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Classifica qualità della vita

International Living ha pubblicato la propria classifica della qualità della vita in 194 nazioni del mondo.

Qualità della vita non intesa come dove vivere bene con pochi soldi ma semplicemente vivere bene.

Per redarre la classifica, International Living considera punteggi nelle seguenti categorie:

  • costo della vita, rispetto al costo della vita negli Stati Uniti
  • cultura e tempo libero, livello di istruzione della popolazione, numero di musei eccetera
  • economia, valutata usando le misure statistiche più comuni
  • ambiente, valutato usando la densità della popolazione, il tasso di crescita della stessa, le emissioni causanti effetto serra
  • libertà, usando la classifica di Freedom House
  • salute, valutata in base alla qualità dell’assistenza sanitaria
  • infrastruttura, chiometri di strade, ferrovia per capita, numero di aereoporti
  • sicurezza, in base alle stime del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
  • clima, temperatura e precipitazioni medie

I punteggi vengono assegnati basandosi su informazioni pubblicate da fonti quali siti internet governativi, la World Health Organisation, The Economist e molti altri.

Inoltre vengono considerate le opinioni degli editori di International Living sparsi nel mondo. Al riguardo tenete conto che essi sono per lo più di origine anglosassone e scrivono per lettori in gran parte statunitensi quindi la loro visione della qualità della vita è diversa da quella degli Italiani e da quella di altri popoli.

E’ forse per questo che la presenza di nazioni scandinave nella Top 10, consueta in altre classifiche, quì è nulla.

Qual’è la classifica?

  1. Francia (82)
  2. Australia (81)
  3. Svizzera (81)
  4. Germania (81)
  5. Nuova Zelanda (79)
  6. Lussemburgo (78)
  7. Stati Uniti (78)
  8. Belgio (78)
  9. Canada (77)
  10. Italia (77)
  11. Paesi Bassi (77)
  12. Norvegia (77)
  13. Austria (77)
  14. Liechtenstein (76)
  15. Malta (76)
  16. Danimarca (76)
  17. Spagna (76)
  18. Finlandia (75)
  19. Uruguay (75)
  20. Ungheria (74)
  21. Portogallo (73)
  22. Lituania (73)
  23. Andorra (73)
  24. Repubblica Ceca (73)
  25. Regno Unito (73)
  26. Argentina (72)
  27. Slovenia (72)
  28. Grecia (72)
  29. Monaco (72)
  30. Svezia (71)
  31. Cile (71)
  32. Estonia (71)
  33. Costa Rica (71)
  34. Panama (71)
  35. Polonia (71)
  36. Giappone (70)
  37. Croazia (70)
  38. Brasile (70)
  39. Ecuador (70)
  40. Lettonia (70)
  41. Irlanda (70)
  42. Corea del Sud (69)
  43. Slovacchia (69)
  44. Bulgaria (69)
  45. Cipro (68)
  46. Messico (68)
  47. Israele (67)
  48. Islanda (67)
  49. Bermuda (66)
  50. Saint Kitts & Nevis (66)
  51. Sud Africa (66)
  52. Dominica (65)
  53. Romania (65)
  54. Isole Cayman (65)
  55. Moldavia (65)
  56. Colombia (64)
  57. Taiwan (64)
  58. Bolivia (64)
  59. Repubblica di Macedonia (63)
  60. Barbados (63)
  61. Mauritius (63)
  62. Namibia (63)
  63. Belize (63)
  64. Paraguay (63)
  65. Albania (63)
  66. Bosnia-Erzegovina (63)
  67. Bahamas (63)
  68. Ucraina (62)
  69. Grenada (62)
  70. Singapore (61)
  71. Antigua & Barbuda (61)
  72. Turchia (61)
  73. Repubblica Dominicana (61)
  74. Seychelles (61)
  75. Bhutan (61)
  76. Peru (60)
  77. Giamaica (60)
  78. Nicaragua (60)
  79. Botswana (60)
  80. Honduras (60)
  81. Suriname (60)
  82. Portorico (59)
  83. Tunisia (59)
  84. Brunei (59)
  85. Malesia (58)
  86. El Salvador (58)
  87. Guatemala (58)
  88. India (58)
  89. Venezuela (58)
  90. Cuba (57)
  91. Trinidad & Tobago (57)
  92. Polinesia Francese (57)
  93. Guyana (57)
  94. Tonga (57)
  95. Mongolia (57)
  96. Nauru (56)
  97. Cina (56)
  98. Georgia (56)
  99. Ghana (56)
  100. Maldive (56)
  101. Armenia (56)
  102. Lesotho (55)
  103. Martinica (55)
  104. Giordania (55)
  105. Filippine (55)
  106. Kuwait (55)
  107. Kiribati (55)
  108. Polinesia Francese (55)
  109. Bielorussia (54)
  110. Tailandia (54)
  111. Russia (54)
  112. Zambia (54)
  113. Libano (54)
  114. Palau (54)
  115. Malawi (54)
  116. Marocco (54)
  117. Samoa (Western Samoa) (54)
  118. Swaziland (54)
  119. Bahrain (54)
  120. Fiji (53)
  121. Sri Lanka (53)
  122. Madagascar (53)
  123. Tuvalu (53)
  124. Siria (53)
  125. Vietnam (53)
  126. Comore (53)
  127. Nepal (52)
  128. Qatar (52)
  129. Indonesia (52)
  130. Macao (52)
  131. Vanuatu (52)
  132. Senegal (52)
  133. Isole Salomone (52)
  134. Tagikistan (51)
  135. Egitto (51)
  136. Benin (51)
  137. Kenya (51)
  138. Kirghizistan (51)
  139. Azerbaijan (51)
  140. Corea del Nord (51)
  141. Emirati Arabi Uniti (50)
  142. Capo Verde (50)
  143. Isole Marshall (50)
  144. Tanzania (50)
  145. Bangladesh (50)
  146. Algeria (50)
  147. Uganda (50)
  148. Uzbekistan (49)
  149. Cambogia (49)
  150. Iran (49)
  151. Mozambico (49)
  152. Gambia (48)
  153. Papua Nuova Guinea (48)
  154. Mayotte (48)
  155. Kazakistan (48)
  156. Mali (48)
  157. Libia (48)
  158. Guinea-Bissau (47)
  159. Micronesia (47)
  160. Togo (47)
  161. Myanmar (Birmania) (46)
  162. Turkmenistan (46)
  163. Etiopia (46)
  164. Repubblica del Congo - (46)
  165. Ruanda (46)
  166. Nigeria (46)
  167. Gabon (46)
  168. Oman (45)
  169. Arabia Saudita (45)
  170. Iraq (45)
  171. Laos (45)
  172. Camerun (45)
  173. Mauritania (45)
  174. Niger (44)
  175. Burkina Faso (44)
  176. Guinea Equatoriale (44)
  177. Burundi (44)
  178. Pakistan (43)
  179. Haiti (43)
  180. Zimbabwe (43)
  181. Repubblica Centrafricana (43)
  182. Costa d’Avorio (43)
  183. Liberia (42)
  184. Congo, Repubblica Democratica del (42)
  185. Angola (42)
  186. Guinea (41)
  187. Eritrea (40)
  188. Gibuti (40)
  189. Sierra Leone (38)
  190. Afghanistan (37)
  191. Ciad (34)
  192. Sudan (33)
  193. Yemen (33)
  194. Somalia (30)

Cosa ne pensate? Siete d’accordo?

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Come vestirsi per il colloquio di lavoro all’estero

Ho trovato per voi un video di Monster per insegnarvi come vestirsi per il colloquio di lavoro all’estero, valido in particolare per il mondo anglosassone.

L’obiettivo del vostro abbigliamento ad un colloquio di lavoro è consentire a chi conduce il colloquio di concentrarsi su di voi, sulla vostra esperienza, su cosa offrite alla ditta. Non dovete distrarli in alcun modo con l’abbigliamento sbagliato.

L’abbigliamento deve consentirvi avere piena fiducia in voi stessi durante il colloquio di lavoro.

Perchè è importante che guardiate questo video? Perchè l’idea di eleganza nel mondo anglosassone è diversa da quella del mondo italiano. Non importa chi abbia ragione. L’importante è che giochiate secondo le regole del mondo anglosassone. Dovete quindi vestirvi per un colloquio di lavoro secondo i canoni dell’abbigliamento anglosassone.

Le regole e tradizioni nel mondo anglosassone sono sacrosante e deviando da loro farete in modo che il datore di lavoro si accorgerà della diversità prima di accorgersi delle vostre qualità.

Innanzitutto dove pensare al tipo di settore nel quale vi interessa lavorare. Alcuni settori consentono un abbigliamento più ‘casual’ mentre altri richiedono un abbigliamento più formale nell’ambiente di lavoro di tutti i giorni.

Il primo consiglio è quello di contattare chi vi ha invitato per un colloquio di lavoro e chiedere qual’è il ‘dress code’, il codice per l’abbigliamento, le regole da rispettare quando si opera nell’azienda in questione. Volete dimostrare con il vostro ‘look’ che fate già parte dell’azienda.

In linea di massima non vestitevi troppo ‘casual’ quindi non indossate magliette, jeans e scarpe da ginnastica.

Una camicia ed un paio di pantaloni eleganti sono il minimo assoluto che un datore di lavoro si aspetta da parte di un aspirante impiegato.

Per le donne, soprattutto nel mondo anglosassone, vestitevi in modo modesto.

Per tutti, evitate cappelli, cappellini e troppi accessori che possano distrarre chi conduce il colloquio.

Per gli uomini, un ambiente di lavoro formale richiede un vestito, camicia e cravatta mentre per quello che riguarda un ambiente più rilassato giacca,camicia e pantaloni eleganti bastano.

Scegliete colori tradizionali evitando camicie e cravatte sgargianti che magari piacciono a voi ma che il datore di lavoro può considerare oscene.

Per le donne, fate attenzione a troppi gioielli.

Per ultimo, siate sicuri che i vestiti vi vestano a pennello altrimenti sembrerà ovvio che ve li ha prestati qualcuno!

Di per sè l’abbigliamento giusto al colloquio di lavoro non vi garantisce il posto di lavoro ma quello sbagliato molto probabilmente vi negherà l’opportunità di lavorare per la ditta.

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Quale assicurazione per viaggiare all’estero?

Mi viene spesso chiesto un consiglio per quello che riguarda la copertura medica all’estero e che tipo di assicurazione usare quando si viaggia all’estero.

Innanzitutto, per la copertura medica dovete cercare di capire se vi è un accordo tra Italia ed il Paese vostra destinazione che preveda la copertura reciproca dei cittadini.

Se non c’è o non volete rischiare di rimanere senza copertura sanitaria quando vi trovate in un continente lontano dall’Italia, allora potete pensare a coprirvi con una polizza assicurativa.

Ma quale? Io sinceramente adesso non me ne intendo più di tanto essendo il mio stile di vita piuttosto stazionario a Melbourne.

Faccio riferimento quindi al parere di Lea Woodward di Location Independent, autrice della Guida per vivere e lavorare ovunque vogliate, una nomade digitale che, insieme alla famiglia, si trasferisce di nazione in nazione gestendo il proprio business su internet.

Lea consiglia l’assicurazione di viaggio fornita da World Nomads.

World Nomads fa uso dei servizi forniti da aziende leader nel campo assicurativo quali Allianz, Mondial Assistance, Bupa International e Millstream Underwriting.

Potete scegliere polizze che vi coprano in 150 nazioni e usate la comodità di internet per comprare, rinnovare o cambiare polizza.

World Nomads offre polizze che coprono sport tipo lo sci, snowboarding, bungee jumping o il white water rafting.

Importantissimo per i viaggiatori all’estero, la polizza World Nomads copre l’assistenza ospedaliera e l’evacuazione.

Mi raccomando controllate sempre le ultime su cosa la polizza copre. Non mi assumo ALCUNA responsabilità per l’accuratezza delle informazioni con il passare del tempo. Questo articolo è statico mentre il mondo dell’assicurazione è in continuo movimento.

Tengo inoltre a precisare che quando voi acquistate una polizza assicurativa con World Nomads io ci guadagno alcuni centesimi o euro. Se pensate che il sito italiansinfuga li meriti allora cliccate sopra e mi fate un piacere enorme. Se non siete d’accordo, nessun problema, copiate ed incollate questo indirizzo http://www.worldnomads.com/ e ci arriverete lo stesso senza che io guadagni.

Spero comunque che questo articolo vi sia stato utile.

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Costo della spesa al supermercato in Inghilterra

Un aggiornamento sul costo della vita in Inghilterra e più precisamente sul costo della spesa al supermercato.

Ho utilizzato mysupermarket.co.uk, un sito di confronto dei prezzi di quattro delle maggiori catene di supermercati della Gran Bretagna: Tesco, Sainsbury, Asda e Waitrose (Ocado).

Il sito consente di redigere una lista della spesa, di confrontare prezzi, di scambiare prodotti per risparmiare o per scegliere alternative più salutari, di cambiare catena presso la quale fate la spesa se più conveniente.

Tutte le catene inoltre offrono consegna a pagamento se vivete in una zona coperta dal servizio.

Ho cercato di scegliere prodotti più di interesse ad un Italiano e spero la lista che segue vi dia un’idea di quanto spenderete per mangiare in Inghilterra.

Ricordatevi però che il salario britannico è diverso da quello italiano!

Ecco i prezzi di Tesco. (Full disclosure: ho lavorato per Tesco dal 1997 al 2002 e possiedo ancora delle azioni)

De Cecco Penne Rigate 500g £1.49

Lavazza Qualità Oro Caffè (250g) £3.45

San Pellegrino Acqua Minerale Gassata (750ml) £0.75

Barolo Terre Da Vino (750ml) £9.99

Tesco Latte Intero (2L) £1.59

Baguette £0.65

Banana al chilo £0.50

Uova 12 £1.55

Burro 250g £1.24

Philadelphia 300g £1.82

Galbani Mozzarella Santa Lucia 250g £1.41

Piselli surgelati 1 chilo £1.48

Pelati 400g £0.99

Bertolli salsa di pomodoro e pecorino 400g  £1.89

Kellogg’s Corn Flakes 750g £2.26

Coca-Cola 2L £1.56

Alberto VO5 Shampo £2.12

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Vivere all’estero senza pagare affitto

Il costo di emigrazione all’estero è alto ed il costo dell’affitto è una delle componenti principali oltre ad uno dei maggiori ostacoli all’emigrazione.

A proposito vi propongo un articolo pubblicato su locationindependent.com e scritto da Leigh Haugseth che offre una soluzione.

Si tratta di diventare ‘house-sitters’, andare a vivere in casa altrui ed accudire la casa per periodi più o meno lunghi. Spesso e volentieri dovrete anche accudire i cani e fare un minimo di pulizie.

Questo tipo di soluzione vi consente di esplorare la vostra destinazione, sia essa una città o una nazione, senza spendere troppo e viverla come la vivono quelli che ci vivono tutti i giorni. Evitate così di vivere come turisti, una vita che vi fornisce un’impressione sbagliata dei pro e contro di una vita all’estero.

Preciso che io non ho mai fatto uso di questo tipo di servizio più che altro perchè quando sono emigrato io cose del genere non esistevano ancora e se esistevano non utilizzavano internet per collegare le controparti.

Come funziona?

Create un profilo online su siti tipo mindmyhouse, pagate una cifra annuale che al momento è di 23 dollari australiani e ricevete tramite e-mail aggiornamenti su case disponibili, dove si trovano e requisiti richiesti da parte degli housesitters (in genere dovete essere non fumatori e non avere intenzione di fare baldoria).

Alcuni proprietari di casa richiedono che voi paghiate le bollette e per altri dovete avere trasporto independente. La durata del soggiorno può variare da pochi giorni fino ad un anno.

La maggior parte delle case disponibili al momento sono in Paesi anglosassoni.

Ovviamente certe destinazioni sono difficili da ottenre perchè tutti vogliono andare, ad esempio, a New York ma, mantenendo flessibilità, migliorerete le probabilità di trovare una destinazione.

Una volta trovata una possibile casa, dovrete fornire referenze per tranquillizzare i proprietari sulla vostra affidabilità.

House-sitting non fa per tutti ma per chi vuole libertà ed è flessibile in termini di destinazioni e tempistiche fornisce senz’altro un’alternativa economica ai primi tempi dell’emigrazione all’estero.

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Trovare casa all’estero per periodi brevi

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Trovare casa all’estero per brevi periodi

Prima di emigrare all’estero in via definitiva è consigliabile visitare la destinazione per capire meglio se fa per voi.

In linea di massima si dovrebbe visitare la città dove vi stabilirete per un periodo più lungo di una vacanza ma più corto di una permanenza definitiva. Insomma alcuni mesi per capire se vi ambienterete o meno in una terra con lingua e tradizioni diverse.

C’è inoltre chi vuole farsi un paio di mesi all’estero come corso intensivo per imparare la lingua utilizzando un periodo di vacanza.

Il problema principale nel attuare un piano del genere è il costo. Tre mesi in un albergo costano un sacco di soldi che magari sono spesi meglio una volta arrrivati in via definitiva.

Inoltre la vita in albergo non vi consente e costringe a condurre una vita simile a quella che vi attende quando emigrate. Andare al supermercato per comprare cibi nuovi e sconosciuti o conoscere e parlare con vicini di casa che vi aiuteranno a capire la vita di tutti i giorni.

Per fortuna c’è una soluzione e si chiama HomeExchange. Premetto che non ho mai usufruito dei suoi servizi perchè una volta arrivati a Melbourne abbiamo rallentato parecchio il nostro viaggiare per il mondo. Ho però incontrato parecchie recensioni favorevoli di questo servizio.

In pratica andate a vivere all’estero in casa altrui mentre la controparte viene a vivere in casa vostra. Vi scambiate casa.

L’unico costo che avete è l’iscrizione al sito che, oggi, è di 100 dollari.

Scegliete la nazione (oggi ce ne sono 126 disponibili) e città che vi interessa, trovate un annuncio che fa il caso vostro e mandate loro un e-mail per discutere la disponibilità allo scambio.

D’altro canto, listando la vostra casa o appartamento riceverete domande da tutte le parti del mondo da parte di persone interessate ad uno scambio.

Gli annunci in genere includono dettagli e foto degli appartamenti e case, descrizione della zona dove si trovano, cosa troverete nella casa (elettrodomestici, connessione internet), eccetera.

Una delle prime domande che sorge riguarda la sicurezza della casa che affidate a sconosciuti. HomeExchange afferma che in 14 anni di attività non hanno mai avuto problemi di vandalismo o furto. Prima di procedere allo scambio, parlerete con la vostra controparte per telefono, vi scriverete e-mails, scambierete foto recenti, insomma diventerete amici.

Pare che metà di chi partecipa a HomeExchange scambi pure macchina ma questo dipende interamente da voi e dalla vostra controparte.

Il grosso vantaggio è il risparmio in denaro collegato allo stare in albergo ed a mangiare fuori ad ogni pasto. Fate voi i conti!

Se volete capire meglio come funziona inotre guardatevi il film The Holiday con Cameron Diaz, Kate Winslet, Hugh Grant e Jack Black. La trama segue la storia delle due protagoniste, una Americana, l’altra Inglese, che scambiano casa e trovano…..

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Come trovare casa all’estero con Google Maps

Google Maps ha appena introdotto la possibilità di trovare casa da affittare o comprare all’estero usando le proprie mappe.

Basta selezionare l’opzione che mostra ‘real estate listings’ e poi puntare la mappa verso la città verso la quale volete emigrare.

Vi apparirà una cartina tipo le seguente del sobborgo di Richmond, a Melbourne, dove vedrete tutte le ‘bandierine’ con le lettere, ognuna rappresentante una casa o alloggio in offerta per affitto o vendita.

Potrete poi filtrare cosa vi viene mostrato selezionando il tipo di abitazione, il costo, le camere da letto, il numero di bagni, il numero di posti macchina ed i metri quadrati.

Cliccando su una bandierina vedrete poi più dettagli sulla casa in questione con foto e magari video ed un link a Google Street View che vi mostrerà la strada sulla quale si trova la dimora.
View Larger Map

Ecco inoltre un video di Google che vi spiega come funziona.

Insomma, se volete comprare casa o trovare alloggio all’estero, oggi è più facile che mai con Google Maps!

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Come imparare l’Inglese con un insegnante online

Imparare l’Inglese, o qualsiasi altra lingua, sta diventando sempre più semplice con tutti gli strumenti disponibili su internet.

Oggi vi propongo verbalplanet.com, una comunità online globale di insegnanti e di studenti di lingue.

Iscriversi a verbalplanet.com è gratis dopodichè potete trovare l’insegnante che fa per voi e chiedere loro domande prima di prenotare la lezione.

I prezzi delle lezioni sono in mostra e rappresentano il costo totale della lezione.

Avrete bisogno di una connessione internet e skype sul vostro computer.

Skype, per chi non lo sa, è leader di telefonia su internet e non costa nulla.

Verbalplanet.com vi consente di sottoscrivere ad una lezione sola o ad un corso completo, non esistono obblighi o restrizioni. Quindi fa il caso vostro sia che vogliate rispolverare le vostre abilità linguistiche sia che vogliate imparare l’Inglese partendo da zero.

Per trovare un insegnante, cliccate su ‘Find a Language Tutor’ per visitare il ‘mercatino’ di insegnamento.

Potete cercare un insegnante che parla Italiano, insegnarvi l’Inglese e fare selezione in base a prezzo, profilo, voti, località eccetera.

La possibilità di scegliere in base alla località rende più facile la selezione se avete bisogno di apprendere l’Inglese con accento Inglese piuttosto che Americano, Australiano, Irlandese, Scozzese, Canadese o Neozelandese.

Il prezzo è designato dall’insegnante quindi sta a voi decidere se il prezzo quotato è eccessivo o meno.

Per prenotare una lezione con un insegnante dovete pagare un deposito per assicurarvi l’orario desiderato. Il deposito è incluso nel prezzo quotato. L’insegnante vi manderà la parcella per il resto del pagamento che effettuerete usando Paypal.

Verbalplanet vi fà vedere che insegnanti sono disponibili e a che ora usando il vostro fuso orario in modo che non dobbiate preoccuparvi in che parte del mondo sia il vostro insegnante.

Se quindi non avete accesso immediato ad una scuola di inglese, volete cercare un insegnante di una particolare madre lingua o volete andare a lezione ad un orario che fa comodo a voi, provate verbalplanet.com e fatemi sapere cosa ne pensate.

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Classifica 2009 del costo della vita nelle principali città del mondo

La Mercer ha pubblicato la classifica del costo della vita nelle principali città del mondo per il 2009.

In breve:

  • Tokyo soppianta Mosca come città più costosa al mondo mentre Johannesburg è la meno cara
  • Città asiatiche ed europee dominano la Top 10
  • Ci sono stati parecchi cambiamenti rispetto all’anno scorso dovuti soprattutto al cambio di valuta
  • Londra ora è sedicesima mentre New York entra a far parte della Top 10

Le dieci città più costose al mondo per ‘expats’ sono:

  1. Tokyo
  2. Osaka
  3. Mosca
  4. Ginevra
  5. Hong Kong
  6. Zurigo
  7. Copenhagen
  8. New York
  9. Pechino
  10. Singapore

Milano invece è all’undicesimo posto con Roma al diciottesimo.

costo della vita COST OF LIVING

Nella classifica Mercer, New York viene usata come città di base con un punteggio di 100 punti. Tutte le altre città vengono confrontate a New York ed il costo della vita nella valuta di origine viene poi misurato in dollari statunitensi.

Ad esempio, Tokyo ha un punteggio di 143,7 punti ed è quasi tre volte più costosa di Johannesburg che ha un punteggio di 49,6.

Il sondaggio copre 143 città in sei continenti e misura il costo di circa 200 tra alloggio, trasporti, cibo, vestiario, beni per la casa e divertimento. I risultati vengono utilizzati da multinazionali e governi per determinare il compenso economico per gli impiegati che lavorano all’estero.

Quest’anno vi è stato un significativo rimescolamento della graduatoria in gran parte dovuto al cambiamento dei valori di scambio delle valute. La maggior parte delle città europee sono scese in classifica con Varsavia ad esempio che è scesa di 78 posti dal 35esimo a l 113esimo.

Le stesse tendenze sono state riscontrate per città in Australia, Nuova Zelanda e India. Sydney ad esempio era la quindicesima città più costosa al mondo nel 2008 mentre quest’anno si classifica al 66esimo posto.

Al contrario, città negli Stati Uniti, Cina, Giappone e Medio Oriente sono salite in classifica.

Nathalie Constantin-Métral, senior researcher della Mercer, ha detto: “come conseguenza diretta della recessione globale, abbiamo osservato grandi fluttuazioni delle valute internazionali e questo ha avuto un grande impatto sulla classifica di quest’anno. Molte valute, incluse la sterlina e l’euro, si sono indebolite rispetto al dollaro statunitense causando una caduta in classifica delle città europee. Le multinazionali, essendo esposte a diverse economie e valute, sono influenzate in modo particolare dal rallentamento economico. Essendo la riduzione dei costi una priorità, essere alla conoscenza dei costi associati con gli impiegati all’estero è essenziale per la salute dell’azienda.”

Per leggere la classifica delle 50 città più costose al mondo visitate il sito della Mercer.

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La mia esperienza di ricerca di lavoro all’estero

Avendo vissuto e lavorato all’estero per 20 anni, ho pensato di condividere con voi quello che ho imparato per quello che riguarda la ricerca del lavoro all’estero.

Ho lavorato per sette ditte tra Inghilterra, Taiwan e Australia ed ho avuto la fortuna di trovare lavoro con metodi diversi.

Dopo aver completato l’università in Inghilterra nel 1993 decisi di rimanerci a lavorare. Purtroppo l’Inghilterra era nel bel mezzo di una recessione simile a quella odierna e di lavori non ce n’erano molti disponibili.

Ciò nonostante alcuni amici riuscirono a trovare il loro primo lavoro. Quello è il passo più importante perchè dopo avere trovato il primo, che piaccia o meno, si riesce a trovare il lavoro ideale molto più facilmente.

Quello che capiì, con un pò di ritardo, è che questi amici avevano le idee molto più chiare del sottoscritto su cosa volessere fare, se non necessariamente nella vita almeno per quello che riguardava il primo passo nella vita lavorativa.

Ad esempio, un amico sapeva già dai tempi dell’università che voleva concentrarsi su una carriera nel reparto acquisti di aziende manufatturiere. Questo rese più facile la selezione delle ditte alle quali bussare sulla porta e diede lui l’abilità di fare bella figura al colloquio di lavoro in quanto dimostrava passione per il ruolo in discussiome.

Io invece non avevo la stessa chiara visione del mio futuro. Come trovai lavoro all’estero?

Nik_Doof's Portable Office

Grazie ad un’amica compagna di corso all’università. Sua sorella era la manager di un noto negozio di vini di Londra ed avevano bisogno di qualcuno che, senza esperienza, cominciasse dal basso a spostare casse di vini, servire nel negozio eccetera.

Lavoro da laureato? No. Pagato bene? No. Ero riconoscente? Tantissimo.

Il lavoro si rivelò divertente (per un ventitreenne a Londra) e mi consentì di pagare vitto e alloggio.

Se fossi stato interessato nel ramo vinicolo avrebbe potuto offrire un futuro ma non lo ero quindi nel frattempo cercavo un lavoro all’estero più ‘consono’ al mio pedigree universitario.

Scrissi centinaia, non sto scherzando, di lettere e curriculum vitae per rispondere ad annunci di lavoro in tutti i quotidiani londinesi e britannici. Non ero schizzinoso anzi.

Risultati? Poco o niente. A distanza di tanti anni faccio fatica a ricordare ma dubito di essere stato invitato a molti colloqui di lavoro. Penso che, di nuovo, la mia vaghezza nel sapere cosa voler fare trasparisse dalle lettere.

Come trovai il secondo lavoro, sempre all’estero? Di nuovo, grazie ad un amico dell’università. Il lavoro era un deciso miglioramento, mi davano una macchina e dovevo pure indossare giacca e cravatta!

Si trattava di un vero e proprio lavoro di ‘iniziazione’ per un laureato senza esperienza. Viaggiavo in lungo e largo per l’Inghilterra e le conoscenze del mercato che guadagnai in un annetto mi aiutarono per i cinque anni successivi.

Quindi il mio consiglio è di utilizzare il tirocinio nel migliore modo possibile anche se mentre lo state facendo vi sembra al di sotto delle vostre capacità.

Dopo un’annetto mi promossero e andai a lavorare in ufficio su un computer, pian piano stavo migrando verso quello che so fare meglio e che mi viene più naturale.

Essendo la ditta di dimensioni ridotte, almeno la filiale inglese, avevo poche possibilità di carriera ed iniziai a cercare un altro lavoro dopo circa un annetto.

Questa volta la mia esperienza accumulata mi aiutò a definire meglio il passo successivo e quindi la selezione delle ditte e dei ruoli diventò molto più facile.

Leggendo il mio CV capivo subito se un annuncio faceva per me e viceversa.

Fatto sta che venni invitato a parecchi, non tantissimi, colloqui di lavoro e pian piano iniziai a migliorare le prestazioni. Quando ero nel bel mezzo di un colloquio capivo bene se il colloquio stesse andando bene o no. Non era una questione di facilità delle domande anzi, più difficili le domande più interessati erano i datori di lavoro.

Il terzo lavoro lo trovai presso una multinazionale rispondendo ad un annuncio su un settimanale specializzato.

Si trattava del tipo di lavoro che avrei voluto trovare appena finita l’università. Mi ci vollero però quattro anni circa, l’aiuto di tanti amici, due anni di esperienza che mi aiutarono ad essere invitato ad un colloquio e la solita dose di fortuna.

Quel lavoro mi espose ad un ambiente eccezionale per quello che riguardava il talento delle persone che lavoravano lì, lo sforzo quotidiano richiesto per lavorare in certi ambienti e mi portò in giro per la Gran Bretagna ed il mondo.

Ebbi inoltre la fortuna di essere dall’altra parte della barricata nel senso che mi trovai ad intervistare neo-laureati in cerca di lavoro. Capiì così che il candidato di successo non è necessariamente il migliore, il più intelligente o quello con la parlantina migliore.

Il candidato di successo è quello la cui esperienza risponde meglio ai requisiti del ruolo e la cui personalità è più consona a quella dell’azienda.

Ciò nonostante, io e mia moglie decidemmo di emigrare in Australia nel 2002 e io riusciì a trovare lavoro prima di arrivare in Australia.

Come? Grazie ad internet ed alla specializzazione della mia disciplina.

Grazie ad internet trovai la ditta principale che svolgeva il mio tipo di mansione per l’Australia e li contattai direttamente con una e-mail chiedendo se avessero lavoro. Siccome non ci sono molte persone che facevano, al mondo, il mio tipo di lavoro e grazie alla reputazione della multinazionale per la quale lavoravo, il colloquio e l’assunzione fu veloce e senza problemi.

In pochi anni andai dal fare fatica ad essere invitato ad un colloquio di lavoro fino al trovare un lavoro molto facilmente.

Il motivo stava nell’avere trasformato il mio CV da uno di tanti ad uno di pochi.

Il secondo lavoro in Australia lo trovai di nuovo contattando la ditta direttamente e chiedendo se avessero lavoro disponibile mentre il mio lavoro attuale lo trovai di nuovo rispondedno ad un annuncio.

Insomma, i miei consigli per trovare lavoro all’estero sono:

  • abbiate le idee chiare
  • determinazione
  • imparate dai colloqui di lavoro senza successo
  • costruitevi e mantenete un network di persone che possono aiutarvi e viceversa
  • se il vostro CV non risponde alla richiesta dell’annuncio, non sprecate il tempo vostro e di altri
  • costruite la vostra esperienza in modo lineare
  • diventate un esperto nel vostro settore

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