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	<title>italiansinfuga &#187; Stage</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>Tirocinio a Ginevra presso le Nazioni Unite</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/28/tirocinio-a-ginevra-presso-le-nazioni-unite/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 21:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Laura Mongelli ha trovato l&#8217;opportunità per andare a fare uno stage a Ginevra presso le Nazioni Unite. Nei suoi programmi ora c&#8217;è un altro tirocinio ad Oxford presso la Oxfam. Cosa hai finito di studiare in Italia? Ho svolto l’intero ciclo di studi universitari presso l’Università degli studi di Trento. Ho iniziato i miei studi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Laura Mongelli ha trovato l&#8217;opportunità per andare a fare uno stage a Ginevra presso le Nazioni Unite. Nei suoi programmi ora c&#8217;è un altro tirocinio ad Oxford presso la Oxfam.</h1>
<p><strong>Cosa hai finito di studiare in Italia?</strong></p>
<p>Ho svolto l’intero ciclo di studi universitari presso l’Università degli studi di Trento. Ho iniziato i miei studi nel 2005 frequentando la Facoltà di Sociologia dove ho intrapreso il corso in Società, Politica ed Istituzione Europee (oggi diventato il corso di Studi Internazionali).</p>
<div id="attachment_7426" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/svizzera/"><img class="size-medium wp-image-7426" title="Svizzera su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/ginevra-300x201.jpg" alt="Svizzera su Italiansinfuga" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Svizzera su Italiansinfuga</p></div>
<p>Durante la triennale ho partecipato al programma Erasmus con il quale ho potuto trasferirmi a vivere per sei mesi a Dublino e ho avuto l’opportunità di frequentare corsi presso il Trinity College nel dipartimento di scienze politiche e di sociologia.</p>
<p>Mi sono laureata nel 2008 e ho iniziato immediatamente la laurea magistrale presso la Scuola di Studi Internazionali (Interfacoltà di Studi Europei ed Internazionali), specializzandomi in Politica Europea e Sistema internazionale. Ho terminato la laurea magistrale a fine Marzo 2011.</p>
<p><strong>Hai cercato lavoro in Italia? Che risultati ha dato la tua ricerca?</strong></p>
<p>Si, ho cercato lavoro anche in Italia ma purtroppo il numero di organizzazioni internazionali e di enti che lavorano nel nostro Paese è sicuramente limitato rispetto alla quantità delle stesse disponibili in tutta Europa e nel Mondo. Inoltre, molto spesso le opportunità per i giovani sono davvero poche in quanto le posizioni lavorative aperte sono rare e richiedono anche molti anni di esperienza che ovviamente un neolaureato ha difficoltà ad avere; in alternativa, le proposte sono tirocini non pagati che all’estero sono più facilmente retribuiti.</p>
<p><strong>Come hai trovato l&#8217;opportunità di andare a Ginevra presso la Missione Italiana alle Nazioni Unite?</strong></p>
<p>Ho partecipato al <a href="http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Italiani/Opportunita/Nelle_OO_II/PerGiovani/" target="_blank">Bando del MAE</a> (Ministero degli Affari Esteri), il quale consiste in un programma di tirocini in collaborazione con le università italiane che dà la possibilità a laureandi e laureati di intraprendere un periodo di formazione nell’ambito della diplomazia e delle relazioni internazionali lavorando presso gli uffici dello stesso ministero, presso rappresentanze diplomatiche, uffici consolari, rappresentanze permanenti presso le organizzazioni internazionali ed infine istituti di cultura.</p>
<p>La selezione avviene tramite l’invio del curriculum universitario e lavorativo unito ad una lettera motivazionale; l’Università effettua una preselezione dei candidati da inserire in una lista di aspiranti che verrà poi valutata nel MAE a Roma.</p>
<p><strong>Che conoscenze linguistiche bisogna avere?</strong></p>
<p>Le conoscenze linguistiche necessarie variano da una proposta all’altra di stage, in media è comunque  indispensabile avere almeno una buona conoscenza della lingua inglese per quanto riguarda le istituzioni presenti in Europa e nel Mondo. In relazione al mio tirocinio era necessaria un ottima conoscenza dell’inglese (che si sarebbe dovuto utilizzare all’interno delle <strong>Nazioni Unite</strong>, dell’OMC e di tutte le altre organizzazioni) e una buona conoscenza del francese (parlato in tutta la città di <strong>Ginevra </strong>oltre che all’interno delle organizzazioni).</p>
<p><strong>Ci descrivi le tue mansioni?</strong></p>
<p>Il mio compito principale è stato assistere il Consigliere della Rappresentanza Italiana responsabile del settore sviluppo e commercio. Le mie mansioni erano di partecipare personalmente alle riunioni, ai convegni e forum che si tenevano all’interno dell’Unctad (ONU) e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e prendere nota degli eventi e dei comunicati. Inoltre, era compito mio la stesura di rapporti riguardanti i meeting a cui avevo partecipato, l’elaborazione di messaggi destinati al MAE a Roma e la preparazione di lavori e ricerche riguardanti tematiche toccate all’interno delle riunioni.</p>
<p><strong>Com’è la vita di tutti i giorni a Ginevra rispetto all&#8217;Italia? </strong></p>
<p><strong><a title="Ginevra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ginevra" target="_blank">Ginevra</a></strong> è una città grande a livello internazionale ma piccola per dimensioni e per vitalità. È sicuramente una delle città più attive in ambito di diplomazia e relazioni internazionali; si concentrano al suo interno un numero altissimo di rappresentanze governative, organizzazioni governative e non, enti e istituzioni di ogni tipo. Si tratta di un ambiente vivace, competitivo, dinamico.</p>
<p>Nonostante ciò la città in sé è veramente molto tranquilla e quasi noiosa per quanto riguarda la vita notturna e i divertimenti. <strong>Ginevra</strong> è una città pulita, sicura, calma e ordinata; il costo della vita è sicuramente più elevato rispetto alla media delle città europee anche se gli stipendi guadagnati sono notevolmente più alti rispetto all’Italia.</p>
<p><strong>Progetti per il futuro?</strong></p>
<p>A Gennaio comincerò a lavorare come assistente di informazione e comunicazione presso la Oxfam GB ad Oxford; si tratta di un tirocinio di sei mesi finanziato tramite il Lifelong Learning Programme &#8211; Leonardo da Vinci che consegnerà una borsa di studio ai candidati selezionati.</p>
<p>La candidatura è avvenuta tramite l’invio di curriculum e lettera motivazionale per la pre-selezione; in seguito, la prima selezione è stata composta da un esame di lingua (inglese nel mio caso) e un colloquio di fronte ad una commissione esaminatrice.</p>
<p>Infine, la conferma della selezione è stata data dopo un’intervista telefonica con i responsabili del Shop Support Team di Oxfam.</p>
<p>La mia sarà un’attività di supporto allo staff di Oxfam che raccoglie fondi per progetti di cooperazione allo sviluppo e progetti umanitari.</p>
<p><strong>Grazie Laura ed in bocca al lupo per Oxford!</strong></p>
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		<title>Laureando Italia, corso in Danimarca, stage in Svizzera</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/17/laureando-italia-corso-in-danimarca-stage-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 03:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mirko Anoja ha trovato l&#8217;opportunità di fare uno stage in Svizzera grazie alla frequentazione di un corso estivo universitario in Danimarca. Cosa stai studiando al Politecnico di Torino? Sto studiando ingegneria meccanica. Mi manca un esame e la discussione della tesi per ottenere la laurea triennale. Ci descrivi l&#8217;esperienza alla Summer School &#8220;District Energy&#8221; presso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mirko Anoja ha trovato l&#8217;opportunità di fare uno stage in Svizzera grazie alla frequentazione di un corso estivo universitario in Danimarca.</h1>
<p><strong>Cosa stai studiando al Politecnico di Torino? </strong></p>
<p>Sto studiando ingegneria meccanica. Mi manca un esame e la discussione della tesi per ottenere la laurea triennale.</p>
<p><strong>Ci descrivi l&#8217;esperienza alla Summer School &#8220;District Energy&#8221; presso l&#8217;Engineering College of Aarhus in Danimarca? </strong></p>
<p>Era dal primo anno di <strong>università</strong> che volevo fare un&#8217;esperienza all&#8217;estero.</p>
<p>Per diversi motivi non potevo fare l&#8217;<a title="erasmus" href="http://www.italiansinfuga.com/category/erasmus/" target="_blank">erasmus</a>, quindi è iniziata una <strong>lunga ricerca</strong> su come poter fare un&#8217;esperienza di studio all&#8217;<strong>estero</strong>.</p>
<p>Ho sempre visto nei paesi nordici un&#8217;ottima possibilità di continuare i miei studi dopo la <strong>laurea triennale</strong>. Per questo motivo ho sfruttato l&#8217;occasione di una Summer School per avere un&#8217;impressione del sistema scolastico danese e per mettere alla prova il mio <strong>inglese</strong>. Tutte le informazioni sono reperibili sul <a title="Engineering College Aarhus" href="http://www.iha.dk" target="_blank"><strong>sito</strong></a> dell&#8217;Engineering College of Aarhus ma prima di trovare questo corso ho spulciato decine di siti di <strong>università </strong>europee.</p>
<p>L&#8217;esperienza è stata molto positiva: ho imparato a lavorare in gruppo in un contesto internazionale, ho capito quali erano i miei limiti linguistici e mi sono divertito molto. A livello tecnico ho potuto apprendere le basi del teleriscaldamento attraverso lezioni molto &#8220;pratiche&#8221; e visitando molte aziende ed impianti.</p>
<p>E&#8217; stato molto interessante e non escludo che potrei ripetere l&#8217;esperienza frequentando uno degli altri corsi offerti dall&#8217;<strong>Engineering College of Aarhus</strong>, oppure da un&#8217;altra <strong>università</strong> europea.</p>
<p><strong>Adesso stai facendo uno stage presso la <a title="EGL Zurich" href="http://www.egl.eu/eglch/en/home.html" target="_blank">EGL AG</a> a Zurigo. Perché questa esperienza? </strong></p>
<p>Innanzitutto perchè mi è capitata e poi perchè credo che per un ragazzo della mia età sia qualcosa di veramente formativo sia a livello lavorativo, sia dal punto di vista personale. E&#8217; un&#8217;esperienza che fa crescere molto.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://ch.linkedin.com/pub/mirko-anoja/38/267/619/en" data-format="inline"></script></p>
<p><strong>Come hai trovato l&#8217;opportunità? </strong></p>
<p>Durante la Summer School ho avuto modo di conoscere molte persone e con alcune di loro ho parlato della mia voglia di andare all&#8217;estero.</p>
<p>Fondamentalmente credo che l&#8217;opportunità sia nata dal fatto di essermi messo in gioco.</p>
<p>Era come se avessi detto di essere disponibile a partire immediatamente e così la proposta di <strong>stage </strong>è arrivata da un italiano che frequentava un&#8217;altra Summer School presso la stessa <strong>università</strong>. Ho pensato che probabilmente non mi sarebbe mai più capitata un&#8217;occasione del genere, quindi mi sono candidato per la posizione. Dopo un <a title="Corso Colloquio Lavoro Inglese " href="http://www.italiansinfuga.com/corso-inglese-colloquio-di-lavoro/" target="_blank"><strong>colloquio tecnico in inglese</strong> </a>e uno motivazionale in italiano, sono stato assunto e sono partito verso<strong> <a title="Trasferirsi a Zurigo" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/07/19/trasferirsi-a-zurigo/" target="_blank">Zurigo</a></strong>.</p>
<p><strong>Cosa stai imparando? </strong></p>
<p>Innanzitutto sto imparando cosa voglia dire avere delle responsabilità concernenti il lavoro. Fin dal primo giorno ho ricevuto richieste e compiti da adempiere e sto attivamente partecipando a diversi progetti molto interessanti.</p>
<p>Inoltre ho la possibilità di vedere come funziona la struttura di una grande azienda, apprendendo anche cose che esulano dal lavoro specifico che sto compiendo.</p>
<p>Anche a livello &#8220;tecnico&#8221; sto imparando molto in svariati campi: meccanico, economico e informatico.</p>
<p>Infine il lato linguistico che considero molto importante: sto consolidando e migliorando l&#8217;<strong>inglese</strong> e ho iniziato un corso base di <strong>tedesco</strong>. E&#8217; una lingua che desideravo di imparare da tempo. Ovviamente non riesco ancora a parlarlo in quanto sto solo apprendendo le basi e il tempo per studiarlo seriamente non ce l&#8217;ho, però ho rotto il ghiaccio e credo che in futuro continuerò a studiarlo. Insomma, un&#8217;esperienza a tutto tondo.</p>
<p><strong>Quanto durerà? </strong></p>
<p>Il mio contratto è iniziato a fine settembre e scadrà a fine dicembre, però c&#8217;è la possibilità che riesca a prolungare l&#8217;esperienza per altri 2 o 3 mesi. L&#8217;unico modo per farlo è dimostrare che sto producendo qualcosa di valore e di utile per l&#8217;azienda. A breve dovrei presentare il mio lavoro al dirigente del dipartimento e spero di riuscire a centrare l&#8217;obiettivo.</p>
<p><strong>Che intenzioni hai per quello che riguarda il lavoro dopo la laurea. Estero o Italia? </strong></p>
<p>Dopo la <strong>laurea</strong> spero vivamente di poter trovare lavoro oltre i confini italiani, oppure continuerò gli studi presso un&#8217;università estera. Tutto dipenderà dalle possibilità che mi si apriranno nel prossimo futuro.</p>
<p><strong>Grazie Mirko ed in bocca al lupo per il futuro, ovunque esso sia!</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7344" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/svizzera/"><img class="size-full wp-image-7344" title="Svizzera su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/zurigo.jpg" alt="Svizzera su Italiansinfuga" width="500" height="335" /></a><p class="wp-caption-text">Svizzera su Italiansinfuga</p></div>
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		<title>Stagista a Linkedin</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 23:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stage]]></category>
		<category><![CDATA[internship]]></category>
		<category><![CDATA[linkedin]]></category>

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		<description><![CDATA[Linkedin offre un programma di internship durante l&#8217;estate che penso sia utile per capire l&#8217;uso dello stage all&#8217;estero. Voglio chiarire subito che l&#8217;esempio di Linkedin può essere una eccezione a causa del profilo dell&#8217;azienda e del profilo degli stagisti. Ciò nonostante penso aiuti a capire meglio gli aspetti positivi di un periodo di stage in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Linkedin offre un <a title="Student Careers at Linkedin" href="http://studentcareers.linkedin.com/" target="_blank">programma di internship</a> durante l&#8217;estate che penso sia utile per capire l&#8217;uso dello stage all&#8217;estero.</h1>
<p>Voglio chiarire subito che l&#8217;esempio di <strong>Linkedin</strong> può essere una eccezione a causa del profilo dell&#8217;azienda e del profilo degli stagisti.</p>
<p>Ciò nonostante penso aiuti a capire meglio gli aspetti positivi di un periodo di stage in un&#8217;azienda all&#8217;estero.</p>
<p>Uno degli obiettivi e degli impegni presi dai manager di <strong><a title="Aldo Mencaraglia su Linkedin" href="http://au.linkedin.com/in/aldomencaraglia" target="_blank">Linkedin</a></strong> è quello di assumere il migliore talento tecnico delle migliori università.</p>
<p>In secondo luogo <strong>Linkedin</strong> punta ad offrire agli <strong>stagisti</strong> mentori che siano molto coinvolti con il lavoro quotidiano dello stagista stesso.</p>
<p>Dopodiché <strong>Linkedin</strong> offre agli <strong>stagisti</strong> la possibilità di scegliere il progetto sul quale lo <strong>stagista</strong> vuole lavorare durante la sua permanenza.</p>
<p>I progetti disponibili sono di alta priorità per l&#8217;azienda ed hanno un impatto notevole sulla stessa.</p>
<p>Dal punto di vista degli <strong>stagisti</strong>, uno dei motivi per fare una internship presso una ditta come <strong>Linkedin</strong> è la possibilità di lavorare a fianco dei migliori professionisti del settore. Questo dà la possibilità ai giovani di imparare i migliori metodi lavorativi disponibili sul mercato.</p>
<p>La possibilità di lavorare su progetti che saranno usati da milioni di persone è un altro motivo che attira studenti come Brian O&#8217;Connor nella Stanford University verso <strong>Linkedin</strong>.</p>
<p>David Henke, Senior Vice President of Engineering, afferma che a <strong>Linkedin</strong> gli <strong>stagisti</strong> hanno la possibilità di risolvere problemi veri e importanti e vedere la propria soluzione implementata sul sito, visitato da milioni e milioni di persone. Tutto ciò avviene spesso nello spazio di alcune settimane o alcuni mesi.</p>
<p>Esistono inoltre attività sociali alle quali gli <strong>stagisti</strong> prendono parte come ad esempio andare a vedere partite di football oppure prendere parte in una competizione su come fare lo sushi.</p>
<p>Ci sono oltre eventi come l&#8217;Intern Hack Day, una ventiquattrore di programmazione che ha l&#8217;obiettivo di risolvere un problema all&#8217;interno di ventiquattrore programmando la soluzione.</p>
<p>Il prendere parte ad un programma di <strong>internship</strong> può offrire poi la possibilità di essere assunto a tempo pieno una volta finiti gli studi.</p>
<p>Eric Wong afferma che quando era uno stagista era trattato con lo stesso rispetto riservato a tutti gli impiegati a tempo pieno. Inoltre ebbe la possibilità di capire se la ditta gli piacesse o meno. Finita l&#8217;università Eric adesso lavora a tempo pieno per <strong>Linkedin</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/9V-mUWMbQ-o?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/9V-mUWMbQ-o?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object width="560" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kZrMa_lw2b0?version=3&amp;hl=en_US"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kZrMa_lw2b0?version=3&amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Esperienza di corso inglese e internship a Oxford</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/10/09/esperienza-di-corso-inglese-e-internship-a-oxford/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 22:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stage]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[corso inglese]]></category>
		<category><![CDATA[internship]]></category>
		<category><![CDATA[oxford]]></category>
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		<description><![CDATA[Riccardo Milanese è un neolaureato in Ingegneria che ha pensato di investire in se stesso andando a studiare inglese e a fare uno stage a Oxford. Gli lascio la parola. Una volta laureato in Ingegneria Civile presso l&#8217;Università degli Studi di Padova ho scelto di migliorare il mio inglese con un corso di due mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Riccardo Milanese" href="http://it.linkedin.com/in/riccardomilanese" target="_blank">Riccardo Milanese</a> è un neolaureato in Ingegneria che ha pensato di investire in se stesso andando a studiare <a title="Inglese" href="http://www.italiansinfuga.com/category/inglese/" target="_blank">inglese</a> e a fare uno stage a Oxford.</h1>
<p><strong>Gli lascio la parola.</strong></p>
<p>Una volta laureato in Ingegneria Civile presso l&#8217;Università degli Studi di Padova ho scelto di migliorare il mio inglese con un corso di due mesi promosso da <a title="EF" href="http://www.ef.com/" target="_blank"><strong>EF</strong></a> che prevedeva 5 settimane di corso di lingua + 3 settimane di internship non retribuito presso un&#8217;azienda con sede a <strong>Oxford</strong>.</p>
<p>La parte meno interessante in sè è stato proprio il campus EF presso il quale alloggiavo, nel senso che non tutto era proprio come me lo immaginavo. Mi spiego. Innanzitutto l&#8217;età media degli studenti era sui 17-18 anni, molti dei quali, permettimi, nel pieno della demenza degli anni &#8220;teenager&#8221;. Tipicamente, era perfettamente normale venire svegliati alle 3 di notte da gente che &#8220;per scherzo&#8221; bussava alla tua camera; partecipare a lezioni di zombie &#8211; in quanto la sera prima metà classe andava a dormire alle 5 di mattino; assistere a veri e propri raid vandalici delle cucinette comuni e così via.</p>
<div id="attachment_6715" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/10/Oxford.jpg"><img class="size-medium wp-image-6715" title="Oxford" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/10/Oxford-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Oxford</p></div>
<p>In ogni caso, una volta prese le contromisure non è poi tutto questo male e comunque vivere in un ambiente multiculturale ed eterogeneo in cui si è obbligati a parlare in Inglese è certamente di aiuto (certo non se stai lì solo 2 settimane a fare comunella con gli italiani, come facevano molti &#8211; tanto vale andare a Rimini). I peggiori a parlare in inglese sono indubbiamente spagnoli e italiani, non so esattamente a cosa ciò sia dovuto, ma è un dato di fatto che ho riscontrato nel campus (suffragato anche da certe <a href="http://www.ef-italia.it/epi/ef-epi-ranking/" target="_blank">statistiche</a>).</p>
<p>La parte più esaltante e utile dell&#8217;esperienza è stato, neanche a dirlo, l&#8217;<strong>internship</strong>. La mia <strong>internship</strong> coordinator mi ha piazzato alla libreria <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Blackwell_UK" target="_blank">Blackwell</a> (Broad Street, Oxford) e lì ho trovato davvero un ambiente meraviglioso. Ho fatto un po&#8217; di tutto: aiutato con lo stock, venduto libri, risposto alle richieste dei clienti, processato alcuni ordini di acquisto ecc. All&#8217;inizio l&#8217;impatto con la &#8220;vera&#8221; lingua parlata dai nativi è forte, ma piano piano se viene fuori e credo che per chi ha un livello di <strong>inglese</strong> medio-alto sia l&#8217;unica strada da seguire per perfezionare il proprio inglese &#8211; leggi: tutto quello che va sotto &#8220;use of English&#8221;.</p>
<p>Inizialmente avrei dovuto fare un&#8217;<strong>internship</strong> &#8220;coerente col mio percorso di studi&#8221; (Ingegneria Civile quindi) ma, sorvoliamo sul perchè, ciò non è accaduto. Quindi le mie speranze di poter magari acquisire esperienza (e perchè no un lavoro) in UK in quel campo sono sfumate. In ogni caso sono felice di quanto ho appreso in Blackwell e sono sincero nel dire che sento molto la mancanza di quelli che sono stati i miei colleghi per 3 settimane, che mi hanno sempre aiutato e incoraggiato (probabilmente anche più del dovuto!) in tutto! Se volete trovare un lavoretto a <strong>Oxford</strong> è certamente il primo posto dove provare a lasciare il <strong><a title="Scrivere il Cv in Inglese" href="http://www.italiansinfuga.com/scrivere-il-cv-in-inglese/" target="_blank">CV</a></strong>.</p>
<p>Oltre al bagaglio di esperienza personale e umana, torno con alcune certificazioni dovute al corso EF:</p>
<ul>
<li>EFCELT (EF Cambridge English Level Test)</li>
<li>Course Certificate</li>
<li>Certificate of International Internship</li>
</ul>
<p>Inoltre sono state particolarmente utili un paio di lezioni incentrate su come scrivere un <strong>CV</strong> per il Regno Unito, per cui sostanzialmente posso dire di avere anche un curriculum adeguato agli standard di quel paese.</p>
<p>Infine ho una lettera di raccomandazione di Blackwell, redatta dal mio supervisore. Il che spero possa tornare utile in futuro.</p>
<p>Durante il mio soggiorno <strong>inglese</strong> ho cercato di informarmi sulla possibilità di ottenere un lavoro in Inghilterra in base alla mia esperienza di studio. L&#8217;impressione che ho avuto però è che sia difficile, se non impossibile, ottenere un lavoro &#8220;da ingegnere&#8221; in UK senza aver maturato prima qualche tipo di esperienza e soprattutto senza avere una sorta di certificazione del proprio livello di inglese (che se vuoi lavorare in UK chiaramente non può essere un optional!).</p>
<p>Paradossalmente è più facile iniziare a lavorare in Italia e farsi mandare oltremanica. Almeno questa è la mia impressione. Di sicuro ritenterò quando disporrò di mezzi migliori (= esperienza lavorativa &amp; migliore <strong>inglese</strong>).</p>
<p><strong>Grazie Riccardo ed in bocca al lupo!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>In Portogallo con il programma Leonardo da Vinci</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 00:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Portogallo]]></category>
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		<description><![CDATA[Sara Campagna è andata a fare un tirocinio in Portogallo grazie al programma Leonardo da Vinci. Grazie a quell&#8217;esperienza sta ora salpando verso Hong Kong. Ci dai un&#8217;idea del tuo background accademico e lavorativo in Italia? Sono Sara e ho 26 anni. All’età di 25 mi sono laureata in Ingegneria Edile / Architettura, laurea specialistica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Sara Campagna" href="http://pt.linkedin.com/pub/sara-campagna/25/648/645" target="_blank">Sara Campagna</a> è andata a fare un tirocinio in Portogallo grazie al programma Leonardo da Vinci. Grazie a quell&#8217;esperienza sta ora salpando verso Hong Kong.</h1>
<p><strong>Ci dai un&#8217;idea del tuo background accademico e lavorativo in Italia? </strong></p>
<p>Sono Sara e ho 26 anni. All’età di 25 mi sono laureata in Ingegneria Edile / Architettura, laurea specialistica europea quinquennale, e dopo qualche mese ho conseguito l’esame di stato per Ingegneri.</p>
<p>La mia formazione mi ha permesso di sviluppare una professionalità piuttosto flessibile, avendo da un lato un background ingegneristico e tecnico e dall’altro la capacità di elaborare un progetto dal concept alla sua traduzione compositivo-architettonica. Il mio interesse in particolare si è sempre concentrato sull’aspetto progettuale in senso ampio di una architettura e visto che questo era stato solo in parte affrontato durante il corso di studi, già dal primo tirocinio ho cercato uno studio di progettazione in cui potessi fare esperienza in questo ambito, affinando le capacità di lettura e di concezione di una architettura nel senso più nobile del termine.</p>
<p>Per mia fortuna ho avuto la possibilità, già in veste di stagista, di partecipare ad un concorso internazionale, che mi ha permesso fin da subito di confrontarmi con il mondo degli architetti in Italia e fuori, soprattutto per la fiducia ed il ruolo che mi era stato affidato. Durante gli anni ho sempre coltivato l’interesse per le lingue straniere, sebbene il mio corso di Laurea non avesse nessuna pretesa a riguardo, ho fatto delle certificazioni di inglese e tedesco già prima dell’Università.</p>
<p>Al termine della laurea avevo intenzione di trasferirmi all’estero, non per partito preso, né per l’esterofilia di cui siamo ammalati noi italiani, bensì per temperamento. Avevo bisogno di capire da sola cosa accadeva là fuori, quale era la reale situazione lavorativa, sociale, economica, culturale che avrei trovato fuori dall’Italia; dunque ho colto l’occasione dell’esame di stato per viaggiare ed affinare la mia conoscenza del tedesco, in attesa che trovassi qualche borsa di studio che mi aiutasse inizialmente nel passo di andare a vivere fuori.</p>
<p>Nel frattempo ho continuato a collaborare con uno studio Italiano con cui ho fatto un concorso in Svizzera e attraverso cui ho iniziato a comprendere sempre meglio le differenze tra l’Italia e l’estero. Iniziavo a comprendere meglio i nostri difetti, ma soprattutto i nostri pregi. E della mia italianità, della mia cultura, della mia storia, andrò sempre orgogliosa in giro per il mondo.</p>
<p>Così una mattina, finalmente, esce il bando che per mesi avevo cercato, in cui avrei dovuto concorrere ovviamente, ma era l’inizio di qualcosa di reale che finalmente trovava l’occasione di diventare concreto. Era il bando <strong>Leonardo da Vinci</strong>, promosso dalla mia Provincia e finanziato dall’Unione Europea per favorire la mobilità giovanile tra i paesi del vecchio continente.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_6470" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/09/Leonardo-da-Vinci.jpg"><img class="size-medium wp-image-6470" title="Leonardo da Vinci - foto di Matti Mattila su Flickr" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/09/Leonardo-da-Vinci-300x225.jpg" alt="Leonardo da Vinci - foto di Matti Mattila su Flickr" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo da Vinci - foto di Matti Mattila su Flickr</p></div>
<p><strong>Come ti è venuta l&#8217;idea di utillizzare l&#8217;opportunità &#8217;Leonardo Da Vinci&#8217;? </strong></p>
<p>L’idea di trasferirsi all’estero a lavorare non appena laureati non è sempre così realizzabile, almeno nel mio caso, soprattutto se non si ha già avuto una esperienza all’estero durante l’Università. Almeno io credevo che, nonostante sapessi parlare le lingue straniere, non avrei avuto nessun riscontro all’estero se non presentandomi con una esperienza specifica. Dal momento che la mia esperienza non mi rendeva abbastanza competitiva contro i miei colleghi europei, avevo bisogno di un’opportunità per presentare la mia professionalità in uno studio estero.</p>
<p>L’idea di fare un tirocinio sarebbe stato il modo ottimale per entrare nel mondo del lavoro in generale, ma soprattutto la possibilità unica di entrare in contatto con una realtà lavorativa e culturale diversa ed apprendere una lingua nuova o migliorare le altre. Il <strong>Leonardo da Vinci</strong> è proprio un programma che mi offriva questo, un tirocinio professionale in un paese europeo, insomma un’opportunità di approdo in una nuova dimensione.</p>
<p>Per chi non lo conoscesse il <strong>Leonardo da Vinci</strong> è il programma d’azione dell’Unione Europea che si propone di attuare una politica di formazione professionale. Il programma in Italia è coordinato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e dal Ministero della Pubblica Istruzione che si avvalgono dell’assistenza tecnica dell’ISFOL.</p>
<p><strong>Leonardo da Vinci</strong> sostiene progetti transnazionali di tirocini rivolti a coloro che seguono una formazione professionale iniziale, agli studenti universitari, ai laureati recenti, ai lavoratori e ai giovani disponibili sul mercato del lavoro.</p>
<p>I tirocini <strong>Leonardo da Vinci</strong> intendono migliorare le competenze e l&#8217;occupabilità dei beneficiari attraverso esperienze di formazione e lavoro presso un organismo di accoglienza in un altro Paese.</p>
<p><strong>Puoi spiegare le modalità della domanda per i non addetti ai lavori? </strong></p>
<p>Le possibilità di accedere alla borsa di studio sono molteplici. Esiste un <a title="Programma Leonardo da Vinci" href="http://www.programmallp.it/index.php?id_cnt=30" target="_blank"><strong>sito ufficiale del programma</strong></a>, che appartiene a quello più ampio ‘Life Learning Program’; solitamente le borse di studio vengono offerte dalle Università, dalle Fondazioni, nel mio caso dalla Provincia, ma possono essere anche inserite in bandi regionali; in generale tutti gli organismi che presentano alla Comunità Europea progetti per realizzare azioni di mobilità. Per questo bisogna cercare informazioni nel proprio ambito territoriale, che è quello che solitamente offre più opportunità, contattando i responsabili del settore delle politiche giovanili oppure semplicemente sperando che la propria università di appartenenza si sia aggiudicata i fondi europei.</p>
<p><strong>Quali requisiti bisogna avere per essere considerati? </strong></p>
<p>La questione ‘eligibility’ dipende ovviamente dal bando, ovvero se si concorre con l’Università bisogna essere laureati. Inoltre in questo caso, essendo l’ambiente molto competitivo, è quasi impossibile aggiudicarsi la borsa senza avere ottenuto il massimo risultato accademico.</p>
<p>Non per mia esperienza diretta, so che funziona in questo modo: bisogna presentare nella domanda il programma di tirocinio, ovvero prima bisogna trovare l’azienda/studio in cui effettuare lo stage, la quale deve accedere alla lista telematica delle aziende in cui si effettuano i tirocini dell’Università e stendere una ‘letter of intent’ in cui viene descritto il lavoro che verrà svolto dal candidato. La valutazione del programma di tirocinio, insieme al curriculum universitario e la conoscenza della lingua straniera costituiscono gli elementi di valutazione per ottenere la borsa.</p>
<p>Nel mio caso invece il bando era leggermente diverso, era aperto ai giovani dai 18 ai 32 anni legalmente residenti in un paese dell’Unione Europea, <strong>quindi anche diplomati senza bisogno di una laurea</strong>. Inoltre in questo caso le aziende dove svolgere i tirocini venivano individuate dagli organismi promotori del progetto, nell&#8217;ambito dei rispettivi accordi di cooperazione. I numerosi settori nei quali possono essere svolti i tirocini vengono di volta in volta specificati nei bandi di selezione: cultura, sociale, educazione, cooperazione internazionale, comunicazione, no-profit e sistema cooperativo, traduzione e interpretariato, ICT (nuove tecnologie informatiche e comunicative, arti creative e innovative, graphic design), economia, ingegneria, biotecnologie, architettura, ambiente, turismo…</p>
<p><strong> In cosa consiste il sostegno?</strong></p>
<p>La partecipazione al programma è gratuita, la borsa <strong>Leonardo da Vinci</strong> rappresenta un contributo finanziario diretto a sostenere: le spese di viaggio internazionale, l&#8217;alloggio all&#8217;estero, il corso di lingua, il tutoring da parte dell&#8217;organismo di accoglienza, le eventuali spese di trasporto locale per raggiungere i luoghi delle attività in programma.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_6471" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/09/corks1.jpg"><img class="size-medium wp-image-6471" title="Portogallo" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/09/corks1-300x199.jpg" alt="Portogallo" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Portogallo</p></div>
<p><strong>Perché il Portogallo? </strong></p>
<p>Devo ammettere che la scelta del paese è stata un po‘ combattuta, primo perché ero molto attratta dalle mete nordiche e ad una esperienza lavorativa in un paese anglofono o di lingua madre tedesca, secondo perché pensavo alle opportunità concrete che avrei potuto avere dopo l’esperienza nel paese prescelto.</p>
<p>Non conoscevo il portoghese, solo un po’ di spagnolo, che oltretutto non ci assomiglia neanche un po’, ed ero attratta dall’idea di imparare una lingua nuova. Da un punto di vista di esperienza lavorativa, nell’ambito dell’architettura, sapevo di andare in un posto in cui la cultura architettonica era molto profonda, molto più di altri paesi con un’economia più salda. Sapevo che sarei andata in un paese stupendo, con persone dalla cultura affascinante e che mi avrebbero arricchito sicuramente da un punto di vista umano.</p>
<p>Insomma ho scelto col cuore e non con la testa, ed alla fine, sono sempre le scelte migliori.</p>
<p><strong>Cosa ti ha dato questa esperienza? </strong></p>
<p>La valutazione di quello che mi ha dato questa esperienza rimane per il momento inestimabile. In primo luogo per l’esperienza umana che ho vissuto là, in secondo e non meno importante per l’esperienza lavorativa che ho fatto e che probabilmente dovrò ringraziare per tutto quello che verrà dopo nel mio percorso lavorativo e formativo. Molto spesso non basta una vita a dare le giuste valutazioni alle esperienze, che quasi sempre continuano ad insegnarci anche se sono terminate. Io vedo così la mia.</p>
<p>La soddisfazione per le conquiste, la gioia per la selezione ad una mostra, il lavoro di squadra, il giusto peso al tempo di lavoro e a quello per godersene il frutto&#8230; sono solo un briciolo di quello che mi porterò nel prossimo bagaglio che preparerò&#8230;</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi vuole provare l&#8217;esperienza &#8216;Leonardo&#8217;? </strong></p>
<p>Il mio unico consiglio è di farsi trascinare dalla voglia di fare esperienza piuttosto che ad un calcolo probabilistico sulla maggiore appetibilità della meta. I calcoli servono a poco, le opportunità seguono più il caso-caos che le leggi matematiche. Quindi perché assecondarle?</p>
<p><strong>Dove stai per andare adesso? </strong></p>
<p>Mi sto trasferendo ad Hong Kong, lì mi attende una nuova esperienza, lavorativa e di vita. Probabilmente senza l’esperienza precedente questo non sarebbe mai accaduto.</p>
<p><strong>Grazie Sara ed in bocca al lupo per la tua nuova avventura!</strong></p>
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		<title>Esperienza di stage in Germania</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/08/02/esperienza-di-stage-in-germania/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 23:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Stage]]></category>
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		<description><![CDATA[Eugenio Portinaro si trova in Germania dove sta completando uno stage presso uno stabilimento della Ferrero, parte dei suoi studi universitari. Un ottimo esempio, secondo me, di quella che dovrebbe essere una maggiore integrazione tra università e privato per preparare meglio i giovani italiani al mondo del lavoro. Cosa stai studiando all’università? Attualmente sto frequentando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Eugenio Portinaro" href="http://it.linkedin.com/pub/eugenio-portinaro/16/84a/940" target="_blank">Eugenio Portinaro</a> si trova in Germania dove sta completando uno stage presso uno stabilimento della Ferrero, parte dei suoi studi universitari.</h1>
<p>Un ottimo esempio, secondo me, di quella che dovrebbe essere una maggiore integrazione tra università e privato per preparare meglio i giovani italiani al mondo del lavoro.</p>
<p><strong>Cosa stai studiando all’università?</strong></p>
<p>Attualmente sto frequentando il Master universitario interfacoltà di II livello in &#8220;Scienza e Tecnologia dell&#8217;Alimentazione e Nutrizione Umana &#8211; Michele Ferrero”, frutto di una collaborazione tra il Gruppo Ferrero e l’Università degli Studi di Torino.<br />
Il Master è caratterizzato da un percorso di studi strutturato e pragmatico su aspetti nutrizionali e di tecnologia alimentare.<br />
Precedentemente ho frequentato una laurea triennale in Tecnologie alimentari per la ristorazione e una laurea specialistica in Scienze e tecnologie agroalimentari.</p>
<p><strong>Ci descrivi il Master Universitario “Michele Ferrero”?</strong></p>
<p>Il Master ha una durata di un anno e l’attività didattica è composta da lezioni svolte in inglese, da esercitazioni in laboratorio e da visite guidate, dall’attività di stage in azienda, in Italia o all&#8217;estero che prevede poi la stesura della tesi.<br />
Gli insegnamenti sono organizzati in corsi integrati di Nutrizione e alimentazione, Qualità e sicurezza materie prime vegetali, Qualità e sicurezza materie prime animali, Tecnologie alimentari, Caratterizzazione chimica-fisica, microbiologica e sensoriale degli alimenti, Caratterizzazione funzionale degli alimenti ed Economia politica agroalimentare.<br />
Oltre ai corsi che si svolgono presso l’Università degli Studi di Torino, per completare il percorso di studi sono organizzati dal Gruppo Ferrero seminari monotematici tenuti da esperti internazionali con cui abbiamo potuto interagire molto.<br />
L’obiettivo del Master è quello di formare uno specialista con conoscenze scientifiche interdisciplinari in campo tecnologico, medico biologico e chimico, consentendogli l’inserimento nel sistema produttivo di una azienda alimentare, di un laboratorio di ricerca e sviluppo o in una società di consulenza, avendo una visione ampia e completa dei fattori che possono condizionare le scelte nello sviluppo di nuovi prodotti alimentari o nella riformulazione di prodotti esistenti.</p>
<p><strong>Perché lo stage all&#8217;estero?</strong></p>
<p><strong> </strong>Lo<strong> stage</strong> è parte del percorso di studi in quanto consente di occuparsi dello sviluppo di un progetto di tesi proprio in Ferrero.<br />
La destinazione dello stage viene stabilita dall’azienda in relazione ai progetti che intende sviluppare. Sinceramente ammetto una grande eccitazione quando mi è stata comunicata la mia destinazione; mi ha sempre affascinato l’idea di effettuare  un’esperienza lavorativa all’estero in quanto ho sempre pensato che questa fosse la via migliore per arricchirmi professionalmente.</p>
<p><strong>Ci descrivi lo stage ed i costi associati?</strong></p>
<p>Lo <strong>stage</strong> viene svolto presso lo stabilimento del Gruppo Ferrero situato presso la cittadina di <a title="Stadtallendorf" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stadtallendorf" target="_blank">Stadtallendorf</a> e sviluppo il mio progetto all’interno del laboratorio chimico-fisico di analisi e ricerca.  Sono seguito da un tutor aziendale e da uno accademico con cui collaboro per la perfetta riuscita del progetto.<br />
Le spese di alloggio sono interamente coperte dal Gruppo Ferrero che mi ospita all’interno di una struttura di sua proprietà per tutto il periodo di durata dello stage. Oltretutto trovo stimolante la possibilità di accedere anche a dei premi di tesi offerti dalla Fondazione Ferrero in aggiunta ai contributi erogati come sostegno durante la frequenza del Master.</p>
<p><strong>Come ti è stata utile l’esperienza all’estero?</strong></p>
<p>L’esperienza, che è ancora in corso, mi sta aiutando tantissimo soprattutto dal punto di vista lavorativo; mi da la possibilità di approcciarmi al mondo del lavoro applicando le mie conoscenze accademiche nel migliore dei modi grazie alla disponibilità di strutture e strumentazioni all’avanguardia. Godo di una grande libertà nella gestione del mio progetto ma ho sempre un valido punto di riferimento nel personale del laboratorio a cui faccio riferimento.</p>
<p>Circa la quotidianità che vivo qui in <strong>Germania</strong> posso esprimermi solo positivamente anche se due mesi sono relativamente pochi per poter giudicare. Sin dai primi giorni sono stato colpito dal forte  rispetto delle regole, dalla discrezione delle persone e dalla multietnicità di questo paese, trovando estremamente agevole l’inserimento nel contesto tedesco.</p>
<p><strong>Cosa consiglieresti a chi sta pensando di fare un’esperienza simile?</strong></p>
<p>L’esperienza del Master è per me un’esperienza positiva, mi sta arricchendo dal punto di vista professionale e personale.<br />
Chi sta pensando di fare una scelta simile deve essere però estremamente convinto e motivato, deve avere la forza di volontà necessaria per resistere alle difficoltà che possono presentarsi.<br />
Questi punti devono essere ben nitidi perché è un percorso totalizzante sia dal punto di vista lavorativo che personale,  necessita di dedizione e massima concentrazione.<br />
Questo è un mio pensiero ma credo di poterlo estendere anche agli altri studenti del  Master, i quali hanno scelto questo percorso di studi per poter accedere alle molteplici possibilità di sviluppo professionale e occupazionale offerte dal “know how” acquisito.</p>
<p><strong>Grazie Eugenio e buon completamento dello stage!</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_5804" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><strong><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/germania/"><img class="size-full wp-image-5804" title="Germania su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/08/Germany-reichstag.jpg" alt="Germania su Italiansinfuga" width="500" height="333" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Germania su Italiansinfuga</p></div>
<p style="text-align: center;"><strong>Foto: <a title="alles-schlump" href="http://www.flickr.com/photos/29487767@N02/" target="_blank">alles-schlump</a> su Flickr</strong></p>
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		<title>Fare uno stage a Toronto in Canada</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/06/20/fare-uno-stage-a-toronto-in-canada/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 01:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canada]]></category>
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		<category><![CDATA[Stage]]></category>
		<category><![CDATA[camera commercio]]></category>
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		<description><![CDATA[Fabrizio Sansoldo ha utilizzato lo strumento dello stage per acquisire esperienza in Italia. Oggi condivide con noi la sua esperienza a Toronto, in Canada. Ci descrivi il tuo background accademico? Ho conseguito dopo 5 anni la maturità all&#8217;ITC Tesauro di Fossano frequentando il corso di Perito Ragioniere IGEA (la classica ragioneria per intenderci), successivamente al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Fabrizio Sansoldo" href="http://it.linkedin.com/pub/fabrizio-sansoldo/23/448/417" target="_blank">Fabrizio Sansoldo</a> ha utilizzato lo strumento dello stage per acquisire esperienza in Italia. Oggi condivide con noi la sua esperienza a Toronto, in Canada.</h1>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_5154" class="wp-caption alignleft" style="width: 90px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/fabrizio-sansoldo.jpg"><img class="size-full wp-image-5154" title="Fabrizio Sansoldo" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/fabrizio-sansoldo.jpg" alt="Fabrizio Sansoldo" width="80" height="80" /></a><p class="wp-caption-text">Fabrizio Sansoldo</p></div>
<p><strong>Ci descrivi il tuo background accademico? </strong></p>
<p>Ho conseguito dopo 5 anni la maturità all&#8217;ITC Tesauro di Fossano frequentando il corso di Perito Ragioniere IGEA (la classica ragioneria per intenderci), successivamente al termine del quinto anno mi sono trasferito a Milano per frequentare l&#8217;Università Bocconi, dove mi sono laureato prima alla triennale in Economia degli Intermediari e dei Mercati Finanziari e successivamente alla laurea magistrale in Amministrazione Finanza e Controllo.</p>
<p><strong>Hai fatto un paio di stage in Italia, cosa hai imparato?</strong></p>
<p>Nel corso della mia carriera ho svolto stage in Italia e all&#8217;estero. Gli stage svolti in Italia sono stati di diverso aiuto, poichè mi hanno permesso di capire quali erano le attività che effettivamente mi piacevano e avrei voluto svolgere in un futuro prossimo (e non sempre è detto che ciò che sia bello nella teoria sia altrettanto bello nella pratica!) e ad acquisire una relativa manovalanza con i lavori d&#8217;ufficio, oltre a farmi comprendere l&#8217;importanza della gestione del lavoro e del sapersi organizzare nel corso della giornata. I lavori all&#8217;estero mi hanno fondamentalmente aiutato a migliorare la conoscenza delle lingue straniere e a gestire meglio il mio tempo, cercando di fare tutto il possibile oggi perchè &#8220;di domani non c&#8217;è certezza&#8221; e non si sa quali lavori pesanti o meno potrebbero essere affidati.</p>
<p><strong>Come hai trovato lo stage per la Camera di Commercio Italiana a Toronto?</strong></p>
<p>Ho trovato lo stage alla <a title="Camera di Commercio Italiana Ontario Toronto" href="http://www.italchambers.ca/" target="_blank">Camera di Commercio dell&#8217;Ontario</a> grazie ai numerosi collegamenti che l&#8217;Università Bocconi ha con le aziende e le partnership universitarie dislocate in quasi tutti i Paesi del Mondo: oltre al classico Erasmus (in Bocconi chiamato scambio perchè esteso a tutto il Pianeta), da me considerato un attimo troppo limitativo soprattutto perchè mi sarebbe sicuramente piaciuto recarmi all&#8217;estero, ma non solamente per fare baldoria, ma anche per impegnarmi e cercare di apprendere nuove conoscenze che sarebbero potute tornare utili nella mia carriera lavorativa, era possibile aderire al programma di Internship, ovvero di stage svolti in una società o in una Camera di Commercio Italiana all&#8217;estero. Da anni meditavo sull&#8217;opportunità di recarmi in Canada o negli U.S.A., ma tra i due Stati preferivo il primo perchè più vivibile e con un sacco di &#8220;verde&#8221;, così l&#8217;ufficio Stage dell&#8217;Ateneo mi aveva consigliato di compilare l&#8217;application form per la Camera di <strong>Toronto</strong>, considerata tra tutte le Camere di Commercio Italo-Canadesi l&#8217;organizzazione dove uno studente poteva svolgere diverse mansioni e apprendere veramente molto dal lavoro svolto. Dopo avere inviato il <a title="Scrivere il CV in Inglese" href="http://www.italiansinfuga.com/scrivere-il-cv-in-inglese/" target="_blank"><strong>curriculum italiano e in lingua</strong></a> e due contestuali lettere di motivazione tramite la piattaforma di recruiting dell&#8217;Ateneo (il cosiddetto JobGate), sono stato contattato dalla Camera e ho svolto un breve <a title="Corso Inglese colloquio di lavoro" href="http://www.italiansinfuga.com/corso-inglese-colloquio-di-lavoro/" target="_blank"><strong>colloquio in inglese</strong></a> al telefono. Pochi giorni dopo, l&#8217;Ufficio stage mi ha comunicato di essere stato selezionato per recarmi a Toronto.</p>
<p><strong>Con che visto sei andato?</strong></p>
<p>Come visto di lavoro, la Camera mi ha sconsigliato di richiedere all&#8217;Ambasciata il visto vero e proprio di lavoro, in quanto molto costoso (circa 900 euro), ma di usufruire del <a title="Visto Vacanza lavoro per il Canada" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/06/08/istruzioni-per-ottenere-il-visto-vacanza-lavoro-per-il-canada/" target="_blank"><strong>visto Working-Holiday</strong></a>, che dava la possibilità di svolgere alcuni lavoretti e di viaggiare per tutto il Canada. Quest&#8217;ultimo tipo di visto dura 6 mesi, quindi soddisfava pienamente le mie aspettative di tempo e anche di costo (circa 150 euro considerando anche le varie marche da bollo). Se doveste recarvi in <strong>Canada</strong> all&#8217;inizio dell&#8217;anno, non preoccupatevi se il visto non arriva, è normale, l&#8217;Ambasciata Canadese a Roma a fine anno ha sempre molto da fare quindi inizia a inviare i visti da febbraio, voi recatevi senza problemi oltreoceano e pochi giorni dopo essere arrivati riceverete via mail la conferma del Working Holiday, per il quale dovrete uscire e rientrare nel paese (una gita alle Niagara Falls nel mio caso ed era tutto risolto!).</p>
<div id="attachment_5155" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/toronto.jpg"><img class="size-full wp-image-5155" title="Fare uno stage a Toronto in Canada" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/toronto.jpg" alt="Fare uno stage a Toronto in Canada" width="500" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Fare uno stage a Toronto in Canada</p></div>
<p style="text-align: center;">Foto: <a title="Small su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/small/" target="_blank">Small</a> su Flickr</p>
<p><strong>Ci descrivi la giornata tipica dello stage a Toronto?</strong></p>
<p>Non è facile descrivere una giornata tipo dello stage che ho svolto a <strong>Toronto</strong>: anzitutto, bisogna ricordare il ruolo che ricopre la Camera di Commercio Italiana all&#8217;estero, ovvero quello di convincere le imprese italiane a investire nel <strong>Canada</strong> e viceversa. Per fare ciò, l&#8217;istituzione organizzava regolarmente eventi di sponsorizzazione nei quali venivano trattate tematiche inerenti la comunità italocanadese di <strong>Toronto</strong> o aspetti istituzionali dello stato nordamericano. Le attività principali che dovevo svolgere alla Camera erano quelle di redigere articoli in lingua italiana o inglese destinati a quotidiani locali o a giornali economici canadesi o italiani sugli eventi appunto organizzato dalla Camera, oppure coordinare i vari colleghi nell&#8217;organizzazione logistica di un evento, unitamente a svolgere una rassegna stampa dei quotidiani che giungevano all&#8217;ufficio e dove si trattava di tematiche che avevano previsto un coinvolgimento dell&#8217;istituzione. A seconda delle attività che richiedevano maggiori impegni di tempo, la giornata poteva variare. Volendo tracciare una giornata-tipo, si arrivava in ufficio alle 9, successivamente verso le 9,30 arrivavano tutti i colleghi e si iniziava a lavorare, prima eseguendo la rassegna stampa, successivamente dedicandosi alle attività più imminenti. Alle 12,30-13 si andava in pausa pranzo della durata di un&#8217;ora, per ricominciare verso le 14 sino alle 17. In <strong>Canada</strong> la giornata lavorativa è di 7 ore, come in Francia, dunque si usciva un&#8217;ora prima rispetto all&#8217;Italia.</p>
<p><strong>Puoi darci un&#8217;idea degli introiti e costi associati all&#8217;esperienza?</strong></p>
<p>Per ciò che riguarda gli introiti, lo stage era gratuito, ma tutto ciò era già stato stabilito e comunicato dall&#8217;Università ancora prima di compilare l&#8217;application form, per ciò che riguarda i costi, bisogna considerare che il <strong>Canada</strong> è molto più economico dell&#8217;Italia in alcuni ambiti (vestiti anche di alta moda, cibo e affitto delle case), ma molto caro sotto altri aspetti (divertimenti vari come andare al cinema e trasporti). Volendo stimare una cifra complessiva dei costi, in 4 mesi e mezzo ho speso circa 5000 euro includendo tutte le spese. Ovviamente, chi lo vuole può svolgere alcuni lavoretti durante la sera come cameriere nei diversi ristoranti italiani e riuscire a fare rientrare parte delle spese, ma visto che alla sera poteva capitare di partecipare agli eventi che la Camera organizzava, ciò non era cosa facile.</p>
<p><strong>Come ti hanno aiutato queste esperienze a trovare il tuo lavoro attuale?</strong></p>
<p>Sicuramente le esperienze svolte all&#8217;estero sono state molto importanti per trovare il lavoro attuale e sicuramente lo saranno anche per reperire lavori in futuro: esse fungono principalmente come prova della buona conoscenza delle lingue straniere e, nel caso siate interessati a lavorare per una compagnia straniera, ad es. statunitense, un&#8217;esperienza nel Paese di residenza di tale impresa è sempre un qualcosa in più che può agevolare l&#8217;assunzione.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi sia interessato a fare un&#8217;esperienza di stage all&#8217;estero?</strong></p>
<p>A coloro che vogliono svolgere un&#8217;esperienza all&#8217;estero consiglio anzitutto di non cercare casa direttamente dall&#8217;Italia ma magari di affittare una stanza in un hotel per una-due settimane e contestualmente in questo periodo cercare casa, dal vivo si possono notare molti aspetti che nelle fotografie non risaltano in maniera particolare. Inoltre, consiglio vivamente di &#8220;lasciarvi andare&#8221; e cercare di fare il maggiore numero di esperienze possibili, soprattutto se vi trovate molto lontano dall&#8217;Italia, perchè non è detto che tornerete in quella città o in quel Paese quindi è bene vivere al 100% la cultura locale. Inoltre, se il Paese vi affascina e vorreste trovare lavoro fisso, cercate da subito il vostro possibile lavoro futuro: a differenza di quando sarete in Italia, l&#8217;azienda può fissarvi direttamente un colloquio e parlare apertamente con voi, quindi ci sono sicuramente maggiori possibilità di essere assunti a tempo pieno.</p>
<p><strong>Grazie Fabrizio e buon proseguimento!</strong></p>
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		<title>Come ti trovo lo stage in Inghilterra</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 11:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
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		<description><![CDATA[Stefano ci racconta di come è riuscito a trovare uno stage in Inghilterra. Cosa hai studiato in Italia? Mi sono laureato in informatica, 3+2 poco tempo fa. Laureato in anno, voti alti, ma non mi hanno mai chiesto il voto fino ad ora, guardano più quello che si sa. Sono dell&#8217;idea che se un datore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Stefano ci racconta di come è riuscito a trovare uno stage in Inghilterra.</h1>
<p><em>Cosa hai studiato in Italia?</em></p>
<p>Mi sono laureato in informatica, 3+2 poco tempo fa. Laureato in anno, voti alti, ma non mi hanno mai chiesto il voto fino ad ora, guardano più quello che si sa. Sono dell&#8217;idea che se un datore di lavoro guarda prima il voto di quanto effettivamente si sa, c&#8217;è qualcosa di sbagliato.</p>
<p><em>Come ti è nata l&#8217;idea di andare a lavorare in <strong>Inghilterra</strong></em><em>?</em></p>
<p>Andare via di casa per un pò è sempre stata una cosa che volevo fare. Ho saltato l&#8217;Erasmus e altre occasioni di internazionalità per riuscire a laurearmi in tempo e un pò perché magari non ne ero convinto dell&#8217;esperienza. Con il senno di poi farei l&#8217;Erasmus, non porta via tempo e se lo porta via probabilmente insegna più di tutti i corsi che si possono fare all&#8217;università.</p>
<p><em>Quali passi pratici hai fatto per trovare lo <strong>stage</strong></em><em> in <strong>Inghilterra</strong></em><em>? </em></p>
<p>Durante un talk (specie di conferenza) in università ho conosciuto una persona che collaborava con l&#8217;università e che aveva lavorato qui a Bristol nei laboratori per un periodo, lui mi ha indirizzato al sito web dei <a title="Jobs HP" href="http://www8.hp.com/uk/en/jobsathp/index.html" target="_blank">jobs</a> di hp.</p>
<p>Da li e anche con la collaborazione dell&#8217;università sono arrivato a trovare lo <strong><a title="Stage in Inghilterra la mia esperienza" href="http://www.italiansinfuga.com/2008/08/01/stage-in-inghilterra-la-mia-esperienza/" target="_blank">stage</a></strong>. Da  quello che ho visto chi fa lo <strong>stage</strong>, al momento, sono tutti studenti associati a università, come anche nel mio caso. Se uno studente trova qualcosa sul sito, magari riesce a partecipare, basta provare, tentare non nuoce (è quello che ho fatto io <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  ).</p>
<p>Sul sito in questione ci sono anche lavori per i quali basta fare domanda. Penso che tutti i lavori in hp passino da quel sito.</p>
<p><em>Come era la tua conoscenza dell&#8217;<a title="Sette motivi per imparare l'Inglese" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/01/07/sette-motivi-per-imparare-linglese/" target="_blank">Inglese</a></em><em> prima di partire?</em></p>
<p>Nulla di eccezionale (e nemmeno ora), diciamo un b1, un PET, un livello decente per capire e parlare di cose basilari (per capirci, alle superiori avevo la media del 5/6 di inglese <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> )</p>
<p>Dopo è un pò migliorato in università perché la specialistica che ho fatto era in inglese, quindi sul tecnico magari ero un pò più pronto, ma niente di trascendentale. Comunque ho incontrato gente, anche al lavoro, che la lingua l&#8217;ha imparata dopo essere arrivata qui. All&#8217;inizio è difficile perché si deve trovare casa etc e senza lingua diventa ardua. Ovviamente: più si sa meglio è quello che non si sa si impara.</p>
<p><em>Ci descrivi i colloqui di lavoro che hai dovuto sostenere?</em></p>
<p>Ho sostenuto un colloquio telefonico di circa 45 minuti &#8211; 1 ora (in inglese ovviamente), con domande su cosa ho fatto e cosa ho studiato, dal generico allo specifico. Hanno fatto più parlare me che fare domande specifiche. Ho discusso cosa avevo fatto durante questi 5 anni di studio. Poi penso abbiano contattato le referenze che avevo dato per avere delle conferme.</p>
<p>Agli altri stagisti, che provengono da altre università europee con una stretta collaborazione con hp labs, li hanno fatti venire un giorno a Bristol per fare il colloquio.</p>
<p>Per quanto riguarda i colloqui all&#8217;estero: ho amici che hanno fatto diversi colloqui in ambito IT per aziende e di solito sono colloqui telefonici che partono dal generico e vanno sullo specifico.</p>
<p>Se volete un consiglio, fate domanda a tutte le aziende grandi come google, amazon, hp etc e piccole (magari cercate su siti come <a title="Monster" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/04/18/come-trovare-offerte-di-lavoro-estero-con-monstercom/" target="_blank">monster.co.uk</a>). Se vi chiamano per un colloquio almeno vi fate l&#8217;idea di cosa chiedono, è esperienza che aiuterà.</p>
<p><em>Cosa fai come lavoro all&#8217;interno dello <strong>stage</strong></em><em>?</em></p>
<p>Seguo dei progetti di ricerca e sviluppo nei lab. Praticamente sviluppo java di applicazioni. Non è il classico coding da ordini superiori, è più che altro pensare a come fare una cosa e farla. Il lavoro è sì controllato ma bisogna arrangiarsi il più delle volte. Diciamo che è un buon modo per imparare, più o meno come la vita universitaria dove ti spiegano un pò e poi devi imparare da solo.</p>
<p>Anche gli orari sono flessibili, si lavora a necessità (cioè anche il venerdi sera o la domenica se si deve, ma io cerco di evitarlo <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> ).</p>
<p>È un ambiente interessante, si possono vedere cose che devono praticamente ancora prendere piede e conoscere persone veramente brave e interessanti.</p>
<p><em>Cosa consiglieresti a chi volesse fare la tua esperienza?</em></p>
<p>Una frase di <a title="Banksy" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banksy" target="_blank">Banksy</a> (writer nato qui a Bristol) &#8220;Nothing in the world is more common than unsuccessful people with talent, leave the house before you find something worth staying in for.&#8221; (&#8220;Non c&#8217;è nulla di più comune di persone con talento ma senza successo, uscite di casa prima di trovare qualcosa per cui valga la pena rimanere a casa&#8221;)</p>
<p>Se volete andare a lavorare (studiare etc) all&#8217;estero la prima cosa che dovete chiedervi è: voglio andare all&#8217;estero? Se la risposta è un sì deciso allora fatelo, se tentennate la cosa può essere controindicativa.</p>
<p>Quando si arriva si deve ricominciare una &#8220;vita&#8221; da zero. Zero conoscenti, zero idea di dove andare quindi bisogna essere pronti e avere voglia di andare.</p>
<p><em>Tornerai in Italia?</em></p>
<p>Sì tra qualche mese, a fine contratto, devo iniziare un phd.  Torno anche tra un pò per le vacanze.</p>
<p><em>Grazie Stefano della testimonianza ed in bocca al lupo!</em></p>
<p><em>N.B. Questa è una versione aggiornata dell&#8217;articolo: Stefano mi ha chiesto di togliere riferimenti alla paga in quanto non era il tema principale del suo messaggio. </em></p>
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		<title>Storia di stage a Chicago, Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 10:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Stage]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Katia Rasera ci racconta la sua esperienza di stage negli Stati Uniti. Perché sei andata a fare uno stage negli Stati Uniti? Ero ormai giunta alla fine del mio percorso di studi, però sentivo che mi mancava qualcosa. Non ero stata in Erasmus, ma un&#8217;esperienza all&#8217;estero (e in particolare in un paese di lingua inglese) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Katia Rasera" href="http://workinprogress-aitak.blogspot.com/" target="_blank">Katia Rasera</a> ci racconta la sua esperienza di stage negli <a title="Stati Uniti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_uniti" target="_blank">Stati Uniti</a>.</p>
<p><strong>Perché sei andata a fare uno stage negli Stati Uniti?</strong></p>
<p>Ero ormai giunta alla fine del mio percorso di studi, però sentivo che mi mancava qualcosa. Non ero stata in Erasmus, ma un&#8217;esperienza all&#8217;estero (e in particolare in un paese di lingua inglese) sarebbe stata una qualifica in più per chi come me si voleva avventurare nel mondo del lavoro. Difatti poi si è rivelata determinante durante i colloqui che ho sostenuto.</p>
<p>Inoltre gli Stati Uniti e l&#8217;Australia sono terre che mi hanno da sempre affascinato, ma (forse a torto, chi lo sa!) i primi mi sembravano una meta più &#8220;adeguata&#8221; al mio percorso di studi, mentre in Australia ci si và più in cerca d&#8217; &#8220;avventura&#8221;&#8230;ma se c&#8217;è posto per gli statistici dimmelo che inizio a fare le valigie!</p>
<p><strong>Come lo hai trovato?</strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Ho iniziato ad informarmi presso la bacheca degli stage dell&#8217;università di Padova. C&#8217;erano un paio di proposte interessanti che richiedevano laureati o laureandi in Statistica, e così ho inviato la mia candidatura per uno stage a Vancouver e uno a <a title="Chicago" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chicago" target="_blank">Chicago</a>. Purtroppo mi hanno detto fin da subito che non avevo i requisiti per lo stage in Canada, in compenso dopo un mesetto mi è stato comunicato che la mia candidatura a Chicago era stata accettata!</span></strong></p>
<p><strong>Come hai fatto per la lingua?</strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Il mio <a title="Sette motivi per imparare l'Inglese" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/01/07/sette-motivi-per-imparare-linglese/" target="_blank">inglese</a> dell&#8217;epoca era abbastanza buono, anche se piuttosto &#8220;maccheronico&#8221;; ho iniziato a guardare film in inglese per abituarmi alla pronuncia americana, che comunque ho trovato molto comprensibile, nonostante quel che si dice di solito. Al mio arrivo ho trovato inoltre persone gentilissime e pazienti, che mi hanno molto aiutato ad ambientarmi i primi giorni. Dal canto mio imparo in fretta, quindi la lingua non è stata affatto un ostacolo.</span></strong></p>
<p><strong>Che tipo di mansioni hai svolto?</strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">L&#8217;esperienza lavorativa è stata tutto sommato positiva, diciamo che non passavo il mio tempo a fare fotocopie ed inviare fax. Essendo una società che lavora prevalentemente via web, avevamo il compito di processare gli ordini dei clienti, registrare i pagamenti effettuati; visto il mio background di studi mi venivano anche affidati piccoli progetti relativi alla raccolta dati per effettuare analisi statistiche.</span></strong></p>
<p><strong>Come hai trovato l&#8217;ambiente lavorativo negli Stati Uniti?</strong></p>
<p>E&#8217; veramente diverso rispetto alla concezione italiana del lavoro. I lavoratori statunitensi non sono tutelati, e il datore di lavoro può decidere di licenziare un dipendente da un giorno all&#8217;altro. Sarà per questo motivo che la pausa pranzo di tutti i giorni è ridotta a mezz&#8217;ora da trascorrere col panino in mano davanti al computer, spesso e volentieri  la giornata lavorativa non termina con le 8 ore canoniche, ci si porta il lavoro a casa e bisogna essere sempre reperibili. Ovviamente mi si dirà che anche in Italia per alcuni è così, ma lì è veramente la norma.<br />
Da un altro punto di vista, l&#8217;ambiente lavorativo è molto meno formale: ho visto impiegati di banca con tatuaggi e piercing in bella vista, e il completo giacca e cravatta (se c&#8217;è) spesso è abbinato a scarpe da ginnastica&#8230;inimmaginabile!</p>
<p><strong>È un&#8217;esperienza che consiglieresti ai tuoi coetanei?</strong></p>
<p>Senza ombra di dubbio! A parte il fatto che un&#8217;esperienza all&#8217;estero &#8220;pesa&#8221; nel curriculum, è comunque un&#8217;esperienza che insegna tantissimo: impari a vedere il mondo con altri occhi, (per esempio non ti spaventi a salire in un autobus e vedere soltanto neri o asiatici), conosci tantissima gente, impari a responsabilizzarti. La cosa che secondo me è importante è però partire da soli, senza qualcuno a cui appoggiarci quando si incontrano difficoltà. E poi gli americani (o solo i chicagoans??) sono persone fantastiche, incredibilmente gentili, educate e sempre pronti ad aiutarti, non l&#8217;avrei mai pensato!</p>
<p><strong>Sai consigliare siti Web utili a chi voglia seguire le tue orme?</strong></p>
<p>Credo che qualunque ateneo universitario abbia una bacheca stage per i propri studenti o neolaureati; periodicamente poi ci sono bandi di concorso (per esempio il <a title="Leonardo" href="http://www.programmallp.it/llp_home.php?id_cnt=1" target="_blank">Leonardo</a>) che offrono borse di studio per effettuare attività di stage all&#8217;estero. Basta guardarsi un pò intorno!</p>
<p><strong>Grazie Katia!</strong></p>
<p><strong>Articoli con temi simili</strong></p>
<p><a title="Anche ai datori di lavoro statunitensi piace lo stage" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/04/07/anche-ai-datori-di-lavoro-statunitensi-piace-lo-stage/" target="_blank">Anche ai datori di lavoro statunitensi piace lo stage</a></p>
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		<title>Dopo tre contratti in Italia, raddoppio il salario all&#8217;estero</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/04/14/dopo-tre-contratti-in-italia-raddoppio-il-salario-allestero/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 10:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Stage]]></category>

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		<description><![CDATA[Riccardo è un laureato in giurisprudenza che, dopo aver lavorato con tre contratti di sei mesi in Italia, decide di conseguire un master che lo porta anche in Cina per quattro mesi. Una volta riaffacciatosi sul mondo del lavoro non trova alcuna azienda in Italia disponibile ad assumerlo. Soltanto la ditta dove aveva già lavorato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riccardo è un laureato in giurisprudenza che, dopo aver lavorato con <a title="Repubblica degli stagisti" href="http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/2008/09/come-ti-sistemo-lex-dipendente-lo.html" target="_blank">tre contratti di sei mesi</a> in Italia, decide di conseguire un master che lo porta anche in Cina per quattro mesi.</p>
<p>Una volta riaffacciatosi sul mondo del lavoro non trova alcuna azienda in Italia disponibile ad assumerlo. Soltanto la ditta dove aveva già lavorato per un anno e mezzo gli propone di tornare a fare uno stage.</p>
<p>La soluzione? Emigrare e trovare <a title="lavoro estero" href="http://www.italiansinfuga.com/lavoro-estero/" target="_blank">lavoro all&#8217;estero</a>!</p>
<p><strong>Come hai trovato il lavoro in Germania?</strong></p>
<p>Per caso. Ero già emigrato in Polonia (da quella che allora era la mia ragazza), ed in fase di &#8220;job seeking&#8221;. Tra le altre possibilità che seguivo (cercavo opportunità un pò ovunque), l&#8217;azienda per la quale lavoro ora, siccome sapevo già il tedesco ad un livello accettabile, mi chiese se fossi disposto a lavorare in Germania ed ad una mia risposta affermativa, dopo il processo di selezione, mi ritrovai qui in Baviera.</p>
<p><strong>Di cosa ti occupi adesso?</strong></p>
<p>Sto facendo una traineeship in area finanza, cioè per un paio di anni ruoto in diversi dipartimenti finanziari (controllo, bilancio, marketing finance, etc) ed anche in diverse città per imparare il più possibile. Alla fine, se la mia performance sarà buona, dovrei avere un ruolo da qualche parte in Europa.</p>
<p><strong>Come confronteresti il lavoro che svolgi adesso a quello che avresti fatto in Italia?</strong></p>
<p>Certo che vuoi girare il coltello nella piaga, eh? Mettendoci un pò di sale, pure?</p>
<p>Va bene, iniziamo: lo stipendio nel momento in cui ho iniziato due anni fa era più del doppio del mio ultimo stipendio italiano. Le politiche remunerative e di training/sviluppo dei dipendenti che ho visto negli ultimi due anni (non solo nella compagnia dove lavoro, ma anche in generale-e non solo in Germania, sono stato anche in UK) sono cose che in Italia non si immaginano neanche. Con tutto che c&#8217;è crisi.</p>
<p>Poi pensa che ho scoperto una volta definitivamente all&#8217;estero: ci sono dipartimenti di risorse umane che rispondono anche alle email! Veramente cose fantascientifiche! (Si capisce l&#8217;ironia?) Ad ogni modo ho moltissime soddisfazioni, in quanto i compiti che ricevo in ogni dipartimento nei quali ruoto sono difficili ed allo stesso tempo stimolanti. Le responsabilità&#8230; vedremo, per ora imparo il più possibile..</p>
<p><strong>Come fai per la lingua?</strong></p>
<p>Sapevo già il tedesco a livello accetabile, dopo quasi due anni che lo parlo/scrivo/leggo ogni giorno per lavoro, non ho praticamente mai problemi&#8230;</p>
<p><strong>Immagini di tornare in Italia?</strong></p>
<p>Dio mio, non sai mai cosa ti riserva il destino&#8230;. Comunque, per ora, se dipende da me, assolutamente no. Neanche con lo stipendio attuale, ma neanche se me lo aumentano. Perchè dovrei tornare ed arrabbiarmi e sentirmi male, e &#8220;vivere male&#8221; in un paese in cui ogni giorno hai dei problemi e devi stare attento a non farti fregare? Perchè dovrei vivere in un paese in cui nessuno ha più speranza nè è proiettato verso l&#8217;idea che il futuro sia migliore? Un paese in cui ormai non riesci ad arrivare a fine mese, le case sono carissime ed il &#8220;furbo&#8221; vince sempre? Per cortesia&#8230;non è il paese in cui voglio far crescere i miei figli. Semplicemente non mi ci riconosco più. Punto.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi vuole fare come te?</strong></p>
<p>Fatevi coraggio, partite, e siate disposti a fare sacrifici per cercare e trovare la vostra strada nel mondo. E, soprattutto, non abbiate paura. Tanto non c&#8217;è nulla da perdere.</p>
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