare al NEC, ecco le <a href="http://www.engineerjobs.co.uk/job-hunters-zone/directions.php?id=131" target="_blank">direzioni</a>.</p>
<p>L&#8217;iscrizione è <strong>gratuita</strong> e potete iscrivervi on-line prima dell&#8217;evento oppure semplicemente arrivare il giorno della fiera stessa.</p>
<p>La fiera apre alle 11 e chiude alle 4 del pomeriggio di entrambe le giornate.</p>
<p>Prima di visitare la fiera assicuratevi di:</p>
<ul>
<li>pianificare la vostra giornata, ci saranno molti datori di lavoro e molte risorse gratuite come seminari e quindi decidete in anticipo con chi volete parlare è cosa volete ottenere dalla visita</li>
<li>visitate il <a href="http://www.engineerjobs.co.uk/" target="_blank"><strong>sito Web della fiera</strong></a> per tenervi al corrente sulle ultime novità riguardanti le ditte che saranno presenti</li>
<li>iscrivetevi alla newsletter che vi terrà aggiornati sull&#8217;evento, sulla personalità presenti, sulle presentazioni e seminari e sulla opportunità di networking.</li>
<li>Se siete in Inghilterra comprate una copia del Daily Telegraph il giovedì prima della fiera. All&#8217;interno della sezione &#8216;Jobs&#8217; troverete un inserto di quattro pagine con tutta l&#8217;informazione relativa alla fiera stessa. Leggete l&#8217;elenco dei profili di chi avrà uno stand e fate riferimento alla mappa per capire dove si troveranno all&#8217;interno della fiera.</li>
<li>fate moltissima ricerca sulle ditte che volete incontrare alla fiera prima di visitare la fiera</li>
<li>Visitate la fiera portando con voi moltissime copie del <a title="Scrivere il CV in Inglese" href="http://www.italiansinfuga.com/scrivere-il-cv-in-inglese/" target="_blank"><strong>vostro CV</strong></a></li>
</ul>
<p>Il giorno della vostra visita:</p>
<ul>
<li>vestitevi adeguatamente, come se steste andando ad un <a title="Corso Inglese Colloquio di lavoro" href="http://www.italiansinfuga.com/corso-inglese-colloquio-di-lavoro/" target="_blank"><strong>colloquio di lavoro</strong></a></li>
<li>pensate prima di contattare i rappresentanti delle ditte che cosa volete ottenere dalla conversazione</li>
<li>non curiosate soltanto, parlate ai rappresentanti delle ditte presenti!! È questa la vostra migliore opportunità di parlare faccia a faccia con un potenziale datore di lavoro. Una conversazione con loro lascerà una maggiore impressione rispetto ad una una lettera o e-mail. Se ricevete poche risposte quando contattate le ditte tramite e-mail, questa è l&#8217;occasione giusta per far sì che possiate avere una conversazione.</li>
<li>Fate domande avendole preparate prima di visitare la fiera.</li>
<li>Siete voi a dovervi vendervi, non sono le ditte a dover vendersi nei vostri confronti.</li>
<li>Chiedete ai rappresentanti delle ditte che cosa cercano in un candidato in termini di capacità ed esperienza. Potrete così modificare le vostre risposte in modo da soddisfare i loro requisiti. Se poi questo non dà frutti, avrete comunque capito meglio che cosa i datori di lavoro cercano nei potenziali impiegati.</li>
</ul>
<p><strong>In bocca al lupo!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/12/fiera-di-reclutamento-per-ingegneri-nel-regno-unito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Londra e Dublino, tra finanza e giornalismo</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/14/a-londra-e-dublino-tra-finanza-e-giornalismo/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/14/a-londra-e-dublino-tra-finanza-e-giornalismo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 23:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[london school of journalism]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=7626</guid>
		<description><![CDATA[Stefano Fugazzi vive all’estero da dodici anni. Dopo essersi laureato in Business Studies nel 2003 e aver conseguito il master in Strategia Aziendale presso la UCD Michael Smurfit Graduate Business School di Dublino l’anno successivo, dal 2005 al 2007 ha lavorato presso Merrill Lynch nell’area finanza &#38; controllo. Nel 2007 si è poi trasferito a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Stefano Fugazzi vive all’estero da dodici anni.</h1>
<p><strong>Dopo essersi laureato in Business Studies nel 2003 e aver conseguito il master in Strategia Aziendale presso la UCD Michael Smurfit Graduate Business School di Dublino l’anno successivo, dal 2005 al 2007 ha lavorato presso Merrill Lynch nell’area finanza &amp; controllo. Nel 2007 si è poi trasferito a Londra, dove lavora presso la società finanziaria Schroders e dove ha scoperto una nuova passione: quella per il giornalismo.</strong><br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Intervista di Andrea Muzzarelli (<a title="Andrea Muzzarelli" href="http://twitter.com/#!/amuzzarelli" target="_blank">@amuzzarelli</a>)</strong></p>
<p><strong>Ciao Stefano, ci racconteresti come sei arrivato a Londra?</strong></p>
<p>La mia storia è un po’ atipica. A differenza di molti miei connazionali, non sono arrivato nella capitale inglese direttamente dall’Italia. Prima di trasferirmi a <strong>Londra</strong> nell’autunno del 2007 ho infatti vissuto per otto anni a <strong>Dublino</strong>. Mi sono trasferito in <strong>Irlanda</strong> nel 1999, dopo la maturità scientifica, e dopo avere completato i miei studi ho iniziato a lavorare nell’area finanziaria. In seguito, per questioni professionali, mi sono trasferito a <strong>Londra</strong>.</p>
<p><strong>Dove ti sei gradualmente avvicinato alla professione giornalistica.</strong></p>
<p>Di fatto, mi sono avvicinato al giornalismo per caso. Nel corso degli ultimi due anni ho preso parte a diverse attività culturali che mi hanno portato a scrivere e a raccogliere parecchio materiale. La molla è scattata un anno fa, quando per hobby ho iniziato a scrivere gli editoriali che servivano a introdurre gli eventi di un gruppo culturale italiano.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7628" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/londra/"><img class="size-medium wp-image-7628" title="Londra su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/london-eye-300x200.jpg" alt="Londra su Italiansinfuga" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Londra su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>E così hai deciso di frequentare un corso alla <a title="London School of Journalism" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/06/09/studiare-giornalismo-a-londra/" target="_blank">London School of Journalism</a>. Com’è stata questa esperienza?</strong></p>
<p>È stata bella e utile. Non solo mi ha permesso di acquisire le nozioni base del giornalismo, ma mi ha anche dato l’opportunità di venire a contatto con un mondo molto diverso da quello in cui lavoro. E, indubbiamente, mi ha aiutato a scoprire una qualità che fino a quel momento avevo ignorato.</p>
<p><strong>Qualche considerazione sul giornalismo italiano a Londra?</strong></p>
<p>Temo di non poter dare una risposta esaustiva perché scrivere non è il mio “day-to-day job”.</p>
<p>Quello che posso dire è che qui il mercato italiano – mi riferisco al cartaceo – è in realtà molto provinciale. L’unica pubblicazione cartacea esistente è <a title="Londra Sera" href="http://www.londrasera.com/" target="_blank">Londra Sera</a>, un settimanale che segue da vicino le attività dell’Istituto di Cultura e dell’Ambasciata. Vi sono poi un paio di altri periodici (ancor più di nicchia) come La Voce degli Scalabrini e La Notizia.</p>
<p>È un po’ difficile relazionarsi con queste pubblicazioni perché il lettore medio è l’italiano di vecchia generazione.</p>
<p>Tuttavia, se uno vuole davvero ritagliarsi il proprio spazio, può farlo contattando i tanti magazine digitali e appoggiandosi a gruppi culturali. Al momento io collaboro con <a title="Italoeuropeo" href="http://www.italoeuropeo.com/index.php" target="_blank">Italoeuropeo</a> – un magazine digitale letto in 125 paesi – e con un paio di “think tank” come <a href="http://www.italiansworldwidenetwork.org/" target="_blank">Italians Worldwide Network</a> ed <a href="http://europassociation.com/" target="_blank">EuropAssociation</a>.</p>
<p><strong>Sei coinvolto in diversi progetti culturali ed editoriali. Ce ne vuoi parlare?</strong></p>
<p>Una volta arrivato a <strong>Londra</strong>, ho subito compreso che qui gli italiani conducono una vita molto differente rispetto a quella che si può fare a <strong>Dublino</strong>. E non nascondo di aver avuto più di una difficoltà a inserirmi non tanto nella mentalità dei britannici, quanto in quella che io chiamo “britalica”, degli italiani che risiedono qui.</p>
<p>All’inizio ho trovato un po’ difficoltoso accettare il fatto che per socializzare fosse necessario entrare a far parte di associazioni culturali e/o politiche. Anche perché sono sempre stato molto fiero della mia indipendenza e del fatto di non avere peli sulla lingua! Quindi, per forza di cose, ho preso parte – in veste di “tecnico” – a diverse attività che indubbiamente mi hanno arricchito e mi hanno permesso di conoscere molte persone, alcune delle quali molto in gamba e soprattutto leali.</p>
<p><strong>Dublino e Londra: ti chiederei un confronto fra queste due città dal punto di vista del lavoro e della vita quotidiana.<br />
</strong></p>
<p>È difficile fare un raffronto tra queste due città, anche perché le ho vissute in epoche e contesti differenti. Sono arrivato a <strong>Dublino</strong> negli anni d’oro, e l’ho lasciata pochi mesi prima che la Tigre Celtica si “addomesticasse”. A <strong>Londra</strong> ho solo avuto modo di vivere gli anni della crisi dei subprime prima e quella dei debiti sovrani poi. Tuttavia, non posso negare che – lavorativamente parlando – <strong>Londra</strong> sia due o tre spanne sopra <strong>Dublino</strong>.</p>
<p>L’esperienza maturata qui è semplicemente impareggiabile. Dal punto di vista umano, invece, <strong>Dublino</strong> è sicuramente più vivibile. <strong>Londra</strong> è talmente vasta e varia che all’inizio ti disorienta. Poi, una volta che si è trovata la propria dimensione, diventa più accessibile.</p>
<p><strong>Dopo anni di forte crescita, il settore finanziario londinese è oggi in difficoltà. Che prospettive ci sono dal punto di vista lavorativo?<br />
</strong></p>
<p>La crisi c’è e si percepisce anche all’interno dello “Square Mile” (la City, cuore finanziario della capitale, ndr), anche se io ho la fortuna di lavorare per un’azienda sana come la Schroders in un settore – quello del controllo – che senza dubbio crescerà nel corso dei prossimi anni.</p>
<p>In generale, è diventato molto difficile trovare lavoro rispetto a qualche anno fa. Non tanto perché non ci sia lavoro, quanto perché le aziende, anche per una questione di costi, preferiscono le soluzioni interne rispetto a quelle esterne.</p>
<p>Chi arriva a <strong>Londra</strong> adesso deve quindi, in buona sostanza, accontentarsi. Molti vengono qui con chissà quali illusioni. Occorre essere realisti, sereni e, soprattutto, seri. Prima o poi l’opportunità buona salta sempre fuori. Occorre pazientare e non disperarsi.</p>
<p><strong>In un’intervista a Italiansinfuga, l’economista Loretta Napoleoni ha descritto l’Italia come un paese “dove principalmente uno dovrebbe andare in vacanza”, e ha indicato l’Oriente come una meta interessante. Cosa ne pensi?</strong></p>
<p>Ho letto con interesse l’intervista alla dottoressa Napoleoni. Ovviamente, è difficile dare un’opinione senza rischiare di finire nella trappola dei luoghi comuni. Io credo che le persone, quando dicono “a casa ci vado solo in vacanza per scelta personale”, raccontino una mezza bugia. A tutti piacerebbe costruirsi un futuro a casa propria. Che poi questo futuro sia prossimo o più in là nel tempo… è un’altra questione. L’Oriente ha indubbiamente il proprio fascino e rappresenta un’area geografica con ampi margini di crescita. Il baricentro del mondo si sta spostando verso quest’area per una semplice questione demografica. Penso che maturare una qualche esperienza in quei paesi possa essere utile dal punto di vista professionale.</p>
<p><strong>In questi giorni si parla sempre più spesso di un rischio di default a catena dei paesi europei. Qual è la tua opinione in proposito, anche rispetto all’opportunità di “fuggire” all’estero?</strong></p>
<p>Spero di non sbagliarmi, ma non credo assisteremo a un default a catena. Vivremo, tuttavia, diversi anni a bassa crescita. Ma anche se non vivessimo in un contesto storico particolare come questo, penso che lasciare la propria terra d’origine presenti sempre una gamma di rischi e opportunità. I rischi sono sempre gli stessi, in tempi sia di crescita sia di decrescita, e sono per lo più legati all’adattamento a una nuova situazione. Tuttavia, io preferisco soffermarmi sulle opportunità. Che ci sono, nonostante l’attuale crisi non faciliti di certo l’immediata realizzazione di progetti personali – siano essi in Italia o all’estero.</p>
<p><strong>Quali sono, a tuo avviso, queste opportunità?</strong></p>
<p>In primis, proprio perché viviamo un’epoca storica molto particolare, occorre sempre mirare al perfezionamento professionale. Le persone serie e preparate riusciranno sempre a ritagliarsi il proprio spazio anche in contesti caratterizzati da pesanti incertezze. In secondo luogo, occorre a mio avviso cogliere l’occasione di analizzare il perché esista una crisi. Diversi mesi fa ho iniziato a raccogliere quotidianamente articoli e dati sulla crisi del debito. Sono sicuro che tutti questi dati torneranno utili nel prossimo futuro. Se non ci fosse stata la crisi, mai probabilmente mi sarei davvero interessato a certe questioni economiche e probabilmente mai avrei iniziato a scrivere. Non tutto il male viene per nuocere…</p>
<p><strong>Progetti per l’immediato futuro? Rimarrai in Gran Bretagna?</strong></p>
<p>Il bello della vita è che molte volte si susseguono situazioni che ti cambiano i programmi. Anche a causa dell’attuale situazione d’incertezza, è davvero molto difficile dire “tra due anni mi trasferisco” oppure “resterò qui ancora per diversi anni”. Sicuramente rimarrò a <strong>Londra</strong> ancora per qualche tempo allo scopo di completare il mio percorso di formazione professionale. <strong>Londra</strong>, nonostante non sia la città più vivibile e “tascabile” del mondo, è una palestra di vita. Per quanto riguarda le attività legate al giornalismo, il mio obiettivo per il 2012 è di pubblicare una raccolta dei miei articoli di natura economico-finanziaria. Mi piacerebbe condividere con amici e conoscenti le mie riflessioni.</p>
<p><strong>Grazie Stefano, e in bocca al lupo per i tuoi progetti!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/14/a-londra-e-dublino-tra-finanza-e-giornalismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

