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	<title>italiansinfuga &#187; mentalità</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>Come superare i momenti difficili all’estero</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 08:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è un guest post di Francesca Isabella Bove, psicologa residente a Barcellona, che ci fornisce un punto di vista professionale su come superare i momenti difficili all&#8217;estero. Partire è un po’ come morire? Forse si, certo è che la scelta di vivere in un paese diverso da quello d’origine costituisce un’apertura verso un’esperienza intensa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><em>Questo è un guest post di </em><a title="Francesca Isabella Bove" href="http://ipp-service.org/" target="_blank"><em>Francesca Isabella Bove</em></a><em>, psicologa residente a Barcellona, che ci fornisce un punto di vista professionale su come superare i momenti difficili all&#8217;estero.</em></h1>
<p>Partire è un po’ come morire?</p>
<p>Forse si, certo è che la scelta di vivere in un paese diverso da quello d’origine costituisce un’apertura verso un’esperienza intensa e ricca di cambiamenti. A volte la scelta è ponderata, altre obbligata, a volte si fugge altre si segue. In moltissimi casi chi sceglie di <strong>emigrare</strong> lo fa per chiudersi delle porte alle spalle ed averne di nuove davanti agli occhi, promettenti spiragli verso la realizzazione dei propri progetti.</p>
<p>Nella vastità delle motivazioni personali che spingono a preparare i bagagli..quelli grandi, si possono ritrovare delle “conseguenze” comuni a corto e lungo termine, sono i cosiddetti sintomi da stress migratorio. Detto così potrebbe sembrare qualcosa di bizzarro, evocare fantasie su rondini impazzite e stormi allo sbaraglio, beh in un certo senso il fattore disorientamento fa il suo gioco quando, soprattutto all’inizio, vengono a mancare quelle coordinate che per molto tempo ci avevano orientato dicendoci dove, come, con  e per chi eravamo.</p>
<p><strong>Emigrare</strong> costituisce quindi una crisi, una metaforica morte del conosciuto e  una rinascita nell’esplorazione dell’estraneitá. Ne scaturisce una prima fondamentale regola: non negare l’estraneo, non fare finta che sia tutto come prima mentre non lo è, per duro che possa sembrare aprirsi all’estraneità di contesti, persone e situazioni alla fine premia sempre.</p>
<p>In fondo nella decisione di <strong>emigrare</strong> si riconoscono dei vantaggi relativi alla realizzazione di propri obiettivi di sviluppo personale, i quali alla lunga si rivelano superiori agli svantaggi ed alle perdite cui si puó andare incontro.</p>
<p>Andiamo ora a vedere nel dettaglio quali sono le emozioni e le sensazioni che si possono sperimentare durante il periodo di crisi/adattamento:</p>
<p>•	Senso intenso di perdita generale del sé e delle relazioni importanti<br />
•	Sensazione perenne di confusione, non sapere dove andare o cosa fare<br />
•	Stati di ansia provocati dalla perdita delle relazioni  e dei contesti sociali familiari<br />
•	Senso di impotenza<br />
•	Stati di ansia provocati dal senso di incertezza verso il futuro<br />
•	Disturbi fisici o somatoformi (dist. alimentazione, dist.sonno, frequente mal di testa,  nausea,  etc..)<br />
•	Senso di isolamento, tristezza e nostalgia (“home-sickness”)<br />
•	Senso di inadeguatezza/estraneitá nei nuovi contesti<br />
•	Evitamento costante di situazioni sociali, perdita di interessi e apatia<br />
•	Rabbia e aggressivitá verso la cultura ospitante e suoi membri<br />
•	Costanti fantasie sul ritorno o su come fare per anticiparlo<br />
•	Stati alterni di malessere e benessere</p>
<p>E’ importante tener presente che nella fase iniziale di permanenza all’<strong>estero</strong>, specialmente se si tratta di un trasferimento definitivo o per lunghi periodi, è assolutamente naturale sperimentare certi stati emozionali come alcuni riassetti fisiologici dovuti anche ai cambi spazio-temporali e climatologici. Un fattore che può incidere notevolmente è la presenza del coniuge/famiglia, il quale  se da una parte costituisce un fattore protettivo rispetto all’isolamento dall’altra potrebbe acuire lo stress delle questioni pratiche (sistemazione, scuola dei figli, etc..).</p>
<p>Alcuni autori parlano a ragione  di “lutto migratorio”(Achotegui, 2002), in quanto alcuni degli  stati prima descritti sono anche gli stati che tipicamente si sperimentano a seguito di una perdita o meglio di una separazione da una persona cara o da qualcosa che consideravamo un punto fermo nella nostra vita. Anche le difese che di frequente  vengono messe in atto per fronteggiare il malessere sono del tutto simili a quelle del lutto: si passa da stati di negazione intensa (“ non è cambiato nulla”), alla rabbia aggressiva o al contrario all’iperadattamento, fino ad arrivare alla progressiva elaborazione delle proprie emozioni e all’attivazione del processo di con-vivenza.</p>
<p>Il risultato di questo processo è mediato da alcuni predittori, quali l’età, lo status socio-economico, il livello culturale, il grado di conoscenza della lingua del paese ospitante,  la qualitá di vita e dei rapporti che si avevano nel paese d’origine, la presenza della del/della compagno/a, il grado di assunzione della scelta ossia quanto il soggetto senta di aver maturato la decisione calcolandone i rischi o al contrario quanto si sia sentito in balía degli eventi. Infine sono importanti le prime azioni verso la ricerca di propri spazi vitali confortevoli e gratificanti, come anche un relativo interesse per la cultura ospitante.</p>
<p>A questo punto ci si potrebbe chiedere se ci sono delle azioni concrete e degli atteggiamenti che si possono adottare per superare con successo quei momenti di difficoltá. La risposta é sí! vediamone allora alcuni:</p>
<p><strong>Reagire e vivere</strong></p>
<p>•	Smettere di lamentarsi: crogiolarsi nel ripetere ció che non ci fa stare bene ci fa stare peggio in quanto ci rende inconsolabili, chi si lamenta vuole solo lamentarsi ancora.<br />
•	Uscire dall’isolamento: vedere cosa c&#8217;e’ di nuovo lá fuori ci dá alternative e ci rende piú liberi<br />
•	Sforzarsi di imparare presto la lingua e conoscere i codici gestuali del paese ospitante: ci libereremo cosí dal peso di non poter comunicare al meglio esprimendo una gamma ampia di sentimenti e sfumature. Inoltre eviteremo di essere fraintesi.<br />
•	Darsi obiettivi a breve e medio termine: professionali, sociali, formativi.<br />
•	Affrontare un problema alla volta: fare una lista dei problemi ed iniziare a risolvere i piú semplici<br />
•	Esprimere le proprie emozioni siano esse di gioia o di tristezza: piangere ma senza piangersi addosso!<br />
•	Evitare di rifugiarsi nelle sostanze stupefacenti , nell’alcool o nei farmaci: le quali forse ci fanno uno sconto momentaneo sulla frustrazione salvo poi presentare il conto con gli interessi!<br />
•	Frequentare luoghi e persone nuove e che consideriamo positive per la nostra crescita<br />
•	Coltivare gli interessi di sempre ma esplorarne anche di nuovi..<br />
•	Ritrovarsi con le persone, invitare, farsi invitare..scambiare convivialitá<br />
•	Circondarsi di cose e gesti che ci fanno stare bene: una passeggiata nel verde, una musica, un bagno caldo..a volte basta davvero poco per tornare a centrarsi<br />
•	Ricordarsi che il nostro paese d’origine non é scomparso dalla Terra e che se proprio non vogliamo rimanere dove siamo un modo per tornarci lo troveremo<br />
•	Ricordarsi spesso dell’obiettivo che avevamo quando siamo partiti e del perché allora i vantaggi superarono gli svantaggi.<br />
Chiaramente questi sono alcuni dei molti modi che ognuno puó cercare per migliorare la qualitá di vita nell’esperienza della migrazione. Consideriamo anche il fatto che alcuni gruppi particolarmente svantaggiati e con condizioni sfavorevoli in partenza e in arrivo nel paese ospitante devono ricevere un sostegno mirato alla comprensione delle loro peculiari esigenze, emotive e pratiche.</p>
<p>Inoltre é di vitale importanza non trascurare la persistenza di stati depressivi, confusionali o di isolamento (vedi sopra), in quanto  una cronicizzazione degli stessi puó rendere estremamente arduo il recupero di una vita soddisfacente, fino ad essere causa del fallimento del processo migratorio. In questi casi é sempre opportuno parlarne con uno psicologo, anche lo stesso medico di base puó orientare verso la ricerca di un aiuto specialistico appropriato.</p>
<p>Francesca Isabella Bove</p>
<p>Psicóloga Responsabile di “International Psychologists Project”<br />
<a title="IPP-Service.org" href="http://ipp-service.org/" target="_blank"> www.ipp-service.org</a></p>
<div id="attachment_3286" class="wp-caption aligncenter" style="width: 614px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/labirinto-con-globo.jpg"><img class="size-full wp-image-3286" title="Come superare i momenti difficili all’estero" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/labirinto-con-globo.jpg" alt="Come superare i momenti difficili all’estero" width="604" height="361" /></a><p class="wp-caption-text">Come superare i momenti difficili all’estero</p></div>
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		<title>Australia Paese per giovani</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 10:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Australia è un Paese per giovani. Il ministro della difesa australiano John Faulkner ha annunciato che dopo le prossime elezioni rinuncerà ad incarichi ministeriali. La notizia di per sé non è tanto eclatante ma ci sono due aspetti della vicenda che dimostrano una diversa mentalità in Australia. Il ministro Faulkner, 56 anni, ha motivato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>L&#8217;Australia è un Paese per giovani.</h1>
<p>Il ministro della difesa australiano John Faulkner ha annunciato che dopo le prossime elezioni rinuncerà ad incarichi ministeriali.</p>
<p>La notizia di per sé non è tanto eclatante ma ci sono due aspetti della vicenda che dimostrano una diversa mentalità in <strong>Australia</strong>.</p>
<p>Il ministro Faulkner, 56 anni, ha motivato la sua decisione dicendo che c&#8217;è bisogno di &#8220;ricambio generazionale&#8221;. Lascio a voi tutti i confronti con le classi politiche di altri Paesi&#8230;.</p>
<p><a title="Australia Paese per giovani" href="http://www.flickr.com/photos/tk_five_0/2279894817/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2151/2279894817_f2ddb5153f.jpg" alt="Australia Paese per giovani" width="450" height="300" /></a><br />
Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/tk_five_0/">Michael Dawes</a></p>
<p>In secondo luogo in questo <a href="http://www.theage.com.au/national/gillard-minister-to-quit-faulkner-to-go-to-backbench-20100707-zzmy.html">articolo</a> pubblicato da The Age, il ministro viene definito come un &#8220;elder statesman&#8221;, uno statista anziano. Questo fornisce un&#8217;idea di come l&#8217;Australia consideri l&#8217;anzianità e, di conseguenza, di quali responsabilità vengano date ai trentenni e i quarantenni.</p>
<p>Il ministro Faulkner diventò senatore 21 anni fa, ad un&#8217;età alla quale in Italia si viene spesso considerato un &#8220;ragazzo di belle speranze&#8221;.</p>
<h2>Qual&#8217;è il Paese per giovani?</h2>
<p><strong>Commenti?</strong></p>
<p><a title="Guida 'Vivere e lavorare in Australia'" href="http://www.italiansinfuga.com/risorse/guida-vivere-e-lavorare-in-australia/" target="_blank">Guida &#8216;Vivere e lavorare in Australia&#8217;</a></p>
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		<title>All&#8217;estero comandano i quarantenni</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/05/13/allestero-comandano-i-quarantenni/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 11:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità]]></category>

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		<description><![CDATA[David Cameron è diventato, all&#8217;età di 43 anni, il Primo Ministro britannico più giovane in 198 anni. Non lo conosco e non so come andrà a finire la sua avventura al Numero 10 di Downing Street. Vorrei però utilizzare lo spunto fornito dall&#8217;elezione appena conclusasi nel Regno Unito per riflettere sul diverso approccio che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="David Cameron" href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Cameron" target="_blank">David Cameron</a> è diventato, all&#8217;età di 43 anni, il Primo Ministro britannico più giovane in 198 anni.</p>
<p>Non lo conosco e non so come andrà a finire la sua avventura al Numero 10 di Downing Street. Vorrei però utilizzare lo spunto fornito dall&#8217;elezione appena conclusasi nel Regno Unito per riflettere sul diverso approccio che si ha all&#8217;estero sull&#8217;età.</p>
<p>Questo diverso approccio può essere fonte di shock culturale per chi arriva dall&#8217;Italia considerandosi un &#8216;ragazzo&#8217; a 30 o 40 anni.</p>
<p>A 43 anni nel Regno Unito sei giovane per essere Primo Ministro, altrimenti l&#8217;eta non sarebbe stata notata,  ma questo non ti impedisce di essere comunque eletto alla massima carica politica della nazione.</p>
<p>Non esiste una legge non scritta che stabilisce che si debbano fare decenni di gavetta prima di potere accedere alle stanze del potere mentre settantenni ed ottantenni non si smuovono.</p>
<p>Se siete capaci vi verrano date opportunità di dimostrare il vostro valore. A volte avrete successo, a volte no ma almeno dipenderà tanto da voi e dalle vostre capacità.</p>
<p>Questa è una buona notizia per chi di voi sta pensando di andare all&#8217;estero per migliorare la propria carriera.</p>
<p>Allo stesso tempo vorrei segnalarvi una potenziale fonte di frustrazione se vi trasferite a 30 o 40 anni considerandovi ragazzi. Sarà molto probabile che lavorerete per ventenni o trentenni e vi dovete quindi porre la domanda se il vostro &#8216;ego&#8217; vi consentirà di seguire gli ordini di &#8216;ragazzini&#8217; (se voi siete ragazzi&#8230;).</p>
<p><strong>Com&#8217;è la situazione in Italia al riguardo?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Volete emigrare? Spegnete la televisione!</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/03/19/volete-emigrare-spegnete-la-televisione/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 10:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità]]></category>
		<category><![CDATA[emigrare]]></category>

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		<description><![CDATA[Traggo spunto da un articolo di Seth Godin per invitarvi a spegnere la televisione se davvero volete emigrare. Io personalmente guardo poco la televisione perché la qualità dei programmi è scadente e perché riesco a trovare molte altre cose da fare. Le alternative a sedersi sul divano e passare ore senza far funzionare il cervello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Traggo spunto da un articolo di <a title="Seth Godin" href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2010/03/but-its-better-than-tv.html" target="_blank">Seth Godin</a> per invitarvi a spegnere la televisione se davvero volete emigrare.</p>
<p>Io personalmente guardo poco la televisione perché la qualità dei programmi è scadente e perché riesco a trovare molte altre cose da fare.</p>
<p>Le alternative a sedersi sul divano e passare ore senza far funzionare il cervello sono innumerevoli.</p>
<p>Piuttosto che guardare il &#8220;Grande fratello&#8221;, gli aspiranti emigranti, ad esempio, possono:</p>
<ul>
<li>imparare una nuova lingua, come l&#8217;<a title="Sette motivi per imparare l'Inglese" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/01/07/sette-motivi-per-imparare-linglese/" target="_blank">Inglese</a></li>
<li>scrivere un <a title="Per trovare lavoro all’estero iniziate un blog, OGGI!" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/09/29/per-trovare-lavoro-allestero-iniziate-un-blog-oggi/" target="_blank">blog</a> che serva come biglietto da visita</li>
<li>creare un profilo su <a title="Linkedin" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/08/03/usare-facebook-twitter-e-linkedin-per-trovare-lavoro-allestero/" target="_blank">Linkedin</a></li>
<li>creare un profilo su Facebook</li>
<li>fare ricerca sulla vostra destinazione preferita</li>
<li>crearvi una cerchia di amicizie virtuali all&#8217;estero</li>
<li>tradurre il vostro curriculum nella lingua del paese nel quale state cercando lavoro</li>
<li>cercare <a title="Lavoro Estero" href="http://www.italiansinfuga.com/lavoro-estero/" target="_blank">lavoro all&#8217;estero</a> su Internet</li>
<li>aiutare altri ad emigrare</li>
<li>imparare nuove professionalità che vi aiutino a trovare lavoro all&#8217;estero</li>
<li>lavorare su Internet per guadagnare alcuni soldini che possono servirvi per emigrare</li>
</ul>
<p>Grazie ad Internet ci sono milioni di persone che adesso scelgono di passare 5-6 ore al giorno a creare, produrre, usare il cervello piuttosto che sdraiarsi sul divano da &#8220;vegetale&#8221;.</p>
<p><strong>Fatelo anche voi e l&#8217;estero si avvicinerà!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Emigrare a tempo determinato o indeterminato?</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/03/06/emigrare-a-tempo-determinato-o-indeterminato/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 04:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[emigrare]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è stato fatto notare recentemente che tanti degli articoli scritti da Italiani all&#8217;estero sono scritti da Italiani che stanno passando alcuni mesi o alcuni anni all&#8217;estero ma che prima o poi torneranno in Italia. Insomma non Italiani che partono con l&#8217;idea di emigrare definitivamente all&#8217;estero. Sme non vi è una risposta valida per tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è stato fatto notare recentemente che tanti degli articoli scritti da Italiani all&#8217;estero sono scritti da Italiani che stanno passando alcuni mesi o alcuni anni all&#8217;estero ma che prima o poi torneranno in Italia.</p>
<p>Insomma non Italiani che partono con l&#8217;idea di emigrare definitivamente all&#8217;estero.</p>
<p>Sme non vi è una risposta valida per tutti quando si tratta di considerare l&#8217;emigrazione come temporanea o definitiva. Quando si va a vivere e lavorare all&#8217;estero ci vorranno alcuni anni per capire se la scelta abbia fornito i risultati desiderati o meno.</p>
<p>Io stesso quando andai a studiare all&#8217;università in Inghilterra non lo feci con l&#8217;idea di emigrare per sempre. Al tempo la mia scelta era dettata molto dalla curiosità di conoscere un&#8217;altra nazione, un altro stile di vita e vedere cosa ci fosse al di là delle Alpi. Una volta finita l&#8217;università trovai lavoro in Inghilterra e, di nuovo, senza una convinzione particolare sul fatto che l&#8217;emigrazione diventasse permanente o meno.</p>
<p>Fatto sta che l&#8217;andare all&#8217;estero secondo me fornisce un&#8217;esperienza valida sia che la permanenza all&#8217;estero duri qualche mese sia che duri decenni. Dipende molto dall&#8217;individuo e da quello che s&#8217;impara vivendo all&#8217;estero. </p>
<p>Tanti amici Italiani ai tempi dell&#8217;università rimasero in Inghilterra per alcuni anni dopo aver trovato il loro primo lavoro. </p>
<p>La maggior parte tornarono in Italia tra i 25 e 30 anni, più che altro per motivi affettivi. Apprezzarono molto l&#8217;esperienza in Gran Bretagna, grazie alla quale riuscirono a trovare buoni lavori al rientro in Italia. Decisero però di costruirsi un futuro in Italia in base a considerazioni personali e dopo aver avuto esperienza di due mondi diversi.</p>
<p>Altri, tra i quali il sottoscritto, rimasero all&#8217;estero, sempre per considerazioni personali ed ora vivono in destinazioni disparate come l&#8217;Inghilterra, gli Stati Uniti, l&#8217;Olanda, la Norvegia con l&#8217;Australia. per questo secondo gruppo il ritorno in Italia è diventato adesso molto meno probabile. Dopo vent&#8217;anni di vita e lavoro all&#8217;estero, con figli nati all&#8217;estero, un rientro è oggettivamente difficile. Si ritorna sempre con piacere a vedere famiglia e amici ma se uno non ha preso in considerazione il ritorno negli ultimi vent&#8217;anni, un motivo ci sarà.</p>
<p>Per fortuna al giorno d&#8217;oggi l&#8217;emigrazione è molto più dinamica dell&#8217;emigrazione che avvenne nel dopoguerra. Allora si trattava spesso di un biglietto di sola andata, verso una destinazione sconosciuta con minuscole possibilità di rimpatrio. Al giorno d&#8217;oggi l&#8217;emigrare è, secondo me, molto meno rischioso e le possibilità di rientro molto maggiori. Questo fa sì che tanti Italiani che vanno all&#8217;estero fanno tesoro dell&#8217;esperienza ma poi decidono di tornare in Italia.</p>
<p>Non esiste l&#8217;emigrazione giusta o l&#8217;emigrazione sbagliata. Esiste solo l&#8217;emigrazione che fa per voi. </p>
<p>Io vi consiglierei di non preoccuparvi troppo di definire un orizzonte temporale a priori. Dire &#8220;non tornerò più in Italia&#8221; prima di partire è rischioso perché non sapete se troverete una vita necessariamente migliore. Secondo me è meglio dimenticarsi di definire un orizzonte temporale e semplicemente concentrarsi sull&#8217;integrazione all&#8217;estero, sul dare il massimo verso la creazione di opportunità per voi e per la vostra famiglia. Capirete ben presto se l&#8217;emigrazione fa per voi o se l&#8217;Italia, in fondo in fondo, non sia così male.</p>
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		<title>Emigrare dopo i trent&#8217;anni</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 09:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[mentalità]]></category>
		<category><![CDATA[emigrare]]></category>
		<category><![CDATA[inglese australia emigrare]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni di voi mi chiedono consigli su come emigrare avendo superato i trent&#8217;anni e magari avendo già iniziato a lavorare in Italia. Premetto che io emigrai in Australia, dove mi trovo adesso, a 32 anni, dopo essermi fatto dieci anni di Inghilterra ed un anno tra Cina e Taiwan. Quali particolarità comporta l&#8217;emigrazione dopo i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni di voi mi chiedono consigli su come emigrare avendo superato i trent&#8217;anni e magari avendo già iniziato a lavorare in Italia.</p>
<p>Premetto che io emigrai in Australia, dove mi trovo adesso, a 32 anni, dopo essermi fatto dieci anni di Inghilterra ed un anno tra Cina e Taiwan.</p>
<div>Quali particolarità comporta l&#8217;emigrazione dopo i trent&#8217;anni rispetto all&#8217;emigrazione negli anni dell&#8217;università?</div>
<p>L&#8217;aspetto principale è senz&#8217;altro il &#8216;rischiare&#8217; per quello che riguarda la carriera lavorativa. A meno che siate molto ma molto bravi, è probabilissimo che l&#8217;emigrazione in un&#8217;altra nazione vi farà temporaneamente retrocedere nell&#8217;ambito del mondo del lavoro. La carriera costruita in Italia può dissolversi abbastanza facilmente una volta Oltralpe.</p>
<p>Questo succede a moltissimi indipendentemente dalla nazionalità e anche a quelli di lingua madre, nel caso dell&#8217;Australia gli Anglofoni.</p>
<p>Ho conosciuto moltissimi Britannici, Canadesi, Statunitensi ed Irlandesi che all&#8217;inizio hanno ricoperto ruoli per i quali erano ovviamente super-qualificati. Perchè? Per minimizzare il rischio e lo choc d&#8217;arrivo in una nazione diversa.</p>
<p>Per tanti è meglio avere un lavoro, anche al di sotto delle proprie capacità, piuttosto che sottoporre la propria famiglia ad uno stress aggiuntivo al difficile periodo di ambientamento in una nuova nazione.</p>
<p>Con il passare del tempo poi le qualità vengono a galla e la carriera progredisce con una traiettoria consona alle proprie potenzialità.</p>
<p>E&#8217; successo a me, succede a tantissimi. I datori di lavoro un po&#8217; ne approfittano richiedendo esperienza &#8216;australiana&#8217; per giustificare un&#8217;offerta inferiore rispetto a quella che si avrebbe nella nazione di origine.</p>
<p>Voglio mettere questo aspetto in risalto perché l&#8217;emigrazione non è facile di per sè e se vi aggiungete difficoltà in ambiente lavorativo diventa ancora più difficile.</p>
<p>Per quelli di voi che hanno una buona posizione di lavoro in Italia, pensateci bene prima di emigrare.</p>
<p>Siete disposti ad accettare un lavoro che vi fà retrocedere di alcuni anni nella carriera?</p>
<p>Siete in grado di gestire il lato emotivo?</p>
<p>Come gestire quello che sarà un periodo di leggera frustrazione professionale?</p>
<p>Ponendo la carriera nella prospettiva più larga dell&#8217;emigrazione a beneficio della famiglia. Il lavoro paga l&#8217;affitto, paga il cibo e consente di ambientarsi senza troppe preoccupazioni.</p>
<p>E&#8217; inutile lamentarsi, con i fatti si raggiungerà un ruolo che vi soddisferà. Per fatti leggi lavoro serio e competente.</p>
<p>Un altro punto importante da sottolineare è che molti Italiani mi scrivono descrivendosi come, parafrasando, &#8216;ragazzi trentenni&#8217;.</p>
<p>A volte la parola ragazzi è tra virgolette, a volte no.</p>
<p><strong>Signore e signori, all&#8217;estero se avete più di trent&#8217;anni NON siete più ragazzi.</strong></p>
<p>I vostri coetanei in linea di massima sono almeno dieci anni che vivono indipendentemente e lavorano da almeno sette anni.</p>
<p>A trent&#8217;anni e passa, i vostri coetanei hanno acquistato casa (con mutuo enorme), si sono sposati, stanno mettendo su famiglia.</p>
<p>I &#8216;ragazzi&#8217; sono i ventenni.</p>
<p>E&#8217; un distinguo importante perchè vi troverete a fare il confronto con chi magari ha alcune esperienze di vita in più. Quindi fate attenzione perchè correte il rischio di sentirvi &#8216;inferiori&#8217; semplicemente perchè la vita in Italia vi ha offerto opportunità, stimoli e sfide inferiori. Insomma se siete un bamboccione, stereotipo strausato, secondo me vi peserà quando vi mettete al confronto con i nuovi colleghi.</p>
<p>Iniziate con il considerarvi &#8216;uomini&#8217; e &#8216;donne&#8217;, con la relativa assunzione di responsabilità che i trent&#8217;anni comportano all&#8217;estero.</p>
<p>In bocca al lupo!</p>
<p><strong>Articoli con temi simili</strong></p>
<p><a title="Come sopravvivere senza il supporto familiare all’estero" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/02/11/come-sopravvivere-senza-il-supporto-familiare-allestero/" target="_blank">Come sopravvivere senza il supporto familiare all’estero</a></p>
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		<title>Guida per vivere e lavorare ovunque voi scegliate</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:47:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Aggiornamento: con il consenso dell&#8217;autrice, ho tradotto in Italiano &#8216;X Marks The Spot &#8211; La Guida Indispensabile per Vivere e Lavorare Dovunque Voi Scegliate&#8216; per renderla più accessibile a tutti i lettori di Italiansinfuga! Questa è la mia recensione di &#8216;X Marks The Spot &#8211; La Guida Indispensabile per Vivere e Lavorare Dovunque Voi Scegliate&#8216; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><strong>Aggiornamento: con il consenso dell&#8217;autrice, ho tradotto in Italiano &#8216;</strong><a title="Guida Indispensabile per Vivere e Lavorare Dovunque Voi Scegliate" href="http://locationindependent.com/store/la-guida-allo-stile-di-vita-indipendente-dalla-localita/" target="_blank"><strong>X Marks The Spot &#8211; La Guida Indispensabile per Vivere e Lavorare Dovunque Voi Scegliate</strong></a><strong>&#8216; per renderla più accessibile a tutti i lettori di Italiansinfuga!</strong></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questa è la mia recensione di &#8216;<a title="Guida Indispensabile per Vivere e Lavorare Dovunque Voi Scegliate" href="http://locationindependent.com/store/la-guida-allo-stile-di-vita-indipendente-dalla-localita/" target="_blank">X Marks The Spot &#8211; La Guida Indispensabile per Vivere e Lavorare Dovunque Voi Scegliate</a>&#8216; di Lea Woodward.</p>
<p><span style="font-size: medium;">Ho acquistato e letto da cima a fondo la Guida, distribuita elettronicamente in formato pdf, e vorrei condividere con voi le mie impressioni ed i miei pareri.</p>
<p><span style="font-size: medium;">La Guida illustra tutto ciò che dovete sapere per iniziare a vivere un &#8216;location independent lifestyle&#8217;, uno stile di vita svincolato da una località e dimora fissa facendo uso delle potenzialità di internet.</p>
<p><span style="font-size: medium;">Lea Woodward introduce il concetto con queste parole &#8220;come si chiama qualcuno che ha indirizzi di recapito postale a Miami, nell&#8217;Oregon e nel Regno Unito, può essere contattato su numeri di telefono britannici, australiani e statunitensi ma fa fatica a rispondere alla domanda &#8220;Dove vivi?&#8221; ? </p>
<p><span style="font-size: medium;">La risposta è &#8216;location independent&#8217;! E come è possibile rispondere alla domanda quando durante gli ultimi 2 anni hai vissuto e gestito il tuo business da Panama, Buenos Aires, Toronto, Grenada, Dubai, il Sud Africa, Hong Kong e la Thailandia?&#8221;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Ecco un messaggio di saluti da parte di Lea per i lettori di Italiansinfuga!</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iWPtBPyFUvQ?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/iWPtBPyFUvQ?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<table border="0" cellpadding="10">
<colgroup>
<col width="30%"></col>
<col width="70%"></col>
</colgroup>
<tbody></tbody>
<tbody>
<tr>
<td bgcolor="#E0FFFF"><strong>Chi è Aldo Mencaraglia?</strong></p>
<p><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/07/Italiansinfuga-Aldo-Mencaraglia2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5346" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/07/Italiansinfuga-Aldo-Mencaraglia2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Partito dall&#8217;Italia a 19 anni, Aldo Mencaraglia ha trascorso gli ultimi due decenni lavorando prima in Inghilterra poi in Cina e Taiwan e dal 2002 vive in Australia.</p>
<p>•	Nato a Genova e cresciuto in provincia di Cuneo.<br />
•	Padre italiano, madre australiana.<br />
•	Laureato all’Università di Brighton e al Politecnico di Torino.<br />
•	Emigrato definitivamente nel 1993, ha lavorato per aziende multinazionali come Ferrero UK e Tesco.<br />
•	Dopo una parentesi in China e Taiwan, emigrato in Australia dove risiede a Melbourne dal 2002.<br />
•	Ha creato Italiansinfuga nel 2008<br />
•	Nel 2011 ha deciso di dedicarsi a tempo pieno ad Italiansinfuga.<br />
•	Ha scritto ‘<a href="http://bur.rcslibri.corriere.it/libro/4999_e_facile_cambiare_vita_mencaraglia.html" target="_blank">E’ facile cambiare vita se sai come farlo</a>’, un libro ispirato dal blog e pubblicato dalla casa editrice BUR.</p>
<p><a title="Dicono di Aldo Mencaraglia" href="http://www.italiansinfuga.com/about/dicono-di-aldo-mencaraglia/" target="_blank">Dicono di Aldo Mencaraglia</a></td>
<td><span style="font-size: medium;">In 82 pagine molto ben redatte,  la Guida vi spiega:</p>
<ul>
	<span style="font-size: medium;">
<li>Come è cominciata la vita di &#8216;location independent&#8217; per Lea ed il marito Jonathan, la loro storia</li>
<li>Come hanno progettato il cambiamento</li>
<li>Il primo anno della loro vita da nomadi digitali e le lezioni che hanno imparato</li>
<li>Com&#8217;è lo stile di vita &#8216;location independent&#8217;, veramente&#8230;.</li>
<li>Come progettare la vostra vita di nomade</li>
<li>Siete pronti per iniziare il cambiamento? Mentalmente, tecnologicamente, imprenditorialmente.</li>
<li>Questione soldi, il costo della vita all&#8217;estero in base alla loro esperienza</li>
<li>Un business &#8216;location independent&#8217;, le attività che si possono creare e gestire usando internet da ovunque al mondo e gli strumenti che vi possono aiutare</li>
<li>Diventare vagabondo, dove andare e come scegliere la vostra destinazione</li>
<li>Partire da casa, tutto ciò che dovete fare per organizzare la partenza</li>
<li>Pianificare per emergenze, non si sa mai&#8230;.</li>
</ul>
<p><span style="font-size: medium;">Certo la Guida non è per tutti. Vorrei evitarvi l&#8217;acquisto se non siete nella migliore posizione per trarre beneficio dai contenuti della stessa e vi elenco di seguito le caratteristiche che, secondo me, dovrebbero trasformarvi in acquirenti o no.</p>
<p><span style="font-size: medium;">Chi trarrà beneficio dalla Guida &#8216;X Marks the Spot&#8217;:</p>
<ul>
	<span style="font-size: medium;">
<li>chi vuole crearsi un futuro independente, per sè e per la famiglia, presente e futura</li>
<li>chi vuole vedere il mondo</li>
<li>chi ambisce a diventare un nomade digitale ma ha bisogno di qualcuno che mostri la via</li>
<li>chi vuole emigrare ma non sa dove e come</li>
</ul>
<p><span style="font-size: medium;">Chi NON trarrà beneficio dalla Guida &#8216;X Marks the Spot&#8217;:</p>
<ul>
	<span style="font-size: medium;">
<li>chi ha &#8216;bisogno&#8217; del posto fisso</li>
<li>chi non ha molto spirito di avventura</li>
<li>chi è molto legato alla vita in Italia, alla famiglia, agli amici</li>
<li>chi non ha molto interesse riguardo le potenzialità offerte da internet</li>
</ul>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-size: medium;">Detto ciò la Guida ha secondo me molti pregi ed anche alcuni difetti:</p>
<p><span style="font-size: medium;">Pregi:</p>
<ul>
	<span style="font-size: medium;">
<li>basata sull&#8217;esperienza personale di veri nomadi digitali non di chi parla ma non passa ai fatti</li>
<li>ben strutturata con una serie logica dei passi da fare</li>
<li>tantissime informazioni, link a risorse e numeri per darvi un&#8217;idea della realtà di vita di un nomade digitale</li>
<li>costa poco per quello che ne ricavate dalla lettura</li>
</ul>
<p><span style="font-size: medium;">Difetti:</p>
<ul>
	<span style="font-size: medium;">
<li>la prospettiva di una madrelingua Inglese può fornire un falso senso di sicurezza a chi parla solo l&#8217;Italiano in quanto le potenzialità di creare un business su internet in Inglese sono molto maggiori rispetto all&#8217;Italiano</li>
<li>il confronto favorevole tra il costo della vita in Inghilterra, patria dell&#8217;autrice, e le destinazioni visitate non vale altrettanto per il costo della vita dell&#8217;Italiano medio.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: center;">Acquistate la Guida <a title="Guida Indispensabile per Vivere e Lavorare Dovunque Voi Scegliate" href="http://locationindependent.com/store/la-guida-allo-stile-di-vita-indipendente-dalla-localita/" target="_blank">&#8216;X Marks The Spot &#8211; La Guida Indispensabile per Vivere e Lavorare Dovunque Voi Scegliate</a>&#8216; IN ITALIANO.</h2>
<p><span style="font-size: medium;">Lea Woodward è stata intervistata da:</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-6680" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2009/11/Lea-press-300x48.png" alt="" width="300" height="48" /></p>
<p>Voglio chiarire che quando acquistate la Guida, io guadagno alcuni Euro in commissione.</p>
<p><script src="http://forms.aweber.com/form/71/615744271.js" type="text/javascript"></script></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Perchè andare all&#8217;estero e chi non dovrebbe andarci</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2009/10/30/perche-andare-allestero-e-chi-non-dovrebbe-andarci/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizio oggi una collaborazione con Jetsetcitizen, un blog creato da John Bardos e dedicato a chi sogna uno stile di vita multinazionale. Tradurrò per voi articoli che ritengo possano essere di interesse ai lettori di Italiansinfuga. Lascio la parola a John ed alla sua visione sul perchè andare all&#8217;estero e chi non dovrebbe andarci. Visitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inizio oggi una collaborazione con <a title="jetsetcitizen" href="http://jetsetcitizen.com" target="_blank">Jetsetcitizen</a>, un blog creato da John Bardos e dedicato a chi sogna uno stile di vita multinazionale.</p>
<p>Tradurrò per voi articoli che ritengo possano essere di interesse ai lettori di Italiansinfuga.</p>
<p>Lascio la parola a John ed alla sua visione sul <a title="jetsetcitizen" href="http://jetsetcitizen.com/work-anywhere/why-you-shouldnt-travel/" target="_blank">perchè andare all&#8217;estero e chi non dovrebbe andarci</a>.</p>
<p>Visitare e vivere in nazioni all&#8217;estero può essere validissimo però non fa per tutti. Ci sono tantissime ragioni per non viaggiare all&#8217;estero. Non sto parlando delle scuse tipiche che si fanno citando soldi, famiglia o obblighi lavorativi. Quel tipo di scuse è in genere superabile mentre a volte il viaggiare all&#8217;estero può limitare la propria crescita personale e ciò si rivela un sacrificio troppo grande.</p>
<p><strong>Perchè dovreste viaggiare</strong></p>
<p>Vedere il mondo apre gli occhi verso la diversità dell&#8217;umanità. Indipendentemente dalla nazione in cui viviate, il vostro particolare stile di vita e le vostre esperienze rappresentano una piccolissima fetta di ciò che il mondo ha da offrire. Ognuno ha pregiudizi creati dall&#8217;istruzione ricevuta, dai media seguiti, dalla gente che ci circonda ed altri aspetti specifici della propria cultura. Quando tutti quelli che ci vivono attorno vivono, agiscono e pensano in un certo modo, è quasi impossibilie pensare che ci siano modi migliori di vivere.<br />
Viaggiare verso e soprattutto vivere in nazioni straniere può causare un grandissimo shock culturale che consente di chiedersi importanti domande riguardanti la propria vita. Per tanti che visitano una cultura diversa, l&#8217;istinto immediato è di pensare che tutto ciò che è diverso sia inferiore. Perchè guidano sull&#8217;altro lato della strada? Perchè sono tutti così scansafatiche? Perchè è così difficile fare business? Perchè c&#8217;è così tanta burocrazia? Perchè sono tutti così corrotti?</p>
<p>Se riuscite a superare i vostri pregiudizi, inizierete a vedere come potete imparare molto da qualsiasi cultura. Purtroppo tanti emigranti sprecano la loro opportunità all&#8217;estero commiserando con connazionali su come la vita sia migliore nella patria di origine. Quelli che si sforzano di imparare il linguaggio del posto, cercano di vivere come la gente del posto e si tengono alla larga dalla comunità di emigranti riusciranno quasi certamente ad avere un&#8217;esperienza migliore della vita all&#8217;estero.</p>
<p><strong>Non create scuse</strong></p>
<p>Come spesso accade con tutto ciò che è nuovo e sconosciuto, tanti hanno sviluppato un repertorio di scuse per non viaggiare all&#8217;estero. La maggior parte sono semplicemente ciò, scuse. Se volete qualcosa veramente, potete compiere sacrifici e trovare la perseveranza necessaria per fare qualsiasi cosa. Se non avete abbastanza soldi, risparmiate e lavorate più ore. Se siete preoccupati per il lavoro, diventate un esperto ed iniziate un blog che parla del vostro campo di competenza. Questo vi aprirà opportunità meglio pagate intorno al mondo. Se avete famiglia, ci sono poche cose più gratificanti per i vostri figli del vivere all&#8217;estero. La maggior parte delle scuse per non lasciare la vostra patria di origine spesso riguardano un eccesso di consumismo, in tanti hanno troppi debiti per partire. L&#8217;esperienza di vivere per esperienze piuttosto che comprare &#8216;cose&#8217; è liberatrice.</p>
<p><strong>Quando non dovreste viaggiare</strong></p>
<p>Il lasciare lo status quo per un qualcosa incerto e sconosciuto in un&#8217;altra parte del pianeta fa paura. La paura da sola però non è ragione abbastanza. Ecco alcuni motivi per evitare di emigrare all&#8217;estero anche se sono validi solo per una porzione limitata di persone.</p>
<p><strong>Proprietario di ditta in &#8216;mattoni e cemento&#8217; </strong></p>
<p>Se possedete un&#8217;azienda con attività fisica può essere difficile essere lontani dalla ditta per lunghi periodi di tempo.  Se amate il vostro lavoro e guadagnate un introito dignitoso allora buona fortuna per il futuro. Continuate a sviluppare la vostra ditta e non preoccupatevi di vivere all&#8217;estero. Viaggiate quando potete ma concentratevi sull&#8217;azienda e sullo sviluppare sistemi e procedure affinchè l&#8217;azienda possa andare avanti con il pilota automatico. Questo creerà per voi la differenza tra l&#8217;avere un azienda o l&#8217;avere un lavoro. Altrimenti se amate veramente quello che fate non c&#8217;è alcun motivo per espandere il business o per rinunciarvi.</p>
<p><strong>Artisti ed atleti</strong></p>
<p>La maggior parte degli artisti, musicisti ed atleti di alto livello richiedono un regime di allenamento che non si confà alla vita all&#8217;estero. Per essere i migliori in qualsiasi campo ci vogliono anni di sacrifici che non si addicono ad una stile di vita nomadico. Una soluzione può essere il vivere in una destinazione all&#8217;estero per periodi prolungati di tempo. In questo modo riuscirete a costruire il regime necessario per eccellere nella vostra vocazione. Cambiare nazione di residenza e doversi adattare di continuo a nuovi ambienti può essere molto eccitante e gratificante ma non è favorevole a diventare il migliore al mondo in molti settori.</p>
<p>Esistono poi le difficoltà fisiche della vita del viaggiatore. Provate a viaggiare con un violoncello od un kayak e vi accorgerete presto che l&#8217;inseguimento di alcuni sogni mentre viaggiate all&#8217;estero è difficile.</p>
<p><strong>Professionisti</strong></p>
<p>Molte professioni tipo dottori, avvocati e professori universitari rendono difficile il vivere all&#8217;estero e mantenere lo stesso prestigio. Se avete un ottimo lavoro che amate dovete dimenticarvi di vivere all&#8217;estero.</p>
<p>Molte professioni offrono possibilità per sabbatici ed impiego all&#8217;estero ben remunerato quindi il viaggiare all&#8217;estero non è impossibile.</p>
<p>Il mio consiglio è quello di viaggiare il più spesso possibile ma ricordatevi che non esiste solo il viaggiare.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>3 ostacoli all&#8217;emigrazione e come superarli</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2009/10/09/3-ostacoli-allemigrazione-e-come-superarli/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2009/10/09/3-ostacoli-allemigrazione-e-come-superarli/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 22:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[inglese]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità]]></category>
		<category><![CDATA[emigrare]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi scrive un lettore del blog chiedendomi consigli su come procedere verso l&#8217;emigrazione all&#8217;estero. Segue poi un breve elenco di &#8216;problemi&#8217; che contribuiscono ad ostacolare il viaggio oltreconfine. Premetto che sono tutti problemi legittimi e comuni a tantissimi Italiani ma, arriva la buona notizia, sono tutti superabili. A patto che vi assumiate la responsabilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scrive un lettore del blog chiedendomi consigli su come procedere verso l&#8217;emigrazione all&#8217;estero.</p>
<p>Segue poi un breve elenco di &#8216;problemi&#8217; che contribuiscono ad ostacolare il viaggio oltreconfine.</p>
<p>Premetto che sono tutti problemi legittimi e comuni a tantissimi Italiani ma, arriva la buona notizia, sono tutti superabili.</p>
<p>A patto che vi assumiate la responsabilità di risolverli, nessun altro li risolverà per voi, e raddoppiate o triplicate gli sforzi nel trovare soluzioni.</p>
<p><strong><em>Il primo &#8216;problema&#8217; è che &#8220;ho famiglia e ciò comporta l&#8217;impossibilità di spostarmi senza delle minime garanzie&#8221;</em></strong></p>
<p>Questa è una preoccupazione legittima in quanto avete una responsabilità verso i vostri cari nel garantire loro una vita decorosa.</p>
<p>Innanzitutto dovete assicurarvi che la famiglia al completo voglia emigrare. Non basta che il capo famiglia sia intenzionato a mollare tutto in Italia se il resto della famiglia, coniuge in modo particolare, non voglia seguire la stessa strada. Altrimenti finirete con l&#8217;estenuarvi remando in una direzione mentre i vostri cari o non remano o remano nella direzione opposta.</p>
<p>In secondo luogo, vedete la famiglia come una risorsa piuttosto che un &#8216;peso&#8217;. Andando via in due, marito e moglie, oltre ai figli, raddoppiate le probabilità che almeno uno trovi lavoro appena arrivati o dopo poco tempo dall&#8217;arrivo nella vostra nuova nazione adottiva.</p>
<p>Durante la vostra vita all&#8217;estero vi troverete in situazioni, parlo per esperienza personale, dove uno sosterrà economicamente l&#8217;altro e, nei Paesi anglosassoni, questo è più indipendente dalla distinzione tra marito e moglie e dai loro rispettivi &#8216;tradizionali&#8217; ruoli nella famiglia italiana.</p>
<p>Infine, scordatevi le &#8216;minime garanzie&#8217;! Non ci sono, non esistono e non dovete fare affidamento a loro. Non aspettate ad emigrare fino a quando troverete, dall&#8217;Italia, il lavoro perfetto che vi aspetta a braccia aperte. Altrimenti non vi muoverete mai!</p>
<p>L&#8217;emigrare comporta rischi e le &#8216;minime garanzie&#8217; vi danno un falso senso di sicurezza. Inoltre quello che per me rappresenta minime garanzie per altri può rappresentare poco o niente.</p>
<p>Ricordatevi che ci sono già centinaia di migliaia di emigrati nelle destinazioni che vi interessano che sono emigrati senza garanzie. Ad esempio a Londra ed in Inghilterra ci sono tantissimi Polacchi che utilizzano la convenienza di essere cittadini europei per trovare una vita migliore in Inghilterra. Sono partiti solo quando avevano &#8216;minime garanzie&#8217; di trovare lavoro? No. Sono partiti all&#8217;avventura o quasi. Il fatto è che loro hanno più &#8216;fame&#8217;.</p>
<p>Meglio adottare l&#8217;atteggiamento degli emigranti italiani dei secoli scorsi, tempi diversi lo so ma la filosofia resta la stessa, che partirono con una valigia di cartone e senza minime garanzie.</p>
<p>Diverso è il discorso se con garanzie si intendano invece probabilità. Minime probabilità di trovare lavoro ci sono sempre. Dipende dal lavoro, dipende dalla situazione economica ma se si è flessibili e disposti a sacrificarsi il lavoro lo si trova.</p>
<p>Attenzione però: è facile dire &#8220;sono disposto a fare di tutto, anche a pulire i cessi&#8221;, è difficile farlo, è difficile fare un lavoro che non dà soddisfazioni, per il quale siete &#8216;over-qualified&#8217;, per mesi e anni.</p>
<p><strong><em>Non conosco l&#8217;Inglese</em></strong></p>
<p>A questo c&#8217;è un solo modo per rimediare. Imparatelo! L&#8217;Inglese che avete imparato a scuola <a title="inglese scolastico non basta" href="http://www.italiansinfuga.com/2008/09/28/linglese-scolastico-non-basta/" target="_blank">non vi basta</a>. Per ottenere un visto per alcune nazioni tipo l&#8217;Australia divete dimostrare di conoscerlo passando alcuni esami.</p>
<p>Se avete bisogno di capire perchè l&#8217;Inglese è importante, leggetevi <a title="sette motivi per imparare l'Inglese" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/01/07/sette-motivi-per-imparare-linglese/" target="_blank">Sette motivi per imparare l&#8217;Inglese</a>.</p>
<p>Non sapere bene la lingua del Paese dove si vuole andare a vivere vuole dire non riuscire a contribuire alla vita lavorativa del Paese. Certo magari potete andare a lavorare in cucina in ristoranti italiani ma, attenzione, perchè ad esempio quì in Australia il personale in cucina in ristoranti italiani sta diventando sempre di più cinese o indiano, concorrenza a basso costo.</p>
<p>Per capire l&#8217;importanza della lingua, sono sicuro che conoscerete, in Italia, immigrati che pure essendo qualificati non trovano lavoro al livello dei loro titoli di studi. Uno di motivi? La lingua. Se un ingegnere indiano non sa parlare l&#8217;Italiano è difficile che una ditta italiana lo assuma, per quanto bravo e qualificato l&#8217;ingegnere sia.</p>
<p>Non sapendo l&#8217;Inglese o la lingua del Paese di destinazione voi vi metterete nella stessa posizione dell&#8217;ingegnere indiano.</p>
<p>Al giorno d&#8217;oggi esistono innumerevoli modi di imparare l&#8217;Inglese anche stando in Italia ed anche a basso costo.</p>
<p>Dalla semplicità e tecnologia di <a title="Livemocha" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/09/02/imparare-le-lingue-con-livemocha/" target="_blank">Livemocha</a>, all&#8217;insegnamento tramite <a title="insegnante inglese online" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/07/10/come-imparare-linglese-con-un-insegnante-online/" target="_blank">insegnanti di Inglese online</a>, all&#8217;uso di <a title="dvd in lingua originale" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/06/07/i-migliori-dvd-per-imparare-linglese/" target="_blank">DVD in lingua originale</a>, a <a title="corsi inglese BBC podcast" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/04/05/corso-inglese-podcast/" target="_blank">corsi di Inglese della BBC su podcast</a>, a vari corsi su <a title="imparare inglese con youtube" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/01/27/imparare-linglese-lezione-1/" target="_blank">Youtube</a>.</p>
<p>Infine leggetevi quale è, secondo me,  <a title="il modo migliore di imparare l'Inglese in Italia" href="http://www.italiansinfuga.com/2008/09/30/il-modo-migliore-di-imparare-linglese-in-italia/" target="_blank">il modo migliore di imparare l&#8217;Inglese in Italia</a>.</p>
<p><strong><em>Le mie attuali finanze sono agli sgoccioli</em></strong></p>
<p>L&#8217;emigrazione all&#8217;estero costa. Certo si può risparmiare scegliendo le opzioni meno costose ma ricordatevi che le spese da affrontare in una nuova nazione sono grandi e di solito superiori a cosa prevedete.</p>
<p>Innanzitutto per alcune nazioni dovete fare domanda per un visto. Ad esempio, un visto permanente per l&#8217;Australia costa migliaia di dollari che raddoppiano se scegliete di usare un migration agent. Per le nazioni europee questo problema ovviamente non esiste.</p>
<p>Dovete poi viaggiare verso la destinazione. Ovviamente possono esserci diverse opzioni ma dovete comunque preventivare centinaia se non migliaia di Euro a persona.</p>
<p>Una volta arrivati dovete spendere senza, probabilmente, avere un lavoro e quindi dovete mettere in preventivo di avere un gruzzolo che vi consenta di mantenervi per alcune settimane od alcuni mesi.</p>
<p>Ricordatevi inoltre che in alcune nazioni, tipo l&#8217;Inghilterra, il costo della vita è superiore o al limite simile a quello dell&#8217;Italia quindi non è che risparmierete, anzi.</p>
<p>Soprattutto all&#8217;inizio dovete spendere extra per comprare tutto ciò che date per scontato in Italia. Elettrodomestici, ferro da stiro, televisione, macchina eccetera.</p>
<p>Insomma fatevi i conti ma preventivate di finanziare l&#8217;emigrazione all&#8217;estero con parecchie migliaia di euro.</p>
<p>Se non li avete, come fare?</p>
<p>Risparmiate. Il nuovo telefonino, le vacanze, i vestiti alla moda dimeticateveli.</p>
<p>Cercate un nuovo lavoro. Più facile a dirsi che a farsi quando magari fate fatica ad avere un solo lavoro dignitoso.</p>
<p>Createvi un lavoro online tipo l&#8217;<a title="insegnamento italiano online" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/08/23/come-insegnare-italiano-online/" target="_blank">insegnamento dell&#8217;Italiano online</a>.</p>
<p><strong>Riassumendo, gli ostacoli all&#8217;immigrazione sono duri ma superabili. Bisogna lavorare duramente consci che gli sforzi vi ripagheranno a lungo termine.</strong></p>
<p><strong>In bocca al lupo!</strong></p>
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		<title>Perchè andare all&#8217;estero secondo Fabrizio Capobianco, CEO di Funambol</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 22:06:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità]]></category>
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		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avete bisogno di motivi per andare all&#8217;estero, vi propongo il discorso fatto recentemente da Fabrizio Capobianco all&#8217;Università di Pavia. Fabrizio è il CEO di Funambol, azienda leader mondiale nello sviluppo di piattaforme software per i telefonini, ed emigrò negli Stati Uniti dopo aver completato gli studi all&#8217;Università di Pavia. Il suo intervento vi fa capire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete bisogno di motivi per andare all&#8217;estero, vi propongo il discorso fatto recentemente da Fabrizio Capobianco all&#8217;Università di Pavia.</p>
<p>Fabrizio è il CEO di <a title="Funambol" href="http://www.funambol.com/about/" target="_blank">Funambol</a>, azienda leader mondiale nello sviluppo di piattaforme software per i telefonini, ed emigrò negli Stati Uniti dopo aver completato gli studi all&#8217;Università di Pavia.</p>
<p>Il suo intervento vi fa capire cosa ci vuole soprattutto in termini di mentalità e attitudine al rischio per emigrare. Vi consiglio vivamente di guardare <strong>interamente</strong> entrambi i video.</p>
<p>Grazie Fabrizio delle sagge parole!</p>
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<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/uMb7haJpsuU&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uMb7haJpsuU&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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