Archive for 'Notizie'

Riassunto globale mondo del lavoro ed assunzioni

Manpower, l’azienda di assunzione con rete di filiali globale, ha appena pubblicato i risultati del proprio sondaggio sulle prospettive di impiego a livello globale.

Sembra che i datori di lavoro delle maggiori economie mondiali si aspettino di assumere personale nel secondo quadrimestre dell’anno in modo uguale o maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Molte economie però devono ancora raggiungere i livelli di fiducia nel futuro rispetto al periodo antecedente la crisi globale finanziaria.

Le prospettive di lavoro nella regione Asia Pacific rimangono positive, con l’eccezione del Giappone, e migliorano gradualmente nell’Americhe. In Europa le assunzioni sono ancora deboli: in alcune nazioni ci sono lievi segnali di miglioramento mentre in altre la crisi si fa ancora sentire.

I miglioramenti maggiori a livello globale si registrano in India, Brasile e Taiwan mentre negli Stati Uniti le intenzioni di assunzione sono simili a quelle di tre mesi fa ma più ottimiste rispetto all’anno scorso.

Secondo Jeffrey A. Joerres, CEO di Manpower Inc, la forte domanda di assunzione personale nella regione Asia Pacific è attribuibile all’aumento della domanda interna. Per quello che riguarda gli Stati Uniti invece le aziende sono diventate più sofisticate nel sapere quando hanno bisogno di lavoratori e non assumono più in modo da anticipare la domanda. Invece le aziende continueranno a chiedere ai propri dipendenti di fare di più con meno risorse ed aspettano per segnali molto chiari di un aumento della domanda prima di assumere.

Il sondaggio Manpower rivela che datori di lavoro in 27 nazioni, su un totale di 36, anticipano assunzioni nel secondo quadrimestre mentre solo otto rivelano una prevalenza di licenziamenti, questo è un miglioramento rispetto all’anno scorso quando 18 nazioni avevano una panoramica negativa del mondo del lavoro.

Le migliori prospettive per i lavoratori sono in India, Brasile, Taiwan, Perù, Costarica, Australia e Singapore. Le prospettive più deboli riguardano l’Italia, la Spagna e l’Irlanda.

Il mercato del lavoro europeo non sembra aver superato la crisi, per adesso, ma almeno sembra che la maggioranza dei datori di lavoro intenda assumere allo stesso livello rispetto tre mesi fa.

La situazione sembra essere più rosea nel settore manifatturiero in Polonia, dove il 25% dei datori di lavoro dicono che assumeranno, mentre in Germania il 16% dei datori di lavoro nel settore edilizia rivela che licenzieranno nei prossimi tre mesi.

Nelle Americhe le prospettive migliori sembrano essere in Brasile ed in Messico. La situazione in Brasile è più rosea grazie alla situazione del settore finanza/assicurazione/immobiliare mentre in Messico il settore minerario contribuisce a sostenere il 24% dei datori di lavoro che rivela l’intenzione di assumere nei prossimi mesi.

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Visto studentesco in Australia non garantirà visto permanente

Il Ministro per l’Immigrazione e Cittadinanza dell’Australia ha ribadito che un visto studentesco fornisce semplicemente la possibilità di studiare in Australia e non è una garanzia di un visto di residenza permanente in Australia.

Gli studenti internazionali dovrebbero concentrarsi ad ottenere titoli di studio da istituzioni scolastiche di qualità in un campo nel quale vogliono veramente lavorare.

I commenti arrivano a seguito della Baird Review, uno studio sullo stato dell’educazione vocazionale in Australia che aveva lo scopo di chiarire l’utilità di un settore mirato ad attirare studenti internazionali e addestrarli in professioni presenti sulla lista delle più richieste ai fini dell’ottenimento di un visto.

La realtà è che migliaia di studenti soprattutto indiani e cinesi sono arrivati negli ultimi anni in Australia per studiare corsi da cuoco o parrucchiera in quanto questi venivano ben valutati al fine di ottenere un visto permanente. In pratica pochi di questi studenti iniziavano effettivamente una carriera nel settore scelto nell’ambito dello studio. La carenza di cuochi e parrucchiere non è venuta quindi colmata utilizzando questo serbatoio di teorica manodopera volenterosa.

Il Ministro per l’Immigrazione e Cittadinanza, il senatore Chris Evans, ha detto di essere soddisfatto del sostegno che il signor Baird ha dato ai cambiamenti annunciati dal governo Rudd per quello che riguarda il programma di immigrazione di manodopera qualificata. Questi cambiamenti furono annunciati l’8 febbraio 2010 ed hanno rimosso gli incentivi per gli studenti internazionali al fine di ottenere la residenza permanente dopo l’ottenimento del titolo di studio.

Il ministro Evans ha detto che i cambiamenti, che verranno finalizzati a metà 2010, si concentreranno sull’indirizzare gli studenti nazionali verso l’ottenimento di un’istruzione di qualità.

La lista di professioni richieste dall’Australia sarà più concentrata su abilità di valore che consentiranno l’Australia di gestire il fabbisogno di manodopera futuro a seconda della richiesta dell’economia. In linea di massima le professioni richieste della futura lista si concentreranno su settori tipo la sanità, l’ingegneria ed il minerario, come esempi.

Gli studenti internazionali che stanno studiando in Australia al momento con un visto da studente potranno ancora fare domanda per un visto di residenza permanentese la loro professione sarà sulla nuova lista di professioni richieste.

Gli studenti che stanno frequentando un corso per ottenere la qualifica verso una professione non inclusa su tale lista avranno fino alla fine del 2012 per fare domanda per un visto temporaneo che consentirà loro di passare fino a 12 mesi in Australia per acquisire esperienza di lavoro e trovare un datore di lavoro australiano disposto a sponsorizzarli per un visto.

I cambiamenti non avranno alcun impatto su studenti internazionali in Australia che ottengono titoli di studio legittimi e poi cercano di ritornare nella loro patria d’origine.

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Il problema più grande del Canada è trovare lavoratori

Il primo ministro canadese Stephen Harper ha dichiarato che il problema numero uno per l’economia del Canada è il fatto che non ci siano abbastanza lavoratori per rimpiazzare quelli che stanno per andare in pensione.

Secondo il Primo Ministro entro un decennio o due non ci saranno semplicemente abbastanza lavoratori per il Canada.

Nonostante le ultime notizie relative alle difficoltà dell’economia canadese, in modo particolare per qule che riguarda settore manufatturiero, il primo ministro e il suo governo stanno facendo fatica a trovare modi di migliorare i programmi di addestramento e di aumentare l’immigrazione per trovare più lavoratori in modo da evitare quello che alcuni esperti definiscono una “bomba economica ad orologeria”.

Che il Canada stia andando verso un grande problema sembra inevitabile. Durante gli ultimi 50 anni, la forza lavoro del Canada crebbe del duecento percento. Quella crescita fu responsabile per l’incremento degli standard di vita e per la creazione della ricchezza sia pubblica che privata della quale la nazione sta adesso beneficiando.

“La situazione demografica ci sta creando problemi” sostiene Monte Solberg, il Ministro per le Risorse Umane, “i baby boomers stanno per andare in pensione e il basso tasso di natalità significa che la domanda per la forza lavoro presto supererà l’offerta.”

Già adesso, più dell’80% dei Canadesi in età lavorativa ha un lavoro, un record mai raggiunto prima.

Solberg fornisce le seguenti cifre:

  • il British Columbia avrà bisogno di 350.000 lavoratori extra nei prossimi 12 anni
  • l’Alberta avrà bisogno di 100.000 lavoratori nei prossimi 10 anni
  • l’Ontario avrà bisogno di 560.000 lavoratori entro il 2030
  • il Quebec offrirà la 1.300.000 posizioni di lavoro entro il 2016

“Abbiamo una mancanza cronica di lavoratori in ogni regione del Canada” dice Solberg “anche in settori con un tasso di disoccupazione alto, abbiamo troppo pochi lavoratori capaci di riempire le posizioni disponibili.”

Il mercato del lavoro del Canada negli ultimi tre anni ha superato le previsioni di tutti gli esperti. Nonostante un dollaro a valori alti, che contribuisce a fare i lavoratori canadesi più costosi di lavoratori in altre nazioni, 325.000 lavori sono stati creati in Canada durante gli ultimi 12 mesi. Questo incremento di posti di lavoro è stato raggiunto nonostante la perdita di più di 113.000 posti di lavoro nel settore manufatturiero. In altre parole, l’economia non solo ha rimpiazzato quei 113.000 posti di lavoro nel settore manufatturiero, ha anche creato 325.000 lavori extra. Il settore dell’edilizia da solo ha contribuito ad una crescita di circa 103.000 lavoratori.

Inoltre, come notato dalla Banca del Canada, la crescita degli stipendi di anno in anno è rimasta forte, indicando che i lavori ben pagati nel settore manufatturiero sono stati rimpiazzati con lavori altrettanto ben pagati in altri settori.

Il governo canadese sta introducendo una proposta per cambiare le regole dell’immigrazione in modo da accelerare il processo di immigrazione per certi gruppi di immigranti in modo da trovare un numero maggiore di lavoratori con qualità specifiche richieste dell’economia canadese.

Insomma, se sapete parlare l’Inglese o il Francese ed avete qualifiche che interessano all’economia canadese, il Canada vi sta cercando!

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I 10 articoli più letti del 2009 su italiansinfuga.com

Fine anno, tempo di bilanci.

Dall’inizio dell’anno più di 136mila visitatori hanno graziato italiansinfuga.com della loro attenzione.

Grazie!

Quali sono gli articoli e le pagine che avete letto di più?

1. Guida ‘Vivere e lavorare in Australia’ - il mio contributo ad aiutare chi vuole emigrare in Australia

2. Lavoro Estero - annunci di lavori che richiedono la conoscenza della lingua italiana in diversi Paesi del mondo

3. Traduttori Inglese Italiano online - il migliore traduttore online, secondo me (ed è gratuito)

4. Classifica mondiale università – Italia da vergognarsi, un articolo del 2008 purtroppo ancora attualissimo

5. Dieci motivi per NON emigrare in Australia - l’Australia non è un paradiso, scoprite perchè

6. Chi sono - scoprite chi ha creato italiansinfuga.com

7. Visto per Australia - il primo articolo che dovete leggere se volete emigrare in Australia

8. Cinque Paesi dove emigrare e vivere con meno di 350 euro al mese - alternative economiche per l’emigrazione

9. Italiansinfuga Newsletter - come ricevere aggiornamenti comodamente tramite e-mail

10. Lista professioni richieste per visto emigrazione e lavoro Australia - le professioni che consentono di ottenere un visto per l’Australia facilmente

Buona lettura e di nuovo grazie per il sostegno dimostrato nel 2009!

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Immigrazione record in Australia

Il quotidiano The Age rivela che il numero di immigranti permanenti e a lungo termine che arrivano in Australia è salito a più di 500,000 all’anno.

Secondo l’Australian Bureau of Statistics questo è un livello record per l’Australia con la crescita  della popolazione che si è attestata al 2.07 per cento.

A ciò hanno contribuito in modo notevole le 300 mila nascite, pari ad un tasso di fertilità del1,98, quasi sufficiente a mantenere stabile la popolazione senza alcuna migrazione.

Ma quasi i due terzi della crescita della popolazione è dovuta alla migrazione proveniente da oltreoceano, triplicata in soli cinque anni.

Inoltre solo 225 mila residenti in Australia hanno lasciato l’Australia per tornare nel Paese d’origine grazie alle modifiche alla politica di immigrazione che hanno incoraggiato gli studenti stranieri a rimanere qui, piuttosto che tornare a casa.

Lo stato del Victoria ha avuto il più alto tasso di immigrazione netta dopo il Western Australia. Anche in base ai dati preliminari, l’immigrazione è saltata del 36 per cento in un anno, raggiungendo le  79 mila unità rispetto alle 20 mila unità di sette anni prima.

Al 30 giugno, il Victoria aveva 5 milioni e mezzo di persone circa. Melbourne di per sè dovrebbe essere intorno ai 4 milioni di persone e sta crescendo al ritmo di 2 mila alla settimana.

I governi federali e statali hanno fortemente sostenuto l’ondata di immigrazione perchè aumenta la forza lavoro qualificata in Australia, la diversità e la forza economica. Senza di essa, l’economia australiana sarebbe certamente regredita durante l’ultimo anno.

Ad esempio, l’immigrazione è un fattore chiave nei prezzi alle stelle delle case a Melbourne casa alle stelle, saliti del 15 per cento l’anno a novembre.

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Classifica mondiale pari opportunità

Il World Economic Forum ha pubblicato l’edizione 2009 del Global Gender Gap Index, la classifica mondiale delle pari opportunità. Nella graduatoria tutte la nazioni del mondo vengono valutate in base ad un numero di fattori che determinano quale sia la parità tra uomini e donne.

Come al solito queste classifiche sono da prendersi con le molle ma danno un’indicazione della relatività tra nazioni che può esservi utile se state pensando di emigrare all’estero.

Il World Economic Forum afferma che lo studio dimostra che la parità tra uomini e donne è d’obbligo per le società che intendono essere competitive economicamente e prosperare.

Lo studio rivela che le nazioni nordiche hanno la minor diseguaglianza tra uomini e donne, confermando il loro posto in cima alle varie graduatorie di qualità della vita.

L’Islanda conquista il primo posto della classifica superando la Finlandia e la Norvegia (prima l’anno scorso). La Svezia al quarto posto completa la dominazione scandinava dei primi posti della graduatoria 2009.

La classifica si basa su come le nazioni dividono opportunità e risorse tra uomini e donne, indipendentemente dal livello assoluto di risorse.

Le altre nazioni nella Top 10 sono la Nuova Zelanda, il Sud Africa, la Danimarca, l’Irlanda, le Filippine ed il Lesotho.

Altre nazioni di interesse ai lettori di italiansinfuga sono l’Olanda (11), Germania (12), Regno Unito (15), Spagna (17), Australia (20), Canada (25), Stati Uniti (31), Belgio (33).

L’Italia? Al 77esimo posto, uno dei più bassi in Europa.

I motivi? Una bassa partecipazione delle donne all’attività economica del Paese.

Se siete donne in Italia e state pensando di emigrare per migliorare le vostre opportunità di lavoro, leggete la classifica completa per farvi un’idea di dove sia meglio emigrare.

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Classifica mondiale dei migliori Paesi in cui vivere

L’ONU ha pubblicato la classifica mondiale dei migliori Paesi in cui vivere.

L’Human Development Index (HDI) misura la sviluppo di una nazione da un punto di vista umano.

Riporta fattori quali:

  • longevità e salute espressa in termini di aspettativa alla nascita
  • accesso a conoscenza e cultura, misurato in base al tasso di alfabetizzazione e l’iscrizione all’istruzione
  • tenore di vita, misurato come GDP per capita relativo al potere d’acquisto

Queste misure vengono poi usate per arrivare ad un punteggio tra 0 ed 1 e la classifica viene redatta a seconda del punteggio relativo tra le nazioni.

La classifica del 2009 include 182 nazioni, usa data risalenti al 2007 e quindi non include l’impatto della crisi economica globale.

Tra il 2006 ed il 2007, il punteggio è salito in 174 nazioni ed è sceso in sole 4 nazioni.

La Cina è la nazione con il maggiore balzo in classifica, migliorandosi di 7 posizioni, seguita da Colombia e Perù, grazie all’incremento dei salari.

La Norvegia è in cima alla classifica, seguita dall’Australia e dall’Islanda. Il podio rimane immutato mentre ci sono pochi cambiamenti nelle prime dieci con la sola Francia che spodesta il Lussemburgo.

L’Italia si piazza al diciottesimo posto, tra il Belgio ed il Liechtenstein, una posizione che la pone nel gruppo delle nazioni con un ‘Sviluppo umano molto alto’, la categoria migliore.

E le altre nazioni che seguiamo regolarmente su italiansinfuga.com?

Il Canada si piazza al quarto posto; l’Irlanda al quinto; l’Olanda al sesto; la Svezia al settimo; il Giappone al decimo; gli USA al tredicesimo; la Spagna al quindicesimo; la Danimarca al sedicesimo; la Nuova Zelanda la ventesimo; il Regno Unito al ventunesimo; la Germania al ventiduesimo.

Se state decidendo di emigrare, fatevi aiutare nella scelta della destinazione da questa classifica.

Ecco la classifica completa.

Norway 0.971

Australia 0.970

Iceland 0.969

Canada 0.966

Ireland 0.965

Netherlands 0.964

Sweden 0.963

France 0.961

Switzerland 0.960

Japan 0.960

Luxembourg 0.960

Finland 0.959

United States 0.956

Austria 0.955

Spain 0.955

Denmark 0.955

Belgium 0.953

Italy 0.951

Liechtenstein 0.951

New Zealand 0.950

United Kingdom 0.947

Germany 0.947

Singapore 0.944

Hong Kong, China (SAR) 0.944

Greece 0.942

Korea (Republic of) 0.937

Israel 0.935

Andorra 0.934

Slovenia 0.929

Brunei Darussalam 0.920

Kuwait 0.916

Cyprus 0.914

Qatar 0.910

Portugal 0.909

United Arab Emirates 0.903

Czech Republic 0.903

Barbados 0.903

Malta 0.902

Bahrain 0.895

Estonia 0.883

Poland 0.880

Slovakia 0.880

Hungary 0.879

Chile 0.878

Croatia 0.871

Lithuania 0.870

Antigua and Barbuda 0.868

Latvia 0.866

Argentina 0.866

Uruguay 0.865

Cuba 0.863 51

Bahamas 0.856

Mexico 0.854

Costa Rica 0.854

Libyan Arab Jamahiriya 0.847

Oman 0.846

Seychelles 0.845

Venezuela 0.844

Saudi Arabia 0.843

Panama 0.840

Bulgaria 0.840

Saint Kitts and Nevis 0.838

Romania 0.837

Trinidad and Tobago 0.837

Montenegro 0.834

Malaysia 0.829

Serbia 0.826

Belarus 0.826

Saint Lucia 0.821

Albania 0.818

Russian Federation 0.817

Macedonia 0.817

Dominica 0.814

Grenada 0.813

Brazil 0.813

Bosnia and Herzegovina 0.812

Colombia 0.807

Peru 0.806

Turkey 0.806

Ecuador 0.806

Mauritius 0.804

Kazakhstan 0.804

Lebanon 0.803

Armenia 0.798

Ukraine 0.796

Azerbaijan 0.787

Thailand 0.783

Iran 0.782

Georgia 0.778

Dominican Republic 0.777

Saint Vincent and the Grenadines 0.772

China 0.772

Belize 0.772

Samoa 0.771

Maldives 0.771

Jordan 0.770

Suriname 0.769

Tunisia 0.769

Tonga 0.768

Jamaica 0.766

Paraguay 0.761

Sri Lanka 0.759

Gabon 0.755

Algeria 0.754

Philippines 0.751

El Salvador 0.747

Syrian Arab Republic 0.742

Fiji 0.741

Turkmenistan 0.739

Occupied Palestinian Territories 0.737

Indonesia 0.734

Honduras 0.732

Bolivia 0.729

Guyana 0.729

Mongolia 0.727

Viet Nam 0.725

Moldova 0.720

Equatorial Guinea 0.719

Uzbekistan 0.710

Kyrgyzstan 0.710

Cape Verde 0.708

Guatemala 0.704

Egypt 0.703

Nicaragua 0.699

Botswana 0.694

Vanuatu 0.693

Tajikistan 0.688

Namibia 0.686

South Africa 0.683

Morocco 0.654

Sao Tome and Principe 0.651

Bhutan 0.619

Lao People’s Democratic Republic 0.619

India 0.612

Solomon Islands 0.610

Congo 0.601

Cambodia 0.593

Myanmar 0.586

Comoros 0.576

Yemen 0.575

Pakistan 0.572

Swaziland 0.572

Angola 0.564

Nepal 0.553

Madagascar 0.543

Bangladesh 0.543

Kenya 0.541

Papua New Guinea 0.541

Haiti 0.532

Sudan 0.531

Tanzania 0.530

Ghana 0.526

Cameroon 0.523

Mauritania 0.520

Djibouti 0.520

Lesotho 0.514

Uganda 0.514

Nigeria 0.511

Togo 0.499 159

Malawi 0.493

Benin 0.492

Timor-Leste 0.489

Côte d’Ivoire 0.484

Zambia 0.481

Eritrea 0.472

Senegal 0.464

Rwanda 0.460

Gambia 0.456

Liberia 0.442

Guinea 0.435

Ethiopia 0.414

Mozambique 0.402

Guinea-Bissau 0.396

Burundi 0.394

Chad 0.392

Congo 0.389

Burkina Faso 0.389

Mali 0.371

Central African Republic 0.369

Sierra Leone 0.365

Afghanistan 0.352

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Quali sono le nazioni con le prospettive di lavoro migliori all’estero?

L’agenzia di collocamento Manpower ha appena pubblicato i risultati del più recente sondaggio globale sull’occupazione.

Esso vi offre l’opportunità di capire quali nazioni offrano le migliore prospettive di lavoro all’estero.

Nell’ultimo trimestre le condizioni del mercato dell’occupazione saranno ancora difficili a livello mondiale.

C’è però un barlume di speranza in 20 dei 35 mercati coinvolti nel sondaggio dove i datori di lavoro predicono di assumere di più o licenziare di meno rispetto al trimestre precedente.

Datori di lavoro in India, Brasile, Colombia, Perù, Cina, Australia, Singapore, Costa Rica, Canada, Taiwan e Polonia sono i più positivi nelle intenzioni di assumere in futuro anche se l’attività di assunzione rimarrà debole.

Le nazioni dove le previsioni sono più negative sono la Romania, la Spagna, l’Irlanda, Giappone e Messico.

Per quello che riguarda l’Italia il dato sulle Previsioni è del -3%, in pratica il mercato del lavoro si contrarrà.

Spero questo possa aiutarvi a selezionare una nazione che possa offrirvi migliori opportunità di lavoro e emigrazione.

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Cambi all’immigrazione in Australia

La politica immigratoria dell’Australia verrà cambiata a causa di dubbi sulla sua capacità di soddisfare gli interessi a lungo termine della nazione.

Chris Evans, Ministro per l’Immigrazione, ha comunicato al quotidiano The Age che il governo federale ha approvato lo sviluppo di un piano migratorio a medio-lungo termine (5-10 anni). Questo detterebbe il tipo di immigrati dei quali ha bisogno l’Australia, dove dovrebbero andare a vivere e i conseguenti fabbisogni di case, trasporto, acqua ed altre risorse necessarie per mantenere i nuovi arrivati.

Le ultime statistiche rivelano che nel 2008-09 gli immigrati permanenti sono stati 171, 318. Includendo i rifugiati umanitari e i Neozelandesi, 232,598 persone si sono stabilite in modo permanente in Australia nell’ultimo anno, una crescita del 12,8 per cento sul record dell’anno precedente.

A ciò vanno aggiunti però più di 650 mila emigrati temporanei con diritto di lavoro arrivati in Australia nell’ultimo anno (11 per cento in più rispetto all’anno precedente). Questo incremento è dovuto in modo particolare agli studenti stranieri (320 mila) ed ai titolari di visto vacanza-lavoro (154 mila).

Il numero di titolari del visto 457 (visto temporaneo per lavoratori con qualifiche richieste dall’Australia e sponsorizzati da datori di lavoro) è invece sceso fino 101 mila, 9 per cento.

Il numero di emigrati temporanei con diritto di lavoro sta creando un problema nel senso che non necessariamente questi lavoratori hanno le qualifiche e caratteristiche volute dall’Australia per sopperire ai fabbisogni a lungo termine della nazione.

Il senatore Evans ha ribadito che l’immigrazione verrà ancora usata dall’Australia come serbatoio per sopperire alle lacune di manodopera. La futura selezione però verrà fatta rispondendo in modo maggiore alle esigenze dei datori di lavoro piuttosto che rispondere ai desideri degli aspiranti emigranti.

In pratica ciò significa cercare giovani di qualità che sappiano rispondere con specificità alle richieste del mercato del lavoro.

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Il Canada ha ancora bisogno di contabili dall’estero

Secondo il Globe and Mail, il Canada ha ancora bisogno di contabili con esperienza dall’estero nonostante la crisi economica stia causando licenziamenti in altri settori.

Emerald Lake Yoho N.P. Canada

Il signor Leebosh, un senior manager presso Egan LLP, azienda di avvocati specializzati nelle leggi sull’immigrazione, offre assistenza a ditte di contabilità canadesi per trovare personale all’estero e facilitare la loro migrazione verso il Canada.

Dice “negli ultimi dieci anni c’è stata una carenza di contabili in Canada che la nazione non è stata in grado di colmare”

La professione di contabile è una delle 38 elencate da Immigration Canada come richiesta per il futuro prossimo.

La più grande difficoltà per Leebosh è la lentezza del sistema di immigrazione canadese che risulta in un lasso di tempo per ottenere la residenza permanente di 12 mesi. Inoltre c’è la nota difficoltà da parte del Canada nell’elargire permessi di lavoro a tempo breve per colmare lacune in modo immediato.

“Cosa sta succedendo adesso è che il governo sta facendo il possibile per garantire che posti di lavoro vengano offerti a Canadesi prima che a stranieri”

Ma di Canadesi con qualifiche non ce n’è a sufficienza.

“I nostri clienti identificano i loro bisogni per il settore contabile ed una volta identificati non possono aspettare 12 mesi per soddisfarli” dice Leebosh.

“Così cerchiamo di ottenere permessi di lavoro a breve termine. Sarebbe sbagliato dire che i permessi non esistono ma sono sicuramente difficili da ottenere.”

Fiona Macfarlane dice che il 25 per cento del personale della Ernst & Young in Canada sono professionisti qualificati immigrati in Canada dall’estero. Originaria del Sud Africa, emigrò nel 1987. Dopo una iniziale difficoltà nel trovare lavoro, la Macfarlane è diventata il Chief Operating Officer della divisione fiscale, un business da 3 miliardi di dollari.

“Ad una conferenza sulle tasse recentemente erano presenti tutte le persone che lavorano per la divisione e abbiamo dato loro il benvenuto nello loro madre lingua. Ci siamo dovuti fermare a 15 lingue perchè non avevamo abbastanza tempo. Era fantastico e commovente” dice.

“Gli immigrati offrono il vantaggio di capire la mentalità dei nostri clienti che non sono più basati nel Nord America come una volta. Oggi abbiamo clienti che hanno i quartieri generali a Dubai o in Cina, ad esempio”

La Macfarlane dice che Ernst & Young si sforza di offrire programmi per assistere gli immigrati.

“Dipendiamo dagli immigrati per la nostra crescita economica. Cerchiamo di creare pari opportunità. Abbiamo un programma di addestramento chiamato ‘Avere successo in Canada’, abbiamo programmi che mirano a capire altre culture. Una volta capito che esistono differenze e capiti i propri pregiudizi, è molto più facile capire cosa l’altra persona sta dicendo e aiutarli ad avere successo.”

Tim Forristal, il vice-presidente dell’istruzione al Canadian Institute of Chartered Accountants, dice che datori di lavoro canadesi vogliono essere in grado di assumere contabili stranieri con fiducia. “Il Canada è alla ricerca di parecchi contabili e la nostra missione è quella di creare metodi di qualità per valutare le qualifiche di contabili stranieri”.

Insomma se sei un contabile italiano e vuoi emigrare in verso il Canada ed alcune delle citta più vivibili del mondo, ti stanno aspettando!

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