Archive for 'Qualità della vita'

Classifica qualità della vita

International Living ha pubblicato la propria classifica della qualità della vita in 194 nazioni del mondo.

Qualità della vita non intesa come dove vivere bene con pochi soldi ma semplicemente vivere bene.

Per redarre la classifica, International Living considera punteggi nelle seguenti categorie:

  • costo della vita, rispetto al costo della vita negli Stati Uniti
  • cultura e tempo libero, livello di istruzione della popolazione, numero di musei eccetera
  • economia, valutata usando le misure statistiche più comuni
  • ambiente, valutato usando la densità della popolazione, il tasso di crescita della stessa, le emissioni causanti effetto serra
  • libertà, usando la classifica di Freedom House
  • salute, valutata in base alla qualità dell’assistenza sanitaria
  • infrastruttura, chiometri di strade, ferrovia per capita, numero di aereoporti
  • sicurezza, in base alle stime del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
  • clima, temperatura e precipitazioni medie

I punteggi vengono assegnati basandosi su informazioni pubblicate da fonti quali siti internet governativi, la World Health Organisation, The Economist e molti altri.

Inoltre vengono considerate le opinioni degli editori di International Living sparsi nel mondo. Al riguardo tenete conto che essi sono per lo più di origine anglosassone e scrivono per lettori in gran parte statunitensi quindi la loro visione della qualità della vita è diversa da quella degli Italiani e da quella di altri popoli.

E’ forse per questo che la presenza di nazioni scandinave nella Top 10, consueta in altre classifiche, quì è nulla.

Qual’è la classifica?

  1. Francia (82)
  2. Australia (81)
  3. Svizzera (81)
  4. Germania (81)
  5. Nuova Zelanda (79)
  6. Lussemburgo (78)
  7. Stati Uniti (78)
  8. Belgio (78)
  9. Canada (77)
  10. Italia (77)
  11. Paesi Bassi (77)
  12. Norvegia (77)
  13. Austria (77)
  14. Liechtenstein (76)
  15. Malta (76)
  16. Danimarca (76)
  17. Spagna (76)
  18. Finlandia (75)
  19. Uruguay (75)
  20. Ungheria (74)
  21. Portogallo (73)
  22. Lituania (73)
  23. Andorra (73)
  24. Repubblica Ceca (73)
  25. Regno Unito (73)
  26. Argentina (72)
  27. Slovenia (72)
  28. Grecia (72)
  29. Monaco (72)
  30. Svezia (71)
  31. Cile (71)
  32. Estonia (71)
  33. Costa Rica (71)
  34. Panama (71)
  35. Polonia (71)
  36. Giappone (70)
  37. Croazia (70)
  38. Brasile (70)
  39. Ecuador (70)
  40. Lettonia (70)
  41. Irlanda (70)
  42. Corea del Sud (69)
  43. Slovacchia (69)
  44. Bulgaria (69)
  45. Cipro (68)
  46. Messico (68)
  47. Israele (67)
  48. Islanda (67)
  49. Bermuda (66)
  50. Saint Kitts & Nevis (66)
  51. Sud Africa (66)
  52. Dominica (65)
  53. Romania (65)
  54. Isole Cayman (65)
  55. Moldavia (65)
  56. Colombia (64)
  57. Taiwan (64)
  58. Bolivia (64)
  59. Repubblica di Macedonia (63)
  60. Barbados (63)
  61. Mauritius (63)
  62. Namibia (63)
  63. Belize (63)
  64. Paraguay (63)
  65. Albania (63)
  66. Bosnia-Erzegovina (63)
  67. Bahamas (63)
  68. Ucraina (62)
  69. Grenada (62)
  70. Singapore (61)
  71. Antigua & Barbuda (61)
  72. Turchia (61)
  73. Repubblica Dominicana (61)
  74. Seychelles (61)
  75. Bhutan (61)
  76. Peru (60)
  77. Giamaica (60)
  78. Nicaragua (60)
  79. Botswana (60)
  80. Honduras (60)
  81. Suriname (60)
  82. Portorico (59)
  83. Tunisia (59)
  84. Brunei (59)
  85. Malesia (58)
  86. El Salvador (58)
  87. Guatemala (58)
  88. India (58)
  89. Venezuela (58)
  90. Cuba (57)
  91. Trinidad & Tobago (57)
  92. Polinesia Francese (57)
  93. Guyana (57)
  94. Tonga (57)
  95. Mongolia (57)
  96. Nauru (56)
  97. Cina (56)
  98. Georgia (56)
  99. Ghana (56)
  100. Maldive (56)
  101. Armenia (56)
  102. Lesotho (55)
  103. Martinica (55)
  104. Giordania (55)
  105. Filippine (55)
  106. Kuwait (55)
  107. Kiribati (55)
  108. Polinesia Francese (55)
  109. Bielorussia (54)
  110. Tailandia (54)
  111. Russia (54)
  112. Zambia (54)
  113. Libano (54)
  114. Palau (54)
  115. Malawi (54)
  116. Marocco (54)
  117. Samoa (Western Samoa) (54)
  118. Swaziland (54)
  119. Bahrain (54)
  120. Fiji (53)
  121. Sri Lanka (53)
  122. Madagascar (53)
  123. Tuvalu (53)
  124. Siria (53)
  125. Vietnam (53)
  126. Comore (53)
  127. Nepal (52)
  128. Qatar (52)
  129. Indonesia (52)
  130. Macao (52)
  131. Vanuatu (52)
  132. Senegal (52)
  133. Isole Salomone (52)
  134. Tagikistan (51)
  135. Egitto (51)
  136. Benin (51)
  137. Kenya (51)
  138. Kirghizistan (51)
  139. Azerbaijan (51)
  140. Corea del Nord (51)
  141. Emirati Arabi Uniti (50)
  142. Capo Verde (50)
  143. Isole Marshall (50)
  144. Tanzania (50)
  145. Bangladesh (50)
  146. Algeria (50)
  147. Uganda (50)
  148. Uzbekistan (49)
  149. Cambogia (49)
  150. Iran (49)
  151. Mozambico (49)
  152. Gambia (48)
  153. Papua Nuova Guinea (48)
  154. Mayotte (48)
  155. Kazakistan (48)
  156. Mali (48)
  157. Libia (48)
  158. Guinea-Bissau (47)
  159. Micronesia (47)
  160. Togo (47)
  161. Myanmar (Birmania) (46)
  162. Turkmenistan (46)
  163. Etiopia (46)
  164. Repubblica del Congo - (46)
  165. Ruanda (46)
  166. Nigeria (46)
  167. Gabon (46)
  168. Oman (45)
  169. Arabia Saudita (45)
  170. Iraq (45)
  171. Laos (45)
  172. Camerun (45)
  173. Mauritania (45)
  174. Niger (44)
  175. Burkina Faso (44)
  176. Guinea Equatoriale (44)
  177. Burundi (44)
  178. Pakistan (43)
  179. Haiti (43)
  180. Zimbabwe (43)
  181. Repubblica Centrafricana (43)
  182. Costa d’Avorio (43)
  183. Liberia (42)
  184. Congo, Repubblica Democratica del (42)
  185. Angola (42)
  186. Guinea (41)
  187. Eritrea (40)
  188. Gibuti (40)
  189. Sierra Leone (38)
  190. Afghanistan (37)
  191. Ciad (34)
  192. Sudan (33)
  193. Yemen (33)
  194. Somalia (30)

Cosa ne pensate? Siete d’accordo?

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L’Australia deve programmare un’altra città per gestire la crescita della popolazione

Secondo un’articolo su The Age, il quotidiano di Melbourne, l’Australia deve programmare la costruzione di una nuova città per far fronte al boom demografico previsto entro il 2050, come sostiene il demografo Bernard Salt.

Il Paese ha le risorse per ospitare 35 milioni di persone ma gli Australiani dovranno essere più astuti su dove e come vivono.

”Sarà richiesta una modifica significativa al modo in cui abbiamo colonizzato il Paese e al nostro stile di vita,” ha detto Salt.

”Potrebbe anche essere opportuno fondare una nuova città a Nord, nello stesso modo in cui negli ultimi 50 anni abbiamo creato la Gold Coast. Le precipitazioni piovose e l’agricoltura delle regioni del Pilbara e del Kimberley le rendono idonee per uno sviluppo più intenso.”

Il primo ministro Kevin Rudd ha alimentato il dibattito sulla popolazione in concomitanza con l’Australia Day, avvertendo di una pressione sul sistema sanitario a causa dell’invecchiamento della popolazione.

Salt ha affermato che le proiezioni di crescita della popolazione non possono assumere che il livello di stile di vita attuale possa essere mantenuto.

E’ probabile che gli Australiani in futuro dovranno usare di più cisterne d’acqua e pannelli solari, usare meno le automobili e lavorare o da casa o vicino a casa, migliorando così l’usodi risorse naturali.

La popolazione mondiale è destinata a crescere fino a 9 miliardi contro i circa 7 miliardi di oggi. Salt afferma che l’Australia, una nazione di 22 milioni di persone con le risorse di un continente, ha un imperativo morale di accettare una cospicua quota di immigrati.

Secondo Salt “Il resto del pianeta, dice, ‘Stiamo annegando in condizioni di povertà mentre l’Australia sta seduta su 22 milioni di persone, e non vuole accettare immigranti perché compromette la qualità del loro stile di vita’.”

In modo simile, il professore Graeme Hugo dell’Università di Adelaide ha detto di chiudere la porta in materia di immigrazione non è un opzione.

”A causa della nostra struttura demografica, perderemo il 40 per cento della nostra forza lavoro nei prossimi 15 o 20 anni,” il professore di geografia ha detto. ”Non si tratta solo di creare nuovi posti di lavoro, si tratta anche di sostituire coloro che andranno in pensione.”

Il professor Hugo ha anche detto che è necessaria una nuova ottica su dove far insediare questa crescita di popolazione. La tradizione legata alla colonizzazione che ha dettato la creazione di metropoli sulla fascia costiera può essere superata grazie all’uso delle nuove tecnologie che consentono di lavorare con meno vincoli alla propria locazione fisica.

”Che si tratti di una nuova città o lo sviluppo in luoghi meno colpiti dal cambiamento climatico, come la Tasmania, o la parte settentrionale dell’Australia, tutte queste opzioni devono essere sul tavolo”, ha detto.

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Domenica mattina a Melbourne

Un breve video per farvi vedere cosa alcuni di noi, quelli con famiglia, fanno la domenica mattina a Melbourne, Australia.

Abbiamo la fortuna di vivere a Mordialloc, un sobborgo di Melbourne a circa 25 chilometri dalla City ed in riva al mare.

Questo significa che spesso e volentieri la domenica mattina, specialmente d’estate, si cammina un 5 minuti verso la spiaggia, si prende un caffè da asporto e si utilizzano le opportunità di svago presenti dappertutto in Australia.

Spazi aperti e attrezzature di svago tipo parco giochi o barbecue per passare alcune ore in compagnia di amici.

Oggi purtroppo il tempo non era granchè pur essendo Dicembre quindi estate. Nuvoloso e 21 gradi.

Nel video potete vedere la spiaggia. A differenze di tante spiaggie in Italia, l’accesso alla spiaggia in tutta l’Australia è gratuito. Non ci sono stabilimenti balneari e le spiaggie sono molto, molto meno affollate che in Italia ed in Europa.

Il parco giochi che vedete è un esempio tipico dei parchi giochi qui in Australia. Noi ne abbiamo quattro simili nel raggio di 5 - 10 minuti a piedi. Di nuovo, completamente gratuiti.

Come potete notare, il parco giochi è coperto da vele per riparare dal sole cocente australiano che, particolarmente d’estate, brucia parecchio.

Sono inoltre presenti parecchi barbecue per coloro che vogliono mangiare pranzo o cena con cibo portato da casa tipo salsiccie o gamberi.

Buona domenica!

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Emigrare a Panama come pensionati

Secondo Business Week Panama offre sanità di qualità, bassi costi e sta attraendo professionisti americani che vogliono andare in pensione.

Quindi perchè non gli Italiani? Vediamo cosa possiamo imparare dai pensionati americani.

Panama sta diventando popolare per coloro che stanno per andare in pensione e che vogliono evitare la recessione globale. Il Migration Policy Institute, un gruppo di esperti di Washington che studia il movimento di persone nel mondo, sostiene che i motivi principali che attirano professionisti Americani verso Panama sono la sanità da Primo Mondo a prezzi da Terzo Mondo e gli sconti per i pensionati. Gli anziani ricevono sconti del quasi 50 per cento su quasi tutto (anche se ho letto nei commenti dell’articolo originale che la cifra è del 25% su alcune cose per chi ha un visto da residente).

Gli immigrati inoltre non pagano tasse a Panama su reddito guadagnato all’estero e non pagano tasse sulla proprietà per i primi 20 anni.

Aiuta anche il fatto che il prezzo di una bellissima villa in riva al mare è lo stesso di una dimora non granchè in Florida. Jon Nickel e sua moglie Gretchen dicono che avrebbero speso 3 milioni di dollari per il loro appartamento di 280 metri quadri con vista mare a Miami mentre a Panama City hanno speso 250 mila dollari, con parte dei 800 mila dollari ricevuti della vendita della loro casa a Portland, Oregon.

Altri aspetti positivi offerti da Panama sono il prezzo di una domestica (15 dollari al giorno) e il costo della copertura sanitaria 800 dollari all’anno a Panama mentre negli Stati Uniti il costo è di 1,200 dollari al mese.

Altri risparmi sono disponibili a chi ha bisogno di infermieri: Barbara Dove, 66enne colpita dal morbo di Parkinson, scoprì che un’infermiera a Seattle costa 25 dollari all’ora mentre a Panama costa 25 dollari al gionro.

Si stima che 25 mila emigrati statunitensi vivano a Panama per approfittare del potere relativo del dollaro.

Panama ha comunque difetti: la lentezza del ritmo della vita e della burocrazia; acqua ed elettricità vanno e vengono; il traffico non conosce regole.

Insomma Panama sembra offrire un’alternativa a chi vuole andare in pensione e usare meglio i risparmi accumulati.

Siccome quando traduco e scrivo articoli di questo tipo c’è sempre chi commenta che ‘non è vero, si vede che non avete mai visitato Panama’, ci sono Italiani a Panama che vogliono confermare o smentire cosa scritto quì sopra?

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Classifica mondiale pari opportunità

Il World Economic Forum ha pubblicato l’edizione 2009 del Global Gender Gap Index, la classifica mondiale delle pari opportunità. Nella graduatoria tutte la nazioni del mondo vengono valutate in base ad un numero di fattori che determinano quale sia la parità tra uomini e donne.

Come al solito queste classifiche sono da prendersi con le molle ma danno un’indicazione della relatività tra nazioni che può esservi utile se state pensando di emigrare all’estero.

Il World Economic Forum afferma che lo studio dimostra che la parità tra uomini e donne è d’obbligo per le società che intendono essere competitive economicamente e prosperare.

Lo studio rivela che le nazioni nordiche hanno la minor diseguaglianza tra uomini e donne, confermando il loro posto in cima alle varie graduatorie di qualità della vita.

L’Islanda conquista il primo posto della classifica superando la Finlandia e la Norvegia (prima l’anno scorso). La Svezia al quarto posto completa la dominazione scandinava dei primi posti della graduatoria 2009.

La classifica si basa su come le nazioni dividono opportunità e risorse tra uomini e donne, indipendentemente dal livello assoluto di risorse.

Le altre nazioni nella Top 10 sono la Nuova Zelanda, il Sud Africa, la Danimarca, l’Irlanda, le Filippine ed il Lesotho.

Altre nazioni di interesse ai lettori di italiansinfuga sono l’Olanda (11), Germania (12), Regno Unito (15), Spagna (17), Australia (20), Canada (25), Stati Uniti (31), Belgio (33).

L’Italia? Al 77esimo posto, uno dei più bassi in Europa.

I motivi? Una bassa partecipazione delle donne all’attività economica del Paese.

Se siete donne in Italia e state pensando di emigrare per migliorare le vostre opportunità di lavoro, leggete la classifica completa per farvi un’idea di dove sia meglio emigrare.

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Dove andare ad abitare a Melbourne?

Mi è stato chiesto di consigliare un buon quartiere per abitare a Melbourne con famiglia anche lontano dal centro.

Preciso che Melbourne è una città enorme e dopo sette anni di vita quì ancora non ho visitato la maggior parte dei quartieri soprattutto al nord ed ovest.

I quartieri più vicini alla City sono più adatti ai giovani senza famiglia. Quartieri come Richmond, South Yarra, St Kilda, Carlton, Fitzroy sono sì interessanti ed offrono moltissimo ma per le famiglie sono meno ideali perchè mancano, relativamente parlando, spazi sia all’interno delle case che all’esterno. I prezzi degli affitti e delle case sono inoltre alti quando le finanze devono mantenere la famiglia.

I quartieri dell’Ovest e dell’estremo Nord hanno una cattiva reputazione ma sinceramente non saprei non avendoli mai visitati. Inoltre le differenze tra il peggio ed il meglio dell’Australia non sono così marcate come in Italia ed in Inghilterra, le due nazioni dove ho vissuto di più.

Consiglierei vivamente i quartieri Bayside (vicino alla Port Philip Bay) che si trovano lungo la Nepean Highway, una delle strade principali che conducono verso la City. Ad esempio, Bentleigh, Moorabbin, Cheltenham, Mentone, Parkdale e Mordialloc.

Questi quartieri sono relativamente vicini al centro, tra i 15 e i 25 chilometri, con veloci collegamenti sia in macchina che in treno e distano poco dalla spiaggia.

Non costano troppo a differenza dei quartieri dell’Est tipo Hawthorn, Kew, Camberwell, anch’essi buoni per la famiglia ma più adatti alle famiglie benestanti.

Le case sono tipiche dei sobborghi di Melbourne con grandi spazi e giardini, adatte alle famiglie, anche numerose. Il traffico è poco, soprattutto arrivando dall’Italia, consentendo una vita più tranquilla e con meno pericoli.

Il messaggio di fondo però è di non preoccuparsi troppo perchè la maggior parte dei quartieri di Melbourne offre una qualità della vita ottima. Alla fine la scelta si baserà su fattori personali tipo la distanza dal posto di lavoro e presenza di amici e parenti.

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Classifica mondiale dei migliori Paesi in cui vivere

L’ONU ha pubblicato la classifica mondiale dei migliori Paesi in cui vivere.

L’Human Development Index (HDI) misura la sviluppo di una nazione da un punto di vista umano.

Riporta fattori quali:

  • longevità e salute espressa in termini di aspettativa alla nascita
  • accesso a conoscenza e cultura, misurato in base al tasso di alfabetizzazione e l’iscrizione all’istruzione
  • tenore di vita, misurato come GDP per capita relativo al potere d’acquisto

Queste misure vengono poi usate per arrivare ad un punteggio tra 0 ed 1 e la classifica viene redatta a seconda del punteggio relativo tra le nazioni.

La classifica del 2009 include 182 nazioni, usa data risalenti al 2007 e quindi non include l’impatto della crisi economica globale.

Tra il 2006 ed il 2007, il punteggio è salito in 174 nazioni ed è sceso in sole 4 nazioni.

La Cina è la nazione con il maggiore balzo in classifica, migliorandosi di 7 posizioni, seguita da Colombia e Perù, grazie all’incremento dei salari.

La Norvegia è in cima alla classifica, seguita dall’Australia e dall’Islanda. Il podio rimane immutato mentre ci sono pochi cambiamenti nelle prime dieci con la sola Francia che spodesta il Lussemburgo.

L’Italia si piazza al diciottesimo posto, tra il Belgio ed il Liechtenstein, una posizione che la pone nel gruppo delle nazioni con un ‘Sviluppo umano molto alto’, la categoria migliore.

E le altre nazioni che seguiamo regolarmente su italiansinfuga.com?

Il Canada si piazza al quarto posto; l’Irlanda al quinto; l’Olanda al sesto; la Svezia al settimo; il Giappone al decimo; gli USA al tredicesimo; la Spagna al quindicesimo; la Danimarca al sedicesimo; la Nuova Zelanda la ventesimo; il Regno Unito al ventunesimo; la Germania al ventiduesimo.

Se state decidendo di emigrare, fatevi aiutare nella scelta della destinazione da questa classifica.

Ecco la classifica completa.

Norway 0.971

Australia 0.970

Iceland 0.969

Canada 0.966

Ireland 0.965

Netherlands 0.964

Sweden 0.963

France 0.961

Switzerland 0.960

Japan 0.960

Luxembourg 0.960

Finland 0.959

United States 0.956

Austria 0.955

Spain 0.955

Denmark 0.955

Belgium 0.953

Italy 0.951

Liechtenstein 0.951

New Zealand 0.950

United Kingdom 0.947

Germany 0.947

Singapore 0.944

Hong Kong, China (SAR) 0.944

Greece 0.942

Korea (Republic of) 0.937

Israel 0.935

Andorra 0.934

Slovenia 0.929

Brunei Darussalam 0.920

Kuwait 0.916

Cyprus 0.914

Qatar 0.910

Portugal 0.909

United Arab Emirates 0.903

Czech Republic 0.903

Barbados 0.903

Malta 0.902

Bahrain 0.895

Estonia 0.883

Poland 0.880

Slovakia 0.880

Hungary 0.879

Chile 0.878

Croatia 0.871

Lithuania 0.870

Antigua and Barbuda 0.868

Latvia 0.866

Argentina 0.866

Uruguay 0.865

Cuba 0.863 51

Bahamas 0.856

Mexico 0.854

Costa Rica 0.854

Libyan Arab Jamahiriya 0.847

Oman 0.846

Seychelles 0.845

Venezuela 0.844

Saudi Arabia 0.843

Panama 0.840

Bulgaria 0.840

Saint Kitts and Nevis 0.838

Romania 0.837

Trinidad and Tobago 0.837

Montenegro 0.834

Malaysia 0.829

Serbia 0.826

Belarus 0.826

Saint Lucia 0.821

Albania 0.818

Russian Federation 0.817

Macedonia 0.817

Dominica 0.814

Grenada 0.813

Brazil 0.813

Bosnia and Herzegovina 0.812

Colombia 0.807

Peru 0.806

Turkey 0.806

Ecuador 0.806

Mauritius 0.804

Kazakhstan 0.804

Lebanon 0.803

Armenia 0.798

Ukraine 0.796

Azerbaijan 0.787

Thailand 0.783

Iran 0.782

Georgia 0.778

Dominican Republic 0.777

Saint Vincent and the Grenadines 0.772

China 0.772

Belize 0.772

Samoa 0.771

Maldives 0.771

Jordan 0.770

Suriname 0.769

Tunisia 0.769

Tonga 0.768

Jamaica 0.766

Paraguay 0.761

Sri Lanka 0.759

Gabon 0.755

Algeria 0.754

Philippines 0.751

El Salvador 0.747

Syrian Arab Republic 0.742

Fiji 0.741

Turkmenistan 0.739

Occupied Palestinian Territories 0.737

Indonesia 0.734

Honduras 0.732

Bolivia 0.729

Guyana 0.729

Mongolia 0.727

Viet Nam 0.725

Moldova 0.720

Equatorial Guinea 0.719

Uzbekistan 0.710

Kyrgyzstan 0.710

Cape Verde 0.708

Guatemala 0.704

Egypt 0.703

Nicaragua 0.699

Botswana 0.694

Vanuatu 0.693

Tajikistan 0.688

Namibia 0.686

South Africa 0.683

Morocco 0.654

Sao Tome and Principe 0.651

Bhutan 0.619

Lao People’s Democratic Republic 0.619

India 0.612

Solomon Islands 0.610

Congo 0.601

Cambodia 0.593

Myanmar 0.586

Comoros 0.576

Yemen 0.575

Pakistan 0.572

Swaziland 0.572

Angola 0.564

Nepal 0.553

Madagascar 0.543

Bangladesh 0.543

Kenya 0.541

Papua New Guinea 0.541

Haiti 0.532

Sudan 0.531

Tanzania 0.530

Ghana 0.526

Cameroon 0.523

Mauritania 0.520

Djibouti 0.520

Lesotho 0.514

Uganda 0.514

Nigeria 0.511

Togo 0.499 159

Malawi 0.493

Benin 0.492

Timor-Leste 0.489

Côte d’Ivoire 0.484

Zambia 0.481

Eritrea 0.472

Senegal 0.464

Rwanda 0.460

Gambia 0.456

Liberia 0.442

Guinea 0.435

Ethiopia 0.414

Mozambique 0.402

Guinea-Bissau 0.396

Burundi 0.394

Chad 0.392

Congo 0.389

Burkina Faso 0.389

Mali 0.371

Central African Republic 0.369

Sierra Leone 0.365

Afghanistan 0.352

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La Commissione Europea ha pubblicato una classifica dei sistemi sanitari in Europa.

La graduatoria si basa su una combinazione di risposte da parte di pazienti, di dati sui risultati della gestione dei pazienti e di qualità e modernità delle strutture.

Naturalmente, come per tutte le graduatorie di questo tipo, bisogna prendere i risultati con le pinze ma, se vi interessa emigrare in Europa, questa classifica può aiutarvi a scegliere una nazione rispetto ad un’altra.

Questo è importante soprattutto se avete bisogno di cure ad intervalli regolari e se avete intenzione di rimanere all’estero a lungo e quindi sarete più bisognosi di cure ospedaliere con l’avanzamento dell’età.

Come al solito, le nazioni nordiche la fanno da padrone con l’Olanda in cima alla classifica seguita da Danimarca, Islanda, Austria, Svizzera e Germania.

Giusto per farvi capire l’Italia si piazza un pò sopra di metà classifica, sotto il Regno Unito, mentre la classifica si chiude con Paesi dell’est europeo.

Ringrazio Cavesi a Dublin della segnalazione.

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Classifica 2009 del costo della vita nelle principali città del mondo

La Mercer ha pubblicato la classifica del costo della vita nelle principali città del mondo per il 2009.

In breve:

  • Tokyo soppianta Mosca come città più costosa al mondo mentre Johannesburg è la meno cara
  • Città asiatiche ed europee dominano la Top 10
  • Ci sono stati parecchi cambiamenti rispetto all’anno scorso dovuti soprattutto al cambio di valuta
  • Londra ora è sedicesima mentre New York entra a far parte della Top 10

Le dieci città più costose al mondo per ‘expats’ sono:

  1. Tokyo
  2. Osaka
  3. Mosca
  4. Ginevra
  5. Hong Kong
  6. Zurigo
  7. Copenhagen
  8. New York
  9. Pechino
  10. Singapore

Milano invece è all’undicesimo posto con Roma al diciottesimo.

costo della vita COST OF LIVING

Nella classifica Mercer, New York viene usata come città di base con un punteggio di 100 punti. Tutte le altre città vengono confrontate a New York ed il costo della vita nella valuta di origine viene poi misurato in dollari statunitensi.

Ad esempio, Tokyo ha un punteggio di 143,7 punti ed è quasi tre volte più costosa di Johannesburg che ha un punteggio di 49,6.

Il sondaggio copre 143 città in sei continenti e misura il costo di circa 200 tra alloggio, trasporti, cibo, vestiario, beni per la casa e divertimento. I risultati vengono utilizzati da multinazionali e governi per determinare il compenso economico per gli impiegati che lavorano all’estero.

Quest’anno vi è stato un significativo rimescolamento della graduatoria in gran parte dovuto al cambiamento dei valori di scambio delle valute. La maggior parte delle città europee sono scese in classifica con Varsavia ad esempio che è scesa di 78 posti dal 35esimo a l 113esimo.

Le stesse tendenze sono state riscontrate per città in Australia, Nuova Zelanda e India. Sydney ad esempio era la quindicesima città più costosa al mondo nel 2008 mentre quest’anno si classifica al 66esimo posto.

Al contrario, città negli Stati Uniti, Cina, Giappone e Medio Oriente sono salite in classifica.

Nathalie Constantin-Métral, senior researcher della Mercer, ha detto: “come conseguenza diretta della recessione globale, abbiamo osservato grandi fluttuazioni delle valute internazionali e questo ha avuto un grande impatto sulla classifica di quest’anno. Molte valute, incluse la sterlina e l’euro, si sono indebolite rispetto al dollaro statunitense causando una caduta in classifica delle città europee. Le multinazionali, essendo esposte a diverse economie e valute, sono influenzate in modo particolare dal rallentamento economico. Essendo la riduzione dei costi una priorità, essere alla conoscenza dei costi associati con gli impiegati all’estero è essenziale per la salute dell’azienda.”

Per leggere la classifica delle 50 città più costose al mondo visitate il sito della Mercer.

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Classifica mondiale città più vivibili

L’Economist Intelligence Unit ha pubblicato l’edizione 2009 della classifica mondiale delle città più vivibili.

Lo studio ha valutato le condizioni di vita in 140 città del mondo assegnando punteggi a fattori sia quantitativi che qualitativi in cinque categorie: stabilità, sanità, cultura ed ambiente; istruzione ed infrastruttura. La classifica fornisce un punteggio complessivo che può andare dallo zero ai 100 punti, con zero che corrisponde ad intollerabile mentre 100 corrisponde ad ideale. 

Le città con un punteggio superiore agli 80 punti hanno poche pecche sullo standard di vita mentre le città con un punteggio di 50 o meno presentano difficoltà quotidiane.

  • Vancouver rimane in cima alla classifica con un punteggio di 98. Le uniche difficoltà per la vita a Vancouver sono la piccola criminalità e la disponibilità di case di buona qualità. 
     
  • Ci sono poche differenze in pratica tra le prime dieci città al mondo. Sydney e Zurigo, none a pari merito, hanno un punteggio di soli due punti più basso di Vancouver.
     
  • 64 città raggiungono un punteggio superiore agli 80 punti mentre 13 città non raggiungono i 50 punti.

 
Vancouver

Vienna si classifica seconda mentre Melbourne terza. Toronto sale dal sesto al quarto posto e città canadesi e australiane occupano sei delle prime dieci posizioni. Vienna, Helsinki, Zurigo e Ginevra completano la Top 10.

Le città che si classificano meglio tendono ad essere di dimensione media, in nazioni sviluppate con una bassa densità di popolazione, con buone risorse culturali e di svago ma con livelli di criminalità più bassi o problemi di infrastruttura minori caratteristici di città più grandi. 

Le città che si classificano peggio sono in genere in Africa e Asia dove instabilità ed carente infrastruttura creano problemi notevoli alla vita di tutti i giorni (l’Afghanistan e l’Irak sono stati esclusi dal sondaggio). 

Grazie a Carlo per la segnalazione!

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