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Costo della vita all’estero wiki

Il costo della vita all’estero è una delle incognite più preoccupanti per chi sta meditando di trasferirsi all’estero per periodi più o meno brevi.

Vi propongo il ‘Cost of Living‘ wiki creato da parte di Locationindependent.com.

Cos’è un wiki? Si tratta di un sito dove gli utenti possono collaborare alla composizione di determinati argomenti come, in questo caso, il costo della vita in varie città del mondo.

Il risultato è la collezione di informazione sul costo della vita come, ad esempio, alloggio o albergo, trasporti, connessione internet, ristoranti e spesa al supermercato.

Essendo Locationindependent.com un sito dedicato ai nomadi digitali, i costi riportati riguardano spese che in genere si affrontano quando si risiede in una destinazione per un periodo di tempo medio-breve.

Comunque potete farvi un’idea di quanto spenderete all’estero utilizzando l’esperienza di chi l’ha già fatto.

Per adesso ci sono sezioni dedicate a Città del Capo, Bangkok, Phuket, Auckland, Manila, Sydney, Barbados, Grenada, Panama, Bergen, Amsterdam, Londra, Vancouver, New York e Buenos Aires.

Se siete già all’estero, collaborate con questo wiki riportando i costi che incontrate nella vita di tutti i giorni a beneficio degli altri lettori!

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Trasferirsi a Buenos Aires, Argentina

Quella che segue è un’intervista di Jetsetcitizen.com a Colin Wright che si è trasferito a Buenos Aires, Argentina, per quattro mesi.

Viviamo in un periodo storico eccezionale. Esiste la possibilità di vivere facendo quello che volete e dove volete a patto di avere un pò talento ed il desiderio di farlo. Da un anno seguo Colin Wright, grafico, imprenditore, nomade digitale. Colin incarna il futuro del lavoro, della rivoluzione economica e dello stile. Di seguito, Colin fornisce alcune informazioni di base su come ha creato il suo stile di vita incredibile. In modo particolare di come si sia trasferito a Buenos Aires per alcuni mesi prima di partire per la sua prossima destinazione.

Ci spieghi il tuo background?

Sono andato alla Missouri State University. Inizialmente volevo rimanere lì per un anno per risparmiare denaro prima di andare all’Art Institute di Chicago.

Mentre frequentavo l’università, lavoravo come un matto, ad un certo punto avevo 5 posti di lavoro diversi. Sono sicuro di aver imparato di più dal mondo del lavoro che dalla mia carriera accademica, ho comunque beneficiato dal meglio dei due mondi.

Ho iniziato la mia prima ditta a 19 anni (una rivista di cultura) e la seconda è iniziata pochi giorni dopo (uno studio di design). Ho fatto un sacco di errori e sperimentato continuamente.

Ho trovato un lavoro in una boutique di progettazione e studio di produzione a Los Angeles dopo il college, ho lasciato dopo un anno e poi ha iniziato un nuovo studio in proprio (ColinIsMyName), incentrato sulla sostenibilità, sul branding e sui nuovi media.

Dopo un anno e mezzo, la mia base clienti era cresciuta abbastanza da consentirmi di vendere tutto ciò che possedevo e gestire la mia attività viaggiando e spostandomi in un nuovo paese ogni 4 mesi. Questo stile di vita è ciò che racconto nel mio blog più recente, Exile Lifestyle.

Dove sei adesso?

Adesso vivo nel quartiere di Recoleta a Buenos Aires, Argentina. Mi sono trasferito qui il 15 settembre e partirò all’inizio di dicembre in modo da passare circa un mese e mezzo in giro per il resto dell’Argentina.

A metà gennaio viaggerò attraverso il Sud America fino a Bogotà, in Colombia per prendere un volo fino a Miami, poi a Los Angeles, poi Sydney.

Perché hai scelto Buenos Aires?

Non l’ho scelta io, l’hanno scelta i miei lettori! Chiedo alla gente che visita Exile Lifestyle di suggerire 8 paesi e quindi di votare la destinazione finale. Mi sposto verso il paese che riceve il maggior numero di voti e vivo lì per 4 mesi.

Ci descrivi il tuo stile di vita in Argentina?

Ho trovato un piccolo ma bello appartamento nel quartiere più costoso di Buenos Aires per circa 1/3 di quello che un posto simile mi sarebbe costato a Los Angeles. Il cibo qui è delizioso (praticamente senza eccezioni) ed economico (due empanadas, ad esempio, costano circa $ 0,25-0,50 dollari a testa, e forniscono un pasto).

A proposito di cibo, qui amano i dolci, e le panaderías (panetterie) sono assolutamente ovunque.

Ci sono ristoranti davvero ottimi a Buenos Aires e la fusione di stili di cucina è diffusissima. Sarete molto delusi se siete alla ricerca di cibi piccanti, ma se volete ambienti moderni e sapori complessi, capitate nel posto giusto.

Per quello che riguarda il lavoro, nel trasferirmi a Buenos Aires, volevo continuare a ridurre le mie ore di lavoro senza diminuire il valore che fornisco ai miei clienti. Negli ultimi 6 mesi sono stato in grado di ridurre il mio orario di lavoro settimanale da 80 alle circa 6-8 attuali. Altrimenti non ci sarebbe modo di uscire e di esplorare Buenos Aires come merita!

Il Venerdì e Sabato sera la gente raramente va a casa prima delle 7 o 8 del mattino successivo. Spesso sono uscito da una discoteca, ho fatto colazione e sono andato a casa a dormire un paio d’ore (e sono ripartito da capo la notte successiva).

Buenos Aires ha la maggior parte delle caratteristiche di una grande città del mondo sviluppato ma appena sotto la superficie ci sono segni evidenti che questo non è totalmente il Primo Mondo.

Ad esempio, i marciapiedi sono in stato pietoso e trattati peggio da cani e dai loro proprietari.

La criminalità è un grosso problema a Buenos Aires. Personalmente sono stato quasi aggredito ed ho visto altre persone essere aggredite a pochi isolati da casa mia (ricordatevi, questo è il quartiere più sicuro della città). Ho anche visto un ragazzo cercare di rubare una macchina parcheggiata in pieno giorno su una strada piena di gente.

Mi hanno detto che il livello di disoccupazione è un incredibile 30-40% (a seconda di con chi parli)!

Qual’è il costo della vita?

I miei costi sono veramente bassi rispetto a quello che stavo pagando per vivere a Los Angeles. Uno US Dollar vale circa 3,88 pesos argentini ed il tasso di scambio è molto favorevole per le persone provenienti dagli Stati Uniti (o da altri paesi con valute comparabili).

Il mio appartamento arredato costa circa $750 USD (anche se questo è molto più alto di quello che uno del posto avrebbe pagato, $500 al massimo) con tutte le bollette pagate (più Internet).

La spesa di generi alimentari in genere mi costa circa 60 pesos (circa $15 USD) e mi durerà 3 o 4 giorni. Una birra in un bel bar costa in genere circa 12 pesos (3,15 USD) per una birra locale (Quilmes, per esempio) o 18 pesos (4,72 USD) per una birra d’importazione (Heineken, Grolsch, ecc.)

Probabilmente vorrete pensarci due volte prima di acquistare cose elettroniche a Buenos Aires però. A quanto mi risulta, i prezzi sono il doppio di quello che costano negli Stati Uniti a causa di pesanti tasse di importazione e una sorta di ‘tassa sul lusso’ che assume che solo i ricchi compreranno tali beni.

L’abbigliamento importato tende ad essere più costoso di quanto si potrebbe immaginare anche se è circa equivalente a quello che avrei pagato a New York o San Francisco.

Ho trovato molte forme di intrattenimento a prezzi ragionevoli: una lezione di tango mi costa 15 pesos (3,94 dollari) e una buona bottiglia di vino costa 20-40 pesos ($ 5,25 - $ 10,50). Una buona fetta di formaggio vi costerà 10-12 pesos ($ 2,62 - $ 3,15) e un pacchetto di cracker costa meno di $ 1.

Come si comunica a Buenos Aires?

Pensavo che la maggior parte delle persone di tutto il mondo parlassero almeno un pò d’inglese e penso che questa disinformazione derivi dal fatto che la maggior parte delle persone provenienti da altri paesi che avevo incontrato parlassero almeno un po’ di inglese.

La verità è che pochissime persone parlano inglese quì. Per imparare lo Spagnolo dovete essere disposti a fare errori e a cogliere tutte le opportunità di parlare con persone madrelingua. Io dopo due mesi posso ‘funzionare come un normale essere umano’.

Quanto è facile arrivare e rimanere a breve termine a Buenos Aires ed in Argentina?

Da quello che mi è stato detto, rinnovare il visto è piuttosto facile, se si vive a Buenos Aires. Tutto quello che dovete fare è saltare su un traghetto verso Colonia, in Uruguay e poi tornare indietro. Per quanto ne so, la piccola città di Colonia esiste per dare alla gente un posto per riposare per mezza giornata prima di tornare al trambusto ed al rumore di Buenos Aires.

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Quale assicurazione per viaggiare all’estero?

Mi viene spesso chiesto un consiglio per quello che riguarda la copertura medica all’estero e che tipo di assicurazione usare quando si viaggia all’estero.

Innanzitutto, per la copertura medica dovete cercare di capire se vi è un accordo tra Italia ed il Paese vostra destinazione che preveda la copertura reciproca dei cittadini.

Se non c’è o non volete rischiare di rimanere senza copertura sanitaria quando vi trovate in un continente lontano dall’Italia, allora potete pensare a coprirvi con una polizza assicurativa.

Ma quale? Io sinceramente adesso non me ne intendo più di tanto essendo il mio stile di vita piuttosto stazionario a Melbourne.

Faccio riferimento quindi al parere di Lea Woodward di Location Independent, autrice della Guida per vivere e lavorare ovunque vogliate, una nomade digitale che, insieme alla famiglia, si trasferisce di nazione in nazione gestendo il proprio business su internet.

Lea consiglia l’assicurazione di viaggio fornita da World Nomads.

World Nomads fa uso dei servizi forniti da aziende leader nel campo assicurativo quali Allianz, Mondial Assistance, Bupa International e Millstream Underwriting.

Potete scegliere polizze che vi coprano in 150 nazioni e usate la comodità di internet per comprare, rinnovare o cambiare polizza.

World Nomads offre polizze che coprono sport tipo lo sci, snowboarding, bungee jumping o il white water rafting.

Importantissimo per i viaggiatori all’estero, la polizza World Nomads copre l’assistenza ospedaliera e l’evacuazione.

Mi raccomando controllate sempre le ultime su cosa la polizza copre. Non mi assumo ALCUNA responsabilità per l’accuratezza delle informazioni con il passare del tempo. Questo articolo è statico mentre il mondo dell’assicurazione è in continuo movimento.

Tengo inoltre a precisare che quando voi acquistate una polizza assicurativa con World Nomads io ci guadagno alcuni centesimi o euro. Se pensate che il sito italiansinfuga li meriti allora cliccate sopra e mi fate un piacere enorme. Se non siete d’accordo, nessun problema, copiate ed incollate questo indirizzo http://www.worldnomads.com/ e ci arriverete lo stesso senza che io guadagni.

Spero comunque che questo articolo vi sia stato utile.

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Guida per vivere e lavorare ovunque voi scegliate

Questa è la mia recensione di ‘X Marks The Spot - The Indispensable Guide to Living and Working from Anywhere You Choose’ di Lea Woodward.

Ho acquistato e letto da cima a fondo la Guida, distribuita elettronicamente in formato pdf, e vorrei condividere con voi le mie impressioni ed i miei pareri.

Innanzitutto la guida scritta è in Inglese, in modo comprensibile e semplice. Acquistatela se sapete leggere l’Inglese o se conoscete qualcuno che possa aiutarvi.

La Guida illustra tutto ciò che dovete sapere per iniziare a vivere un ‘location independent lifestyle’, uno stile di vita svincolato da una località e dimora fissa facendo uso delle potenzialità di internet.

Lea Woodward introduce il concetto con queste parole “come si chiama qualcuno che ha indirizzi di recapito postale a Miami, nell’Oregon e nel Regno Unito, può essere contattato su numeri di telefono britannici, australiani e statunitensi ma fa fatica a rispondere alla domanda “Dove vivi?” ? La risposta è ‘location independent’! E come è possibile rispondere alla domanda quando durante gli ultimi 2 anni hai vissuto e gestito il tuo business da Panama, Buenos Aires, Toronto, Grenada, Dubai, il Sud Africa, Hong Kong e la Thailandia?”

In 82 pagine molto ben redatte,  la Guida vi spiega:

  • Come è cominciata la vita di ‘location independent’ per Lea ed il marito Jonathan, la loro storia
  • Come hanno progettato il cambiamento
  • Il primo anno della loro vita da nomadi digitali e le lezioni che hanno imparato
  • Com’è lo stile di vita ‘location independent’, veramente….
  • Come progettare la vostra vita di nomade
  • Siete pronti per iniziare il cambiamento? Mentalmente, tecnologicamente, imprenditorialmente.
  • Questione soldi, il costo della vita all’estero in base alla loro esperienza
  • Un business ‘location independent’, le attività che si possono creare e gestire usando internet da ovunque al mondo e gli strumenti che vi possono aiutare
  • Diventare vagabondo, dove andare e come scegliere la vostra destinazione
  • Partire da casa, tutto ciò che dovete fare per organizzare la partenza
  • Pianificare per emergenze, non si sa mai….

Certo la Guida non è per tutti. Vorrei evitarvi l’acquisto se non siete nella migliore posizione per trarre beneficio dai contenuti della stessa e vi elenco di seguito le caratteristiche che, secondo me, dovrebbero trasformarvi in acquirenti o no.

Chi trarrà beneficio dalla Guida ‘X Marks the Spot’:

  • chi vuole crearsi un futuro independente, per sè e per la famiglia, presente e futura
  • chi vuole vedere il mondo
  • chi ambisce a diventare un nomade digitale ma ha bisogno di qualcuno che mostri la via
  • chi vuole emigrare ma non sa dove e come

Chi NON trarrà beneficio dalla Guida ‘X Marks the Spot’:

  • chi ha ‘bisogno’ del posto fisso
  • chi non ha molto spirito di avventura
  • chi è molto legato alla vita in Italia, alla famiglia, agli amici
  • chi non ha molto interesse riguardo le potenzialità offerte da internet

Detto ciò la Guida ha secondo me molti pregi ed anche alcuni difetti:

Pregi:

  • basata sull’esperienza personale di veri nomadi digitali non di chi parla ma non passa ai fatti
  • ben strutturata con una serie logica dei passi da fare
  • tantissime informazioni, link a risorse e numeri per darvi un’idea della realtà di vita di un nomade digitale
  • costa poco per quello che ne ricavate dalla lettura

Difetti:

  • la prospettiva in lingua Inglese può fornire un falso senso di sicurezza a chi parla solo l’Italiano in quanto le potenzialità di creare un business su internet in Inglese sono molto maggiori rispetto all’Italiano
  • il confronto favorevole tra il costo della vita in Inghilterra, patria dell’autrice, e le destinazioni visitate non vale altrettanto per il costo della vita dell’Italiano medio.

Acquistate la Guida ‘X Marks The Spot - The Indispensable Guide to Living and Working from Anywhere You Choose’.

Voglio chiarire che quando acquistate la Guida, io guadagno alcuni Euro in commissione.

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