Archive for 'inglese'

Come migliorare il vostro Inglese con lyricstraining.com

Da generazioni gli italiani imparano l’inglese guardando video musicali o ascoltando canzoni in lingua originale.

Grazie al Web è arrivato adesso uno strumento che aiuta a migliorare la propria comprensione dell’inglese “giocando” con i video musicali.

Lyricstraining.com è un sito che utilizza i video disponibili su youtube per sfidarvi alla comprensione delle parole.

Voi scegliete una canzone che vi piace, un livello adatto alle vostre capacità e la lingua che vi interessa migliorare. Infatti il sito offre la possibilità di migliorare il proprio inglese, tedesco, spagnolo, olandese, francese ed Italiano, in caso vi servisse.

Una volta scelto il video dovete poi scegliere il vostro livello di competenza attuale: principiante, intermedio o esperto. A questo punto si tratta di ascoltare la canzone, guardando il video, e capire le parole della canzone stessa. Nei primi due casi dovete semplicemente riempire le parole mancanti, con un livello superiore di difficoltà per l’intermedio. Se scegliete di giocare come esperto, dovete completare tutte le parole della canzone.

Il bello di questo sito è che il video si ferma aspettando che voi inseriate le parole ed offre anche una traduzione simultanea in italiano utilizzando il servizio di Google.

Potete anche scegliere video diversi a seconda della difficoltà della canzone stessa. Alcune canzoni sono più facili da comprendere mentre altre sono più oscure.

Guardatevi il video qui di seguito!

Buon divertimento!

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Come trasferirsi a Londra

Elvis Ciotti si è trasferito a Londra un anno fa e dopo pochi mesi ha trovato lavoro nel suo campo, l’IT.

Imparate dalla sua esperienza e dai passi pratici da fare durante i primi tempi per porre le basi per un’emigrazione di successo.

Dove vivere durante i primi giorni, come imparare l’Inglese in fretta, come trovare lavoro, è tutto qui….

Perché sono partito

Beh, per vari motivi. Il principale é che in Italia non si ha (salvo pochi settori ed eccezioni varie) un sistema meritocratico, il che é doppiamente un problema: molta gente in gamba non ottiene quello che merita e si trovano spesso incompetenti in posti importanti, compresi molti di quelli che governano e contribuiscono a peggiorare ulteriormente la situazione.

Secondo, ho una laurea e qualche anno di esperienza in IT, settore molto ben generalmente pagato nei paesi anglosassoni e per cui basta in genere un livello di lingua non altissimo, specialmente per i ruoli da programmatore o simili.

Terzo, moltissimi mi hanno raccontato di aver avuto interessanti esperienze all’estero, quindi perché non provare ? non avevo nulla da perdere.

Devo precisare che in Italia ho lavorato come libero professionista durante l’universitá e avrei potuto continuare a farlo. Non sono quindi partito a causa di assenza di alternative, ma poiché sapevo che qua avrei avuto possibilitá di ambire a molto di piú. In Italia ho dato un’occhiata agli annunci e come mi aspettavo non c’era neanche l’ombra di qualcosa decente (neanche adesso, anzi mi sembra peggiori sempre piú).

Perché Londra

Ho deciso di partire all’inizio del 2009. La crisi si stava facendo sentire ovunque ma ormai avevo deciso e comunque per l’IT la crisi sembrava che si facesse sentire di meno. La mia scelta era un paese anglofono europeo, l’inglese é importantissimo nel settore tecnico. L’Irlanda e altri paesi europei li ho scartati a priori poiché in essi la crisi si era fatta sentire di piú. Alla fine ho scelto Londra, avvantaggiato anche dal conveniente cambio euro sterlina.
Prima di partire mi sono informato su tutto (costi, trasporti, lavoro, ecc…). Ci sono forum e siti con tantissimi consigli e link, ovviamente bisogna imparare a valutare e dare il giusto peso a cosa si legge.

Una volta arrivato?

Un mio amico mi ha ospitato per qualche giorno in attesa che trovassi una stanza in affitto. Ho frequentato per tre mesi un corso di inglese per arrivare a un livello che mi consentisse di parlare al telefono con i recruiter (agenzie di reclutamento) e sostenere una intervista.

Poi ho iniziato ad applicarmi per alcuni lavori online. Ci vuole un po’ per capire a cosa si puó aspirare e come bisogna comportarsi con i recruiters al telefono. Per farla breve, dopo circa due settimane avevo fatto qualche intervista e alla terza, dopo molte domande tecniche, sono stato assunto. Le aziende sono in genere molto piú interessate alle competenze che ai titoli di studio, ma dopo 8 mesi che lavoro direi che servono entrambe per avanzare di carriera e ambire a posti meglio pagati.

La cosa bella a cui in Italia non siamo abituati é che le offerte di lavoro (sui vari siti tipo monster.co.uk) riportano chiaramente quanto sará lo stipendio offerto, e non esiste un’etá massima per poter fare un lavoro. L’impressione che ho avuto é che nell’IT ci sono buone offerte (cosí come in altri settori), e in queste situazioni sono ovviamente i lavoratori ad avere il coltello dalla parte del manico; i manager faranno probabilmente il possibile per trattenerti, trattandoti bene e dandoti uno stipendio adeguato alle competenze per evitare che tu cerchi qualcosa di meglio.

La vita a Londra

Londra é una grande metropoli e ha di tutto, dal quartiere sporco e pericoloso a quello tranquillo e vivibile. Gli affitti e i trasporti costano, ma non molto di piú di quelli di Milano o Roma se si sta un po’ attenti. Le opportunitá sono tante, se si é intraprendenti e in gamba sicuramente é la cittá ideale. Londra é una cittá piena di gente giovane da tutto il mondo, piena di eventi e molto varia. Di negativo direi che il clima é alquanto deprimente, quasi sempre nuvoloso tutto l’anno. Forse é questa una delle cause per cui gli inglesi tendono a essere un po’ asociali :). Inutile che dia altre opinioni in quanto sarebbero troppo soggettive e inutili. A parte i primi mesi per lo shock culturale, dopo periodi prolungati c’é chi continua ad amarla ma anche chi la odia.

A chi consigli di trasferirsi qua ?

In generale lo consiglierei a chiunque fosse interessato a un’esperienza di qualche mese con lo scopo principale di migliorare la lingua.

Per periodi maggiori, direi oggettivamente che ne vale veramente la pena per chi ha competenze tecniche o in alcuni specifici settori, altrimenti si rischia di perdere anni a lavorare sottopagati senza ottenere nulla. Naturalmente c’é una forte componente soggettiva, e il tutto dipende altamente anche dai propri gusti, prioritá e dalla situazione precedente in Italia.

Ovviamente valgono tutte le altre cose giá scritte da altri in italiansinfuga, ovvero che all’estero non sono tutte rose e fiori. All’inizio si parte svantaggiati per via della lingua ed é abbastanza difficile socializzare con la gente del posto. Inoltre la crisi globale pare che abbia lasciato il segno e non é facile trovare un buon lavoro se non si hanno le competenze specifiche richieste o non si é particolarmente intraprendenti.

Grazie Elvis ed in bocca al lupo!

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Emigrare in Australia come pasticcere con il visto 457

Francesca Cardoni ci racconta come emigrare in Australia utilizzando le competenze del compagno, pasticcere in Italia, per ottenere il visto 457 tramite sponsorizzazione da parte di un datore di lavoro in Australia.

(Aggiornamento: leggete Importanti cambiamenti alla politica di immigrazione dell’Australia)

Perché avete scelto l’Australia?

L’Australia mi ha sempre incuriosita, avendo poi tre bimbi piccoli farci un viaggio di vacanza era diventato difficile! La situazione in Italia fa abbastanza schifo e così abbiamo pensato al Paese che probabilmente ci potesse offrire più opportunità, lontano, nuovo ed efficiente!

Avete utilizzato un migration agent?

Abbiamo utilizzato un migration agent solo perché il nostro sponsor lo aveva…hanno fatto tutto loro, tranne i nostri documenti chiaramente!

Con che visto siete arrivati?

Il 457. Il mio compagno è pasticcere quindi è venuta subito l’idea di cercare un lavoro qui e venire con una sponsorizzazione!

Come avete trovato la sponsorizzazione?

Via internet…il mio compagno ha trovato l’annuncio, ha risposto ed è venuto a conoscere la città e i datori di lavoro prima di trasferire tutta la famiglia!

E’ stato difficile per voi ottenere il visto?

No, non è stato difficile. Ci è voluto piu’ o meno 1 anno, anche perchè si sono persi le mie radiografie e quindi l’ho rifatte!

Ci spieghi la trafila burocratica per ottenere il visto?

Pesantina ma fattibile. Per quanto riguarda il nostro visto, io dependent con i miei figli sul visto 457 del mio compagno. Lui ha dovuto sostenere lo IELTS e prendere mi sembra 4 di media (ora è più difficile!), poi abbiamo fatto tutte le visite mediche e radiografie, certificati di nascita, di famiglia ecc…documentazioni varie sui titoli e esperienze lavorative…stop

Consigli a chi sta pensando di fare domande per un visto per l’Australia?

Primo: l’inglese = IELTS
Secondo: se hai uno skill, usufruire dello skill
Terzo: non temere di far un salto nel buio, l’Australia (o almeno il Western Australia) è un Paese fantastico ed accogliente!

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Le fondamenta dell’esame IELTS

Cos’è l’esame IELTS?

L’International English Language Testing System (IELTS) è un esame usato dalle università anglosassoni per assicurarsi che gli aspiranti studenti stranieri abbiano una conoscenza della lingua Inglese sufficiente che consenta loro di frequentare le lezioni in Inglese.

Lo IELTS viene anche usato da agenzie governative per assicurarsi che aspiranti immigranti abbiano una conoscenza dell’Inglese sufficiente per integrarsi in modo soddisfacente nella società, Infine viene usato da datori di lavoro per garantire che l’impiegato straniero sia in grado di espletare le proprie funzioni.

Si possono scegliere due diversi tipi di esami: l’Academic Test ed il General Training Test. Il primo è valido per accedere agli studi universitari dove viene usato l’Inglese mentre il secondo è valido per la questione immigrazione e lavoro.

Lo IELTS è suddiviso in quattro sezioni: ascoltare, leggere, scrivere e parlare.

Tutti i candidati si sottopongono allo stesso esame riguardante l’ascolto e il parlare mentre gli esami riguardanti lo scrivere ed il leggere sono diversi per l’Academic Test ed il General Training Test.

Lo IELTS non fornisce un risultato tipo ‘promosso o bocciato’. Il voto del candidato viene espresso usando una gamma di descrizioni sul livello di Inglese dimostrato.

Livello 9 - Esperto
Livello 8 - Molto Buono
Livello 7 - Buono
Livello 6 - Competente
Livello 5 - Modesto
Livello 4 - Limitato
Livello 3 - Molto Limitato
Livello 2 - Intermittente
Livello 1 - Incapace
Livello 0 - Niente Inglese

Il candidato riceve un voto generale ed un voto specifico per ogni sezione menzionata sopra (parlare, ascoltare, leggere, scrivere).

Come prepararsi per l’esame IELTS?

Innanzitutto dovete essere a conoscenza del formato e della struttura dello IELTS.

Quali sono le sezioni dell’esame?
In che ordine vengono affrontate?
Quanto tempo è disponibile per affrontare ogni sezione?
Quante domande ci sono?
Per quanto dovete parlare all’orale?

In secondo luogo, dovete fare esami di prova, nelle stesse condizioni fisiche dell’esame IELTS vero e proprio, per esercitarvi a seguire le istruzioni alla lettera.

Infine, usate l’Inglese ogni giorno. Questo è l’aspetto più difficile soprattutto se non vivete in una nazione dove si parla Inglese. Se siete in Italia, leggete Il modo migliore di imparare l’Inglese in Italia.

Esistono inoltre i corsi di preparazione all’esame IELTS tramite scuole di lingua. Cercate quelli presso i quali imparerete tutti i tipi di domande.

Per la sezione sull’ascoltare, imparate:

  • a riconoscere i vari tipi di intonazione
  • a riconoscere i vari accenti di lingua Inglese da diverse parti del mondo
  • ad ascoltare per informazioni sia di carattere generale che di carattere specifico

Per la sezione sul leggere, imparate:

  • a leggere superficialmente per ottenere una comprensione di base
  • ad analizzare alla ricerca di informazione specifica
  • a sviluppare il vostro vocabolario
  • a riassumere informazione
  • a come capire quale sia l’opinione dell’autore

Per la sezione sullo scrivere, imparate:

  • a modificare il vostro stile di scrittura a seconda delle circostanze
  • a scrivere paragrafi, introduzioni e conclusioni
  • ad organizzare l’informazione in modo logico
  • ad usare esempi e testimonianze

Per la sezione sul parlare, imparate:

  • ad allenarvi sulla pronuncia, l’intonazione e la fluenza
  • capire frasi comuni
  • interagire con altri
  • parlare di un argomento per per un periodo di tempo esteso

L’esame dell’ascolto consiste di 4 sezioni e dura 30 minuti. Ascolterete diversi accenti di madrelingua Inglese ad esempio irlandese ed australiano.

L’esame sulla lettura dura 60 minuti e dovete rispondere a 40 domande.

L’esame sulla scrittura dura anch’esso 60 minuti. Dovete completare due tipi di compito che variano a seconda che l’esame sia per lo IELTS accademico e quello generale.

L’ultimo esame è quello del parlare. Si tratta di un colloquio di circa 11-14 minuti con un esaminatore accreditato dello IELTS. L’intervista è suddivisa in tre parti: l’introduzione, il monologo e la discussione.

In bocca al lupo!

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Lezione di Inglese: rispondere a Please e Thank You

Nella lezione precedente Mr Duncan ci insegnato a dire Please e Thank You.

Ora ci insegna a rispondere a qualcuno che usa Please e Thank You.

Innanzitutto ci dà alcuni esempi di come rispondere in Inglese a chi ci fa domande usando Please come introduzione.

Le risposte illustrano le tre alternative possibili: Yes, No, Maybe e la costruzione di una fase più completa per spiegare la propria posizione. Usare un semplice Yes o No in Inglese non è molto diffuso forse perchè viene percepito come un pò ‘rude’, maleducato.

Mr Duncan poi ci fornisce alcuni esempi di come rispondere a qualcuno che vi ringrazia per qualcosa usando Thank You.

L’importanza dell’uso di Please e Thank You nella lingua Inglese non è da sottovalutare perchè dimostra che siete ‘polite’, educati ed inclini al rispetto del prossimo.

Sorpresa per gli Italiani alla fine del video…..

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Google Translate aiuta ad imparare la pronuncia Inglese

Google Translate, il traduttore online che traduce 51 lingue, è stato migliorato con alcune caratteristiche molto interessanti soprattutto per imparare la pronuncia Inglese.

Innanzitutto la traduzione è in real-time quindi appena battete la parola o frase in Italiano, viene tradotta simultaneamente.

In secondo luogo, una volta tradotta la parola o frase in Inglese viene offerta l’opportunità di ascoltarla in Inglese. Potete così familiarizzarvi con la pronuncia inglese di frasi con le quali non avete molta dimestichezza.

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Lezione di Inglese: Please and Thank You

Una lezione di Inglese importantissima per chi vuole imparare l’Inglese.

Perchè? Perchè queste parole vengono usate spessissimo nella società anglosassone. Il comportamento educato e l’uso di parole come ‘per favore’ e ‘grazie’ vengono inculcati dalla tenera età.

Quando qualcuno vi chiede se volete qualcosa, non rispondete solo “yes”, rispondete “yes please”.

Poi siate sicuri di ringraziare dicendo “thank you”.

Per quanto questo vi possa sembrare semplice e ovvio, sono cose fondamentali per instaurare un buon rapporto con i madrelingua che parlano Inglese quindi porgete particolare attenzione a Mr Duncan!

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Ci vuole un pomeriggio per trovare lavoro come infermiere a Bristol, Inghilterra

Per gli infermieri ai quali interessa emigrare, oggi abbiamo la fortuna di intervistare Enrico Menghi che ci racconta il percorso che l’ha portato da essere infermiere in provincia di Cuneo ad essere infermiere a Bristol in Inghilterra.

Ci racconti il tuo passato professionale?

Mi sono diplomato nel 2000 come perito meccanico e ho iniziato a lavorare come apprendista in una ditta vicino al mio paese, Cengio provincia di Savona.

Dal Dicembre 2001 al Dicembre 2002 ho fatto il militare nell’arma dei carabinieri come ausiliario.

Nel 2003 sono tornato a lavorare nella stessa ditta ma dentro di me c’era la voglia di diventare infermiere, da quando nel ‘98 avevo incominciato a fare il volontario nella Croce Rossa.

Così nell’estate del 2004 mi sono licenziato e ad ottobre ho comiciato il corso triennale in scienze infermieristiche.

Durante il secondo e terzo anno ho lavorato come “educatore di sostegno” presso una comunità per persone con malattie psichiatriche. Avevo un contratto co co pro che mi permetteva di gestire le mie ore, visto che dovevo frequentare studiare e fare tirocinio.

In mezzo a tutto questo ho anche disputato 26 incontri come pugile dilettante ma questa è un’altra storia.

Nel Marzo 2008 mi sono laureato mentre da Gennaio non lavoravo più in comunità anche se mi avevano chiesto di fermarmi e firmare il contratto come infermiere.

Era già da un po che volevo provare a fare un esperienza all’estero pensando che fosse un’esperienza da fare a tutti i costi, preferibilmente in un paese anglosassone.

Come ti sei mosso per andare all’estero?

Mi sono iscritto ad un sito, idealavoro.com, un’agenzia di Bologna che ricerca personale sanitario per vari paesi tra cui Irlanda e Inghilterra.

Nell’Aprile 2008 avevano organizzato un colloquio in un hotel bolognese e per quell’occasione erano venuti degli intervistatori di un’agenzia interinale irlandese che cercava personale sanitario.

Il colloquio, per quello che mi ricordo, non era stato un granchè nel senso che il mio Inglese era proprio scarso. L’agenzia chiedeva 500 euro per le pratiche (iscrizione all’albo irlandese e varie traduzioni) e poi, come mi ha detto un infermiere che ho conosciuto al colloquio, ti proponeva una vacanza studio della durata di tre settimane al costo di 1000 euro circa.

Quindi lasciai perdere, cominciai a cercare lavoro dalle mie parti e trovai presso una clinica privata a Savona. Prima di accettare mi rivolsi a una mia ex-docente per chiederle consigli. Lei mi disse che le cliniche private sono un pò “così”: pagano poco e ti sfruttano.

Fatto sta che dovevo lavorare, due mesi senza far niente erano troppi per me.

Lei mi consigliò di provare a chiamare la Costa crociere. Dopo essermi pagato il libretto di navigazione (che ti consente di lavorare a bordo) e aver fatto due settimane di corsi vari, mi imbarcai l’8 Giugno sul Costa Fortuna. 4 mesi a bordo, colleghe impossibili, vita surreale… divertimento, ma non era il mio lavoro. Pur avendo accettato un lavoro per la stagione invernale in Brasile rinunciai.

Fatto stà che ero da capo, a casa e senza lavoro, per scelta mia… trovai alcuni concorsi e ne vinsi uno come infermiere a tempo determinato presso l’ASL CN1 Mondovì Fossano Ceva. Iniziai a lavorare a Ceva il 2 di Febbraio presso il reparto di medicina. Colleghi stupendi, medici stupendi.

Per scherzo una mattina di metà Febbraio mi sono messo a cercare su internet occasioni di lavoro all’estero per infermieri, iscrivendomi su un sito di un agenzia finlandese (www.profco.com).

Lo stesso pomeriggio mi chiamarono per dirmi che avevano bisogno di infermieri per un ospedale pubblico a Bristol, Inghilterra.

Lì cominciò l’iter burocratico. Il 30 marzo ho fatto il colloquio e poi ho passato 6 mesi a fare traduzioni, referenze ecc per l’iscrizione all’albo inglese. Finalizzai tutto entro Agosto e mi dissero che potevo iniziare il 28 di Settembre.

Ed eccomi qua a Bristol! Forse sono stato incosciente avendo rifiutato il ruolo con contratto a tempo indeterminato presso l’ASL dove lavoravo e sopratutto per essermi lasciato alle spalle colleghi stupendi. Penso che un’occasione unica che dovessi cogliere al volo.

Hai problemi con l’Inglese?

Il mio livello di inglese non è buonissimo nonostante il miglioramento sulla nave da crociera. In Italia non ho potuto studiare tanto, ho lavorato come un leone, ero senza ferie perchè non le avevo ancora accumulate e sinceramente quando ero libero pensavo a rilassarmi.

Così adesso ho difficoltà nella comprensione e nella lingua parlata. Sarebbe stato meglio venire su prima e fare un mese di corso di Inglese prima di iniziare a lavorare. La settimana prossima inizia la quarta settimana di turni ma non mi sento ancora pronto a lavorare autonomamente.

Migliore l’Inghilterra o l’Italia?

Troppo presto per rispondere. Adesso ovviamente ho nostalgia del mio ospedale in Italia essendo 8 mesi che lavoravo in quel reparto, conoscevo bene il mio lavoro, ero tranquillo.

Posso dire che in Inghilterra su molte cose sono più attenti e il sistema è diverso per quanto riguarda i farmaci, il controllo delle infezioni ecc…

Pregi e difetti di Bristol?

Quì si trova di tutto, negozi, locali eccetera… ma Bristol è meno caotica di Londra ma altrettanto cosmopolita.

Grazie Enrico!

Cercate qui sotto per lavori da infermieri nel Regno Unito

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Lezione di Inglese: Hello and Goodbye

Un’altra lezione di Inglese da parte di Mr Duncan per aiutare quelli di voi che mi esprimono il desiderio di emigrare ma che sono frenati dalla scarsa conoscenza dell’Inglese.

Non demordete! Piano piano, imparando da video simili riuscirete a migliorare il vostro Inglese fino ad un livello che vi consentirà di ambientarvi all’estero.

Questa volta Mr Duncan ci spiega come dire ‘Hello’ e ‘Goodbye’.

Non è così semplice come può sembrare! Ci sono diversissimi modi di dire Hello e Goodbye in Inglese e Mr Duncan vi spiega il significato delle varie frasi che si possono usare quando si parla Inglese.

Il video vi aiuterà ad integrarvi in fretta in una nazione dove la lingua è l’Inglese in quanto vi fornisce tantissimi esempi di colloquialismi che, appena sbarcati, vi possono sembrare una lingua aliena.

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3 ostacoli all’emigrazione e come superarli

Mi scrive un lettore del blog chiedendomi consigli su come procedere verso l’emigrazione all’estero.

Segue poi un breve elenco di ‘problemi’ che contribuiscono ad ostacolare il viaggio oltreconfine.

Premetto che sono tutti problemi legittimi e comuni a tantissimi Italiani ma, arriva la buona notizia, sono tutti superabili.

A patto che vi assumiate la responsabilità di risolverli, nessun altro li risolverà per voi, e raddoppiate o triplicate gli sforzi nel trovare soluzioni.

Il primo ‘problema’ è che “ho famiglia e ciò comporta l’impossibilità di spostarmi senza delle minime garanzie”

Questa è una preoccupazione legittima in quanto avete una responsabilità verso i vostri cari nel garantire loro una vita decorosa.

Innanzitutto dovete assicurarvi che la famiglia al completo voglia emigrare. Non basta che il capo famiglia sia intenzionato a mollare tutto in Italia se il resto della famiglia, coniuge in modo particolare, non voglia seguire la stessa strada. Altrimenti finirete con l’estenuarvi remando in una direzione mentre i vostri cari o non remano o remano nella direzione opposta.

In secondo luogo, vedete la famiglia come una risorsa piuttosto che un ‘peso’. Andando via in due, marito e moglie, oltre ai figli, raddoppiate le probabilità che almeno uno trovi lavoro appena arrivati o dopo poco tempo dall’arrivo nella vostra nuova nazione adottiva.

Durante la vostra vita all’estero vi troverete in situazioni, parlo per esperienza personale, dove uno sosterrà economicamente l’altro e, nei Paesi anglosassoni, questo è più indipendente dalla distinzione tra marito e moglie e dai loro rispettivi ‘tradizionali’ ruoli nella famiglia italiana.

Infine, scordatevi le ‘minime garanzie’! Non ci sono, non esistono e non dovete fare affidamento a loro. Non aspettate ad emigrare fino a quando troverete, dall’Italia, il lavoro perfetto che vi aspetta a braccia aperte. Altrimenti non vi muoverete mai!

L’emigrare comporta rischi e le ‘minime garanzie’ vi danno un falso senso di sicurezza. Inoltre quello che per me rappresenta minime garanzie per altri può rappresentare poco o niente.

Ricordatevi che ci sono già centinaia di migliaia di emigrati nelle destinazioni che vi interessano che sono emigrati senza garanzie. Ad esempio a Londra ed in Inghilterra ci sono tantissimi Polacchi che utilizzano la convenienza di essere cittadini europei per trovare una vita migliore in Inghilterra. Sono partiti solo quando avevano ‘minime garanzie’ di trovare lavoro? No. Sono partiti all’avventura o quasi. Il fatto è che loro hanno più ‘fame’.

Meglio adottare l’atteggiamento degli emigranti italiani dei secoli scorsi, tempi diversi lo so ma la filosofia resta la stessa, che partirono con una valigia di cartone e senza minime garanzie.

Diverso è il discorso se con garanzie si intendano invece probabilità. Minime probabilità di trovare lavoro ci sono sempre. Dipende dal lavoro, dipende dalla situazione economica ma se si è flessibili e disposti a sacrificarsi il lavoro lo si trova.

Attenzione però: è facile dire “sono disposto a fare di tutto, anche a pulire i cessi”, è difficile farlo, è difficile fare un lavoro che non dà soddisfazioni, per il quale siete ‘over-qualified’, per mesi e anni.

Non conosco l’Inglese

A questo c’è un solo modo per rimediare. Imparatelo! L’Inglese che avete imparato a scuola non vi basta. Per ottenere un visto per alcune nazioni tipo l’Australia divete dimostrare di conoscerlo passando alcuni esami.

Se avete bisogno di capire perchè l’Inglese è importante, leggetevi Sette motivi per imparare l’Inglese.

Non sapere bene la lingua del Paese dove si vuole andare a vivere vuole dire non riuscire a contribuire alla vita lavorativa del Paese. Certo magari potete andare a lavorare in cucina in ristoranti italiani ma, attenzione, perchè ad esempio quì in Australia il personale in cucina in ristoranti italiani sta diventando sempre di più cinese o indiano, concorrenza a basso costo.

Per capire l’importanza della lingua, sono sicuro che conoscerete, in Italia, immigrati che pure essendo qualificati non trovano lavoro al livello dei loro titoli di studi. Uno di motivi? La lingua. Se un ingegnere indiano non sa parlare l’Italiano è difficile che una ditta italiana lo assuma, per quanto bravo e qualificato l’ingegnere sia.

Non sapendo l’Inglese o la lingua del Paese di destinazione voi vi metterete nella stessa posizione dell’ingegnere indiano.

Al giorno d’oggi esistono innumerevoli modi di imparare l’Inglese anche stando in Italia ed anche a basso costo.

Dalla semplicità e tecnologia di Livemocha, all’insegnamento tramite insegnanti di Inglese online, all’uso di DVD in lingua originale, a corsi di Inglese della BBC su podcast, a vari corsi su Youtube.

Infine leggetevi quale è, secondo me,  il modo migliore di imparare l’Inglese in Italia.

Le mie attuali finanze sono agli sgoccioli

L’emigrazione all’estero costa. Certo si può risparmiare scegliendo le opzioni meno costose ma ricordatevi che le spese da affrontare in una nuova nazione sono grandi e di solito superiori a cosa prevedete.

Innanzitutto per alcune nazioni dovete fare domanda per un visto. Ad esempio, un visto permanente per l’Australia costa migliaia di dollari che raddoppiano se scegliete di usare un migration agent. Per le nazioni europee questo problema ovviamente non esiste.

Dovete poi viaggiare verso la destinazione. Ovviamente possono esserci diverse opzioni ma dovete comunque preventivare centinaia se non migliaia di Euro a persona.

Una volta arrivati dovete spendere senza, probabilmente, avere un lavoro e quindi dovete mettere in preventivo di avere un gruzzolo che vi consenta di mantenervi per alcune settimane od alcuni mesi.

Ricordatevi inoltre che in alcune nazioni, tipo l’Inghilterra, il costo della vita è superiore o al limite simile a quello dell’Italia quindi non è che risparmierete, anzi.

Soprattutto all’inizio dovete spendere extra per comprare tutto ciò che date per scontato in Italia. Elettrodomestici, ferro da stiro, televisione, macchina eccetera.

Insomma fatevi i conti ma preventivate di finanziare l’emigrazione all’estero con parecchie migliaia di euro.

Se non li avete, come fare?

Risparmiate. Il nuovo telefonino, le vacanze, i vestiti alla moda dimeticateveli.

Cercate un nuovo lavoro. Più facile a dirsi che a farsi quando magari fate fatica ad avere un solo lavoro dignitoso.

Createvi un lavoro online tipo l’insegnamento dell’Italiano online.

Riassumendo, gli ostacoli all’immigrazione sono duri ma superabili. Bisogna lavorare duramente consci che gli sforzi vi ripagheranno a lungo termine.

In bocca al lupo!

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