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	<title>italiansinfuga &#187; Location Independent</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>Lavorare con l’estero come traduttrice dall’Italia</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/03/lavorare-con-lestero-come-traduttrice-dallitalia/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro Online]]></category>
		<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
		<category><![CDATA[traduttrice]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefania Muggianu vive e lavora in Italia ma ha clienti che si trovano quasi esclusivamente all&#8217;estero. Fa la traduttrice dall&#8217;inglese e tedesco all&#8217;italiano e lavora dal 1995 senza vincoli geografici grazie all&#8217;uso di e-mail. L&#8217;esempio di Stefania dimostra che al giorno d&#8217;oggi non bisogna necessariamente emigrare fisicamente per trarre benefici da altri mondi del lavoro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Stefania Muggianu vive e lavora in Italia ma ha clienti che si trovano quasi esclusivamente all&#8217;estero.</h1>
<p><strong>Fa la traduttrice dall&#8217;inglese e tedesco all&#8217;italiano e lavora <strong>dal 1995</strong> senza vincoli geografici grazie all&#8217;uso di e-mail. L&#8217;esempio di Stefania dimostra che al giorno d&#8217;oggi non bisogna necessariamente emigrare fisicamente per trarre benefici da altri mondi del lavoro.</strong></p>
<p><strong>Stefania offre i propri servizi di traduzione ed interpretariato sul sito <a href="http://www.italian-translation-services.com/" target="_blank">Italian Translation Services</a>.</strong></p>
<p><strong>Qual è il tuo background accademico? Come hai imparato le lingue?</strong></p>
<p>Ho imparato un po&#8217; di tedesco da piccola perché sono figlia di emigrati in Germania e sono nata là, dove ho anche vissuto alcuni anni.</p>
<p>Ho imparato l&#8217;inglese a scuola e&#8230; ascoltando musica!</p>
<p>La cosa più importante per diventare fluente, anzi bilingue, in inglese, però, è stato l&#8217;anno che ho trascorso negli USA tra i 17 e i 18 anni! Esperienza unica nella vita, e non solo dal punto di vista linguistico.</p>
<p>Dopo il liceo mi sono iscritta alla <strong><a href="http://www.ssmlcarlobo.it/" target="_blank">Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori</a> </strong>di Milano e là mi sono specializzata per svolgere il mio attuale lavoro.</p>
<p><strong>Quando hai iniziato a fare la traduttrice?</strong></p>
<p>Subito dopo il diploma come <strong>Interprete di conferenza e Traduttrice</strong> (1995).</p>
<p><strong>Dove vivi adesso?</strong></p>
<p>Vigevano (PV).</p>
<p><strong>Dove si trova la maggior parte dei tuoi clienti?</strong></p>
<p>Svizzera e Germania. Poi USA, UK, Spagna, Giappone. Ah sì, qualcuno anche in Italia!</p>
<p><strong>Come trovi i clienti?</strong></p>
<p>Inviando il mio CV tramite e-mail.</p>
<p><strong>In quali settori ti sei specializzata? Perché?</strong></p>
<p>Testi generici, marketing, medico/farmaceutico, tecnico ecc. Perché sono i settori in cui &#8220;rendo&#8221; meglio.</p>
<p><strong>Come è possibile lavorare come traduttrice esclusivamente con l&#8217;estero?</strong></p>
<p>Basta contattare agenzie di <strong>traduzioni </strong>estere e, ovviamente, offrire lavori di alta qualità.</p>
<p><strong>Quali sono le difficoltà?</strong></p>
<p>Di lavorare con l&#8217;estero, nessuna. Il problema è lavorare con l&#8217;Italia: sono pochi i clienti che pagano tariffe decenti e in tempi &#8220;umani&#8221;.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi vorrebbe seguire le tue orme?</strong></p>
<p>Di specializzarsi. Non necessariamente come <strong>traduttore/interprete</strong>, ovviamente, ma in qualsiasi settore che possa prevedere l&#8217;invio e la consegna dei lavori via e-mail. E poi &#8220;seminare&#8221; migliaia di CV, senza stancarsi: prima o poi si raccoglie!</p>
<p><strong>Hai siti web da consigliare?</strong></p>
<p>Un&#8217;idea è quella di consultare le Pagine Gialle dei Paesi con cui si intende lavorare, ovviamente nei settori in cui si è specializzati, e di contattare le aziende &#8220;appetibili&#8221;.</p>
<p><strong>Grazie Stefania e buon proseguimento in Italia!</strong></p>
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		<title>Vivere da freelance in giro per il mondo</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/08/vivere-da-freelance-in-giro-per-il-mondo/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 08:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
		<category><![CDATA[luca panzarella]]></category>
		<category><![CDATA[vivere da freelance]]></category>

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		<description><![CDATA[Luca Panzarella ha studiato scienze della comunicazione all&#8217;Università di Palermo, sua città di origine. Poi si è trasferito a Roma per quattro anni dove ha studiato Marketing e Art Direction e poi ha iniziato a lavorare come User Interface e Web designer. Inizia così un viaggio che lo porta in primo luogo nel mondo delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Luca Panzarella ha studiato scienze della comunicazione all&#8217;Università di Palermo, sua città di origine.</h1>
<p>Poi si è trasferito a Roma per quattro anni dove ha studiato Marketing e Art Direction e poi ha iniziato a lavorare come User Interface e Web designer.</p>
<p>Inizia così un viaggio che lo porta in primo luogo nel mondo delle startup e poi, dopo quattro anni di una vita che a parenti ed amici sembrava già &#8220;abbastanza incasinata&#8221;, Luca ha voluto partire senza conoscere nessuno verso <strong>Londra</strong> un anno e mezzo fa.</p>
<p>Luca ha appena pubblicato un e-book dal titolo &#8216;<a title="Vivere Freelance Luca Panzarella" href="http://www.viverefreelance.it" target="_blank"><strong>Vivere Freelance</strong></a>&#8216; e potete seguirlo su <a title="Luca Panzarella" href="http://www.lucapanzarella.it" target="_blank"><strong>Lucapanzarella.it</strong></a>.</p>
<p><strong>Abbiamo registrato una intervista con Luca che potete ascoltare qui sotto. Ho anche parafrasato la stessa per chi preferisce la lettura.</strong></p>
<p></p>
<p><strong>Perché hai scelto Londra?</strong></p>
<p>Innanzitutto perché <strong>Londra</strong> è la capitale europea più importante nel mondo del Web.</p>
<p>La molla che mi fece partire fu la possibilità di utilizzare il <a title="programma erasmus per giovani imprenditori" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/09/19/programma-erasmus-per-giovani-imprenditori/" target="_blank">programma Erasmus per giovani imprenditori</a> che mi consentiva di andare a lavorare a <strong>Londra</strong> pagato (poco) dalla comunità europea.</p>
<div id="attachment_7578" class="wp-caption alignleft" style="width: 278px"><a href="http://www.lucapanzarella.it"><img class="size-medium wp-image-7578" title="Luca Panzarella" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/LUCA-PANZArella21-268x300.jpg" alt="Luca Panzarella" width="268" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Panzarella</p></div>
<p>La sfortuna volle che più o meno una settimana prima dell&#8217;inizio del programma un problema burocratico inceppò il tutto. Siccome io avevo già detto a tutti che andavo a <strong>Londra</strong>, avevo già comprato il biglietto e avevo già fatto le valigie decisi comunque di partire.</p>
<p>Ormai mi ero autoconvinto di andare a <strong>Londra</strong> e quindi non volevo rinunciare.</p>
<p>La sorpresa fu che molte persone nel mondo lavorativo a Roma mi avevano detto che se andavo a <strong>Londra</strong> il rapporto lavorativo non sarebbe continuato mentre in realtà una volta arrivato a destinazione ciò non avvenne e continuai a lavorare con loro.</p>
<p>Il lato positivo fu ovviamente la possibilità di arrivare a <strong>Londra</strong> con un minimo di stabilità economica.</p>
<p>Lavorando a distanza con l&#8217;<strong>Italia </strong>però non riuscì ad avere l&#8217;introduzione a <strong>Londra</strong> che auspicavo perché, ad esempio, non avevo un ambiente lavorativo dove potevo conoscere nuove persone.</p>
<p><strong>Quindi sei arrivato a Londra in piena crisi economica?</strong></p>
<p>Sì e tutti me lo dicevano però ho scoperto che la crisi è relativa.</p>
<p>Il valore che hanno le parole è molto diverso a seconda della cultura. Quando un italiano dice crisi non è la stessa crisi che intende un inglese.</p>
<p>Sicuramente la <strong>Londra</strong> che ho visto io era in un periodo di recessione a detta delle centinaia di persone che ho incontrato e che erano lì già da tempo. Nonostante ciò quelli che operavano nel mio campo avevano budget che erano 3-4 volte il budget che avevo in Italia. Questo era in netto contrasto con la parola crisi che veniva utilizzata in Italia.</p>
<p>La crisi che ho visto io a <strong>Londra</strong> non era così disastrosa dal punto di vista italiano. Ha ovviamente aiutato il fatto che il mio settore è molto in voga in una città come <strong>Londra</strong>.</p>
<p><strong>Il primo lavoro a Londra come l&#8217;hai trovato?</strong></p>
<p>Ho scoperto che ci sono due modi principali per trovare lavoro.</p>
<p>Uno è quello di utilizzare il sito <a title="Italiansinfuga Meetups" href="http://www.italiansinfuga.com/meetups/" target="_blank"><strong>Meetup</strong></a> dove puoi scegliere di andare ad un incontro di soli Web designer ad esempio. Se incontri ogni sera un gruppo di persone del tuo settore è inevitabile che dopo un po&#8217; trovi qualcuno che voglia lavorare con te.</p>
<p>Dopodiché ho mandato meno di una decina di curriculum alle agenzie del mio settore consigliatemi dalle persone che incontravo a questi Meetup.</p>
<p>Trovai così il mio primo contatto lavorativo che aveva, all&#8217;epoca, 22 anni mentre io ne avevo 26. Era a capo di una start up finanziata con £ 100.000. Fu un rapporto instaurato sulla base di due persone che avevano la stessa visione del mondo lavorativo e che avevano voglia di lavorare insieme. Durante il primo colloquio di lavoro parlammo pochissimo delle mie competenze elencate sul curriculum, parlammo di cosa ne pensassi del suo software e di cosa volessimo fare nel giro di qualche anno. Tutte conversazioni alle quali non ero abituato.</p>
<p>Il perché l&#8217;ho scoperto più tardi. All&#8217;estero, soprattutto negli <strong>Stati Uniti</strong>, è molto più importante la motivazione che ti spinge a fare le cose. Durante i colloqui di lavoro vogliono capire perché vuoi fare certe cose.</p>
<p>Sono culture che ti spingono sempre a chiederti il perché stai facendo le cose che stai facendo e che cosa vuoi fare in futuro.</p>
<p><strong>E dopo Londra, l&#8217;America?</strong></p>
<p>Sì, dopo sei mesi a <strong>Londra</strong>, entrai in contatto con una persona che voleva andare a <strong>San Francisco</strong>. La cosa che mi colpì fu che io ci misi 20 e passa anni per uscire dalla Sicilia e ho deciso di andare da <strong>Londra</strong> a <strong>San Francisco</strong> più o meno nel giro di un giorno. Con la stessa leggerezza con la quale uno decide di andare al cinema stasera perché poi tanto si torna a casa. Questa è una cosa che ho imparato in soli sei mesi londinesi.</p>
<p>Avevamo già dei contatti lavorativi lì e ho detto &#8220;perché no&#8221;?</p>
<p>Anche perché la vita londinese è talmente frenetica e ricomincia &#8220;ogni settimana&#8221; e quando vai via da Londra per tre mesi e poi torni è come se fossi stato lì da sempre. Tutto è cambiato e sarebbe cambiato anche se fossi rimasto lì nel frattempo.</p>
<p><strong>Quindi partire da Londra non è stato un trauma così grosso come lo sarebbe stato partire dall&#8217;Italia?</strong></p>
<p>Esatto. Ti abitui così tanto al cambiamento che ti sembra la condizione naturale in cui vivere. Mi ricordo che facevamo ogni settimana un sacco di feste agli amici che partivano e allo stesso tempo per gli amici che tornavano.</p>
<p>Questo a lungo andare è un ritmo di vita difficile da sostenere. Tanti vanno a <strong>Londra</strong>, ottengono il massimo dalla permanenza e poi decidono se rimanere oppure spostarsi.</p>
<p><strong>Cosa avete poi fatto a San Francisco?</strong></p>
<p>Abbiamo cercato e trovato casa nel giro di quattro giorni.</p>
<p>Conoscevo poi già tutte le tecniche per conoscere nuove persone: ho utilizzato <a title="couchsurfing" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/07/05/couchsurfing-per-risparmiare-sulla-sistemazione-allestero/" target="_blank"><strong>Couchsurfing</strong></a>, ho utilizzato Meetup e quindi nel giro di un paio di settimane è come se io vivessi lì da da tantissimo tempo.</p>
<p>Una volta che hai un&#8217;esperienza di ricominciare la tua vita è molto più facile ripetere l&#8217;esperienza più o meno dove vuoi.</p>
<p>Abbiamo cominciato in parte a lavorare per l&#8217;Europa con differenze di fuso orario molto complicate da gestire. Dall&#8217;altro lato ho conosciuto per la prima volta il mondo delle start-up a <strong>Silicon Valley</strong>.</p>
<p>Avevo conosciuto questo mondo già a Roma ma l&#8217;esperienza di <strong>San Francisco</strong> è stata molto diversa. In California la mia disponibilità ad offrire consulenza veniva vista come strana &#8220;è un qualcosa che si faceva anni e anni fa&#8221;. Il concetto di lavorare per qualcun altro piuttosto che credere nella propria idea e svilupparla è un modo di vivere alieno alla cultura di <strong>Silicon Valley</strong>.</p>
<p><strong>San Francisco</strong> è una realtà anomala rispetto al resto del mondo. Forse c&#8217;era pure più crisi che a Londra però la sua marcia in più è l&#8217;ottimismo e il modo più autonomo delle persone nel condurre la propria vita.</p>
<p>Io a San Francisco non ho mai mandato un curriculum però sono riuscito ad ottenere un colloquio di lavoro. Avevo solo un visto turistico quindi non avrei potuto lavorare ma l&#8217;imprenditore che voleva lavorare con me mi disse &#8220;non preoccuparti, se tu lavori con noi facciamo affidamento ad uno studio legale che può aiutare per cambiare il visto&#8221;.</p>
<p>Per quel che riguarda il salario, io gli ho chiesto &#8220;qual&#8217;è la tariffa oraria?&#8221;. Lui mi ha detto &#8220;spara un numero&#8221;.</p>
<p>Io non sapevo cosa dire e dissi &#8220;facciamo $ 50 l&#8217;ora&#8221;, lui scrive su un taccuino questo numero e poi ride.</p>
<p>Gli faccio &#8220;perché ridi?&#8221; e lui mi risponde &#8220;è troppo poco!&#8221;</p>
<p>Ci fu un minuto di silenzio durante il quale non sapevo assolutamente come rispondere.</p>
<p>Poi lui mi fa &#8220;adesso ti spiego. Io voglio della gente motivata. Più noi ti paghiamo, più tu sarai motivato.&#8221;</p>
<p>Questo ragionamento così lineare, così logico, non mi era mai passato per la mente, né da dipendente, né da imprenditore.</p>
<p><strong>A che paga alludeva quindi?</strong></p>
<p>La cosa bella è che lui mi disse &#8220;ti consiglio di chiedermi almeno 70-80 dollari l&#8217;ora&#8221;.</p>
<p>Da italiano uno pensa &#8220;ma questi qui sono veramente buoni o sono stupidi?&#8221;</p>
<p>Secondo me n&#8217;è uno né l&#8217;altro. È un motivo prettamente egoistico. In questo modo loro tagliano fuori quelli che non sono disposti a fare i sacrifici che ti chiederanno.</p>
<p>Se sei un junior e stai un po&#8217; imbrogliando sulle tue capacità lavorative, dal primo giorno sarai costantemente sorvegliato su quello che effettivamente stai producendo. Se hai mentito su quello che sei in grado di fare, non solo vieni cacciato fuori nel giro di un&#8217;ora (in America si può) ma ti bruci la reputazione in tutta la <strong>Silicon Valley</strong>.</p>
<p>Questo dà vita ad un rispetto reciproco tra le parti dove nessuno imbroglia nessuno per una questione di convenienza personale non perché c&#8217;è la voglia di fare del bene.</p>
<p>Quando scopri questa cosa ti cambia il mondo e la percezione del lavoro che avevi fatto in 10 anni fino a quel momento.</p>
<p><strong>Sei rimasto quindi a San Francisco?</strong></p>
<p>No! Alla fine non presi quel lavoro. Alla fine del colloquio lo abbracciai ringraziandolo perché capii che non era quello che volevo fare.</p>
<p>Un po&#8217; condizionato dalle persone che incontravo e mi dicevano &#8220;la consulenza, vecchia storia&#8221; ed erano invece orientate ai progetti, agli investimenti e alla possibilità di cambiare la propria vita e la vita degli altri, cominciavo ad avere in testa progetti che volevo sviluppare.</p>
<p>Dopo tre mesi quindi tornai a <strong>Londra</strong> per alcuni mesi per poi andare in <strong>Australia</strong> per vedere una cultura diversa, continuando a lavorare per l&#8217;Europa.</p>
<p><strong>Hai continuato a lavorare con l&#8217;Europa e con l&#8217;Italia ovunque tu fossi?</strong></p>
<p>Esatto. Al tempo era l&#8217;alternativa che preferivo per condurre il tipo di vita che volevo condurre. Non ero ancora pronto a confermare il mio impegno a qualcuno promettendo loro che sarei rimasto nello stesso luogo per i prossimi due-tre anni.</p>
<p>Trovai un biglietto andata e ritorno per l&#8217;<strong>Australia </strong>a £ 600, la cifra che pagavo per l&#8217;affitto per una stanza a <strong>Londra</strong>. Quindi decisi di rinunciare ad affittare una stanza a Londra e spendere i soldi per andare in <strong>Australia</strong>.</p>
<p>In <strong>Australia</strong> ho utilizzato Couchsurfing e <a title="AirBnB" href="http://www.airbnb.com/" target="_blank">AirBnB</a>. Ho viaggiato quindi un po&#8217;, conoscendo Melbourne, Sydney e poi Cairns, vicino alla barriera corallina. Qui con $ 20 a notte affittavo una sistemazione in mezzo alla giungla.</p>
<p><strong>E continuavi a lavorare?</strong></p>
<p>Sì. La mattina australiana corrispondeva alla notte italiana e quindi o andavo a vedere la città o andavo al mare. Poi lavoravo il pomeriggio e la sera fino a quando non uscivo.</p>
<p>Ormai da un paio di anni non riesco più a distinguere cosa è il tempo lavorativo e il tempo libero. Raramente prendo una vacanza vera e propria.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7575" class="wp-caption alignleft" style="width: 212px"><a href="http://www.viverefreelance.it/"><img class="size-medium wp-image-7575" title="Vivere Freelance di Luca Panzarella" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/viverefreelance-202x300.jpg" alt="Vivere Freelance di Luca Panzarella" width="202" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Vivere Freelance di Luca Panzarella</p></div>
<p><strong>Da qui hai poi iniziato il tuo ultimo progetto che è quello di scrivere un libro che si chiama &#8220;<a title="Vivere Freelance" href="http://www.viverefreelance.it" target="_blank">Vivere freelance</a>&#8221; che hai appena pubblicato. Ce ne parli?</strong></p>
<p>In questi ultimi sei anni di consulenza tra <strong>Italia, Londra e Stati Uniti</strong> ho fatto tante scoperte che ho pubblicato nel mio <a title="Luca Panzarella" href="http://www.lucapanzarella.it/blog/" target="_blank">blog personale</a>. Lì parlo delle esperienze di vita che ho fatto fuori Italia e faccio un paragone tra la mentalità italiana e quella all&#8217;estero.</p>
<p>Il progetto dell&#8217;e-book è focalizzato sulla sfera lavorativa delineando quali sono le tappe per diventare un<strong> free-lance</strong>.</p>
<p>Io adoro scrivere e quindi ho incluso sia materiale tipo guida how-to sia capitoli di narrativa narrando la storia di questo ipotetico <strong>free-lance</strong> che inizia da Roma senza alcun contatto e con tutti i dubbi sul come trovare clienti, se deve spostarsi di città ecc. dopo un anno va a <strong>Londra</strong>, trova lavoro lì, fa un anno lavorativo li, tira le somme, torna in Italia e decide finalmente di&#8230; la storia finisce lì con idealmente l&#8217;inizio della vita lavorativa di chi legge.</p>
<p><strong>C&#8217;è un capitolo che si chiama &#8220;lavora per tanti soldi oppure gratis&#8221;. Cosa vuoi dire?</strong></p>
<p>Soprattutto in Italia sono dovuto ricorrere a compromessi. A volte il lavoro non era quello giusto, a volte la paga non era quella giusta. Quando il 100% delle offerte lavorative sono di questo tipo ti abitui a fare compromessi quindi il lavoro che fai magari non ti piace completamente però meglio di niente.</p>
<p>Da quando sono andato all&#8217;estero ho capito che è semplicemente un modo di vivere &#8220;italiano&#8221; o comunque dei paesi dove c&#8217;è scarsità di lavoro.</p>
<p>Ho imparato che il nostro tempo è importantissimo, è la cosa più preziosa che abbiamo. Se proprio devo lavorare, secondo me, è importante che io lavori su dei progetti dove io stia effettivamente creando valore, cambiando la società anche in maniera minima. In questo caso i soldi non sono importanti, chiaramente bisogna sopravvivere, il motivo principale per il quale lavoro è che sto creando qualcosa che prima non c&#8217;era e sto cambiando la vita alle persone che utilizzano il mio lavoro come ad esempio con l&#8217;e-book.</p>
<p>Se invece non mi stai chiedendo di fare tutto ciò, allora mi devi pagare tantissimo che è un po&#8217; l&#8217;approccio americano. Così tra due, tre o cinque anni avrò abbastanza soldi per potermi concentrare su progetti personali.</p>
<p>Ognuno di noi ha uno o più talenti, spesso inespressi. All&#8217;estero vedo molto più spesso casi di persone che percorrono la loro strada.</p>
<p>Ad esempio c&#8217;è un ragazzo che <a href="http://www.lucapanzarella.it/blog/index.php/fare-soldi-facili-online-disegna-un-gatto/" target="_blank">vende on-line disegni di gattini</a> a $ 10 e ne ha venduti fino adesso 1355. Magari il valore di questa iniziativa per la società non è molto alto però ammiro la capacità di tirare fuori un qualcosa che prima non c&#8217;era. Più gente ci sarà che fa esperimenti del genere più ci saranno quelli ai massimi livelli che effettivamente cambieranno il mondo.</p>
<p><strong>È più facile fare il free-lance all&#8217;estero piuttosto che in Italia?</strong></p>
<p>Chiaramente è più facile vivere all&#8217;estero. Ci sono molti più lavori che si aprono e si chiudono. Mi ricordo i messaggi che mi mandavano i recruiter a <strong>Londra</strong> ed avevano paura a propormi un lavoro che durasse un anno dicendo &#8220;scusami se ti faccio questa proposta ma c&#8217;è solo questo&#8221;. Avevano paura perché un anno lavorativo a Londra è tantissimo e un grande professionista può fare esperienze in tre-quattro aziende diverse e alla fine di quell&#8217;anno ha collezionato una serie di competenze che lo rendono ancora più competitivo.</p>
<p>Quindi <strong>Londra</strong> è sicuramente strutturata per questo tipo di lavoro, per il <strong>free-lance</strong>.</p>
<p>Con tutti i suoi lati negativi anche. E&#8217; possibile dopo cinque anni essere nella stessa situazione del primo anno. Per tanti quindi questa è una condizione temporanea.</p>
<p>Credo che il vantaggio di essere <strong>free-lance</strong> è che fai talmente tanti esperimenti che alla fine è molto probabile che tu deciderai di aprire una nuova impresa o magari unirti a qualcun altro.</p>
<p><strong>Come consiglieresti di gestire la dinamicità della vita da free-lance?</strong></p>
<p>La cosa principale che può aiutarti è circondarsi di persone che hanno già fatto il passaggio a <strong>free-lance</strong>. Il vedere la tranquillità di chi l&#8217;ha già fatto ispira fiducia. Parlando con loro capirete che il salto verso il <strong>free-lance</strong> non è così grave, traumatico. Il tutto è molto più dinamico di quanto non pensiate.</p>
<p><strong>Come bisogna gestire la propria motivazione come free-lance?</strong></p>
<p>C&#8217;è una frase che mi piace: &#8220;moltissime persone sanno cosa fanno, pochi sanno come lo fanno e quasi nessuno sa perché lo fa&#8221;.</p>
<p>Chiedersi perché fai quello che fai è una delle domande più difficili da farsi ma può aiutare a riallineare le proprie priorità.</p>
<p>Si sta facendo qualcosa che non è in linea con i tuoi valori è probabile che tu stia per mollare quello che stai facendo anche se non lo sai.</p>
<p><strong>Tu come hai fatto trovare i tuoi valori?</strong></p>
<p>Ho un atteggiamento da kamikaze. Ho scoperto che riesco facilmente a recuperare le situazioni di emergenza.</p>
<p>Ad esempio, la prima volta che mi sono spostato da Roma a <strong>Londra</strong> il consiglio tipico che mi veniva dato era &#8220;cerca di capire com&#8217;è la situazione lì, cerca di farti un po&#8217; di contatti lavorativi e dopo vai&#8221;. Questa cosa con me non funziona.</p>
<p>Al contrario sono ottimo nelle emergenze. La prima cosa che ho fatto è comprare il biglietto senza nemmeno avere una casa pronta a <strong>Londra</strong>. Una volta comprato il biglietto è urgente trovare casa. Una volta trovata casa, siccome la pago, è urgente trovare un lavoro.</p>
<p>Mi metto sotto pressione. Non so se può funzionare per tutti però riesco in questo modo a fare le cose.</p>
<p>Mentre le volte che ho passato il tempo progettare non è servito a nulla. Gran parte delle cose che avevo progettato non funzionavano nel mondo reale.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi si trova in Italia in una situazione simile alla tua quando dovevi ancora partire?</strong></p>
<p>Cominciate a seguire le persone che lo hanno già fatto.</p>
<p>Chiedetevi se l&#8217;espatrio è l&#8217;obiettivo principale della vostra vita in questo momento. Se lo è, deve essere la prima cosa alla quale pensate quando vi svegliate al mattino. Poi è veramente facile trasferirsi.</p>
<p>Cominciate già a pensare e comportarvi come volete essere tra due o tre anni. Convincetevi immediatamente che potete farcela.</p>
<p><strong>Grazie Luca!</strong></p>
<p><strong>Seguite Luca su <a title="Luca Panzarella" href="http://www.lucapanzarella.it" target="_blank">Lucapanzarella.it</a></strong></p>
<p><strong>Acquistate l&#8217;ebook &#8216;<a href="http://www.viverefreelance.it" target="_blank">Vivere Freelance</a>&#8216;</strong></p>
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		<itunes:subtitle>Luca Panzarella ha studiato scienze della comunicazione all&#8217;Università di Palermo, sua città di origine.
Poi si è trasferito a Roma per quattro anni dove ha studiato Marketing e Art Direction e poi ha iniziato a lavorare come User Interface e [...]</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Luca Panzarella ha studiato scienze della comunicazione all&#8217;Università di Palermo, sua città di origine.
Poi si è trasferito a Roma per quattro anni dove ha studiato Marketing e Art Direction e poi ha iniziato a lavorare come User Interface e Web designer.
Inizia così un viaggio che lo porta in primo luogo nel mondo delle startup e poi, dopo quattro anni di una vita che a parenti ed amici sembrava già &#8220;abbastanza incasinata&#8221;, Luca ha voluto partire senza conoscere nessuno verso Londra un anno e mezzo fa.
Luca ha appena pubblicato un e-book dal titolo &#8216;Vivere Freelance&#8216; e potete seguirlo su Lucapanzarella.it.
Abbiamo registrato una intervista con Luca che potete ascoltare qui sotto. Ho anche parafrasato la stessa per chi preferisce la lettura.

Perché hai scelto Londra?
Innanzitutto perché Londra è la capitale europea più importante nel mondo del Web.
La molla che mi fece partire fu la possibilità di utilizzare il programma Erasmus per giovani imprenditori che mi consentiva di andare a lavorare a Londra pagato (poco) dalla comunità europea.
Luca Panzarella
La sfortuna volle che più o meno una settimana prima dell&#8217;inizio del programma un problema burocratico inceppò il tutto. Siccome io avevo già detto a tutti che andavo a Londra, avevo già comprato il biglietto e avevo già fatto le valigie decisi comunque di partire.
Ormai mi ero autoconvinto di andare a Londra e quindi non volevo rinunciare.
La sorpresa fu che molte persone nel mondo lavorativo a Roma mi avevano detto che se andavo a Londra il rapporto lavorativo non sarebbe continuato mentre in realtà una volta arrivato a destinazione ciò non avvenne e continuai a lavorare con loro.
Il lato positivo fu ovviamente la possibilità di arrivare a Londra con un minimo di stabilità economica.
Lavorando a distanza con l&#8217;Italia però non riuscì ad avere l&#8217;introduzione a Londra che auspicavo perché, ad esempio, non avevo un ambiente lavorativo dove potevo conoscere nuove persone.
Quindi sei arrivato a Londra in piena crisi economica?
Sì e tutti me lo dicevano però ho scoperto che la crisi è relativa.
Il valore che hanno le parole è molto diverso a seconda della cultura. Quando un italiano dice crisi non è la stessa crisi che intende un inglese.
Sicuramente la Londra che ho visto io era in un periodo di recessione a detta delle centinaia di persone che ho incontrato e che erano lì già da tempo. Nonostante ciò quelli che operavano nel mio campo avevano budget che erano 3-4 volte il budget che avevo in Italia. Questo era in netto contrasto con la parola crisi che veniva utilizzata in Italia.
La crisi che ho visto io a Londra non era così disastrosa dal punto di vista italiano. Ha ovviamente aiutato il fatto che il mio settore è molto in voga in una città come Londra.
Il primo lavoro a Londra come l&#8217;hai trovato?
Ho scoperto che ci sono due modi principali per trovare lavoro.
Uno è quello di utilizzare il sito Meetup dove puoi scegliere di andare ad un incontro di soli Web designer ad esempio. Se incontri ogni sera un gruppo di persone del tuo settore è inevitabile che dopo un po&#8217; trovi qualcuno che voglia lavorare con te.
Dopodiché ho mandato meno di una decina di curriculum alle agenzie del mio settore consigliatemi dalle persone che incontravo a questi Meetup.
Trovai così il mio primo contatto lavorativo che aveva, all&#8217;epoca, 22 anni mentre io ne avevo 26. Era a capo di una start up finanziata con £ 100.000. Fu un rapporto instaurato sulla base di due persone che avevano la stessa visione del mondo lavorativo e che avevano voglia di lavorare insieme. Durante il primo colloquio di lavoro parlammo pochissimo delle mie competenze elencate sul curriculum, parlammo di cosa ne pensassi del suo software e di cosa volessimo fare nel giro di qualche anno. Tutte conversazioni alle quali non ero abituato.
Il perché l&#8217;ho scoperto più tardi. All&#8217;estero, soprattutto negli Stati Uniti, è molto più importante la motivazion[...]</itunes:summary>
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		<itunes:author>you@yourdomain.com</itunes:author>
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		<title>In viaggio per il mondo dal 2005</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 22:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
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		<description><![CDATA[Marco e Felicity decisero nel 2005 di partire per un giro intorno al mondo e da allora non si sono più fermati, visitando oltre 60 nazioni in 5 continenti. Curano il sito Nonsoloturisti.it, dedicato a tutti coloro che vogliono conoscere più a fondo le destinazioni e vivere in modo indipendente il viaggio. Ci racconti la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Marco e Felicity decisero nel 2005 di partire per un giro intorno al mondo e da allora non si sono più fermati, visitando oltre 60 nazioni in 5 continenti.</h1>
<p><strong>Curano il sito <a title="nonsoloturisti.it" href="http://nonsoloturisti.it/" target="_blank">Nonsoloturisti.it</a>, dedicato a tutti coloro che vogliono conoscere più a fondo le destinazioni e vivere in modo indipendente il viaggio.</strong></p>
<p><strong>Ci racconti la vostra storia prima del 2005?</strong></p>
<p>Marco &#8211; ero in Inghilterra da 5 anni, per studio prima e lavoro poi. Conobbi Felicity nel 2001 e da allora non ci siamo più lasciati: l&#8217;anno prima del nostro primo grande viaggio del 2005, vivevamo in un appartamento a Bournemouth, sulla costa sud ovest del Regno Unito. Vita regolare, scandagliata dal passare dei giorni e delle settimane, con qualche viaggetto nei fine settimana..</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_6902" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://nonsoloturisti.it/"><img class="size-medium wp-image-6902" title="nonsoloturisti" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/10/nonsoloturisti-300x225.jpg" alt="nonsoloturisti" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">nonsoloturisti</p></div>
<p><strong>Cosa vi ha spinto a partire per il viaggio?</strong></p>
<p>In Inghilterra è una cosa comune fare viaggi di questo tipo: Felicity me ne parlò già dopo che ci eravamo conosciuti, anche se io facevo molta fatica a capire il senso di un viaggio del genere, così lungo e in zone del mondo poco conosciute, soprattutto per uno come me, cresciuto e vissuto in Italia per oltre vent&#8217;anni. A poco a poco mi sono fatto convincere, anche aiutato dal fatto che alcuni nostri amici erano appena tornati da un anno sabbatico in giro per il mondo.</p>
<p><strong>Che preparativi avete fatto prima di partire?</strong></p>
<p>Non molti: scelto i continenti e le principali città in cui saremmo atterrati, abbiamo acquistato il biglietto unico che prende il nome di <a href="http://nonsoloturisti.it/2011/08/come-fare-il-giro-del-mondo-con-un-biglietto-rtw/" target="_blank">Round The World Ticket</a>, il visto che serve per entrare in India (nostro primo stop), un paio di vaccinazioni consigliate, lo zaino ed alcuni accessori utili per il viaggio, e una guida per l&#8217;India.</p>
<p><strong>Da allora, avete visitato 60 nazioni, quali sono state le esperienze più memorabili?</strong></p>
<p>Moltissime e troppe da elencare: sicuramente l&#8217;arrivo in India, un paese con così forti contrasti ed usanze diverse rispetto all&#8217;Europa; fare trekking tra le maestose cime del Nepal e della Bolivia, ma anche tra le foreste della Cambogia, Laos e Vietnam; attraversare l&#8217;immenso lago salato della Bolivia; incontrare altri viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, ognuno con storie ed esperienze diverse; essere ospitati e fare conoscenza di persone del posto, e scoprirne gli usi e costumi..</p>
<p><strong>Per quanto tempo rimanete nello stesso Paese?</strong></p>
<p>Non meno di 3 settimane per i paesi più piccoli come El Salvador, fino a diversi mesi in posti come l&#8217;India, così grandi e vasti. Come scritto in un nostro articolo su nonsoloturisti.it, lo slow travel è per noi una regola.</p>
<p><strong>Come vi mantenete dal punto di vista economico?</strong></p>
<p>Attraverso lavoro freelance online, un sito internet che gestiamo ed i due blog/siti di viaggio che abbiamo creato. Le entrate non ci fanno sicuramente diventare ricchi, ma ci permettono di viaggiare e condurre una vita indipendente.</p>
<p><strong>Quanto si spende a vivere come voi e quali sono le spese principali?</strong></p>
<p>In paesi come l&#8217;India e il sud est asiatico, per esempio, si spende poco: $50 al giorno in due possono bastare. Ovviamente in Europa i costi e le spese sono più alte: con quello che si spende in Europa in un mese, se ne possono vivere tranquillamente 3 nei paesi orientali. Anche in centro e sud America le spese sono contenute: ovviamente bisogna controllarsi, non eccedere e mantenere uno stile di vita semplice, senza troppe pretese.</p>
<p><strong>Quali Paesi secondo voi offrono uno stile di vita da consigliare agli Italiani?</strong></p>
<p>Gli italiani si adeguano un po&#8217; in tutte le situazioni, per lo meno quelli che hanno lo spirito del viaggio e dell&#8217;avventura in generale. Sicuramente il sud America è un continente con stili e costumi molto simili a quelli italiani: in paesi come l&#8217;Argentina ci sono moltissime similarità con l&#8217;Italia e si fanno molti incontri con persone di origine italiana.</p>
<p><strong>A chi s/consigli uno stile di vita come il vostro?</strong></p>
<p>Lo consiglio a tutte quelle persone che sono stanche della solita vita quotidiana, del posto di lavoro fisso senza prospettive future, degli schemi creati dalla società; a tutti coloro che ne hanno abbastanza dello stress causato dal traffico, dal caos delle nostre città; a quelli che vedono la vita come un viaggio e non come un punto d&#8217;arrivo.</p>
<p>Lo sconsiglio a coloro che non vogliono correre rischi, che non vogliono cambiare la propria vita e le proprie abitudini, che preferiscono il &#8220;confort&#8221; della routine quotidiana.</p>
<p><strong>Grazie Marco e Felicity e buon proseguimento di viaggio!</strong></p>
<p>Per contattare o seguire Marco e Felicity:</p>
<p><a title="nonsoloturisti" href="http://nonsoloturisti.it/" target="_blank">Nonsoloturisti.it</a></p>
<p><a title="Thinkingnomads" href="http://thinkingnomads.com/" target="_blank">Thinkingnomads</a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/nonsoloturisti" target="_blank">Non solo Turisti su Facebook </a></p>
<p><a title="Non solo turisti su Twitter" href="http://twitter.com/#!/@viaggiatori" target="_blank">Non solo Turisti su Twitter</a></p>
<h2 style="text-align: center;">Se vi interessa lo stile di vita &#8216;location independent&#8217;,</h2>
<h2 style="text-align: center;">Italiansinfuga consiglia</h2>
<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/" target="_blank">Guida per vivere e lavorare ovunque voi scegliate</a></h2>
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		<title>Lavorare in giro per l&#8217;Europa con internet</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 05:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
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		<description><![CDATA[Marcello Marchese è partito da Palermo alla volta di Madrid per poi trasferirsi a Praga e si mantiene lavorando con Internet. Marcello ha 22 anni ed è laureato in informatica. Ha sempre avuto il pallino dell&#8217;estero e a diciott&#8217;anni ha fatto il suo primo viaggio a New York, seguito da un road trip alcuni anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Marcello Marchese è partito da Palermo alla volta di Madrid per poi trasferirsi a Praga e si mantiene lavorando con Internet.</h1>
<p>Marcello ha 22 anni ed è laureato in informatica. Ha sempre avuto il pallino dell&#8217;estero e a diciott&#8217;anni ha fatto il suo primo viaggio a New York, seguito da un road trip alcuni anni dopo che lo ha portato dalla east coast alla west coast passando per il Canada.</p>
<p>Ha iniziato a creare siti Web per divertimento e adesso sono diventati un lavoro.</p>
<p>Il suo sito principale è <a href="http://www.giochieflash.it/" target="_blank">Giochieflash</a> che monetizza tramite pubblicità.</p>
<p>Per raggiungere livelli di introiti che gli consentissero di vivere autonomamente ci ha messo qualche annetto. Adesso guadagna alcune migliaia di euro nette al mese, lavorando circa 4-5 ore al giorno e sfruttando le sue conoscenze che vanno dalla programmazione Web al marketing. Marcello ha anche due collaboratori che vivono in Italia ed anch&#8217;essi lavorano al proprio computer.</p>
<p>A chi vuole seguire le sue orme, Marcello consiglia di creare un sito attorno ad una propria passione e poi monetizzarlo creando prodotti specifici che risolvano un problema.</p>
<p>Inizialmente ha scelto Madrid pur non essendoci mai stato perché la Spagna è sinonimo di divertimento ma a Barcellona ci vanno tutti gli italiani <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> . È partito direttamente per trasferirsi, affittando qualche giorno in ostello per poi cercare una stanza. Marcello descrive il costo della vita a Madrid come medio alto, una stanza è sui quattrocento euro ma si risparmia se si affitta un intero appartamento e lo si divide come ha fatto lui.</p>
<p>All&#8217;inizio non conosceva nessuno dopo di che si è fatto tantissimi amici sia studenti Erasmus che lavoratori.</p>
<p>La sua giornata tipo lo vede alzarsi intorno alle 10 ed andare a lavorare con il portatile in una caffetteria per evitare distrazioni.</p>
<p>Per il resto si tratta di gustarsi la vita della città che lo ospita e di conoscere gente sempre nuova.</p>
<p>Adesso Marcello si trova a Praga, in futuro chissà?</p>
<div id="attachment_6382" class="wp-caption aligncenter" style="width: 458px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/"><img class="size-full wp-image-6382" title="Guida per vivere e lavorare ovunque voi scegliate" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/09/Copy-of-LIP1.jpg" alt="Guida per vivere e lavorare ovunque voi scegliate" width="448" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">Guida per vivere e lavorare ovunque voi scegliate</p></div>
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		<title>Lavorare in giro per il mondo, senza radici</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/06/13/lavorare-in-giro-per-il-mondo-senza-radici/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 00:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
		<category><![CDATA[luca panzarella]]></category>

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		<description><![CDATA[Luca Panzarella vive a lavora in giro per il mondo, uno di un numero sempre maggiore di location independent. Ci dai la tua definizione di Location Independent? Vivere il mondo come un unico, grandissimo paese senza confini. Il posto in cui vivo non è più rilevante ai fini di quello che faccio, dico, penso, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Luca Panzarella blog" href="http://www.lucapanzarella.it/blog" target="_blank">Luca Panzarella</a> vive a lavora in giro per il mondo, uno di un numero sempre maggiore di location independent.</h1>
<p><strong>Ci dai la tua definizione di <a title="Guida per vivere e lavorare ovunque voi vogliate" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/" target="_blank">Location Independent</a>?</strong></p>
<p>Vivere il mondo come un unico, grandissimo paese senza confini.<br />
Il posto in cui vivo non è più rilevante ai fini di quello che faccio, dico, penso, è diventato un elemento accessorio. Non riesco più a comprendere la differenza tra vivere, spostarsi, viaggiare, andare e tornare.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_5092" class="wp-caption alignleft" style="width: 90px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/Luca-Panzarella.jpg"><img class="size-full wp-image-5092" title="Luca Panzarella" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/Luca-Panzarella.jpg" alt="Luca Panzarella" width="80" height="80" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Panzarella</p></div>
<p><strong>Come hai fatto tu a diventare tale?</strong></p>
<p>Difficile rispondere. Non avevo l’obiettivo di lavorare viaggiando. La prima volta che mi sono trasferito a Londra ero solo stanco dell’Italia, convinto che avrei perso tutti i contatti lavorativi. I primi mesi ho lavorato per clienti inglesi, ma poi come per magia i vecchi clienti sono tornati e in più ne sono arrivati di nuovi che vedevano nel mio modo di vivere un valore.</p>
<p>È avvenuto tutto in modo naturale, senza progetti né forzature.</p>
<p>Adesso con i miei collaboratori ci divertiamo a organizzare periodicamente degli incontri in località decise all’ultimo minuto.</p>
<p>È strano incontrare per la prima volta in carne ed ossa un collaboratore con cui hai lavorato per mesi senza mai incontrarlo. Hai una grande confidenza sul piano mentale, ma non su quello fisico, così si finisce per essere un po&#8217; impacciati. Insomma, stranezze delle relazioni nate su internet.</p>
<p><strong>Bisogna avere particolari conoscenze tecniche per diventare location independent?</strong></p>
<p>Sì, devi saper fare una valigia <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Scherzi a parte o vivi di rendita o devi saper avere un mestiere, e saperlo fare bene.</p>
<p>In più devi armarti di diavolerie tecnologiche che ti permettono di essere virtualmente più vicino con chi lavori: pc e smartphone sono compagni inseparabili.</p>
<p><strong>Come scegli le destinazioni dove vivere e dove viaggiare?</strong></p>
<p>Non scelgo posti che voglio vedere, non faccio il turista. Mi interessano le relazioni che posso instaurare nella città in cui vivo. Per incontrare i clienti vado in Italia. Per gli investitori vado a San Francisco. Per sviluppare business a Londra. E quando non ho proprio bisogno di incontrare qualcuno, scelgo un posto sul mare <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Quali sono le difficoltà del vivere in questo modo?</strong></p>
<p>Le rinunce.</p>
<p>Ti faccio un esempio che potrà sembrarti fuori luogo.</p>
<p>In Inghilterra raramente le persone aprono gli ombrelli quando piove. Questo perché la maggior parte delle piogge sono passeggere. Così dopo anni passati ad aprire e chiudere ombrelli viene il giorno in cui ci rinunci e continui a camminare sotto la pioggia senza fare una piega. Ecco, è lì che cominci a trascurarti.</p>
<p>Allo stesso modo viaggiando così spesso ti dimentichi i piaceri di una vita stabile e rilassata: non puoi andare in luoghi che conosci da sempre, uscire con gente che ti è amica da anni, frequentare un corso che dura dei mesi, affittare una casa con un contratto di lungo periodo, comprare qualcosa che non entri in valigia.</p>
<p>La tua mente sta sempre sull’attenti per recepire input da culture e modi di fare che all’inizio non capisci bene.<br />
Tutto questo non ti permette di vivere in completo relax. Ma del resto si viaggia per cambiare e quando cambi non hai voglia di rilassarti.</p>
<p><strong>Ci daresti un&#8217;idea dei costi associati al vivere da location independent?</strong></p>
<p>Fare il turista è dispendioso: vivi in hotel e vai in giro per la città spendendo senza darci peso. Trasferirsi in un posto è diverso. Dopo le prime settimane impari a vivere come la gente del luogo. Vedi meno musei e attrazioni, ma i costi si riducono come se vivessi lì da sempre. Inoltre col tempo impari a minimizzare i costi dei viaggi e dei trasporti, conosci gente di tutto il mondo che ti dà consigli o ti può ospitare i primi giorni in attesa di una sistemazione più definitiva.<br />
Quindi un viaggiatore esperto spende quanto il costo di vita del paese di arrivo.</p>
<p>E se proprio vuoi un’idea di budget mensile, eccola: ho vissuto a Roma, Londra, San Francisco e Melbourne con una spesa intorno ai 1200 euro al mese, viaggi esclusi.</p>
<p><strong>Ci descrivi una tua giornata lavorativa se possibile?</strong></p>
<p>Dipende tantissimo da dove mi trovo. A San Francisco avevo riunioni alle 8 del mattino o 11 di sera con l’Italia. Un disastro per uno come me che non ha degli orari fissi in cui va a dormire. A Cairns, nord dell’Australia, andavo in spiaggia la mattina e poi lavoravo il pomeriggio in una casa in mezzo alla foresta pluviale.</p>
<p>Ci sono però alcune cose che rimangono costanti in tutti i viaggi.</p>
<p>Ecco l’elenco:</p>
<ul>
<li>La colazione al mattino consultando l’email</li>
<li>Le chiamate skype ai collaboratori e amici</li>
<li>Le passeggiate la domenica mattina nelle zone della città che ancora non conosco</li>
<li>Gli eventi di Couchsurfing</li>
<li>La musica del mio iPod</li>
</ul>
<p><strong>Che consigli daresti a chi vuole intraprendere lo stile di vita di location independent? </strong></p>
<p>Esci allo scoperto con le tue esigenze. Metti l’etichetta di location indipendent e parti.<br />
Quando parti gli altri attorno a te hanno paura che la relazione possa cambiare. E cambierà in effetti, non hanno tutti i torti.</p>
<p>Ma una volta che è assodato il tuo ruolo di “location independent”, specie se sarai stato bravo a mantenere i rapporti o addirittura migliorarli (ad esempio incontrandosi di tanto in tanto raccontando le avventure che hai vissuto di fronte a un caffè), magicamente sarai accettato per quello che sei. I vecchi amici o clienti etichetteranno il fatto che non ci sei come una cosa “normale” e da quel momento in poi sarai per sempre il “location indipendent”. Anche quando torni in patria.</p>
<p><strong>Hai dei siti web da consigliare? </strong></p>
<ul>
<li>Del mio blog scelgo <a title="Luca Panzarella" href="http://www.lucapanzarella.it/blog/index.php/vita-da-location-independent/" target="_blank">questo articolo</a>.</li>
<li>Un <a href="http://www.lucapanzarella.it/blog/index.php/ted-video-perche-non-si-lavora-al-lavoro/" target="_blank">video</a> sull’importanza di andare in ufficio.</li>
<li>Goodbye Mamma, un <a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_133627603369325&amp;ap=1" target="_blank">gruppo</a> su Facebook</li>
<li>Il sito del <a title="Coachsurfing" href="http://www.couchsurfing.org" target="_blank">couchsurfing</a>, la comunità dei viaggiatori low-cost</li>
<li>Il sito dei <a title="Meetup" href="http://www.meetup.com/" target="_blank">Meetup</a>, incontri occasionali a tema</li>
<li><a title="Momondo" href="http://www.momondo.com/" target="_blank">Momondo</a>, un motore di ricerca di voli fenomenale</li>
<li><a title="Italiansinfuga" href="http://www.italiansinfuga.com/" target="_blank">Italiansinfuga</a></li>
</ul>
<p><strong>Grazie Luca e buon viaggio!</strong></p>
<p><strong><a title="Guida per vivere e lavorare ovunque voi vogliate" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/" target="_blank">Guida per &#8216;Vivere e lavorare ovunque voi vogliate&#8217;</a></strong></p>
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		<title>Svendita di fine anno dei prodotti Location Independent!</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 03:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli per gli acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[Location Independent]]></category>

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		<description><![CDATA[Occasionissima per accaparrarsi i prodotti di Location Independent ad un prezzo da favola! Lea Woodward ha deciso che, dopo aver riflettuto sulla direzione futura del suo business, la gamma di prodotti Location Independent sarà cambiata nel 2011 per essere più in sintonia con i progetti futuri. Ne risulta che la &#8220;Business Guide&#8217; e la maggior [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Occasionissima per accaparrarsi i prodotti di Location Independent ad un prezzo da favola!</h1>
<p>Lea Woodward ha deciso che, dopo aver riflettuto sulla direzione futura del suo business, la <a href="http://locationindependent.com/store/" target="_blank">gamma di prodotti</a> Location Independent sarà cambiata nel 2011 per essere più in sintonia con i progetti futuri.</p>
<p>Ne risulta che la &#8220;Business Guide&#8217; e la maggior parte delle &#8216;Travel Guides&#8217; saranno messe in pensione e non più disponibili al pubblico dopo il 31 dicembre. Inoltre tutti gli altri prodotti (fatta eccezione per la &#8216;Lifestyle Guide&#8217;) saranno tolti dalla vendita in modo temporaneo e probabilmente permanente.</p>
<p>Prima di mettere in atto ciò però, Location Independent offre una svendita di fine stagione!</p>
<p>Significa che avrete la possibilità di acquistare i seguenti prodotti (che di solito si possono acquistare a $ 140) per <strong>soli $ 27</strong>:</p>
<ul>
<li>La Lifestyle Guide (in Inglese) &#8211; di solito $ 37</li>
<li>La Business Guide (versione PDF) &#8211; di solito $ 67</li>
<li>Le &#8216;Travel Guides&#8217; per Città del Capo, Granada e Phuket &#8211; di solito $ 36</li>
</ul>
<p>Se volete approfittare di questa offerta e pagare solo $27, cliccate <a href="https://www.e-junkie.com/ecom/gb.php?ii=861425&amp;c=cart&amp;aff=81910&amp;ejc=2&amp;cl=9994"><strong>qui</strong></a> e verrete trasportati direttamente al &#8216;carrello della spesa&#8217; virtuale!</p>
<p><strong>Affrettatevi, l&#8217;offerta scade il 31 Dicembre!</strong></p>
<p>La <a href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/">versione in Italiano della Lifestyle Guide</a> non fa parte di questa offerta!</p>
<div id="attachment_2795" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/08/LIP-e1285756744212.jpg"><img class="size-full wp-image-2795" title="Svendita di fine anno dei prodotti Location Independent" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/08/LIP-e1285756744212.jpg" alt="Svendita di fine anno dei prodotti Location Independent" width="600" height="398" /></a><p class="wp-caption-text">Svendita di fine anno dei prodotti Location Independent</p></div>
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		<title>Chiunque può diventare nomade digitale</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 02:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[nomade]]></category>

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		<description><![CDATA[Lea Woodward ha intervistato Dr Tara Devi di The Yoga Geeks per dimostrare che chiunque può diventare nomade digitale e vivere e lavorare ovunque. Ci puoi spiegare perché sei diventata &#8216;nomade digitale&#8217;? Ero medico olistico in una clinica privata e volevo studiare musica classica indiana e danza a tempo pieno, oltre che viaggiare. Ho lavorato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lea Woodward ha <a title="Location Independent" href="http://locationindependentprofessionals.com/2010/03/25/an-interview-with-a-location-independent-professional-whos-proof-that-anyone-can-do-it/" target="_blank">intervistato</a> Dr Tara Devi di <a title="The Yoga Geeks" href="http://yogageeksquad.com/" target="_blank">The Yoga Geeks</a> per dimostrare che chiunque può diventare nomade digitale e vivere e lavorare ovunque.</p>
<p><strong>Ci puoi spiegare perché sei diventata &#8216;nomade digitale&#8217;?</strong></p>
<p>Ero medico olistico in una clinica privata e volevo studiare musica classica indiana e danza a tempo pieno, oltre che viaggiare. Ho lavorato come una matta fino all&#8217;età di 33 anni ed ero pronta ad un cambiamento.</p>
<p>Nel dicembre 2007 lessi il libro di Tim Ferriss &#8216;<a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/0091923727?ie=UTF8&amp;tag=italiansinfug-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1634&amp;creative=6738&amp;creativeASIN=0091923727">The 4-hour Work Week: Escape the 9-5, Live Anywhere and Join the New Rich</a><img style="border:none !important; margin:0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.co.uk/e/ir?t=italiansinfug-21&amp;l=as2&amp;o=2&amp;a=0091923727" border="0" alt="" width="1" height="1" />&#8216; (vivamente consigliato da Italiansinfuga) e trovai una soluzione. Vendetti la mia clinica ad un medico neo laureato per 1/12 degli introiti annuali, dissi arrivederci a tutti e volai verso l&#8217;India nel marzo 2008.</p>
<p><strong>Puoi spiegarci cosa fai adesso come lavoro e come guadagni in modo da vivere ovunque tu voglia?</strong></p>
<p>Sono una scrittrice free-lance specializzata nello scrivere di yoga e medicine olistiche. Non avevo alcuna esperienza del campo free-lance se non come acquirente su <a title="elance.com" href="http://www.elance.com" target="_blank">Elance</a>.</p>
<p>Al momento lavoro una media di 25 ore alla settimana con circa il 10-20% del tempo destinato a risolvere problemi con i computer e ad arrangiarmi con la mancanza di elettricità tipica dell&#8217;India.</p>
<p>Ho 3.065 dollari di ordini per marzo anche se la media è di circa $ 1000 al mese. Adesso la sfida è quella di soddisfare le scadenze di pubblicazione dovendo gestire le difficoltà menzionate sopra.</p>
<p><strong>Come hai iniziato a lavorare così?</strong></p>
<p>In passato ero brava a gestire la burocrazia d&#8217;ufficio ed era un medico vecchio stile, pieno di compassione per gli altri, ma non sapevo assolutamente nulla di Internet, che ho iniziato a usare solo a fine 2007.</p>
<p>Durante il 2008-2009 fui truffata nel mio tentativo di trovare una &#8220;musa&#8221; su Internet, dopo aver letto il libro di Tim Ferriss. Essendo una neofita nell&#8217;uso il computer, soprattutto per quello che riguarda gestire un business su Internet, ho &#8220;perso&#8221; circa $ 20.000 sulla progettazione di un sito Web, a causa di un appaltatore disonesto e spese relative ad Internet inutili. Il tutto dovuto alla mia ingenuità.</p>
<p>Tim Ferriss presenta le possibilità offerte da Internet come facili ma sono facili solo se avete un minimo di esperienza e persone che vi aiutano lungo la strada.</p>
<p>Ho guadagnato un sacco di esperienza in due anni: dall&#8217;assumere free-lancers, all&#8217;incontrare dozzine di web designers, imparare SEO, fare corsi, creare un sito di 50 pagine, fare SEM e tanto altro.</p>
<p>Sono quindi andata in India, studiando musica e danza e sono diventata free-lance a mia volta usando Elance e Odesk come piattaforme per trovare lavoro.</p>
<p><strong>Dove hai vissuto, viaggiato e lavorato da quando ha iniziato a gestire il tuo business &#8216;on the road&#8217;?</strong></p>
<p>Una volta ho spedito un comunicato stampa mentre stavo passando un mese in tenda in Colorado, 1.300 miglia da casa, senza molte risorse, mentre stavo lanciando il mio secondo sito Web. Adesso sto vivendo a Chennai, India, ma non so dove andrò a vivere quando il mio visto per l&#8217;India scade ad aprile.</p>
<p><strong>Luoghi o esperienze preferite?</strong></p>
<p>&#8220;Come lanciare una ditta da una tenda&#8221;, assumere e licenziare consulenti mentre ero in cammino nelle foreste e fare il bagno in un fiume mentre il computer portatile è sul tavolo da picnic sulla riva!</p>
<p>Vivere in una scuola per musica e danza classica con 60 giovani come istruttrice è particolarmente speciale. Ho incontrato alcune persone &#8220;famose&#8221;, sono stata in uno studio di doppiaggio per film, ho cantato in una pubblicità in lingua Tamil, ho recitato sul palco leggendo in sanscrito ed ho avuto qualcosa di molto simile alla malaria. Insomma cinque mesi molto intensi!</p>
<p><strong>Che suggerimenti hai per chi voglia seguire le tue orme?</strong></p>
<ul>
<li>cercate di vendere le capacità che avete già prima di provare qualcosa di nuovo in modo da essere indipendenti finanziariamente.</li>
<li>Iniziate con numeri piccoli come guadagnare i vostri primi dollari, dopodiché centinaia, dopodiché quello che vi serve ogni mese.</li>
<li>se siete in Asia, vivete come ospite pagante a casa altrui e assicuratevi che avete una connessione a Internet. I computer nei caffè sono così infestati da virus che ho quasi perso il mio laptop ed i suoi contenuti dopo averlo usato in queste circostanze.</li>
<li>create una struttura semplice senza troppo software sofisticato. Io ho un sito su Yahoo che posso modificare molto facilmente, web-based email, tutti i documenti memorizzati su Elance e Odesk.</li>
<li>utilizzate un sistema come Paypal per ricevere pagamenti.</li>
<li>abbiate due carte Bancomat equivalenti. Gli sportelli all&#8217;estero possono essere &#8220;permalosi&#8221; quindi è meglio avere una carta di riserva. Io ho quattro carte e tre conti, tutti collegati tra loro in modo che possa facilmente trasferire soldi online.</li>
<li>vivete come quelli del posto. Siccome all&#8217;inizio è molto probabile che vivrete su un salario minore, non spendete come pazzi su cose che sembrano poco costose. Adattata la vostra mentalità alla moneta del luogo dove vivete.</li>
</ul>
<p><strong>Quali sono state le maggiori sfide nel diventare nomadica e &#8216;location independent&#8217;?</strong></p>
<ul>
<li>avere tempo senza interruzioni per lavorare</li>
<li>inquinamento</li>
<li>l&#8217;impossibilità di ricevere la posta</li>
<li>la dipendenza sulla famiglia con la quale vivo per evitare fregature</li>
<li>problemi di salute</li>
<li>la mancanza di aria condizionata</li>
</ul>
<p><strong>Consigli per principianti in creare un business che si possa gestire da dovunque?</strong></p>
<ul>
<li>iniziate prima di partire</li>
<li>fate quello che sapete già fare bene</li>
<li>abbiate risparmi di riserva</li>
<li>sappiate che dovete avere enormi dosi di perseveranza per superare problemi come mancanza di elettricità, problemi di sanità o altre &#8220;sorprese&#8221; del vivere in altre nazioni.</li>
<li>usate Skype il più possibile, mi ha aiutato in un modo enorme.</li>
<li>siate organizzati, concentrati e superate le aspettative dei clienti. La mia strategia era quella che avrei fatto domanda per circa 10 &#8211; 25 lavori al giorno fino a quando non avrei guadagnato $ 1000 al mese. Una volta raggiunto questo obiettivo mi sono consentita di fare domanda per &#8216;soli&#8217; cinque lavori alla settimana. Rispondo alle e-mail ed alle chiamate telefoniche lo stesso giorno, se non consegno un lavoro entro la scadenza chiedo umilmente scusa e faccio del mio meglio per riparare il danno.</li>
<li>abbiate fiducia in voi stessi e siate ostinati. Se però non funziona preparatevi a cambiare il vostro stile fino a quando non ottenete lavoro.</li>
<li>comprate servizi dai siti dedicati al free-lance oltre che a trovare lavoro tramite essi.</li>
</ul>
<p><strong>Con il senno di poi, cosa avresti fatto di diverso o cosa avresti voluto sapere prima di partire come nomade digitale?</strong></p>
<ul>
<li>mi sarei concentrata sulla medicina, il mio campo di competenza; sarei stata più prudente nelle spese ed avrei iniziato come free-lance piuttosto che iniziare un sito di e-commerce.</li>
<li>avrei avuto una comunità virtuale con la quale condividere quello che stavo facendo, sperando di essere guidata meglio nel fare certe scelte. È stato molto umiliante perdere tutti i miei soldi e poi vivere in India mentre creavo il nuovo business.</li>
<li>in ultimo, mi sarei concentrata sulla mia area di competenza, evitando di dire sì a qualsiasi tipo di lavoro a me presentato solo perché sembra un facile guadagno.</li>
</ul>
<p><strong>Articoli con temi simili</strong></p>
<p><a title="Guida 'Vivere e lavorare ovunque voi vogliate'" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/" target="_blank">Guida &#8216;Vivere e lavorare ovunque voi vogliate&#8217;</a></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://forms.aweber.com/form/71/615744271.js"></script></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sconto di 10 dollari sulla Guida per &#8220;Vivere e lavorare ovunque voi vogliate&#8221;</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/03/16/sconto-di-10-dollari-sulla-guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-vogliate/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 10:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
		<category><![CDATA[offerta]]></category>

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		<description><![CDATA[Buone notizie! Ho chiesto a Lea Woodward di LocationIndependent.com se potesse fare uno sconto sulla sua guida &#8216;Vivere e lavorare ovunque voi scegliate&#8216; per i lettori di Italiansinfuga e, molto gentilmente, ha accettato! Ecco i dettagli: $10 di sconto sul prezzo di copertina del pacchetto contenente entrambe le edizioni (selezionate &#8220;Both Editions&#8221;) usate il codice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buone notizie!</p>
<p>Ho chiesto a Lea Woodward di LocationIndependent.com se potesse fare uno sconto sulla sua guida &#8216;<a title="Guida 'Vivere e lavorare ovunque voi vogliate' " href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/" target="_blank">Vivere e lavorare ovunque voi scegliate</a>&#8216; per i lettori di Italiansinfuga e, molto gentilmente, ha accettato!</p>
<p>Ecco i dettagli:</p>
<ul>
<li>$10 di sconto sul prezzo di copertina del pacchetto contenente entrambe le edizioni (selezionate &#8220;Both Editions&#8221;)</li>
<li>usate il codice &#8216;aldo&#8217; sulla finestra di pagamento</li>
<li>l&#8217;offerta scade il 26 Marzo</li>
</ul>
<p>Visitate la mia <a title="Recensione" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/" target="_blank">recensione</a> per appurarvi della bontà del prodotto e di questa offerta!</p>
<p><strong>E&#8217; un&#8217;ottima occasione per mettere in moto il vostro sogno di emigrazione!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Costo della vita all&#8217;estero wiki</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 09:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
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		<category><![CDATA[Costo della vita]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
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		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
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		<description><![CDATA[Il costo della vita all&#8217;estero è una delle incognite più preoccupanti per chi sta meditando di trasferirsi all&#8217;estero per periodi più o meno brevi. Vi propongo il &#8216;Cost of Living&#8216; wiki creato da parte di Locationindependent.com. Cos&#8217;è un wiki? Si tratta di un sito dove gli utenti possono collaborare alla composizione di determinati argomenti come, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il costo della vita all&#8217;estero è una delle incognite più preoccupanti per chi sta meditando di trasferirsi all&#8217;estero per periodi più o meno brevi.</p>
<p>Vi propongo il &#8216;<a title="Cost of living wiki" href="http://locationindependent.com/living-costs/dokuwiki/doku.php/home?do=index" target="_blank">Cost of Living</a>&#8216; wiki creato da parte di Locationindependent.com.</p>
<p>Cos&#8217;è un <a title="wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki" target="_blank">wiki</a>? Si tratta di un sito dove gli utenti possono collaborare alla composizione di determinati argomenti come, in questo caso, il costo della vita in varie città del mondo.</p>
<p>Il risultato è la collezione di informazione sul costo della vita come, ad esempio, alloggio o albergo, trasporti, connessione internet, ristoranti e spesa al supermercato.</p>
<p>Essendo <a title="Location Independent " href="http://www.locationindependent.com" target="_blank">Locationindependent.com</a> un sito dedicato ai nomadi digitali, i costi riportati riguardano spese che in genere si affrontano quando si risiede in una destinazione per un periodo di tempo medio-breve.</p>
<p>Comunque potete farvi un&#8217;idea di quanto spenderete all&#8217;estero utilizzando l&#8217;esperienza di chi l&#8217;ha già fatto.</p>
<p>Per adesso ci sono sezioni dedicate a Città del Capo, Bangkok, Phuket, Auckland, Manila, Sydney, Barbados, Grenada, Panama, Bergen, Amsterdam, Londra, Vancouver, New York e Buenos Aires.</p>
<p><strong>Se siete già all&#8217;estero, collaborate con questo wiki riportando i costi che incontrate nella vita di tutti i giorni a beneficio degli altri lettori!</strong></p>
<p>Articoli con temi simili</p>
<p><a title="Quale assicurazione per viaggiare all'estero" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/25/quale-assicurazione-per-viaggiare-allestero/" target="_blank">Quale assicurazione per viaggiare all&#8217;estero?</a></p>
<p><a title="Guida per vivere e lavorare ovunque voi vogliate " href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/" target="_blank">Guida per vivere e lavorare ovunque voi scegliate</a></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://forms.aweber.com/form/71/615744271.js"></script></p>
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		<title>Trasferirsi a Buenos Aires, Argentina</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2009/12/08/trasferirsi-a-buenos-aires-argentina/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 10:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Costo della vita]]></category>
		<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Quella che segue è un&#8217;intervista di Jetsetcitizen.com a Colin Wright che si è trasferito a Buenos Aires, Argentina, per quattro mesi. Viviamo in un periodo storico eccezionale. Esiste la possibilità di vivere facendo quello che volete e dove volete a patto di avere un pò talento ed il desiderio di farlo. Da un anno seguo Colin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quella che segue è un&#8217;intervista di </em><a title="jetsetcitizen.com" href="http://jetsetcitizen.com/jetsetcitizens/interview-nomadic-artist-colin-wright/" target="_blank"><em>Jetsetcitizen.com</em></a><em> a Colin Wright che si è trasferito a Buenos Aires, Argentina, per quattro mesi.</em></p>
<p>Viviamo in un periodo storico eccezionale. Esiste la possibilità di vivere facendo quello che volete e dove volete a patto di avere un pò talento ed il desiderio di farlo. Da un anno seguo Colin Wright, grafico, imprenditore, nomade digitale. Colin incarna il futuro del lavoro, della rivoluzione economica e dello stile. Di seguito, Colin fornisce alcune informazioni di base su come ha creato il suo stile di vita incredibile. In modo particolare di come si sia trasferito a <a title="Buenos Aires" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buenos_Aires" target="_blank">Buenos Aires</a> per alcuni mesi prima di partire per la sua prossima destinazione.</p>
<p><strong>Ci spieghi il tuo background? </strong></p>
<p>Sono andato alla Missouri State University. Inizialmente volevo rimanere lì per un anno per risparmiare denaro prima di andare all&#8217;Art Institute di Chicago.</p>
<p>Mentre frequentavo l&#8217;università, lavoravo come un matto, ad un certo punto avevo 5 posti di lavoro diversi. Sono sicuro di aver imparato di più dal mondo del lavoro che dalla mia carriera accademica, ho comunque beneficiato dal meglio dei due mondi.</p>
<p>Ho iniziato la mia prima ditta a 19 anni (una rivista di cultura) e la seconda è iniziata pochi giorni dopo (uno studio di design). Ho fatto un sacco di errori e sperimentato continuamente.</p>
<p>Ho trovato un lavoro in una boutique di progettazione e studio di produzione a Los Angeles dopo il college, ho lasciato dopo un anno e poi ha iniziato un nuovo studio in proprio (<a title="Colinismyname" href="http://colinismy.name/" target="_blank">ColinIsMyName</a>), incentrato sulla sostenibilità, sul branding e sui nuovi media.</p>
<p>Dopo un anno e mezzo, la mia base clienti era cresciuta abbastanza da consentirmi di  vendere tutto ciò che possedevo e gestire la mia attività viaggiando e spostandomi in un nuovo paese ogni 4 mesi. Questo stile di vita è ciò che racconto nel mio blog più recente, <a title="exilelifestyle.com" href="http://exilelifestyle.com/" target="_blank">Exile Lifestyle</a>.</p>
<p><strong>Dove sei adesso?</strong></p>
<p>Adesso vivo nel quartiere di Recoleta a Buenos Aires, Argentina. Mi sono trasferito qui il 15 settembre e partirò all&#8217;inizio di dicembre in modo da passare circa un mese e mezzo in giro per il resto dell&#8217;Argentina.</p>
<p>A metà gennaio viaggerò attraverso il Sud America fino a Bogotà, in Colombia per prendere un volo fino a Miami, poi a Los Angeles, poi Sydney.</p>
<p><strong>Perché hai scelto Buenos Aires?</strong></p>
<p>Non l&#8217;ho scelta io, l&#8217;hanno scelta i miei lettori! Chiedo alla gente che visita Exile Lifestyle di suggerire 8 paesi e quindi di votare la destinazione finale. Mi sposto verso il paese che riceve il maggior numero di voti e vivo lì per 4 mesi.</p>
<p><strong>Ci descrivi il tuo stile di vita in Argentina?</strong></p>
<p>Ho trovato un piccolo ma bello appartamento nel quartiere più costoso di Buenos Aires per circa 1/3 di quello che un posto simile mi sarebbe costato a Los Angeles. Il cibo qui è delizioso (praticamente senza eccezioni) ed economico (due empanadas, ad esempio, costano circa $ 0,25-0,50 dollari a testa, e forniscono un pasto).</p>
<p>A proposito di cibo, qui amano i dolci, e le panaderías (panetterie) sono assolutamente ovunque.</p>
<p>Ci sono ristoranti davvero ottimi a Buenos Aires e la fusione di stili di cucina è diffusissima. Sarete molto delusi se siete alla ricerca di cibi piccanti, ma se volete ambienti moderni e sapori complessi, capitate nel posto giusto.</p>
<p>Per quello che riguarda il lavoro, nel trasferirmi a Buenos Aires, volevo continuare a ridurre le mie ore di lavoro senza diminuire il valore che fornisco ai miei clienti. Negli ultimi 6 mesi sono stato in grado di ridurre il mio orario di lavoro settimanale da 80 alle circa 6-8 attuali. Altrimenti non ci sarebbe modo di uscire e di esplorare Buenos Aires come merita!</p>
<p>Il Venerdì e Sabato sera la gente raramente va a casa prima delle 7 o 8 del mattino successivo. Spesso sono uscito da una discoteca, ho fatto colazione e sono andato a casa a dormire un paio d&#8217;ore (e sono ripartito da capo la notte successiva).</p>
<p>Buenos Aires ha la maggior parte delle caratteristiche di una grande città del mondo sviluppato ma appena sotto la superficie ci sono segni evidenti che questo non è totalmente il Primo Mondo.</p>
<p>Ad esempio, i marciapiedi sono in stato pietoso e trattati peggio da cani e dai loro proprietari.</p>
<p>La criminalità è un grosso problema a Buenos Aires. Personalmente sono stato quasi aggredito ed ho visto altre persone essere aggredite a pochi isolati da casa mia (ricordatevi, questo è il quartiere più sicuro della città). Ho anche visto un ragazzo cercare di rubare una macchina parcheggiata in pieno giorno su una strada piena di gente.</p>
<p>Mi hanno detto che il livello di disoccupazione è un incredibile 30-40% (a seconda di con chi parli)!</p>
<p><strong>Qual&#8217;è il costo della vita?</strong></p>
<p><strong></strong>I miei costi sono veramente bassi rispetto a quello che stavo pagando per vivere a Los Angeles. Uno US Dollar vale circa 3,88 pesos argentini ed il tasso di scambio è molto favorevole per le persone provenienti dagli Stati Uniti (o da altri paesi con valute comparabili).</p>
<p>Il mio appartamento arredato costa circa $750 USD (anche se questo è molto più alto di quello che uno del posto avrebbe pagato, $500 al massimo) con tutte le bollette pagate (più Internet).</p>
<p>La spesa di generi alimentari in genere mi costa circa 60 pesos (circa $15 USD) e mi durerà 3 o 4 giorni. Una birra in un bel bar costa in genere circa 12 pesos (3,15 USD) per una birra locale (Quilmes, per esempio) o 18 pesos (4,72 USD) per una birra d&#8217;importazione (Heineken, Grolsch, ecc.)</p>
<p>Probabilmente vorrete pensarci due volte prima di acquistare cose elettroniche a Buenos Aires però. A quanto mi risulta, i prezzi sono il doppio di quello che costano negli Stati Uniti a causa di pesanti tasse di importazione e una sorta di &#8216;tassa sul lusso&#8217; che assume che solo i ricchi compreranno tali beni.</p>
<p>L&#8217;abbigliamento importato tende ad essere più costoso di quanto si potrebbe immaginare anche se è circa equivalente a quello che avrei pagato a New York o San Francisco.</p>
<p>Ho trovato molte forme di intrattenimento a prezzi ragionevoli: una lezione di tango mi costa 15 pesos (3,94 dollari) e una buona bottiglia di vino costa 20-40 pesos ($ 5,25 &#8211; $ 10,50). Una buona fetta di formaggio vi costerà 10-12 pesos ($ 2,62 &#8211; $ 3,15) e un pacchetto di cracker costa meno di $ 1.</p>
<p><strong>Come si comunica a Buenos Aires?</strong></p>
<p>Pensavo che la maggior parte delle persone di tutto il mondo parlassero almeno un pò d&#8217;inglese e penso che questa disinformazione derivi dal fatto che la maggior parte delle persone provenienti da altri paesi che avevo incontrato parlassero almeno un po&#8217; di inglese.</p>
<p>La verità è che pochissime persone parlano inglese quì. Per imparare lo Spagnolo dovete essere disposti a fare errori e a cogliere tutte le opportunità di parlare con persone  madrelingua. Io dopo due mesi posso &#8216;funzionare come un normale essere umano&#8217;.</p>
<p><strong>Quanto è facile arrivare e rimanere a breve termine a Buenos Aires ed in Argentina?</strong></p>
<p>Da quello che mi è stato detto, rinnovare il visto è piuttosto facile, se si vive a Buenos Aires. Tutto quello che dovete fare è saltare su un traghetto verso Colonia, in Uruguay e poi tornare indietro. Per quanto ne so, la piccola città di Colonia esiste per dare alla gente un posto per riposare per mezza giornata prima di tornare al trambusto ed al rumore di Buenos Aires.</p>
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