Archive for 'Germania'

Riassunto globale mondo del lavoro ed assunzioni

Manpower, l’azienda di assunzione con rete di filiali globale, ha appena pubblicato i risultati del proprio sondaggio sulle prospettive di impiego a livello globale.

Sembra che i datori di lavoro delle maggiori economie mondiali si aspettino di assumere personale nel secondo quadrimestre dell’anno in modo uguale o maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Molte economie però devono ancora raggiungere i livelli di fiducia nel futuro rispetto al periodo antecedente la crisi globale finanziaria.

Le prospettive di lavoro nella regione Asia Pacific rimangono positive, con l’eccezione del Giappone, e migliorano gradualmente nell’Americhe. In Europa le assunzioni sono ancora deboli: in alcune nazioni ci sono lievi segnali di miglioramento mentre in altre la crisi si fa ancora sentire.

I miglioramenti maggiori a livello globale si registrano in India, Brasile e Taiwan mentre negli Stati Uniti le intenzioni di assunzione sono simili a quelle di tre mesi fa ma più ottimiste rispetto all’anno scorso.

Secondo Jeffrey A. Joerres, CEO di Manpower Inc, la forte domanda di assunzione personale nella regione Asia Pacific è attribuibile all’aumento della domanda interna. Per quello che riguarda gli Stati Uniti invece le aziende sono diventate più sofisticate nel sapere quando hanno bisogno di lavoratori e non assumono più in modo da anticipare la domanda. Invece le aziende continueranno a chiedere ai propri dipendenti di fare di più con meno risorse ed aspettano per segnali molto chiari di un aumento della domanda prima di assumere.

Il sondaggio Manpower rivela che datori di lavoro in 27 nazioni, su un totale di 36, anticipano assunzioni nel secondo quadrimestre mentre solo otto rivelano una prevalenza di licenziamenti, questo è un miglioramento rispetto all’anno scorso quando 18 nazioni avevano una panoramica negativa del mondo del lavoro.

Le migliori prospettive per i lavoratori sono in India, Brasile, Taiwan, Perù, Costarica, Australia e Singapore. Le prospettive più deboli riguardano l’Italia, la Spagna e l’Irlanda.

Il mercato del lavoro europeo non sembra aver superato la crisi, per adesso, ma almeno sembra che la maggioranza dei datori di lavoro intenda assumere allo stesso livello rispetto tre mesi fa.

La situazione sembra essere più rosea nel settore manifatturiero in Polonia, dove il 25% dei datori di lavoro dicono che assumeranno, mentre in Germania il 16% dei datori di lavoro nel settore edilizia rivela che licenzieranno nei prossimi tre mesi.

Nelle Americhe le prospettive migliori sembrano essere in Brasile ed in Messico. La situazione in Brasile è più rosea grazie alla situazione del settore finanza/assicurazione/immobiliare mentre in Messico il settore minerario contribuisce a sostenere il 24% dei datori di lavoro che rivela l’intenzione di assumere nei prossimi mesi.

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Quali sono le nazioni con le prospettive di lavoro migliori all’estero?

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Confronto del tasso di disoccupazione in varie nazioni d’Europa

Trovare lavoro all’estero può essere più o meno difficile a seconda della congiuntura economica.

Per dare un po’ di prospettiva alla ricerca del lavoro oltre frontiera ho creato per voi, con l’aiuto di Google Labs e Eurostat, un grafico che illustra il tasso di disoccupazione in alcuni Paesi europei, mettendolo a confronto con il tasso di disoccupazione in Italia.

Dal grafico potete bene vedere come il mercato del lavoro in Spagna e in Irlanda stia attraversando un momento particolarmente difficile, soprattutto in Spagna dove il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 18,8% a gennaio 2010. L’Italia si trova a metà strada tra la Francia e il Regno Unito, una magra consolazione per chi il lavoro in Italia non ce l’ha.

Vi invito ad esplorare il grafico in più dettaglio. Potete farlo cliccando su ‘Explore data’ e poi selezionando un periodo più lungo di tempo o aggiungendo e togliendo nazioni a seconda di dove vi interessa emigrare.

Buon divertimento!

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Consigli dopo 15 anni in Germania

SimonaB è emigrata in Germania 15 anni fa, ci racconta la sua storia e fornisce consigli a chi sta pensando di emigrare in Germania.

Cosa ti ha portata in Germania?

Cosa mi ha portata in Germania? Un vero caso della vita. Devo premettere che sin dalla tenera delle elementari sono sempre stata una “patita” delle lingue straniere e dell´estero forse perché Rimini, la mia cittá natale, diventava in estate una vera e propria Babilonia linguistica.

A 17 anni ho fatto uno scambio classi con una scuola di Darmstadt, nella regione dell´Assia, e sono rimasta sempre in ottimi contatti con il mio “scambio-partner” di allora. Dopo aver fatto la maturitá di perito turistico, a vent´anni avevo voglia di cambiare un pó d´aria e di fare esperienza all´estero. Veramente il mio piano era quello di trascorrere 6 mesi in Germania per migliorare il mio tedesco e 6 in Inghilterra per l´inglese ma il destino mi ha giocato un bello scherzetto (aaah l´amore, l´amore..) e 6 mesi sono diventati 15 anni. L´amore se n´è andato dopo 5 anni ma io sono rimasta perché il lavoro che facevo mi dava molte soddisfazioni, guadagnavo bene, avevo una bella cerchia di amici, non mi mancava nulla e sinceramente l´Italia (a parte la mia famiglia) con tutto il suo casino non mi mancava assolutamente.

Quale era la tua conoscenza del Tedesco agli inizi?

La mia conoscenza del tedesco era veramente scolastica. Avevo delle ottime basi grammaticali ma quando sei sul posto e i tedeschi aprono la bocca e iniziano a parlare a mitraglia allora è veramente la fine..Devo dire che io imparato la lingua come si deve seguendo per un paio di mesi un corso per stranieri, leggendo in tedesco, guardando la televisione tedesca e….EVITANDO gli Italiani e tutto quello che sembrasse essere italiano.

È inutile, quando si vuole imparare una lingua per integrarsi al 100% in un paese bisogna evitare per un lungo periodo i connazionali altrimenti la lingua non si impara. Io avevo ed ho tutt’ora una cerchia di amici composta da tedeschi e stranieri, gli unici amici Italiani con cui ho contatto sono le mie ex-commilitone dell´universitá di Heidelberg.

Comunque, dopo un anno passato in “full immersion tedesca” parlavo, capivo e mi sapevo far valere linguisticamente. La conoscenza del tedesco è basilare, non perché i tedeschi non sappiano l´inglese (non ne conosco uno che non sappia parlare almeno una lingua straniera) ma perché quassú il mondo parla tedesco. Punto e basta. I documenti in inglese non interessano a nessuno, il datore di lavoro tedesco o le istituzioni vogliono i documenti nella lingua madre.

Ci sono stati momenti difficili? Come li hai superati?

Momenti difficili a parte la nostalgia dei miei non ne ho avuti. Forse l´unico momento veramente difficile, buio e spacca nervi è stato quando la mia ditta mi ha mandata “abroad” un anno a lavorare a Milano: l´anno piú brutto della mia vita!! Cittá orripilante, ignoranza dilagante, dei superiori che mi hanno “mobbato” un anno intero e delle tante angherie e “psycho-stress” è meglio non parlarne. Dopo un anno, ho lasciato Milano in macchina e sono partita alla volta della Germania piangendo. Si piangendo ma dalla gioia di non dover piú lavorare e vivere in questo posto assurdo. Da questa esperienza ho capito che l´Italia non fa piú per me.

Come sei stata e sei accolta dai Tedeschi?

Sono stata accolta a 20 anni a braccia aperte ed in maniera ottima (io di razzismo non ne ho mai vista neanche l’ombra) e anche ora sono ottimamente integrata sia nella societá che nel mondo del lavoro. Mai avuto problemi.

Come è cambiata la Germania negli ultimi quindici anni?

La Germania é cambiata in male sinceramente… Da quando nel 2002 è stato introdotto l´euro il paese è in grandi difficoltá. Non credete ai telegiornali italiani che vi raccontano quanto sia ricca la Germania, di quanto benessere ci sia ancora quassú perché sono informazioni moooolto marginali e superficiali, la realtá è un’altra. Molte famiglie vivono al limite della povertá, ci sono stati tagli enormi al sociale che spaziano dai sussidi per la disoccupazione, alla sanitá, alle infrastrutture pubbliche.

Un esempio lampante: io guadagnavo 1200 marchi al mese quando avevo 20 anni, pagavo con questi soldi l´affitto, le varie spese, avevo 20 paia di scarpe, uscivo tutte le sere…Adesso 1200 marchi sono 600 euro: mi dite dove si va al giorno d´oggi con 600 euro?…..a voi la non tanto l´ardua risposta..

No, per caritá capiamoci bene! il paese non è sull’orlo della rovina, perché tutto continua a funzionare sempre molto ma molto meglio che in Italia, ma non è piú come una volta. Non è piú l’eldorado che poteva ancora essere fino agli anni 90′. Io sinceramente ho visto il paese cambiare in maniera non tanto positiva in questi anni e purtroppo non è solo un parere personale ma una situazione tangibile.

Come ti hanno cambiata 15 anni in Germania?

Diciamo che andare via da casa a 20 anni, vivere e mantenersi da sola in un paese straniero mi hanno fatto crescere molto in fretta. E sono felice di essere cresciuta in questa maniera, indipendente e autonoma, prendendo da subito la responsabilitá sulla mia vita.

Sono sempre stata molto insofferente all´influenza del Vaticano in Italia, ai pregiudizi degli italiani nei confronti della “diversitá” (da gay, lesbiche, stranieri, anche persone con tatuaggi o capelli lunghi, ecc.. tutto quello che puó essere definito “diverso”), ai “mammoni” italiani (io infatti ho l’uomo tedesco). Quá non interessa a nessuno se sei il figlio di Pinco Pallino: o sai fare un lavoro o non vieni assunto, non esistono i raccomandati, che gran cosa!!!! Quassú non interessa a nessuno se hai i jeans firmati o no: l’abito non fa il monaco! È vero, i tedeschi non eccellono in fatto di moda, ma bisogna essere sempre in ghingeri anche per andare al supermercato??

Summa Summarum: sono libera di essere come voglio e di esprimere la mia personalitá come veramente è, cosa che in Italia non mi è mai stato possibile.

Cosa consiglieresti a chi vuole emigrare in Germania?

Sinceramente e molto spassionatamente? Di non emigrare… A patto che non siate laureati e che la vostra laurea non sia in ingegneria, in campo medico, IT oppure se siete dei ricercatori (fisici, biologi, chimici,ecc.) Ecco in questo caso vi posso dire, venite perché il paese ha dei buchi enormi in questi settori altamente specializzati e molte volte (a parte il campo medico, dove dovete parlare come dei madrelingua) viene richiesto un buon inglese. Io ho una amica ingegnere spagnola che il tedesco non lo parla ed una amica italiana ricercatrice laureata in fisica che pure di tedesco non ne sá una parola ma lavorano in ambienti talmente internazionali ed in campi talmente specifici, che questo manco linguistico non è un handicap.

A tutti quelli che pensano di venire anche solo per fare il lavapiatti “perché tanto un lavoro in un ristorante italiano si trova sempre” posso solo dire: state a casa. Al ristorante italiano in cucina lavorano all´80% altri stranieri , che prendono poco stipendio e si fanno un numero di ore di lavoro assurde.

E allo stesso modo dico state a casa se non sapete il tedesco: la conoscenza di questa lingua è basilare perché, come ho detto in precedenza, il mondo quassú parla in tedesco e per ottenere un lavoro che sia conforme alle vostre capacitá dovete saper tener testa ai madrelingua.

Grazie Simona!

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Riassunto del mondo del lavoro in Germania

Riassumo un ottimo thread del forum curato da SimonaB che parla della situazione attuale sul mondo del lavoro in Germania ed utili consigli per chi sta pensando di emigrare Oltralpe.

La situazione lavorativa attuale in Germania non è rosea come in tantissime altre nazioni.

Le figure professionali più richieste, in modo simile alla situazione in altre nazioni ambitae da chi sta pensando di emigrare dall’Italia, sono quelle degli ingegneri (di ogni tipo), professionisti dell’informatica e ricercatori (di ogni tipo).

La buona notizia è che la conoscenza del Tedesco è un ovvio vantaggio ma anche chi non lo conosce può trovare opportunità (magari non parlando solo Italiano ma un buon Inglese).

Per chi conosce molto bene il Tedesco sono anche richiesti dottori ed infermieri.

Per chi vuole fare il traduttore o la traduttrice, la Germania richiede il riconoscimento ufficiale di un titolo di studio attinente con giuramento davantiad un giudice.

In linea di massima però il consiglio più sentito è quello di studiare il Tedesco, studiare il Tedesco, studiare il Tedesco! In modo intensivo.

Come in tutte le altre nazioni estere, l’ottima conoscenza della lingua vi fornirà vantaggi molto superiori a qualsiasi tipo di titolo accademico che possiate sfoggiare. Non vi dico di non studiare per un diploma o per una laurea ma di sicuro dedicate altrettanta attenzione allo studio della lingua.

In Italia cercate Tedeschi che abitano dalle vostre parti e cercate di esercitarvi parlando loro in Tedesco!

Per quello che riguarda i motori di ricerca per quello che riguarda il mondo del lavoro in Germania, ecco una selezione:

Karriere

Monster

Jobs.Meinestadt

JobBoerse

Jobscout24

Gigajob

Da tenere in considerazione inoltre il sito della Camera di Commercio Italiana in Germania.

Grazie Simona!

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Classifica qualità della vita

International Living ha pubblicato la propria classifica della qualità della vita in 194 nazioni del mondo.

Qualità della vita non intesa come dove vivere bene con pochi soldi ma semplicemente vivere bene.

Per redarre la classifica, International Living considera punteggi nelle seguenti categorie:

  • costo della vita, rispetto al costo della vita negli Stati Uniti
  • cultura e tempo libero, livello di istruzione della popolazione, numero di musei eccetera
  • economia, valutata usando le misure statistiche più comuni
  • ambiente, valutato usando la densità della popolazione, il tasso di crescita della stessa, le emissioni causanti effetto serra
  • libertà, usando la classifica di Freedom House
  • salute, valutata in base alla qualità dell’assistenza sanitaria
  • infrastruttura, chiometri di strade, ferrovia per capita, numero di aereoporti
  • sicurezza, in base alle stime del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
  • clima, temperatura e precipitazioni medie

I punteggi vengono assegnati basandosi su informazioni pubblicate da fonti quali siti internet governativi, la World Health Organisation, The Economist e molti altri.

Inoltre vengono considerate le opinioni degli editori di International Living sparsi nel mondo. Al riguardo tenete conto che essi sono per lo più di origine anglosassone e scrivono per lettori in gran parte statunitensi quindi la loro visione della qualità della vita è diversa da quella degli Italiani e da quella di altri popoli.

E’ forse per questo che la presenza di nazioni scandinave nella Top 10, consueta in altre classifiche, quì è nulla.

Qual’è la classifica?

  1. Francia (82)
  2. Australia (81)
  3. Svizzera (81)
  4. Germania (81)
  5. Nuova Zelanda (79)
  6. Lussemburgo (78)
  7. Stati Uniti (78)
  8. Belgio (78)
  9. Canada (77)
  10. Italia (77)
  11. Paesi Bassi (77)
  12. Norvegia (77)
  13. Austria (77)
  14. Liechtenstein (76)
  15. Malta (76)
  16. Danimarca (76)
  17. Spagna (76)
  18. Finlandia (75)
  19. Uruguay (75)
  20. Ungheria (74)
  21. Portogallo (73)
  22. Lituania (73)
  23. Andorra (73)
  24. Repubblica Ceca (73)
  25. Regno Unito (73)
  26. Argentina (72)
  27. Slovenia (72)
  28. Grecia (72)
  29. Monaco (72)
  30. Svezia (71)
  31. Cile (71)
  32. Estonia (71)
  33. Costa Rica (71)
  34. Panama (71)
  35. Polonia (71)
  36. Giappone (70)
  37. Croazia (70)
  38. Brasile (70)
  39. Ecuador (70)
  40. Lettonia (70)
  41. Irlanda (70)
  42. Corea del Sud (69)
  43. Slovacchia (69)
  44. Bulgaria (69)
  45. Cipro (68)
  46. Messico (68)
  47. Israele (67)
  48. Islanda (67)
  49. Bermuda (66)
  50. Saint Kitts & Nevis (66)
  51. Sud Africa (66)
  52. Dominica (65)
  53. Romania (65)
  54. Isole Cayman (65)
  55. Moldavia (65)
  56. Colombia (64)
  57. Taiwan (64)
  58. Bolivia (64)
  59. Repubblica di Macedonia (63)
  60. Barbados (63)
  61. Mauritius (63)
  62. Namibia (63)
  63. Belize (63)
  64. Paraguay (63)
  65. Albania (63)
  66. Bosnia-Erzegovina (63)
  67. Bahamas (63)
  68. Ucraina (62)
  69. Grenada (62)
  70. Singapore (61)
  71. Antigua & Barbuda (61)
  72. Turchia (61)
  73. Repubblica Dominicana (61)
  74. Seychelles (61)
  75. Bhutan (61)
  76. Peru (60)
  77. Giamaica (60)
  78. Nicaragua (60)
  79. Botswana (60)
  80. Honduras (60)
  81. Suriname (60)
  82. Portorico (59)
  83. Tunisia (59)
  84. Brunei (59)
  85. Malesia (58)
  86. El Salvador (58)
  87. Guatemala (58)
  88. India (58)
  89. Venezuela (58)
  90. Cuba (57)
  91. Trinidad & Tobago (57)
  92. Polinesia Francese (57)
  93. Guyana (57)
  94. Tonga (57)
  95. Mongolia (57)
  96. Nauru (56)
  97. Cina (56)
  98. Georgia (56)
  99. Ghana (56)
  100. Maldive (56)
  101. Armenia (56)
  102. Lesotho (55)
  103. Martinica (55)
  104. Giordania (55)
  105. Filippine (55)
  106. Kuwait (55)
  107. Kiribati (55)
  108. Polinesia Francese (55)
  109. Bielorussia (54)
  110. Tailandia (54)
  111. Russia (54)
  112. Zambia (54)
  113. Libano (54)
  114. Palau (54)
  115. Malawi (54)
  116. Marocco (54)
  117. Samoa (Western Samoa) (54)
  118. Swaziland (54)
  119. Bahrain (54)
  120. Fiji (53)
  121. Sri Lanka (53)
  122. Madagascar (53)
  123. Tuvalu (53)
  124. Siria (53)
  125. Vietnam (53)
  126. Comore (53)
  127. Nepal (52)
  128. Qatar (52)
  129. Indonesia (52)
  130. Macao (52)
  131. Vanuatu (52)
  132. Senegal (52)
  133. Isole Salomone (52)
  134. Tagikistan (51)
  135. Egitto (51)
  136. Benin (51)
  137. Kenya (51)
  138. Kirghizistan (51)
  139. Azerbaijan (51)
  140. Corea del Nord (51)
  141. Emirati Arabi Uniti (50)
  142. Capo Verde (50)
  143. Isole Marshall (50)
  144. Tanzania (50)
  145. Bangladesh (50)
  146. Algeria (50)
  147. Uganda (50)
  148. Uzbekistan (49)
  149. Cambogia (49)
  150. Iran (49)
  151. Mozambico (49)
  152. Gambia (48)
  153. Papua Nuova Guinea (48)
  154. Mayotte (48)
  155. Kazakistan (48)
  156. Mali (48)
  157. Libia (48)
  158. Guinea-Bissau (47)
  159. Micronesia (47)
  160. Togo (47)
  161. Myanmar (Birmania) (46)
  162. Turkmenistan (46)
  163. Etiopia (46)
  164. Repubblica del Congo - (46)
  165. Ruanda (46)
  166. Nigeria (46)
  167. Gabon (46)
  168. Oman (45)
  169. Arabia Saudita (45)
  170. Iraq (45)
  171. Laos (45)
  172. Camerun (45)
  173. Mauritania (45)
  174. Niger (44)
  175. Burkina Faso (44)
  176. Guinea Equatoriale (44)
  177. Burundi (44)
  178. Pakistan (43)
  179. Haiti (43)
  180. Zimbabwe (43)
  181. Repubblica Centrafricana (43)
  182. Costa d’Avorio (43)
  183. Liberia (42)
  184. Congo, Repubblica Democratica del (42)
  185. Angola (42)
  186. Guinea (41)
  187. Eritrea (40)
  188. Gibuti (40)
  189. Sierra Leone (38)
  190. Afghanistan (37)
  191. Ciad (34)
  192. Sudan (33)
  193. Yemen (33)
  194. Somalia (30)

Cosa ne pensate? Siete d’accordo?

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Quale assicurazione per viaggiare all’estero?

Mi viene spesso chiesto un consiglio per quello che riguarda la copertura medica all’estero e che tipo di assicurazione usare quando si viaggia all’estero.

Innanzitutto, per la copertura medica dovete cercare di capire se vi è un accordo tra Italia ed il Paese vostra destinazione che preveda la copertura reciproca dei cittadini.

Se non c’è o non volete rischiare di rimanere senza copertura sanitaria quando vi trovate in un continente lontano dall’Italia, allora potete pensare a coprirvi con una polizza assicurativa.

Ma quale? Io sinceramente adesso non me ne intendo più di tanto essendo il mio stile di vita piuttosto stazionario a Melbourne.

Faccio riferimento quindi al parere di Lea Woodward di Location Independent, autrice della Guida per vivere e lavorare ovunque vogliate, una nomade digitale che, insieme alla famiglia, si trasferisce di nazione in nazione gestendo il proprio business su internet.

Lea consiglia l’assicurazione di viaggio fornita da World Nomads.

World Nomads fa uso dei servizi forniti da aziende leader nel campo assicurativo quali Allianz, Mondial Assistance, Bupa International e Millstream Underwriting.

Potete scegliere polizze che vi coprano in 150 nazioni e usate la comodità di internet per comprare, rinnovare o cambiare polizza.

World Nomads offre polizze che coprono sport tipo lo sci, snowboarding, bungee jumping o il white water rafting.

Importantissimo per i viaggiatori all’estero, la polizza World Nomads copre l’assistenza ospedaliera e l’evacuazione.

Mi raccomando controllate sempre le ultime su cosa la polizza copre. Non mi assumo ALCUNA responsabilità per l’accuratezza delle informazioni con il passare del tempo. Questo articolo è statico mentre il mondo dell’assicurazione è in continuo movimento.

Tengo inoltre a precisare che quando voi acquistate una polizza assicurativa con World Nomads io ci guadagno alcuni centesimi o euro. Se pensate che il sito italiansinfuga li meriti allora cliccate sopra e mi fate un piacere enorme. Se non siete d’accordo, nessun problema, copiate ed incollate questo indirizzo http://www.worldnomads.com/ e ci arriverete lo stesso senza che io guadagni.

Spero comunque che questo articolo vi sia stato utile.

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Classifica mondiale pari opportunità

Il World Economic Forum ha pubblicato l’edizione 2009 del Global Gender Gap Index, la classifica mondiale delle pari opportunità. Nella graduatoria tutte la nazioni del mondo vengono valutate in base ad un numero di fattori che determinano quale sia la parità tra uomini e donne.

Come al solito queste classifiche sono da prendersi con le molle ma danno un’indicazione della relatività tra nazioni che può esservi utile se state pensando di emigrare all’estero.

Il World Economic Forum afferma che lo studio dimostra che la parità tra uomini e donne è d’obbligo per le società che intendono essere competitive economicamente e prosperare.

Lo studio rivela che le nazioni nordiche hanno la minor diseguaglianza tra uomini e donne, confermando il loro posto in cima alle varie graduatorie di qualità della vita.

L’Islanda conquista il primo posto della classifica superando la Finlandia e la Norvegia (prima l’anno scorso). La Svezia al quarto posto completa la dominazione scandinava dei primi posti della graduatoria 2009.

La classifica si basa su come le nazioni dividono opportunità e risorse tra uomini e donne, indipendentemente dal livello assoluto di risorse.

Le altre nazioni nella Top 10 sono la Nuova Zelanda, il Sud Africa, la Danimarca, l’Irlanda, le Filippine ed il Lesotho.

Altre nazioni di interesse ai lettori di italiansinfuga sono l’Olanda (11), Germania (12), Regno Unito (15), Spagna (17), Australia (20), Canada (25), Stati Uniti (31), Belgio (33).

L’Italia? Al 77esimo posto, uno dei più bassi in Europa.

I motivi? Una bassa partecipazione delle donne all’attività economica del Paese.

Se siete donne in Italia e state pensando di emigrare per migliorare le vostre opportunità di lavoro, leggete la classifica completa per farvi un’idea di dove sia meglio emigrare.

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Classifica mondiale dei migliori Paesi in cui vivere

L’ONU ha pubblicato la classifica mondiale dei migliori Paesi in cui vivere.

L’Human Development Index (HDI) misura la sviluppo di una nazione da un punto di vista umano.

Riporta fattori quali:

  • longevità e salute espressa in termini di aspettativa alla nascita
  • accesso a conoscenza e cultura, misurato in base al tasso di alfabetizzazione e l’iscrizione all’istruzione
  • tenore di vita, misurato come GDP per capita relativo al potere d’acquisto

Queste misure vengono poi usate per arrivare ad un punteggio tra 0 ed 1 e la classifica viene redatta a seconda del punteggio relativo tra le nazioni.

La classifica del 2009 include 182 nazioni, usa data risalenti al 2007 e quindi non include l’impatto della crisi economica globale.

Tra il 2006 ed il 2007, il punteggio è salito in 174 nazioni ed è sceso in sole 4 nazioni.

La Cina è la nazione con il maggiore balzo in classifica, migliorandosi di 7 posizioni, seguita da Colombia e Perù, grazie all’incremento dei salari.

La Norvegia è in cima alla classifica, seguita dall’Australia e dall’Islanda. Il podio rimane immutato mentre ci sono pochi cambiamenti nelle prime dieci con la sola Francia che spodesta il Lussemburgo.

L’Italia si piazza al diciottesimo posto, tra il Belgio ed il Liechtenstein, una posizione che la pone nel gruppo delle nazioni con un ‘Sviluppo umano molto alto’, la categoria migliore.

E le altre nazioni che seguiamo regolarmente su italiansinfuga.com?

Il Canada si piazza al quarto posto; l’Irlanda al quinto; l’Olanda al sesto; la Svezia al settimo; il Giappone al decimo; gli USA al tredicesimo; la Spagna al quindicesimo; la Danimarca al sedicesimo; la Nuova Zelanda la ventesimo; il Regno Unito al ventunesimo; la Germania al ventiduesimo.

Se state decidendo di emigrare, fatevi aiutare nella scelta della destinazione da questa classifica.

Ecco la classifica completa.

Norway 0.971

Australia 0.970

Iceland 0.969

Canada 0.966

Ireland 0.965

Netherlands 0.964

Sweden 0.963

France 0.961

Switzerland 0.960

Japan 0.960

Luxembourg 0.960

Finland 0.959

United States 0.956

Austria 0.955

Spain 0.955

Denmark 0.955

Belgium 0.953

Italy 0.951

Liechtenstein 0.951

New Zealand 0.950

United Kingdom 0.947

Germany 0.947

Singapore 0.944

Hong Kong, China (SAR) 0.944

Greece 0.942

Korea (Republic of) 0.937

Israel 0.935

Andorra 0.934

Slovenia 0.929

Brunei Darussalam 0.920

Kuwait 0.916

Cyprus 0.914

Qatar 0.910

Portugal 0.909

United Arab Emirates 0.903

Czech Republic 0.903

Barbados 0.903

Malta 0.902

Bahrain 0.895

Estonia 0.883

Poland 0.880

Slovakia 0.880

Hungary 0.879

Chile 0.878

Croatia 0.871

Lithuania 0.870

Antigua and Barbuda 0.868

Latvia 0.866

Argentina 0.866

Uruguay 0.865

Cuba 0.863 51

Bahamas 0.856

Mexico 0.854

Costa Rica 0.854

Libyan Arab Jamahiriya 0.847

Oman 0.846

Seychelles 0.845

Venezuela 0.844

Saudi Arabia 0.843

Panama 0.840

Bulgaria 0.840

Saint Kitts and Nevis 0.838

Romania 0.837

Trinidad and Tobago 0.837

Montenegro 0.834

Malaysia 0.829

Serbia 0.826

Belarus 0.826

Saint Lucia 0.821

Albania 0.818

Russian Federation 0.817

Macedonia 0.817

Dominica 0.814

Grenada 0.813

Brazil 0.813

Bosnia and Herzegovina 0.812

Colombia 0.807

Peru 0.806

Turkey 0.806

Ecuador 0.806

Mauritius 0.804

Kazakhstan 0.804

Lebanon 0.803

Armenia 0.798

Ukraine 0.796

Azerbaijan 0.787

Thailand 0.783

Iran 0.782

Georgia 0.778

Dominican Republic 0.777

Saint Vincent and the Grenadines 0.772

China 0.772

Belize 0.772

Samoa 0.771

Maldives 0.771

Jordan 0.770

Suriname 0.769

Tunisia 0.769

Tonga 0.768

Jamaica 0.766

Paraguay 0.761

Sri Lanka 0.759

Gabon 0.755

Algeria 0.754

Philippines 0.751

El Salvador 0.747

Syrian Arab Republic 0.742

Fiji 0.741

Turkmenistan 0.739

Occupied Palestinian Territories 0.737

Indonesia 0.734

Honduras 0.732

Bolivia 0.729

Guyana 0.729

Mongolia 0.727

Viet Nam 0.725

Moldova 0.720

Equatorial Guinea 0.719

Uzbekistan 0.710

Kyrgyzstan 0.710

Cape Verde 0.708

Guatemala 0.704

Egypt 0.703

Nicaragua 0.699

Botswana 0.694

Vanuatu 0.693

Tajikistan 0.688

Namibia 0.686

South Africa 0.683

Morocco 0.654

Sao Tome and Principe 0.651

Bhutan 0.619

Lao People’s Democratic Republic 0.619

India 0.612

Solomon Islands 0.610

Congo 0.601

Cambodia 0.593

Myanmar 0.586

Comoros 0.576

Yemen 0.575

Pakistan 0.572

Swaziland 0.572

Angola 0.564

Nepal 0.553

Madagascar 0.543

Bangladesh 0.543

Kenya 0.541

Papua New Guinea 0.541

Haiti 0.532

Sudan 0.531

Tanzania 0.530

Ghana 0.526

Cameroon 0.523

Mauritania 0.520

Djibouti 0.520

Lesotho 0.514

Uganda 0.514

Nigeria 0.511

Togo 0.499 159

Malawi 0.493

Benin 0.492

Timor-Leste 0.489

Côte d’Ivoire 0.484

Zambia 0.481

Eritrea 0.472

Senegal 0.464

Rwanda 0.460

Gambia 0.456

Liberia 0.442

Guinea 0.435

Ethiopia 0.414

Mozambique 0.402

Guinea-Bissau 0.396

Burundi 0.394

Chad 0.392

Congo 0.389

Burkina Faso 0.389

Mali 0.371

Central African Republic 0.369

Sierra Leone 0.365

Afghanistan 0.352

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Classifica dei sistemi sanitari in Europa

La Commissione Europea ha pubblicato una classifica dei sistemi sanitari in Europa.

La graduatoria si basa su una combinazione di risposte da parte di pazienti, di dati sui risultati della gestione dei pazienti e di qualità e modernità delle strutture.

Naturalmente, come per tutte le graduatorie di questo tipo, bisogna prendere i risultati con le pinze ma, se vi interessa emigrare in Europa, questa classifica può aiutarvi a scegliere una nazione rispetto ad un’altra.

Questo è importante soprattutto se avete bisogno di cure ad intervalli regolari e se avete intenzione di rimanere all’estero a lungo e quindi sarete più bisognosi di cure ospedaliere con l’avanzamento dell’età.

Come al solito, le nazioni nordiche la fanno da padrone con l’Olanda in cima alla classifica seguita da Danimarca, Islanda, Austria, Svizzera e Germania.

Giusto per farvi capire l’Italia si piazza un pò sopra di metà classifica, sotto il Regno Unito, mentre la classifica si chiude con Paesi dell’est europeo.

Ringrazio Cavesi a Dublin della segnalazione.

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Trovare casa all’estero per brevi periodi

Prima di emigrare all’estero in via definitiva è consigliabile visitare la destinazione per capire meglio se fa per voi.

In linea di massima si dovrebbe visitare la città dove vi stabilirete per un periodo più lungo di una vacanza ma più corto di una permanenza definitiva. Insomma alcuni mesi per capire se vi ambienterete o meno in una terra con lingua e tradizioni diverse.

C’è inoltre chi vuole farsi un paio di mesi all’estero come corso intensivo per imparare la lingua utilizzando un periodo di vacanza.

Il problema principale nel attuare un piano del genere è il costo. Tre mesi in un albergo costano un sacco di soldi che magari sono spesi meglio una volta arrrivati in via definitiva.

Inoltre la vita in albergo non vi consente e costringe a condurre una vita simile a quella che vi attende quando emigrate. Andare al supermercato per comprare cibi nuovi e sconosciuti o conoscere e parlare con vicini di casa che vi aiuteranno a capire la vita di tutti i giorni.

Per fortuna c’è una soluzione e si chiama HomeExchange. Premetto che non ho mai usufruito dei suoi servizi perchè una volta arrivati a Melbourne abbiamo rallentato parecchio il nostro viaggiare per il mondo. Ho però incontrato parecchie recensioni favorevoli di questo servizio.

In pratica andate a vivere all’estero in casa altrui mentre la controparte viene a vivere in casa vostra. Vi scambiate casa.

L’unico costo che avete è l’iscrizione al sito che, oggi, è di 100 dollari.

Scegliete la nazione (oggi ce ne sono 126 disponibili) e città che vi interessa, trovate un annuncio che fa il caso vostro e mandate loro un e-mail per discutere la disponibilità allo scambio.

D’altro canto, listando la vostra casa o appartamento riceverete domande da tutte le parti del mondo da parte di persone interessate ad uno scambio.

Gli annunci in genere includono dettagli e foto degli appartamenti e case, descrizione della zona dove si trovano, cosa troverete nella casa (elettrodomestici, connessione internet), eccetera.

Una delle prime domande che sorge riguarda la sicurezza della casa che affidate a sconosciuti. HomeExchange afferma che in 14 anni di attività non hanno mai avuto problemi di vandalismo o furto. Prima di procedere allo scambio, parlerete con la vostra controparte per telefono, vi scriverete e-mails, scambierete foto recenti, insomma diventerete amici.

Pare che metà di chi partecipa a HomeExchange scambi pure macchina ma questo dipende interamente da voi e dalla vostra controparte.

Il grosso vantaggio è il risparmio in denaro collegato allo stare in albergo ed a mangiare fuori ad ogni pasto. Fate voi i conti!

Se volete capire meglio come funziona inotre guardatevi il film The Holiday con Cameron Diaz, Kate Winslet, Hugh Grant e Jack Black. La trama segue la storia delle due protagoniste, una Americana, l’altra Inglese, che scambiano casa e trovano…..

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