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	<title>italiansinfuga &#187; Giappone</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>Numero annunci di lavoro in Asia in forte crescita</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 00:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Robert Walters Asia Job Index è un indice che fornisce informazioni sull&#8217;andamento del mercato del lavoro in Asia. Lanciato nel secondo trimestre del 2008, l&#8217;indice copre i mercati del lavoro della Cina, Hong Kong, Giappone, Corea del Sud, Malesia e Singapore. Una lettura dell&#8217;indice può aiutare a capire quali mercati del lavoro possano offrire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il <a title="Robert Walters Asia Job Index" href="http://www.asiajobindex.com/" target="_blank">Robert Walters Asia Job Index</a> è un indice che fornisce informazioni sull&#8217;andamento del mercato del lavoro in Asia.</h1>
<p>Lanciato nel secondo trimestre del 2008, l&#8217;indice copre i mercati del <strong>lavoro</strong> della <a title="Cina" href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/" target="_blank"><strong>Cina</strong></a>, Hong Kong, <a title="Giappone" href="http://www.italiansinfuga.com/category/giappone/" target="_blank"><strong>Giappone</strong></a>, <a title="Corea del Sud" href="http://www.italiansinfuga.com/category/corea-del-sud/" target="_blank"><strong>Corea del Sud</strong></a>, <a title="Malesia" href="http://www.italiansinfuga.com/category/malesia/" target="_blank"><strong>Malesia</strong></a> e <a title="Singapore" href="http://www.italiansinfuga.com/category/singapore/" target="_blank"><strong>Singapore</strong></a>.</p>
<p>Una lettura dell&#8217;indice può aiutare a capire quali mercati del lavoro possano offrire le migliori opportunità di <strong>lavoro</strong> in <strong>Asia</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;ultima edizione, relativa al secondo semestre 2011, viene messa in evidenza una crescita del 48% del <strong>numero di annunci di lavoro in Asia</strong>.</p>
<div id="attachment_7092" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/"><img class="size-medium wp-image-7092" title="Cina su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/calligrafo1-300x199.jpg" alt="Cina su Italiansinfuga" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Cina su Italiansinfuga</p></div>
<p>Questa crescita è guidata principalmente dal comportamento del mercato del <strong>lavoro in Cina </strong>che ha visto un aumento degli <strong>annunci di lavoro</strong> nel secondo trimestre 2011 del 45% rispetto al 2010.</p>
<p>Questa crescita è un risultato della forte domanda di professionisti da parte del settore della gestione di proprietà immobiliari.</p>
<p>In <strong>Malesia</strong>, il mercato del lavoro è in forte crescita grazie ad ditte internazionali che aprono filiali nel Paese con l&#8217;intenzione di approfittare del potenziale di crescita della nazione.</p>
<p>Per quello che riguarda <strong>Singapore</strong>, una fiducia del consumatore in aumento ha prodotto una maggiore domanda per professionisti che operano nel settore della vendita al dettaglio.</p>
<p>Il mercato del lavoro in <strong>Giappone</strong> ha risentito dell&#8217;effetto tsunami con una contrazione del numero di annunci di lavoro del 7,3% durante il secondo trimestre 2011 rispetto al primo trimestre.</p>
<p>Se <a href="http://www.asiajobindex.com/downloads/asia-job-index/2011/Robert-Walters-ASIA-JOB-INDEX-Q2-2011.pdf" target="_blank"><strong>scaricate il report</strong></a>, potete leggere più in dettaglio il numero di annunci di <strong>lavoro</strong> all&#8217;interno dei vari settori per tutti i paesi menzionati. Potrete quindi capire la domanda per professionisti del settore IT piuttosto che per ingegneri o per persone che lavorano nel settore pubblicità.</p>
<p>Potrete inoltre leggere i commenti dei vari responsabili del report su specifici mercati del lavoro nazionali.</p>
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		<title>Dall’Australia alla Turchia (passando per il Giappone)</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/10/11/dallaustralia-alla-turchia-passando-per-il-giappone/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 23:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
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		<description><![CDATA[Elisa Chisana Hoshi ha vissuto per due anni in Australia grazie alla working holiday visa e ci racconta la sua avventura dalla Turchia dove vive attualmente dopo aver vissuto anche in Giappone. Ci descrivi a grandi linee il tuo viaggio in Australia con la working holiday visa? Sono partita con destinazione Sydney, piena di aspettative, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Elisa Chisana Hoshi ha vissuto per due anni in Australia grazie alla <a title="working holiday visa australia" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/09/17/a-cosa-puo-servire-una-working-holiday-visa-per-laustralia/" target="_blank">working holiday visa</a> e ci racconta la sua avventura dalla Turchia dove vive attualmente dopo aver vissuto anche in Giappone.</h1>
<p><strong>Ci descrivi a grandi linee il tuo viaggio in Australia con la working holiday visa?</strong></p>
<p>Sono partita con destinazione Sydney, piena di aspettative, ma senza essere preparata all&#8217;impatto con una città così grande. Strade piene di gente (una vera fiumana!) semafori con il segnale acustico, parchi e professionisti a far jogging in pausa pranzo&#8230;tutte che fino a quel momento avevo visto solo nei film!</p>
<p>Mi ricordo che era novembre, ed ero convinta che avrebbe fatto un gran caldo, primo luogo comune sull&#8217;<strong>Australia</strong> da sfatare: faceva freddo! Pioveva a dirotto e l&#8217;aria era fresca, pulita. Mi sembrava tutto enorme, e mi sentivo come persa in una grande casa di bambole. Ero affascinata e confusa.</p>
<p>Sydney è una città a dir poco meravigliosa: talmente pulita, bene organizzata e fiammante che ci puoi camminare a piedi scalzi! A dire il vero, in gran parte dell&#8217;<strong>Australia</strong> è così. Beh, arrivo, il 4 novembre, e mi rendo conto che la grande città non fa per me!</p>
<p>Non avendo piani precisi in testa, prendo il primo aereo per il Queensland insieme a una ragazza francese e un ragazzo belga conosciuti in ostello, per andare a fare un po&#8217; di fruit picking. Un&#8217;esperienza stupenda, ma si suda davvero!</p>
<div id="attachment_6754" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-6754" title="Elisa Mango Queen" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/10/Elisa-mango-queen-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Elisa Mango Queen</p></div>
<p>Insieme a ragazze e ragazzi di tutto il mondo, ho raccolto mango, patate, zucche e banane sotto un sole cocente, tra ragni e serpenti: fantastico! Il fruit picking è un bel modo anche per ottenere il <strong>secondo WHV</strong>: se si lavora per 3 mesi nel campo agricolo, infatti, si hanno buone possibilità di veder rinnovato il visto per un altro anno! Così è successo a me.</p>
<p>Dopo il fruit picking in Queensland ho viaggiato in lungo e in largo per la bellissima est coast Australiana, riscendendo verso Sydney, dove mi sono poi fermata a lavorare per qualche mese in un Ostello: non mi sono mai divertita tanto in vita mia! E il mio inglese faceva passi da gigante.</p>
<p>Poi sono andata in Tasmania, dove ho fatto <a title="World Wide Opportunities on Organic Farms" href="http://www.wwoof.org/" target="_blank">WOOFING</a> per qualche mese; sono poi risalita a Melbourne e Adelaide, da cui sono ripartita per il Queensland! Mi sono fermata nel nord tropicale per qualche mese, e ho realizzato il mio sogno di vivere nella Giungla selvaggia, a Cairns. Dopo un viaggio nell&#8217;Outback ho  raggiunto Perth e mi sono stabilita a Fremantle per lavorare stabilmente: per un anno ho gestito un Pie Shop! E mi sono anche innamorata&#8230; Due anni incredibili!</p>
<p><strong>Con che approccio mentale bisogna partire per l&#8217;Australia con una working holiday visa?</strong></p>
<p>Direi che è essenziale partire con la mente sgombra da pregiudizi e paure: bisogna essere il più possibile aperti e flessibili per cogliere le mille possibilità che una terra giovane e generosa come l&#8217;Australia può offrire. E poi, manco a dirlo, tanta voglia di imparare cose nuove e un forte spirito di adattamento! Non troveremo le stesse comodità di casa, là dove siamo diretti. E nemmeno la stessa buona cucina!</p>
<p><strong>Che metodo hai adottato per trovare lavoro e/o casa durante il tuo viaggio in Australia?</strong></p>
<p>Ho abitato spesso negli ostelli, vera fucina di viaggiatori pronti a dispensare consigli di viaggio e di lavoro! Ho cercato lavoro sempre di persona: entravo nel bar o nel negozio con il CV alla mano, e mi proponevo per lavorare. Ha sempre funzionato! Ho viaggiato in lungo e in largo, e ho imparato a gestire anche i problemi logistici.</p>
<p>Dopo qualche mese di rodaggio ho imparato a disfarmi dei vestiti fuori stagione ricomprandone sempre di nuovi, e di inutili zavorre. Con la valigia alle calcagna salire su un bus e arrivare in una nuova città, spesso dal nome impronunciabile. Presentarsi al bar del paese con il sorriso, ordinare una birra e chiedere agli avventori, o al barista: “Cerco lavoro! Sapete se c’è qualcuno qui in giro ha bisogno di una mano?” e trovare lavoro in meno di venti minuti, un posto dove dormire, il tutto senza la minima ansia.</p>
<p>L&#8217;<strong>Australia</strong> premia lo spirito d&#8217;iniziativa! E non serve avere “ganci e amici”, come in Italia! Conta quello che sai fare. Credo che sia la cosa che amo di più dell&#8217;<strong>Australia</strong>.</p>
<p><strong>Ci sono zone geografiche dove hai fatto più fatica a trovare lavoro?</strong></p>
<p>La zona di Adelaide mi ha posto qualche problema! Troppo “europeizzata” per i miei gusti, c&#8217;è meno mobilità e possibilità di lavori stagionali.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_6755" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-6755" title="Elisa and the metro dump" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/10/elisa-and-the-metro-dump.jpg" alt="" width="200" height="150" /><p class="wp-caption-text">Elisa and the metro dump</p></div>
<p><strong>Quanti lavori hai fatto in Australia? Ci descrivi quelli più memorabili?</strong></p>
<p>Ok, preparatevi: ho cambiato più di quarantasette lavori!</p>
<p>Per citarne solo alcuni: cameriera in un take-away di cibo thailandese, sfrondatrice di caschi (a suon di machete) in una piantagione di banane nel Queensland, night manager in un ostello a Sydney, cleaner in un Resort a cinque stelle a Port Douglas, impacchettatrice di arance a Griffith, lucidatrice di pomi d’ottone in un pub nel deserto a Mount Isa, barista in un bar di minatori a Southern Cross.</p>
<p>I lavori più folli? Aiuto-architetto per gli scavi del metrò a Perth: in pratica, si trattava di lavare gli enormi rulli utilizzati per il carotaggio del terreno&#8230;con un compressore gigante! Ero imbragata come un&#8217;alpinista e avevo una pistola ad aria compressa potentissima, sembravo una dei Ghostbusters. Poi, venditrice di vestitini Vintage a Hobart: ho lavorato anche al Salamanca Market, tra i banchi colmi di abitini usati in stile “swinging London”, la Tasmania è un posto così incredibilmente British&#8230;</p>
<p><strong>Hai dei consigli per risparmiare durante la permanenza in Australia?</strong></p>
<p>Certo! Anzitutto, il WOOFING (word wide opportunities in organic farms). Si può scegliere dove andare leggendo la descrizione delle varie farms, sparse su tutto il territorio: l&#8217;idea è quella proporre una rete di contatti che offrono vitto e alloggio in cambio di lavoretti nelle proprietà agricole. E&#8217; davvero una buona risorsa per risparmiare sui costi di accommodation: basta comprare il libro nelle agenzie di viaggio per Backpackers.</p>
<p>Se non avete un lavoro stabile consiglio anche di proporvi come lavapiatti nei ristoranti, e come cleaners negli ostelli, se il lavoro non vi spaventa! Non a Sydney, dove c&#8217;è troppa concorrenza, ma nel resto dell&#8217;Australia, c&#8217;è sempre bisogno di una mano in più, in cambio di vitto e alloggio.</p>
<p>Consiglio anche i Charity Shops per comprare i vestiti e gli oggetti che vi serviranno: costa tutto molto meno dei negozi tradizionali, ed è anche beneficenza!</p>
<p>Per gli spostamenti consiglio i mitici Bus della Greyhound, e le compagnie aeree Jet Star e Virgin Blue, sempre in odore di sconti e promozioni! A tal fine, procuratevi una “tessera studenti” internazionale, se potete, prima di partire: vi darà diritto a sconti di ogni genere.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi sta prendendo in considerazione l&#8217;Australia come destinazione?</strong></p>
<p>Di partire assolutamente! L&#8217;Australia è tutta da scoprire, e offre molte possibilità. Consiglio di non partire allo sbaraglio: bisogna informarsi bene prima! Ci sono anche organizzazioni che possono darci una mano con i visti, e agenti specializzati cui rivolgersi. Consiglio anche di dare una spolveratina all&#8217;inglese!</p>
<div id="attachment_6756" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/10/elisa-relax.jpg"><img class="size-medium wp-image-6756" title=" " src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/10/elisa-relax-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p><strong>E dopo l&#8217;Australia, che hai fatto? Che frutti ha portato il tuo “grande viaggio”? </strong></p>
<p>L&#8217;esperienza australe mi ha davvero aperto nuovi orizzonti! Non sono più la persona che ero prima di partire. Sto per festeggiare, il 4 novembre, i miei primi 4 anni da giramondo! Partii, infatti, il 4 novembre del 2007. Ringrazio il cielo per averlo fatto: da allora ho iniziato a realizzate i miei sogni nel cassetto! Ho sempre voluto essere una scrittrice: e ora, ho un tale bagaglio di esperienze da raccontare!</p>
<p>E poi l&#8217;Australia ti regala un forte senso di libertà&#8230; Ho anche trovato l&#8217;amore. E ho imparato così bene l&#8217;inglese, che mi sono trasferita in Giappone a insegnarlo! Chi l&#8217;avrebbe mai detto? Ora scrivo, per lavoro e per passione: ho aperto il mio blog <a href="http://elisachisanahoshi.blogspot.com/" target="_blank">Treasures</a> e ho sperimentato un altro aspetto del viaggio: la condivisione!</p>
<p>Ora vivo a Istanbul (dopo il terremoto in Giappone ci siamo trasferiti qui) insieme a Richie e con lui sto lavorando a un altro bel progetto: un metodo tutto nuovo per imparare l&#8217;inglese! Se volete, potete partecipare anche voi al nostro crowd funding su <a href="http://eppela.com/ita/projects/64/go-english-go" target="_blank">Eppela</a> e darci una mano anche con questa nuova avventura.</p>
<p>Che dire? Dopo l&#8217;<strong>Australia</strong> ho la sensazione che nulla sia più impossibile, né irraggiungibile: e che i sogni esistano proprio per essere realizzati&#8230;</p>
<p><strong>Grazie Elisa ed in bocca al lupo!</strong></p>
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		<title>Classifica nazioni disuguaglianza del reddito</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 04:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia si piazza al penultimo posto di una graduatoria relativa alla disuguaglianza del reddito nelle più avanzate economie occidentali. &#8216;How Canada Performs&#8217; è un programma di ricerca che ha lo scopo di analizzare la prestazione del Canada rispetto alle altre nazioni avanzate in una moltitudine di aspetti socioeconomici. Uno degli aspetti analizzati è quello della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>L&#8217;Italia si piazza al penultimo posto di una graduatoria relativa alla disuguaglianza del reddito nelle più avanzate economie occidentali.</h1>
<p>&#8216;How Canada Performs&#8217; è un programma di ricerca che ha lo scopo di analizzare la prestazione del Canada rispetto alle altre nazioni avanzate in una moltitudine di aspetti socioeconomici.</p>
<p>Uno degli aspetti analizzati è quello della <strong><a href="http://www.conferenceboard.ca/hcp/Details/society/income-inequality.aspx" target="_blank">disuguaglianza del reddito</a></strong> all&#8217;interno delle varie nazioni.</p>
<p>Purtroppo l&#8217;Italia si piazza 16ª tra 17 nazioni, davanti solo agli Stati Uniti.</p>
<p>Ecco la classifica delle nazioni con minore disuguaglianza del reddito:</p>
<ol>
<li>Danimarca</li>
<li>Svezia</li>
<li>Austria</li>
<li>Finlandia</li>
<li>Francia</li>
<li>Belgio</li>
<li>Olanda</li>
<li>Svizzera</li>
<li>Norvegia</li>
<li>Germania</li>
<li>Australia</li>
<li>Canada</li>
<li>Giappone</li>
<li>Irlanda</li>
<li>Regno Unito</li>
<li>Italia</li>
<li>Stati Uniti</li>
</ol>
<p>La <strong>disuguaglianza del reddito</strong> viene definita come un importante fattore all&#8217;interno di una economia e viene considerata come importante componente e causa di problemi sociali quali crimine ed esclusione sociale.</p>
<p>Le nazioni prese in considerazione da questo studio sono tra le più ricche al mondo però la media nazionale del reddito non riesce a spiegare eventuali disuguaglianze tra i cittadini della nazione stessa.</p>
<p>Ad esempio, il livello di disuguaglianza del reddito negli Stati Uniti è ai livelli massimi storici, addirittura superiori a quelli visti durante la Grande Depressione. Nel 2007 il 10% degli statunitensi più ricchi guadagnarono il 50% del reddito totale negli Stati Uniti.</p>
<p>La <strong>disuguaglianza del reddito</strong> viene misurata usando il coefficiente Gini. Un coefficiente di zero rappresenta perfetta uguaglianza mentre un coefficiente di 100 significa che una persona ha tutto il reddito ed il resto della società niente.</p>
<p>Il coefficiente per l&#8217;Italia viene misurato come 0,35, superato solo da quello degli Stati Uniti con lo 0,38.</p>
<p>C&#8217;è da notare che il coefficiente dell&#8217;Italia durante gli anni 80 era di 0,31, per poi salire negli anni 90 allo 0,35 da dove poi non si è mosso.</p>
<p>Questa classifica riflette grosso modo tante altre classifiche che giudicano le nazioni da un punto di vista socio-economico, con le nazioni scandinave che si piazzano in cima alla classifica.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Wh5f4ZP1hgc?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/v/Wh5f4ZP1hgc?version=3&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div id="attachment_5992" class="wp-caption aligncenter" style="width: 593px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/2010/08/18/classifica-delle-nazioni-migliori-del-mondo/"><img class="size-full wp-image-5992" title="Classifica delle nazioni migliori del mondo" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/08/scale.jpg" alt="Classifica delle nazioni migliori del mondo" width="583" height="396" /></a><p class="wp-caption-text">Classifica delle nazioni migliori del mondo</p></div>
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		<title>Costo della spesa in Giappone</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/11/30/costo-della-spesa-in-giappone/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 10:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[costo spesa]]></category>

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		<description><![CDATA[Alberto Battois ha gentilmente compilato per noi il costo della spesa in Giappone. Dopo il recente articolo sul costo della spesa in Nuova Zelanda, ecco un confronto con quello che dovete prepararvi a pagare nella terra del Sol Levante. Alberto ha tradotto il tutto in Euro! Latte 1L € 1.60 Mele 1Kg € 4.85 Banane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://www.mondoalbino.com/La_vita_e_un_rotolo_di_carta_igienica/La_vita_e_un_Rotolo_di_Carta_Igienica.html">Alberto Battois</a> ha gentilmente compilato per noi il costo della spesa in Giappone.</h1>
<p>Dopo il recente articolo sul <a title="Costo della spesa in Nuova Zelanda" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/11/18/costo-della-spesa-al-supermercato-in-nuova-zelanda/" target="_blank">costo della spesa in Nuova Zelanda</a>, ecco un confronto con quello che dovete prepararvi a pagare nella terra del Sol Levante. Alberto ha tradotto il tutto in Euro!</p>
<ul>
<li>Latte	1L	€ 1.60</li>
<li>Mele	1Kg	€ 4.85</li>
<li>Banane	1Kg	€ 2.74</li>
<li>Pomodori 1Kg	€ 7.90</li>
<li>Carote	1Kg	€ 3.57</li>
<li>Cipolle	1Kg	€ 2.68</li>
<li>Patate	1Kg	€ 3.57</li>
<li>Filetto carne	1Kg	€ 17.60</li>
<li>Bistecche maiale	1Kg	€ 12.86</li>
<li>Petto di pollo	1Kg	€ 11.78</li>
<li>12 uova	€ 1.96</li>
<li>Farina 1Kg € 2.05</li>
<li>Zucchero 1Kg	€ 1.96</li>
<li>Burro 500g € 4.63</li>
<li>Marmellata fragole 500g € 4.13</li>
<li>Caffè macinato 250g € 8.72</li>
<li>Barilla spaghetti 500g € 2.32</li>
<li>Olio extra vergine 1L € 7.17</li>
<li>Pesto Barilla 190g € 4.29</li>
<li>Salsa Barilla 400g € 3.93</li>
<li>Riso arborio 500g € 8.89</li>
<li>Dentifricio 120g € 2.14</li>
</ul>
<p>E voi? Quanto spendete per fare la spesa?</p>
<p>Se siete all&#8217;estero mandatemi una e-mail a italiansinfuga@gmail.com e ne possiamo scrivere un articolo a beneficio di tutti i lettori!</p>
<div id="attachment_3341" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/Japan.jpg"><img class="size-medium wp-image-3341" title="Costo della spesa in Giappone" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/Japan-300x225.jpg" alt="Costo della spesa in Giappone" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Costo della spesa in Giappone</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le difficoltà del mondo del lavoro in Giappone per le donne</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/10/25/le-difficolta-del-mondo-del-lavoro-in-giappone-per-le-donne/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2010/10/25/le-difficolta-del-mondo-del-lavoro-in-giappone-per-le-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 19:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Lavorare in Giappone come straniero rappresenta una sfida. Lavorare in Giappone come donna straniera rappresenta una sfida anche maggiore. Elena Parmeggiani ha lasciato un commento su un articolo sulla &#8216;Classifica globale delle opportunità economiche per le donne&#8216; sulla sua esperienza a Osaka, Giappone. Laureata in Lingue e Studi Orientali a Roma, Elena vive da sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Vivere e lavorare a Tokyo Giappone" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/02/12/vivere-e-lavorare-a-tokyo-giappone/" target="_blank">Lavorare in Giappone</a> come straniero rappresenta una sfida. Lavorare in Giappone come donna straniera rappresenta una sfida anche maggiore.</h1>
<p>Elena Parmeggiani ha lasciato un commento su un articolo sulla &#8216;<a title="Classifica globale delle opportunità economiche per le donne" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/09/20/classifica-globale-delle-opportunita-economiche-per-le-donne/" target="_blank">Classifica globale delle opportunità economiche per le donne</a>&#8216; sulla sua esperienza a Osaka, <strong>Giappone</strong>.</p>
<p>Laureata in Lingue e Studi Orientali a Roma, Elena vive da sei anni in <strong>Giappone</strong>. All&#8217;inizio lavorò come insegnante poi si sposò, ebbe un figlio e tornò a fare l&#8217;insegnante. Con una &#8216;spouse visa&#8217; (visto da sposata) ha provato a trovare un altro tipo di <strong>lavoro</strong> senza molta fortuna.</p>
<p><em>Quali sono le difficoltà per una <strong>donna</strong> straniera nel trovare un <strong>lavoro</strong> in <strong>Giappone</strong>?</em></p>
<p>In generale, sommando un po&#8217; la mia esperienza a quella di colleghe che hanno provato a intraprendere carriere diverse dall&#8217;insegnamento, direi diffidenza e discredito. La <strong>donna</strong> è quella che quando si sposa, lascia il <strong>lavoro</strong> si mette a far figli e scompare. Non ci si investe.</p>
<p><em>Quali sono le realistiche tipologie di professioni disponibili?</em></p>
<p>A parte tutti i colleghi insegnanti, gli Italiani che conosco lavorano in ristoranti (quache volta ne sono proprietari)<br />
o in ditte di import-export.</p>
<p><em>Quali sono le attitudini della società giapponese alle <strong>donne</strong> nel <strong>mondo</strong> del <strong>lavoro</strong>?</em></p>
<p>La <strong>donna</strong> giapponese è quella che serve il tè anche quando riveste gli stessi incarichi dei colleghi (a cui serve il tè). Esempio, mio marito è liutaio, lavora con altri 3 liutai e una liutaia. quando arriva un cliente che si trattiene un po&#8217; è lei (la liutaia) che smette di fare quello che sta facendo per servire qualcosa da bere.</p>
<p><em>Che conoscenza del Giapponese hai?</em></p>
<p>Fluente ma non specializzato.</p>
<p><em>Ci spieghi meglio la frase (nel commento) &#8220;E (mio marito a parte) mi fanno sentire in colpa. Di mio figlio dicono ‘poverino’&#8221;?</em></p>
<p>Poverino perché abbandonato all&#8217;asilo. Molte <strong>donne</strong> giapponesi stanno a casa con i figli fino a 3 anni. Un po&#8217; perchè mancano le strutture; e un po&#8217; perché dai 3 anni in su la retta scolastica è molto meno cara. Di fatto però molti si sorprendono quando dico che mio figlio è all&#8217;asilo.</p>
<p><em>Cosa consiglieresti alle <strong>donne</strong> che sognano di vivere in <strong>Giappone</strong>?</em></p>
<p>Di imparare bene la lingua, e soprattutto prendersi una specializzazione prima di arrivare qui. Se anche il giapponese non è perfetto, come ingegnere, architetto ecc si può cominciare a lavorare comunque e nel frattempo perfezionare la lingua.</p>
<p>Per una come me che aveva solo studiato il giapponese non si sono aperte molte strade.</p>
<p><em>Grazie Elena e in bocca al lupo per il futuro!</em></p>
<p><a href="http://click.linksynergy.com/fs-bin/click?id=21iJi8VzAhg&#038;offerid=206751.10000021&#038;type=4&#038;subid=0"><IMG alt="Prenotate albergo in Giappone con Rakuten Travel, Inc." border="0" src="http://travel.rakuten.co.jp/share/images/linkshare/100922_english_468_60.jpg"></a><IMG border="0" width="1" height="1" src="http://ad.linksynergy.com/fs-bin/show?id=21iJi8VzAhg&#038;bids=206751.10000021&#038;type=4&#038;subid=0"><br />
<em></p>
<div id="attachment_3341" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/Japan.jpg"><img class="size-medium wp-image-3341" title="Le difficoltà del mondo del lavoro in Giappone per le donne" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/Japan-300x225.jpg" alt="Le difficoltà del mondo del lavoro in Giappone per le donne" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Le difficoltà del mondo del lavoro in Giappone per le donne</p></div>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il &#8216;Personal Economy Index&#8217; misura la crisi a livello individuale</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/07/04/il-personal-economy-index-misura-la-crisi-a-livello-individuale/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2010/07/04/il-personal-economy-index-misura-la-crisi-a-livello-individuale/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 11:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
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		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
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		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[gallup]]></category>
		<category><![CDATA[personal economy index]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;agenzia di sondaggi Gallup ha sviluppato il &#8216;Personal Economy Index&#8216;, un indice che misura la situazione economica degli individui invece che quella della nazione. Misure come il PIL possono aiutare a capire la situazione economica di una particolare nazione ma questo tipo di indice aiuta meglio capire le ripercussioni di una crisi sulla vita di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>L&#8217;agenzia di sondaggi Gallup ha sviluppato il &#8216;<a title="Personal Economy Index" href="http://www.gallup.com/poll/140963/Global-Economic-Crisis-Personal-Countries-Far-Wide.aspx" target="_blank">Personal Economy Index</a>&#8216;, un indice che misura la situazione economica degli individui invece che quella della nazione.</b></p>
<p>Misure come il PIL possono aiutare a capire la situazione economica di una particolare nazione ma questo tipo di indice aiuta meglio capire le ripercussioni di una <strong>crisi</strong> sulla vita di tutti giorni dei singoli cittadini, analizzando la recente crisi economica e finanziaria globale da una diversa prospettiva.</p>
<p>La <strong>Gallup</strong> ha intervistato circa 1000 adulti in 96 nazioni in un lasso di tempo che va dal 2006 al 2009.</p>
<p>Il &#8216;<strong>Personal Economy Index</strong>&#8216; è stato creato misurando le risposte alle seguenti domande:</p>
<ul>
<li>Siete soddisfatti del vostro standard di vita, delle cose che potete comprare e delle cose che potete fare?</li>
<li>Pensate che il vostro standard di vita stia migliorando o peggiorando?</li>
<li>Pensate che le condizioni economiche nella vostra città stiano migliorando o peggiorando?</li>
<li>Quando pensate alla situazione del mondo del lavoro nella vostra città, ritenete che sia un buon periodo per trovare un lavoro?</li>
</ul>
<p>I risultati rivelano che vi è stato un declino nella situazione economica dell&#8217;individuo in 61 delle 96 nazioni considerate.</p>
<p>Per quello che riguarda le nazioni delle quali parliamo di solito su Italiansinfuga, gli Irlandesi sono quelli che hanno risposto in maniera più negativa all&#8217;impatto della crisi finanziaria globale.</p>
<p>L&#8217;indice per loro è sceso di 45 punti, da 76 nel 2006 a 31 nel 2009. In particolare nel 2009 solo il 2% degli Irlandesi affermarono che fosse un buon periodo per trovare lavoro mentre nel 2006 il 71% rispose positivamente.</p>
<p>Ecco la classifica delle nazioni più di interesse ai lettori:</p>
<ul>
<li>Irlanda	-45</li>
<li>Spagna	-31</li>
<li>Danimarca	-27</li>
<li>UK	-26</li>
<li>USA	-24</li>
<li>Francia	-23</li>
<li>Giappone	-18</li>
<li>Italia	-11</li>
<li>Canada	-11</li>
<li>Argentina	-11</li>
<li>Messico	-10</li>
<li>Germania	-8</li>
<li>Svizzera	-5</li>
<li>Cina	-3</li>
<li>Brasile	-2</li>
<li>Svezia	6</li>
</ul>
<p>Dalla classifica di cui sopra si può vedere che le nazioni che hanno beneficiato del boom economico antecedente la crisi, sono quelle che hanno sofferto di più una volta arrivata la crisi. Fatta eccezione per la Danimarca, le prime quattro sono quelle la cui economia si è sviluppata maggiormente negli ultimi anni legandosi ai settori della finanza e dell&#8217;edilizia, poi collassati nel 2008/09.</p>
<p><strong>Per quel che riguarda l&#8217;Italia il declino è relativamente modesto ma l&#8217;indice adesso si trova a punteggi (31) alla pari dell&#8217;Irlanda e al di sotto dell&#8217;Albania (36).</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>10 motivi per non vivere in Giappone</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/07/03/10-motivi-per-non-vivere-in-giappone/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2010/07/03/10-motivi-per-non-vivere-in-giappone/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 08:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[motivi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver pubblicato i 10 motivi per vivere in Giappone, vi sono stati diversi commenti che, al contrario, evidenziavano altrettanti motivi per NON vivere in Giappone. Albino ci racconta la sua versione dei lati negativi del Giappone. 1) Il Giappone è un paese razzista. Non c’è possibilità di integrarsi nella loro società. Per quanto si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo aver pubblicato i </strong><a title="10 motivi per vivere in Giappone" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/06/02/10-motivi-per-vivere-in-giappone/" target="_blank"><strong>10 motivi per vivere in Giappone</strong></a><strong>, vi sono stati diversi commenti che, al contrario, evidenziavano altrettanti motivi per NON vivere in Giappone. </strong></p>
<p><a title="Albino" href="http://mondoalbino.wordpress.com/" target="_blank"><strong>Albino</strong></a><strong> ci racconta la sua versione dei lati negativi del Giappone.</strong></p>
<p>1) Il <strong>Giappone</strong> è un paese razzista. Non c’è possibilità di integrarsi nella loro società. Per quanto si viva qui, non solo non si verrà mai considerati parte di loro, ma non si avranno mai neppure gli stessi diritti. In <strong>Giappone</strong> la legge non è uguale per tutti. Se sei uno straniero hai torto a priori. Ci sono delle associazioni che cercano di tutelare le ragazze straniere stuprate dai Giapponesi perché la polizia non fa nulla.</p>
<p>2) Il mondo del lavoro è atroce. Dieci giorni di ferie l’anno (per chi può prendersele), tantissimo straordinario, malattia di solito non pagata. Lavorare fino a notte inoltrata qui è la norma, a meno che uno non sia fortunato e capiti nell’azienda giusta, ma non si può mai sapere. L’Italiano medio che viene a <strong>vivere</strong> qui ha una laurea in Giapponese, parla la lingua ma non sa fare altro. E’ molto, molto dura trovare lavoro con questi presupposti. Di solito ci si ritrova a fare la fame in un posto dove il costo della vita è molto alto.</p>
<p>3) Il <strong>Giappone</strong> è creato a misura di giapponese. Ci sono insormontabili difficoltà anche solo a farsi un telefonino o una carta di credito. Per affittare un appartamento ci vuole un garante giapponese. Gli appartamenti per stranieri non richiedono il garante ma sono molto più costosi. C’è da aggiungere anche che i Giapponesi mancano di elasticità e di propensione al cambiamento, e questo si riflette nella burocrazia, nel lavoro, nei rapporti personali. Alla lunga stanca.</p>
<p>4) La maggior parte dei Giapponesi non sopporta il confronto diretto. Noi Italiani se abbiamo un problema tendiamo ad esprimerlo, se abbiamo uno stato d’animo tendiamo a confidarci tra di noi. Se loro hanno un problema lo subiscono passivamente oppure scelgono soluzioni estreme (es: scomparire nel nulla). Dalla sopportazione stoica del samurai al kamikaze, senza vie di mezzo.</p>
<p>5) Molti Giapponesi hanno difficoltà ad esprimere le loro idee, i loro punti di vista, i loro sentimenti, i loro stati d’animo. Alla lunga, soprattutto nei rapporti di amicizia, noi italiani tendiamo a stancarci di questo essere sempre nella “zona grigia”. A volte viene il sospetto che la mancanza di confronto diretto (punto 4) li abbia portati a non avere idee proprie. Molta gente sembra essere apolitica, agnostica e anche un po’ apatica?</p>
<p>6) In <strong>Giappone</strong> l’apparenza è tutto. Per il maschio giapponese il fatto di ’andare a prostitute&#8217; è motivo di vanto: significa che è ricco abbastanza da permetterselo. Per la femmina giapponese il bere volontariamente oltre il proprio limite e poi andare in bagno e infilarsi due dita in gola è la norma. In genere noi Italiani facciamo fatica ad accettare comportamenti come questi.</p>
<p>7) Molti Giapponesi tendono a non chiedersi mai il perché delle cose. Agli occhi di noi Italiani alcuni sembrano passivi, indolenti. A volte capita di uscire durante un appuntamento romantico e accorgersi che si sta parlando da soli.</p>
<p> <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Il concetto di famiglia è totalmente diverso dal nostro. Per loro la famiglia tende ad essere vista come un dovere sociale: il dovere di sposarsi, il dovere di far figli, il dovere di mantenere i figli, il dovere di obbedire. Per noi la famiglia è qualcosa che viene dal cuore prima che dalla testa. Qui assistiamo a scene che noi abbiamo abbandonato da decenni: matrimoni combinati, ricerca del “buon partito”, convinzione che se si trova un lavoro migliore si troverà una moglie migliore. Dall’altra parte, alcuni partner giapponesi tendono a non capire perché diavolo noi italiani telefoniamo a nostra madre più spesso di una volta a semestre.</p>
<p>9) Okinawa esclusa, il <strong>Giappone</strong> è probabilmente l’isola con le spiagge più brutte del mondo. Il clima è come quello italiano ma la gente non va al mare come noi. Chi va a vivere in <strong>Giappone</strong> si scordi località marittime, mari limpidi, locali sulla spiaggia, eccetera. Viaggiare all’interno del Paese poi è costosissimo, e di solito se si lavora non si hanno ferie.</p>
<p>10)  Chi viene a vivere in Giappone di solito ha la testa piena di stereotipi dati da manga o cartoni animati. In realtà la vita qui è molto diversa e molti ne restano delusi. A mio avviso, più uno vuole venire qui per motivi legati alla sua passione per i manga, più farebbe meglio a restarsene a casa sua.</p>
<p><strong>Grazie Albino! Visitate il suo <a title="Albino" href="http://mondoalbino.wordpress.com/" target="_blank"><strong>blog</strong></a> per capire meglio il suo punto di vista sul Giappone.</strong></p>
<p><strong>Cosa ne pensate?</strong></p>
<p><strong>Inoltre allego un video di <a title="Giappopazzie" href="http://giappopazzie.blogspot.com/" target="_blank">Giappopazzie</a> che vi fa vedere un &#8216;dietro le quinte&#8217;. </strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="192" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.youtube.com/v/VlyNCymj0B8&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VlyNCymj0B8&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="192" src="http://www.youtube.com/v/VlyNCymj0B8&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://www.youtube.com/v/VlyNCymj0B8&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1"></embed></object></p>
<p><a href="http://click.linksynergy.com/fs-bin/click?id=21iJi8VzAhg&amp;offerid=206751.10000021&amp;type=4&amp;subid=0"><img src="http://travel.rakuten.co.jp/share/images/linkshare/100922_english_468_60.jpg" border="0" alt="Prenotate albergo in Giappone con Rakuten Travel, Inc." /></a><img src="http://ad.linksynergy.com/fs-bin/show?id=21iJi8VzAhg&amp;bids=206751.10000021&amp;type=4&amp;subid=0" border="0" alt="" width="1" height="1" /></p>
<div id="attachment_3341" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/Japan.jpg"><img class="size-medium wp-image-3341" title="Dieci motivi per non vivere in Giappone" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/Japan-300x225.jpg" alt="Dieci motivi per non vivere in Giappone" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Dieci motivi per non vivere in Giappone</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Fondamenta del visto lavoro per il Giappone</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/06/10/fondamenta-del-visto-lavoro-per-il-giappone/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2010/06/10/fondamenta-del-visto-lavoro-per-il-giappone/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 10:26:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[visto]]></category>
		<category><![CDATA[ochacaffè]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiansinfuga.com/?p=2387</guid>
		<description><![CDATA[Questo è un guest post dell&#8217;Associazione Italia Giappone Ochacaffè. Quella del lavoro in Giappone è una tematica vasta ed articolata, e risulta pertanto difficile affrontarla in maniera esaustiva, evitando inesattezze, imprecisioni e luoghi comuni. In questa sede, pertanto, ci limiteremo ad alcune indicazioni di carattere generale, volte a fornire un primo orientamento a chiunque intenda intraprendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo è un guest post dell&#8217;</em><a title="Associazione Italia Giappone Ochacaffe" href="http://www.cultura-giapponese.it/index.php" target="_blank"><em>Associazione Italia Giappone Ochacaffè</em></a>.</p>
<p>Quella del <strong>lavoro</strong> in <strong>Giappone</strong> è una tematica vasta ed articolata, e risulta pertanto difficile affrontarla in maniera esaustiva, evitando inesattezze, imprecisioni e luoghi comuni.</p>
<p>In questa sede, pertanto, ci limiteremo ad alcune indicazioni di carattere generale, volte a fornire un primo orientamento a chiunque intenda intraprendere un&#8217;esperienza di ambito lavorativo in questo paese.</p>
<p>Trovare <strong>lavoro</strong> in <strong>Giappone</strong> non è facile nè immediato e ciò è tanto più vero se si considera l&#8217;attuale congiuntura economica globale.</p>
<p>Servono, di norma:</p>
<ul>
<li>una lunga esperienza lavorativa, che accerti il possesso di competenze specifiche;</li>
<li>una buona padronanza della lingua;</li>
<li>un soggetto  giapponese (singolo o giuridico) disposto a farvi da garante</li>
<li>non ultima, tanta fortuna.</li>
</ul>
<p>Se il vostro obiettivo è quello di lavorare in <strong>Giappone</strong>, abbandonate sin d&#8217;ora l&#8217;ipotesi  di scorciatoie o mezzi poco leciti.</p>
<p>Il <strong>Giappone</strong> è un paese più che fiscale in materia d&#8217;immigrazione e diritto del <strong>lavoro</strong> (come del resto in ogni altra materia): il <strong>lavoro</strong> in nero, dunque, è un&#8217;opzione da non prendere nemmeno in considerazione, poiché con la legislazione in vigore un lavoratore irregolare, colto in flagranza di reato, rischia niente meno che l&#8217;espulsione dal <strong>Giappone</strong> con divieto di rientro per 10 anni.</p>
<p>La questione centrale, affrontando il tema “<strong>lavoro</strong>” finisce dunque per essere, fatalmente, quella del visto , unica via, per un cittadino straniero, di intraprendere un&#8217;esperienza lavorativa in <strong>Giappone</strong>. Soggiornare in Giappone più di 90 giorni, e dedicarsi ad una attività remunerata, è infatti impossibile, se non si dispone di un <strong>visto</strong> (noto ai più come &#8220;VISA&#8221;) diverso da quello turistico, che dovrà essere ottenuto presso il consolato o l&#8217;ambasciata giapponese DEL PROPRIO PAESE D&#8217;ORIGINE; ciò significa che il <strong>visto</strong> va ottenuto PRIMA dell&#8217;ingresso in <strong>Giappone</strong>: ottenerlo su suolo giapponese è di norma impossibile. Va tenuto presente che esiste un&#8217;ampia varietà di visti, l&#8217;emissione dei quali è legata a precisi requisiti e condizioni, e che non tutti consentono l&#8217;attività lavorativa, o comunque pongono particolari limiti all&#8217;esercizio della stessa.</p>
<p>Il processo più comune è quello di entrare con il <strong>visto</strong> di studio iscrivendovi ad una scuola di lingua giapponese, aperte anche ad adulti ed anche dal livello principianti assoluti (tanto la lingua vi è comunque necessaria).</p>
<p><a title="Scuole in Giappone" href="http://www.cultura-giapponese.it/studia_in_giappone.php?vocemenu=3" target="_blank">Maggiori info sulle scuole in Giappone</a>.</p>
<p>VISTO: TIPOLOGIE E MODALITA&#8217; DI OTTENIMENTO</p>
<p>Per informazioni certe e precise relativamente alle modalità di ottenimento di un <strong>visto</strong> di studio o <strong>lavoro</strong>, e la tipologia di visti rilasciati dalle autorità giapponesi, e meglio far riferimento al sito ufficiale del <a title="Ministero Esteri Giapponese" href="http://www.mofa.go.jp/j_info/visit/visa/long/index.html" target="_blank">ministero degli esteri giapponese</a>.</p>
<p>Accedendo al link, noterete che esistono moltissimi tipi di <strong>visto</strong>, suddivisi per categoria.</p>
<p>Il rilascio di un <strong>visto</strong> lavorativo prevede una procedura lunga e complessa. Facendo domanda tramite l&#8217;ambasciata o il consolato giapponese del proprio paese, bisognerà innanzi tutto dimostrare il possesso di requisiti precisi: spesso il requisito fondamentale consiste nel dimostrare 10 anni di esperienza lavorativa in un campo professionale specifico.</p>
<p>Le pratiche burocratiche connesse all&#8217;emissione del <strong>visto</strong> lavorativo sono legate alla figura di un &#8220;garante&#8221;, in questo caso l&#8217;azienda (il datore di <strong>lavoro</strong>) che intende assumervi. Tramite il garante è possibile ottenere un certificato di eleggibilità dalle Autorità di immigrazione giapponesi, che certificherà l&#8217;effettiva esistenza di un contratto. Trovate informazioni più dettagliate su questo processo nel sito di <a title="Ochacaffè" href="http://www.cultura-giapponese.it/lavoro.php?vocemenu=11" target="_blank">Ochacaffè</a>.</p>
<p>Molti sono i documenti richiesti anche per il visto di studio, che vanno dall&#8217;estratto conto bancario al vostro curriculum e traduzione dei principali documenti. Questo visto è comunque molto più facile da ottenere e consente di lavorare part-time mentre approfondite la conoscenza della lingua giapponese.</p>
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<p><a title="Dieci motivi per vivere in Giappone" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/06/02/10-motivi-per-vivere-in-giappone/" target="_blank">10 motivi per vivere in Giappone</a></p>
<p><a href="http://click.linksynergy.com/fs-bin/click?id=21iJi8VzAhg&amp;offerid=206751.10000021&amp;type=4&amp;subid=0"><img src="http://travel.rakuten.co.jp/share/images/linkshare/100922_english_468_60.jpg" border="0" alt="Prenotate albergo in Giappone con Rakuten Travel, Inc." /></a><img src="http://ad.linksynergy.com/fs-bin/show?id=21iJi8VzAhg&amp;bids=206751.10000021&amp;type=4&amp;subid=0" border="0" alt="" width="1" height="1" /></p>
<div id="attachment_3341" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/Japan.jpg"><img class="size-medium wp-image-3341" title="Fondamenta del visto lavoro in Giappone" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/Japan-300x225.jpg" alt="Fondamenta del visto lavoro in Giappone" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Fondamenta del visto lavoro in Giappone</p></div>
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		<title>Classifica mondiale accesso alla sanità</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 04:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Reuters ha pubblicato i risultati di un sondaggio riguardante la fiducia che i cittadini di 22 nazioni hanno nel proprio servizio sanitario nazionale. I risultati rivelano che cittadini di nazioni tipo Svezia, Belgio, Olanda e Canada hanno la maggiore fiducia nel sistema sanitario e la maggior parte di loro credono di riuscirespazio facilmente ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Reuters ha <a title="classifica mondiale accesso alla sanità" href="http://www.reuters.com/article/idUSTRE63E2TO20100415" target="_blank">pubblicato</a> i risultati di un sondaggio riguardante la fiducia che i cittadini di 22 nazioni hanno nel proprio servizio sanitario nazionale.</p>
<p>I risultati rivelano che cittadini di nazioni tipo Svezia, Belgio, Olanda e Canada hanno la maggiore fiducia nel sistema sanitario e la maggior parte di loro credono di riuscirespazio facilmente ad ottenere assistenza sanitaria di qualità e conveniente.</p>
<p>Questa classifica ovviamente è soggettiva ma può dare un&#8217;idea del livello di un servizio come quello della sanità, molto importante per tante persone che vogliono emigrare all&#8217;estero, in una miriade di destinazioni mondiali.</p>
<p>Giusto per mettere i risultati in un contesto familiare agli italiani, l&#8217;Italia viene collocata in questa <a title="Reuters" href="http://graphics.thomsonreuters.com/10/04/GLB_HEALTH0410.gif" target="_blank">classifica</a> dietro al Brasile e davanti al Messico. 15ª su 22 nazioni, con meno del 40% dei rispondenti che dicono che l&#8217;accesso ad una sanità di qualità e conveniente sia facile.</p>
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<p><a title="classifica dei sistemi sanitari in Europa" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/09/30/classifica-dei-sistemi-sanitari-in-europa/" target="_blank">Classifica dei sistemi sanitari in Europa</a></p>
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		<title>Vivere in un villaggio giapponese di 19 case, età media 65 anni</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 08:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi chiamo Elena e vivo in Giappone dal 2006 perché mio marito è giapponese. Qual&#8217;è stato il percorso che ti ha portato in Giappone? Ho conosciuto quello che sarebbe diventato mio marito più di 11 anni fa in Italia, ma non avrei mai pensato di trovarmi in Giappone oggi! Dopo una prima visita nel 2003 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiamo Elena e vivo in <a title="Giappone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giappone" target="_blank">Giappone</a> dal 2006 perché mio marito è giapponese.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è stato il percorso che ti ha portato in Giappone?</strong></p>
<p>Ho conosciuto quello che sarebbe diventato mio marito più di 11 anni fa in Italia, ma non avrei mai pensato di trovarmi in Giappone oggi! Dopo una prima visita nel 2003 e una seconda nell&#8217;estate 2005 ho deciso di provare a vivere in Giappone, visto che mio marito aveva già iniziato ad avviare un laboratorio di mosaico. Tra l&#8217;altro abbiamo dovuto sposarci subito civilmente, altrimenti non avrei potuto ottenere il visto per rimanere qui!</p>
<p><strong>Qual&#8217;era la tua conoscenza del giapponese prima di partire?</strong></p>
<p>A parte qualche conoscenza superficiale da prima, avevo dato gli esami del primo anno di giapponese alla Ca&#8217; Foscari di Venezia. Sebbene posso dire di essere stata una buona studentessa, una volta qui ho dovuto praticamente ricominciare da zero: non capivo niente!!! Adesso dopo più di quattro anni me la cavo con il parlato, non ad altissimo livello però e riesco a leggere e scrivere come un bambino della seconda elementare&#8230;</p>
<p><strong>Cosa fai adesso in Giappone?</strong></p>
<p>Adesso lavoro con mio marito nel nostro laboratorio di mosaico, o almeno dovrei, perché faccio la mamma quasi a tempo pieno. Comunque da quando sono arrivata qua ho fatto di tutto: lezioni di italiano, inglese e tedesco, pizze per i vicini, lavoro stagionale in ristorante, raccolta di mandarini e chi più ne ha più ne metta!</p>
<p><strong>Ci descrivi il Giappone in cui vivi, lontano dalla metropoli?</strong></p>
<p>Dovrei parlarne ore. Vivo in un paese di 19 case con età media 65 anni: io e la mia famiglia siamo la più grossa concentrazione di giovani al di sotto dei 40 anni della zona! Sicuramente non ha niente a che fare con il Giappone che siamo abituati a vedere nei film o nelle notizie al telegiornale. Sembra che la vita si sia fermata 50 o più anni fa: niente grattacieli, niente tecnologia nè strane mode e soprattutto niente vita frenetica. Sono stata al cinema la prima e l&#8217;ultima volta quattro anni fa e per andarci ho dovuto dormire da una zia in città! Recentemente ho sentito che a Tokyo è possibile mangiare specialità di 130 paesi diversi. Noi per comprare il burro dobbiamo fare 40 km tra andata e ritorno&#8230;</p>
<p>Comunque vi invito a leggere il mio <a title="Isolata in Giappone" href="http://isolataingiappone.blogspot.com/" target="_blank">blog</a> se volete farvi qualche risata!</p>
<p><strong>Quali sono gli stereotipi da dimenticare?</strong></p>
<p>Principalmente due: &#8220;i giapponesi sono tutti ricchi&#8221; e &#8220;i giapponesi sono tutti molto gentili&#8221;.<br />
Ripeto che la mia esperienza del Giappone è alquanto limitata, ma per quello che ho potuto vedere, a parte un grande numero di ricchissimi (milionari? miliardari?), molti più che in Italia per capirci, la gran parte dei giapponesi devono lavorare da morire per mantenere un livello di vita decente e moltissimi muoiono di fame o quasi. In generale posso dire che il Giappone è un paese di poveri, ma che i troppo ricchi rovinano le medie.</p>
<p>Per quanto riguarda la gentilezza, posso dire che i giapponesi sono persone del tutto &#8220;normali&#8221; con alti e bassi. Immagino che chi si è trovato in Giappone per affari o in vacanza abbia trovato sui suoi passi solo gente affabile e carina, ma questo anche perché c&#8217;è una fortissima dose di &#8220;educazione alla subordinazione&#8221;: il mondo infatti si divide tra quelli a cui devi qualcosa (superiori, clienti, ospiti, persone più anziane..) e quelli che ti devono qualcosa (subordinati, commessi dei negozi, persone più giovani&#8230;). Per i primi devi spaccarti in quattro mentre con i secondi è normale avere un atteggiamento che noi riterremmo addirittura offensivo.</p>
<p>In generale il Giappone non è niente di ciò che sembra e pochissimo di ciò che si immagina (o è solo la mia esperienza personale?)</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi vuole andare a vivere in Giappone?</strong></p>
<p>Studiate il giapponese! Non pensate di cavarvela solo perché il vostro inglese è perfetto: vi servirà solo se incontrate qualche altro straniero! I giapponesi imparano la grammatica inglese a menadito, ma per quanto riguarda la conversazione sono un disastro. La loro pronuncia è incomprensibile a noi e comunque la maggior parte delle persone non spiaccica parola.</p>
<p>Entrare in Giappone per lavorare è piuttosto difficile, a menochè non siate tra le professioni vacanti, tra cui spiccano quelle in campo sanitario. Quindi se siete medici, ostetriche o infermieri avete ottime chance di ottenere un visto, ma dovete prima curare la lingua o di nuovo non servirà a niente. Se avete dei risparmi vi consiglio di iscrivervi ad una delle numerosissime scuole private (quelle al di fuori di Tokyo sembrano avere dei prezzi meno indecenti, oltre al costo della vita inferiore) che in due anni vi rendono praticamente un madrelingua e potete fare esperienza in loco.<br />
Da alcuni anni poi il Giappone sta vedendo una grossa crisi economica, oltre che politica, e personalmente non vedo grossi miglioramenti in vista a breve termine. Questo significa un altissimo costo della vita paragonato ai bassi salari e un mercato del lavoro limitato a campi molto specializzati. Pensateci bene prima di prendere decisioni che potrebbero costarvi anche troppi soldi!</p>
<p><strong>Grazie Elena!</strong></p>
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<p><a title="10 motivi per vivere in Giappone" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/06/02/10-motivi-per-vivere-in-giappone/" target="_blank">10 motivi per vivere in Giappone</a><br />
<a title="Consigli pratici per emigrare in Giappone" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/06/25/consigli-pratici-per-emigrare-in-giappone/" target="_blank"> Consigli pratici per emigrare in Giappone</a><br />
<a title="Vivere e lavorare a Tokyo, Giappone" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/02/12/vivere-e-lavorare-a-tokyo-giappone/" target="_self"> Vivere e lavorare a Tokyo, Giappone</a></p>
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