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	<title>italiansinfuga &#187; Qualità della vita</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>Classifica delle nazioni in base alla mobilità intergenerazionale del reddito</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 04:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché non scegliere una nazione dove la possibilità di guadagnare dipende più dall&#8217;individuo che dal suo background familiare? La scelta di emigrare è spesso dettata dalla volontà di voler dare ai propri figli una vita migliore ed alcune nazioni si distinguono per dare ai giovani più opportunità indipendentemente da chi sono i loro genitori. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Perché non scegliere una nazione dove la possibilità di guadagnare dipende più dall&#8217;individuo che dal suo background familiare?</h1>
<p>La scelta di emigrare è spesso dettata dalla volontà di voler dare ai propri figli una vita migliore ed alcune nazioni si distinguono per dare ai giovani più opportunità indipendentemente da chi sono i loro genitori.</p>
<p>Il Conference Board of Canada ha pubblicato uno <a href="http://www.conferenceboard.ca/hcp/Details/society/intergenerational-income-mobility.aspx" target="_blank"><strong>studio</strong></a> sulla <strong>mobilità intergenerazionale del reddito</strong>.</p>
<p>La <strong>mobilità intergenerazionale del reddito</strong> si riferisce a quanto i redditi possano trasferirsi passando da una generazione all&#8217;altra. Se non ci fosse alcuna <strong>mobilità intergenerazionale</strong> (quindi con un valore pari ad 1), tutti i bambini poveri diventerebbero adulti poveri e tutti i bambini ricchi diventerebbero adulti ricchi.</p>
<p>Al contrario, se ci fosse una totale<strong> mobilità integenerazionale del reddito</strong> (quindi con un valore pari a zero), non ci sarebbe alcun nesso tra le caratteristiche ed il passato della famiglia e il reddito che i bambini guadagneranno da adulti.</p>
<p>Un bambino nato povero avrebbe esattamente le stesse probabilità di guadagnare un reddito alto di un bambino nato in una famiglia ricca.</p>
<p><strong>Come viene misurata la mobilità intergenerazionale del reddito?</strong></p>
<p>Viene misurata calcolando l&#8217;elasticità dei redditi a cavallo di generazioni. Un valore più alto di elasticità significa  una maggiore difficoltà per una persona nel uscire dalla classe di reddito nella quale la persona è nata.</p>
<p>Ad esempio, il Canada viene considerata come una delle nazioni con più <strong>mobilità</strong> e le viene data una votazione &#8220;A&#8221; grazie ad un valore di elasticità della <strong>mobilità intergenerazionale del reddito</strong> pari a 0,19.</p>
<p>Ciò significa che se un individuo guadagna $10.000 meno della media, il 19% della differenza (cioè $1.900) verrà &#8220;passato&#8221; ai figli. Quindi i figli guadagneranno $1.900 meno della media.</p>
<p>La maggiore <strong>mobilità intergenerazionale del reddito</strong> esiste in <strong>Danimarca</strong> dove vi è un&#8217;elasticità di 0,15. Il 15% della differenza relativa alla media del reddito dei genitori verrà trasmessa ai figli.</p>
<p>Il <strong>Regno Unito</strong> è la nazione con la <strong>peggiore mobilità</strong> con un&#8217;elasticità paro a o,50. I figli di genitori che guadagnano $10.000 meno della media guadagneranno, a loro volta $5.000 meno della media.</p>
<p>L&#8217;Italia si piazza seconda con un&#8217;elasticità pari a 0,48.</p>
<p>Ecco la classifica delle nazioni per le quali sono disponibili dati:</p>
<ol>
<li>Regno Unito 0,50</li>
<li>Italia 0,48</li>
<li>Stati Uniti 0,47</li>
<li>Francia 0,41</li>
<li>Germania 0,32</li>
<li>Svezia 0,27</li>
<li>Canada 0,19</li>
<li>Finlandia 0,18</li>
<li>Norvegia 0,17</li>
<li>Australia 0,16</li>
<li>Danimarca 0,15</li>
</ol>
<p><strong>Perché la mobilità intergenerazionale del reddito è importante?</strong></p>
<p>Uno studio per l&#8217;OCSE rivela i motivi per i quali una nazione dovrebbe ambire ad avere un&#8217;alta <strong>mobilità intergenerazionale del reddito</strong>:</p>
<ul>
<li>le modalità con le quali vengono distribuite risorse attraverso le generazioni può influenzare la prosperità delle varie classi sociali per generazioni a venire</li>
<li>un aumento della <strong>mobilità integenerazionale del reddito</strong> riduce la disuguaglianza economica e promuove la giustizia sociale</li>
<li>il talento delle persone che provengono da famiglie svantaggiate non viene &#8216;sprecato&#8217; ottimizzando così le risorse della nazione</li>
</ul>
<p><strong>Come mai la mobilità intergenerazionale del reddito è così bassa nel Regno Unito?</strong></p>
<p>Sia il <strong>Regno Unito</strong> che gli Stati Uniti hanno bassi livelli di <strong>mobilità intergenerazionale del reddito</strong>. Negli Stati Uniti il valore è statico mentre nel<strong> Regno Unito</strong> la situazione sta peggiorando secondo uno studio condotto dai ricercatori alla London School of Economics and Political Science.</p>
<p>Lo studio rivela che nel <strong>Regno Unito</strong> il declino in <strong>mobilità</strong> è da attribuirsi ad un maggiore collegamento tra reddito familiare e risultati accademici, &#8220;le opportunità di continuare a studiare alle età di 16 e 18 anni favoriscono in modo sproporzionato chi appartiene a famiglie più abbienti. Il reddito familiare influenza in modo decisivo i risultati accademici&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa ne pensate? Lasciate un commento!</strong></p>
<div id="__ss_10901748" style="width: 425px;"><strong><a title="Classifica mobilita intergenerazionale del reddito" href="http://www.slideshare.net/italiansinfuga/classifica-mobilita-intergenerazionale-del-reddito">Classifica mobilita intergenerazionale del reddito</a></strong><object id="__sse10901748" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=classificamobilitaintergenerazionaledelreddito-120108223745-phpapp02&amp;stripped_title=classifica-mobilita-intergenerazionale-del-reddito&amp;userName=italiansinfuga" /><param name="name" value="__sse10901748" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse10901748" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=classificamobilitaintergenerazionaledelreddito-120108223745-phpapp02&amp;stripped_title=classifica-mobilita-intergenerazionale-del-reddito&amp;userName=italiansinfuga" name="__sse10901748" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/italiansinfuga">Italians Infuga</a>.</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Classifica delle pari opportunità 2011</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/06/classifica-delle-pari-opportunita-2011/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/06/classifica-delle-pari-opportunita-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 00:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Filippine]]></category>
		<category><![CDATA[Norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
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		<category><![CDATA[nuova zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[global gender gap report]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[world economic forum]]></category>

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		<description><![CDATA[Il World Economic Forum ha pubblicato l&#8217;edizione 2011 del Global Gender Gap report. Il risultato dello studio è una classifica che elenca le nazioni in base alle opportunità offerte alle donne. Questa classifica può fornire utili indicazioni per quello che riguarda la destinazione ideale per una donna italiana che sta pensando di emigrare all&#8217;estero. l&#8217;Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il World Economic Forum ha pubblicato l&#8217;edizione 2011 del <a title="Global Gender Gap report 2011" href="http://reports.weforum.org/global-gender-gap-2011/" target="_blank">Global Gender Gap report</a>.</h1>
<p>Il risultato dello studio è una classifica che elenca le nazioni in base alle opportunità offerte alle donne.</p>
<p>Questa classifica può fornire utili indicazioni per quello che riguarda la destinazione ideale per una donna italiana che sta pensando di emigrare all&#8217;estero.</p>
<p>l&#8217;Italia purtroppo si piazza solo al 74º posto, penalizzata dalle opportunità economiche offerte alle donne (fattore dove si piazzaal 90º posto).</p>
<p>L&#8217;analisi misura diversi fattori che si concentrano su quattro aree:</p>
<ul>
<li>opportunità economiche, ad esempio la percentuale di donne che lavorano; il numero di donne che fanno lavori che richiedono alte competenze ed il divario nei salari</li>
<li>livello di istruzione, ad esempio la possibilità di accesso a tutti i livelli di istruzione disponibile</li>
<li>sanità e tasso di mortalità, ad esempio l&#8217;aspettativa di vita</li>
<li>potere politico, la misura di quanto le donne siano rappresentate in strutture governative</li>
</ul>
<div id="__ss_9999141" style="width: 510px;"><strong><a title="Top 10 nations World Economic Forum Global Gender Gap Report 2011" href="http://www.slideshare.net/italiansinfuga/top-10-nations-world-economic-forum-global-gender-gap-report-2011" target="_blank">Top 10 nations World Economic Forum Global Gender Gap Report 2011</a></strong> <object id="__sse9999141" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="510" height="426" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=top10nationsgendergapreport-111102190917-phpapp02&amp;stripped_title=top-10-nations-world-economic-forum-global-gender-gap-report-2011&amp;userName=italiansinfuga" /><param name="name" value="__sse9999141" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse9999141" type="application/x-shockwave-flash" width="510" height="426" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=top10nationsgendergapreport-111102190917-phpapp02&amp;stripped_title=top-10-nations-world-economic-forum-global-gender-gap-report-2011&amp;userName=italiansinfuga" name="__sse9999141" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/italiansinfuga" target="_blank">Italians Infuga</a></div>
</div>
<p>Ecco la classifica completa:</p>
<ol>
<li>Islanda</li>
<li>Norvegia</li>
<li>Finlandia</li>
<li>Svezia</li>
<li>Irlanda</li>
<li>Nuova Zelanda</li>
<li>Danimarca</li>
<li>Filippine</li>
<li>Lesotho</li>
<li>Svizzera</li>
<li>Germania</li>
<li>Spagna</li>
<li>Belgio</li>
<li>Sudafrica</li>
<li>Olanda</li>
<li>Regno Unito</li>
<li>Stati Uniti</li>
<li>Canada</li>
<li>Lettonia</li>
<li>Cuba</li>
<li>Trinidad e Tobago</li>
<li>Bahamas</li>
<li>Australia</li>
<li>Burundi</li>
<li>Costarica</li>
<li>Mozambico</li>
<li>Nicaragua</li>
<li>Argentina</li>
<li>Uganda</li>
<li>Lussemburgo</li>
<li>Sri Lanka</li>
<li>Namibia</li>
<li>Barbados</li>
<li>Austria</li>
<li>Portogallo</li>
<li>Mongolia</li>
<li>Lituania</li>
<li>Guyana</li>
<li>Moldavia</li>
<li>Panama</li>
<li>Slovenia</li>
<li>Polonia</li>
<li>Russia</li>
<li>Kyrgyzistan</li>
<li>Ecuador</li>
<li>Cile</li>
<li>Giamaica</li>
<li>Francia</li>
<li>Kazakistan</li>
<li>Croazia</li>
<li>Bulgaria</li>
<li>Estonia</li>
<li>Macedonia</li>
<li>Honduras</li>
<li>Israele</li>
<li>Grecia</li>
<li>Singapore</li>
<li>Tanzania</li>
<li>Thailandia</li>
<li>Cina</li>
<li>Bolivia</li>
<li>Venezuela</li>
<li>Ucraina</li>
<li>Malawi</li>
<li>Botswana</li>
<li>Paraguay</li>
<li>Romania</li>
<li>Bangladesh</li>
<li>Ghana</li>
<li>Madagascar</li>
<li>Slovacchia</li>
<li>Perù</li>
<li>Italia</li>
<li>Repubblica Ceca</li>
<li>Brunei</li>
<li>Gambia</li>
<li>Albania</li>
<li>Vietnam</li>
<li>Colombia</li>
<li>Repubblica Domenicana</li>
<li>Brasile</li>
<li>Malta</li>
<li>Armenia</li>
<li>Ungheria</li>
<li>Georgia</li>
<li>Angola</li>
<li>Zimbabwe</li>
<li>Messico</li>
<li>Indonesia</li>
<li>Azerbaijan</li>
<li>Senegal</li>
<li>El Salvador</li>
<li>Mauritius</li>
<li>Tajikistan</li>
<li>Malesia</li>
<li>Giappone</li>
<li>Kenya</li>
<li>Belize</li>
<li>Maldive</li>
<li>Cambogia</li>
<li>Emirati Arabi Uniti</li>
<li>Suriname</li>
<li>Kuwait</li>
<li>Zambia</li>
<li>Corea del Sud</li>
<li>Tunisia</li>
<li>Figi</li>
<li>Bahrain</li>
<li>Qatar</li>
<li>Guatemala</li>
<li>India</li>
<li>Mauritania</li>
<li>Burkina Faso</li>
<li>Etiopia</li>
<li>Giordania</li>
<li>Libano</li>
<li>Camerun</li>
<li>Nigeria</li>
<li>Algeria</li>
<li>Turchia</li>
<li>Egitto</li>
<li>Siria</li>
<li>Iran</li>
<li>Nepal</li>
<li>Oman</li>
<li>Benin</li>
<li>Marocco</li>
<li>Costa d&#8217;Avorio</li>
<li>Arabia Saudita</li>
<li>Mali</li>
<li>Pakistan</li>
<li>Chad</li>
<li>Yemen</li>
</ol>
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		<item>
		<title>Gli svedesi vedono la propria ricchezza salire</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/09/16/gli-svedesi-vedono-la-propria-ricchezza-salire/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 05:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Le famiglie svedesi hanno visto la propria ricchezza salire nelle ultime quattro decadi anche se molti svedesi hanno visto salire il proprio debito. Secondo un articolo pubblicato da TheLocal, la banca Swedbank ha analizzato i cambiamenti nella situazione finanziaria delle famiglie svedesi nel corso degli ultimi quarant&#8217;anni prendendo in considerazione i salari, beni e consumo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Le famiglie svedesi hanno visto la propria ricchezza salire nelle ultime quattro decadi anche se molti svedesi hanno visto salire il proprio debito.</h1>
<p>Secondo un articolo pubblicato da <a title="TheLocal" href="http://www.thelocal.se/35986/20110906/" target="_blank">TheLocal</a>, la banca Swedbank ha analizzato i cambiamenti nella situazione finanziaria delle famiglie svedesi nel corso degli ultimi quarant&#8217;anni prendendo in considerazione i salari, beni e consumo.</p>
<p>Il consumo per persona è raddoppiato ma le famiglie oggi pagano meno per il cibo e più per la sistemazione.</p>
<p>Lo studio mostra anche che famiglie con due bambini oggi hanno il doppio di soldi dopo aver pagato bollette e spese essenziali rispetto a quarant&#8217;anni fa. Gli svedesi hanno anche aggiunto una settimana di vacanze rispetto al 1970 e lavorano meno ore alla settimana.</p>
<p>I salari sono cresciuti con un incremento della paga per i lavoratori manuali del 35% (aggiustati per l&#8217;inflazione) mentre i colletti bianchi hanno visto la loro paga aumentare del 52%.</p>
<p>Il miglioramento della situazione finanziaria delle famiglie svedesi è avvenuto principalmente durante gli ultimi 15 anni, dopo la crisi bancaria dei primi anni 90.</p>
<p>L&#8217;assegno per i figli è uno dei benefici che sono cresciuti durante gli ultimi quattro decenni mentre molti altri benefici di previdenza sociale sono diminuiti o scomparsi del tutto.</p>
<p>La ricchezza media è adesso di 610.000 corone (66.700 euro) pro capite ma molti svedesi non posseggono risparmi anche minimi.</p>
<p>Durante gli ultimi quarant&#8217;anni anche il debito delle famiglie svedesi è salito drammaticamente. Il prezzo di una casa indipendente è salito del 110% (aggiustato per l&#8217;inflazione) e questo non può essere spiegato solamente con la mancanza di case.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Classifica delle città più vivibili al mondo 2011</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/08/29/classifica-delle-citta-piu-vivibili-al-mondo-2011/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 03:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[Melbourne]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[austria]]></category>
		<category><![CDATA[finlandia]]></category>
		<category><![CDATA[classifica vivibilità]]></category>
		<category><![CDATA[economist intelligence unit]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Economist Intelligence Unit ha pubblicato l&#8217;edizione 2011 della classifica delle città più vivibili al mondo. Il concetto di vivibilità viene definito come l&#8217;abilità di una certa città nel fornire le migliori condizioni di vita. Questa classifica fu concepita per aiutare i reparti di risorse umane di aziende multinazionali a definire i bonus legati alla &#8220;difficoltà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>L&#8217;Economist Intelligence Unit ha <a href="http://www.eiu.com/public/thankyou_download.aspx?activity=reg&amp;campaignid=liveabilityAug2011" target="_blank">pubblicato</a> l&#8217;edizione 2011 della classifica delle città più vivibili al mondo.</h1>
<p>Il concetto di vivibilità viene definito come l&#8217;abilità di una certa città nel fornire le migliori condizioni di vita. Questa classifica fu concepita per aiutare i reparti di risorse umane di aziende multinazionali a definire i bonus legati alla &#8220;difficoltà di trasferimento&#8221; dei propri impiegati che vanno a lavorare all&#8217;estero.</p>
<p>Quest&#8217;anno Melbourne rimpiazza Vancouver in cima alla classifica per la prima volta in un decennio. Ciò è dovuto ad un leggero peggioramento del punteggio dato all&#8217;infrastruttura relativa ai trasporti di Vancouver a causa di chiusura di una delle principali arterie stradali.</p>
<p>Questo peggioramento è minuscolo e non deve far pensare che la qualità della vita a Vancouver sia diventata pessima tutta di un colpo. Basta però a far sì che la città si ritrovi al terzo posto dietro a Melbourne e Vienna.</p>
<p>È possibile che nella prossima edizione Vancouver peggiori la sua posizione in classifica a causa dei tafferugli che sono avvenuti a giugno, quindi esclusi dal conteggio.</p>
<p>Riassumendo le condizioni richieste perché una particolare città venga considerata molto vivibile sembra vengano offerte prevalentemente da città australiane e canadesi.</p>
<p>Bisogna inoltre far notare che per quello che riguarda le prime 10 città, esse sono separate da un punteggio equivalente all&#8217;1,8%. In termini molto pratici si vive bene a Melbourne quanto a Auckland in Nuova Zelanda.</p>
<p>Queste città tendono ad essere di medie dimensioni in nazioni ricche con una densità della popolazione relativamente bassa. Questo sembra fornire la possibilità di uno stile di vita che non conduce ad alti livelli di criminalità o che pone pressione sull&#8217;infrastruttura. Infatti sette delle 10 città più vivibili sono in Australia e Canada, con densità di popolazione di 2,88 e di 3,40 persone per kilometro quadrato rispettivamente.</p>
<p>Le altre nazioni presenti nella top ten sono la Finlandia e la Nuova Zelanda, entrambe con densità di 16 persone per kilometro quadrato. Queste cifre devono essere confrontate con una media globale di 45,65 persone per kilometro quadrato. L&#8217;Austria è l&#8217;unica nazione che conta una città tra le prime 10 ed ha una densità di 100 persone per kilometro quadrato. L&#8217;Economist Intelligence Unit fa notare però che Vienna ha una popolazione di 1,7 milioni di persone, relativamente bassa rispetto ai centri urbani come quelli di New York, Londra, Parigi o Tokio.</p>
<p>La crisi economica in Europa ha avuto un impatto in Grecia in particolare. Il punteggio di Atene è sceso del 2,5% e adesso la capitale greca è l&#8217;unica città dell&#8217;Europa occidentale che si trova al di sotto della soglia dell&#8217;80%, definita come minimo per non presentare sfide alla vivibilità dei propri abitanti.</p>
<p>Sopra l&#8217;80% esistono poche difficoltà di vita e non dovrebbero essere previsti bonus per alleviare la vita dei propri impiegati in trasferta.</p>
<p>Il punteggio di vivibilità viene raggiunto assegnando punteggi relativi alla stabilità, alla sanità, alla cultura ed all&#8217;ambiente, all&#8217;istruzione e all&#8217;infrastruttura.</p>
<p>Le prime 10 città più vivibili al mondo sono:</p>
<ol>
<li>Melbourne</li>
<li>Vienna</li>
<li>Vancouuver</li>
<li>Toronto</li>
<li>Calgary</li>
<li>Sydney</li>
<li>Helsinki</li>
<li>Perth</li>
<li>Adelaide</li>
<li>Auckland</li>
</ol>
<p>mentre le 10 città meno vivibili al mondo sono:</p>
<p>Abidjan<br />
Teheran<br />
Douala<br />
Karachi<br />
Tripoli<br />
Algeri<br />
Lagos<br />
Port Moresby<br />
Dhaka<br />
Harare</p>
<p>Da notare che Kabul e Bagdad vengono escluse dalla classifica.</p>
<div id="attachment_6176" class="wp-caption aligncenter" style="width: 603px"><a href="http://www.eiu.com/public/thankyou_download.aspx?activity=reg&amp;campaignid=liveabilityAug2011"><img class="size-full wp-image-6176" title="Melbourne su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/08/Melbourne.jpg" alt="Melbourne su Italiansinfuga" width="593" height="359" /></a><p class="wp-caption-text">Melbourne su Italiansinfuga</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Classifica mondiale del potere di acquisto</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/08/24/classifica-mondiale-del-potere-di-acquisto/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 04:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>

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		<description><![CDATA[La UBS ha pubblicato l&#8217;aggiornamento per il 2011 della classifica del potere di acquisto in varie città mondiali. Questo sondaggio è stato compilato utilizzando migliaia di risposte a questionari che coprivano 122 beni di consumo e servizi, 122 domande relative ai salari, alle tasse ed alle ore lavorative per 14 diverse professioni. Usando questi dati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>La UBS ha pubblicato l&#8217;aggiornamento per il 2011 della classifica del potere di acquisto in varie città mondiali.</h1>
<p>Questo sondaggio è stato compilato utilizzando migliaia di risposte a questionari che coprivano 122 beni di consumo e servizi, 122 domande relative ai salari, alle tasse ed alle ore lavorative per 14 diverse professioni.</p>
<p>Usando questi dati, la UBS riesce a stilare classifiche relative ai salari, al costo della vita e, più importante, al potere di acquisto dei salari stessi. Queste classifiche sono stilate usando New York come punto di riferimento alla quale viene assegnato un punteggio di 100. Tutte le altre città ricevono un indice relativo a New York.</p>
<p>Per quel che riguarda il potere di acquisto, la Top 10 della classifica delle città è come segue:</p>
<ol>
<li>Zurigo</li>
<li>Sydney</li>
<li>Lussemburgo</li>
<li>Miami</li>
<li>Los Angeles</li>
<li>Dublino</li>
<li>Ginevra</li>
<li>New York</li>
<li>Chicago</li>
<li>Nicosia</li>
</ol>
<div id="__ss_8970076" style="width: 595px;"><strong><a title="Top 10 cities purchasing power" href="http://www.slideshare.net/italiansinfuga/top-10-cities-purchasing-power" target="_blank">Top 10 cities purchasing power</a></strong> <object id="__sse8970076" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="595" height="497" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=top10citiespurchasingpower-110823003241-phpapp02&amp;stripped_title=top-10-cities-purchasing-power&amp;userName=italiansinfuga" /><param name="name" value="__sse8970076" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse8970076" type="application/x-shockwave-flash" width="595" height="497" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=top10citiespurchasingpower-110823003241-phpapp02&amp;stripped_title=top-10-cities-purchasing-power&amp;userName=italiansinfuga" name="__sse8970076" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/italiansinfuga" target="_blank">italiansinfuga</a></div>
</div>
<p>In pratica il migliore potere di acquisto si ottiene vivendo a Zurigo, seguita da Sydney e dal Lussemburgo.</p>
<p>Per quello che riguarda le città italiane, in modo da fornirvi un punto di riferimento, Milano ottiene un punteggio di 75 mentre Roma ottiene un punteggio di 54.</p>
<p>In pratica il salario ed il costo della vita di Milano vi consentono un tenore di vita pari al tre quarti di quello di New York mentre a Roma riuscite ad avere un tenore di vita pari ad un po&#8217; più della metà di quello di New York.</p>
<p>Ovviamente queste classifiche sono indicative e da prendere con le pinze però possono darvi una buona idea di quale tenore di vita riuscirete a raggiungere in varie città estere.</p>
<p>Per consultare la classifica completa delle 73 città mondiali, visitate <a href="http://www.ubs.com/1/e/wealthmanagement/wealth_management_research/prices_earnings.html" target="_blank"><strong>questa pagina</strong></a>.</p>
<div id="attachment_6069" class="wp-caption aligncenter" style="width: 602px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/classifica/"><img class="size-full wp-image-6069" title="Classifiche su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/08/ranking.jpg" alt="Classifiche su Italiansinfuga" width="592" height="397" /></a><p class="wp-caption-text">Classifiche su Italiansinfuga</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Classifica delle nazioni dove andare in pensione</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/07/08/classifica-delle-nazioni-dove-andare-in-pensione/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2011/07/08/classifica-delle-nazioni-dove-andare-in-pensione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 01:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>

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		<description><![CDATA[La rivista International Living redige ogni anno la classifica delle nazioni dove andare in pensione. La rivista nacque trent&#8217;anni fa negli Stati Uniti iniziando come semplice newsletter che voleva diffondere il messaggio che è possibile vivere all&#8217;estero per un costo inferiore a quello che gli statunitensi incontravano ed incontrano tutt&#8217;oggi nella loro patria. La classifica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>La rivista <a title="International Living" href="http://internationalliving.com/2010/08/retirement-index-2010/" target="_blank">International Living</a> redige ogni anno la classifica delle nazioni dove andare in pensione.</h1>
<p>La rivista nacque trent&#8217;anni fa negli Stati Uniti iniziando come semplice newsletter che voleva diffondere il messaggio che è possibile vivere all&#8217;estero per un costo inferiore a quello che gli statunitensi incontravano ed incontrano tutt&#8217;oggi nella loro patria.</p>
<p>La <strong>classifica</strong> viene costruita usando un numero di criteri per giudicare quanto sia favorevole una nazione come destinazione per un pensionato.</p>
<p>Questi sono:</p>
<ul>
<li>il costo degli immobili e la facilità nel comprare casa</li>
<li>intrattenimento e cultura come ad esempio il numero pro capita di musei e cinema oppure il numero di studenti universitari eccetera</li>
<li>il costo della vita</li>
<li>stabilità politica</li>
<li>sanità</li>
<li>clima</li>
<li>benefici speciali per pensionati</li>
<li>infrastruttura</li>
</ul>
<p>Ovviamente vi è sempre un po&#8217; di soggettività per quel che riguarda questo tipo di classifica e soprattutto devo dire che la prospettiva usata è prevalentemente quella statunitense quindi con una certa visione di quale sia la vita ideale per un pensionato e poi legata a livello di salari e ricchezza accumulati in un&#8217;economia quale quella statunitense.</p>
<p>Ecco le prime 25 nazioni al mondo dove andare in pensione:</p>
<ol>
<li>Ecuador</li>
<li>Panama</li>
<li>Messico</li>
<li>Francia</li>
<li>Italia</li>
<li>Uruguay</li>
<li>Malta</li>
<li>Cile</li>
<li>Spagna</li>
<li>Costarica</li>
<li>Brasile</li>
<li>Argentina</li>
<li>Colombia</li>
<li>Nuova Zelanda</li>
<li>Stati Uniti</li>
<li>Portogallo</li>
<li>Australia</li>
<li>Belize</li>
<li>Malesia</li>
<li>Irlanda</li>
<li>Nicaragua</li>
<li>Regno Unito</li>
<li>Honduras</li>
<li>Repubblica Dominicana</li>
<li>Thailandia</li>
</ol>
<div id="attachment_5440" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/07/deck-chairs.jpg"><img class="size-medium wp-image-5440" title="Classifica delle nazioni dove andare in pensione" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/07/deck-chairs-300x225.jpg" alt="Classifica delle nazioni dove andare in pensione" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Classifica delle nazioni dove andare in pensione</p></div>
<p>Come potete vedere moltissime nazioni del centro e sud America che confermano la visione americana di questa classifica.</p>
<p>La rivista inoltre fornisce un breve riassunto delle prime cinque nazioni. Tralascio la Francia e l&#8217;Italia, ma produco per voi le prime tre giusto per aiutarvi a capire la prospettiva con la quale si è giunti a questi risultati.</p>
<p>Tutti gli italiani che hanno esperienza di questi tre paesi sono benvenuti a lasciare un commento per confermare o meno i costi menzionati.</p>
<p><strong>Ecuador</strong></p>
<p>L&#8217;Ecuador offre qualcosa a tutti: spiagge altipiani rurali, giungla e città di periodo coloniale. Potete fare pranzo al ristorante a due dollari e pagare un viaggio in taxi nella capitale, Quito, un dollaro. La permanenza in un buon hotel costa meno di $ 20.</p>
<p>L&#8217;Ecuador offre il mercato immobiliare più di valore dell&#8217;intera America Latina. Potete trovare un appartamento di nuova costruzione per meno di $ 50.000. Una casa stile cascina in montagna costa $ 90.000. Una casa di lusso con vista del Pacifico? $ 83.000.</p>
<p>I pensionati ottengono sconti su una vasta gamma di prodotti e servizi come ad esempio biglietti aerei o bollette domestiche.</p>
<p>Per molti il motivo principale per andare a vivere in Ecuador è il clima. La nazione si trova sull&#8217;equatore, ha spiagge tropicali ma offre anche un clima più mite sulle montagne andine.</p>
<p>Inoltre l&#8217;Ecuador offre ancora opportunità per investitori che abbiano una propensione per il rischio in una terra di frontiera.</p>
<p>Per quello che riguarda l&#8217;acquisto di casa nella capitale, Quito, International Living consiglia i quartieri di Gonzalez Suarez, Bella Vista e La Floresta.</p>
<p><strong>Panama</strong></p>
<p>Panama offre, secondo la rivista, il miglior <a title="Emigrare a Panama come pensionati" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/17/emigrare-a-panama-come-pensionati/" target="_blank">programma di residenza per pensionati</a> stranieri al mondo. Per coloro che vengono accettati, ci sono sconti disponibili su quasi tutto: 50% sull&#8217;intrattenimento, 30% sui trasporti pubblici, grossi sconti sui biglietti aerei e anche 25% di sconto quando si va a mangiare al ristorante.</p>
<p>Lo stile di vita è molto internazionale grazie alla presenza di immigrati provenienti da moltissime nazioni grazie al programma stesso.</p>
<p>Grazie a particolari incentivi, Panama City ospita 80 delle più grandi banche al mondo ed è quindi un importante centro finanziario. L&#8217;infrastruttura è inoltre ottima grazie all&#8217;investimento fatto dagli Stati Uniti per motivi militari e legati al Canale di Panama.</p>
<p>Se invece volete vivere al di fuori della città potete acquistare una casa in montagna, con un clima più mite, per $ 85.000. Le dimensioni molto ridotte della nazione fanno sì che le spiagge del Pacifico e quelle che si affacciano sui Caraibi distano tra loro soltanto 45 minuti di macchina.</p>
<p>Per quello che riguarda il settore immobiliare, International Living consiglia il quartiere El Cangrejo, famoso per una vita mondana molto attiva. Qui potete affittare per meno di cinquecento dollari al mese e comprare con $ 90.000.</p>
<p><strong>Messico</strong></p>
<p>Il <a title="Dieci motivi per emigrare in Messico" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/08/21/dieci-motivi-per-emigrare-e-vivere-in-messico/" target="_blank">Messico</a> viene collocato al terzo posto per tanti motivi, uno dei quali è la vicinanza agli Stati Uniti. Bel tempo, belle città coloniali, bellissime spiagge, il tutto unito alla qualità del benvenuto da parte dei messicani, molti dei quali parlano inglese.</p>
<p>Esistono già parecchie comunità di espatriati che aiutano ad ambientarsi velocemente come ad esempio a San Miguel de Allende, Ajijic o Puerto Vallarta. D&#8217;altro canto esistono moltissimi posti ancora inesplorati, come ad esempio sulla costa che si affaccia sui Caraibi dove si può condurre uno stile di vita ad un prezzo molto inferiore rispetto a quello statunitense od europeo.</p>
<p>In Messico il dollaro statunitense consente di comprare un appartamento da due camere da letto con vista sull&#8217;oceano Pacifico con $ 150.000. Sulla costa che si affaccia sui Caraibi, potete ancora trovare case vicino alla spiaggia disponibili per meno di $ 100.000.</p>
<p>International Living consiglia Merida, la capitale della penisola dello Yucatan. Un misto tra nuovo e vecchio: è una città coloniale che offre tutte le amenità moderne come centri commerciali, un aeroporto internazionale ed ottimi ospedali. Una coppia può vivere molto bene qui con $ 2000 al mese.</p>
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		<item>
		<title>Calcolatore interattivo della qualità della vita secondo l’OECD</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/06/29/calcolatore-interattivo-della-qualita-della-vita-secondo-loecd/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 06:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[calcolatore]]></category>
		<category><![CDATA[OECD]]></category>
		<category><![CDATA[qualità vita]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;OECD (l&#8217;organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha pubblicato uno strumento on-line che aiuta a valutare la qualità della vita nelle varie nazioni appartenenti. L&#8217;OECD ha lavorato per quasi 10 anni verso l&#8217;identificazione di criteri che misurano il progresso delle varie nazioni indipendentemente dal PIL bensì prendendo in considerazione aree che influenzano la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>L&#8217;OECD (l&#8217;organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha pubblicato uno strumento on-line che aiuta a valutare la qualità della vita nelle varie nazioni appartenenti.</h1>
<div id="attachment_5269" class="wp-caption alignleft" style="width: 200px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/logo-OECD.gif"><img class="size-full wp-image-5269" title="OECD" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/logo-OECD.gif" alt="OECD" width="190" height="70" /></a><p class="wp-caption-text">OECD</p></div>
<p>L&#8217;<strong>OECD</strong> ha lavorato per quasi 10 anni verso l&#8217;identificazione di criteri che misurano il progresso delle varie nazioni indipendentemente dal PIL bensì prendendo in considerazione aree che influenzano la vita di tutti giorni delle persone.</p>
<p>Il risultato di tutto ciò è la Better Life Initiative misurata attraverso il <a title="Better Life Index" href="http://www.oecdbetterlifeindex.org/" target="_blank">Better Life Index</a>. Questo indice è stato creato come uno strumento interattivo che vi permette di vedere la prestazione di varie nazioni a seconda dell&#8217;importanza che voi date a ciascuno di 11 argomenti, come ad esempio istruzione, casa, ambiente eccetera, che contribuiscono alla <strong>qualità della vita</strong> ed al benessere nelle nazioni appartenenti all&#8217;OECD.</p>
<p>L&#8217;indice contiene una descrizione della <strong>qualità della vita</strong> in ogni nazione, seguito dalla prestazione della nazione stessa per quello che riguarda 25 criteri specifici che contribuiscono agli 11 argomenti sui quali si misura il benessere.</p>
<p>L&#8217;indice di permette di dare più o meno importanza a ciascuno degli argomenti e quindi vi permette di decidere per conto vostro cosa contribuisce in modo maggiore al vostro benessere. Di conseguenza le vostre scelte cambieranno la classifica delle nazioni e potrete capire meglio quale nazione può offrire la destinazione migliore per la vostra emigrazione.</p>
<p>Gli 11 argomenti presi in considerazione per valutare la qualità della vita nelle varie nazioni sono:</p>
<ul>
<li>casa</li>
<li>salari</li>
<li>lavoro</li>
<li>comunità</li>
<li>istruzione</li>
<li>ambiente</li>
<li>governo</li>
<li>sanità</li>
<li>soddisfazione della vita</li>
<li>sicurezza</li>
<li>equilibrio tra lavoro e vita</li>
</ul>
<p>Come in tutte le altre classifiche che confrontano le varie nazioni del mondo, anche in questa, pur cambiando il peso dato ai vari fattori, i paesi scandinavi e quelli anglosassoni come l&#8217;Australia, Canada e la Nuova Zelanda si trovano in cima alla classifica.</p>
<p>L&#8217;Italia si piazza come al solito in fondo al gruppo dei paesi più avanzati, intorno al 20º posto o giù di lì.</p>
<p>Ho registrato un video che dimostra come usare il calcolatore.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UuHoOxRnDbU?hl=en&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/UuHoOxRnDbU?hl=en&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OOIK9YxQ2sY?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/v/OOIK9YxQ2sY?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div id="attachment_5270" class="wp-caption aligncenter" style="width: 607px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/2010/02/03/classifica-qualita-della-vita/"><img class="size-full wp-image-5270" title="Classifica qualità della vita" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/world-map4.jpg" alt="Classifica qualità della vita" width="597" height="422" /></a><p class="wp-caption-text">Classifica qualità della vita</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Classifica accessibilità al mercato immobiliare nei paesi anglosassoni</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/01/25/classifica-accessibilita-al-mercato-immobiliare-nei-paesi-anglosassoni/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 10:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[nuova zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[Costo della vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sito Demographia ha pubblicato l&#8217;edizione 2011 del sondaggio sulla accessibilità all&#8217;acquisto della casa nei paesi anglosassoni. Questo può fornire utili indizi a chi sta pensando di andare a vivere e lavorare nei paesi anglosassoni ma si sta chiedendo quale sia il costo della vita e se convenga fare il &#8220;trasloco&#8221;. Il sondaggio include 325 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il sito <a title="Demographia" href="http://www.demographia.com/dhi.pdf" target="_blank">Demographia</a> ha pubblicato l&#8217;edizione 2011 del sondaggio sulla accessibilità all&#8217;acquisto della casa nei paesi anglosassoni.</h1>
<p>Questo può fornire utili indizi a chi sta pensando di andare a vivere e lavorare nei <strong>paesi anglosassoni</strong> ma si sta chiedendo quale sia il costo della vita e se convenga fare il &#8220;trasloco&#8221;.</p>
<p>Il sondaggio include 325 mercati locali in Australia, Canada, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito, Stati Uniti e, per la prima volta quest&#8217;anno, Hong Kong.</p>
<p>Per misurare il livello di <strong>accessibilità</strong> dei cittadini alla casa il sondaggio usa la &#8220;<a title="Mediana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mediana_(statistica)" target="_blank">mediana</a> multipla&#8221;: il prezzo mediano della casa diviso per il salario familiare lordo annuale mediano.</p>
<p>Questa misura viene usata comunemente per valutare i mercati immobiliari urbani ed è consigliata dalla World Bank e dalle Nazioni Unite.</p>
<p>A livello di punteggi, vengono usate le seguenti definizioni:</p>
<ul>
<li>se la mediana multipla è oltre il 5,1, il <strong>mercato immobiliare</strong> viene definito come &#8220;severamente inaccessibile&#8221;</li>
<li>per punteggi che vanno dal 4,1 al 5,0, il <strong>mercato immobiliare</strong> viene definito come &#8220;seriamente inaccessibile&#8221;</li>
<li>per punteggi al 3,1 a quattro il <strong>mercato immobiliare</strong> viene definito come &#8220;moderatamente inaccessibile&#8221;</li>
<li>per punteggi inferiori al 3,1 il <strong>mercato immobiliare</strong> viene definito come &#8220;accessibile&#8221;.</li>
</ul>
<p>La semplicità di questa misura consente di valutare l&#8217;<strong>accessibilità</strong> di un <strong>mercato immobiliare</strong> un numero maggiore di persone mentre altre misure, più complicate, restringono la valutazione ad esperti del settore.</p>
<p>In passato i valori di mediana multipla sono stati relativamente simili in tutti i mercati presi in considerazione e definivano i <strong>mercati immobiliari</strong> come <strong>accessibili</strong>.</p>
<p>Questa definizione è ancora valida per molti mercati negli Stati Uniti e in Canada. Negli ultimi 10 anni però la situazione è cambiata di parecchio in Australia, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito ed in alcuni mercati particolari del Canada e degli Stati Uniti.</p>
<p>In particolare il Regno Unito, Australia e la Nuova Zelanda mostrano livelli di <strong>accessibilità</strong> all&#8217;acquisto della casa molto bassi.</p>
<p>Per quello che riguarda i mercati metropolitani, definiti come quelli con una popolazione oltre il milione di persone, tutte le città australiane, neozelandesi e Hong Kong sono seriamente inaccessibili. Per quello che riguarda il Regno Unito oltre la metà sono severamente inaccessibili mentre gli Stati Uniti offrono poco meno della metà delle metropoli come mercati immobiliari <strong>accessibili</strong>.</p>
<p>Le metropoli più inaccessibili sono in ordine decrescente:</p>
<ul>
<li>Hong Kong</li>
<li>Sydney</li>
<li>Vancouver</li>
<li>Melbourne</li>
<li>Plymouth &amp; Devon</li>
<li>San Francisco &#8211; Oakland</li>
<li>Londra</li>
<li>Adelaide</li>
<li>San Jose</li>
<li>Brisbane</li>
</ul>
<p>Per quel che riguarda le nazioni, fatta eccezione Hong Kong, l&#8217;Australia è la nazione con il <strong>mercato immobiliare</strong> meno accessibile con una mediana nazionale del 6,1. Seguono la Nuova Zelanda (5,3), il Regno Unito (5,2), l&#8217;Irlanda (4,0) mentre più distaccate si trovano il Canada (3,4) e gli Stati Uniti (3,0).</p>
<p>Per scoprire dove si piazza la vostra destinazione ideale, leggetevi il <a title="Demographia" href="http://www.demographia.com/dhi.pdf" target="_blank">documento</a> di Demographia.</p>
<p>Chi di voi vive in una nazione anglosassone? Che esperienza avete di accessibilità all&#8217;acquisto della casa?</p>
<p>Personalmente ci rendiamo conto che se dovessimo comprar casa adesso, invece che otto anni fa, faremmo molta più fatica ad acquistare la stessa casa nello stesso sobborgo in Australia.</p>
<div id="attachment_4181" class="wp-caption aligncenter" style="width: 596px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/01/bricks.jpg"><img class="size-full wp-image-4181" title="Classifica accessibilità al mercato immobiliare nei paesi anglosassoni" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/01/bricks.jpg" alt="Classifica accessibilità al mercato immobiliare nei paesi anglosassoni" width="586" height="440" /></a><p class="wp-caption-text">Classifica accessibilità al mercato immobiliare nei paesi anglosassoni</p></div>
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		<title>Come superare i momenti difficili all’estero</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 08:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
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		<category><![CDATA[estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è un guest post di Francesca Isabella Bove, psicologa residente a Barcellona, che ci fornisce un punto di vista professionale su come superare i momenti difficili all&#8217;estero. Partire è un po’ come morire? Forse si, certo è che la scelta di vivere in un paese diverso da quello d’origine costituisce un’apertura verso un’esperienza intensa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><em>Questo è un guest post di </em><a title="Francesca Isabella Bove" href="http://ipp-service.org/" target="_blank"><em>Francesca Isabella Bove</em></a><em>, psicologa residente a Barcellona, che ci fornisce un punto di vista professionale su come superare i momenti difficili all&#8217;estero.</em></h1>
<p>Partire è un po’ come morire?</p>
<p>Forse si, certo è che la scelta di vivere in un paese diverso da quello d’origine costituisce un’apertura verso un’esperienza intensa e ricca di cambiamenti. A volte la scelta è ponderata, altre obbligata, a volte si fugge altre si segue. In moltissimi casi chi sceglie di <strong>emigrare</strong> lo fa per chiudersi delle porte alle spalle ed averne di nuove davanti agli occhi, promettenti spiragli verso la realizzazione dei propri progetti.</p>
<p>Nella vastità delle motivazioni personali che spingono a preparare i bagagli..quelli grandi, si possono ritrovare delle “conseguenze” comuni a corto e lungo termine, sono i cosiddetti sintomi da stress migratorio. Detto così potrebbe sembrare qualcosa di bizzarro, evocare fantasie su rondini impazzite e stormi allo sbaraglio, beh in un certo senso il fattore disorientamento fa il suo gioco quando, soprattutto all’inizio, vengono a mancare quelle coordinate che per molto tempo ci avevano orientato dicendoci dove, come, con  e per chi eravamo.</p>
<p><strong>Emigrare</strong> costituisce quindi una crisi, una metaforica morte del conosciuto e  una rinascita nell’esplorazione dell’estraneitá. Ne scaturisce una prima fondamentale regola: non negare l’estraneo, non fare finta che sia tutto come prima mentre non lo è, per duro che possa sembrare aprirsi all’estraneità di contesti, persone e situazioni alla fine premia sempre.</p>
<p>In fondo nella decisione di <strong>emigrare</strong> si riconoscono dei vantaggi relativi alla realizzazione di propri obiettivi di sviluppo personale, i quali alla lunga si rivelano superiori agli svantaggi ed alle perdite cui si puó andare incontro.</p>
<p>Andiamo ora a vedere nel dettaglio quali sono le emozioni e le sensazioni che si possono sperimentare durante il periodo di crisi/adattamento:</p>
<p>•	Senso intenso di perdita generale del sé e delle relazioni importanti<br />
•	Sensazione perenne di confusione, non sapere dove andare o cosa fare<br />
•	Stati di ansia provocati dalla perdita delle relazioni  e dei contesti sociali familiari<br />
•	Senso di impotenza<br />
•	Stati di ansia provocati dal senso di incertezza verso il futuro<br />
•	Disturbi fisici o somatoformi (dist. alimentazione, dist.sonno, frequente mal di testa,  nausea,  etc..)<br />
•	Senso di isolamento, tristezza e nostalgia (“home-sickness”)<br />
•	Senso di inadeguatezza/estraneitá nei nuovi contesti<br />
•	Evitamento costante di situazioni sociali, perdita di interessi e apatia<br />
•	Rabbia e aggressivitá verso la cultura ospitante e suoi membri<br />
•	Costanti fantasie sul ritorno o su come fare per anticiparlo<br />
•	Stati alterni di malessere e benessere</p>
<p>E’ importante tener presente che nella fase iniziale di permanenza all’<strong>estero</strong>, specialmente se si tratta di un trasferimento definitivo o per lunghi periodi, è assolutamente naturale sperimentare certi stati emozionali come alcuni riassetti fisiologici dovuti anche ai cambi spazio-temporali e climatologici. Un fattore che può incidere notevolmente è la presenza del coniuge/famiglia, il quale  se da una parte costituisce un fattore protettivo rispetto all’isolamento dall’altra potrebbe acuire lo stress delle questioni pratiche (sistemazione, scuola dei figli, etc..).</p>
<p>Alcuni autori parlano a ragione  di “lutto migratorio”(Achotegui, 2002), in quanto alcuni degli  stati prima descritti sono anche gli stati che tipicamente si sperimentano a seguito di una perdita o meglio di una separazione da una persona cara o da qualcosa che consideravamo un punto fermo nella nostra vita. Anche le difese che di frequente  vengono messe in atto per fronteggiare il malessere sono del tutto simili a quelle del lutto: si passa da stati di negazione intensa (“ non è cambiato nulla”), alla rabbia aggressiva o al contrario all’iperadattamento, fino ad arrivare alla progressiva elaborazione delle proprie emozioni e all’attivazione del processo di con-vivenza.</p>
<p>Il risultato di questo processo è mediato da alcuni predittori, quali l’età, lo status socio-economico, il livello culturale, il grado di conoscenza della lingua del paese ospitante,  la qualitá di vita e dei rapporti che si avevano nel paese d’origine, la presenza della del/della compagno/a, il grado di assunzione della scelta ossia quanto il soggetto senta di aver maturato la decisione calcolandone i rischi o al contrario quanto si sia sentito in balía degli eventi. Infine sono importanti le prime azioni verso la ricerca di propri spazi vitali confortevoli e gratificanti, come anche un relativo interesse per la cultura ospitante.</p>
<p>A questo punto ci si potrebbe chiedere se ci sono delle azioni concrete e degli atteggiamenti che si possono adottare per superare con successo quei momenti di difficoltá. La risposta é sí! vediamone allora alcuni:</p>
<p><strong>Reagire e vivere</strong></p>
<p>•	Smettere di lamentarsi: crogiolarsi nel ripetere ció che non ci fa stare bene ci fa stare peggio in quanto ci rende inconsolabili, chi si lamenta vuole solo lamentarsi ancora.<br />
•	Uscire dall’isolamento: vedere cosa c&#8217;e’ di nuovo lá fuori ci dá alternative e ci rende piú liberi<br />
•	Sforzarsi di imparare presto la lingua e conoscere i codici gestuali del paese ospitante: ci libereremo cosí dal peso di non poter comunicare al meglio esprimendo una gamma ampia di sentimenti e sfumature. Inoltre eviteremo di essere fraintesi.<br />
•	Darsi obiettivi a breve e medio termine: professionali, sociali, formativi.<br />
•	Affrontare un problema alla volta: fare una lista dei problemi ed iniziare a risolvere i piú semplici<br />
•	Esprimere le proprie emozioni siano esse di gioia o di tristezza: piangere ma senza piangersi addosso!<br />
•	Evitare di rifugiarsi nelle sostanze stupefacenti , nell’alcool o nei farmaci: le quali forse ci fanno uno sconto momentaneo sulla frustrazione salvo poi presentare il conto con gli interessi!<br />
•	Frequentare luoghi e persone nuove e che consideriamo positive per la nostra crescita<br />
•	Coltivare gli interessi di sempre ma esplorarne anche di nuovi..<br />
•	Ritrovarsi con le persone, invitare, farsi invitare..scambiare convivialitá<br />
•	Circondarsi di cose e gesti che ci fanno stare bene: una passeggiata nel verde, una musica, un bagno caldo..a volte basta davvero poco per tornare a centrarsi<br />
•	Ricordarsi che il nostro paese d’origine non é scomparso dalla Terra e che se proprio non vogliamo rimanere dove siamo un modo per tornarci lo troveremo<br />
•	Ricordarsi spesso dell’obiettivo che avevamo quando siamo partiti e del perché allora i vantaggi superarono gli svantaggi.<br />
Chiaramente questi sono alcuni dei molti modi che ognuno puó cercare per migliorare la qualitá di vita nell’esperienza della migrazione. Consideriamo anche il fatto che alcuni gruppi particolarmente svantaggiati e con condizioni sfavorevoli in partenza e in arrivo nel paese ospitante devono ricevere un sostegno mirato alla comprensione delle loro peculiari esigenze, emotive e pratiche.</p>
<p>Inoltre é di vitale importanza non trascurare la persistenza di stati depressivi, confusionali o di isolamento (vedi sopra), in quanto  una cronicizzazione degli stessi puó rendere estremamente arduo il recupero di una vita soddisfacente, fino ad essere causa del fallimento del processo migratorio. In questi casi é sempre opportuno parlarne con uno psicologo, anche lo stesso medico di base puó orientare verso la ricerca di un aiuto specialistico appropriato.</p>
<p>Francesca Isabella Bove</p>
<p>Psicóloga Responsabile di “International Psychologists Project”<br />
<a title="IPP-Service.org" href="http://ipp-service.org/" target="_blank"> www.ipp-service.org</a></p>
<div id="attachment_3286" class="wp-caption aligncenter" style="width: 614px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/labirinto-con-globo.jpg"><img class="size-full wp-image-3286" title="Come superare i momenti difficili all’estero" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/labirinto-con-globo.jpg" alt="Come superare i momenti difficili all’estero" width="604" height="361" /></a><p class="wp-caption-text">Come superare i momenti difficili all’estero</p></div>
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		<title>Classifica globale delle opportunità economiche per le donne</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 21:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[economist]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Economist Intelligence Unit ha pubblicato una classifica globale delle nazioni con le maggiori opportunità economiche per le donne. Questa classifica è stata redatta tenendo in considerazione i seguenti fattori: politica del mondo del lavoro e riscontri pratici accesso a mezzi finanziari istruzione ed addestramento stato legale e sociale delle donne Lo studio rivela che, nonostante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>L’Economist Intelligence Unit ha pubblicato una <a title="Classifica globale opportunità per le donne" href="http://graphics.eiu.com/upload/WEO_report_June_2010.pdf">classifica</a> globale delle nazioni con le maggiori opportunità economiche per le donne.</h1>
<p>Questa <strong>classifica</strong> è stata redatta tenendo in considerazione i seguenti fattori:</p>
<ul>
<li>politica del mondo del lavoro e riscontri pratici</li>
<li>accesso a mezzi finanziari</li>
<li>istruzione ed addestramento</li>
<li>stato legale e sociale delle <strong>donne</strong></li>
</ul>
<p>Lo studio rivela che, nonostante i progressi fatti negli ultimi decenni, le <strong>donne</strong> non dispongono delle stesse opportunità offerte agli uomini in moltissime nazioni del mondo. In media, al mondo, le <strong>donne</strong> guadagnano il 75% degli uomini, una differenza che gli autori non ritengono giustificabile solo in base ai fattori istruzione ed esperienza lavorativa.</p>
<p>L’Economic Intelligence Unit ha quindi creato un indice che <strong>classifica</strong> le varie nazioni in base alle <a title="Pari opportunità all’estero" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/05/05/pari-opportunita-allestero/" target="_blank">opportunità</a> offerte alle donne dal punto di vista economico e lavorativo.</p>
<p>La classifica vede la Svezia, il Belgio e la Norvegia occupare i primi 3 posti. Il mercato del lavoro in queste nazioni è particolarmente aperto alle donne ed esistono alti livelli di istruzione in contesti legali e sociali all’avanguardia.</p>
<p>Le altre posizioni nella Top 10 sono occupate da:</p>
<ul>
<li>Finlandia</li>
<li>Germania</li>
<li>Islanda</li>
<li>Olanda</li>
<li>Nuova Zelanda</li>
<li>Canada</li>
<li>Australia</li>
</ul>
<p>L’Italia si posiziona al 31esimo posto con un punteggio penalizzato da:</p>
<ul>
<li>discriminazione di fatto sul mondo del lavoro (110 posto al mondo)</li>
<li>livello di accettazione della ‘Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination against Women (CEDAW)’ (78esimo posto)</li>
<li><strong>opportunità</strong> di fondare un’azienda (53 posto in classifica)</li>
</ul>
<p>Per quello che riguarda le donne che stanno pensando di trasferirsi all’estero, questa <strong>classifica</strong> offre buoni indizi su dove la condizione della donna sul mondo del lavoro è migliore.</p>
<p>In genere la classifica ribadisce quello che altre <a title="Classifica mondiale pari opportunità" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/10/28/classifica-mondiale-pari-opportunita/" target="_blank">classifiche</a> a livello <strong>globale</strong> sostengono. I Paesi scandinavi, nordici ed anglo-sassoni offrono le migliori opportunità di realizzarsi da un punto di vista economico.</p>
<p>Quale è la vostra esperienza di donna sul mondo del lavoro? Condividetela con un commento! Grazie!</p>
<div id="attachment_2898" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/08/world-map1-e1282131740419.jpg"><img class="size-medium wp-image-2898" title="Classifica globale opportunità economiche per le donne" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/08/world-map1-300x212.jpg" alt="Classifica globale opportunità economiche per le donne" width="300" height="212" /></a><p class="wp-caption-text">Classifica globale opportunità economiche per le donne</p></div>
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