<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
>

<channel>
	<title>italiansinfuga &#187; Spagna</title>
	<atom:link href="http://www.italiansinfuga.com/category/spagna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.italiansinfuga.com</link>
	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 06:09:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
	<copyright>Copyright &#xA9; italiansinfuga 2010 </copyright>
	<managingEditor>you@yourdomain.com (italiansinfuga)</managingEditor>
	<webMaster>you@yourdomain.com (italiansinfuga)</webMaster>
	<image>
		<url>http://www.italiansinfuga.com/wp-content/plugins/podpress/images/powered_by_podpress.jpg</url>
		<title>italiansinfuga</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com</link>
		<width>144</width>
		<height>144</height>
	</image>
	<itunes:subtitle></itunes:subtitle>
	<itunes:summary>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</itunes:summary>
	<itunes:keywords></itunes:keywords>
	<itunes:category text="Society &#38; Culture" />
	<itunes:author>italiansinfuga</itunes:author>
	<itunes:owner>
		<itunes:name>italiansinfuga</itunes:name>
		<itunes:email>you@yourdomain.com</itunes:email>
	</itunes:owner>
	<itunes:block>no</itunes:block>
	<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	<itunes:image href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/plugins/podpress/images/powered_by_podpress_large.jpg" />
		<item>
		<title>Cercasi Web Software Engineer a Barcellona</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/07/cercasi-web-software-engineer-a-barcellona/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/07/cercasi-web-software-engineer-a-barcellona/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 23:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[annuncio lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[changeyourflight]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[web software engineer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=8309</guid>
		<description><![CDATA[Un’amica del blog mi ha segnalato un posto di lavoro disponibile presso la ditta per la quale ha appena iniziato a lavorare a Barcellona. La ditta si chiama ChangeYourFlight ed è una start-up che fornisce una piattaforma online che permette ai passeggeri che hanno un biglietto aereo, ma sanno di non poterlo utilizzare e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Un’amica del blog mi ha segnalato un posto di lavoro disponibile presso la ditta per la quale ha appena iniziato a lavorare a Barcellona.</h1>
<p>La ditta si chiama <a title="ChangeYourFlight" href="http://changeyourflight.com/index.php?lang=it" target="_blank"><strong>ChangeYourFlight</strong></a> ed è una start-up che fornisce una piattaforma online che permette ai passeggeri che hanno un biglietto aereo, ma sanno di non poterlo utilizzare e non vogliono cambiarlo con un altro volo, di ottenere un rimborso parziale del biglietto, sotto forma di buono sconto per un altro volo della stessa linea aerea.</p>
<p><strong>ChangeYourFlight</strong> collabora prevalentemente con compagnie aeree low-cost europee fornendo loro informazione sul numero di passeggeri che non viaggeranno nonostante l’acquisto del biglietto in modo da ottimizzare la gestione dei voli e delle prenotazioni.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/yNjeH3rq-7A?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/yNjeH3rq-7A?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>In fase di espansione, stanno adesso cercando un <strong>Web Software Engineer</strong> per la loro sede di <strong>Barcellona</strong>.</p>
<p>La ‘missione’ di questo ruolo è garantire che la piattaforma web sia sempre disponibile, veloce, in grado di crescere e soddisfare la domanda da parte del traffico di visitatori.</p>
<p>Le funzioni principali del ruolo includono:</p>
<ul>
<li>Evolvere lo sviluppo e il testing della piattaforma in base alla domanda</li>
<li>Rivedere e influenzare la progettazione, l&#8217;architettura, gli standard e i metodi relativi alla piattaforma</li>
<li>Eseguire e influenzare la prioritizzazione dei progetti IT</li>
<li>Sostenere il processo di standardizzazione per quello che riguarda l’integrazione di nuove compagnie aeree</li>
<li>Sostenere la ricerca riguardante nuove tecnologie e servizi</li>
</ul>
<p>Requisiti</p>
<ul>
<li>Laurea in Computer Science (IT Engineer) o simile</li>
<li>Minimo 3 anni di esperienza lavorativa nella costruzione di applicazioni web</li>
<li>Esperienza di Java, Tomcat, JBOSS, J2EE, MySQL, Oracle</li>
<li>Buone capacità di comunicazione e collaborazione</li>
<li>Fluente in Inglese</li>
</ul>
<p>Dove? Barcellona</p>
<p>Posizione: Permanente, full-time</p>
<div id="attachment_8311" class="wp-caption aligncenter" style="width: 599px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/spagna/"><img class="size-full wp-image-8311" title="Spagna su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/02/aereoplane.jpg" alt="Spagna su Italiansinfuga" width="589" height="394" /></a><p class="wp-caption-text">Spagna su Italiansinfuga</p></div>
<h2>Per maggiori informazioni e per fare domanda visitate <a href="http://changeyourflight.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=85&amp;Itemid=174&amp;lang=en"><strong>questa pagina</strong></a>.</h2>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/07/cercasi-web-software-engineer-a-barcellona/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La crisi in Spagna, vista dal di dentro</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/06/la-crisi-in-spagna-vista-dal-di-dentro/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/06/la-crisi-in-spagna-vista-dal-di-dentro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 00:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[ingegnere]]></category>
		<category><![CDATA[ricercatore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=8297</guid>
		<description><![CDATA[Pierluigi Casale risiede in Spagna da alcuni anni dove svolge l&#8217;attività di ricercatore. Attraverso questa intervista ci fornisce il suo punto di vista sulla crisi economica e lavorativa in Spagna. Dopo gli studi in Italia, perché altri studi a Barcellona? Dopo la laurea in Ingegneria Elettronica, rimasi con la curiositá di voler rispondere alla domanda se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Pierluigi Casale risiede in Spagna da alcuni anni dove svolge l&#8217;attività di ricercatore.</h1>
<p><strong>Attraverso questa intervista ci fornisce il suo punto di vista sulla crisi economica e lavorativa in Spagna. </strong></p>
<p><strong>Dopo gli studi in Italia, perché altri studi a Barcellona?</strong></p>
<p>Dopo la laurea in Ingegneria Elettronica, rimasi con la curiositá di voler rispondere alla domanda se effettivamente le macchine potessero riuscire a pensare come le persone umane.</p>
<p>Per questo motivo, cercai la possibilitá di iniziare un dottorato nel campo dell&#8217; intelligenza artificiale.</p>
<p>Feci la mia tesi di specializzazione in Erasmus a <strong>Barcellona</strong>. Rimasi affascinato dalla cittá e dalla efficienza catalana. Conobbi in quel periodo la che é la mia attuale ragazza e quindi, la decisione di venire a <strong>Barcellona</strong> fu per me quasi ovvia.</p>
<p><strong>Che esperienza lavorativa hai maturato in Spagna durante gli studi?</strong></p>
<p>Appena arrivato in <strong>Spagna</strong>, iniziai a cercare lavoro da ingegnere e/o programmatore. La ricerca fu breve e dopo solo un mese lavoravo come programmatore in una rinomata multinazionale di consulenza.</p>
<p>Peró, come detto, la passione per la ricerca mi ha portato a cercare una borsa di studio con la quale poter dedicarmi a tempo pieno alla ricerca.</p>
<p>Iniziai come research engineer e, successivamente, come ricercatore junior, potendo in questo modo, lavorare all&#8217; universitá. Le possibilitá di borse di studio per dottorandi, in <strong>Spagna</strong>, é tuttora molto piú ampia di quella che generalmente si puó trovare in Italia.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://es.linkedin.com/pub/pierluigi-casale-ph-d/30/714/412" data-format="inline"></script></p>
<p><strong>Che opportunità lavorative sono aperte in Spagna per chi ha multipli titoli di studi?</strong></p>
<p>Le opportunitá dipendono dal percorso di studi. Per un ingegnere le possibilitá sono ampie, anche se a volte i lavori non sono remunerati allo stesso livello che in altri paesi.</p>
<p>Per lavori non in ambito tecnico, la situazione é molto piú difficile. Conosco molte persone in possesso di laurea, master e specializzazione, attualmente disoccupati o con lavori saltuari.</p>
<p><strong>Cosa sta causando la crisi occupazionale anche in ambito accademico?</strong></p>
<p>Ovviamente, la crisi internazionale. I fondi statali destinati alla ricerca, generalmente e storicamente scarsi, stanno quasi scomparendo. Le universitá devono fare salti da giganti per attirare le aziende private a investire nella loro ricerca. I contratti per personale docente sono congelati al momento e molti dei contratti vigenti non saranno rinnovati.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_8300" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/spagna/"><img class="size-medium wp-image-8300" title="Spagna su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/02/barcelona-300x139.jpg" alt="Spagna su Italiansinfuga" width="300" height="139" /></a><p class="wp-caption-text">Spagna su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Ci descrivi più in generale la crisi occupazionale che sta affliggendo soprattutto i giovani in Spagna?</strong></p>
<p>La <strong>crisi in Spagna</strong> é, dal mio punto di vista, di natura strutturale. Il boom economico che si ha avuto in<strong> Spagna</strong> é stato creato principalmente dal mercato edilizio, aggiunto alla facilitá di ricevere crediti.</p>
<p>Nel momento in cui il sistema economico internazionale é crollato, la bolla di sapone creatasi é scoppiata e, aggiungendo i licenziamenti in massa, le persone si sono ritrovate a dover pagare mutui senza piú avere il posto di lavoro.</p>
<p>Questa situazione ha portato le parole &#8220;temporale&#8221; e &#8220;precario&#8221; a comun denominatore nel mondo del lavoro, soprattutto per collettivi come quello dei giovani laureati, delle donne ed degli immigranti.</p>
<p><strong>Sei in grado di descrivere alcuni esempi di &#8216;Spagnoli In Fuga&#8217;? Dove sono andati, cosa fanno?<br />
</strong></p>
<p>Qualche mese fa, nei giornali apparve la notizia che gli ingegneri spagnoli erano molto richiesti in Germania. Conosco persone che iniziano ad andare via. Conosco moltissime altre che iniziano a prendere in seria considerazione la possibilitá di andare via.</p>
<p>Generalmente le mete sono Germania, Inghilterra, Sud America ( ovviamente per questioni di lingua ) ed, ultimamente, Brasile, grazie al boom economico che si sta avendo. Nell&#8217;ambito della ricerca, le mete preferite sembrano essere Olanda, Inghilterra ed, ovviamente, USA.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi sta comunque pensando di andare in Spagna?</strong></p>
<p>La situazione lavorativa ed economica in <strong>Spagna</strong> non é delle migliori in questo momento. Si parla di disoccupazione giovanile al 48% (piú del doppio della media europea) e il trend tende a peggiorare per il prossimo anno.</p>
<p>In ogni caso, in questi ultimi anni, molti italiani vengono in <strong>Spagna</strong>, e soprattutto a <strong>Barcellona</strong>, per intraprendere la loro attivitá autonomamente (bar, ristoranti, locali, etc). La Spagna riceve molto dal turismo. Se l&#8217; idea é intraprendere una avventura di questo tipo in un paese che, a parte lavoro, offre tantissime cose, bienvenidos!</p>
<p><strong>Grazie Pierluigi e buon proseguimento!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/06/la-crisi-in-spagna-vista-dal-di-dentro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ieri Barcellona, oggi Italia, domani chissà?</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/29/ieri-barcellona-oggi-italia-domani-chissa/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/29/ieri-barcellona-oggi-italia-domani-chissa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 03:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[ERASMUS]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=7429</guid>
		<description><![CDATA[Martina Ercoli ha fatto l&#8217;Erasmus a Barcellona, è tornata in Italia e adesso sogna di diventare location independent. Intervista di Matteo Moroni (@mattmoros) Veloce introduzione personale: chi sei, cosa fai, dove ti trovi adesso? Mi chiamo Martina, ho 27 anni, sono laureata in Filosofia e continuo a studiarla. Vivo in un piccolo e pittoresco paese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Martina Ercoli ha fatto l&#8217;Erasmus a Barcellona, è tornata in Italia e adesso sogna di diventare location independent.</h1>
<p><strong>Intervista di <a title="Matteo Moroni" href="http://www.linkedin.com/in/mattmoros" target="_blank">Matteo Moroni</a> (<a title="@mattomoros" href="http://twitter.com/#!/mattmoros" target="_blank">@mattmoros</a>)</strong></p>
<p><strong>Veloce introduzione personale: chi sei, cosa fai, dove ti trovi adesso?</strong></p>
<p>Mi chiamo Martina, ho 27 anni, sono laureata in Filosofia e continuo a studiarla.</p>
<p>Vivo in un piccolo e pittoresco paese a 50 km dalla capitale, dove il rapporto tra purezza dell&#8217;aria e presenza di servizi e svaghi è inversamente proporzionale.</p>
<p>Lavoro a Roma e faccio avanti e indietro tutti i giorni tanto che stavo meditando di scrivere un libro dal titolo &#8220;Vita da pendolare: i 10 livelli di sopravvivenza&#8221;.</p>
<p>Lavoro come SEO e content editor per un&#8217;agenzia di comunicazione che si occupa di ideare e sviluppare siti web, la New Com Web Agency.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script> <script type="IN/MemberProfile"></script></p>
<p><strong>Andiamo in ordine cronologico, la tua prima esperienza di vita a Barcellona: raccontaci tutto a riguardo, come hai fatto per approdare in terra catalana, il tuo primo impatto, racconti ed esperienze varie della vita in Spagna, sei hai avuto modo di lavorare là.</strong></p>
<p><strong>BARCELLONA</strong>. Sono stata per la priva volta a Barcellona nel 2006, in vacanza, e sin da subito avevo intuito ci fosse qualcosa tra noi &#8230; per cui, quando un anno dopo ho avuto la possibilità di scegliere la capitale catalana come meta per il Programma Erasmus che avevo vinto, non ci ho pensato due volte e sono partita!</p>
<div id="attachment_7436" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/barcellona/"><img class="size-medium wp-image-7436" title="Barcellona su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/barcelona1-300x139.jpg" alt="Barcellona su Italiansinfuga" width="300" height="139" /></a><p class="wp-caption-text">Barcellona su Italiansinfuga</p></div>
<p>Devo dire che arrivare in città da turista e arrivarci perché devi viverci sono due cose assolutamente diverse.</p>
<p>A differenza di molti ragazzi che ho conosciuto e che erano venuti a cercare casa assieme ai genitori, io ho deciso di partire da sola. All&#8217;inizio è stata dura, un po&#8217; più di quello che mi aspettassi: mi mancavano tutti, i miei amici, i miei genitori, il mio ragazzo e per i primi due giorni non ho fatto altro che angosciarmi.</p>
<p>Poi, anche grazie all&#8217;ospitalità e l&#8217;accoglienza di una ragazza italiana che conoscevo e che mi ha ospitato sul suo divano mentre cercavo casa i primi giorni, mi sono sentita meglio e, a poco a poco, sono passata dall&#8217;angoscia all&#8217;euforia più totale!</p>
<p><strong>LA RICERCA DELLA CASA</strong>. Ora, un capitolo a parte è da dedicare alla ricerca della casa: è stato un vero e proprio trauma. Doversi districare in quel bazar immenso di annunci che si trovano su <a href="http://www.loquo.com" target="_blank">Loquo.com</a> (il sito di annunci più famoso in Spagna) è stata un&#8217;avventura tragicomica.</p>
<p>Mi sono ritrovata a dover telefonare in una lingua che ancora non parlavo bene, ad andare in giro per la città con la cartina al rovescio, a suonare al citofono sbagliato oppure a quello giusto trovandomi di fronte una vecchia signora dagli evidenti problemi psichici che mi invitava per un tè, pur non avendo una stanza da affittarmi.</p>
<p>Dieci giorni e una cinquantina di casa visitate dopo, finalmente ho trovato la stanza che cercavo: nel cuore di uno dei quartieri più trendy della città, il Born, in un appartamento al quinto piano (senza ascensore) in un vicolo caratteristico a pochi passi dal museo Picasso.</p>
<p>La casa era malmessa (nel pavimento della mia stanza, in alcuni punti, erano saltate le mattonelle e si vedeva il cemento sotto &#8211; almeno fino a che non sono andata da IKEA e ci ho messo un tappeto), ma mi divertì così tanto il clima che si respirava tra quelle mura che decisi che era quella adatta.</p>
<p>A tre anni di distanza, dico che è stata la scelta più giusta che potessi fare: in quella casa ho vissuto i momenti più belli, divertenti e commoventi di tutta la mia esperienza.</p>
<p><strong>LE AMICIZIE.</strong> I miei coinquilini (un napoletan/brasiliano, una ragazza olandese, e una coppia di ragazzi francesi, tutti più o meno della mia età) sono diventati la mia nuova famiglia che, col passare dei giorni e dei mesi, si è allargata, inglobando amici di amici e amici di amici di amici!</p>
<p>Tra una festa e l&#8217;altra ho trovato anche tempo di studiare. Ho seguito le lezioni di Filosofia alla UB (Università di Barcellona) che per gli studenti Erasmus offriva gratuitamente anche dei corsi di lingua spagnola.</p>
<p>Ecco, se posso dare un consiglio a chiunque debba partire per l&#8217;estero: per prima cosa, bisogna iscriversi ad un corso di lingua; non solo, come è ovvio, perché bisogna sapere la lingua del posto per poterci vivere, ma soprattutto perché al corso di lingua si ha l&#8217;occasione di conoscere tantissime persone con le quali stringere amicizia, uscire e continuare a praticare in modo più efficace la lingua che si sta studiando.</p>
<p>In quei mesi non ho lavorato, avevo la borsa di studio e anche dei soldi da parte che mi sono bastati anche per fare delle piccole escursioni fuori città. Alla fine i mesi sono volati e tra un&#8217;avventura e l&#8217;altra, dopo aver sostenuto gli esami, mi sono ritrovata a fare le valigie per tornare a casa con un bagaglio di vita e di amici (che sento e vado a trovare tutt&#8217;ora) davvero impagabile.</p>
<p><strong>CONSIGLI</strong>. Se dovessi dare tre consigli a chi sta per fare questa esperienza direi:</p>
<ol>
<li>partite da soli perché solo così potrete misurarvi con voi stessi e aprirvi davvero agli altri</li>
<li>cercate di frequentare il meno possibile i vostri connazionali (per gli italiani è un po&#8217; impossibile dato che siamo dappertutto). Conosco gente che è stata in Erasmus 9 mesi e ha imparato solo qualche frase di spagnolo</li>
<li>Avere un forte spirito di adattamento e senso dell&#8217;avventura non è un optional ma un must!</li>
</ol>
<p><strong> Il ritorno a Roma: come mai? Raccontaci della tua esperienza lavorativa come SEO, cosa fai, come ti sei trovata&#8230;</strong></p>
<p><strong>IL RITORNO A CASA</strong>. Dunque, sono tornata al termine dell&#8217;anno accademico del 2007 per finire l&#8217;Università e, rispetto alla partenza, col senno di poi, posso dire che il dramma più grande è stato proprio ritornare in Italia e, soprattutto, ritornare a casa coi miei!</p>
<p>Prima di partire avevo visto un film &#8220;L&#8217;appartamento spagnolo&#8221;. Racconta la storia di un ragazzo francese che va a Barcellona in Erasmus e una volta tornato in Francia, dopo aver trovato lavoro in una grande multinazionale, al ricordo delle bellissime esperienze fatte durante i mesi in cui aveva vissuto a Barna, sveste gli abiti ingessati del manager d&#8217;impresa che non gli appartenevano, molla tutto e torna a Barcellona. Ecco, dopo l&#8217;Erasmus ho sempre pensato che un giorno avrei fatto la stessa cosa!</p>
<p><strong>IL LAVORO COME SEO A ROMA</strong>. All&#8217;inizio di quest&#8217;anno ho ricevuto la proposta di lavorare come content editor per la New Com Web Agency, un&#8217;azienda  di comunicazione giovane, smart e in crescita (un po&#8217; un&#8217;anomalia nel mercato italiano, basti pensare che la media dell&#8217;età di tutti i dipendenti è 26 anni!).</p>
<p>Mi hanno formata e mi hanno dato le basi necessarie per lavorare come SEO, per occuparmi, cioè, dell&#8217;ottimizzazione dei contenuti web per il posizionamento dei siti sui motori di ricerca.</p>
<p>Devo dire che fino ad allora questo mondo del web mi era un po&#8217; estraneo e lo vivevo quasi con diffidenza; da quando, invece,  ho cominciato a fare questo lavoro, ho iniziato ad amarlo. Sto imparando molto, cerco di aggiornarmi costantemente dato che i criteri di selezione che i motori di ricerca utilizzano, cambiano in continuazione, frequento blog di giovani web editor e seguo su Twitter i SEO manager più importanti. Ho intenzione anche di iscrivermi ad un Master in web marketing il prossimo anno.</p>
<p><strong>Socialtripper: dicci tutto riguardo il progetto. Cosa è adesso e cosa vuoi farlo diventare in futuro, come lo hai realizzato.</strong></p>
<p>IL PROGETTO DI SOCIALTRIPPER.IT. Ti starai chiedendo dov&#8217;è che il desiderio di tornare a Barcellona e il mio lavoro come SEO si incontrano.</p>
<p>Bhè la risposta sta proprio nel progetto di <a title="Barcellona Social Tripper" href="http://barcellona.socialtripper.it" target="_blank">Barcellona Social Tripper</a>.</p>
<p>A maggio la New Com mi ha proposto di ideare, sviluppare e gestire i contenuti di un nuovo sito web, trattando argomenti che ancora non fossero stati toccati dai siti del loro network e su cui io fossi particolarmente ferrata.</p>
<p>E cosa potevo scegliere se non di parlare della mia passione più grande, quella di viaggiare?</p>
<p>E&#8217; nata così l&#8217;idea di socialtripper.it, un network di portali dedicato alle più importanti città d&#8217;Europa e del Mondo. L&#8217;idea è quella di fornire un servizio integrato di informazioni che risponda alle esigenze della nostra generazione di italiansinfuga (anche solo per un week-end), cercando di personalizzare il più possibile gli itinerari per ogni tipologia di viaggiatore.</p>
<p>Tutti i siti saranno realizzati da web editor che hanno vissuto o che vivono nella città di cui scrivono. Il primo sito, di quello che sarà un gigantesco mappamondo virtuale da visitare, è dedicato proprio alla mia amatissima città di Barcellona.</p>
<p>Sul sito si trova tutto, dove mangiare, dove dormire, gli eventi più importanti di ogni mese e, naturalmente, c&#8217;è una parte dedicata interamente al mondo Erasmus con dritte, consigli e regole per far filare tutto liscio. Il mio obiettivo a lungo termine è quello di ampliare e far crescere il network al punto tale da potermi permettere di iniziare a viaggiare per il mondo, scrivendo di volta in volta la guida della città in cui mi troverò a vivere, diventando così una <a title="Guida per Vivere e Lavorare ovunque voi vogliate" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/" target="_blank"><strong>location independent</strong></a>!</p>
<p><strong>Vita da location independent: quali sono i motivi che ti spingono a tentare questa strada, dove ti piacerebbe stabilirti, cosa ne pensano le persone a te vicine?<br />
</strong></p>
<p>Il primo motivo è che non so stare per troppo tempo nello stesso posto: mi piace viaggiare, conoscere nuove persone, imparare nuove lingue, confrontarmi con mondi e culture diversi e lontani dal mio; mi piace la sensazione che provo quando sto per prendere un aereo o quando arrivo in una nuova stazione. Amo cambiare casa, coinquilini, abitudini di vita e alimentari. Adoro perdermi, non sapere dove andare, scoprire strade mai battute.</p>
<p>Viaggiare mi fa sentire viva!</p>
<p>Per fortuna ho intorno a me persone che accettano il mio punto di vista, che lo condividono (quasi tutte le mie amiche hanno vissuto all&#8217;estero, in Francia, in Spagna, In Germania, una persino in Tanzania) e alcuni (compreso il mio ragazzo) sarebbero anche disposti a venire con me!</p>
<p><strong>Futuro: cosa vedi nel tuo domani? Credi che ti stabilirai da qualche parte oppure continuerai la vita &#8220;around the world?&#8221;</strong></p>
<p>Naturalmente, se penso al futuro, l&#8217;unico scoglio, l&#8217;unica grande rinuncia che dovrei affrontare, scegliendo di fare la vita da location independent in modo permanente, sarebbe quella di non poter avere dei figli (che, per quanto si voglia essere flessibili, sono un po&#8217; difficili da crescere nel completo nomadismo). Per cui credo che, ad un certo punto del cammino, non so bene quale e dove, mi fermerò, magari proprio qui in Italia e magari proprio nel paesino dove sono nata, chissà.</p>
<p>Per ora so solo che non voglio fermarmi, sono ancora troppo avida e curiosa del mondo e che questo progetto lavorativo è una possibilità concreta e tangibile di realizzazione del mio sogno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/29/ieri-barcellona-oggi-italia-domani-chissa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Calcolatore del salario netto in Spagna</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/17/calcolatore-del-salario-netto-in-spagna/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/17/calcolatore-del-salario-netto-in-spagna/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 04:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[calcolatore]]></category>
		<category><![CDATA[salario]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=7326</guid>
		<description><![CDATA[Calcula Tu Sueldo è un calcolatore on-line che permette di capire il salario netto in Spagna. Ringrazio Mario Coluzzi della segnalazione su GoodbyeMamma. Calculatusueldo.com consente di calcolare il salario netto mensile in base al salario lordo annuale che vi viene offerto in Spagna. Se state contrattando sul vostro salario con un potenziale datore di lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Calcula Tu Sueldo" href="http://www.calculatusueldo.com/" target="_blank">Calcula Tu Sueldo</a> è un calcolatore on-line che permette di capire il salario netto in Spagna.</h1>
<p>Ringrazio Mario Coluzzi della segnalazione su <a href="http://www.facebook.com/groups/goodbyemamma/" target="_blank">GoodbyeMamma</a>.</p>
<p>Calculatusueldo.com consente di <strong>calcolare il salario netto mensile </strong>in base al <strong>salario lordo annuale</strong> che vi viene offerto in<strong> Spagna</strong>.</p>
<p>Se state contrattando sul vostro<strong> salario</strong> con un potenziale datore di lavoro e volete sapere che <strong>salario lordo</strong> dovete chiedere per ottenere un certo <strong>salario netto</strong>, questo <strong>calcolatore</strong> fa per voi.</p>
<p>Il <strong>salario netto</strong> dipende da tanti fattori, in primis ovviamente il <strong>salario lordo</strong> ma anche da altri come il vostro stato familiare e la vostra professione.</p>
<p>Con questo strumento avete la possibilità di prendere in considerazione emolumenti extra, reddito da parte del coniuge, se avete familiari a carico, la vostra età.</p>
<p>Questo <strong>calcolatore</strong> offre anche il vantaggio che ogni anno viene rivisto in base alle più recenti leggi fiscali.</p>
<p>Dal punto di vista pratico si tratta di inserire informazioni relative al proprio stato civile, alla propria retribuzione lorda, al reddito del coniuge che pertinente, alla categoria professionale alla quale si appartiene, il proprio anno di nascita e al numero di persone carico.</p>
<p>Riceverete i risultati in base alle mensilità che percepite.</p>
<p>Come tutti i calcolatori on-line non assumete che i risultati siano precisi fino all&#8217;ultimo euro però utilizzate l&#8217;informazione per gestire meglio la conversazione con un potenziale datore di <strong>lavoro</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/P_6nFDLOa4s?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/P_6nFDLOa4s?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/17/calcolatore-del-salario-netto-in-spagna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giornalista in Spagna, niente Ordine dei Giornalisti</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/10/27/giornalista-in-spagna-niente-ordine-dei-giornalisti/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2011/10/27/giornalista-in-spagna-niente-ordine-dei-giornalisti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 23:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[madrid]]></category>
		<category><![CDATA[redattrice]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=7062</guid>
		<description><![CDATA[Samara Croci lavora in Spagna come direttore di programma TV avendo iniziato da redattrice e reporter. Ci descrivi il tuo background accademico in Italia? Sono di Milano ma negli anni dei miei studi mi sono sempre spostata abbastanza quindi non ho mai avuto radici molto radicate. Da Milano siamo andati in provincia, poi a Cuneo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Samara Croci" href="http://samaracroci.wordpress.com/" target="_blank">Samara Croci</a> lavora in Spagna come direttore di programma TV avendo iniziato da redattrice e reporter.</h1>
<p><strong>Ci descrivi il tuo background accademico in Italia?</strong></p>
<p>Sono di Milano ma negli anni dei miei studi mi sono sempre spostata abbastanza quindi non ho mai avuto radici molto radicate. Da Milano siamo andati in provincia, poi a Cuneo in Piemonte, poi negli Stati Uniti, in Massachusetts, e di ritorno a Milano per l’università. Ho studiato Scienze della Comunicazione con una laurea specialistica in televisione, cinema e produzione multimediale molto orientata al mondo degli audiovisivi.</p>
<p>Già durante l’università ho cominciato a realizzare dei video. Avrei voluto dedicarmi ai reportage, ma capii presto che non davano da vivere. Sono stata in India, a Varanasi, la città dei morti, a fare un video, sponsorizzata dall’Ente del turismo indiano e poi con l’associazione Pangea a Kabul nel 2004 per realizzare un video sul progetto di microcredito per le donne afgane che Pangea stava finanziando insieme a Breil.</p>
<p><strong>Come sei riuscita a trovare l&#8217;opportunità di andare in Afghanistan a realizzare un video promozionale per Pangea?</strong></p>
<p>L’opportunità di andare in Afghanistan è venuta da un compagno di università che faceva uno stage presso Pangea e che poi ha lavorato a lungo con loro. Io avevo appena fatto il video sull’India e gli dissi che mi sarebbe piaciuto “raccontare” quello che facevano a Kabul. E così fu, in pochi mesi fu organizzato il viaggio e ricordo l’urlo di gioia che feci quando ricevetti il mio biglietto aereo dell’Afghan airline. Sull’aereo avevo anche rubato il sacchettino per il vomito con il logo della compagnia tanto mi sembrava tutto incredibile! L’esperienza di Kabul é stata molto interessante; La cittá ha un fascino incredibile, quasi pari alle sue donne.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/J0otbpqfhh8?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/v/J0otbpqfhh8?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Quello che mi colpì maggiormente fu vedere la struttura elefantiaca degli aiuti occidentali e di alcune associazioni umanitarie in zone di guerra. Ebbi, per varie ragioni che meriterebbero una spiegazione, la strana sensazione che esistevano due mondi paralleli: quello dei locali che subivano pesantemente la guerra, e quello degli occidentali, che ricreavano i loro spazi come potevano, blindati nei consolati, nei neonati locali all’occidentale, nei giardini dei palazzi governativi e nelle case protette delle associazioni umanitarie.</p>
<p>Due mondi paralleli ma distanti anni luce e che rendevano gli afgani, degli stranieri nella loro stessa città. In città come Kabul, si notava anche di più, perché era tutto una quartier generale delle associazioni occidentali e dei vari eserciti, e intanto i prezzi andavano alle stelle.</p>
<p>E’ una situazione complicatissima quella delle zone di guerra, difficile da comprendere  e che forse non si può giudicare da fuori. Poco dopo il mio ritorno, ci fu il rapimento di Clementina Cantoni, che avevo conosciuto a Kabul e che lavorava con le donne nell’ambito del microcredito. L’Afghanistan tornò sulle prime pagine e sky tg24 mandò in onda le immagini che avevo girato a Kabul.</p>
<p><strong> </strong><br />
<script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://es.linkedin.com/pub/samara-croci/41/794/738" data-format="inline" data-related="false"></script></p>
<p><strong>Dopo un&#8217;esperienza di lavoro in Italia, cosa ti ha portato a Madrid?</strong></p>
<p>Subito dopo l’università ebbi molta fortuna e in pochi mesi trovai lavoro. Per sei mesi gratis in stage, poi a 600 euro per altri sei mesi e finalmente con uno stipendio. Lavoravo in un’agenzia di pubblicità di Milano, la J.Walter Thompson, nell’ufficio cinema (Moviefarm).</p>
<p>Ebbi fortuna perché c’erano persone disposte ad insegnarmi il mestiere e ci fu un importante turnover per cui in poco tempo divenni una delle producer con maggiore anzianità nell’azienda! Grazie alla fiducia del mio capo e all’aiuto dei miei colleghi ebbi l’opportunità di crescere abbastanza e di avere molto presto parecchie responsabilità. L’ambiente della pubblicità è molto stressante e a volte disorganico e disorganizzato, ma stimolante e la chiave spesso sta nel non prendersi troppo sul serio!</p>
<p>Però si avvicinavano i trenta, avevo bisogno di un cambiamento e volevo fare un’esperienza all’estero, per cui dopo 3 anni in produzione, in agenzia, decisi di iscrivermi ad un <a title="Master di giornalismo a Madrid" href="http://www.tracor.es/master-en-reporterismo-e-investigacion-en-tv-claustro" target="_blank"><strong>master di giornalismo televisivo de El Mundo TV</strong></a> a <strong>Madrid</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/k4ERx3AdTSQ?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/k4ERx3AdTSQ?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Non avevo mai visto <strong>Madrid</strong> e la prima volta che ci andai per fare il colloquio di selezione per il master piansi quasi un giorno intero. Non parlavo lo spagnolo, la città mi sembrava cara e distante, gli spagnoli burberi e trovare una casa era un’impresa titanica.</p>
<p>La mattina usciva il giornale con gli annunci e se chiamavi alle 10, la maggior parte erano già affittati. Andai a vedere un appartamento le cui stanze avevano un soffitto alto 1,50 m. e bisognava stare tutti rannicchiati. La proprietaria mi disse: “si, ma é in centro!”. E io “Si, ma dovete mettere nell’annuncio che cercate nani!”. Fu un inizio duro, come tutti gli inizi.</p>
<p>Il master cominciò, ed ero l’unica straniera. Mi misi sotto a leggere il giornale tutti i giorni e a vedere la tv e in pochi mesi imparai la lingua. Passò più di un anno però prima che capissi anche gli andalusi, i canari e i teen-agers nel metrò!</p>
<p>In poco tempo mi innamorai pazzamente di <strong>Madrid</strong>. E’ una città viva, organizzata e stimolante. In questi anni ho conosciuto e condiviso casa con sudamericani, portoghesi, tedeschi, spagnoli, polacchi, francesi e italiani. Il solo fatto di convivere con stranieri ti insegna e ti stimola tantissimo. Il bello di essere espatriati è che ogni giorno ci si sorprende per qualcosa e si impara qualcosa su se stessi e sugli altri. A me succede ancora oggi.</p>
<p><strong>Come hai trovato il primo lavoro in Spagna nel 2008?</strong></p>
<p>Come tutti i lavori successivi, anche il primo lo trovai via internet, tra gli annunci di <a title="Infojobs" href="http://www.infojobs.net/" target="_blank"><strong>Infojobs</strong></a> o di <a title="Infoempleo" href="http://www.infoempleo.com/" target="_blank"><strong>infoempleo</strong></a>.</p>
<p>Una cosa sorprendente, no? Lo dico sempre. Forse é vero che in <strong>Spagna</strong> c’è più disoccupazione che in Italia, ma almeno qui, i pochi posti di lavoro che si liberano sono aperti a tutti, con degli annunci on line. Oggi gli annunci sono sempre meno, ma almeno ci sono, e anche l’anno scorso il lavoro di reporter per un programma tv, lo trovai tramite un annuncio on line. In Italia, il problema é quello che ormai tutti conoscono, e anche se ci fosse più lavoro, l’accesso ad esso sarebbe sempre riservato a pochi.</p>
<p><strong>Quali sono le principali differenze tra il settore della produzione media/televisiva in Italia ed in Spagna?</strong></p>
<p>Premesso che in Italia ho conosciuto più il mondo della pubblicità mentre qui quello televisivo, ci sono sostanziali differenze, soprattutto in quello televisivo. La televisione spagnola somiglia sempre di più a quella italiana. Anche solo a livello proprietario, Mediaset di fatto possiede gia almeno due canali spagnoli: Telecinco e Cuatro (ne ha anche altri minori). Malgrado ciò, ci sono differenze importanti.</p>
<div id="attachment_7065" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/spagna/"><img class="size-medium wp-image-7065" title="Madrid" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/10/madrid-290x300.jpg" alt="Madrid" width="290" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Madrid</p></div>
<p>C’é un programma che ha segnato più di qualunque altro la televisione spagnola. Si chiama Callejeros ed é un programma che si fa in esterni, con telecamera a mano e un reporter che si muove continuamente per le strade. “Callejero”, letteralmente vuol dire “di strada”. E’ un programma che si occupa della gente, con <strong>reporter</strong> tuttofare, combattivi, che vanno nell’occhio dell’uragano di ciò che succede appunto nelle strade. E’ un <strong>giornalismo</strong> verace ed immediato, vicino ai problemi della gente e lontano dagli estetismi. Da questo programma sono nati molti altri simili che hanno avuto grande successo di pubblico e ciò ha dato l’avvio a un tipo di <strong>giornalismo</strong> molto interessante,che ha reso famoso il <strong>giornalismo</strong> di investigazione spagnolo e sud americano (con la camera occulta, oggi anche troppo abusata).</p>
<p>Altrettanto dirompente come “Callejeros”, è la presenza di tante televisioni locali. In <strong>Spagna</strong> il panorama televisivo é molto più ricco e competitivo. Ci sono varie tv nazionali controllate da gruppi diversi, e poi ci sono diverse tv locali delle comunità autonome (la <strong>Spagna</strong> funziona con una sorta di federalismo delle comunità autonome). Sono tv locali, ma totalmente distinte dall’immagine che possiamo averne in Italia. Hanno buone sovvenzioni, producono programmi di qualità e hanno redazioni serie di telegiornali che coprono in modo efficiente le notizie sul territorio. Questo, unito a quello che dicevo prima, comporta una differenza enorme. Implica, come minimo, maggior pluralità dell’informazione e vicinanza con i problemi locali delle varie comunità. Queste tv, oltre ad andare in onda con programmi in galiziano, catalano e valenziano, raccontano i problemi del territorio, raccontano la gente del posto, sono vicini alla popolazione e la gente lo sente. Ciò contribuisce a formare una comunità che si sente maggiormente unita, si sente coinvolta nei fatti locali e partecipa. E tutto questo influisce molto nel modo di essere degli spagnoli.</p>
<p>In generale poi, il tipo di informazione e il modo di fare giornalismo è abbastanza diverso. Basta aprire El Pais o vedere un’edizione del TG della 1 per notare che si parla soprattutto di fatti e non di opinioni. Le opinioni hanno un loro spazio a parte, dedicato e dichiarato, ma non si mescolano tanto facilmente al racconto dei fatti.</p>
<p>C’é poi una differenza abissale, soprattutto per chi lavora in questo mondo. Qui, <strong>giornalista</strong> é chi studia scienze della comunicazione, scienze dell’informazione o comunicazione audiovisiva. Non si deve passare per un’associazione di categoria chiusa come può essere l’<strong>Ordine dei giornalisti</strong> italiano. La differenza é enorme. In Italia per essere <strong>giornalisti </strong>bisogna o accendere un cero alla madonna e sperare che un giornale ti assuma per fare il praticantado stipendiato di due anni, o avere i soldi e pagarsi il sostituto del praticantado andando in una scuola dell’<strong>Ordine dei giornalisti</strong>. E li, pagando, puoi accedere, dopo due anni a tempo pieno, all’esame di <strong>giornalismo</strong>. Chi non può seguire queste due strade, ma ha fatto scienze della comunicazione e magari lavora anche nel settore, rimane intrappolato in un limbo strano: <strong>in Spagna, e in tutto il resto d’Europa, può lavorare come giornalista, in Italia, no</strong>. Si dice che sia una forma di controllo che assicura la qualità del <strong>giornalismo </strong>italiano, ma in realtà, da fuori, sembra semplicemente l’ennesima bizzarria italiana.</p>
<p><strong>Come sei cresciuta professionalmente in Spagna?</strong></p>
<p>La maggior chance che mi ha dato la <strong>Spagna</strong> è stata quella di poter, per la prima volta, pensare di poter lavorare come <strong>giornalista</strong>.</p>
<p>Ai colloqui mi dicevano: “ma sei giornalista?”.</p>
<p>E io, timorosa: “mah, non esattamente”.</p>
<p>E loro: “ma hai fatto scienze della comunicazione, ti sei specializzata in audiovisivi&#8230;quindi? Perché no?”.</p>
<p>E allora mi toccava spiegargli dell’unicità italiana dell’Ordine e, come infinite altre volte capita agli espatriati italiani, <strong>vedevo lo stupore per le stranezze italiane negli occhi degli spagnoli</strong>.</p>
<p>Alla fine ho imparato a dire che <strong>si, eccezion fatta per il mio paese, sono giornalista</strong>.</p>
<p>Una volta riconosciuto questo, la mia vita professionale é cambiata e ho potuto concedermi il lusso di sognare di avvicinarmi al <strong>giornalismo</strong>, che adoro e mi appassiona profondamente. A parte questo, che comunque é stato l’uovo di Colombo, credo che la mia crescita sia stata soprattutto personale, come essere umano. Si cresce nel confronto con gli altri e in questo il fatto di vivere all’estero, é una scuola continua. In più, a livello lavorativo, molto spesso gli espatriati finiscono a fare lavori di confine tra le culture, per un fatto di facilità di lingue, spesso finiscono a lavorare nel bilinguismo, tra una cultura e l’altra. Anche a me é successo, e questo mi ha permesso incredibili confronti tra la cultura italiana, la spagnola e il resto del mondo.</p>
<p><strong>Tornerai in Italia? Perchè?</strong></p>
<p>Possibilmente no. Poi dipenderà da tante cose, e la vita “da muchas vueltas” (fa molti giri). L’Italia, dopo quasi quattro anni, mi é lontana e a volte estranea. Recentemente ho fatto una prova di ritorno di sei mesi, ma non é stata piacevole.</p>
<p><strong>Ho fatto un colloquio in cui mi hanno chiesto chi era mia madre e chi era mio padre! </strong></p>
<p><strong>E poi un giorno, ad un altro colloquio, mi hanno offerto di accedere ad uno stage gratuito per 6 mesi in una redazione. “E poi?” “E poi nulla, fuori te ed entra un altro”. </strong></p>
<p><strong>Quello stesso giorno, dalla Spagna mi hanno offerto la direzione di un programma televisivo, e così sono tornata a Madrid. </strong></p>
<p>L’Italia é così, a volte mi arrabbio tanto, altre volte la ignoro, ma la cosa peggiore é lo stupore che vedo negli spagnoli tutti i giorni quando hanno a che fare con l’Italia (e non solo politicamente). Mi ricorda Pirandello: crediamo di intenderci, ma non c’intendiamo! Non siamo fratelli come a volte si dice. Se vivi qui, giorno per giorno, vivendo a cavallo tra le due culture, ti rendi conto di quanto siamo diversi.</p>
<p><strong>Consigli a chi vuole seguire le tue orme?</strong></p>
<p><strong>Consiglio a chi ha bisogno di ossigeno e si sente soffocare in Italia, di andare via al più presto.</strong> Io penso di essere andata via in tempo limite, credo sarebbe stato meglio farlo prima. Consiglio di sfruttare l’università e gli studi per cominciare a muoversi altrove, imparare più lingue possibili e fare esperienze di lavoro diverse e di diverso livello. Quello che noto in Italia é soprattutto l’assenza di una finestra sul mondo. Ci sono poche opportunità di vedere fuori dal “sistema Italia” e finiamo per credere che ovunque si faccia così e che non ci siano altri mondi possibili. Sbagliatissimo e dannosissimo per noi cittadini, mentre invece per chi detiene il potere puó essere una pacchia!</p>
<p><strong>Grazie Samara e buon proseguimento a Madrid!</strong></p>
<p><!--<br />
div.cjjobbox{</p>
<p>width: 345px ;<br />
background-color: #FFFFFF ;<br />
border-style: solid ;<br />
border-width: 1px ;<br />
border-color: #919294 ;<br />
font-family: Arial, sans-serif ;<br />
font-size: 13px ;<br />
color: #000000;<br />
text-align: left;<br />
}<br />
div.cjjobbox a{<br />
color: #198ADC ;<br />
}<br />
--></p>
<div class="cjjobbox">
<div style="text-align: center; padding: 5px;">
<p><a href="http://www.opcionempleo.com/empleo-periodista.html">periodista jobs in Spain</a></p>
</div>
<p><script src="http://www.careerjet.com.au/partners/jsjobbox.html?s=periodista&amp;l=Spain&amp;n=10&amp;lid=34835&amp;nfr=1&amp;ntt=1&amp;affid=d4af8adb62bfd25c1fa895e81bce7cc0" type="text/javascript">
</script></p>
<div style="text-align: center; padding-top: 8px; padding-bottom: 5px;"><a href="http://www.careerjet.com.au/" target="_blank">Careerjet, the search engine for jobs</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2011/10/27/giornalista-in-spagna-niente-ordine-dei-giornalisti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Documenti necessari per lavorare in Spagna</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/09/28/documenti-necessari-per-lavorare-in-spagna/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2011/09/28/documenti-necessari-per-lavorare-in-spagna/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 00:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=6577</guid>
		<description><![CDATA[Paolo ha 32 anni, da 6 vive a Barcellona e lavora nel marketing online per una multinazionale spagnola. Dopo un&#8217;esperienza &#8216;fallimentare&#8217; (ma era giovane&#8230;) a Londra ed un&#8217;esperienza di un anno in Andalusia è approdato in una città che adora. Nel 2010 ha creato &#8216;Lavoro in Spagna&#8217;, un progetto per aiutare chi sta cercando una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Paolo ha 32 anni, da 6 vive a Barcellona e lavora nel marketing online per una multinazionale spagnola. Dopo un&#8217;esperienza &#8216;fallimentare&#8217; (ma era giovane&#8230;) a Londra ed un&#8217;esperienza di un anno in Andalusia è approdato in una città che adora.</h1>
<p><strong>Nel 2010 ha creato &#8216;Lavoro in Spagna&#8217;, un progetto per aiutare chi sta cercando una risposta alla crisi.<br />
Oggi ci racconta come come affrontare la burocrazia relativa al lavoro in Spagna. </strong></p>
<p>In Spagna ci sono capitato, per la prima volta, quasi 15 anni fa. Si trattava del mio primo viaggio con gli amici fuori dai confini italiani, e già allora questa terra mi colpì molto, a tal punto che qualche anno più tardi ci tornai per preparare la mia tesi di laurea e poi, una volta sbattuta la faccia contro la realtà lavorativa italiana (e londinese, per dirla tutta!), per viverci. Circa sei anni fa di fatto, feci di nuovo le valigie e partí per quella che allora era un po’ la terra promessa degli italiani all’estero: Barcellona.</p>
<p>Si, perché la capitale catalana all’epoca viveva, un po’ come il resto della Spagna, sul boom dell’edilizia, su una fama crescente di città cosmopolita (una sorta di Londra&#8230; con il sole!) e, forte della vicinanza con l’Italia, era di fatto un poderoso centro di attrazione per tanti connazionali che come me erano in cerca di fortuna e di quelle soddisfazioni professionali che, senza voler cadere in luoghi comuni, era (almeno agli occhi nostri) molto più difficile vedere soddisfatte in un paese come l’Italia, dove l’arte di afferrarsi con le unghie e con i denti alla poltrona è così endemicamente diffusa da rendere difficile l’inserimento di forze giovani in posizioni lavorative minimamente interessanti.</p>
<p>Fatto sta che da allora Barcellona è cambiata abbastanza, almeno sotto il punto di vista lavorativo, così come il resto del paese, mantenendo tuttavia una situazione privilegiata dentro la penisola iberica dovuto al fatto che qui ci sono comunque forti investimenti stranieri (moltissime multinazionali hanno qui una sede, il che si traduce in lavoro per madrelingua, soprattutto nel settore terziario) e un immutato flusso di turismo, che porta soldi e lavoro. La mia opinione è dunque quella che a Barcellona, per chi ha voglia e competenze, ci sono ancora molte possibilità di crescita professionale. E per rendere la ricerca più facile ai miei connazionali e tendere la mano a chi ora vorrebbe fare lo stesso percorso che io e tantissimi altri (secondo i dati dell’ayuntamiento, cioè della municipalità, gli italiani residenti a Barcellona sono quasi 20.000) abbiamo fatto in questi anni, ho creato un sito nel quale raccolgo annunci, articoli, informazioni utili e guide pratiche: ovviamente ci sono anche <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lavoroinspagna.com/lavoro-barcellona/">annunci di lavoro a Barcellona</a></span>.</p>
<p>Prima di tutto però bisogna avere chiaro in mente quali sono i passi necessari per poter lavorare in Spagna, poiché ovviamente anche qui (sebbene molto agilizzato rispetto all’Italia) c’è un iter burocratico da rispettare. Ma non preoccupatevi, anzi, dimenticate pure le code chilometriche alle quali siete abituati e pensate che persino in una città delle dimensioni di Barcellona, l’intero processo non vi porterà via più che un paio di mattinate. Non sto scherzando, e ora vi spiegherò i passi da seguire per ottenere i <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lavoroinspagna.com/lavorare-in-spagna/">documenti necessari per lavorare in Spagna</a></span>.</p>
<p>Pronti con carta e penna? La lista è&#8230; breve! Sì, infatti i documenti imprescindibili, che di fatto poi vi aprono le porte per fare praticamente tutto il resto, sono soltanto tre:</p>
<ul>
<li><strong>NIE</strong> (cioè il numero identificativo dello straniero, un po’ equivalente alla nostra carta di identità);</li>
<li>l’<strong>empadronamiento</strong> (o patrono municipale, ossia un documento che attesta dove vivete);</li>
<li>il <strong>numero di affiliazione alla Seguridad Social</strong> (una sorta di codice fiscale, imprescindibile per tutto ciò che riguarda i temi di previdenza sociale).</li>
</ul>
<p>Per chiedere il patrón (ossia per <em>empadronarse</em>) è necessario essere titolari di un contratto di affitto o avere un conoscente già in possesso del patrón, che firmi il vostro modulo (da richiedere direttamente presso <em>l’ayuntamiento</em> del quartiere in cui vivete). Ho recentemente accompagnato un’amica a farlo presso il municipio del mio quartiere&#8230; abbiamo sbrigato il tutto in appena dieci minuti!</p>
<p>Una volta ottenuto l’empadronamiento potete dirigervi presso la <em>comisaría</em> (Ufficio di Polizia) di Carrer Balmes 192 (in teoria sede provvisoria, ma di fatto attiva da diversi anni, comunque nel caso verificate la notizia se doveste leggere molto più tardi dalla data della sua pubblicazione), dove dovrete compilare due distinti modelli (EX 16 e 790). Il costo? 10 euro in marca da bollo (per il modello 790, pagabile presso una qualsiasi delle vicine banche) e un po’ di pazienza: qui si che c’è un po’ di coda, ma nulla di preoccupante. Un consiglio però, cercate di non presentarvi con un documento di identità (italiano intendo) troppo “vissuto”. Molto dipende dall’umore dell’impiegato allo sportello (tutto il mondo è paese in questi casi&#8230;), ma ho sentito di casi in cui certe carte d’identità sono state rifiutate come documento valido perché troppo consumate. Se state partendo per la Spagna e la vostra carta d’identità  è provata da anni di vita nel vostro portafogli vi consiglio quindi di rinnovarla o magari di cogliere l’occasione per fare domanda per il passaporto, che comunque può sempre esservi utile!</p>
<p>Lasciata alle spalle la <em>comisaría</em> ormai vi manca un solo tassello per essere completamente in regola, il numero di affiliazione alla Seguridad Social. Se siete stati particolarmente fortunati fate ancora in tempo a prendere la metro e tagliare la città verso il mare. Proxima parada: Avenida Marqués de l’Argentera numero 23, a due passi dalla Barceloneta. Qui andrete dritti all’Oficina de la Seguridad Social e armati del vostro NIE (e di una fotocopia dello stesso) in appena mezz’ora avrete tra le mani l’ultimo dei “magnifici tre”: il vostro numero di affiliazione alla Seguridad Social. Compimenti! Ora potete essere assunti in regola, richiedere una tessera sanitaria, sottoscrivere un contratto telefonico, ecc&#8230; insomma, ora siete un cittadino residente a tutti gli effetti!</p>
<p>Se tutto questo vi incuriosisce, sul mio sito troverete tutte le informazioni necessarie per <a href="http://www.lavoroinspagna.com/">lavorare in Spagna</a>. ¡Hasta pronto!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2011/09/28/documenti-necessari-per-lavorare-in-spagna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tessera Europea di Assicurazione Malattia</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/09/08/tessera-europea-di-assicurazione-malattia/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2011/09/08/tessera-europea-di-assicurazione-malattia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 05:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Belgio]]></category>
		<category><![CDATA[Cipro]]></category>
		<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Lituania]]></category>
		<category><![CDATA[Lussemburgo]]></category>
		<category><![CDATA[Malta]]></category>
		<category><![CDATA[Norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Ceca]]></category>
		<category><![CDATA[Slovenia]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>
		<category><![CDATA[austria]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[finlandia]]></category>
		<category><![CDATA[galles]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Tessera Europea Assicurazione Malattia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=6328</guid>
		<description><![CDATA[Soggiornando negli altri Paesi della Comunità Europea per motivi di lavoro, turismo o studio, può capitare di aver bisogno di cure mediche. Al fine la Commissione Europea ha creato la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM). La tessera consente di recarsi presso le strutture pubbliche (ospedali, ambulatori o studi dentistici) di 31 paesi europei e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Soggiornando negli altri Paesi della Comunità Europea per motivi di lavoro, turismo o studio, può capitare di aver bisogno di cure mediche. Al fine la Commissione Europea ha creato la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM).</h1>
<p>La tessera consente di recarsi presso le strutture pubbliche (ospedali, ambulatori o studi dentistici) di 31 paesi europei e ricevere lo stesso trattamento riservato agli abitanti del paese in cui vi trovate.</p>
<p>Inoltre, per l’assistenza ricevuta pagherete  la stessa tariffa pagata dai residenti: in alcuni paesi, ciò significa non dover pagare nulla.</p>
<p>Ha diritto alla tessera chiunque abbia stipulato un’assicurazione sanitaria o sia coperto dal sistema sanitario nazionale in uno Stato membro dell’Unione Europea o in Islanda, Liechtenstein, Norvegia o Svizzera.</p>
<p>Se andate all&#8217;estero con la vostra famiglia, ogni membro della stessa deve avere la propria tessera.</p>
<p>La tessera copre l’assistenza sanitaria pubblica che si rende necessaria all’estero, incluse le cure mediche collegate alla gravidanza e quelle relative al trattamento di condizioni croniche o preesistenti.</p>
<p>La tessera non copre i costi dell’assistenza sanitaria privata né i costi di rimpatrio, ad esempio quelli dovuti all’uso di un’eliambulanza. Non è inoltre possibile usufruire della tessera se ci si reca all’estero specificamente allo scopo di ricevere cure mediche.</p>
<p>Per saperne di più, visitate il <a title="La tessera europea di assicurazione malattia" href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=559&amp;langId=it" target="_blank">sito web</a> della TEAM:</p>
<p>La <strong>Tessera Europea di Assicurazione Malattia</strong> non costituisce un&#8217;alternativa ad un&#8217;assicurazione di viaggio privata. È complementare ad essa e non la sostituisce. Ad esempio, non copre il costo di beni rubati o smarriti o, appunto, i costi di rimpatrio.</p>
<p>La Tessera Europea di Assicurazione Malattia può essere usata nei seuguenti 31 paesi europei:</p>
<ul>
<li>Austria</li>
<li>Belgio</li>
<li>Bulgaria</li>
<li>Cipro</li>
<li>Danimarca</li>
<li>Estonia</li>
<li>Finlandia</li>
<li>Francia</li>
<li>Germania</li>
<li>Grecia</li>
<li>Irlanda</li>
<li>Islanda</li>
<li>Lettonia</li>
<li>Liechtenstein</li>
<li>Lituania</li>
<li>Lussemburgo</li>
<li>Malta</li>
<li>Norvegia</li>
<li>Paesi Bassi</li>
<li>Polonia</li>
<li>Portogallo</li>
<li>Regno Unito</li>
<li>Repubblica Ceca</li>
<li>Romania</li>
<li>Slovacchia</li>
<li>Slovenia</li>
<li>Spagna</li>
<li>Svezia</li>
<li>Svizzera</li>
<li>Ungheria</li>
</ul>
<p>È possibile ottenere <strong>gratuitamente</strong> la <strong>Tessera Europea di Assicurazione Malattia</strong> rivolgendosi al proprio ente assicurativo, dal momento che ogni paese è responsabile per la produzione e la distribuzione della tessera a livello nazionale.</p>
<p><strong>Non pagate nulla a chiunque offra servizi per procurarvi la tessera a pagamento. Essa è gratuita!</strong></p>
<div id="attachment_6330" class="wp-caption aligncenter" style="width: 435px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/09/croce-rossa.jpg"><img class="size-full wp-image-6330" title="Tessera Europea di Assicurazione Malattia" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/09/croce-rossa.jpg" alt="Tessera Europea di Assicurazione Malattia" width="425" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Tessera Europea di Assicurazione Malattia</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2011/09/08/tessera-europea-di-assicurazione-malattia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un ricercatore fra Londra e Barcellona</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/08/04/un-ricercatore-fra-londra-e-barcellona/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2011/08/04/un-ricercatore-fra-londra-e-barcellona/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 01:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[dottorato]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[ricercatore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=5831</guid>
		<description><![CDATA[Vito rientra, suo malgrado, nella categoria dei “cervelli italiani in fuga”. Nonostante la laurea con lode in Fisica Teorica e una grande passione per la ricerca scientifica, il mondo universitario italiano non gli ha concesso alcuna opportunità. E invece di accoglierlo a braccia aperte, gli ha messo in mano un biglietto di sola andata per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Vito rientra, suo malgrado, nella categoria dei “cervelli italiani in fuga”. Nonostante la laurea con lode in Fisica Teorica e una grande passione per la ricerca scientifica, il mondo universitario italiano non gli ha concesso alcuna opportunità.</h1>
<p>E invece di accoglierlo a braccia aperte, gli ha messo in mano un biglietto di sola andata per l&#8217;estero. Dopo un dottorato in biomeccanica al King&#8217;s College di Londra, lo scorso maggio Vito si è dovuto nuovamente trasferire – questa volta in Spagna, a Barcellona – per continuare la propria attività di ricerca. Se le soddisfazioni ottenute da questa carriera all&#8217;estero sono certamente tante, la delusione nei confronti dell&#8217;Italia è innegabile. Ecco la testimonianza di un giovane ricercatore di talento che, come tanti altri, è condannato all&#8217;esilio da un Paese che ormai non investe più sui giovani e, tantomeno, sulla ricerca scientifica.</p>
<p><strong>Intervista di <a href="http://uk.linkedin.com/pub/andrea-muzzarelli/14/38/194">Andrea Muzzarelli</a> (@amuzzarelli)</strong></p>
<p><strong>Ciao Vito, ci descriveresti in breve il percorso di studi che hai seguito in Italia?</strong><br />
Certamente. Dopo aver frequentato il liceo scientifico a Potenza mi sono iscritto all&#8217;Università degli Studi di Napoli Federico II, dove mi sono laureato con lode in Fisica Teorica.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_5832" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><a href="http://www.italiansinfuga.com/2010/03/18/come-trovare-un-dottorato-phd-allestero-con-findaphdcom/"><img class="size-medium wp-image-5832" title="Come trovare un dottorato (PhD) all’estero con FindAPhD.com" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/08/departure-300x221.jpg" alt="Come trovare un dottorato (PhD) all’estero con FindAPhD.com" width="300" height="221" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Come trovare un dottorato (PhD) all’estero con FindAPhD.com</p></div>
<p><strong>Quando è che hai capito che nel tuo Paese non avresti avuto un futuro?</strong></p>
<p>Penso sia stato il giorno in cui decisi di andare in segreteria per ritirare le tracce delle prove per il concorso di ammissione al Dottorato tenute negli anni precedenti. Fu allora che scoprii che, secondo una prassi all&#8217;epoca già consolidata, le tracce non erano a disposizione dei candidati interessati a trasferirsi all&#8217;estero&#8230;</p>
<p><strong>Come giudichi complessivamente la tua esperienza al King&#8217;s College di Londra?</strong></p>
<p>Sono stato addestrato a fare ricerca di alto profilo scientifico in un contesto internazionale molto competitivo ma anche meritocratico. Ritengo sia stata un&#8217;esperienza dal valore inestimabile che ha valorizzato al meglio il mio potenziale professionale.</p>
<p><strong>Quali differenze hai trovato nel mondo accademico anglosassone rispetto a quello italiano?</strong></p>
<p>Il mondo accademico italiano è un sistema all&#8217;interno del quale ricercatori e docenti temono la bravura altrui (percepita come una vera e propria minaccia) al punto di affossarla e distruggerla con ogni mezzo e a ogni costo – persino a costo di sacrificare l&#8217;interesse del “feudo” universitario. Nel mondo accademico anglosassone, invece, il ragionamento è rovesciato. Le capacità altrui, per quanto temute, vengono valorizzate e coltivate al massimo. Questo perché si ritiene che sia l&#8217;unica strada efficace per favorire non solo il sistema nel suo insieme, ma anche – seppur indirettamente – il proprio interesse personale.</p>
<p><strong>A tuo avviso, come dovrebbe cambiare l&#8217;Università in Italia per tornare a dare il necessario spazio ai giovani ed evitare la tanto discussa “fuga dei cervelli”?<br />
</strong></p>
<p>Penso di poter rispondere a questa domanda con una sola parola: meritocrazia.</p>
<p><strong>Conosci altri giovani ricercatori italiani che sono stati costretti a seguire la tua stessa strada?<br />
</strong></p>
<p>Sì, tantissimi&#8230; più numerosi dei granelli di sabbia in riva al mare.</p>
<p><strong>Ti sei da poco trasferito a Barcellona. Ci diresti le tue prime impressioni?<br />
</strong></p>
<p>Faccio ricerca post-dottorale per un istituto semi-privato affiliato all’Università di Barcellona. In apparenza, il mondo universitario spagnolo sembra identico a quello italiano. Ma in realtà c&#8217;è una differenza tutt&#8217;altro che trascurabile: loro si sono già resi conto del fatto che è necessario invertire marcia puntando sulle capacità dei ricercatori e sulla meritocrazia affinché il sistema possa sopravvivere.</p>
<p><strong>Pensi che in Spagna potrai finalmente trovare una sistemazione definitiva?<br />
</strong></p>
<p>Chi vivrà vedrà&#8230; In un clima mondiale come quello attuale è il massimo che mi sento di dire.</p>
<p><strong>Che prospettive avresti se oggi tu decidessi di ritornare a lavorare nel mondo universitario italiano?<br />
</strong></p>
<p>Assolutamente nessuna. Chi va a Roma perde la poltrona!</p>
<p><strong>Grazie Vito, e in bocca al lupo per la tua nuova esperienza a Barcellona!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2011/08/04/un-ricercatore-fra-londra-e-barcellona/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tornare a studiare quando capite cosa volete fare</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/08/03/tornare-a-studiare-quando-capite-cosa-volete-fare/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2011/08/03/tornare-a-studiare-quando-capite-cosa-volete-fare/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 23:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Studio]]></category>
		<category><![CDATA[tenerife]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=5814</guid>
		<description><![CDATA[Giulia P. è tornata a studiare una volta capito quello che volesse fare da &#8216;grande&#8217;. Dopo una breve esperienza a Londra e il conseguente trasferimento a Tenerife, la carriera nell&#8217;hotel revenue management  l&#8217;ha portata a capire di vover aggiornarsi tornando a studiare. Cosa hai studiato in Italia? Come ti ha aiutato la tua laurea a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Giulia P. è tornata a studiare una volta capito quello che volesse fare da &#8216;grande&#8217;.</h1>
<p>Dopo una breve esperienza a Londra e il conseguente trasferimento a Tenerife, la carriera nell&#8217;hotel revenue management  l&#8217;ha portata a capire di vover aggiornarsi tornando a studiare.</p>
<p><strong>Cosa hai studiato in Italia? Come ti ha aiutato la tua laurea a trovare lavoro?</strong></p>
<p>Mi sono laureata in Lingue e letterature moderne e contemporanee occidentali a Ca&#8217; Foscari e sinceramente la mia laurea non mi ha aiutato a trovare un lavoro. Se potessi tornare indietro, penso sceglierei qualcosa di diverso, magari più specifico, seguendo qualche corso di lingue a parte.</p>
<p>Abito ormai da alcuni anni in Spagna, a Tenerife: prima di iscrivermi a <a title="Ecornell" href="http://www.ecornell.com/" target="_blank">ECornell</a> ho lavorato in ambito turistico (receptionist, pubbliche relazioni, yield-revenue), il che mi ha aiutato a capire cosa mi potesse piacere veramente. La mia breve esperienza a Londra è stata una vera e propria &#8220;illuminazione&#8221;: un altro mondo, ricco di possibilitá.</p>
<p><strong>Perché poi il corso di &#8216;Hotel Revenue Management&#8217;?</strong></p>
<p>Un mio ex-capo mi aveva consigliato di iscrivermi al corso di Hotel Revenue Management: essendomi laureata in Lingue, e pur avendo iniziato a lavorare come Yield da alcuni anni, sentivo la necessitá di avere una base.</p>
<p><strong>Ci descrivi i costi, le modalità e cosa hai imparato dal corso?</strong></p>
<p>Ho seguito il corso nella modalità online: ci sono stati diversi moduli, con prove/esami/conferenze con i professori dell&#8217;universitá di New York e gli altri studenti. Mi sono stati assegnati un id e una password che mi hanno permesso di accedere alla biblioteca, ai forum, e al materiale didattico. Il costo? Non indifferente, ma non mi pento di essermi iscritta perché per gli &#8220;addetti ai lavori&#8221; e agli esperti di revenue un diploma della ECornell è una gran bella presentazione.</p>
<p><strong>Come ti aiutato nella fase successiva della carriera?</strong></p>
<p>Dopo il corso mi sento più &#8220;sicura&#8221;: a parte ECornell, ne ho seguiti altri di <a title="xotels" href="http://www.xotels.com/" target="_blank">Xotels</a>, in modalità presenziale e online.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?</strong></p>
<p>L&#8217;Hotel Revenue Management è ancora abbastanza sconosciuto in Italia: lavoro in questo ambito ormai da qualche anno, e sinceramente non mi spiacerebbe avvicinarmi a casa, ma penso l&#8217;esperienza all&#8217;estero sia fondamentale.</p>
<p><strong>Grazie Giulia e buon proseguimento!</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_5820" class="wp-caption aligncenter" style="width: 598px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/2011/06/29/lavorare-nel-settore-alberghiero-a-londra/"><img class="size-full wp-image-5820" title="Lavorare nel settore alberghiero a Londra" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/08/hotel-bell.jpg" alt="Lavorare nel settore alberghiero a Londra" width="588" height="378" /></a><p class="wp-caption-text">Lavorare nel settore alberghiero a Londra</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2011/08/03/tornare-a-studiare-quando-capite-cosa-volete-fare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vivere a lavorare a Minorca</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/06/27/vivere-a-lavorare-a-minorca/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2011/06/27/vivere-a-lavorare-a-minorca/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 00:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[minorca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=5231</guid>
		<description><![CDATA[Per Diletta e Alessandro, suo marito, è diventato abituale svegliarsi la mattina tardi, sedersi a bere un caffè in un bar a pochi chilometri, andare a comprare il giornale e leggerlo in riva al mare, sotto un colorato ombrellone. Lo fanno davvero tutti i giorni, da qualche mese. Da quando, cioè, hanno mollato la pur [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Per Diletta e Alessandro, suo marito, è diventato abituale svegliarsi la mattina tardi, sedersi a bere un caffè in un bar a pochi chilometri, andare a comprare il giornale e leggerlo in riva al mare, sotto un colorato ombrellone. Lo fanno davvero tutti i giorni, da qualche mese.</h1>
<p>Da quando, cioè, hanno mollato la  pur bella città di  Verona e si sono trasferiti a <strong><a title="Isola di Minorca" href="http://www.isoladiminorca.com/" target="_blank">Minorca</a></strong>, dove si vive in modo rilassato e sembra che la brezza spazzi i pensieri più capricciosi.</p>
<p>Lì,  il mare e le spiagge, la luce, l&#8217;aria frizzante e pulita, il senso di calma che si respira, la natura incontaminata, soprattutto della parte settentrionale, i tanti ristorantini particolari da esplorare, riempiono la loro giornata.</p>
<p>La qualità della vita, sull’isola, inutile dirlo, è davvero alta. E anche il clima è gradevole. Da maggio a fine settembre è stupendo. Caldo però quasi mai oltre i trenta gradi in quanto spesso ventilato. Nei mesi invernali abbastanza umido e ventoso, grazie alla tramontana da nord,  ma si continua a passeggiare sulla spiaggia perché ci sono quasi sempre giornate splendide.</p>
<p>I due hanno scelto la splendida isola, dopo averla vissuta per dieci anni e in periodi alterni.</p>
<div id="attachment_5236" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/diletta.jpg"><img class="size-full wp-image-5236" title="Diletta" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/diletta.jpg" alt="Diletta" width="221" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">Diletta</p></div>
<p>“Ci siamo trasferiti- afferma Diletta &#8211; a metà maggio. Qui venivamo in vacanza ogni volta che potevamo, in estate ed in inverno. Ce ne siamo innamorati. Anche perché è un posto incantevole.&#8221;</p>
<p><strong>Minorca</strong> è un&#8217;isola fantastica che misura solo cinquanta chilometri tra l&#8217;estremo est e quello ovest dove si trovano Mahon, la capitale attuale, e Ciutadella, quella antica. Il mare e le spiagge sono unici.  Un posto tranquillo. In particolare al nord c’è molto verde ed in primavera c’è un&#8217;esplosione di fiori, mentre d&#8217;inverno <strong>Minorca</strong> diventa il regno della pace.</p>
<p>“Tante spiagge sono bellissime e ancora vergini. Consigliamo in particolare Cala Turqueta a sud e Cavalleria a nord”.</p>
<p>A sentire i veronesi, <strong>Minorca</strong> è un&#8217;isola adatta a chi desidera vivere in pace e senza stress. “Su tutta l’isola ci sono solo tre semafori. Gli abitanti vivono senza affanno, senza ansia. Come nella maggior parte della Spagna, a pranzo, ci si ferma per mangiare, non correndo come si fa in Italia. E poi? Ovvio. Una siesta per rigenerarsi”.</p>
<p>Oltre ad essere tranquilli, i cittadini di <strong>Minorca</strong> sono anche riservati. “Questo perché &#8211; spiega Alessandro – <strong>Minorca</strong> in passato era felicemente isolata, vivendo di allevamento ed agricoltura, e ha scoperto il turismo poco tempo fa”.</p>
<p><strong>Ma c’è lavoro?</strong></p>
<div id="attachment_5237" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/minorca-spiaggia.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-5237" title="Spiaggia a Minorca" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/minorca-spiaggia-150x150.jpg" alt="Spiaggia a Minorca" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Spiaggia a Minorca</p></div>
<p>“Soprattutto tra i giovani, adesso &#8211; dichiara Diletta &#8211; c&#8217;è un tasso di disoccupazione altissimo. Le cose migliorano quando inizia la stagione turistica e tanti minorchini e spagnoli trovano lavoro stagionale nella ristorazione e nell&#8217;alberghiero. Io, invece, mi sto laureando in lingue, e mi occupo di traduzioni dall&#8217;inglese all&#8217;italiano e dallo spagnolo all&#8217;italiano. Ho anche lavorato, in passato, in un&#8217;agenzia nel piccolo comune di Fornells, che si occupava di affitti di appartamenti. Mio marito, invece, ha appena iniziato la ristrutturazione di una Casa de Pueblo di 120 metri quadrati nel centro storico di Mercadal, che diventerà una Guest House”.</p>
<p>Gli italiani a <strong>Minorca</strong> sono accolti molto bene. Pare che ce ne siano in tutto quasi 1500.</p>
<p>In questo posto da favole, un neo c’è. Ed è rappresentato dai collegamenti con l’Italia. Durante l&#8217;estate la situazione non è troppo problematica grazie ai molti charter che collegano <strong>Minorca</strong> alla principali città italiane. In inverno invece bisogna passare da Barcellona (venti minuti di aereo) o Madrid (un&#8217;ora e mezza). Il traghetto che collega <strong>Minorca</strong> a Barcellona è molto caro.</p>
<p><strong>Cosa offre la sera Minorca?</strong></p>
<p>Secondo Diletta, l’isola non è mondana. C&#8217;è solo una discoteca, la bellissima Cova d&#8217;en Xoroi, a picco sul mare. Oppure  si va a cena in qualche ristorantino e si fanno due passi a Mahon o nella bellissima Ciutadella.</p>
<p>Di giorno <strong>Minorca</strong> è un paradiso per chi ama il mare. Chi ama lo sport può sbizzarrirsi. Si possono praticare tutti gli sport acquatici, il tennis, l&#8217;equitazione ed il golf.</p>
<p><strong>Servizi pubblici?</strong></p>
<p>Sono discreti: gli uffici funzionano di norma molto bene e c&#8217;è un servizio di bus che collega le principali spiagge e i vari centri dell&#8217;isola. Il costo della vita è poi simile a quello che si riscontra in una città italiana del nord.</p>
<p><strong>Consigli?</strong></p>
<p>Per Diletta sarebbe meglio trascorrere periodi lunghi sull&#8217;isola prima di decidere di trasferirsi. Anche durante l&#8217;inverno.</p>
<p><strong>Ma quanto costa questo sogno e quindi quanto serve per ripartire da Minorca?</strong></p>
<p>Dice Alessandro: “Dipende molto da cosa si vuole fare. Se si desidera partire con un&#8217;attività commerciale è bene sapere che la stagionalità influisce molto sull&#8217;andamento degli incassi. Nel turismo e nella ristorazione, comunque, c&#8217;è ancora spazio”.</p>
<p>Il sito che ha creato Diletta per far conoscere Minorca:</p>
<p><a title="Isola di Minorca" href="http://www.isoladiminorca.com/" target="_blank">www.isoladiminorca.com</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiansinfuga.com/2011/06/27/vivere-a-lavorare-a-minorca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

