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	<title>italiansinfuga &#187; Italia</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>Lavorare con l’estero come traduttrice dall’Italia</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/02/03/lavorare-con-lestero-come-traduttrice-dallitalia/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro Online]]></category>
		<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
		<category><![CDATA[traduttrice]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefania Muggianu vive e lavora in Italia ma ha clienti che si trovano quasi esclusivamente all&#8217;estero. Fa la traduttrice dall&#8217;inglese e tedesco all&#8217;italiano e lavora dal 1995 senza vincoli geografici grazie all&#8217;uso di e-mail. L&#8217;esempio di Stefania dimostra che al giorno d&#8217;oggi non bisogna necessariamente emigrare fisicamente per trarre benefici da altri mondi del lavoro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Stefania Muggianu vive e lavora in Italia ma ha clienti che si trovano quasi esclusivamente all&#8217;estero.</h1>
<p><strong>Fa la traduttrice dall&#8217;inglese e tedesco all&#8217;italiano e lavora <strong>dal 1995</strong> senza vincoli geografici grazie all&#8217;uso di e-mail. L&#8217;esempio di Stefania dimostra che al giorno d&#8217;oggi non bisogna necessariamente emigrare fisicamente per trarre benefici da altri mondi del lavoro.</strong></p>
<p><strong>Stefania offre i propri servizi di traduzione ed interpretariato sul sito <a href="http://www.italian-translation-services.com/" target="_blank">Italian Translation Services</a>.</strong></p>
<p><strong>Qual è il tuo background accademico? Come hai imparato le lingue?</strong></p>
<p>Ho imparato un po&#8217; di tedesco da piccola perché sono figlia di emigrati in Germania e sono nata là, dove ho anche vissuto alcuni anni.</p>
<p>Ho imparato l&#8217;inglese a scuola e&#8230; ascoltando musica!</p>
<p>La cosa più importante per diventare fluente, anzi bilingue, in inglese, però, è stato l&#8217;anno che ho trascorso negli USA tra i 17 e i 18 anni! Esperienza unica nella vita, e non solo dal punto di vista linguistico.</p>
<p>Dopo il liceo mi sono iscritta alla <strong><a href="http://www.ssmlcarlobo.it/" target="_blank">Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori</a> </strong>di Milano e là mi sono specializzata per svolgere il mio attuale lavoro.</p>
<p><strong>Quando hai iniziato a fare la traduttrice?</strong></p>
<p>Subito dopo il diploma come <strong>Interprete di conferenza e Traduttrice</strong> (1995).</p>
<p><strong>Dove vivi adesso?</strong></p>
<p>Vigevano (PV).</p>
<p><strong>Dove si trova la maggior parte dei tuoi clienti?</strong></p>
<p>Svizzera e Germania. Poi USA, UK, Spagna, Giappone. Ah sì, qualcuno anche in Italia!</p>
<p><strong>Come trovi i clienti?</strong></p>
<p>Inviando il mio CV tramite e-mail.</p>
<p><strong>In quali settori ti sei specializzata? Perché?</strong></p>
<p>Testi generici, marketing, medico/farmaceutico, tecnico ecc. Perché sono i settori in cui &#8220;rendo&#8221; meglio.</p>
<p><strong>Come è possibile lavorare come traduttrice esclusivamente con l&#8217;estero?</strong></p>
<p>Basta contattare agenzie di <strong>traduzioni </strong>estere e, ovviamente, offrire lavori di alta qualità.</p>
<p><strong>Quali sono le difficoltà?</strong></p>
<p>Di lavorare con l&#8217;estero, nessuna. Il problema è lavorare con l&#8217;Italia: sono pochi i clienti che pagano tariffe decenti e in tempi &#8220;umani&#8221;.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi vorrebbe seguire le tue orme?</strong></p>
<p>Di specializzarsi. Non necessariamente come <strong>traduttore/interprete</strong>, ovviamente, ma in qualsiasi settore che possa prevedere l&#8217;invio e la consegna dei lavori via e-mail. E poi &#8220;seminare&#8221; migliaia di CV, senza stancarsi: prima o poi si raccoglie!</p>
<p><strong>Hai siti web da consigliare?</strong></p>
<p>Un&#8217;idea è quella di consultare le Pagine Gialle dei Paesi con cui si intende lavorare, ovviamente nei settori in cui si è specializzati, e di contattare le aziende &#8220;appetibili&#8221;.</p>
<p><strong>Grazie Stefania e buon proseguimento in Italia!</strong></p>
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		<item>
		<title>Classifica nazioni disuguaglianza del reddito</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/08/17/classifica-nazioni-disuguaglianza-del-reddito/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 04:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia si piazza al penultimo posto di una graduatoria relativa alla disuguaglianza del reddito nelle più avanzate economie occidentali. &#8216;How Canada Performs&#8217; è un programma di ricerca che ha lo scopo di analizzare la prestazione del Canada rispetto alle altre nazioni avanzate in una moltitudine di aspetti socioeconomici. Uno degli aspetti analizzati è quello della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>L&#8217;Italia si piazza al penultimo posto di una graduatoria relativa alla disuguaglianza del reddito nelle più avanzate economie occidentali.</h1>
<p>&#8216;How Canada Performs&#8217; è un programma di ricerca che ha lo scopo di analizzare la prestazione del Canada rispetto alle altre nazioni avanzate in una moltitudine di aspetti socioeconomici.</p>
<p>Uno degli aspetti analizzati è quello della <strong><a href="http://www.conferenceboard.ca/hcp/Details/society/income-inequality.aspx" target="_blank">disuguaglianza del reddito</a></strong> all&#8217;interno delle varie nazioni.</p>
<p>Purtroppo l&#8217;Italia si piazza 16ª tra 17 nazioni, davanti solo agli Stati Uniti.</p>
<p>Ecco la classifica delle nazioni con minore disuguaglianza del reddito:</p>
<ol>
<li>Danimarca</li>
<li>Svezia</li>
<li>Austria</li>
<li>Finlandia</li>
<li>Francia</li>
<li>Belgio</li>
<li>Olanda</li>
<li>Svizzera</li>
<li>Norvegia</li>
<li>Germania</li>
<li>Australia</li>
<li>Canada</li>
<li>Giappone</li>
<li>Irlanda</li>
<li>Regno Unito</li>
<li>Italia</li>
<li>Stati Uniti</li>
</ol>
<p>La <strong>disuguaglianza del reddito</strong> viene definita come un importante fattore all&#8217;interno di una economia e viene considerata come importante componente e causa di problemi sociali quali crimine ed esclusione sociale.</p>
<p>Le nazioni prese in considerazione da questo studio sono tra le più ricche al mondo però la media nazionale del reddito non riesce a spiegare eventuali disuguaglianze tra i cittadini della nazione stessa.</p>
<p>Ad esempio, il livello di disuguaglianza del reddito negli Stati Uniti è ai livelli massimi storici, addirittura superiori a quelli visti durante la Grande Depressione. Nel 2007 il 10% degli statunitensi più ricchi guadagnarono il 50% del reddito totale negli Stati Uniti.</p>
<p>La <strong>disuguaglianza del reddito</strong> viene misurata usando il coefficiente Gini. Un coefficiente di zero rappresenta perfetta uguaglianza mentre un coefficiente di 100 significa che una persona ha tutto il reddito ed il resto della società niente.</p>
<p>Il coefficiente per l&#8217;Italia viene misurato come 0,35, superato solo da quello degli Stati Uniti con lo 0,38.</p>
<p>C&#8217;è da notare che il coefficiente dell&#8217;Italia durante gli anni 80 era di 0,31, per poi salire negli anni 90 allo 0,35 da dove poi non si è mosso.</p>
<p>Questa classifica riflette grosso modo tante altre classifiche che giudicano le nazioni da un punto di vista socio-economico, con le nazioni scandinave che si piazzano in cima alla classifica.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Wh5f4ZP1hgc?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/v/Wh5f4ZP1hgc?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div id="attachment_5992" class="wp-caption aligncenter" style="width: 593px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/2010/08/18/classifica-delle-nazioni-migliori-del-mondo/"><img class="size-full wp-image-5992" title="Classifica delle nazioni migliori del mondo" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/08/scale.jpg" alt="Classifica delle nazioni migliori del mondo" width="583" height="396" /></a><p class="wp-caption-text">Classifica delle nazioni migliori del mondo</p></div>
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		<title>Lavorare per multinazionali in Italia aiuta ad emigrare all’estero</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/02/04/lavorare-per-multinazionali-in-italia-aiuta-ad-emigrare-allestero/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 23:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Carlo Albanese lavora a Praga nel settore delle Risorse Umane. Dopo avere anche lavorato in Italia ed Olanda, Carlo condivide con noi la sua storia e consigli su come fare per andare a lavorare all&#8217;estero. Iniziare a lavorare in Italia per una multinazionale offre opportunità per poi andare a lavorare all&#8217;estero presso una delle filiali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Carlo Albanese" href="http://www.linkedin.com/profile/view?id=5493115&amp;goback=.mid_I2600817580*42.npv_5493115_*1_*1_name_vrrw_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1&amp;trk=NUS_UNIU-share" target="_blank">Carlo Albanese</a> lavora a Praga nel settore delle Risorse Umane.</h1>
<p><em>Dopo avere anche lavorato in Italia ed Olanda, Carlo condivide con noi la sua storia e consigli su come fare per andare a <strong><a title="Lavoro Estero" href="http://www.italiansinfuga.com/lavoro-estero/" target="_blank">lavorare all&#8217;estero</a></strong>.</em></p>
<p><em>Iniziare a <strong>lavorare in Italia</strong> per una <strong>multinazionale</strong> offre opportunità per poi andare a <strong>lavorare all&#8217;estero</strong> presso una delle filiali della <strong>multinazionale</strong> stessa. A quel punto poi il passo verso una permanenza definitiva è molto più facile.</em></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 90px"><img title="Carlo Albanese" src="http://media02.linkedin.com/mpr/mpr/shrink_80_80/p/3/000/08e/2a1/202273b.jpg" alt="Carlo Albanese" width="80" height="80" /><p class="wp-caption-text">Carlo Albanese</p></div>
<p><em>Che studi hai fatto all’università di Perugia e come ti hanno aiutato a trovare il primo lavoro presso <a title="Adecco Italia" href="http://www.adecco.it/it-IT/chi-siamo/carriere/Pages/default.aspx" target="_blank">Adecco Italia</a>? </em></p>
<p>Ho studiato Scienze Politiche indirizzo economico. L&#8217;università non ha fornito alcun supporto nella ricerca di un primo impiego quindi due giorni dopo essermi laureato, ho incominciato a mandare CV.</p>
<p><em>Di che cosa ti sei occupato in Adecco Italia? </em></p>
<p>Ho lavorato per qualche mese in filiale, poi sono passato al business controlling e a gestire persone.</p>
<p><em>Ci racconti come hai compiuto il passo dall’Italia all’Olanda? </em></p>
<p>Adecco mi ha offerto la possibilità di fare un&#8217;esperienza all&#8217;<strong>estero</strong> ed è stata un&#8217;opportunità formativa di eccezionale importanza. Lavorare per una <strong>multinazionale</strong> aiuta e molto (alla faccia di tutti quelli che criticano le multinazionali&#8230;.)</p>
<p><em>Dopo un&#8217;anno in Olanda sei andato a Praga sempre con Adecco per motivi di carriera. </em><em>Come hai fatto per le lingue?</em></p>
<p>Imparato l&#8217;Olandese (ma ora non mi ricordo più niente); imparato il Ceco e un po&#8217; di Russo.</p>
<p><em>Come responsabile della business unit per <a title="Lugera &amp; Makler" href="http://www.lugera.com/web/lugera_sk/web04.nsf?Open" target="_blank">Lugera &amp; Makler</a>, quali opportunità sono aperte ad Italiani che stanno pensando di <strong>emigrare all’estero</strong>?</em></p>
<p>Ce ne sono come ce ne sono per tutti. Meglio i profili tecnici. Ingegneri e IT italiani sono generalmente considerati a un livello di preparazione più alto della media.</p>
<p><em>Che consigli daresti dal punto di vista delle Risorse Umane a chi sta contemplando l’emigrazione all’<strong>estero</strong>? </em></p>
<p>Di farlo solo se motivati e non per scappare dall&#8217;Italia e di non farlo quando non si è più giovani. Di fatto se uno non trova lavoro in Italia, molto probabilmente non lo troverà neanche all&#8217;estero&#8230;</p>
<p><em>Grazie Carlo e buon proseguimento!</em></p>
<p><em> </em></p>
<div id="attachment_3379" class="wp-caption aligncenter" style="width: 601px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/tie.jpg"><img class="size-full wp-image-3379" title="Lavorare per multinazionali in Italia aiuta ad emigrare all'estero" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/tie.jpg" alt="Lavorare per multinazionali in Italia aiuta ad emigrare all'estero" width="591" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Lavorare per multinazionali in Italia aiuta ad emigrare all&#39;estero</p></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Ecco perché alcuni giovani vogliono lasciare l’Italia</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/09/28/ecco-perche-alcuni-giovani-vogliono-lasciare-litalia/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 01:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
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		<description><![CDATA[Paolo Musolino cura il sito Apple Tribù, dedicato a tutto ciò che è &#8216;mela morsicata&#8217;. Il suo è un caso tipico di giovane italiano che sogna l&#8217;estero. Perché? Ecco la sua storia. Ci racconti cosa fai di lavoro? Per il momento sono uno studente. Precisamente, studio Informatica all&#8217;Università di Messina. E&#8217; il mio &#8220;unico&#8221; lavoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Paolo Musolino cura il sito <a title="Apple Tribù" href="http://www.appletribu.com/about/" target="_blank">Apple Tribù</a>, dedicato a tutto ciò che è &#8216;mela morsicata&#8217;. Il suo è un caso tipico di giovane italiano che sogna l&#8217;estero. Perché? Ecco la sua storia.</h1>
<p><em>Ci racconti cosa fai di lavoro?</em></p>
<p>Per il momento sono uno studente. Precisamente, studio Informatica all&#8217;Università di Messina. E&#8217; il mio &#8220;unico&#8221; lavoro, ma sicuramente è il processo che mi darà il passaporto per iniziare a lavorare fin da subito negli <a title="Dieci motivi per emigrare negli Stati Uniti" href="http://www.italiansinfuga.com/2008/11/02/dieci-motivi-per-emigrare-negli-stati-uniti/" target="_blank"><strong>USA</strong></a>.</p>
<p><em>Perché vuoi emigrare?</em></p>
<p>Fin da piccolo, vivendo in una società attiva, ho sempre pensato che l&#8217;Italia non facesse per me. Mi sono trovato sempre disorientato di fronte alle leggi italiane e a tutto ciò che vi girava intorno.</p>
<p>Ma il fattore principale, e lo dico chiaramente, è sicuramente il fatto che l&#8217;Italia, a livello di tecnologie informatiche, non è al passo delle altre nazioni. Non sto parlando solo di <strong>USA</strong>, precisamente della California (luogo in cui risiede la <a title="L'Italia non li vuole, loro vanno a Silicon valley" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/09/14/litalia-non-li-vuole-loro-vanno-a-silicon-valley/" target="_blank"><strong>Silicon Valley</strong></a>), ma anche di altre nazioni Europee, che sono sicuramente una spanna sopra di noi. I motivi sono quindi molteplici, dalla maggiore possibilità di essere ricompensato per quello che svolgo, e per la meritocrazia: le aziende sono pronte a lottare per averti, se sei uno che vale.</p>
<p>Inoltre, cosa essenziale, vorrei fondare una mia Software House, un settore in forte espansione e che amo: sicuramente sarebbe molto più facile da realizzare in un paese (o meglio in una zona) in cui praticamente scrivere codice è all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p><em>Lavorando sul web, perché pensi l&#8217;emigrazione possa migliorare la tua situazione?</em></p>
<p>Ormai tutto il lavoro si sviluppa sul web, tranne in Italia, ovviamente! In realtà le cose stanno cambiando, al nord è già più facile trovare persone che vivono solo grazie al web, al sud invece è assai più difficile. Fatto sta che nessuno in Italia è riuscito a sfondare&#8230; non vedo nessun rivoluzionario servizio (vedi Twitter, Facebook, e tutte le aziende Americane) che sono riuscite a distinguersi in un mercato in forte espansione.</p>
<p>Penso quindi che l&#8217;emigrazione possa migliorare la mia situazione per svariati motivi: prima di tutto sarei nel cuore della <strong>Silicon Valley</strong>, forse la zona al mondo con la più alta concentrazione di persone che si dedicano al mio settore, ed inoltre trovare collaboratori e soci che vogliano buttarsi con te in un&#8217;impresa rischiosa come quella della Software House, è molto più facile. Non per ultimo, l&#8217;approccio dei primi tempi: è ovvio che non appena mi trasferirò definitivamente, dovrò iniziare a lavorare come dipendente, e c&#8217;è molta più domanda che offerta!</p>
<p><em>Cosa stai facendo per prepararti?</em></p>
<p>Mi sto documentando fortemente su come ottenere la <a title="Lotteria Green Card" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/07/29/lotteria-green-card-per-emigrare-negli-stati-uniti/" target="_blank">Green Card</a>, ovvero quel pass che ti permette di risiedere in <strong>USA</strong> a tutti gli effetti. Diciamo che in teoria sarebbe relativamente facile da ottenere, riuscendo a trovare lavoro &#8220;stabile&#8221; li, ma a parole siamo tutti bravi.</p>
<p>Inoltre ho preso contatto con diverse persone californiane, che lavorano del mio settore (dipendenti di Apple, Google, Twitter, programmatori indipendenti, web master, e via dicendo&#8230;). Sicuramente è bene avere degli amici ancora prima di partire, in modo da non trovarsi da subito disorientati. Infine, per completare il quadro, sto cercando quanto più possibile di studiare l&#8217;inglese (o meglio l&#8217;Americano, che ha dei termini leggermente differenti).</p>
<p><em>Dove stai pensando di andare e perché?</em></p>
<p>Sicuramente l&#8217;ho fatto intuire in una delle risposte sopra riportate, comunque in <strong>California</strong>, intorno alla baia di San Francisco (zona meridionale). E&#8217; il cuore della Silicon Valley ed un posto (apparentemente) spettacolare per via delle persone che ci vivono. Anche San Jose che è circondata da diverse cittadine non è male, diciamo che la zona con esatta precisione la devo ancora scegliere, ovviamente anche in base alle possibilità economiche che avrò dopo la laurea.</p>
<p>La California è rinomata per i suoi costi eccessivi, e quindi non è facile per uno studente emigrare così su due piedi, a meno che non ci sia un lavoro pronto ad aspettarlo (che è quello in cui spero). Per fare un esempio, gli affitti degli appartamenti non scendono sotto i 1000 dollari al mese (zona San Francisco), anche se si viene ricompensati adeguatamente dal mestiere: in media un Californiano guadagna 35,000 dollari USA all&#8217;anno. Tutto sommato il costo della vita è di circa il 10% inferiore alla capitale italiana.</p>
<p><em>Quanti tuoi coetanei stanno pensando di fare la stessa cosa?</em></p>
<p>Guardandomi attorno, direi molto pochi. Forse è la mentalità del sud o dell&#8217;Italia in generale, ma se si hanno le possibilità, si è restii ad emigrare. Sono quindi probabilmente l&#8217;unico che vuole vivere questa esperienza (almeno dei miei conoscenti). Forse sono io che penso sempre troppo in grande, ma personalmente, lo trovo un grande sbaglio non espatriare se si hanno le capacità necessarie per farlo. Prima di tutto per il discorso sopra citato della meritocrazia, ed in secondo grado per la qualità di vita che si può adottare in America. Insomma, penso che solo il tempo ci dirà se abbiamo fatto uno sbaglio o meno.</p>
<p><em>Conosci Italiani che sono emigrati in California e, se si, cosa ti raccontano?</em></p>
<p>Ho cercato in lungo e in largo, ma fin ora ne ho conosciuto veramente pochi (telefono, email, skype). Molti con cui ho cercato di prendere contatto sono praticamente irrintracciabili: penso  però sia dovuto alle posizioni che occupano (con una laurea in mano è facile essere un manager di un&#8217;azienda a 30 anni).</p>
<p>Tutto sommato, le poche persone che sono riuscito a conoscere per via telematica, mi comunicano che non tornerebbero mai indietro per nulla al mondo. Occupare la stessa posizione di li a 30 anni, in Italia significa aver fatto la gavetta per una vita, aver avuto una raccomandazione, e magari prendere un salario inferiore (ovviamente tutto è relativo).</p>
<p>Di persone care che abitano in quelle zone, ho solo mio cugino, che da tre anni ha preso la cittadinanza Canadese, ma in linea di massima Canada e Stati Uniti si assomigliano molto, quindi ho anche il suo parere, che mi consiglia assolutamente di imbarcarmi in aereo, e di stabilirmi definitivamente da quelle parti! Dopo la laurea, è sicuramente il primo passo che farò.</p>
<p><em>Grazie Paolo ed in bocca al lupo!</em></p>
<p><em>Avete consigli per Paolo ed i suoi coetanei che stanno pensando di fare lo stesso percorso?</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La lettera che mi fa capire meglio gli Italiani in Italia</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/09/17/la-lettera-che-mi-fa-capire-meglio-gli-italiani-in-italia/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 11:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi mi sono svegliato e come ogni giorno la prima cosa che faccio è approvare i commenti che arrivano durante la notte. Mi sono girate le scatole leggendo un commento fatto a questo articolo (lascio a voi indovinare quale) e ho comunicato su Twitter la mia delusione e rabbia. Mi sono arrivati moltissimi commenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Oggi mi sono svegliato e come ogni giorno la prima cosa che faccio è approvare i commenti che arrivano durante la notte. Mi sono girate le scatole leggendo un commento fatto a </em><a title="Createvi il lavoro in Australia prima di partire dall’Italia" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/09/11/createvi-il-lavoro-in-australia-prima-di-partire-dallitalia/" target="_blank"><em>questo articolo</em></a><em> (lascio a voi indovinare quale) e ho comunicato su </em><a title="Italiansinfuga su Twitter" href="http://twitter.com/italiansinfuga" target="_blank"><em>Twitter</em></a><em> la mia delusione e rabbia.</em></p>
<p><em>Mi sono arrivati moltissimi commenti di sostegno. Grazie a tutti!</em></p>
<p><em>In particolare mi ha scritto Fabio che mi ha fatto capire molto meglio la possibile genesi di certi commenti. Gli lascio la parola.</em></p>
<p>Aldo non ti arrabbiare!!! <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il vero problema è che l&#8217;Italia sta davvero andando a rotoli, aggiungi una giornata di cacca come la mia di oggi e il commento di Angelo è automatico.</p>
<p>Aldo fai un lavoro preziosissimo per tutti noi, credimi, ma quando sei arrabbiato perchè ti è andata male, hai solo invidia degli altri che ce l&#8217;hanno fatta&#8230;</p>
<p>In realtà, probabilmente, non abbiamo lo stesso spirito di avventura, l&#8217;ambizione, la grinta e la voglia di farcela di tanti di quelli che spiccano sugli altri.</p>
<p>Ti porto il mio esempio personale: come forse ricordi sono stato a Perth, nel 2008, ho fatto un corso di inglese e poi,ho deciso di tornare in Italia.</p>
<p>Questo perchè?!? Sono un ragioniere ed il mio titolo di studio &#8220;non&#8221; è accettato in Australia e comunque, il mio livello di Inglese, non è talmente alto, anche se buono, per intraprendere una carriera di questo tipo.</p>
<p>Credimi Aldo, in una giornata come quella appena finita, la voglia di prendere e ritornare in down unda, è tantissima&#8230;</p>
<p>Ma quale futuro?!!? è difficile e non voglio trovarmi senza soldi e dover chiamare mammina e papino per farmi pagare il biglietto di ritorno&#8230; vorrei farcela da solo e senza raccomandazioni&#8230; e credimi, per arrivare a quel punto, bisogna ingoiare tanti, ma tanti, ma tanti rospi&#8230;&#8230;..</p>
<p>In Italia, nonostante tutto (E SONO FORTUNATISSIMO!!!!) ho un buon lavoro, ho tessuto una rete di conoscenze (positive, non da raccomandato) che mi aiutano e sono stimato&#8230; in Australia dovrei ricominciare da zero, magari come barista&#8230;</p>
<p>Beh, non è facile! sia sotto un profilo economico, sia sotto un profilo di feelings&#8230; con questo intendo il fatto che la mia vita non può funzionare bene se il mio lavoro non mi soddisfa&#8230; ed il barista lo posso fare per un po&#8217; di tempo, poi starei male! e nota bene, non denigro i baristi o chi va a zappare nei campi!!! massimo rispetto! semplicemente so di essere bravo nel mio lavoro e il mio lavoro mi rende felice! quello che non sopporto più è il clima italiano, la politica italiana, la burocrazia italiana, lo spirito italiano&#8230;.</p>
<p>Sventoliamo tanto la bandiera del Made in Italy come qualcosa di pregiato, ma se vai a fare un&#8217;intervista gli Italiani non si sentono più Italiani, o meglio, non si identificano come tali! tiriamo fuori la bandiera solo per i mondiali di calcio o per vendere un prodotto fatto in Cina con un ricarico del 5000% sul costo reale, perchè poi ci attacchiamo l&#8217;etichetta a Milano&#8230;&#8230;..</p>
<p>è questo che ci delude e ci vuol far scappare di qui! ci stanno tutti prendendo prendendo in giro e probabilmente non siamo sufficientemente bravi o arguti da ribellarci al sistema&#8230;. anche se il sistema lo creiamo noi con i nostri modi burberi&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>Aldo, tante volte, è bello sentire le storie di questa gente che ce l&#8217;ha fatta, che stimo e che ha tutto il mio rispetto, ma, tante volte, sono anche delle coltellate al cuore&#8230;. perchè lui ce l&#8217;ha fatta ed io no?</p>
<p>Torno al mio esempio personale, paragonato alla <a title="Italiansinfuga Chi Sono" href="http://www.italiansinfuga.com/about/" target="_blank">tua storia</a>: tu hai frequentato le superiori a Torino e poi sei andato a Londra&#8230;. Io volevo fare il quarto anno di superiori all&#8217;estero, ma i miei non hanno voluto (e non perchè economicamente non potessero sostenere la cosa, ma perchè non lo ritenevano una saggia scelta per me!!!!!!)&#8230;. poi mi sono iscritto all&#8217;università dopo avere superato il test, ma non volendo dipendere economicamente dai miei genitori, ho preferito rinunciare e iniziare a lavorare&#8230;.</p>
<p>Bene, supponendo di essere nati nello stesso periodo e paragonando le nostre storie, è ovvio, che tu, parti avvantaggiato, all&#8217;ingresso del mondo del lavoro, poichè parli inglese alla perfezione, hai un titolo di studio conseguito all&#8217;estero&#8230; io sono solo un misero ragioniere che parla un inglese decente&#8230; eppure, anche io, economicamente parlando (grazie ai miei genitori), avrei potuto intraprendere una carriera accademica come la tua&#8230;. ma non è stato così&#8230; e quindi, ti arrabbi con chi ha avuto più opportunità di te (o che forse è più sveglio di te e le ha sapute cogliere!), anche se non è giusto!</p>
<p>è questo il vero problema!</p>
<p>ti saluto e grazie ancora per il tuo servizio&#8230;.  questo weekend mi scarico <a title="Guida per vivere e lavorare ovunque voi scegliate" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/" target="_blank">la guida della Lea</a>&#8230; vediamo se questa mi aiuta! <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>ciao e buona giornata&#8230;. ora è meglio che vada a letto, se no, domani mattina, chi mi tira più fuori dal letto??!</p>
<p>Fabio</p>
<p><em>Fabio, grazie mille della testimonianza, mi è utilissima per capire la tua (vostra) situazione in Italia e ne terrò conto nello scrivere gli articoli futuri!!</em></p>
<p><em>E voi, cosa ne pensate?</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il &#8216;Personal Economy Index&#8217; misura la crisi a livello individuale</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 11:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;agenzia di sondaggi Gallup ha sviluppato il &#8216;Personal Economy Index&#8216;, un indice che misura la situazione economica degli individui invece che quella della nazione. Misure come il PIL possono aiutare a capire la situazione economica di una particolare nazione ma questo tipo di indice aiuta meglio capire le ripercussioni di una crisi sulla vita di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>L&#8217;agenzia di sondaggi Gallup ha sviluppato il &#8216;<a title="Personal Economy Index" href="http://www.gallup.com/poll/140963/Global-Economic-Crisis-Personal-Countries-Far-Wide.aspx" target="_blank">Personal Economy Index</a>&#8216;, un indice che misura la situazione economica degli individui invece che quella della nazione.</b></p>
<p>Misure come il PIL possono aiutare a capire la situazione economica di una particolare nazione ma questo tipo di indice aiuta meglio capire le ripercussioni di una <strong>crisi</strong> sulla vita di tutti giorni dei singoli cittadini, analizzando la recente crisi economica e finanziaria globale da una diversa prospettiva.</p>
<p>La <strong>Gallup</strong> ha intervistato circa 1000 adulti in 96 nazioni in un lasso di tempo che va dal 2006 al 2009.</p>
<p>Il &#8216;<strong>Personal Economy Index</strong>&#8216; è stato creato misurando le risposte alle seguenti domande:</p>
<ul>
<li>Siete soddisfatti del vostro standard di vita, delle cose che potete comprare e delle cose che potete fare?</li>
<li>Pensate che il vostro standard di vita stia migliorando o peggiorando?</li>
<li>Pensate che le condizioni economiche nella vostra città stiano migliorando o peggiorando?</li>
<li>Quando pensate alla situazione del mondo del lavoro nella vostra città, ritenete che sia un buon periodo per trovare un lavoro?</li>
</ul>
<p>I risultati rivelano che vi è stato un declino nella situazione economica dell&#8217;individuo in 61 delle 96 nazioni considerate.</p>
<p>Per quello che riguarda le nazioni delle quali parliamo di solito su Italiansinfuga, gli Irlandesi sono quelli che hanno risposto in maniera più negativa all&#8217;impatto della crisi finanziaria globale.</p>
<p>L&#8217;indice per loro è sceso di 45 punti, da 76 nel 2006 a 31 nel 2009. In particolare nel 2009 solo il 2% degli Irlandesi affermarono che fosse un buon periodo per trovare lavoro mentre nel 2006 il 71% rispose positivamente.</p>
<p>Ecco la classifica delle nazioni più di interesse ai lettori:</p>
<ul>
<li>Irlanda	-45</li>
<li>Spagna	-31</li>
<li>Danimarca	-27</li>
<li>UK	-26</li>
<li>USA	-24</li>
<li>Francia	-23</li>
<li>Giappone	-18</li>
<li>Italia	-11</li>
<li>Canada	-11</li>
<li>Argentina	-11</li>
<li>Messico	-10</li>
<li>Germania	-8</li>
<li>Svizzera	-5</li>
<li>Cina	-3</li>
<li>Brasile	-2</li>
<li>Svezia	6</li>
</ul>
<p>Dalla classifica di cui sopra si può vedere che le nazioni che hanno beneficiato del boom economico antecedente la crisi, sono quelle che hanno sofferto di più una volta arrivata la crisi. Fatta eccezione per la Danimarca, le prime quattro sono quelle la cui economia si è sviluppata maggiormente negli ultimi anni legandosi ai settori della finanza e dell&#8217;edilizia, poi collassati nel 2008/09.</p>
<p><strong>Per quel che riguarda l&#8217;Italia il declino è relativamente modesto ma l&#8217;indice adesso si trova a punteggi (31) alla pari dell&#8217;Irlanda e al di sotto dell&#8217;Albania (36).</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Classifica mondiale delle città con peggiore traffico</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/07/01/classifica-mondiale-delle-citta-con-peggiore-traffico/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 11:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La IBM ha pubblicato i risultati di un sondaggio sull&#8217;impatto del traffico sui pendolari che usano la macchina nelle principali città internazionali. Sono stati intervistati 8192 automobilisti in 20 città di sei continenti. È stato poi compilato un indice che assegna un punteggio al &#8220;pedaggio&#8221; emotivo ed economico che i pendolari affrontano in ogni città usando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La IBM ha <a title="IBM Global Commuter Pain Study" href="http://www-03.ibm.com/press/us/en/pressrelease/32017.wss" target="_blank">pubblicato</a> i risultati di un sondaggio sull&#8217;impatto del traffico sui pendolari che usano la macchina nelle principali città internazionali.</p>
<p>Sono stati intervistati 8192 automobilisti in 20 città di sei continenti. È stato poi compilato un indice che assegna un punteggio al &#8220;pedaggio&#8221; emotivo ed economico che i pendolari affrontano in ogni città usando una scala che va da uno a 100 (punteggio massimo negativo).</p>
<p>L&#8217;indice rivela una disparità enorme nella fatica di fare il pendolare nelle varie città. Stoccolma è la città dove fare il pendolare è meno doloroso, seguita da Melbourne e Houston (a pari merito) e New York.</p>
<p>La maggioranza degli intervistati ha detto che il traffico è peggiorato negli ultimi tre anni soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove il traffico è un fenomeno relativamente recente, essendo cresciuto pari pari con lo sviluppo economico di queste città negli ultimi due decenni.</p>
<p>Ad esempio in Cina il numero di macchine immatricolate nei primi mesi del 2010 è salito del 23,8% raggiungendo un totale di 248.000 unità. Questo fa sì che Pechino sia una delle città con il più alto indice di &#8220;dolore da pendolare&#8221; come definito dalla IBM.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/7J4kQ7TmMN4&amp;hl=en_US&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7J4kQ7TmMN4&amp;hl=en_US&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Città come Pechino, Nuova Delhi e Città del Messico sono in cima alla classifica per quello che riguarda la percentuale di automobilisti che riporta un impatto negativo sulla propria salute o sulla prestazione al lavoro.</p>
<p>Milano, l&#8217;unica città italiana nella classifica, si trova al settimo posto.</p>
<p>La classifica completa è:</p>
<ul>
<li>Pechino 99</li>
<li>Città del Messico 99</li>
<li>Johannesburg 97</li>
<li>Mosca 84</li>
<li>Nuova Delhi 81</li>
<li>San Paolo 75</li>
<li>Milano 52</li>
<li>Buenos Aires 50</li>
<li>Madrid 48</li>
<li>Londra 36</li>
<li>Parigi 36</li>
<li>Toronto 32</li>
<li>Amsterdam 25</li>
<li>Los Angeles 25</li>
<li>Berlino 24</li>
<li>Montreal 23</li>
<li>New York 19</li>
<li>Houston 17</li>
<li>Melbourne 17</li>
<li>Stoccolma 15</li>
</ul>
<p>Andare all&#8217;estero per poi trovarsi a vivere in una città dove si passano alcune ore ogni giorno bloccati nel traffico è controproducente. Prendete quindi anche in considerazione questa classifica per decidere dove emigrare all&#8217;estero.</p>
<p>Io vi riporto la mia esperienza di automobilista sia in Inghilterra e poi in Australia. Secondo me il traffico a Melbourne non è un problema, nonostante quello che gli Australiani dicano al riguardo. Rispetto al traffico che incontravo ogni giorno in Inghilterra, fuori Londra, la congestione automobilistica sulle strade di Melbourne è minima.</p>
<p>Allego un paio di video per farvi vedere di cosa sto parlando!</p>
<p>Se avete video riguardanti il traffico in una delle città menzionate nella classifica fatemelo sapere!</p>
<p>Traffico autostradale a Melbourne</p>
<p><object width="320" height="260" data="http://www.ustream.tv/flash/video/7013752" type="application/x-shockwave-flash"><param name="id" value="utv597994" /><param name="name" value="utv_n_874864" /><param name="flashvars" value="autoplay=false" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/video/7013752" /></object></p>
<p>Traffico mattutino a Melbourne</p>
<p><object width="320" height="260" data="http://www.ustream.tv/flash/video/7014620" type="application/x-shockwave-flash"><param name="id" value="utv78977" /><param name="name" value="utv_n_51324" /><param name="flashvars" value="autoplay=false" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/video/7014620" /></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia non è un paese per giovani &#8211; Italiani in fuga in Australia</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/04/23/litalia-non-e-un-paese-per-giovani-italiani-in-fuga-in-australia/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 04:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[emigrare]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho avuto recentemente il piacere e privilegio di essere parte di una discussione durante la trasmissione radiofonica &#8220;Scandaglio&#8221; su radio SBS, l&#8217;emittente radiofonica in Australia che si dedica alle tematiche degli immigranti. Il tema della trasmissione era l&#8217;Italia &#8220;non è un paese per giovani&#8221;. Abbiamo trattato l&#8217;argomento ben conosciuto dai lettori di Italiansinfuga che riguarda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto recentemente il piacere e privilegio di essere parte di una discussione durante la trasmissione radiofonica &#8220;<a title="Scandaglio" href="http://www.sbs.com.au/yourlanguage/italian/highlight/page/id/80787/t/Italy-no-country-for-young-people/in/language" target="_blank">Scandaglio</a>&#8221; su radio SBS, l&#8217;emittente radiofonica in Australia che si dedica alle tematiche degli immigranti.</p>
<p>Il tema della trasmissione era l&#8217;Italia &#8220;non è un paese per giovani&#8221;. Abbiamo trattato l&#8217;argomento ben conosciuto dai lettori di Italiansinfuga che riguarda l&#8217;incapacità di crearsi una vita dignitosa in Italia e quindi guardare verso l&#8217;estero come alternativa.</p>
<p>Insomma l&#8217;esodo di una generazione che non riesce a trovare spazio e futuro in Italia.</p>
<p>In studio o al telefono:</p>
<ul>
<li>Danilo Cascapera, di <a title="AusExpat" href="http://www.ausexpat.com/" target="_blank">AusExpat</a>, rappresentante dei Giovani Italiani in Australia per il New South Wales</li>
<li>Nadia Pin, dal Friuli</li>
<li>il sottoscritto</li>
<li>Gaetana Pellegrini</li>
<li>Andrea Bonaguidi, rappresentante dei <a title="GIA" href="http://www.gia.org.au/" target="_blank">Giovani Italiani in Australia</a> per il Victoria</li>
</ul>
<p>Inoltre è stato presentato l&#8217;intervento da parte di Concetto Vecchio, giornalista di Repubblica ed autore di &#8216;Giovani e belli&#8217;, libro che racconta le difficoltà dei giovani di oggi in Italia in quanto la società non dà loro importanza.</p>
<p>Secondo Concetto la situazione in Italia è simile a quella degli altri paesi occidentali ma peggio. La generazione Y è forse la prima generazione moderna il cui standard di vita sarà peggiore di quello dei propri genitori. La situazione italiana è peculiare proprio per l&#8217;assenza di giovani: l&#8217;Italia è un paese vecchio con una mentalità vecchia.</p>
<p>Le cifre? Settecento mila laureati del mezzogiorno se ne sono andati all&#8217;estero in 10 anni! I tassi di disoccupazione dei neo-laureati italiani sono il doppio di altre nazioni europee.</p>
<p>Ma di chi è la colpa? Secondo Gaetana, la colpa deve essere condivisa tra le generazioni anziane e quelle giovani. Queste ultime devono sforzarsi di cambiare la propria situazione, almeno quella personale.</p>
<p>Secondo Andrea, quelli che lo fanno, andando all&#8217;estero, difficilmente torneranno in Italia perché all&#8217;estero ci si sente valorizzati e rispettati ed una volta assaporate queste sensazioni difficilmente si torna indietro.</p>
<p>L&#8217;Australia, dice Danilo, offre moltissimo in questo contesto ai giovani italiani anche se quelli che cercano di rimanere una volta arrivati hanno difficoltà perché la politica immigratoria australiana è molto rigida e severa.</p>
<p>Nadia condivide la sua esperienza di trentenne che dopo un decennio indipendente tra le quali esperienze all&#8217;estero in Russia, Germania e Australia, si trova a dover ritornare a casa dei genitori in quanto è difficile trovare un lavoro che consenta di mantenersi.</p>
<p>Lo stesso curriculum che Nadia presentava in Australia, ottenendo un lavoro, non è &#8220;mai abbastanza&#8221; per i datori di lavoro italiani, dopo 500 curriculum spediti!</p>
<p>Per Nadia lasciare l&#8217;Italia sarebbe la via più semplice per risolvere i propri problemi.</p>
<p>Ma sarebbe una fuga?</p>
<p>Ognuno ha le proprie opinioni e dipende da persona a persona.</p>
<p>Secondo Nadia tanti giovani sono rassegnati alla propria situazione mentre altri italiani emigrano non trovando alternative alla propria situazione in Italia.</p>
<p>Attenzione però l&#8217;esperienza estero sembra non essere valorizzata da datori di lavoro italiani una volta tornati in Italia.</p>
<p>Mentre ad esempio in Australia se avete voglia di fare ed impegnarvi, riuscirete costruirvi una vita.</p>
<p>Tornare in Italia?</p>
<p>In pratica tutti quelli che assaporano all&#8217;estero e le possibilità offerte confermano che il ritorno in Italia è molto improbabile.</p>
<p><strong>Cosa ne pensate?</strong></p>
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		<title>Classifica mondiale accesso alla sanità</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 04:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Reuters ha pubblicato i risultati di un sondaggio riguardante la fiducia che i cittadini di 22 nazioni hanno nel proprio servizio sanitario nazionale. I risultati rivelano che cittadini di nazioni tipo Svezia, Belgio, Olanda e Canada hanno la maggiore fiducia nel sistema sanitario e la maggior parte di loro credono di riuscirespazio facilmente ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Reuters ha <a title="classifica mondiale accesso alla sanità" href="http://www.reuters.com/article/idUSTRE63E2TO20100415" target="_blank">pubblicato</a> i risultati di un sondaggio riguardante la fiducia che i cittadini di 22 nazioni hanno nel proprio servizio sanitario nazionale.</p>
<p>I risultati rivelano che cittadini di nazioni tipo Svezia, Belgio, Olanda e Canada hanno la maggiore fiducia nel sistema sanitario e la maggior parte di loro credono di riuscirespazio facilmente ad ottenere assistenza sanitaria di qualità e conveniente.</p>
<p>Questa classifica ovviamente è soggettiva ma può dare un&#8217;idea del livello di un servizio come quello della sanità, molto importante per tante persone che vogliono emigrare all&#8217;estero, in una miriade di destinazioni mondiali.</p>
<p>Giusto per mettere i risultati in un contesto familiare agli italiani, l&#8217;Italia viene collocata in questa <a title="Reuters" href="http://graphics.thomsonreuters.com/10/04/GLB_HEALTH0410.gif" target="_blank">classifica</a> dietro al Brasile e davanti al Messico. 15ª su 22 nazioni, con meno del 40% dei rispondenti che dicono che l&#8217;accesso ad una sanità di qualità e conveniente sia facile.</p>
<p><strong>Articoli con temi simili</strong></p>
<p><strong></strong><a title="guida per lavorare e vivere come infermieri in Australia (scritta in inglese)" href="http://www.italiansinfuga.com/risorse/guida-per-lavorare-e-vivere-come-infermieri-in-australia-scritta-in-inglese/" target="_blank">Guida per lavorare e vivere come infermieri in Australia (scritta in Inglese)</a><br />
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<p><a title="classifica dei sistemi sanitari in Europa" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/09/30/classifica-dei-sistemi-sanitari-in-europa/" target="_blank">Classifica dei sistemi sanitari in Europa</a></p>
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		<title>Volete emigrare? Spegnete la televisione!</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 10:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità]]></category>
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		<description><![CDATA[Traggo spunto da un articolo di Seth Godin per invitarvi a spegnere la televisione se davvero volete emigrare. Io personalmente guardo poco la televisione perché la qualità dei programmi è scadente e perché riesco a trovare molte altre cose da fare. Le alternative a sedersi sul divano e passare ore senza far funzionare il cervello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Traggo spunto da un articolo di <a title="Seth Godin" href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2010/03/but-its-better-than-tv.html" target="_blank">Seth Godin</a> per invitarvi a spegnere la televisione se davvero volete emigrare.</p>
<p>Io personalmente guardo poco la televisione perché la qualità dei programmi è scadente e perché riesco a trovare molte altre cose da fare.</p>
<p>Le alternative a sedersi sul divano e passare ore senza far funzionare il cervello sono innumerevoli.</p>
<p>Piuttosto che guardare il &#8220;Grande fratello&#8221;, gli aspiranti emigranti, ad esempio, possono:</p>
<ul>
<li>imparare una nuova lingua, come l&#8217;<a title="Sette motivi per imparare l'Inglese" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/01/07/sette-motivi-per-imparare-linglese/" target="_blank">Inglese</a></li>
<li>scrivere un <a title="Per trovare lavoro all’estero iniziate un blog, OGGI!" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/09/29/per-trovare-lavoro-allestero-iniziate-un-blog-oggi/" target="_blank">blog</a> che serva come biglietto da visita</li>
<li>creare un profilo su <a title="Linkedin" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/08/03/usare-facebook-twitter-e-linkedin-per-trovare-lavoro-allestero/" target="_blank">Linkedin</a></li>
<li>creare un profilo su Facebook</li>
<li>fare ricerca sulla vostra destinazione preferita</li>
<li>crearvi una cerchia di amicizie virtuali all&#8217;estero</li>
<li>tradurre il vostro curriculum nella lingua del paese nel quale state cercando lavoro</li>
<li>cercare <a title="Lavoro Estero" href="http://www.italiansinfuga.com/lavoro-estero/" target="_blank">lavoro all&#8217;estero</a> su Internet</li>
<li>aiutare altri ad emigrare</li>
<li>imparare nuove professionalità che vi aiutino a trovare lavoro all&#8217;estero</li>
<li>lavorare su Internet per guadagnare alcuni soldini che possono servirvi per emigrare</li>
</ul>
<p>Grazie ad Internet ci sono milioni di persone che adesso scelgono di passare 5-6 ore al giorno a creare, produrre, usare il cervello piuttosto che sdraiarsi sul divano da &#8220;vegetale&#8221;.</p>
<p><strong>Fatelo anche voi e l&#8217;estero si avvicinerà!</strong></p>
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