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	<title>italiansinfuga &#187; Polonia</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>La Polonia fa fatica a far rientrare i cervelli</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/09/20/la-polonia-fa-fatica-a-far-rientrare-i-cervelli/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 01:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo un articolo pubblicato su CNN, la Polonia sta facendo fatica a rientrare in patria quelli emigrati da quando la nazione è entrata a far parte della Comunità Europea. Dopo sei anni vissuti nel Regno Unito, prima come studente poi come impiegato in banca, Krzysztof Waliszczak è tornato in Polonia. Adesso lavora per una banca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Secondo un articolo pubblicato su <a href="http://edition.cnn.com/2011/WORLD/europe/09/07/poland.return.migration/index.html" target="_blank">CNN</a>, la Polonia sta facendo fatica a rientrare in patria quelli emigrati da quando la nazione è entrata a far parte della Comunità Europea.</h1>
<p>Dopo sei anni vissuti nel Regno Unito, prima come studente poi come impiegato in banca, Krzysztof Waliszczak è tornato in <strong>Polonia</strong>.</p>
<p>Adesso lavora per una banca internazionale nella sua città di origine, Cracovia.</p>
<p>Waliszczak, 27 anni, sarebbe tornato prima ma stava facendo fatica a trovare un buon lavoro in <strong>Polonia</strong> nel bel mezzo della crisi economica globale.</p>
<div id="attachment_6511" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/polonia/"><img class="size-medium wp-image-6511" title="Polonia su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/09/colleagues-300x224.jpg" alt="Polonia su Italiansinfuga" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Polonia su Italiansinfuga</p></div>
<p>La molla che gli ha fatto prendere la decisione è stata la malattia della madre e, con l&#8217;aiuto di un&#8217;agenzia di collocamento di Londra specializzata nell&#8217;aiutare professionisti polacchi a trovare lavoro in <strong>Polonia</strong>, è riuscito a trovare un lavoro velocemente.</p>
<p>Waliszczak è il tipo di persona che il governo polacco vuole far rientrare in patria: istruito, qualificato e giovane, emigrato all&#8217;estero dopo l&#8217;ingresso della Polonia nella Comunità Europea nel 2004.</p>
<p>L&#8217;ufficio statistiche del governo polacco stima che, tra il 2004 ed il 2009, 2 milioni di polacchi (su una popolazione di 38 milioni) sono emigrati ed il 70% di essi è rimasto per più di un anno.</p>
<p>Ultimamente il tasso di partenza è diminuito ma non si è ancora verificato un ritorno di massa nonostante la <strong>Polonia</strong> sia stata l&#8217;unica nazione della Comunità Europea ad evitare la recessione.</p>
<p>Nel 2008, il governo polacco ha lanciato un&#8217;iniziativa chiamata &#8220;Have you got a PLan to return?&#8221; per incentivare i polacchi all&#8217;estero al ritorno in patria. Il governo si aspettava che la combinazione di una situazione grave dal punto di vista economico nell&#8217;Europa occidentale e le buone prospettive per l&#8217;economia polacca potesse far ritornare i polacchi in patria.</p>
<p>Krystyna Iglicka, professoressa di economia presso il Center for International Relations a Varsavia, sostiene che &#8220;il governo polacco sarebbe molto lieto del ritorno degli emigrati ma è troppo tardi. Stiamo perdendo popolazione, stiamo perdendo giovani e stiamo perdendo persone altamente istruite. Quando questi mettono su famiglia all&#8217;estero diventa molto più difficile per loro tornare indietro. È un problema per il futuro della <strong>Polonia</strong>.&#8221;</p>
<p>Nel 2007, Christopher Hume fondò un&#8217;agenzia di reclutamento a Londra per aiutare quello che si pensava diventasse un rientro di massa verso la <strong>Polonia</strong> ed altre nazioni dell&#8217;Europa dell&#8217;est. La crisi finanziaria globale ha però ridotto di molto questo flusso di persone in quanto, dice Hume, &#8220;in periodi di incertezza economica c&#8217;è meno propensione ad emigrare. Quelli che lo fanno è principalmente per motivi personali. Quando le persone pensano di ritornare, ma senza troppa convinzione, non lo fanno perché non riescono a guadagnare in patria quanto guadagnano a Londra.&#8221;</p>
<p>Secondo Hume, l&#8217;emigrazione di ritorno dovrebbe aumentare nei prossimi anni quando i professionisti giovani che hanno lasciato la <strong>Polonia</strong> nel 2004 raggiungono una congiuntura ottimale nella propria carriera per tornare in Polonia, &#8220;esiste una lacuna di persone con quel tipo di esperienza internazionale nell&#8217;Europa dell&#8217;est quindi si trasferiranno dall&#8217;ambiente altamente competitivo di Londra verso un ambiente dove saranno persone con maggiore importanza. Penso che nei prossimi due-tre anni ci sarà un aumento dell&#8217;emigrazione di ritorno per quei gruppi di professionisti che sono stati all&#8217;estero per sette o otto anni.&#8221;</p>
<p>Concludendo, Waliszczak non cambierebbe nulla della sua esperienza ed è convinto che la sua permanenza all&#8217;estero abbia contribuito a trovargli un lavoro migliore in <strong>Polonia, </strong>&#8220;consiglierei a tutti di andare all&#8217;estero per alcuni anni ma alla fine  there&#8217;s no place like home&#8221;.</p>
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		<title>Tessera Europea di Assicurazione Malattia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 05:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Soggiornando negli altri Paesi della Comunità Europea per motivi di lavoro, turismo o studio, può capitare di aver bisogno di cure mediche. Al fine la Commissione Europea ha creato la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM). La tessera consente di recarsi presso le strutture pubbliche (ospedali, ambulatori o studi dentistici) di 31 paesi europei e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Soggiornando negli altri Paesi della Comunità Europea per motivi di lavoro, turismo o studio, può capitare di aver bisogno di cure mediche. Al fine la Commissione Europea ha creato la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM).</h1>
<p>La tessera consente di recarsi presso le strutture pubbliche (ospedali, ambulatori o studi dentistici) di 31 paesi europei e ricevere lo stesso trattamento riservato agli abitanti del paese in cui vi trovate.</p>
<p>Inoltre, per l’assistenza ricevuta pagherete  la stessa tariffa pagata dai residenti: in alcuni paesi, ciò significa non dover pagare nulla.</p>
<p>Ha diritto alla tessera chiunque abbia stipulato un’assicurazione sanitaria o sia coperto dal sistema sanitario nazionale in uno Stato membro dell’Unione Europea o in Islanda, Liechtenstein, Norvegia o Svizzera.</p>
<p>Se andate all&#8217;estero con la vostra famiglia, ogni membro della stessa deve avere la propria tessera.</p>
<p>La tessera copre l’assistenza sanitaria pubblica che si rende necessaria all’estero, incluse le cure mediche collegate alla gravidanza e quelle relative al trattamento di condizioni croniche o preesistenti.</p>
<p>La tessera non copre i costi dell’assistenza sanitaria privata né i costi di rimpatrio, ad esempio quelli dovuti all’uso di un’eliambulanza. Non è inoltre possibile usufruire della tessera se ci si reca all’estero specificamente allo scopo di ricevere cure mediche.</p>
<p>Per saperne di più, visitate il <a title="La tessera europea di assicurazione malattia" href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=559&amp;langId=it" target="_blank">sito web</a> della TEAM:</p>
<p>La <strong>Tessera Europea di Assicurazione Malattia</strong> non costituisce un&#8217;alternativa ad un&#8217;assicurazione di viaggio privata. È complementare ad essa e non la sostituisce. Ad esempio, non copre il costo di beni rubati o smarriti o, appunto, i costi di rimpatrio.</p>
<p>La Tessera Europea di Assicurazione Malattia può essere usata nei seuguenti 31 paesi europei:</p>
<ul>
<li>Austria</li>
<li>Belgio</li>
<li>Bulgaria</li>
<li>Cipro</li>
<li>Danimarca</li>
<li>Estonia</li>
<li>Finlandia</li>
<li>Francia</li>
<li>Germania</li>
<li>Grecia</li>
<li>Irlanda</li>
<li>Islanda</li>
<li>Lettonia</li>
<li>Liechtenstein</li>
<li>Lituania</li>
<li>Lussemburgo</li>
<li>Malta</li>
<li>Norvegia</li>
<li>Paesi Bassi</li>
<li>Polonia</li>
<li>Portogallo</li>
<li>Regno Unito</li>
<li>Repubblica Ceca</li>
<li>Romania</li>
<li>Slovacchia</li>
<li>Slovenia</li>
<li>Spagna</li>
<li>Svezia</li>
<li>Svizzera</li>
<li>Ungheria</li>
</ul>
<p>È possibile ottenere <strong>gratuitamente</strong> la <strong>Tessera Europea di Assicurazione Malattia</strong> rivolgendosi al proprio ente assicurativo, dal momento che ogni paese è responsabile per la produzione e la distribuzione della tessera a livello nazionale.</p>
<p><strong>Non pagate nulla a chiunque offra servizi per procurarvi la tessera a pagamento. Essa è gratuita!</strong></p>
<div id="attachment_6330" class="wp-caption aligncenter" style="width: 435px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/09/croce-rossa.jpg"><img class="size-full wp-image-6330" title="Tessera Europea di Assicurazione Malattia" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/09/croce-rossa.jpg" alt="Tessera Europea di Assicurazione Malattia" width="425" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Tessera Europea di Assicurazione Malattia</p></div>
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		<title>Vivere in Polonia per sette anni, la mia esperienza</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/02/22/vivere-in-polonia-per-sette-anni-la-mia-esperienza/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 19:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[varsavia]]></category>

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		<description><![CDATA[Monica ha vissuto sette anni in Polonia e ci racconta la sua storia. Mi colpì il cielo. Ed è credibile la cosa, quando si passa dall&#8217;inverno romano azzurro-verde (piogge torrenziali escluse e neve che fa capolino ogni quarto di secolo) a una pista fatta di bianco e grigio. Già l&#8217;avvicinamento mi diceva che il passo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Monica ha vissuto sette anni in <a title="Polonia wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polonia" target="_blank">Polonia</a></em><em> e ci racconta la sua storia.</em></p>
<p>Mi colpì il cielo. Ed è credibile la cosa, quando si passa dall&#8217;inverno romano azzurro-verde (piogge torrenziali escluse e neve che fa capolino ogni quarto di secolo) a una pista fatta di bianco e grigio.</p>
<p>Già l&#8217;avvicinamento mi diceva che il passo più grande era stato fatto.</p>
<p>Ero in Polonia, in quella megalopoli che per i suoi orgogliosi cittadini, guai a riderne, è <a title="Varsavia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Varsavia" target="_blank">Varsavia</a>. Difatti mi sono presa, per quanto potessi, subito sul serio. Perché per me l&#8217;importante era partire, o meglio fuggire a dirla tutta.</p>
<p>Una laurea in tasca fresca di stretta di mano e lode, una sorta di cornucopia di progetti per il domani che si dipanavano quando il carrello dell&#8217;aereo toccava terra. Mi chiedevo se il cappotto che portavo addosso sarebbe bastato a coprirmi e la suola delle scarpe mi avrebbe permesso di non scivolare. Perché è una delle prime cose che si fa, s&#8217;impara a camminare. Ed è molto più che una metafora scritta.</p>
<p>Rotto il ghiaccio, è il caso di dirlo. Da quel momento in poi il sottozero sarebbe stato la norma, ma anche primavere impazzite, come in un attacco di gioia in maggio, con la birra fresca da sorseggiare sul lungo <a title="Vistola" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vistola" target="_blank">Vistola</a> e gli sternuti da antistaminico senza effetto. Così descriverei la mia storia varsaviana.</p>
<p>Di tanti curricula inviati, l&#8217;unico che non mi degnò di risposta scritta fu proprio l&#8217;<a title="Istituto Cultura Varsavia" href="http://www.iicvarsavia.esteri.it/IIC_Varsavia" target="_blank">Istituto di Cultura</a> della più grande città polacca. E pensare che in fondo non fu di cattivo auspicio, visto che gli altri contenevano solo dei no grandi come una casa. Portavo in dote solo la mia laurea in lettere e nessuna specializzazione o esperienza decennale alle spalle. Ma tant&#8217;è.</p>
<p>Però riesco a fissare un colloquio con la direzione di Italianistica, proprio con la vice preside della facoltà, in via Obozna. Superate le procedure iniziali dopo qualche tempo mi si comunica che il posto di lettorato è mio e posso cominciare con due gruppi, uno del IV e uno del II anno. E&#8217; emozionante perché siamo quasi coetanei. E&#8217; bello poter parlare col pretesto della didattica quasi di tutto, scegliere come a sorteggiarlo un articolo di giornale, soffermarsi sul lessico  e parlare di tutto, anche di se, più o meno sotto mentite spoglie, fra i serio e il faceto.</p>
<p>E non posso dire di sentirmi fuori casa. A parte la <a title="Lingua polacca" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_polacca">lingua</a>&#8230;.. difficilissima a cominciare dalla fonetica, all&#8217;inizio mi costringe a un mutismo non sarà esagerato se lo chiamo totale.  Questo durerà oltre un anno e non mi permetterà di interagire con la cittadinanza locale al di fuori degli studenti e dei colleghi.</p>
<p>Solidarnosc e Woityla. La Polonia noi italiani la vediamo solo così ma è chiaramente molto di più e di difficile interpretazione, si arriva a captarne l&#8217;anima solo dopo averla lasciata o dopo moltissimo tempo. E non senza fatica. Senza compromesso alcuno. C&#8217;è orgoglio e identità nazionale, tradizione e innovazione.</p>
<p>Mi ha subito colpito la voglia di nuovo, la curiosità e l&#8217;interesse per il mondo che gli rotea attorno e gli invia tanti input che lei è in grado di traslare, assorbire e tradurre.</p>
<p>L&#8217;interesse per la lingua italiana è spiccato, nella maggior parte delle città polacche c’è un dipartimento, una cattedra, una sezione di italianistica, con o senza Master. In base agli accordi intergovernativi i lettori del Ministero degli Affari Esteri italiano sono poi presenti in sette sedi universitarie sul territorio della Polonia. In due città, Varsavia e Cracovia, è anche attivo un Istituto Italiano di Cultura.</p>
<p>Ed inizio a lavorare anche qui, all&#8217;Istituto. Ora sono proprio fra gli italiani.</p>
<p>Difficile dire quanti siano gli italiani in Polonia, soprattutto concentrati nel cuore pulsante del Paese, Varsavia. Noi italiani siamo bizzarri e in comunità ci muoviamo come in osmosi. Non siamo legati in maniera affine ad altre popolazioni all&#8217;estero. Niente affatto, ciò che ci tiene insieme è una casualità fatta di particolari differenze nel cammino che ci conduce in quel posto determinato. E questo comune nodo è l&#8217;unico aspetto che ci assimila, il resto è fatto di peculiarità biografica.</p>
<p>Non sapevo che interagire con un&#8217;altra cultura fosse così bello e così bello sarebbe stato mettere la mia esperienza in Polonia in uno scrigno da portare sempre con me, anche ora che sono tornata in Italia. E&#8217; patrimonio inestimabile fatto di istantanee dell&#8217;anima, ineludibili e incancellabili.</p>
<p>E&#8217; un Paese la Polonia che non conosciamo e ho sempre avuto idea che debba essere maggiormente promosso dagli enti del turismo e questo è anche un suo piccolo neo. A ben pensarci credo sia anche per la sottile ma palpabile gelosia che i polacchi provano per il loro Paese, di difficile comprensione per chi non c&#8217;è stato mai. E&#8217; la cultura mitteleuropea che si respira forte, la prepotente speranza di ricominciare a vivere con la ricostruzione di una città rasa al suolo come per azzerarla nel secondo conflitto bellico. Non dimenticherò mai la cultura del sociale, l&#8217;attenzione a certa ritualità come l&#8217;appuntamento a teatro o a un caffè, i valori come l&#8217;amicizia e la famiglia, messi a dura prova da un rampantismo accettato e applicato quasi alla lettera dalle generazioni più giovani.</p>
<p>Eppoi l&#8217;educazione, il savoir-faire e la galanteria dei signori di mezza età, sempre pronti a cedere il passo a una donna e il rigore quasi teutonico coniugato al rispetto dell&#8217;altro in ambiti più formali, pubblici e lavorativi. In Polonia ho imparato che non è necessario gridare per farsi ascoltare e tornando a casa, molto spesso, ho incontrato non poche difficoltà a farmi ascoltare seppur gridassi.</p>
<p>I ragazzi e le ragazze polacchi sono pieni di vitalità e di voglia di conoscere, questa è un&#8217;energia che raramente ho incontrato altrove, non di certo in Italia. Eppoi la natura, gli spazi e gli alberi nei boschi, i bisonti selvatici, il mare del Nord e i grandi velieri, la storia di Cracovia, le cicogne coi loro nidi sui comignoli, la zuppa di rape rosse e i monti Tatra, le aquile, le chiese rupestri, Pan Tadeusz e i pierogi ruskie (ravioli in pasta di farina ed acqua senza aggiunta di uova con ripieno di patate, formaggio bianco ed altri ingredienti) &#8230; potrei continuare per ore.</p>
<p>Ho avuto dei bravissimi colleghi che mi hanno appoggiata nei momenti di difficoltà, dalla didattica alla gestione della nostalgia da distanza e devo dire che loro sono l&#8217;aspetto che più mi maca di quella esperienza, anche se siamo rimasti in contatto.</p>
<p>L&#8217;unico fattore negativo, questo va detto per dovere etico prima ancora che di cronaca è il profilo contrattuale, con un contratto da rinnovare di anno in anno, ma purtroppo la condizione degli Istituti Italiani di Cultura si assesta su questa tendenza a istituzionalizzare il precariato attraverso varie forme, fra cui il perenne turn-over di stagisti nelle mansioni d&#8217;ufficio.</p>
<p>Viaggiare per lavoro e viverci per un po&#8217; in quel Paese che il destino o la scelta ci hanno assegnato è la migliore condizione di vita, con tutte le difficoltà del caso, a capitalizzare emozioni ed esperienze senza il timore che ti venga un giorno presentato il conto, anzi, umanamente è implementazione di sé ed evoluzione a rilascio costante.</p>
<p>Per farla breve, un biglietto di sola andata e bagaglio leggero&#8230;</p>
<p><strong>Grazie Monica!</strong></p>
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