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	<title>italiansinfuga &#187; Italiansinfuga</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>Innamorata di Londra nonostante la crisi</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/08/innamorata-di-londra-nonostante-la-crisi/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 23:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nazaré Pasotti ha sempre avuto una passione per Londra e ha vissuto lì durante gli anni della crisi economica. Ecco la sua storia. Una piccola premessa. Sono nata in Brasile ma sono stata adottata e sono arrivata in Italia a due mesi, credo che viaggiare e spostarmi sia nel mio DNA! Ho sempre avuto una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Nazaré Pasotti ha sempre avuto una passione per Londra e ha vissuto lì durante gli anni della crisi economica.</h1>
<p><strong>Ecco la sua storia.</strong></p>
<p>Una piccola premessa. Sono nata in Brasile ma sono stata adottata e sono arrivata in Italia a due mesi, credo che viaggiare e spostarmi sia nel mio DNA!</p>
<p>Ho sempre avuto una passione e un amore viscerale per tutto quanto è British e in particolare per<strong> Londra</strong>, sin da piccola. Mi ricordo che alle scuole medie andavo a cercare giornali musicali inglesi, Smash Hits per leggere e tradurre gli articoli e ascoltavo ossessivamente le canzoni cercando di imparare parole nuove.</p>
<p>A 14 anni sono riuscita ad andare per la prima volta in Inghilterra con uno dei famosi organizzatori di vacanze studio e sono stata a <strong>Brighton</strong> e per la prima volta a <strong>Londra</strong>, ma non sono riuscita a vederla bene.</p>
<p>A 18 anni sono stata ospite in una famiglia inglese nella periferia di <strong>Londra</strong>, per un mese ed ho avuto la possibilità di immergermi totalmente nella cultura inglese e parlare la lingua tutto il giorno. Non era certo come a scuola!!!</p>
<div id="attachment_8325" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/londra/"><img class="size-medium wp-image-8325" title="Londra su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/02/tower-bridge-300x225.jpg" alt="Londra su Italiansinfuga" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Londra su Italiansinfuga</p></div>
<p>Ho girato <strong>Londra</strong> in tutti i suoi angoli e mi ricordo di essermene follemente innamorata.</p>
<p>Per quanto riguarda il mio percorso accademico, dopo il liceo classico mi sono iscritta alla facoltà di Lingue presso l&#8217;università di Verona, studiando <strong>Inglese</strong> e Spagnolo.</p>
<p>Il mio indirizzo era Lingue e letterature straniere, quello più umanistico e letterario. Ho fatto poi la Specialistica presso l&#8217;Università di Siena, che ho scelto in quanto vi era la possibilità di studiare letteratura americana e di fare la tesi proprio in quell&#8217;argomento.</p>
<p>Una delle mie professoresse mi convinse ad andare in <strong>Erasmus</strong> l&#8217;ultimo anno, visto che lo riteneva un&#8217;esperienza unica e indispensabile, in particolar modo per uno studente di lingue.</p>
<p>Dovevo rimanere qualche mese ed invece ho passato un intero anno accademico presso la University of Leeds, Yorkshire, dove mi sono confrontata con studenti di tutto il mondo, mi sono approcciata a un metodo di insegnamento e studio diverso e ho vissuto la vera cultura inglese del nord.</p>
<p>Credo sia stata una delle esperienze più belle che abbia mai vissuto!</p>
<p>Sono tornata in Italia un anno per terminare la tesi, ma dentro di me cresceva l&#8217;idea di ripartire al più presto e &#8220;spingevo&#8221; la mia relatrice affinché mi lasciasse laureare al più presto. Ho avuto un &#8220;cultural shock &#8221; al contrario e l&#8217;Italia mi stava stretta e in particolar modo non poter parlare inglese tutti i giorni. Ricordo di essere andata a ricevimento in primavera del 2008 dicendo che dovevo partire per <strong>Londra</strong> a Giugno e mostrando il biglietto aereo!</p>
<p>Credo la mia professoressa mi abbia lasciato laureare presa della disperazione!</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://uk.linkedin.com/in/nazarepasotti" data-format="inline"></script></p>
<p>Sono partita per <strong>Londra</strong> dieci giorni dopo la mia laurea, senza agganci lavorativi, ma con la fortuna di aver un posto dove stare. Sono ritornata a stare nella famiglia dove avevo soggiornato sette anni prima. Ovviamente le condizioni erano cambiate. Non c&#8217;era internet, i signori erano ovviamente invecchiati e non potevo nemmeno cucinare da sola. L&#8217;abitazione era poi in zona 5, ma almeno avevo una casa pulita e una stanza per me al ritorno dalle giornate spese in centro a <strong>Londra</strong> a consegnare CV e a cercare vacancies online all&#8217;Internet cafe.</p>
<p>Sono riuscita a trovare un lavoro per caso in un fast food. Il mio livello di inglese era abbastanza alto, nonostante questo non riuscivo a trovare un lavoro per cominciare, nemmeno per sales assistant, visto che non avevo esperienza lavorativa ed ho accettato la prima cosa che mi permetteva di guadagnare qualche soldino. I primi tempi sono stati non facili e con momenti di sconforto, visto che dovevo pulire bagni, fare turni di dodici ore, scaricare sacchi di spazzatura alla fine della giornata e friggere patatine, ma dopo qualche settimana sono riuscita a diventare cassiera e la situazione è un pochino migliorata.</p>
<p>Ho continuato a mandare curriculum ma purtroppo sono &#8220;incappata&#8221; nella crisi del 2008 e pareva che non ci fossero possibilità di poter cambiare lavoro. Non ho mollato perché credevo fortemente di voler restare. A settembre tramite un sito di ritrovo per italiani sono riuscita a trovare casa ed ho traslocato in zona 2, più vicino al centro.</p>
<p>Dopo tre mesi, grazie a un passaparola e al networking ho saputo che assumevano commesse per un nuovo centro commerciale e dopo vari colloqui sono stata assunta.</p>
<p>Ho lavorato in negozio per quasi un anno, fino a giugno 2008, quando mi sono licenziata. Lavoravo solo 30 ore a settimana e non avevo possibilità di cercare altro lavoro o di presentarmi a colloqui perché lavoravo fino alla sera tardi o iniziavo molto presto per ricevere e smistare gli ordini e poiché vivevo a un&#8217;ora di metropolitana.</p>
<p>E&#8217; stata un&#8217;esperienza molto interessante perché ho avuto la possibilità di imparare cose nuove, di mettermi in gioco e di parlare spagnolo visto che molti miei colleghi venivano dalla Spagna.</p>
<div id="attachment_8326" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/inghilterra/"><img class="size-medium wp-image-8326" title="Inghilterra su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/02/london-eye-300x200.jpg" alt="Inghilterra su Italiansinfuga" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Inghilterra su Italiansinfuga</p></div>
<p>A luglio 2009 ho trovato lavoro come Receptionist in un lussuoso apart-hotel in Kensington. E&#8217; stato utile conoscere Italiano e Spagnolo, visti i molti ospiti e turisti stranieri. Vi ho lavorato due anni ed ho lasciato nell&#8217;agosto 2011 a causa di problemi fisici e familiari. Ho provato a cercare un lavoro ad orari &#8220;normali&#8221; ma non vi sono riuscita.</p>
<p>Sono tornata in Italia a fine del 2011 perché dovevo sistemare alcune faccende personali e perché non riuscivo a conciliare questi miei problemi con il lavorare a turni. Ho sempre lavorato il sabato e la domenica e a turni, finendo alle 11 e/o iniziando alle 7 di mattina e ho tentato di trovare un lavoro anche come segretaria o receptionist dal lunedì al venerdì, senza risultati.</p>
<p>Negli ultimi anni con la crisi la concorrenza è aumentata e vi sono 40 50 cv per application, almeno. Le agenzie ti contattano e spesso spariscono. Dopo aver fatto il test iniziale e qualche telefonata non si fanno più vive. Spesso mi è capitato di chiamare o scrivere mail e di non aver risposta.</p>
<p>Non ho ancora provato a cercare un&#8217;occupazione in Italia perché sto pensando di tornare in Inghilterra, nonostante vi sia il rischio che parta e non trovi di nuovo qualcosa. Sto facendo fatica a riambientarmi in Italia, dopo aver vissuto quattro anni in un altro paese e in particolar modo avendo vissuto da sola per tanti anni.</p>
<p>Purtroppo io non avevo un&#8217;esperienza lavorativa pregressa o una laurea specifica/tecnica/scientifica, ma prettamente umanistica. E&#8217; per me abbastanza difficile riuscire ad ottenere un lavoro mandando e facendo applications dall&#8217;Italia.</p>
<p>A chi vuol partire per <strong>Londra</strong>, consiglio di avere un gruzzoletto da parte, visto che vi servirà per i primi mesi se non avete un contatto o un lavoro. Essere armati di pazienza e di tolleranza, oltre a tanta adattabilità. Dovrete dividere casa con persone diverse per mentalità e cultura molto spesso. Non arrendetevi ai primi no, cercate di essere positivi!</p>
<p>E siate convinti della scelta che state facendo, ci vuole tanta forza di volontà ( e un pizzico di fortuna!)</p>
<p><strong>Grazie Nazaré ed  in bocca al lupo per il futuro!</strong></p>
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		<title>La crisi in Spagna, vista dal di dentro</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/06/la-crisi-in-spagna-vista-dal-di-dentro/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 00:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pierluigi Casale risiede in Spagna da alcuni anni dove svolge l&#8217;attività di ricercatore. Attraverso questa intervista ci fornisce il suo punto di vista sulla crisi economica e lavorativa in Spagna. Dopo gli studi in Italia, perché altri studi a Barcellona? Dopo la laurea in Ingegneria Elettronica, rimasi con la curiositá di voler rispondere alla domanda se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Pierluigi Casale risiede in Spagna da alcuni anni dove svolge l&#8217;attività di ricercatore.</h1>
<p><strong>Attraverso questa intervista ci fornisce il suo punto di vista sulla crisi economica e lavorativa in Spagna. </strong></p>
<p><strong>Dopo gli studi in Italia, perché altri studi a Barcellona?</strong></p>
<p>Dopo la laurea in Ingegneria Elettronica, rimasi con la curiositá di voler rispondere alla domanda se effettivamente le macchine potessero riuscire a pensare come le persone umane.</p>
<p>Per questo motivo, cercai la possibilitá di iniziare un dottorato nel campo dell&#8217; intelligenza artificiale.</p>
<p>Feci la mia tesi di specializzazione in Erasmus a <strong>Barcellona</strong>. Rimasi affascinato dalla cittá e dalla efficienza catalana. Conobbi in quel periodo la che é la mia attuale ragazza e quindi, la decisione di venire a <strong>Barcellona</strong> fu per me quasi ovvia.</p>
<p><strong>Che esperienza lavorativa hai maturato in Spagna durante gli studi?</strong></p>
<p>Appena arrivato in <strong>Spagna</strong>, iniziai a cercare lavoro da ingegnere e/o programmatore. La ricerca fu breve e dopo solo un mese lavoravo come programmatore in una rinomata multinazionale di consulenza.</p>
<p>Peró, come detto, la passione per la ricerca mi ha portato a cercare una borsa di studio con la quale poter dedicarmi a tempo pieno alla ricerca.</p>
<p>Iniziai come research engineer e, successivamente, come ricercatore junior, potendo in questo modo, lavorare all&#8217; universitá. Le possibilitá di borse di studio per dottorandi, in <strong>Spagna</strong>, é tuttora molto piú ampia di quella che generalmente si puó trovare in Italia.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://es.linkedin.com/pub/pierluigi-casale-ph-d/30/714/412" data-format="inline"></script></p>
<p><strong>Che opportunità lavorative sono aperte in Spagna per chi ha multipli titoli di studi?</strong></p>
<p>Le opportunitá dipendono dal percorso di studi. Per un ingegnere le possibilitá sono ampie, anche se a volte i lavori non sono remunerati allo stesso livello che in altri paesi.</p>
<p>Per lavori non in ambito tecnico, la situazione é molto piú difficile. Conosco molte persone in possesso di laurea, master e specializzazione, attualmente disoccupati o con lavori saltuari.</p>
<p><strong>Cosa sta causando la crisi occupazionale anche in ambito accademico?</strong></p>
<p>Ovviamente, la crisi internazionale. I fondi statali destinati alla ricerca, generalmente e storicamente scarsi, stanno quasi scomparendo. Le universitá devono fare salti da giganti per attirare le aziende private a investire nella loro ricerca. I contratti per personale docente sono congelati al momento e molti dei contratti vigenti non saranno rinnovati.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_8300" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/spagna/"><img class="size-medium wp-image-8300" title="Spagna su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/02/barcelona-300x139.jpg" alt="Spagna su Italiansinfuga" width="300" height="139" /></a><p class="wp-caption-text">Spagna su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Ci descrivi più in generale la crisi occupazionale che sta affliggendo soprattutto i giovani in Spagna?</strong></p>
<p>La <strong>crisi in Spagna</strong> é, dal mio punto di vista, di natura strutturale. Il boom economico che si ha avuto in<strong> Spagna</strong> é stato creato principalmente dal mercato edilizio, aggiunto alla facilitá di ricevere crediti.</p>
<p>Nel momento in cui il sistema economico internazionale é crollato, la bolla di sapone creatasi é scoppiata e, aggiungendo i licenziamenti in massa, le persone si sono ritrovate a dover pagare mutui senza piú avere il posto di lavoro.</p>
<p>Questa situazione ha portato le parole &#8220;temporale&#8221; e &#8220;precario&#8221; a comun denominatore nel mondo del lavoro, soprattutto per collettivi come quello dei giovani laureati, delle donne ed degli immigranti.</p>
<p><strong>Sei in grado di descrivere alcuni esempi di &#8216;Spagnoli In Fuga&#8217;? Dove sono andati, cosa fanno?<br />
</strong></p>
<p>Qualche mese fa, nei giornali apparve la notizia che gli ingegneri spagnoli erano molto richiesti in Germania. Conosco persone che iniziano ad andare via. Conosco moltissime altre che iniziano a prendere in seria considerazione la possibilitá di andare via.</p>
<p>Generalmente le mete sono Germania, Inghilterra, Sud America ( ovviamente per questioni di lingua ) ed, ultimamente, Brasile, grazie al boom economico che si sta avendo. Nell&#8217;ambito della ricerca, le mete preferite sembrano essere Olanda, Inghilterra ed, ovviamente, USA.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi sta comunque pensando di andare in Spagna?</strong></p>
<p>La situazione lavorativa ed economica in <strong>Spagna</strong> non é delle migliori in questo momento. Si parla di disoccupazione giovanile al 48% (piú del doppio della media europea) e il trend tende a peggiorare per il prossimo anno.</p>
<p>In ogni caso, in questi ultimi anni, molti italiani vengono in <strong>Spagna</strong>, e soprattutto a <strong>Barcellona</strong>, per intraprendere la loro attivitá autonomamente (bar, ristoranti, locali, etc). La Spagna riceve molto dal turismo. Se l&#8217; idea é intraprendere una avventura di questo tipo in un paese che, a parte lavoro, offre tantissime cose, bienvenidos!</p>
<p><strong>Grazie Pierluigi e buon proseguimento!</strong></p>
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		<title>La laurea non mi aiuta in Italia? Vado in Irlanda e studio qualcos&#8217;altro</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Brenda Borsari si è accorta presto che la sua laurea non offriva grossi sbocchi lavorativi. Oggi si trova in Irlanda dove lavora e sta studiando qualcosa di diverso. Cosa hai studiato in Italia? In Italia ho studiato una laurea breve in &#8220;Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica&#8221; presso la facoltà di medicina a Ferrara. Diciamo che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Brenda Borsari si è accorta presto che la sua laurea non offriva grossi sbocchi lavorativi. Oggi si trova in Irlanda dove lavora e sta studiando qualcosa di diverso.</h1>
<p><strong>Cosa hai studiato in Italia?</strong></p>
<p>In Italia ho studiato una laurea breve in &#8220;Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica&#8221; presso la facoltà di medicina a Ferrara. Diciamo che la figura che ne esce è simile a un infermiere psichiatrico, con la differenza che invece di somministrare medicinali, la formazione era focalizata sulla pianificazione di programmi riabilitativi per l&#8217;inserimento sociale di gravi pazienti psichiatrici.</p>
<p><strong>Che opportunità lavorative ti si sono aperte? </strong></p>
<p>Le opportunità lavorative con questa laurea non erano ampie. La figura professionale di riabilitatore psichiatrico non è ancora una figura ben identificata e riconosciuta. Putroppo è un misto di altre lauree, privo di un ruolo specifico, creato a mio parere tanto per creare altre lauree. Anche se si poteva trovare qualche lavoro in qualche residenza psichiatrica non era esattamente quello che si associa al riabilitatore e sopratutto, cosa per me frustante, non c&#8217;erano grandi possibilità di avanzamenti di carriera.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_8281" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/irlanda/"><img class="size-medium wp-image-8281" title="Irlanda su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/02/ireland-300x194.jpg" alt="Irlanda su Italiansinfuga" width="300" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Irlanda su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Perché hai poi deciso di iniziare un altro corso di studi in Irlanda? </strong></p>
<p>Finiti gli studi ho lavorato per un anno in un&#8217;agenzia assicurativa per guadagnare qualche soldo e da li appena ho potuto sono scappata.</p>
<p>Realtà lavorativa pessima, stipendio non ne parliamo, 800 euro al mese full time. Appena ho potuto me ne sono andata.</p>
<p>Prima di venire in <strong>Irlanda</strong> sono stata in Grecia 3 mesi attraverso il progetto <strong>Leonardo</strong> e ho lavorato in un&#8217;agenzia per turismo lavorativo e li ho capito quanto il mio inglese fosse pessimo e di quanto necessitassi un miglioramento.</p>
<p>Da li ho deciso di partire per l&#8217;<strong>Irlanda </strong>per un corso di inglese e da li sono rimasta più di due anni. Ho lavorato prima come cameriera e poi iniziato a lavorare presso <strong><a title="Carriera presso SAP" href="http://www.careersatsap.com/" target="_blank">SAP</a></strong>.</p>
<p>Quando ho iniziato a lavorare l&#8217;anno scorso per la <strong>SAP </strong>ho capito che avevo delle lacune per quanto riguarda business, economia, marketing ecc.</p>
<p>Per questo ho deciso di studiare &#8220;International Business and Management&#8221; in <strong>Irlanda</strong>, perchè sentivo che mi mancavano alcune conoscenze teoriche in ques&#8217;ambito. Credo mi si possano aprire più strade con questo corso e ora sono diversa da quando avevo 18 anni, credo di sapere un po&#8217; di più quello che vorrei essere e come spero di essere magari in 5 anni.</p>
<p>Un altro motivo, non meno importante, è che attraverso a questo corso posso perfezionare l&#8217;<strong><a href="http://it.babbel.com/go/italiansinfuga-corsi-di-inglese" target="_blank">inglese</a></strong> dal punto di vista del business, utile per futuri colloqui.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://ie.linkedin.com/pub/brenda-borsari/3a/326/25b" data-format="inline"></script></p>
<p><strong>Ci descrivi il tuo lavoro?</strong></p>
<p>Come sopra menzionato lavoro presso <strong>SAP</strong> come license auditor.</p>
<p>Il mio lavoro, descritto a grandi linee, consiste nel richiedere ai clienti (solitmante grandi aziende) che utilizzano <strong>SAP</strong> (software utilizzato per la gestione del personale, pay slip ecc) di eseguire il monitoraggio dei loro sistemi <strong>SAP</strong>.</p>
<p>Attraverso questo monitoraggio, noi possiamo valutare come i nostri clienti utilizzano i sistemi, se quindi stanno utilizzando in maniera adeguata le licenze che hanno comprato. In maniera adeguata intendo che non utilizzino più licenze di quelle che hanno comprato. Nel caso questo avvenga iniziamo un follow up del caso in collaborazione con il commerciale responsabile.</p>
<p>Io mi occupo insieme ad altre due ragazze dei clienti italiani, poi essendo un dipartimento di 40 persone da tutte le parti del mondo, utilizziamo l&#8217;inglese per le comunicazioni interne.</p>
<p>Sono molto felice, ho iniziato con un contratto di sei mesi e poi mi hanno passata a tempo indeterminato, nonostante mi avessero detto al colloquio che le possibilità di estendere il contratto erano poche.</p>
<p>E&#8217; un ambiente che da numerose possibiità di crescita per il futuro professionale, è un&#8217;ambiente lavorativo basato sulla fiducia nel dipendente e che quindi ti dà la possibilità di essere in un certo senso indipendente nel tuo lavoro.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme? </strong></p>
<p>Quello che vorrei dire a tutti i ragazzi in Italia che non trovano lavoro o che non sono soddisfatti della loro attuale situazione è di lottare e di non smettere mai di imparare e di fare.</p>
<p>Di studiare le lingue e specialmente l<strong>&#8216;inglese</strong> perché fa la differenza.</p>
<p>Io ho avuto la fortuna di avere un piccolo aiuto da mio padre nei miei primi due mesi qui, non tutti hanno questa possibilità allora consiglio di utilizzare borse di studio come il <strong>progetto Leonardo</strong>, potrebbe essere una buona partenza, anche per aprire gli orizzonti.</p>
<p>Per chi vuole venire in <strong>Irlanda</strong> sono disponibile a dare informazioni che possono aiutare. Quello che ci tengo a dire è che ora anche qui la situazione non è facile ma che c&#8217;è sicuramente un sistema di meritocrazia che lavora molto di più che in Italia.</p>
<p>Io il mio lavoro l&#8217;ho ottenuto con le mie risorse, non attraverso conoscenze. Ci sono molti siti con offerte lavorative in <strong>Irlanda </strong>e si può sempre iniziare a guardare e a fare domanda dall&#8217;Italia.</p>
<p>Molti ragazzi che lavorano con me l&#8217;hanno trovato dal loro paese, l&#8217;importante è tenersi aggiornati qui ci sono molte multinazionali che cercano persone che sanno parlare diverse lingue, l&#8217;Italiano non è la più richiesta, ma non si può mai sapere.</p>
<p><strong>Grazie Brenda e buon proseguimento!</strong></p>
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<p><a href="http://www.careerjet.ie/italian-jobs.html">Lavori per italiani in Irlanda</a></p>
</div>
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</script></p>
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<a target="_blank" href="http://www.careerjet.com.au/">Careerjet, the search engine for jobs</a>
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</div>
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		<title>Non torneremo indietro per nulla al mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 22:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[operatore socio sanitario]]></category>

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		<description><![CDATA[Valentina Carretta Monaco ed il marito Enrico vivono in Canada dove è nata di recente la loro figlia. La questione legata al visto e alla residenza si è protratta a lungo ma non si sono demoralizzati ed oggi sostengono di non voler tornare indietro perché le opportunità in Canada per la figlia sono troppo allettanti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Valentina Carretta Monaco ed il marito Enrico vivono in Canada dove è nata di recente la loro figlia.</strong></p>
<p><strong>La questione legata al visto e alla residenza si è protratta a lungo ma non si sono demoralizzati ed oggi sostengono di non voler tornare indietro perché le opportunità in Canada per la figlia sono troppo allettanti.</strong></p>
<p><strong>Cosa facevate in Italia?</strong></p>
<p>In Italia Enrico lavorava per una azienda metallurgica e Valentina come operatore socio sanitario pagata co.co e senza prospettive migliori.</p>
<p><strong>Come si è presentata l&#8217;opportunità di andare in Canada?</strong></p>
<p>La nostra storia inizia nel 2003 quando Enrico lavorava in italia con un collega nato in <strong>Canada</strong> ma che aveva sempre vissuto in Italia.</p>
<p>Ci ha incuriosito e ci siamo documentati come cambiare la nostra vita. Nel 2006 ci siamo sposati e siamo venuti in viaggio di nozze e i dubbi sono svaniti.</p>
<p>Il posto meraviglioso, gente gentile, ospitale e possibilità di un futuro.</p>
<p>Certo la richiesta per l’immigrazione è stata lunga e faticosa. Una attesa di 36 mesi per la residenza ma non ci siamo scoraggiati. Abbiamo ottenuto permessi di lavoro rinnovabili finché nel 2009 è arrivata la residenza.</p>
<div id="attachment_8257" class="wp-caption aligncenter" style="width: 605px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/canada/"><img class="size-full wp-image-8257" title="Canada su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/02/canada-flag-2.jpg" alt="Canada su Italiansinfuga" width="595" height="397" /></a><p class="wp-caption-text">Canada su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Cosa fate adesso?</strong></p>
<p>Ora Enrico lavora in una azienda metallurgica e io lavoro per una struttura per anziani autosufficienti a 5 stelle con tutti i contratti in regola.</p>
<p>Io ora sono in maternità per 1 anno, pagata dal governo.</p>
<p>La nostra vita non è cambiata molto ma ci siamo potuti comprare una casa senza problemi.</p>
<p>Abbiamo avuto una bellissima bambina che è ufficialmente cittadina canadese.</p>
<p><strong>Aspetti negativi del Canada?</strong></p>
<p>Aspetti negativi non ne abbiamo trovati molti. Forse il fatto che essendoci tante nazionalità di immigrati ognuno ha la propria comunità relativamente separata.</p>
<p>Non passeggerai mai stile mercatino e incontrerai la vicina di casa, fai la spesa piuttosto in grandi centri commerciali un po&#8217; dispersivi ma quando si sta bene non ci fai caso!!!</p>
<p><strong>Pensate di rimanere in Canada?</strong></p>
<p>Non torneremo indietro per nulla al mondo. Per lei qui ci sarà un grande futuro.</p>
<p><strong>Grazie Valentina ed Enrico e buon proseguimento in Canada!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Professori che insegnano italiano nel Sahara</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/02/professori-che-insegnano-italiano-nel-sahara/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 22:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[insegnare]]></category>
		<category><![CDATA[italiano]]></category>
		<category><![CDATA[tunisia]]></category>

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		<description><![CDATA[Margherita Pallottino condivide l&#8217;esperienza dei professori che stanno insegnando italiano a Tozeur in Tunisia. Potete seguire Margherita su naturaltina.blogspot.com. Cari Italiansinfuga, come rappresentante autodeterminata degli Italian di Tozeur vorrei raccontare brevemente la nostra esperienza di fuga. Siamo un gruppo di professori universitari, tra i 30 e i 70 anni (più sui 30&#8230; Ma Attilio è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Margherita Pallottino condivide l&#8217;esperienza dei professori che stanno insegnando italiano a <a title="Tozeur" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tozeur" target="_blank">Tozeur</a> in Tunisia.</h1>
<p><strong>Potete seguire Margherita su <a href="http://naturaltina.blogspot.com.au/" target="_blank">naturaltina.blogspot.com</a>.</strong></p>
<p>Cari Italiansinfuga,</p>
<p>come rappresentante autodeterminata degli Italian di Tozeur vorrei raccontare brevemente la nostra esperienza di fuga.</p>
<p>Siamo un gruppo di professori universitari, tra i 30 e i 70  anni (più sui 30&#8230; Ma Attilio è il nostro mentore!) uomini e donne, emigrati nel cuore del deserto del Sahara con la missione di <a title="Insegnare su Italiansinfuga" href="http://www.italiansinfuga.com/category/insegnare/" target="_blank"><strong>insegnare Italiano</strong></a> a nuove generazioni di Tunisini, liberi, informatizzati e cosmopoliti come dovrebbe essere in ogni angolo della nostra società globalizzata.</p>
<div id="attachment_8232" class="wp-caption aligncenter" style="width: 572px"><img class="size-full wp-image-8232" title="Studenti a Tozeur" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/02/studenti-a-tozeur.jpg" alt="Studenti a Tozeur" width="562" height="422" /><p class="wp-caption-text">Studenti a Tozeur</p></div>
<p>Siamo tutti stati degli studenti brillanti ma nessuno di noi ha avuto il coraggio o la costanza per perseguire una carriera universitaria nella stantia e immobile accademia italiana.</p>
<p>L&#8217;esperienza di <strong>Tozeur</strong> sta ormai diventando una catena migratoria: hanno inziato in due nell&#8217;anno accademico 2009-2010, siamo diventati 5 l&#8217;anno scorso e adesso, con la nosta ultimissima leva appena sbarcata da Melbourne, siamo diventati 8.</p>
<p>Filosofi, filologi, linguisti, traduttori, geografi, arabisti: siamo tutti di provenienza dalle scienze umanistiche e siamo accomunati dalla passione per i viaggi esotici e dall&#8217;impegno educativo.</p>
<p>Le condizioni di lavoro sono buone, il contratto di partenza è biennale e rinnovabile, il pagamento è ovviamente in moneta locale, in quanto dipendiamo dal ministero della ricerca Tunisino, che ad ogni modo, fatte le dovute equivalenze, è ben più generoso di quello italiano.</p>
<p>Per arrivare qui abbiamo seguito strade diverse. Annunci nei dipartimenti di mezza europa cercavano personale per <strong>Tozeur</strong>, ma solo in pochi rispondevano. Alcuni dopo aver affrontato le selezioni iniziali si sono ritirati date le lungaggini della burocrazia Tunisina, che fa concorrenza a quella Italiana per farraginosità.</p>
<p>Anche il passa-parola ha funzionato per alcuni: raccomandazioni di amici in gamba, da parte di amici in gamba hanno portato qualcuno quaggiù.</p>
<p>Un consiglio che darei alla luce della mia esperienza è essere fiduciosi e mantenere una linea costante. Rispondere agli annunci poi, non costa nulla: due righe di email possono aprire grandi opportunità.</p>
<div id="attachment_8229" class="wp-caption aligncenter" style="width: 602px"><img class="size-full wp-image-8229" title="Margherita Pallottino" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/02/Margherita-Pallottino.jpg" alt="Margherita Pallottino" width="592" height="444" /><p class="wp-caption-text">Margherita Pallottino</p></div>
<p>Chiaro che insegnare in un piccolo dipartimento della <strong>Tunisia</strong> non è il massimo della carriera accademica ma è meglio che stare in italia a fare fotocopie gratuitamente.</p>
<p>L&#8217;ambiente di lavoro è stimolante, lascia grande spazio all&#8217;iniziativa personale e talvolta dà grandi soddisfazioni.</p>
<p>Inoltre New York e Londra saranno città splendide, ma vivere nelle periferie del mondo dà la possibilità di conoscere ambienti naturali senza paragoni, stili di vita diversi, culture ricche e antiche e anche persone eccezionali. Aggiungerei infatti che qui ho conosciuto mio marito.</p>
<p>E chi l&#8217;ha detto poi che Tozeur non è il centro? Qui nel sud è iniziata la rivoluzione del gennaio scorso che ha portato, con una reazione a catena, allo stravolgimento di tante dittature, aprendo ad una nuova fase politica del mondo arabo, e -perchè no?- a nuovi equilibri nel mondo.</p>
<p>In fondo nel centro ci si può sempre tornare: quindi cercate lavoro con tanta fantasia, non fossilizzatevi su idee stereotipate. Non temete inoltre chi appartiente a culture, religioni o abitudini culinarie diverse dalle vostre: a conoscerle fanno meno paura di quello che dicono in TV.</p>
<p>Detto questo vi mando un link al mio blog, con il permesso di Aldo. <a href="http://naturaltina.blogspot.com.au/" target="_blank">NATURALTINA.BLOGSPOT.COM</a> è la raccolta delle mie esperienze in <strong>Tunisia</strong>. Buona lettura e buona fortuna!</p>
<p>Margherita Pallottino</p>
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		<title>Continuare gli studi in Danimarca</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 22:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[copenhagen]]></category>
		<category><![CDATA[gianluca bellan]]></category>
		<category><![CDATA[master]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianluca Bellan è uno studente di 22 anni &#8220;fuggito&#8221; in Danimarca per proseguire gli studi facendo un Master in Management. Potete seguire Gianluca sul suo blog &#8216;Living Abroad: cronache da un altro mondo&#8216;. Mi trovavo in camera mia, a sorseggiare tè e twittare, mentre mi è passato un link sullo schermo. Era il monologo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Gianluca Bellan è uno studente di 22 anni &#8220;fuggito&#8221; in Danimarca per proseguire gli studi facendo un Master in Management.</h1>
<p><strong>Potete seguire Gianluca sul suo blog &#8216;<a title="Gianluca Bellan" href="http://gianbellan.blogspot.com/" target="_blank">Living Abroad: cronache da un altro mondo</a>&#8216;.</strong></p>
<p>Mi trovavo in camera mia, a sorseggiare tè e twittare, mentre mi è passato un link sullo schermo. Era il monologo che Giacomo Poretti ha tenuto ieri  al convegno della Fondazione Italcementi Carlo Pesenti. L&#8217;ho letto d&#8217;un fiato, e devo dire che il comico ha messo in risalto questo periodo di decadenza, sottolineando aspramente come, in mezzo secolo, siamo passati dall&#8217;essere il Paese dei Sogni, del Boom Economico, a far parte di un continente che sta morendo.</p>
<div id="attachment_8206" class="wp-caption alignleft" style="width: 315px"><a href="http://gianbellan.blogspot.com/"><img class="size-full wp-image-8206" title="Gianluca Bellan" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/Gianluca-Bellan.jpg" alt="Gianluca Bellan" width="305" height="642" /></a><p class="wp-caption-text">Gianluca Bellan</p></div>
<p>Perché stando all&#8217;estero il messaggio che ti arriva, parlando con la gente, confrontando culture diverse, è che l&#8217;Europa sta andando verso un declino irreversibile. Il Vecchio Continente sta diventando veramente troppo vecchio ed è sicuro di vedere la pensione (almeno lui).</p>
<p>Però comunque si riesce a trovare la motivazione giusta per decidere di partire e visitarlo, questo Continente, e molto spesso questa motivazione si accompagna alla meritocrazia. Una meritocrazia che non viene premiata in Italia dove, se all&#8217;Università viene riconosciuto il proprio lavoro, è solo in modo impersonale, visto che non ha nessun riscontro pratico e nessuna direzione sul campo professionale.</p>
<p>Per questo, dopo 6 mesi di Erasmus a Lisbona, ho deciso di venire a vivere e continuare i miei studi a Copenhagen.  Tanti miei amici mi avevano consigliato di iscrivermi alla Business School qui, dopo la triennale in Economia; amici danesi, amici che erano stati qui, amici che ci avevano azzeccato in pieno. In questa città non si respira l&#8217;aria della crisi, le offerte non mancano, e l&#8217;occhio è puntato sui giovani, il futuro di questo piccolo paese Scandinavo.</p>
<p>L&#8217;ambiente è tipico da Capitale Europea, industrializzata, dove l&#8217;architettura fa da padrona, ma la prima cosa che si nota sulle opportunità che ci sono è che qui tutti gli studenti hanno un lavoro. Non c&#8217;è nessun studente Danese che ne sia sprovvisto, e sottolinea come l&#8217;esperienza venga acquisita più in fretta, in questo paese. Invece di invecchiare durante la gavetta come succede in Italia, qui  si bruciano le tappe, e dopo il Master, a 25-26 anni, sei pronto per ricoprire posizioni importanti.</p>
<p>L&#8217;ostacolo principale è la lingua, differente da qualsiasi cosa ascoltata prima, ma con impegno, dedizione e tanta pratica si riesce a formulare qualche frase. Anche se qui l&#8217;Inglese è parlato bene da tutti, per lavorare a contatto del cliente, è necessario masticare un po&#8217; il Danese.</p>
<p>Diciamo poi che vivere qui ha un costo molto alto, specialmente per quanto riguarda gli affitti. Stringendo la cinghia comunque si arriva a fine mese con un budget inferiore ai 600 euro, affitto incluso. Certo è che se si vuole seguire il ritmo di questa frenetica città, sarebbe necessario avere uno stipendio proprio, visto che i valori di redditi si attestano tra i più alti d&#8217;Europa. Secondo gli Scandinavi, la Danimarca è il paese più economico, ecco perché maree di Norvegesi e Svedesi vengono qui a studiare e spendere i loro soldi, per via dei loro redditi ancora più alti, stimolando in questo modo l&#8217;economia.</p>
<p>La marcia in più arriva comunque dai servizi al cittadino, che vanno da corsi di lingua gratuiti, educazione gratuita a tutti i livelli, sussidi di disoccupazione e centri di collocamento più che efficienti. Questo e l&#8217;architettura unica in Europa rendono la &#8220;Città delle Bici&#8221; una meta unica per chi desidera dare una svolta alla propria carriera, specialmente scolastica, per mettere in curriculum una prestigiosa Business School, un Master di livello Internazionale e, chi lo sa, magari qualche buon soldino.</p>
<p>E se un giorno la prossima tappa dovrà essere Brasile, India, Australia o Canada, una sola certezza rimarrà. Quella di sedersi su uno scoglio, come la Sirenetta, guardare verso il mare infinito, e sapere, che li da qualche parte c&#8217;è ancora la nostra Patria, Italia, meta finale del nostro viaggio, luogo in cui il Sogno non può morire.</p>
<p><!-- Start of HootSuite Embed --><br />
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<!-- End of HootSuite Embed --></p>
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		<title>Due cuori e una pousada in Brasile</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 21:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[pousada]]></category>
		<category><![CDATA[sao miguel do gostoso]]></category>

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		<description><![CDATA[Umberto ed Ilaria ci descrivono il percorso che li ha portati ad aprire una pousada in Brasile. Intervista di Stefano Frigerio (@StefFrigerio) Le conversazioni con Umberto sono di quelle che funzionano meglio davanti ad una noce di cocco e con Jack Johnson allo stereo. Umberto è un vero esperto di spiagge bianche e paradisi tropicali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Umberto ed Ilaria ci descrivono il percorso che li ha portati ad aprire una pousada in Brasile.</h1>
<p>Intervista di Stefano Frigerio (<a title="Stefano Frigerio su Twitter" href="https://twitter.com/#!/StefFrigerio" target="_blank">@StefFrigerio</a>)</p>
<p>Le conversazioni con Umberto sono di quelle che funzionano meglio davanti ad una noce di cocco e con Jack Johnson allo stereo.</p>
<p>Umberto è un vero esperto di spiagge bianche e paradisi tropicali.</p>
<p>Ho avuto il piacere di conoscerlo in Australia, di incrociarlo a Milano ed ora la fortuna di rivederlo in <strong>Brasile</strong> nella regione del Rio Grande do Norte.</p>
<p>Umberto e la sua compagna di vita Ilaria hanno aperto da poco più di un anno la <a href="http://www.ilhadovento.com.br/pousada_it" target="_blank"><strong>Pousada Ihla do Vento</strong></a>, un albergo a conduzione familiare, a <a title="Sao Miguel do Gostoso" href="http://www.sao-miguel-do-gostoso.com/en/" target="_blank">Sao Miguel do Gostoso</a> nel nord-est brasiliano.</p>
<p><strong>Sao Miguel do Gostoso</strong>, o più semplicemente <strong>Gostoso</strong> è un villaggio di pescatori di 10.000 anime e nonostante sia uno dei migliori spot sudamericani per gli sport di vento, permane in una fase primitiva di sviluppo turistico.  A quattro ore da Fortaleza ed a un centinaio di chilometri da Natal, <strong>Gostoso</strong> passa quasi inosservato tra le tante destinazioni del nord del <strong>Brasile.</strong></p>
<p>Umberto non ci ha messo molto ad innamorarsene.</p>
<p>Nato 31 anni fa a Belo Horizonte, capitale dello stato di Minais Gerais, da padre italiano e madre brasiliana, Umberto possiede una abbronzatura invidiabile e la doppia nazionalità.</p>
<p>Per questo motivo non ha dovuto affrontare problemi burocratici e linguistici, da sempre i maggiori deterrenti per i connazionali desiderosi di investire in un’attività all’estero.</p>
<p>Per tutti coloro che non godano dei suoi stessi privilegi, non resta che sognare con la sua fuga, una storia particolarmente interessante e degna di essere raccontata.</p>
<p><strong>Caro Umberto, sei nato a Belo Horizonte ed ora ti ritrovi all’estremo opposto del Brasile dopo un viaggio intorno al mondo, come ci sei arrivato?<br />
</strong></p>
<p><em>La mia infanzia è divisa tra <strong>Brasile</strong>, Milano dove mi sono trasferito ai 3 anni ed Uruguay in cui ho vissuto 2 anni e mezzo. Le superiori le ho frequentate a Santiago, Cile e dopodiché mi sono iscritto ad ingegneria delle telecomunicazioni al Politecnico di Milano. </em></p>
<p><em>Quando i miei coetanei faticavano con l’inglese io parlavo fluentemente spagnolo, portoghese. Durante il secondo anno di università ho vinto una borsa di studio per studiare un anno alla Universidad Catolica di Santiago, sempre in Cile, e mi sono  finalmente laureato a Milano nel 2004. Dopodiché ho lavorato per una impresa di telecomunicazioni francese ed una canadese.</em></p>
<p><strong>Continuo ad essere sicuro di avervi conosciuto sulla spiaggia di Bondi Beach.<br />
</strong></p>
<p><em>Trasferirsi in Australia è sempre stato il sogno di Ilaria e dopo la sua laurea in biologia, ho mollato il mio lavoro e siamo partiti per Sydney. </em></p>
<p><em>Abbiamo trovato facilmente lavoro in un ristorante italiano a Bondi e nell’arco di 6 mesi siamo riusciti a mettere da parte un gruzzoletto che ci è servito per girare la east e la west coast australiana e la Tasmania.<br />
Scaduta la working holiday visa annuale abbiamo rifatto le valigie e siamo partiti per il sud est asiatico e lo abbiamo girato per tre mesi. Indonesia, Laos, Singapore, Vietnam e Thailandia.<br />
</em></p>
<p><em>Arrivati alla tappa finale, nella splendida Phi Phi Island (l’ isola del film di Leonardo Di Caprio ‘The Beach’, ndr) abbiamo trovato, grazie alla buona conoscenza dell’inglese e dell’italiano, un lavoro in un resort dell’isola. Mentre io mi occupavo di marketing ed aiutavo alla reception Ilaria lavorava come responsabile del ristorante.<br />
</em></p>
<p><em>Dopo quattro mesi stupendi siamo ritornati in Italia. </em></p>
<p><em>Il sogno di aprire un’attività in <strong>Brasile</strong> sfruttando il mio doppio passaporto era già vivo dentro di noi si è nutrito dell’esperienza maturata sul campo. La destinazione era l’unico punto interrogativo.</em></p>
<p><strong>Come si prende una decisione così importante?</strong></p>
<p><em>Una volta tornati in Italia abbiamo navigato il web per mesi cercando terreni, stabili in vendita, in una ricerca tanto frustrante quanto infruttuosa. </em></p>
<p><em>La scelta migliore è stata quella di partire per il <strong>Brasile</strong> e cercare in loco. Con Ilaria abbiamo viaggiato lungo la costa brasiliana fino a quando ci siamo imbattuti in <strong>Sao Miguel do Gostoso</strong>.<br />
</em></p>
<p><em>Riscontrata l’impossibilità economica di comprare uno stabile già edificato, ci siamo orientati sull’acquisto di un terreno ed abbiamo trovato il lotto perfetto, di proprietà di un pescatore locale. Con l’incasso è riuscito a comprare una barca nuova e costruire un ristorantino sulla spiaggia.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_8201" class="wp-caption aligncenter" style="width: 534px"><a href="http://www.ilhadovento.com.br/pousada_it"><img class="size-full wp-image-8201" title="Ihla do Vento Pousada" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/ihladovento.jpg" alt="Ihla do Vento Pousada" width="524" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">Ihla do Vento Pousada</p></div>
<p><strong>Hai appena riscritto la definizione eco-sostenibile di win-win situation.</strong></p>
<p><em>Senza dubbio. In tutto ciò Toinho è diventato un buon amico e <strong>Sao Miguel do Gostoso</strong> ci ha guadagnato tre cittadini felici. L’emozione di costruire mattone per mattone con Ilaria è qualcosa di difficile da descrivere. La <strong>Ihla do Vento</strong> ha aperto dopo tre mesi di lavori intensi in cui abbiamo costruito la cucina, i primi tre bungalow e la nostra casa; una volta inaugurata l’attività sono serviti altri tre mesi per terminare la seconda ala e la piscina.</em></p>
<p><strong>Chi è il vostro cliente tipo?<br />
</strong></p>
<p><em>La quasi totalità dei nostri clienti è fatta di sportivi. Durante l’alta stagione, da ottobre a marzo, la maggior parte sono tedeschi, seguiti da italiani ed olandesi. Nella bassa stagione la fanno da padrone i brasiliani degli stati del Sud.</em></p>
<p><strong>Non posso chiederti se ti manca casa, data la tua storia di globetrotter, ma senti la mancanza dell’Italia? Ed ogni quanto tornate a Milano?</strong></p>
<p><em>Gli amici più cari ed i familiari li sentiamo in Skype e con Facebook le distanze diminuiscono sensibilmente. A costo di essere banale, ammetto che ciò che mi manca di più è il cibo. </em></p>
<p><em>È difficile trovare prodotti importati ed ancor di più portarne dall’Italia. Attraversare la frontiera con un chilo di formaggio grana è una vera impresa, mentre abbiamo avuto più fortuna con le macine (i famosi biscotti alla panna, ndr), i doganieri brasiliani non li conoscono ancora. Torniamo in Italia una volta all’anno per un paio di mesi tra aprile e maggio durante la bassa stagione turistica,  ci diamo il cambio con i miei genitori e loro assicurano che l’isola del vento non chiuda mai.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_8202" class="wp-caption aligncenter" style="width: 584px"><img class="size-full wp-image-8202" title="Gostoso" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/Gostoso.jpg" alt="Gostoso" width="574" height="257" /><p class="wp-caption-text">Gostoso</p></div>
<p>Io (Stefano) ho passato quattro giorni nella <strong>Pousada</strong>, di passaggio tra la splendida Pipa e l’altrettanto celebre Jericocoara, ma avrei voluto starci più a lungo.</p>
<p>Il piatto forte della casa è il Kite-surf, il vento costante fra i quindici e venticinque nodi  e l’acqua piatta vicino alla riva esaltano le doti dei freestylers e facilitano i principianti. Le numerose scuole forniscono attrezzatura e lezioni per tutti i livelli, ed un gioioso punto di ritrovo.</p>
<p>Dopo una sessione di kite è d’obbligo un Açai, una bacca della Amazzonia, schiacciata e servita con miele di palma, muesli e banana, meglio ancora se sciacquato con una lattina di guaranà.</p>
<p>Una bomba energetica che vi terrà accesi per tutto il pomeriggio. Se è difficile giocare a frisbee a causa del vento, le racchettone ed il pallone sono distinte possibilità e per completare una squadra non mancano mai i ragazzini locali.</p>
<p>Proprio come nei film, sono velocissimi col pallone tra i piedi, antepongono il dribbling al passaggio ed il loro giocatore preferito è sempre, nostro malgrado, Roberto Baggio.</p>
<p>Sport a parte, è vivamente consigliato il noleggio di dune-buggy. In altre destinazioni è impossibile affittarle senza una guida locale mentre qui potrete mettervi al volante, con prudenza, e perdervi tra dune e spiagge a perdita d’occhio prima di incontrare un villaggio di pescatori.</p>
<p><strong>Gostoso</strong> rappresenta il <strong>Brasile</strong> di trenta anni fa: lontano dal boom economico e dal consumismo esasperato di Rio e Sao Paulo, baciato da perfette condizioni climatiche ed impreziosito da una popolazione estremamente socievole.</p>
<p>La crescita del movimento-kite e le aggressive campagne di marketing del governo brasiliano finiranno per trasformarlo in una destinazione mainstream molto presto.</p>
<p>Passate di qui prima che ci arrivino McDonald’s e Hertz.</p>
<p>Spegnete il cellulare e toglietevi l’orologio.</p>
<p>Lasciatevi cullare dal vento che qui non manca proprio mai.</p>
<p>Umberto ed Ilaria penseranno al resto.</p>
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		<title>Se vali, lavori come musicista a Londra</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 02:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[emilio merone]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[musicista]]></category>
		<category><![CDATA[pianista]]></category>

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		<description><![CDATA[Emilio Merone è un musicista che si è trasferito a Londra dopo aver cercato per 15 anni di crearsi una carriera ed un futuro in Italia. Ci descrivi il tuo passato lavorativo in Italia? Sono diplomato al conservatorio in pianoforte classico, ma contemporaneamente ho approfondito anche piano jazz seguendo diversi seminari con i più grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Emilio Merone è un musicista che si è trasferito a Londra dopo aver cercato per 15 anni di crearsi una carriera ed un futuro in Italia.</h1>
<p><strong>Ci descrivi il tuo passato lavorativo in Italia?</strong></p>
<p>Sono diplomato al conservatorio in pianoforte classico, ma contemporaneamente ho approfondito anche piano jazz seguendo diversi seminari con i più grandi pianisti italiani.</p>
<p>Subito dopo aver conseguito il diploma mi sono trasferito a Roma, dove è cominciata attivamente la mia carriera.</p>
<p>Ho insegnato nelle più prestigiose scuole della capitale, ho scritto libri, ho inciso CD in Italia e all&#8217;estero, ho fatto tournée, musicals, festivals, televisione, cover bands e progetti miei di musica originale.</p>
<p>Ho collaborato con tanti grandi musicisti tra cui Antonio Sanchez, Scott Colley, Jaques Morelenbaum, Marcelo Costa, Gigi Proietti, Bruno Tommaso, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Aida Cooper, Kate Robbins, Ezra Williams, Neri per Caso, Fabrizio Cardosa, Fabio Tullio, Eddy Palermo, Claudio Corvini, Lillo e Greg, Sandy Muller&#8230;</p>
<p>Ho anche fondato un&#8217;etichetta! Ma sto per chiuderla per le insopportabili e ingiustificate tasse che ci impone il nostro amato paese.</p>
<p><strong>Quali sono le attuali opportunità di lavoro per un musicista in Italia?</strong></p>
<p>Oramai nessuna, se non l&#8217;insegnamento.</p>
<p>L&#8217;arte e la cultura in generale nel nostro paese sono considerate le prime discipline di cui si può fare a meno, assieme alle istituzioni che le rappresentano. A mio avviso i fattori che hanno determinato questo decadimento verticale sono due.</p>
<p>Il primo è la normale curva che seguono le più grandi civiltà: ad un passato estremamente brillante segue inevitabilmente un futuro buio. E gli esempi sono tanti: i Maya, gli egiziani, i greci (!)&#8230;.e noi!</p>
<p>Al contrario popoli ritenuti arretrati, e con un passato non paragonabile alle civiltà sopracitate, tendono sempre ad un naturale miglioramento evolutivo: India, Polonia, Brasile, Cecoslovacchia, Russia, ecc.</p>
<p>Il secondo fattore è il programmato abbrutimento che il nostro governo, da una ventina d&#8217;anni a questa parte, ha attuato in modo certosino con tutti i mezzi a sua disposizione: televisione, radio, pubblicità, tagli a tutto ciò che è cultura, programmi scolastici ridotti all&#8217;osso (con nozioni pilotate a dovere).</p>
<p>Perché tutto questo? E&#8217; semplice, più si è ignoranti e più è facile essere pilotati. L&#8217;ignoranza porta all&#8217;isolamento (divide et impera), all&#8217;insicurezza, alla impossibilità di formulare un pensiero proprio scevro da ogni influenza esterna.</p>
<p>Tutto ciò ha portato negli anni ad una totale mancanza di richiesta culturale o artistica. Oramai i più grandi musicisti del nostro paese sono costretti a percepire paghe a dir poco ridicole (e sto parlando delle grandi produzioni) con cui a stento riescono a provvedere alle più elementari e vitali necessità.</p>
<p>I pochi che lavorano sistematicamente si tengono stretti i loro amici e i loro “giri” in perfetto stile italiano, occupando i cartelloni dei festivals con le solite minestre riscaldate e determinando una sempre minore affluenza ai concerti.</p>
<p>Per fortuna ci sono le scuole che, paradossalmente, prolificano: da esse escono musicisti anche pregevoli ma dal futuro assolutamente incerto. In realtà la cosa si può spiegare in parte anche grazie al fatto che trasmissioni-spazzatura infondono nei ragazzi più giovani il mito del facile raggiungimento della notorietà senza dover per forza studiare (basta essere bello o tatuato o gay o non vedente o matto o appariscente), per cui molti si iscrivono a queste scuole ma dopo un anno, dopo aver capito che studiare musica è una cosa seria, che richiede impegno, abbandonano. Il ricambio è però continuo.</p>
<p>Per non parlare delle produzioni televisive. Le orchestre sono una rarità e quando ci sono fanno capo al “mafiosetto” di turno, musicista anche lui, che “appalta” i posti da orchestrale imponendo una vera e propria tangente! Chiaramente parliamo di una paga già ridicola (50-80 euro a puntata) che viene in tal modo ulteriormente decurtata. Potrei andare avanti per intere pagine a parlare del “sistema” italiano, in ogni suo settore. Se volete facciamo un&#8217;intervista a parte!!!</p>
<p>Queste sono le opportunità di un musicista in Italia.</p>
<p>Ho mai parlato di ricerca spirituale dell&#8217;artista in queste righe?</p>
<p><strong>Perché il salto verso Londra?</strong></p>
<p>Ho cominciato a collaborare un paio d&#8217;anni fa con una cantante di <strong>Londra</strong>, Kate Robbins, con cui ho registrato un CD agli Abbey Road Studios e in seguito vari concerti di presentazione del disco.</p>
<p>Avevo già in animo da qualche anno ad andar via dall&#8217;Italia (dopo 15 anni di inutili lotte) ed ero indeciso tra Berlino, New York, <strong>Londra</strong>, Amsterdam e Los Angeles, poi ho pensato al mio pessimo inglese e la scelta è stata naturale. <strong>Londra</strong> rimane comunque un punto di partenza, non so cosa deciderò di fare in futuro. Anche questo mi tiene vivo.</p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_8182" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/londra/"><img class="size-medium wp-image-8182" title="Londra su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/tower-bridge2-300x225.jpg" alt="Londra su Italiansinfuga" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Londra su Italiansinfuga</p></div>
<p>Come si trova lavoro come musicista a Londra?</strong></p>
<p>Credo che il modo migliore sia quello di farsi vedere il più possibile nei posti giusti, poi dipende anche dal tipo di musica che si suona: ad esempio se si aspira ad essere tournista conviene fare tante jam-sessions, e qui tutti i giorni se ne fanno in vari locali, spesso frequentati da grandi artisti o produttori.</p>
<p>Se si aspira a scrivere musiche per film o sonorizzazioni in genere, conviene fare audizioni o tempestare di mail le case di produzione&#8230;e qui rispondono tutte!!! Se si ama il musical, questa è la patria. Se si vuole insegnare, basta fare le application forms che ogni scuola ha nella sezione “vacancies”. Ma in primis&#8230; avere una conoscenza dell&#8217;inglese più che accettabile, l&#8217;ho imparato a mie spese purtroppo!</p>
<p>Poi ci sono tanti siti di offerte di lavoro prettamente artistiche, io sono iscritto a <strong><a href="http://uk.music-jobs.com/" target="_blank">uk.music-jobs.com</a></strong> che funziona bene ed è serio, costa 60 sterline all&#8217;anno oppure 15 al mese, ti arrivano le offerte di lavoro via mail.</p>
<p><strong>Riesci a fare un confronto tra la realtà lavorativa italiana e quella britannica?</strong></p>
<p>Già è possibile dedurne la risposta avendo letto quanto scritto sopra, aggiungo solo che qui se vali lavori, senza dover conoscere lo zio del fratello del cugino del tuo datore di lavoro! Ad ogni colloquio o audizione che ho fatto, ho trovato sempre persone che sapevano tutto su di me: curriculum, registrazioni, didattica, pubblicazioni ecc. Qui ancora pensano che se sai fare bene il tuo lavoro si arricchisce in tutti i sensi la loro struttura o gruppo in cui sei inserito&#8230; pensa che matti!</p>
<p>La musica è considerata una cosa seria e degna di enorme rispetto, come l&#8217;arte in genere. In Italia negli ormai rarissimi locali dove si fa musica, il concerto è quasi un fastidio per chi vuole mangiare o bere in santa pace, a meno che non si parli di teatri o di auditorium (sempre più vuoti). Qui invece in qualsiasi location si faccia musica, la gente non perde una sola nota, perché è lì apposta! Nel bilancio settimanale londinese delle persone comuni (di qualsiasi età e classe economica) il teatro o il concerto occupa lo stesso spazio del cibo. Nessuno ne fa a meno.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?</strong></p>
<p>Di farlo subito! Studiare bene la lingua del posto, mettere da parte qualche soldino per l&#8217;inizio, e non rimanere chiusi nel proprio modo di vedere le cose. Bisogna adattare il proprio punto di vista alla mentalità del luogo che ti ospita, altrimenti è inutile muoversi da casa.</p>
<p><strong>Hai siti web da consigliare a chi sta cercando contatti dall&#8217;Italia?</strong></p>
<p>Come dicevo prima, anche in questo caso dipende dal tipo di musicista che sei, comunque posso consigliare in generale siti come <a href="http://uk.music-jobs.com/" target="_blank">uk.music-jobs.com</a> o anche <a href="http://www.starnow.co.uk/" target="_blank">www.starnow.co.uk</a>, oppure siti-vetrine (tipo myspace per intenderci) come <strong><a href="http://soundcloud.com/emiliomerone" target="_blank">soundcloud.com</a></strong> o <a href="http://wrongplanet.co.uk/" target="_blank">wrongplanet.co.uk</a> e naturalmente il <strong><a href="http://www.youtube.com/user/emiliomerone" target="_blank">proprio canale youtube</a></strong>. Il concetto è quello di essere sempre rintracciabile nel modo più veloce ed essere visibile il più possibile, poiché nel posto in cui vai nessuno sa ancora che ci sei!</p>
<p><strong>Grazie Emilio ed in bocca al lupo!</strong></p>
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		<title>Il Lussemburgo? E’ molto più interessante di quanto si possa pensare…</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 23:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Lussemburgo]]></category>
		<category><![CDATA[istituto italiano di cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Originario di Bologna, Francesco Neri (34 anni) ha lavorato per qualche anno a Roma alle dipendenze del Ministero degli Esteri. Dallo scorso settembre si è trasferito in Lussemburgo con la famiglia per dirigere l’Istituto Italiano di Cultura. Francesco sfata il luogo comune di un paese fatto solo di banche e uffici. E sottolinea che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Originario di Bologna, Francesco Neri (34 anni) ha lavorato per qualche anno a Roma alle dipendenze del Ministero degli Esteri. Dallo scorso settembre si è trasferito in Lussemburgo con la famiglia per dirigere l’Istituto Italiano di Cultura. </strong></p>
<p><strong>Francesco sfata il luogo comune di un paese fatto solo di banche e uffici. E sottolinea che il Lussemburgo – meno colpito dalla crisi rispetto al resto d’Europa – può ancora offrire agli italiani interessanti opportunità di lavoro.</strong></p>
<p><strong>Intervista di Andrea Muzzarelli</strong></p>
<p><strong>Ciao Francesco! Ci spiegheresti quando e perché ti sei trasferito in Lussemburgo?</strong></p>
<p>Mi trovo in Lussemburgo da quattro mesi e dirigo l’<a href="http://www.iiclussemburgo.esteri.it/IIC_Lussemburgo" target="_blank">Istituto Italiano di Cultura</a>.</p>
<p>Sono stato mandato qui dal Ministero degli Esteri (dove sono entrato per concorso) dopo aver fatto domanda per alcuni posti tra cui, appunto, il <strong>Lussemburgo</strong>. L’Istituto organizza corsi di lingua e manifestazioni culturali sia per la grande comunità italiana qui presente, sia per i lussemburghesi. Si tratta di un lavoro interessante, che permette di conoscere molte personalità italiane e locali.</p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_8165" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-8165" title="Lussemburgo" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/luxembourg-300x223.jpg" alt="Lussemburgo" width="300" height="223" /><p class="wp-caption-text">Lussemburgo</p></div>
<p>In questi primi mesi di soggiorno che idea ti sei fatto di questo paese?</strong></p>
<p>Il <a title="Lussemburgo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lussemburgo" target="_blank"><strong>Lussemburgo</strong></a> è un paese molto più interessante di quanto si possa pensare.</p>
<p>Su una popolazione complessiva di 500mila abitanti ci sono ben 30mila italiani e 90mila portoghesi, mentre tantissimi altri che vivono e lavorano qui provengono da ogni parte del mondo.</p>
<p>Se poi si pensa che il Lussemburgo è un paese trilingue (lussemburghese, francese e tedesco) e che ogni giorno decine di migliaia di persone varcano le rispettive frontiere per venire a lavorare qui, si ha la misura della varietà di lingue e culture che si possono incontrare in un territorio grande più o meno come una provincia italiana.</p>
<p><strong>Siamo quindi lontani dallo stereotipo di paese “grigio” popolato soltanto da banche e uffici…</strong></p>
<p>Decisamente. Questo stereotipo cade non appena ci si rende conto della ricchissima vita culturale che i lussemburghesi hanno saputo creare soprattutto negli ultimi due decenni: teatri, centri culturali e musei costruiti in pochi anni. Con programmi che non hanno nulla da invidiare a quelli delle grandi capitali europee.</p>
<p><strong>Quali opportunità lavorative può offrire il Lussemburgo a un italiano?</strong></p>
<p>Sono molti gli italiani che vengono in <strong>Lussemburgo</strong> per lavorare nelle istituzioni europee, nelle banche o nelle imprese che hanno sede qui. Credo che il <strong>Lussemburgo</strong> sia stato toccato dalla crisi molto meno del resto dell’Europa e che, per questo, possa ancora offrire molte opportunità di lavoro. Consiglio agli interessati di consultare il sito <a href="http://www.italiani.lu/" target="_blank">www.italiani.lu</a>, che fornisce molte informazioni utili e illustra con chiarezza le diverse possibilità per gli italiani che vorrebbero trasferirsi nel Granducato.</p>
<p><strong>Quanto pensi di restare all’estero? Ti manca l’Italia?</strong></p>
<p>Normalmente, chi fa il mio lavoro deve rimanere tre o quattro anni in un paese, poi può spostarsi in un’altra sede.</p>
<p>L’Italia mi manca senz’altro, ma il fatto di avere qui un lavoro – oltre alla mia famiglia – mi aiuta a immergermi nell’atmosfera locale e a non avere eccessive nostalgie. Come ho detto, poi, qui la comunità italiana è antica e grandissima, e non mancano negozi, ristoranti e librerie grazie ai quali mantenere il contatto con il nostro paese.</p>
<p><strong>Grazie Francesco, e buon proseguimento!</strong></p>
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		<title>Cosa fanno 30 italiani sotto i 30 anni a Berlino?</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/26/cosa-fanno-30-italiani-sotto-i-30-anni-a-berlino/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 02:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[berlino]]></category>
		<category><![CDATA[zalando]]></category>

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		<description><![CDATA[Esistono gruppi di giovani italiani sparsi per l&#8217;Europa che stanno lavorando sulla versione italiana dei siti web che usate ogni giorno. Matteo Bovio ci racconta del team italiano di Zalando, una di queste realtà a Berlino. Il team italiano che lavora a Zalando è oggi un team molto eterogeneo: dalla decina di persone che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Esistono gruppi di giovani italiani sparsi per l&#8217;Europa che stanno lavorando sulla versione italiana dei siti web che usate ogni giorno.</h1>
<div id="attachment_8139" class="wp-caption alignleft" style="width: 200px"><a href="http://www.zalando.it/"><img class="size-full wp-image-8139" title="Zalando Italia" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/zalando-logo.jpg" alt="Zalando Italia" width="190" height="53" /></a><p class="wp-caption-text">Zalando Italia</p></div>
<p><strong>Matteo Bovio ci racconta del team italiano di <a title="Zalando" href="http://www.zalando.it/" target="_blank">Zalando</a>, una di queste realtà a Berlino.</strong></p>
<p>Il team italiano che lavora a <strong>Zalando</strong> è oggi un team molto eterogeneo: dalla decina di persone che hanno lavorato al lancio di <strong>Zalando.it</strong> nel marzo 2011 siamo ormai passati a oltre 30 ragazze e ragazzi, e la crescita continua.</p>
<p>Proveniamo dalle più disparate zone d&#8217;<strong>Italia</strong> &#8211; Puglia, Campania, Veneto, Piemonte, Lombardia&#8230; &#8211; <strong>e siamo quasi tutti al di sotto dei 30 anni</strong>, con esperienze professionali e accademiche diverse.</p>
<p>Qualcuno di noi era già a <strong>Berlino</strong> per ragioni lavorative o personali ed è entrato in contatto con <strong>Zalando</strong> nell&#8217;ambito di questa permanenza, ma la maggior parte ha deciso di lasciare la propria vita in Italia per trasferirsi e iniziare una nuova esperienza.</p>
<p>C&#8217;è stato chi si è trasferito a <strong>Berlino</strong> per vivere l&#8217;esperienza formativa di alcuni mesi come Intern in una grande azienda di eCommerce ed è poi tornato in <strong>Italia</strong> a terminare i propri studi.</p>
<p>Altri hanno iniziato in questo contesto ma hanno poi proseguito il proprio percorso all&#8217;interno di <strong>Zalando</strong>, trovandosi oggi a ricoprire ruoli di responsabilità all&#8217;interno del proprio ambito: è questo il caso ad esempio di Giulia e Sara, che dopo aver terminato il proprio periodo di stage all&#8217;interno del team SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca) sono diventate responsabili di due diversi ambiti all&#8217;interno di questo canale.</p>
<p>Ma anche di Marienza, una delle primissime arrivate nel team italiano e che oggi è Onsite Marketing Manager, quindi responsabile dei contenuti che proponiamo sul nostro sito. O ancora Eva e Renata, la prima divenuta una delle responsabili del team SEM dopo alcuni mesi di Stage e la seconda oggi parte del team che si occupa di Business Intelligence.</p>
<p>C&#8217;è infine chi ha lasciato la propria precedente posizione e ha scommesso sul progetto di <strong>Zalando</strong>: ad esempio la nostra Senior Buyer, Claudia, oppure l&#8217;Assistant Buyer, Elisabetta, entrambe provenienti da aziende nell&#8217;ambito della moda.</p>
<p>Un percorso analogo anche per i nostri due Matteo, uno proveniente dal mondo della consulenza e oggi responsabile del Business Developement per l’Italia, l’altro (io) passato da un ruolo di account in un agenzia PR a responsabile PR&amp;Communications per <strong>Zalando Italia</strong>.</p>
<div id="attachment_8136" class="wp-caption aligncenter" style="width: 603px"><a href="http://www.zalando.it/"><img class="size-full wp-image-8136 " title="Il Team Zalando Italia a Berlino" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/Zalando-Team.jpg" alt="Il Team Zalando Italia a Berlino" width="593" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">Il Team Zalando Italia a Berlino</p></div>
<p>Per il nostro gruppo è stimolante poter vivere un&#8217;esperienza lavorativa in un contesto come quello di <strong>Zalando</strong>: siamo tutti dislocati nella sede di <strong>Berlino</strong>, una vecchia centrale elettrica oggi ristrutturata che ospita gli ampi open space dove ogni giorno i team dei diversi Paesi lavorano fianco a fianco, in un ambiente dinamico, giovane e sicuramente internazionale.</p>
<p>L&#8217;organizzazione dei diversi gruppi di lavoro spinge infatti ad avere come referenti quotidiani sia i propri colleghi italiani, sia (soprattutto) i colleghi degli altri Paesi che per ambito di competenza sono collegati a ciascuno di noi.</p>
<p>L&#8217;atmosfera è molto informale, e c&#8217;è una ragione: non tanto emulare il clichè dell&#8217;azienda Internet del nuovo millennio, quanto rispondere alle esigenze di flessibilità e dinamicità che permettono a <strong>Zalando</strong> di crescere ai ritmi a cui ha dimostrato di potersi sviluppare.</p>
<p>Per i nuovi arrivati, soprattutto se provenienti da realtà molto strutturate e tradizionali, significa entrare in un&#8217;ottica completamente nuova, che riguarda tutti gli aspetti del workflow quotidiano.</p>
<p>Difficile davvero immaginare una realtà simile in <strong>Italia</strong>, per due ragioni principali: innanzitutto <strong>Zalando</strong>, benchè oggi solida e consolidata, preserva ancora lo spirito di una start-up e certe dinamiche di flessibilità che sono proprie delle start-up, ma proiettate su un&#8217;azienda di oltre 500 collaboratori e che opera ormai in 7 mercati.</p>
<p>L&#8217;Italia presenta certamente delle realtà con delle analogie ma difficilmente si incontreranno aziende che hanno seguito un simile percorso, e che dunque si prestano a ricreare un simile ambiente lavorativo.</p>
<p>In secondo luogo, la giovanissima età media dei collaboratori di <strong>Zalando</strong> è un elemento essenziale nel definirne molte dinamiche interne, e l&#8217;Italia si è fin&#8217;oggi dimostrata incapace di affidarsi ai propri giovani in maniera così convincente e concreta, scommettendo realmente sulle loro competenze, sulla loro iniziativa, sulla loro voglia di creare qualcosa di nuovo.</p>
<p>Naturalmente questo non significa che la <strong>Germania</strong> sia la terra promessa: d&#8217;altro canto, esistono condizioni tali per cui non stupisce che stia diventando una meta ambita. L&#8217;esempio che ci è più vicino naturalmente è <strong>Berlino</strong> e la spinta eccezionale che questa città sta offrendo all&#8217;universo di start-up che vi sono sorte e che continuano a sorgere.</p>
<p>Viene oggi considerata una nuova <a title="Trovare lavoro nella new economy a Berlino" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/09/15/come-e-dove-trovare-un-lavoro-nella-new-economy-a-berlino/" target="_blank">Silicon Valley europea</a>, più promettente e dinamica della stessa Londra, e ogni commentatore può elencare svariati motivi per cui questo è quanto sta avvenendo.</p>
<p>Quel che è certo è che esiste un network di giovanissimi imprenditori che si confrontano ai tavolini di un bar per scambiarsi idee e valutare progetti; che esiste la possibilità di ricevere il supporto di investitori; che esiste un&#8217;ampia base di professionisti provenienti da tutto il mondo e volenterosi di farsi coinvolgere in nuove avventure; che camminando nei quartieri di <strong>Berlino</strong> si respira quella voglia di cultura, sperimentazione, libertà e innovazione che sono conditio sine qua non perchè la città diventi, come è stata definita, nuova mecca delle start-up.</p>
<p>E di start-up ne nascono in continuazione: qualcuna è destinata a chiudere, ma molte fioriscono e, perchè no, diventano casi di successo. Non è solo il caso di Zalando: ci sono <a href="http://soundcloud.com/" target="_blank">Soundcloud</a> (nata in Svezia), <a href="http://www.wimdu.com/" target="_blank">Wimdu</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Groupon_MyCityDeal" target="_blank">CityDeal</a> (poi acquisita da Groupon), <a href="http://www.webtrekk.com/en/home.html" target="_blank">Webtrekk</a>, <a href="http://www.twago.com/" target="_blank">Twago</a>, <a title="12designer italia" href="http://www.12designer.com/it/" target="_blank">12Designer</a> e molte altre.</p>
<p>Sarebbe quindi riduttivo pensare a <strong>Berlino</strong> come l&#8217;ennesima patria in cui una fiorente comunità italiana viene a occupare posti nell&#8217;ambito della ristorazione: per chi ha voglia di mettersi in gioco esistono diverse possibilità, e in certi casi si può aver la fortuna di diventare parte fin dagli albori di un progetto di successo.</p>
<p>Certo, bisogna tenere in considerazione tutte le difficoltà che si incontrano nel momento in cui ci si trasferisce in una nuova città: in particolare la burocrazia &#8211; in <strong>Germania</strong> è tanta e non si riceve un particolare supporto &#8211; e la lingua, anche se per le necessità quotidiane l&#8217;inglese è più che sufficiente.</p>
<p>Chi come meta specifica sceglie <strong>Berlino</strong> sarà però sorpreso positivamente da quanto sia basso il costo della vita e dall&#8217;incredibile vitalità di ogni quartiere.</p>
<p>Insomma, quella che stiamo vivendo è un’esperienza difficile da riassumere e che ovviamente ciascuno sta sperimentando a modo proprio. Ma quel su cui tutti possiamo trovarci d’accordo è che si tratta di un esempio concreto e tangibile di fiducia verso i giovani, a cui vengono date delle opzioni che in Italia sembrano esser sempre più un miraggio: delle vere responsabilità, una reale considerazione delle potenzialità e delle capacità e, soprattutto, una prospettiva.</p>
<p><strong>Grazie Matteo ed in bocca al lupo a tutti i giovani Italiani di Zalando!</strong></p>
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