Archive for 'Messico'

Riassunto globale mondo del lavoro ed assunzioni

Manpower, l’azienda di assunzione con rete di filiali globale, ha appena pubblicato i risultati del proprio sondaggio sulle prospettive di impiego a livello globale.

Sembra che i datori di lavoro delle maggiori economie mondiali si aspettino di assumere personale nel secondo quadrimestre dell’anno in modo uguale o maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Molte economie però devono ancora raggiungere i livelli di fiducia nel futuro rispetto al periodo antecedente la crisi globale finanziaria.

Le prospettive di lavoro nella regione Asia Pacific rimangono positive, con l’eccezione del Giappone, e migliorano gradualmente nell’Americhe. In Europa le assunzioni sono ancora deboli: in alcune nazioni ci sono lievi segnali di miglioramento mentre in altre la crisi si fa ancora sentire.

I miglioramenti maggiori a livello globale si registrano in India, Brasile e Taiwan mentre negli Stati Uniti le intenzioni di assunzione sono simili a quelle di tre mesi fa ma più ottimiste rispetto all’anno scorso.

Secondo Jeffrey A. Joerres, CEO di Manpower Inc, la forte domanda di assunzione personale nella regione Asia Pacific è attribuibile all’aumento della domanda interna. Per quello che riguarda gli Stati Uniti invece le aziende sono diventate più sofisticate nel sapere quando hanno bisogno di lavoratori e non assumono più in modo da anticipare la domanda. Invece le aziende continueranno a chiedere ai propri dipendenti di fare di più con meno risorse ed aspettano per segnali molto chiari di un aumento della domanda prima di assumere.

Il sondaggio Manpower rivela che datori di lavoro in 27 nazioni, su un totale di 36, anticipano assunzioni nel secondo quadrimestre mentre solo otto rivelano una prevalenza di licenziamenti, questo è un miglioramento rispetto all’anno scorso quando 18 nazioni avevano una panoramica negativa del mondo del lavoro.

Le migliori prospettive per i lavoratori sono in India, Brasile, Taiwan, Perù, Costarica, Australia e Singapore. Le prospettive più deboli riguardano l’Italia, la Spagna e l’Irlanda.

Il mercato del lavoro europeo non sembra aver superato la crisi, per adesso, ma almeno sembra che la maggioranza dei datori di lavoro intenda assumere allo stesso livello rispetto tre mesi fa.

La situazione sembra essere più rosea nel settore manifatturiero in Polonia, dove il 25% dei datori di lavoro dicono che assumeranno, mentre in Germania il 16% dei datori di lavoro nel settore edilizia rivela che licenzieranno nei prossimi tre mesi.

Nelle Americhe le prospettive migliori sembrano essere in Brasile ed in Messico. La situazione in Brasile è più rosea grazie alla situazione del settore finanza/assicurazione/immobiliare mentre in Messico il settore minerario contribuisce a sostenere il 24% dei datori di lavoro che rivela l’intenzione di assumere nei prossimi mesi.

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Classifica qualità della vita

International Living ha pubblicato la propria classifica della qualità della vita in 194 nazioni del mondo.

Qualità della vita non intesa come dove vivere bene con pochi soldi ma semplicemente vivere bene.

Per redarre la classifica, International Living considera punteggi nelle seguenti categorie:

  • costo della vita, rispetto al costo della vita negli Stati Uniti
  • cultura e tempo libero, livello di istruzione della popolazione, numero di musei eccetera
  • economia, valutata usando le misure statistiche più comuni
  • ambiente, valutato usando la densità della popolazione, il tasso di crescita della stessa, le emissioni causanti effetto serra
  • libertà, usando la classifica di Freedom House
  • salute, valutata in base alla qualità dell’assistenza sanitaria
  • infrastruttura, chiometri di strade, ferrovia per capita, numero di aereoporti
  • sicurezza, in base alle stime del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
  • clima, temperatura e precipitazioni medie

I punteggi vengono assegnati basandosi su informazioni pubblicate da fonti quali siti internet governativi, la World Health Organisation, The Economist e molti altri.

Inoltre vengono considerate le opinioni degli editori di International Living sparsi nel mondo. Al riguardo tenete conto che essi sono per lo più di origine anglosassone e scrivono per lettori in gran parte statunitensi quindi la loro visione della qualità della vita è diversa da quella degli Italiani e da quella di altri popoli.

E’ forse per questo che la presenza di nazioni scandinave nella Top 10, consueta in altre classifiche, quì è nulla.

Qual’è la classifica?

  1. Francia (82)
  2. Australia (81)
  3. Svizzera (81)
  4. Germania (81)
  5. Nuova Zelanda (79)
  6. Lussemburgo (78)
  7. Stati Uniti (78)
  8. Belgio (78)
  9. Canada (77)
  10. Italia (77)
  11. Paesi Bassi (77)
  12. Norvegia (77)
  13. Austria (77)
  14. Liechtenstein (76)
  15. Malta (76)
  16. Danimarca (76)
  17. Spagna (76)
  18. Finlandia (75)
  19. Uruguay (75)
  20. Ungheria (74)
  21. Portogallo (73)
  22. Lituania (73)
  23. Andorra (73)
  24. Repubblica Ceca (73)
  25. Regno Unito (73)
  26. Argentina (72)
  27. Slovenia (72)
  28. Grecia (72)
  29. Monaco (72)
  30. Svezia (71)
  31. Cile (71)
  32. Estonia (71)
  33. Costa Rica (71)
  34. Panama (71)
  35. Polonia (71)
  36. Giappone (70)
  37. Croazia (70)
  38. Brasile (70)
  39. Ecuador (70)
  40. Lettonia (70)
  41. Irlanda (70)
  42. Corea del Sud (69)
  43. Slovacchia (69)
  44. Bulgaria (69)
  45. Cipro (68)
  46. Messico (68)
  47. Israele (67)
  48. Islanda (67)
  49. Bermuda (66)
  50. Saint Kitts & Nevis (66)
  51. Sud Africa (66)
  52. Dominica (65)
  53. Romania (65)
  54. Isole Cayman (65)
  55. Moldavia (65)
  56. Colombia (64)
  57. Taiwan (64)
  58. Bolivia (64)
  59. Repubblica di Macedonia (63)
  60. Barbados (63)
  61. Mauritius (63)
  62. Namibia (63)
  63. Belize (63)
  64. Paraguay (63)
  65. Albania (63)
  66. Bosnia-Erzegovina (63)
  67. Bahamas (63)
  68. Ucraina (62)
  69. Grenada (62)
  70. Singapore (61)
  71. Antigua & Barbuda (61)
  72. Turchia (61)
  73. Repubblica Dominicana (61)
  74. Seychelles (61)
  75. Bhutan (61)
  76. Peru (60)
  77. Giamaica (60)
  78. Nicaragua (60)
  79. Botswana (60)
  80. Honduras (60)
  81. Suriname (60)
  82. Portorico (59)
  83. Tunisia (59)
  84. Brunei (59)
  85. Malesia (58)
  86. El Salvador (58)
  87. Guatemala (58)
  88. India (58)
  89. Venezuela (58)
  90. Cuba (57)
  91. Trinidad & Tobago (57)
  92. Polinesia Francese (57)
  93. Guyana (57)
  94. Tonga (57)
  95. Mongolia (57)
  96. Nauru (56)
  97. Cina (56)
  98. Georgia (56)
  99. Ghana (56)
  100. Maldive (56)
  101. Armenia (56)
  102. Lesotho (55)
  103. Martinica (55)
  104. Giordania (55)
  105. Filippine (55)
  106. Kuwait (55)
  107. Kiribati (55)
  108. Polinesia Francese (55)
  109. Bielorussia (54)
  110. Tailandia (54)
  111. Russia (54)
  112. Zambia (54)
  113. Libano (54)
  114. Palau (54)
  115. Malawi (54)
  116. Marocco (54)
  117. Samoa (Western Samoa) (54)
  118. Swaziland (54)
  119. Bahrain (54)
  120. Fiji (53)
  121. Sri Lanka (53)
  122. Madagascar (53)
  123. Tuvalu (53)
  124. Siria (53)
  125. Vietnam (53)
  126. Comore (53)
  127. Nepal (52)
  128. Qatar (52)
  129. Indonesia (52)
  130. Macao (52)
  131. Vanuatu (52)
  132. Senegal (52)
  133. Isole Salomone (52)
  134. Tagikistan (51)
  135. Egitto (51)
  136. Benin (51)
  137. Kenya (51)
  138. Kirghizistan (51)
  139. Azerbaijan (51)
  140. Corea del Nord (51)
  141. Emirati Arabi Uniti (50)
  142. Capo Verde (50)
  143. Isole Marshall (50)
  144. Tanzania (50)
  145. Bangladesh (50)
  146. Algeria (50)
  147. Uganda (50)
  148. Uzbekistan (49)
  149. Cambogia (49)
  150. Iran (49)
  151. Mozambico (49)
  152. Gambia (48)
  153. Papua Nuova Guinea (48)
  154. Mayotte (48)
  155. Kazakistan (48)
  156. Mali (48)
  157. Libia (48)
  158. Guinea-Bissau (47)
  159. Micronesia (47)
  160. Togo (47)
  161. Myanmar (Birmania) (46)
  162. Turkmenistan (46)
  163. Etiopia (46)
  164. Repubblica del Congo - (46)
  165. Ruanda (46)
  166. Nigeria (46)
  167. Gabon (46)
  168. Oman (45)
  169. Arabia Saudita (45)
  170. Iraq (45)
  171. Laos (45)
  172. Camerun (45)
  173. Mauritania (45)
  174. Niger (44)
  175. Burkina Faso (44)
  176. Guinea Equatoriale (44)
  177. Burundi (44)
  178. Pakistan (43)
  179. Haiti (43)
  180. Zimbabwe (43)
  181. Repubblica Centrafricana (43)
  182. Costa d’Avorio (43)
  183. Liberia (42)
  184. Congo, Repubblica Democratica del (42)
  185. Angola (42)
  186. Guinea (41)
  187. Eritrea (40)
  188. Gibuti (40)
  189. Sierra Leone (38)
  190. Afghanistan (37)
  191. Ciad (34)
  192. Sudan (33)
  193. Yemen (33)
  194. Somalia (30)

Cosa ne pensate? Siete d’accordo?

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Quale assicurazione per viaggiare all’estero?

Mi viene spesso chiesto un consiglio per quello che riguarda la copertura medica all’estero e che tipo di assicurazione usare quando si viaggia all’estero.

Innanzitutto, per la copertura medica dovete cercare di capire se vi è un accordo tra Italia ed il Paese vostra destinazione che preveda la copertura reciproca dei cittadini.

Se non c’è o non volete rischiare di rimanere senza copertura sanitaria quando vi trovate in un continente lontano dall’Italia, allora potete pensare a coprirvi con una polizza assicurativa.

Ma quale? Io sinceramente adesso non me ne intendo più di tanto essendo il mio stile di vita piuttosto stazionario a Melbourne.

Faccio riferimento quindi al parere di Lea Woodward di Location Independent, autrice della Guida per vivere e lavorare ovunque vogliate, una nomade digitale che, insieme alla famiglia, si trasferisce di nazione in nazione gestendo il proprio business su internet.

Lea consiglia l’assicurazione di viaggio fornita da World Nomads.

World Nomads fa uso dei servizi forniti da aziende leader nel campo assicurativo quali Allianz, Mondial Assistance, Bupa International e Millstream Underwriting.

Potete scegliere polizze che vi coprano in 150 nazioni e usate la comodità di internet per comprare, rinnovare o cambiare polizza.

World Nomads offre polizze che coprono sport tipo lo sci, snowboarding, bungee jumping o il white water rafting.

Importantissimo per i viaggiatori all’estero, la polizza World Nomads copre l’assistenza ospedaliera e l’evacuazione.

Mi raccomando controllate sempre le ultime su cosa la polizza copre. Non mi assumo ALCUNA responsabilità per l’accuratezza delle informazioni con il passare del tempo. Questo articolo è statico mentre il mondo dell’assicurazione è in continuo movimento.

Tengo inoltre a precisare che quando voi acquistate una polizza assicurativa con World Nomads io ci guadagno alcuni centesimi o euro. Se pensate che il sito italiansinfuga li meriti allora cliccate sopra e mi fate un piacere enorme. Se non siete d’accordo, nessun problema, copiate ed incollate questo indirizzo http://www.worldnomads.com/ e ci arriverete lo stesso senza che io guadagni.

Spero comunque che questo articolo vi sia stato utile.

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Classifica mondiale dei migliori Paesi in cui vivere

L’ONU ha pubblicato la classifica mondiale dei migliori Paesi in cui vivere.

L’Human Development Index (HDI) misura la sviluppo di una nazione da un punto di vista umano.

Riporta fattori quali:

  • longevità e salute espressa in termini di aspettativa alla nascita
  • accesso a conoscenza e cultura, misurato in base al tasso di alfabetizzazione e l’iscrizione all’istruzione
  • tenore di vita, misurato come GDP per capita relativo al potere d’acquisto

Queste misure vengono poi usate per arrivare ad un punteggio tra 0 ed 1 e la classifica viene redatta a seconda del punteggio relativo tra le nazioni.

La classifica del 2009 include 182 nazioni, usa data risalenti al 2007 e quindi non include l’impatto della crisi economica globale.

Tra il 2006 ed il 2007, il punteggio è salito in 174 nazioni ed è sceso in sole 4 nazioni.

La Cina è la nazione con il maggiore balzo in classifica, migliorandosi di 7 posizioni, seguita da Colombia e Perù, grazie all’incremento dei salari.

La Norvegia è in cima alla classifica, seguita dall’Australia e dall’Islanda. Il podio rimane immutato mentre ci sono pochi cambiamenti nelle prime dieci con la sola Francia che spodesta il Lussemburgo.

L’Italia si piazza al diciottesimo posto, tra il Belgio ed il Liechtenstein, una posizione che la pone nel gruppo delle nazioni con un ‘Sviluppo umano molto alto’, la categoria migliore.

E le altre nazioni che seguiamo regolarmente su italiansinfuga.com?

Il Canada si piazza al quarto posto; l’Irlanda al quinto; l’Olanda al sesto; la Svezia al settimo; il Giappone al decimo; gli USA al tredicesimo; la Spagna al quindicesimo; la Danimarca al sedicesimo; la Nuova Zelanda la ventesimo; il Regno Unito al ventunesimo; la Germania al ventiduesimo.

Se state decidendo di emigrare, fatevi aiutare nella scelta della destinazione da questa classifica.

Ecco la classifica completa.

Norway 0.971

Australia 0.970

Iceland 0.969

Canada 0.966

Ireland 0.965

Netherlands 0.964

Sweden 0.963

France 0.961

Switzerland 0.960

Japan 0.960

Luxembourg 0.960

Finland 0.959

United States 0.956

Austria 0.955

Spain 0.955

Denmark 0.955

Belgium 0.953

Italy 0.951

Liechtenstein 0.951

New Zealand 0.950

United Kingdom 0.947

Germany 0.947

Singapore 0.944

Hong Kong, China (SAR) 0.944

Greece 0.942

Korea (Republic of) 0.937

Israel 0.935

Andorra 0.934

Slovenia 0.929

Brunei Darussalam 0.920

Kuwait 0.916

Cyprus 0.914

Qatar 0.910

Portugal 0.909

United Arab Emirates 0.903

Czech Republic 0.903

Barbados 0.903

Malta 0.902

Bahrain 0.895

Estonia 0.883

Poland 0.880

Slovakia 0.880

Hungary 0.879

Chile 0.878

Croatia 0.871

Lithuania 0.870

Antigua and Barbuda 0.868

Latvia 0.866

Argentina 0.866

Uruguay 0.865

Cuba 0.863 51

Bahamas 0.856

Mexico 0.854

Costa Rica 0.854

Libyan Arab Jamahiriya 0.847

Oman 0.846

Seychelles 0.845

Venezuela 0.844

Saudi Arabia 0.843

Panama 0.840

Bulgaria 0.840

Saint Kitts and Nevis 0.838

Romania 0.837

Trinidad and Tobago 0.837

Montenegro 0.834

Malaysia 0.829

Serbia 0.826

Belarus 0.826

Saint Lucia 0.821

Albania 0.818

Russian Federation 0.817

Macedonia 0.817

Dominica 0.814

Grenada 0.813

Brazil 0.813

Bosnia and Herzegovina 0.812

Colombia 0.807

Peru 0.806

Turkey 0.806

Ecuador 0.806

Mauritius 0.804

Kazakhstan 0.804

Lebanon 0.803

Armenia 0.798

Ukraine 0.796

Azerbaijan 0.787

Thailand 0.783

Iran 0.782

Georgia 0.778

Dominican Republic 0.777

Saint Vincent and the Grenadines 0.772

China 0.772

Belize 0.772

Samoa 0.771

Maldives 0.771

Jordan 0.770

Suriname 0.769

Tunisia 0.769

Tonga 0.768

Jamaica 0.766

Paraguay 0.761

Sri Lanka 0.759

Gabon 0.755

Algeria 0.754

Philippines 0.751

El Salvador 0.747

Syrian Arab Republic 0.742

Fiji 0.741

Turkmenistan 0.739

Occupied Palestinian Territories 0.737

Indonesia 0.734

Honduras 0.732

Bolivia 0.729

Guyana 0.729

Mongolia 0.727

Viet Nam 0.725

Moldova 0.720

Equatorial Guinea 0.719

Uzbekistan 0.710

Kyrgyzstan 0.710

Cape Verde 0.708

Guatemala 0.704

Egypt 0.703

Nicaragua 0.699

Botswana 0.694

Vanuatu 0.693

Tajikistan 0.688

Namibia 0.686

South Africa 0.683

Morocco 0.654

Sao Tome and Principe 0.651

Bhutan 0.619

Lao People’s Democratic Republic 0.619

India 0.612

Solomon Islands 0.610

Congo 0.601

Cambodia 0.593

Myanmar 0.586

Comoros 0.576

Yemen 0.575

Pakistan 0.572

Swaziland 0.572

Angola 0.564

Nepal 0.553

Madagascar 0.543

Bangladesh 0.543

Kenya 0.541

Papua New Guinea 0.541

Haiti 0.532

Sudan 0.531

Tanzania 0.530

Ghana 0.526

Cameroon 0.523

Mauritania 0.520

Djibouti 0.520

Lesotho 0.514

Uganda 0.514

Nigeria 0.511

Togo 0.499 159

Malawi 0.493

Benin 0.492

Timor-Leste 0.489

Côte d’Ivoire 0.484

Zambia 0.481

Eritrea 0.472

Senegal 0.464

Rwanda 0.460

Gambia 0.456

Liberia 0.442

Guinea 0.435

Ethiopia 0.414

Mozambique 0.402

Guinea-Bissau 0.396

Burundi 0.394

Chad 0.392

Congo 0.389

Burkina Faso 0.389

Mali 0.371

Central African Republic 0.369

Sierra Leone 0.365

Afghanistan 0.352

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Quali sono le nazioni con le prospettive di lavoro migliori all’estero?

L’agenzia di collocamento Manpower ha appena pubblicato i risultati del più recente sondaggio globale sull’occupazione.

Esso vi offre l’opportunità di capire quali nazioni offrano le migliore prospettive di lavoro all’estero.

Nell’ultimo trimestre le condizioni del mercato dell’occupazione saranno ancora difficili a livello mondiale.

C’è però un barlume di speranza in 20 dei 35 mercati coinvolti nel sondaggio dove i datori di lavoro predicono di assumere di più o licenziare di meno rispetto al trimestre precedente.

Datori di lavoro in India, Brasile, Colombia, Perù, Cina, Australia, Singapore, Costa Rica, Canada, Taiwan e Polonia sono i più positivi nelle intenzioni di assumere in futuro anche se l’attività di assunzione rimarrà debole.

Le nazioni dove le previsioni sono più negative sono la Romania, la Spagna, l’Irlanda, Giappone e Messico.

Per quello che riguarda l’Italia il dato sulle Previsioni è del -3%, in pratica il mercato del lavoro si contrarrà.

Spero questo possa aiutarvi a selezionare una nazione che possa offrirvi migliori opportunità di lavoro e emigrazione.

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Trovare casa all’estero per brevi periodi

Prima di emigrare all’estero in via definitiva è consigliabile visitare la destinazione per capire meglio se fa per voi.

In linea di massima si dovrebbe visitare la città dove vi stabilirete per un periodo più lungo di una vacanza ma più corto di una permanenza definitiva. Insomma alcuni mesi per capire se vi ambienterete o meno in una terra con lingua e tradizioni diverse.

C’è inoltre chi vuole farsi un paio di mesi all’estero come corso intensivo per imparare la lingua utilizzando un periodo di vacanza.

Il problema principale nel attuare un piano del genere è il costo. Tre mesi in un albergo costano un sacco di soldi che magari sono spesi meglio una volta arrrivati in via definitiva.

Inoltre la vita in albergo non vi consente e costringe a condurre una vita simile a quella che vi attende quando emigrate. Andare al supermercato per comprare cibi nuovi e sconosciuti o conoscere e parlare con vicini di casa che vi aiuteranno a capire la vita di tutti i giorni.

Per fortuna c’è una soluzione e si chiama HomeExchange. Premetto che non ho mai usufruito dei suoi servizi perchè una volta arrivati a Melbourne abbiamo rallentato parecchio il nostro viaggiare per il mondo. Ho però incontrato parecchie recensioni favorevoli di questo servizio.

In pratica andate a vivere all’estero in casa altrui mentre la controparte viene a vivere in casa vostra. Vi scambiate casa.

L’unico costo che avete è l’iscrizione al sito che, oggi, è di 100 dollari.

Scegliete la nazione (oggi ce ne sono 126 disponibili) e città che vi interessa, trovate un annuncio che fa il caso vostro e mandate loro un e-mail per discutere la disponibilità allo scambio.

D’altro canto, listando la vostra casa o appartamento riceverete domande da tutte le parti del mondo da parte di persone interessate ad uno scambio.

Gli annunci in genere includono dettagli e foto degli appartamenti e case, descrizione della zona dove si trovano, cosa troverete nella casa (elettrodomestici, connessione internet), eccetera.

Una delle prime domande che sorge riguarda la sicurezza della casa che affidate a sconosciuti. HomeExchange afferma che in 14 anni di attività non hanno mai avuto problemi di vandalismo o furto. Prima di procedere allo scambio, parlerete con la vostra controparte per telefono, vi scriverete e-mails, scambierete foto recenti, insomma diventerete amici.

Pare che metà di chi partecipa a HomeExchange scambi pure macchina ma questo dipende interamente da voi e dalla vostra controparte.

Il grosso vantaggio è il risparmio in denaro collegato allo stare in albergo ed a mangiare fuori ad ogni pasto. Fate voi i conti!

Se volete capire meglio come funziona inotre guardatevi il film The Holiday con Cameron Diaz, Kate Winslet, Hugh Grant e Jack Black. La trama segue la storia delle due protagoniste, una Americana, l’altra Inglese, che scambiano casa e trovano…..

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Dieci motivi per NON emigrare in Messico

Dopo averci dato Dieci motivi per emigrare in Messico, Giorgio ci dedica il seguente post su i perchè non emigrare in Messico.

Distanza dall’Italia

Per andare da una cittá italiana ad una messicana, tra viaggio aereo ed eventuale pullman, taxi o qualsiasi altro mezzo di locomozione, ci vogliono mediamente piú di una ventina di ore di viaggio complessivo. Il Messico dunque é piuttosto distante dall’Italia, e questo fa sí che anche un breve ritorno nostalgico, od un ritorno a casa in grande stile, non sia semplicissimo né a buon prezzo. Nella maggior parte dei casi, gli Italiani che vivono qui non tornano a casa molto spesso.
Viaggio di sola andata

Una volta venuti in Messico, e adattati alla vita qui, é difficile tornare indietro. Professionalmente, il livello richiestovi é inferiore a quello italiano, e soprattutto il ritmo di lavoro é completamente differente, estremamente piú rilassato, anche se lavorate per una grande azienda, i vostri colleghi messicani hanno la tendenza a prendersela con comodo (e fanno bene, per l’amor di dio…), il problema é che, se poi volete tornare indietro, le cose si fanno un po’ piú complesse. Tutto questo si riflette poi anche nella vita quotidiana, scandita da ritmi meno caotici che i nostri: tutto bene finché si continua a stare qui, meno bene quando si decide di ritornare in un paese piú avanzato.

Climi estremi

Prima di prendere in considerazione dove trasferirvi, studiatevi bene la zona dove andate, ci sono posti meravigliosi in Messico, che peró hanno controindicazioni climatiche forti: lo Yucatan, con un periodo di uragani da giugno a ottobre; la costa pacifica, anche questa interessata, nello stesso periodo di tempo, da forti tempeste tropicali che possono trasformarsi anch’esse in uragani; la zona centrale, l’ Estado de Mexíco, Guanajuato, Queretaro, con problemi di fornitura d’acqua abbastanza pesanti, soprattutto a Ciudad de Mexíco, mentre la zona nord, piú americanizzata, é puro deserto, con punte estive di calore tremende, anche di 50 gradi a Monterrey ed Hermosillo. Occhio quindi a non farvi trovare impreparati.

Le cittá

Se volete pace e tranquillitá, vi sconsiglio caldamente di andare nelle grandi metropoli messicane, prima fra tutte Ciudad de Mexíco, sono forzatamente metropoli da paese in via di sviluppo, il traffico é caotico, le cittá sono pesantemente inquinate da smog e scarichi di varia natura, che possono provocare, vista anche l’altitudine, problemi respiratori. Avrete quasi certamente bisogno di un automobile, e destreggiarvi per le vie cittadine, all’inizio potrebbe risultarvi da mal di testa assoluto. Attenti soprattutto alle rotonde e al celeberrimo “uno y uno”, ovvero gli incroci regolati solo dal buon cuore degli altri automobilisti.

Il lavoro
La cosa basilare per poter emigrare in Messico é avere dei contatti, i contatti sono assolutamente necessari per la vostra vita professionale, non solo per quella sociale. Senza un “aiutino”, che qui é socialmente accettato, come in Italia del resto, é estremamente difficile trovare lavoro, anche se siete in possesso di un buon curriculum.
Tra l’altro, per chi, come espediente pensa di insegnare l’italiano, la richiesta c’é indubbiamente ma é limitata, quindi anche lí ci vuole una buona dose di fortuna. Piú commerciabile, se lo sapete bene, l’inglese, o in alternativa il francese.
Lasciate completamente perdere le agenzie interinali.
Certo, molti italiani decidono di mettersi in proprio, ma anche questa é una cosa che va pianificata e non puó essere improvvisata dall’oggi al domani senza un minimo di conoscenza del territorio e della gente.

Occhio alla salmonella, tifo, epatite e a varie altre bestiacce
Dove e cosa mangiare in Messico puó rivelarsi una questine di vita o di morte: fate bene attenzione, soprattutto all’inizio, a mangiare nei posti che vi sembrano piú puliti e cercate di evitare di mangiare nei “changarritos” lungo le vie. Vi costerá qualcosa in piú, ma eviterete di passare intere giornate tra il bagno e la camera da letto.
Prima di viaggiare in Messico, fate una capatina dal vostro medico, che vi indicherá le vaccinazioni e, se ci sa fare, vi ricetterá qualche antibiotico multiuso nel caso abbiate seri problemi intestinali: ko otto ore, ma poi nel 90% dei casi sarete come nuovi (o quasi…).
Non dimenticatevi inoltre che le strutture sanitarie messicane, per la maggior parte, non sono a livello delle nostre, e soprattutto le migliori non sono gratis: un’assicurazione sanitaria é una soluzione auspicabile.

La criminalitá
In tutto il Messico c’é una forte ondata di microcriminalitá e criminalitá organizzata, che non é píú circoscrivibile solo alle zone di confine o a Ciudad de Mexíco, ma é estesa a buona parte del paese. A questo si aggiunge che il governo federale ha deciso di dispiegare, in alcune zone, anche l’esercito, quindi se emigrate qui, mettete in conto di vedere soldati per le strade, posti di blocco e magari qualche “enfrentamiento” in diretta.
La regola dice, profilo basso per la microcriminalitá, e mai, mai reagire nel caso si venga derubati, mentre per la criminalitá organizzata, l’ideale é non mettercisi per nulla, la qual cosa, essendo stranieri, é garanzia per non essere infastiditi.

Grandi distanze

Il Messico é un paese grande sette volte l’Italia, con circa il doppio della popolazione, la maggior parte della quale vive concentrata nelle grandi cittá: ció significa grandi spazi di puro nulla, autostrade vuote e grandi distanze da percorrere. Il concetto italiano di gita fuori porta é estremamente differente da quello messicano, per loro otto ore di viaggio non sono nulla, per noi sono una faticaccia, se poi sono otto andata otto ritorno per stare un giorno al mare, decidete voi se il viaggio vale la candela.

Il peso e il salario
Il peso é la moneta corrente messicana, il cambio all’euro é abbastanza sfavorevole, quindi se da un lato, arrivando, ci sembra che tutto posti pochissimo, vivendo qua ci si rende conto che la media degli stipendi non é molto alta, ed il confronto con gli stipendi in euro a volte é disarmante.
Se si decide di tornare in patria, o comunque in un paese del primo mondo, anche solo per una vacanza, il cambio del peso fa evaporare buona parte degli sforzi per mettere via un discreta somma di denaro.

Grandi contrasti
Il Messico é un paese in via di sviluppo dell’America Latina, non dimenticatelo mai. Dovete essere preparati ai grandi contrasti che vedrete qui, zone bellissime con case da sogno, alternate a zone degradate e povere fino all’estremo. Fate conto che in Messico, mediamente c’é una percentuale che si aggira tra il 40 ed il 50 per cento della popolazione povera ed emarginata, senza nessuna educazione, a volte senza nulla di nulla, dovrete quindi abituarvi a tutto ció, che per la nostra sensibilitá di europei fa (o dovrebbe fare) male. Abituatevi anche ai lavavetri a semafori, ai venditori ambulanti, ai ragazzini che ti lavano l’auto a 20-25 pesos…

Grazie Giorgio!

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Dieci motivi per emigrare e vivere in Messico

Mi scrive Giorgio, non li suo vero nome, dal Messico che ci fornisce gentilmente i suoi dieci motivi per emigrare e vivere in Messico.

Distanza dall’Italia

Se avete veramente desiderio di tagliare i ponti con l’Italia, mettere un oceano tra voi ed il vostro paese di origine potrebbe essere un buon inizio. Il Messico rappresenta una delle mete piú geograficamente, socialmente e spiritualmente distanti da tutto ció che avete conosciuto fino ad oggi. E non fatevi ingannare dalla vicinanza agli Stati Uniti, la frontiera é una barriera tangibile tra due culture agli antipodi.

Viaggio di sola andata

Capito come in Messico il ritmo della vita sia piú a misura d’uomo se escludiamo Ciudad de Mexíco), la prospettiva di tornare in Italia andrá via via scemando. Certo ci vuole un periodo di tempo per regolarizzarsi biologicamente sui temi del “no pasa nada” e del “mañana ‘manito, no te apresures”, ed indubbiamente nel mondo del lavoro e della vita di tutti i giorni vi costerá un po’ di fatica e forse qualche arrabbiatura, peró alla fine risulterá un modo di vivere estremamente meno stressate, che vi fará apprezzare cose delle quali neppure ricordavate piú l’esistenza.

Climi estremi

Una volta scelto con oculatezza, con cognizione di causa e anche con quel senso di fatalismo tipico dei messicani, dove vivere, potrete godere di un clima che, nella maggior parte dell’anno e nella maggior parte delle regioni, é meraviglioso: il sole ed il cielo azzuro rappresentano senza dubbi i due cardini dell’esperienza messicana della maggior parte degli emigrati. Per quanto mi riguarda, gli altipiani del centro del paese, nonostante il cambio climatico in corso, rappresentano un idillio difficilmente comparabile: né troppo caldo, né troppo freddo, e stagione delle pioggie accettabile in estate (nel senso che non é che piova tutti i giorni per tre mesi)… una delizia, insomma.

Le cittá
Ogni cittá in Messico é un mondo differente e tutto da scoprire. Le cittá sono di grandi dimensioni, prevalentemente, ovviamente di origini coloniali, con servizi sufficienti a tutte le necessitá, e zone commerciali modernissime. Per muoversi, il mezzo migliore é l’automobile, mentre la qualitá dei mezzi pubblici varia da cittá a cittá. Se escludiamo Ciudad de Mexíco, Guadalajara, Monterrey e le zone turistiche dello Yucatan, il taxi é un’alternativa valida e relativamente economica.

sombrero, messico!
Foto: Gret@Lorenz su Flickr

Il lavoro

Ció che piú salta all’occhio a noi italiani nel momento in cui arriviamo in Messico é la relativa facilitá, in termini di costi e burocrazia, con la quale si puó aprire un locale. Il lavoro informale, come lo chiamano qui, é una componente decisiva dell’economia messicana, ogni persona puó, addirittura, aprire la propria casa e vendere “comida”, sará ovviamente la sua bravura a fare da discriminante tra il successo o il fallimento dell’attivitá. Il fisco é molto meno pressante che in Italia, i controlli meno rigidi: é possibile aprire con poco e piano piano mettersi in regola…ve lo immaginate da noi?

Grandi distanze

Una delle cose che piú mi ha affascinato del Messico, sono i suoi spazi enormi e desolati, le sue autostrade quasi vuote: tra una grande cittá e l’altra, centinaia di chilometri di nulla, con tipici “pueblos” dove si puó comprare “comida” e artigiano tipici, e godere del Messico verace, delle storie e delle leggende delle varie popolazioni preispaniche.

Il peso e il salario

Il fatto che l’euro sia forte nei confronti del Messico, rende, per una persona che abbia messo da parte un discreto gruzzoletto in Italia, relativamente facile aprire un locale e sistemarsi tranquillamente: una rendita di un migliaio di euro puó garantire un livello di vita agiato e confortevole.
Il costo della vita é diffusamente basso, e potrete trovare livelli di prezzo estremamente differenti per i beni di prima necessitá: vi assicuro che nei mercatini si trova abbigliamento della stessa qualitá dei grandi centri commerciali, a prezzi che in Italia sarebbero assolutamente ridicoli.

Grandi contrasti

Il Messico é una terra di contrasti, senza ombra di dubbio, l’opulenza e la povertá piú totale possono andare a braccetto, si possono vedere una a fianco all’altra. Personalmente, e credo che sia un sentimento comune a molti europei, tutto ció ha dato una dimensione ed una visione differente rispetto alla vita, una prospettiva un po’ meno denaro-centrica della propria esistenza, a favore che invece realmente ha valore. Ma qui entriamo nel filosofico-intimista, e mi fermo…

La “comida”

La cucina messicana é di una varietá e complessitá straordinaria, ed i messicani vivono letteralmente per mangiare: tacos, quesadillas, carne asada, fajitas, corundas, chorizo, qualsiasi cosa ha un sapore davvero incredibile; vale la pena, quando vi sarete fatti le ossa, andare nei localini e non nei ristoranti, a provare la comida tradizionale fatta dalle mani delle mamme e delle nonne messicane, stando attenti soprattutto ai peperoncini (chiles) ed alle salse, sempre presenti a contorno dei piatti: il livello della piccantezza deve essere chiesto al ristoratore, prima di lanciarsi, perché certe salse, a base ad esempio di “chile abanero”, necessitano di uno stomaco davvero forte!

La gente

La gente é cordiale, gentile, ma scoprirete che il popolo messicano é un popolo fiero, amante della propria patria e geloso dei propri costumi. Amano lo straniero (devo dire a noi Italiani in particolare), il quale peró deve essere rispettoso e non dimenticarsi mai di essere a casa di altri: una buona regola che vale dovunque.
Lo sport nazionale é ovviamente il calcio, il fútbol, come lo chiamano loro, e questo ci mette in una posizione relativamente privilegiata, visto che, come ricordo sempre ai miei amici messicani, noi per il momento siamo ancora campioni del mondo!

Grazie Giorgio!

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