Archive for 'Nepal'

Classifica qualità della vita

International Living ha pubblicato la propria classifica della qualità della vita in 194 nazioni del mondo.

Qualità della vita non intesa come dove vivere bene con pochi soldi ma semplicemente vivere bene.

Per redarre la classifica, International Living considera punteggi nelle seguenti categorie:

  • costo della vita, rispetto al costo della vita negli Stati Uniti
  • cultura e tempo libero, livello di istruzione della popolazione, numero di musei eccetera
  • economia, valutata usando le misure statistiche più comuni
  • ambiente, valutato usando la densità della popolazione, il tasso di crescita della stessa, le emissioni causanti effetto serra
  • libertà, usando la classifica di Freedom House
  • salute, valutata in base alla qualità dell’assistenza sanitaria
  • infrastruttura, chiometri di strade, ferrovia per capita, numero di aereoporti
  • sicurezza, in base alle stime del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
  • clima, temperatura e precipitazioni medie

I punteggi vengono assegnati basandosi su informazioni pubblicate da fonti quali siti internet governativi, la World Health Organisation, The Economist e molti altri.

Inoltre vengono considerate le opinioni degli editori di International Living sparsi nel mondo. Al riguardo tenete conto che essi sono per lo più di origine anglosassone e scrivono per lettori in gran parte statunitensi quindi la loro visione della qualità della vita è diversa da quella degli Italiani e da quella di altri popoli.

E’ forse per questo che la presenza di nazioni scandinave nella Top 10, consueta in altre classifiche, quì è nulla.

Qual’è la classifica?

  1. Francia (82)
  2. Australia (81)
  3. Svizzera (81)
  4. Germania (81)
  5. Nuova Zelanda (79)
  6. Lussemburgo (78)
  7. Stati Uniti (78)
  8. Belgio (78)
  9. Canada (77)
  10. Italia (77)
  11. Paesi Bassi (77)
  12. Norvegia (77)
  13. Austria (77)
  14. Liechtenstein (76)
  15. Malta (76)
  16. Danimarca (76)
  17. Spagna (76)
  18. Finlandia (75)
  19. Uruguay (75)
  20. Ungheria (74)
  21. Portogallo (73)
  22. Lituania (73)
  23. Andorra (73)
  24. Repubblica Ceca (73)
  25. Regno Unito (73)
  26. Argentina (72)
  27. Slovenia (72)
  28. Grecia (72)
  29. Monaco (72)
  30. Svezia (71)
  31. Cile (71)
  32. Estonia (71)
  33. Costa Rica (71)
  34. Panama (71)
  35. Polonia (71)
  36. Giappone (70)
  37. Croazia (70)
  38. Brasile (70)
  39. Ecuador (70)
  40. Lettonia (70)
  41. Irlanda (70)
  42. Corea del Sud (69)
  43. Slovacchia (69)
  44. Bulgaria (69)
  45. Cipro (68)
  46. Messico (68)
  47. Israele (67)
  48. Islanda (67)
  49. Bermuda (66)
  50. Saint Kitts & Nevis (66)
  51. Sud Africa (66)
  52. Dominica (65)
  53. Romania (65)
  54. Isole Cayman (65)
  55. Moldavia (65)
  56. Colombia (64)
  57. Taiwan (64)
  58. Bolivia (64)
  59. Repubblica di Macedonia (63)
  60. Barbados (63)
  61. Mauritius (63)
  62. Namibia (63)
  63. Belize (63)
  64. Paraguay (63)
  65. Albania (63)
  66. Bosnia-Erzegovina (63)
  67. Bahamas (63)
  68. Ucraina (62)
  69. Grenada (62)
  70. Singapore (61)
  71. Antigua & Barbuda (61)
  72. Turchia (61)
  73. Repubblica Dominicana (61)
  74. Seychelles (61)
  75. Bhutan (61)
  76. Peru (60)
  77. Giamaica (60)
  78. Nicaragua (60)
  79. Botswana (60)
  80. Honduras (60)
  81. Suriname (60)
  82. Portorico (59)
  83. Tunisia (59)
  84. Brunei (59)
  85. Malesia (58)
  86. El Salvador (58)
  87. Guatemala (58)
  88. India (58)
  89. Venezuela (58)
  90. Cuba (57)
  91. Trinidad & Tobago (57)
  92. Polinesia Francese (57)
  93. Guyana (57)
  94. Tonga (57)
  95. Mongolia (57)
  96. Nauru (56)
  97. Cina (56)
  98. Georgia (56)
  99. Ghana (56)
  100. Maldive (56)
  101. Armenia (56)
  102. Lesotho (55)
  103. Martinica (55)
  104. Giordania (55)
  105. Filippine (55)
  106. Kuwait (55)
  107. Kiribati (55)
  108. Polinesia Francese (55)
  109. Bielorussia (54)
  110. Tailandia (54)
  111. Russia (54)
  112. Zambia (54)
  113. Libano (54)
  114. Palau (54)
  115. Malawi (54)
  116. Marocco (54)
  117. Samoa (Western Samoa) (54)
  118. Swaziland (54)
  119. Bahrain (54)
  120. Fiji (53)
  121. Sri Lanka (53)
  122. Madagascar (53)
  123. Tuvalu (53)
  124. Siria (53)
  125. Vietnam (53)
  126. Comore (53)
  127. Nepal (52)
  128. Qatar (52)
  129. Indonesia (52)
  130. Macao (52)
  131. Vanuatu (52)
  132. Senegal (52)
  133. Isole Salomone (52)
  134. Tagikistan (51)
  135. Egitto (51)
  136. Benin (51)
  137. Kenya (51)
  138. Kirghizistan (51)
  139. Azerbaijan (51)
  140. Corea del Nord (51)
  141. Emirati Arabi Uniti (50)
  142. Capo Verde (50)
  143. Isole Marshall (50)
  144. Tanzania (50)
  145. Bangladesh (50)
  146. Algeria (50)
  147. Uganda (50)
  148. Uzbekistan (49)
  149. Cambogia (49)
  150. Iran (49)
  151. Mozambico (49)
  152. Gambia (48)
  153. Papua Nuova Guinea (48)
  154. Mayotte (48)
  155. Kazakistan (48)
  156. Mali (48)
  157. Libia (48)
  158. Guinea-Bissau (47)
  159. Micronesia (47)
  160. Togo (47)
  161. Myanmar (Birmania) (46)
  162. Turkmenistan (46)
  163. Etiopia (46)
  164. Repubblica del Congo - (46)
  165. Ruanda (46)
  166. Nigeria (46)
  167. Gabon (46)
  168. Oman (45)
  169. Arabia Saudita (45)
  170. Iraq (45)
  171. Laos (45)
  172. Camerun (45)
  173. Mauritania (45)
  174. Niger (44)
  175. Burkina Faso (44)
  176. Guinea Equatoriale (44)
  177. Burundi (44)
  178. Pakistan (43)
  179. Haiti (43)
  180. Zimbabwe (43)
  181. Repubblica Centrafricana (43)
  182. Costa d’Avorio (43)
  183. Liberia (42)
  184. Congo, Repubblica Democratica del (42)
  185. Angola (42)
  186. Guinea (41)
  187. Eritrea (40)
  188. Gibuti (40)
  189. Sierra Leone (38)
  190. Afghanistan (37)
  191. Ciad (34)
  192. Sudan (33)
  193. Yemen (33)
  194. Somalia (30)

Cosa ne pensate? Siete d’accordo?

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Quale assicurazione per viaggiare all’estero?

Mi viene spesso chiesto un consiglio per quello che riguarda la copertura medica all’estero e che tipo di assicurazione usare quando si viaggia all’estero.

Innanzitutto, per la copertura medica dovete cercare di capire se vi è un accordo tra Italia ed il Paese vostra destinazione che preveda la copertura reciproca dei cittadini.

Se non c’è o non volete rischiare di rimanere senza copertura sanitaria quando vi trovate in un continente lontano dall’Italia, allora potete pensare a coprirvi con una polizza assicurativa.

Ma quale? Io sinceramente adesso non me ne intendo più di tanto essendo il mio stile di vita piuttosto stazionario a Melbourne.

Faccio riferimento quindi al parere di Lea Woodward di Location Independent, autrice della Guida per vivere e lavorare ovunque vogliate, una nomade digitale che, insieme alla famiglia, si trasferisce di nazione in nazione gestendo il proprio business su internet.

Lea consiglia l’assicurazione di viaggio fornita da World Nomads.

World Nomads fa uso dei servizi forniti da aziende leader nel campo assicurativo quali Allianz, Mondial Assistance, Bupa International e Millstream Underwriting.

Potete scegliere polizze che vi coprano in 150 nazioni e usate la comodità di internet per comprare, rinnovare o cambiare polizza.

World Nomads offre polizze che coprono sport tipo lo sci, snowboarding, bungee jumping o il white water rafting.

Importantissimo per i viaggiatori all’estero, la polizza World Nomads copre l’assistenza ospedaliera e l’evacuazione.

Mi raccomando controllate sempre le ultime su cosa la polizza copre. Non mi assumo ALCUNA responsabilità per l’accuratezza delle informazioni con il passare del tempo. Questo articolo è statico mentre il mondo dell’assicurazione è in continuo movimento.

Tengo inoltre a precisare che quando voi acquistate una polizza assicurativa con World Nomads io ci guadagno alcuni centesimi o euro. Se pensate che il sito italiansinfuga li meriti allora cliccate sopra e mi fate un piacere enorme. Se non siete d’accordo, nessun problema, copiate ed incollate questo indirizzo http://www.worldnomads.com/ e ci arriverete lo stesso senza che io guadagni.

Spero comunque che questo articolo vi sia stato utile.

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Classifica mondiale dei migliori Paesi in cui vivere

L’ONU ha pubblicato la classifica mondiale dei migliori Paesi in cui vivere.

L’Human Development Index (HDI) misura la sviluppo di una nazione da un punto di vista umano.

Riporta fattori quali:

  • longevità e salute espressa in termini di aspettativa alla nascita
  • accesso a conoscenza e cultura, misurato in base al tasso di alfabetizzazione e l’iscrizione all’istruzione
  • tenore di vita, misurato come GDP per capita relativo al potere d’acquisto

Queste misure vengono poi usate per arrivare ad un punteggio tra 0 ed 1 e la classifica viene redatta a seconda del punteggio relativo tra le nazioni.

La classifica del 2009 include 182 nazioni, usa data risalenti al 2007 e quindi non include l’impatto della crisi economica globale.

Tra il 2006 ed il 2007, il punteggio è salito in 174 nazioni ed è sceso in sole 4 nazioni.

La Cina è la nazione con il maggiore balzo in classifica, migliorandosi di 7 posizioni, seguita da Colombia e Perù, grazie all’incremento dei salari.

La Norvegia è in cima alla classifica, seguita dall’Australia e dall’Islanda. Il podio rimane immutato mentre ci sono pochi cambiamenti nelle prime dieci con la sola Francia che spodesta il Lussemburgo.

L’Italia si piazza al diciottesimo posto, tra il Belgio ed il Liechtenstein, una posizione che la pone nel gruppo delle nazioni con un ‘Sviluppo umano molto alto’, la categoria migliore.

E le altre nazioni che seguiamo regolarmente su italiansinfuga.com?

Il Canada si piazza al quarto posto; l’Irlanda al quinto; l’Olanda al sesto; la Svezia al settimo; il Giappone al decimo; gli USA al tredicesimo; la Spagna al quindicesimo; la Danimarca al sedicesimo; la Nuova Zelanda la ventesimo; il Regno Unito al ventunesimo; la Germania al ventiduesimo.

Se state decidendo di emigrare, fatevi aiutare nella scelta della destinazione da questa classifica.

Ecco la classifica completa.

Norway 0.971

Australia 0.970

Iceland 0.969

Canada 0.966

Ireland 0.965

Netherlands 0.964

Sweden 0.963

France 0.961

Switzerland 0.960

Japan 0.960

Luxembourg 0.960

Finland 0.959

United States 0.956

Austria 0.955

Spain 0.955

Denmark 0.955

Belgium 0.953

Italy 0.951

Liechtenstein 0.951

New Zealand 0.950

United Kingdom 0.947

Germany 0.947

Singapore 0.944

Hong Kong, China (SAR) 0.944

Greece 0.942

Korea (Republic of) 0.937

Israel 0.935

Andorra 0.934

Slovenia 0.929

Brunei Darussalam 0.920

Kuwait 0.916

Cyprus 0.914

Qatar 0.910

Portugal 0.909

United Arab Emirates 0.903

Czech Republic 0.903

Barbados 0.903

Malta 0.902

Bahrain 0.895

Estonia 0.883

Poland 0.880

Slovakia 0.880

Hungary 0.879

Chile 0.878

Croatia 0.871

Lithuania 0.870

Antigua and Barbuda 0.868

Latvia 0.866

Argentina 0.866

Uruguay 0.865

Cuba 0.863 51

Bahamas 0.856

Mexico 0.854

Costa Rica 0.854

Libyan Arab Jamahiriya 0.847

Oman 0.846

Seychelles 0.845

Venezuela 0.844

Saudi Arabia 0.843

Panama 0.840

Bulgaria 0.840

Saint Kitts and Nevis 0.838

Romania 0.837

Trinidad and Tobago 0.837

Montenegro 0.834

Malaysia 0.829

Serbia 0.826

Belarus 0.826

Saint Lucia 0.821

Albania 0.818

Russian Federation 0.817

Macedonia 0.817

Dominica 0.814

Grenada 0.813

Brazil 0.813

Bosnia and Herzegovina 0.812

Colombia 0.807

Peru 0.806

Turkey 0.806

Ecuador 0.806

Mauritius 0.804

Kazakhstan 0.804

Lebanon 0.803

Armenia 0.798

Ukraine 0.796

Azerbaijan 0.787

Thailand 0.783

Iran 0.782

Georgia 0.778

Dominican Republic 0.777

Saint Vincent and the Grenadines 0.772

China 0.772

Belize 0.772

Samoa 0.771

Maldives 0.771

Jordan 0.770

Suriname 0.769

Tunisia 0.769

Tonga 0.768

Jamaica 0.766

Paraguay 0.761

Sri Lanka 0.759

Gabon 0.755

Algeria 0.754

Philippines 0.751

El Salvador 0.747

Syrian Arab Republic 0.742

Fiji 0.741

Turkmenistan 0.739

Occupied Palestinian Territories 0.737

Indonesia 0.734

Honduras 0.732

Bolivia 0.729

Guyana 0.729

Mongolia 0.727

Viet Nam 0.725

Moldova 0.720

Equatorial Guinea 0.719

Uzbekistan 0.710

Kyrgyzstan 0.710

Cape Verde 0.708

Guatemala 0.704

Egypt 0.703

Nicaragua 0.699

Botswana 0.694

Vanuatu 0.693

Tajikistan 0.688

Namibia 0.686

South Africa 0.683

Morocco 0.654

Sao Tome and Principe 0.651

Bhutan 0.619

Lao People’s Democratic Republic 0.619

India 0.612

Solomon Islands 0.610

Congo 0.601

Cambodia 0.593

Myanmar 0.586

Comoros 0.576

Yemen 0.575

Pakistan 0.572

Swaziland 0.572

Angola 0.564

Nepal 0.553

Madagascar 0.543

Bangladesh 0.543

Kenya 0.541

Papua New Guinea 0.541

Haiti 0.532

Sudan 0.531

Tanzania 0.530

Ghana 0.526

Cameroon 0.523

Mauritania 0.520

Djibouti 0.520

Lesotho 0.514

Uganda 0.514

Nigeria 0.511

Togo 0.499 159

Malawi 0.493

Benin 0.492

Timor-Leste 0.489

Côte d’Ivoire 0.484

Zambia 0.481

Eritrea 0.472

Senegal 0.464

Rwanda 0.460

Gambia 0.456

Liberia 0.442

Guinea 0.435

Ethiopia 0.414

Mozambique 0.402

Guinea-Bissau 0.396

Burundi 0.394

Chad 0.392

Congo 0.389

Burkina Faso 0.389

Mali 0.371

Central African Republic 0.369

Sierra Leone 0.365

Afghanistan 0.352

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Usare i social media per fare carriera all’estero

Senza dubbio il mondo del lavoro è cambiato negli ultimi anni con l’avvento di internet. Questo è vero soprattutto nel mondo anglosassone dove viene generata la maggior parte dell’innovazione informatica.

Per quello che riguarda fare carriera all’estero, l’uso dei social media è diventato fondamentale. Professionisti giovani devono utilizzare le loro abilità di network su internet per dimostrare il proprio talento attraverso nuove piattaforme. Questo è il momento giusto per creare una rete di contatti significativi ed utilizzare quelli già esistenti per avanzare la propria carriera.

Questo è vero sia che siate alla ricerca di un lavoro oggi o sia che vogliate ampliare il vostro network, il numero di persone che conoscete, al fine di massimizzare le probabilità di trovare un lavoro quando ne avrete bisogno.

Innanzitutto, e questo non ha strettamente a che fare con i social media, controllate su Google cosa si trova se cercate il vostro nome e cognome. Datori di lavoro all’estero vi cercheranno subito e dovete quindi fare in modo che i  risultati in cima alla pagina di risultati siano relativi a pagine web che vi presentino in una luce positiva.

Questo è molto più facile se create un blog personale,  usando il vostro nome e scrivete dell’area lavorativa che vi interessa. Il fatto che scriviate nel vostro tempo libero, per poca o nessuna ricompensa, dimostrerà una passione che vi metterà subito tra i candidati al posto di lavoro al quale ambite.

Il passo successivo è quello di usare i social media per pubblicizzare il vostro blog o comunque ampliare il vostro network di persone che conoscete nell’ambito del settore nel quale vi interessa fare carriera all’estero.

In primo luogo, create un profilo su Linkedin. Questo sito è espressamente dedicato a collegare professionisti di tutto il mondo ed si concentra sulla carriera e sul mondo del lavoro, tralasciando gli aspetti più frivoli di altri siti di social media.

Nel vostro profilo elencate la vostra carriera fino ad ora, non importa quanto sia corta, e in cosa siete specializzati.

Dopo aver creato il vostro profilo, Linkedin vi darà la possibilità di cercare persone già registrate usando i contatti che avete nella vosta rubrica e-mail. In poco tempo dovreste essere in grado di avere un discreto numero di contatti su Linkedin, dopodichè si tratterà di aggiungere contatti con pazienza, ogni volta che conoscete qualcuno, sia in persona che virtualmente.

Facebook è forse il caso più famoso, per il momento, di social media.

Il consiglio che darei a riguardo di Facebook, e di tutti gli altri siti di social media, è di fare attenzione a quello che si pubblica. Mettere come foto del profilo una foto di voi che trangugiate da una bottiglia di vino non vi presenterà nella luce migliore al prospettivo datore di lavoro.

Fate attenzione inoltre ai commenti che fate e a cosa scrivete. Mantenete sempre un comportamento serio e professionale e ricordatevi che quello che può sembrare innocuo ad un Italiano non necessariamente viene compreso in modo simile da uno straniero.

Utilizzate Facebook per unirvi a gruppi nel settore che vi interessa,partecipate alle discussioni e fate amicizia con quanti potete, ampliando il vostro network internazionale di contatti.

Recentemente Twitter è diventato alla moda. Anche se funziona in modo un pò diverso, fornisce anch’esso la possibilità di collegarvi con potenziali datori di lavoro e colleghi. Twitter è un sito di microblogging accessibile da computer o telefonino. In pratica potete postare messagi con un massimo di 140 caratteri aggiornando i vostri amici su cosa state facendo, su siti interessanti che avete trovato e tant’altro. Anche per Twitter dovete fare attenzione a cosa scrivete e come vi presentate ma il bello è il numero di amici che possono ricevere i vostri aggiornamenti è illimitato. Come su Facebook, cercate le figure all’estero con le quali volete collegarvi. Seguendole quotidianamente riuscirete a capire meglio i loro interessi e come potete esser loro utili, aumentando le probabilità di ampliare il vostro network e di trovare lavoro all’estero.

L’Examiner di Kansas City ci dà consigli su come usare in modo efficace i social media per fare carriera all’estero:

  • come già detto, presentate sempre un’immagine professionale e seria
  • usate la fiducia come metodo di comunicazione. Gli altri vogliono comunicare con una persona non un profilo.
  • create un blog dedicato alla vostra professione o ai vostri obiettivi di carriera all’estero. Se esiste un trend nel vostro settore, scrivetene e spiegatelo agli altri. Se c’è un problema, offrite una soluzione.
  • Collegatevi con le autorità nel vostro settore, fornendo loro preziosi links a informazione utile.
  • Condividete quello che imparate nel vostro settore con il vostro nuovo circolo di amici sui social media. E’ più probabile che il vostro prossimo lavoro arrivi dai social media che da un annuncio di lavoro tradizionale.

In sostanza, i social media distruggono barriere tra voi ed i vostri prossimi datori di lavoro all’estero e creano nuove opportunità per giovani professionisti italiani di creare un network di contatti all’estero. Sapere come usare i social media è fondamentale al giorno d’oggi per fare carriera all’estero. In pratica è pubblicità gratis per la propria ‘brand’ personale.

Considerate tutti gli strumenti digitali - blog, podcasts e profili di social networking - come parte di un’identità online ed un modo attraverso il quale sconosciuti si conoscono.

Sfruttate uno o più di questi strumenti di social media per presentare un’immagine positiva ed avanzare una posizione consona con le vostre ambizioni.

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Cosa significa essere un emigrante

Ho trovato questa semplice ma efficace slide show da parte di Bea Stanford che illustra cosa significa essere un emigrante, le difficoltà che si incontrano per strada e come risolverle.

Traduco sotto per aiutare chi non capisce l’Inglese.

Being An Expat

View more documents from astanford.
  1. Essere un emigrante
  2. Emigrare è una caratterisitica sempre più comune della vita moderna
  3. John e la sua famiglia sono emigrati per il suo lavoro
  4. Loro sono emigrati per una vita migliore
  5. Lui si è innamorato
  6. Ogni anno migliaia di persone lasciano le proprie radici per emigrare
  7. Un ‘expat’ è chiunque viva o lavori in una nazione diversa da quella di nascita
  8. Come ci si sente ad essere emigranti?
  9. Vivere in un altra nazione apre gli occhi e la mente
  10. Immagina conoscere altre culture, stili di vita, linguaggi, cibo e architettura
  11. Ti dà l’opportunità di di cambiare totalmente la tua vita e di re-inventarti
  12. Ma.. gli inizi possono essere difficili
  13. E’ normale soffrire da ‘culture shock’
  14. ‘Culture shock’ è lo stato d’anima quando ci si trasferisce presso una cultura sconosciuta
  15. Ci sono 4 fasi nel ‘culture shock’
  16. ‘Luna di miele’ (tutto sembra bello)
  17. Crisi
  18. Recupero
  19. Adattamento
  20. Cosa può essere d’aiuto
  21. Rimanere fiduciosi, ce la farai; incontrare nuova gente, in persona e online; imparare il nuovo linguaggio e cultura
  22. Emigrare è un viaggio che ti arricchisce enormemente
  23. Godetevi il viaggio

Aggiungo che è tutto vero, sopratutto le 4 fasi del ‘culture shock’ dove la fase più critica è il passaggio dalla crisi al recupero. Se non si agisce utilizzando i consigli dei punti successivi si rischia di non uscire dalla crisi con possibile ritorno in Italia, non dando così alla nazione ospitante la possibilità di farvi capire se fà per voi come destinazione permanente.

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Blog sulla vita di tutti i giorni in Nepal

Vorrei segnalarvi Pastaenepal, un blog che smonta tutte le illusioni ed i miti sul Nepal come destinazione idillica per emigrare in modo alternativo.

Niki ci racconta la vita di tutti i giorni in Nepal e tutti i problemi legati al governo maoista, mancanza di elettricità, frutta e verdura immangiabili.

Insomma, altro che il paradiso himalayano rappresentato spesso nell’immaginario Occidentale.

Per ricevere aggiornamenti di Italiansinfuga.com nella vostra casella postale elettronica,
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