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	<title>italiansinfuga &#187; ERASMUS</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>Essere giovani non è un peso in Germania</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/30/essere-giovani-non-e-un-peso-in-germania/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 21:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[ERASMUS]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
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		<description><![CDATA[Chiara Ficano è tornata di recente in Germania dove aveva già trascorso l&#8217;Erasmus. Ci racconta di come l&#8217;essere giovani in Germania non viene visto come un peso. Cosa hai studiato in Italia? Prima ho frequentato il liceo linguistico, dopodiché mi sono iscritta a Scienze della Comunicazione, frequentando a Torino sia la laurea triennale che quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Chiara Ficano è tornata di recente in Germania dove aveva già trascorso l&#8217;Erasmus. Ci racconta di come l&#8217;essere giovani in Germania non viene visto come un peso.</h1>
<p><strong>Cosa hai studiato in Italia? </strong></p>
<p>Prima ho frequentato il liceo linguistico, dopodiché mi sono iscritta a Scienze della Comunicazione, frequentando a Torino sia la laurea triennale che quella specialistica con indirizzo informatico.</p>
<p><strong>Perché l&#8217;esperienza <a title="Erasmus su Italiansinfuga" href="http://www.italiansinfuga.com/tag/erasmus/" target="_blank">Erasmus</a> proprio in Germania? </strong></p>
<p>In realtà è stato un caso. La mia prima destinazione era Lione, perché sicuramente con il francese avrei avuto meno problemi a capire le lezioni, però non sono riuscita a ottenere l&#8217;unico posto disponibile e sono partita per quella che era in realtà la mia seconda scelta, Colonia.</p>
<p><strong>Che conoscenza del <a title="10 motivi per imparare il tedesco" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/05/22/10-motivi-per-imparare-il-tedesco/" target="_blank">tedesco</a> hai raggiunto con l&#8217;Erasmus? </strong></p>
<p>Ho avuto la fortuna di vivere con ragazzi tedeschi e di uscire con loro e i loro amici, il che mi ha sicuramente aiutato a migliorare la mia conoscenza del tedesco. Alla fine dei dieci mesi riuscivo a esprimermi senza problemi, anche se non sempre in modo completamente corretto, e a capire quasi tutto quello che mi veniva detto. Ho cercato di non fossilizzarmi con i miei connazionali ma di assorbire tutte le culture diverse che avevo attorno, il che ha sicuramente aiutato a migliorare anche l&#8217;inglese.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://de.linkedin.com/pub/chiara-ficano/30/344/842" data-format="inline"></script></p>
<p><strong>Che esperienze lavorative hai maturato in Italia finiti gli studi? </strong></p>
<p>Mentre scrivevo la tesi ho fatto uno stage come web developer, ma non credo fosse il lavoro adatto a me così al termine dello stage ho provato a staccarmi dal lato informatico e a tornare a scrivere. Il mio primo lavoro consisteva infatti nella redazione di una newsletter. Anche in questo caso però le conoscenze informatiche si sono rivelate utili per la realizzazione di un portale interno.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7811" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/germania/"><img class="size-medium wp-image-7811" title="Germania su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/Germany-reichstag1-300x199.jpg" alt="Germania su Italiansinfuga" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Germania su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Quale è stata la molla a spingerti verso il ritorno in Germania? </strong></p>
<p>Dopo essermi laureata sono entrata in crisi.</p>
<p>Il mio stage stava per finire e non ero sicura di voler restare in Italia. Ero curiosa di capire come si lavora in altri paesi, inoltre le prospettive in Italia non mi sembravano molto rosee. Forse però se non fosse capitata l&#8217;occasione giusta ci avrei messo un po&#8217; di più a decidere di ripartire. Credo che comunque il motivo principale sia stata la curiosità di confrontarsi con qualcosa di diverso.</p>
<p><strong>Come hai trovato l&#8217;opportunità lavorativa che stai svolgendo attualmente? </strong></p>
<p>Già dall&#8217;anno precedente avevo notato un programma di borse di studio offerto dalla <a title="Fondazione CRT" href="http://www.fondazionecrt.it/index" target="_blank"><strong>Fondazione CRT</strong></a> per i neolaureati dell&#8217;Università di Torino. Questo programma consente di fare domanda per alcune posizioni di tirocinio retribuite presso aziende, organizzazioni ed enti sparsi in tutto il mondo. L&#8217;occasione era davvero ottima, così ho provato a fare domanda ed è andata bene!</p>
<p><strong>Ci descrivi le tue mansioni? </strong></p>
<p>L&#8217;azienda in cui sto facendo lo stage lavora molto basandosi su progetti europei nel campo delle ICT e dei media.</p>
<p>Il mio ruolo è quello di Project Developer, quindi attualmente sto scrivendo il mio primo progetto. A volte ho un po&#8217; di difficoltà a orientarmi nel linguaggio burocratico dei bandi, ma nel complesso sto imparando molte cose nuove, tra cui anche a organizzarmi meglio. Inoltre come tirocinante mi viene offerta la possibilità di partecipare a numerosi corsi di formazione.</p>
<p><strong>Che confronto puoi fare tra il mondo del lavoro in Italia e quello in Germania? </strong></p>
<p>Sinceramente credo di aver lavorato troppo poco in entrambi i contesti per poter fare un paragone. Da quanto ho visto però mi sembra che le condizioni contrattuali siano in genere migliori. In alcuni posti di lavoro è ad esempio possibile effettuare un numero limitato di giornate di lavoro da casa (home office), che è molto comodo per i pendolari.</p>
<p>La maternità inoltre è tutelata decisamente meglio che in Italia.</p>
<p>La sensazione generale è che essere giovani non sia un peso ma una risorsa. Non viene quasi mai rinfacciata la mancanza di esperienza ma anzi si viene spronati ad acquisirla sul campo.</p>
<p><strong>Consigli pratici per chi vuole seguire le tue orme? </strong></p>
<p>Io sono stata sicuramente fortunata, perché ho avuto una buona occasione per partire. Credo che la cosa più rilevante e che consiglierei a tutti a prescindere sia l&#8217;esperienza erasmus, che oltre a migliorare le conoscenze linguistiche contribuisce ad ampliare la visione delle cose e viene quindi sempre valutata positivamente.</p>
<p>L&#8217;erasmus è un buon banco di prova, perché dà già un&#8217;idea precisa di com&#8217;è vivere all&#8217;estero, senza però essere impegnativo come un tirocinio o un lavoro. Per il resto credo che per partire bisogna in qualche modo avere le idee chiare, essere sicuri della propria scelta, se no alla prima difficoltà ci si arrende.</p>
<p><strong>Grazie Chiara e buon proseguimento!</strong></p>
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		<title>Ieri Barcellona, oggi Italia, domani chissà?</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/29/ieri-barcellona-oggi-italia-domani-chissa/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 03:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[ERASMUS]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Martina Ercoli ha fatto l&#8217;Erasmus a Barcellona, è tornata in Italia e adesso sogna di diventare location independent. Intervista di Matteo Moroni (@mattmoros) Veloce introduzione personale: chi sei, cosa fai, dove ti trovi adesso? Mi chiamo Martina, ho 27 anni, sono laureata in Filosofia e continuo a studiarla. Vivo in un piccolo e pittoresco paese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Martina Ercoli ha fatto l&#8217;Erasmus a Barcellona, è tornata in Italia e adesso sogna di diventare location independent.</h1>
<p><strong>Intervista di <a title="Matteo Moroni" href="http://www.linkedin.com/in/mattmoros" target="_blank">Matteo Moroni</a> (<a title="@mattomoros" href="http://twitter.com/#!/mattmoros" target="_blank">@mattmoros</a>)</strong></p>
<p><strong>Veloce introduzione personale: chi sei, cosa fai, dove ti trovi adesso?</strong></p>
<p>Mi chiamo Martina, ho 27 anni, sono laureata in Filosofia e continuo a studiarla.</p>
<p>Vivo in un piccolo e pittoresco paese a 50 km dalla capitale, dove il rapporto tra purezza dell&#8217;aria e presenza di servizi e svaghi è inversamente proporzionale.</p>
<p>Lavoro a Roma e faccio avanti e indietro tutti i giorni tanto che stavo meditando di scrivere un libro dal titolo &#8220;Vita da pendolare: i 10 livelli di sopravvivenza&#8221;.</p>
<p>Lavoro come SEO e content editor per un&#8217;agenzia di comunicazione che si occupa di ideare e sviluppare siti web, la New Com Web Agency.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script> <script type="IN/MemberProfile"></script></p>
<p><strong>Andiamo in ordine cronologico, la tua prima esperienza di vita a Barcellona: raccontaci tutto a riguardo, come hai fatto per approdare in terra catalana, il tuo primo impatto, racconti ed esperienze varie della vita in Spagna, sei hai avuto modo di lavorare là.</strong></p>
<p><strong>BARCELLONA</strong>. Sono stata per la priva volta a Barcellona nel 2006, in vacanza, e sin da subito avevo intuito ci fosse qualcosa tra noi &#8230; per cui, quando un anno dopo ho avuto la possibilità di scegliere la capitale catalana come meta per il Programma Erasmus che avevo vinto, non ci ho pensato due volte e sono partita!</p>
<div id="attachment_7436" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/barcellona/"><img class="size-medium wp-image-7436" title="Barcellona su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/barcelona1-300x139.jpg" alt="Barcellona su Italiansinfuga" width="300" height="139" /></a><p class="wp-caption-text">Barcellona su Italiansinfuga</p></div>
<p>Devo dire che arrivare in città da turista e arrivarci perché devi viverci sono due cose assolutamente diverse.</p>
<p>A differenza di molti ragazzi che ho conosciuto e che erano venuti a cercare casa assieme ai genitori, io ho deciso di partire da sola. All&#8217;inizio è stata dura, un po&#8217; più di quello che mi aspettassi: mi mancavano tutti, i miei amici, i miei genitori, il mio ragazzo e per i primi due giorni non ho fatto altro che angosciarmi.</p>
<p>Poi, anche grazie all&#8217;ospitalità e l&#8217;accoglienza di una ragazza italiana che conoscevo e che mi ha ospitato sul suo divano mentre cercavo casa i primi giorni, mi sono sentita meglio e, a poco a poco, sono passata dall&#8217;angoscia all&#8217;euforia più totale!</p>
<p><strong>LA RICERCA DELLA CASA</strong>. Ora, un capitolo a parte è da dedicare alla ricerca della casa: è stato un vero e proprio trauma. Doversi districare in quel bazar immenso di annunci che si trovano su <a href="http://www.loquo.com" target="_blank">Loquo.com</a> (il sito di annunci più famoso in Spagna) è stata un&#8217;avventura tragicomica.</p>
<p>Mi sono ritrovata a dover telefonare in una lingua che ancora non parlavo bene, ad andare in giro per la città con la cartina al rovescio, a suonare al citofono sbagliato oppure a quello giusto trovandomi di fronte una vecchia signora dagli evidenti problemi psichici che mi invitava per un tè, pur non avendo una stanza da affittarmi.</p>
<p>Dieci giorni e una cinquantina di casa visitate dopo, finalmente ho trovato la stanza che cercavo: nel cuore di uno dei quartieri più trendy della città, il Born, in un appartamento al quinto piano (senza ascensore) in un vicolo caratteristico a pochi passi dal museo Picasso.</p>
<p>La casa era malmessa (nel pavimento della mia stanza, in alcuni punti, erano saltate le mattonelle e si vedeva il cemento sotto &#8211; almeno fino a che non sono andata da IKEA e ci ho messo un tappeto), ma mi divertì così tanto il clima che si respirava tra quelle mura che decisi che era quella adatta.</p>
<p>A tre anni di distanza, dico che è stata la scelta più giusta che potessi fare: in quella casa ho vissuto i momenti più belli, divertenti e commoventi di tutta la mia esperienza.</p>
<p><strong>LE AMICIZIE.</strong> I miei coinquilini (un napoletan/brasiliano, una ragazza olandese, e una coppia di ragazzi francesi, tutti più o meno della mia età) sono diventati la mia nuova famiglia che, col passare dei giorni e dei mesi, si è allargata, inglobando amici di amici e amici di amici di amici!</p>
<p>Tra una festa e l&#8217;altra ho trovato anche tempo di studiare. Ho seguito le lezioni di Filosofia alla UB (Università di Barcellona) che per gli studenti Erasmus offriva gratuitamente anche dei corsi di lingua spagnola.</p>
<p>Ecco, se posso dare un consiglio a chiunque debba partire per l&#8217;estero: per prima cosa, bisogna iscriversi ad un corso di lingua; non solo, come è ovvio, perché bisogna sapere la lingua del posto per poterci vivere, ma soprattutto perché al corso di lingua si ha l&#8217;occasione di conoscere tantissime persone con le quali stringere amicizia, uscire e continuare a praticare in modo più efficace la lingua che si sta studiando.</p>
<p>In quei mesi non ho lavorato, avevo la borsa di studio e anche dei soldi da parte che mi sono bastati anche per fare delle piccole escursioni fuori città. Alla fine i mesi sono volati e tra un&#8217;avventura e l&#8217;altra, dopo aver sostenuto gli esami, mi sono ritrovata a fare le valigie per tornare a casa con un bagaglio di vita e di amici (che sento e vado a trovare tutt&#8217;ora) davvero impagabile.</p>
<p><strong>CONSIGLI</strong>. Se dovessi dare tre consigli a chi sta per fare questa esperienza direi:</p>
<ol>
<li>partite da soli perché solo così potrete misurarvi con voi stessi e aprirvi davvero agli altri</li>
<li>cercate di frequentare il meno possibile i vostri connazionali (per gli italiani è un po&#8217; impossibile dato che siamo dappertutto). Conosco gente che è stata in Erasmus 9 mesi e ha imparato solo qualche frase di spagnolo</li>
<li>Avere un forte spirito di adattamento e senso dell&#8217;avventura non è un optional ma un must!</li>
</ol>
<p><strong> Il ritorno a Roma: come mai? Raccontaci della tua esperienza lavorativa come SEO, cosa fai, come ti sei trovata&#8230;</strong></p>
<p><strong>IL RITORNO A CASA</strong>. Dunque, sono tornata al termine dell&#8217;anno accademico del 2007 per finire l&#8217;Università e, rispetto alla partenza, col senno di poi, posso dire che il dramma più grande è stato proprio ritornare in Italia e, soprattutto, ritornare a casa coi miei!</p>
<p>Prima di partire avevo visto un film &#8220;L&#8217;appartamento spagnolo&#8221;. Racconta la storia di un ragazzo francese che va a Barcellona in Erasmus e una volta tornato in Francia, dopo aver trovato lavoro in una grande multinazionale, al ricordo delle bellissime esperienze fatte durante i mesi in cui aveva vissuto a Barna, sveste gli abiti ingessati del manager d&#8217;impresa che non gli appartenevano, molla tutto e torna a Barcellona. Ecco, dopo l&#8217;Erasmus ho sempre pensato che un giorno avrei fatto la stessa cosa!</p>
<p><strong>IL LAVORO COME SEO A ROMA</strong>. All&#8217;inizio di quest&#8217;anno ho ricevuto la proposta di lavorare come content editor per la New Com Web Agency, un&#8217;azienda  di comunicazione giovane, smart e in crescita (un po&#8217; un&#8217;anomalia nel mercato italiano, basti pensare che la media dell&#8217;età di tutti i dipendenti è 26 anni!).</p>
<p>Mi hanno formata e mi hanno dato le basi necessarie per lavorare come SEO, per occuparmi, cioè, dell&#8217;ottimizzazione dei contenuti web per il posizionamento dei siti sui motori di ricerca.</p>
<p>Devo dire che fino ad allora questo mondo del web mi era un po&#8217; estraneo e lo vivevo quasi con diffidenza; da quando, invece,  ho cominciato a fare questo lavoro, ho iniziato ad amarlo. Sto imparando molto, cerco di aggiornarmi costantemente dato che i criteri di selezione che i motori di ricerca utilizzano, cambiano in continuazione, frequento blog di giovani web editor e seguo su Twitter i SEO manager più importanti. Ho intenzione anche di iscrivermi ad un Master in web marketing il prossimo anno.</p>
<p><strong>Socialtripper: dicci tutto riguardo il progetto. Cosa è adesso e cosa vuoi farlo diventare in futuro, come lo hai realizzato.</strong></p>
<p>IL PROGETTO DI SOCIALTRIPPER.IT. Ti starai chiedendo dov&#8217;è che il desiderio di tornare a Barcellona e il mio lavoro come SEO si incontrano.</p>
<p>Bhè la risposta sta proprio nel progetto di <a title="Barcellona Social Tripper" href="http://barcellona.socialtripper.it" target="_blank">Barcellona Social Tripper</a>.</p>
<p>A maggio la New Com mi ha proposto di ideare, sviluppare e gestire i contenuti di un nuovo sito web, trattando argomenti che ancora non fossero stati toccati dai siti del loro network e su cui io fossi particolarmente ferrata.</p>
<p>E cosa potevo scegliere se non di parlare della mia passione più grande, quella di viaggiare?</p>
<p>E&#8217; nata così l&#8217;idea di socialtripper.it, un network di portali dedicato alle più importanti città d&#8217;Europa e del Mondo. L&#8217;idea è quella di fornire un servizio integrato di informazioni che risponda alle esigenze della nostra generazione di italiansinfuga (anche solo per un week-end), cercando di personalizzare il più possibile gli itinerari per ogni tipologia di viaggiatore.</p>
<p>Tutti i siti saranno realizzati da web editor che hanno vissuto o che vivono nella città di cui scrivono. Il primo sito, di quello che sarà un gigantesco mappamondo virtuale da visitare, è dedicato proprio alla mia amatissima città di Barcellona.</p>
<p>Sul sito si trova tutto, dove mangiare, dove dormire, gli eventi più importanti di ogni mese e, naturalmente, c&#8217;è una parte dedicata interamente al mondo Erasmus con dritte, consigli e regole per far filare tutto liscio. Il mio obiettivo a lungo termine è quello di ampliare e far crescere il network al punto tale da potermi permettere di iniziare a viaggiare per il mondo, scrivendo di volta in volta la guida della città in cui mi troverò a vivere, diventando così una <a title="Guida per Vivere e Lavorare ovunque voi vogliate" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/" target="_blank"><strong>location independent</strong></a>!</p>
<p><strong>Vita da location independent: quali sono i motivi che ti spingono a tentare questa strada, dove ti piacerebbe stabilirti, cosa ne pensano le persone a te vicine?<br />
</strong></p>
<p>Il primo motivo è che non so stare per troppo tempo nello stesso posto: mi piace viaggiare, conoscere nuove persone, imparare nuove lingue, confrontarmi con mondi e culture diversi e lontani dal mio; mi piace la sensazione che provo quando sto per prendere un aereo o quando arrivo in una nuova stazione. Amo cambiare casa, coinquilini, abitudini di vita e alimentari. Adoro perdermi, non sapere dove andare, scoprire strade mai battute.</p>
<p>Viaggiare mi fa sentire viva!</p>
<p>Per fortuna ho intorno a me persone che accettano il mio punto di vista, che lo condividono (quasi tutte le mie amiche hanno vissuto all&#8217;estero, in Francia, in Spagna, In Germania, una persino in Tanzania) e alcuni (compreso il mio ragazzo) sarebbero anche disposti a venire con me!</p>
<p><strong>Futuro: cosa vedi nel tuo domani? Credi che ti stabilirai da qualche parte oppure continuerai la vita &#8220;around the world?&#8221;</strong></p>
<p>Naturalmente, se penso al futuro, l&#8217;unico scoglio, l&#8217;unica grande rinuncia che dovrei affrontare, scegliendo di fare la vita da location independent in modo permanente, sarebbe quella di non poter avere dei figli (che, per quanto si voglia essere flessibili, sono un po&#8217; difficili da crescere nel completo nomadismo). Per cui credo che, ad un certo punto del cammino, non so bene quale e dove, mi fermerò, magari proprio qui in Italia e magari proprio nel paesino dove sono nata, chissà.</p>
<p>Per ora so solo che non voglio fermarmi, sono ancora troppo avida e curiosa del mondo e che questo progetto lavorativo è una possibilità concreta e tangibile di realizzazione del mio sogno.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Programma Erasmus per giovani imprenditori</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/09/19/programma-erasmus-per-giovani-imprenditori/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 04:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[ERASMUS]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Programma Erasmus per Giovani Imprenditori offre a giovani imprenditori la possibilità di lavorare fino a sei mesi con un imprenditore già avviato e pieno di esperienza nella sua piccola o media impresa in un&#8217;altra nazione europea. In questo modo il giovane imprenditore otterrà importanti conoscenze per quello che riguarda i primi tempi di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il <a title="programma Erasmus per giovani imprenditori" href="http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/index.php?lan=it" target="_blank">Programma Erasmus per Giovani Imprenditori</a> offre a giovani imprenditori la possibilità di lavorare fino a sei mesi con un imprenditore già avviato e pieno di esperienza nella sua piccola o media impresa in un&#8217;altra nazione europea.</h1>
<p>In questo modo il giovane imprenditore otterrà importanti conoscenze per quello che riguarda i primi tempi di una ditta e la gestione di una attività medio-piccola.</p>
<p>Dai suoi inizi, il programma ha ricevuto quasi 4000 domande da imprenditori di tutta Europa. L&#8217;Italia e la Spagna la fanno da padrone con il 49% delle domande per nuovi imprenditori e il 46% di domande per imprenditori ospiti.</p>
<p>Il mentore che vi ospita potrà condividere la propria esperienza per quel che riguarda:</p>
<ul>
<li>i fattori critici di successo</li>
<li>la pianificazione efficace</li>
<li>la gestione finanziaria e operativa</li>
<li>lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi</li>
<li>i metodi migliori per le vendite e di marketing</li>
</ul>
<p>L&#8217;imprenditore che vi ospita beneficierà dalla vostra presenza grazie alle vostre idee, frutto di una motivazione che spesso è presente in particolare negli imprenditori in erba. Per entrambi esistono ovviamente le opportunità a lungo termine tipo quelle relative alla creazione di una rete di contatti oppure alla creazione di una collaborazione imprenditoriale.</p>
<p>Attraverso il programma Erasmus per giovani imprenditori, l&#8217;imprenditore in erba avrà anche la possibilità di capire meglio:</p>
<ul>
<li>le leggi del commercio del mercato europeo</li>
<li>gli standard usati in tutta Europa</li>
<li>il sostegno delle piccole e medie imprese da parte della comunità europea</li>
</ul>
<p>L&#8217;obiettivo del programma è quello di stimolare l&#8217;imprenditoria, la competitività, l&#8217;internazionalizzazione e la crescita di nuove aziende e di piccole-medie imprese in Europa. Il programma contribuisce al trasferimento di conoscenza e di competenze necessarie alla gestione di un&#8217;azienda di dimensioni medio piccole.</p>
<div id="attachment_6500" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/erasmus/"><img class="size-medium wp-image-6500" title="Erasmus su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/09/entrpreneur-300x225.jpg" alt="Erasmus su Italiansinfuga" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Erasmus su Italiansinfuga</p></div>
<p>Il nuovo imprenditore viene definito come qualcuno che sta seriamente progettando di iniziare una attività o ne ha iniziata una durante gli ultimi tre anni.</p>
<p>L&#8217;imprenditore di esperienza deve possedere o gestire una ditta piccola-media all&#8217;interno del Mercato comune europeo.</p>
<p>Erasmus per giovani imprenditori aiuterà i nuovi imprenditori ad acquisire le competenze necessarie e aiuterà loro a raggiungere una maggiore presenza negli altri mercati europei.</p>
<p>Dal punto di vista pratico, il nuovo imprenditore andrà a passare un periodo di tempo presso l&#8217;azienda dell&#8217;imprenditore &#8220;maturo&#8221; in un&#8217;altra nazione europea. Questo periodo di tempo può andare da uno a sei mesi.</p>
<p>Questo soggiorno viene in parte finanziato dalla Commissione Europea. Per vedere quale tipo di finanziamento viene offerto a seconda della nazione di destinazione <a href="http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/upload/Table%20of%20final%20assistance.pdf" target="_blank">cliccate qui</a>.</p>
<p>La procedura per questo tipo di scambio prevede quattro fasi:</p>
<p><strong>Domanda</strong> &#8211; dovete fare domanda seguendo <a href="http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page.php?pid=007" target="_blank"><strong>questo link</strong></a> e fornendo tutte le informazioni che vi vengono chieste.</p>
<p>La connessione tra gli imprenditori avviene grazie all&#8217;aiuto di organizzazioni che fungono da intermediario. Durante la fase di domanda dovrete cercare una organizzazione in Italia che sarà responsabile per accertare la veridicità della vostra domanda e, se tutti i requisiti vengono soddisfatti, accettarla.</p>
<p>Per trovare una organizzazione intermediaria in Italia cliccate su <a href="http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page.php?cid=05&amp;pid=018&amp;ctr=IT&amp;country=Italy" target="_blank"><strong>questo link</strong></a> dove troverete un elenco di tutte le organizzazioni che possono fare al caso vostro.</p>
<p><strong>Collegamento</strong> &#8211; dopo che la vostra domanda viene accettata, avrete accesso a un data base on-line che include tutti gli imprenditori che partecipano al programma. Per trovare un partner adatto, potete fare fino a cinque proposte utilizzando i nominativi presenti nel data base. L&#8217;organizzazione in Italia è responsabile per l&#8217;assistenza al contatto tra gli imprenditori e vi aiuterà a cercare un partner.</p>
<p><strong>Impegno e preparazione</strong> &#8211; le parti coinvolte (gli imprenditori ed i loro punti di contatto nelle nazioni di appartenenza) redigono un &#8220;Impegno verso la Qualità&#8221;, una specie di contratto che delinea il tipo di progetto, i compiti, le responsabilità, le condizioni finanziarie, il &#8220;prodotto&#8221; da consegnare alla fine dell&#8217;esperienza e le questioni legali pertinenti allo scambio. Il punto di contatto in Italia organizzerà anche attività tipo addestramento per preparare i nuovi imprenditori allo scambio.</p>
<p><strong>Fase di implementazione</strong> &#8211; l&#8217;imprenditore completa lo scambio (in uno o più periodi di tempo) e riempirà un modulo di feedback.</p>
<p>La durata della permanenza può variare da uno a sei mesi però deve essere completata all&#8217;interno di un periodo di tempo non superiore ai 12 mesi. Si può dividere la permanenza totale in diversi periodi intermedi ma la minima durata di una frazione della permanenza totale non può essere inferiore ad una settimana.</p>
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		<title>Studiare giornalismo in Germania</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/02/14/studiare-giornalismo-in-germania/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 10:21:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ERASMUS]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Tedesco]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Studiare giornalismo in Germania può offrire opportunità lavorative a chi sta facendo fatica a farsi strada in Italia con una laurea in Scienze della Comunicazione o Giornalismo. Teresa Fontana ci racconta la sua esperienza. In Italia, a Verona, mi sono laureata in Scienze della Comunicazione e poi ho proseguito con la magistrale in Giornalismo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Studiare giornalismo in Germania può offrire opportunità lavorative a chi sta facendo fatica a farsi strada in Italia con una laurea in Scienze della Comunicazione o Giornalismo.</h1>
<p><em>Teresa Fontana ci racconta la sua esperienza.</em></p>
<p>In Italia, a Verona, mi sono laureata in Scienze della Comunicazione e poi ho proseguito con la magistrale in <strong>Giornalismo</strong> e PR.</p>
<p>Durante tutto il percorso di studi (questo è fondamentale) ho scritto per giornali locali, online (dove curavo eventi, rispondevo ai lettori a nome della redazione, caricavo i pezzi) e cartacei. Ho fatto un po&#8217; di esperienza in ufficio stampa e qualcosa in radio, ma la realtà italiana mi stava stretta.</p>
<p>Se si guarda all&#8217;Europa, il confronto è impietoso. Senza contare che io sono contro l&#8217;esame di stato, che in altri Paesi non esiste e non prova veramente capacità e attitudini del futuro giornalista. L&#8217;importante per me era andare a scoprire la realtà tedesca, che mi ha sempre affascinata.</p>
<p>Dopo aver studiato nel tempo libero la lingua ed aver raggiunto un livello B2, mi sono candidata per il progetto Erasmus per studio ed eccomi qui, immatricolata a MuK (Medien und Kommunikation). Ho scambiato opinioni e visioni con i colleghi che studiano qui (tedeschi ma provenienti anche da ogni parte del mondo) e non è impossibile per gli stranieri ottenere un posto per un tirocinio in una redazione.</p>
<p>Allora, dopo aver visto quanto in pochi mesi il mio livello di lingua sia migliorato, mi sono decisa a finire gli studi in Italia (sono in tesi, che scriverò però in inglese per darle più visibilità) e a tornare quando avrò perfezionato il <a title="10 motivi per imparare il Tedesco" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/05/22/10-motivi-per-imparare-il-tedesco/" target="_blank">tedesco</a>. Calcolo ci voglia un anno circa per avere una preparazione sufficiente, senza la quale è ovviamente impensabile candidarsi.</p>
<p>Va da sé che in questo anno scriverò e mi darò da fare in piccole radio in Italia. Non so ancora se venire direttamente a lavorare a Francoforte, dove ha sede la FAZ (il mio quotidiano preferito) o qualificarmi ulteriormente con una magistrale qui in Baviera (si accede con un C1 ed è il miglior sistema accademico tedesco).</p>
<p>Tengo a precisare che qui agli Erasmus non fanno sconti, perciò so solo io quanto sto lavorando. La mia esperienza dimostra che non vale il principio di reciprocità, visto che in Italia ho assistito ad esami vergognosi e ho sentito più volte dire &#8220;visto che sei Erasmus, parlami di ciò che vuoi, ecc&#8221;. Detto questo, qui c&#8217;é molta più pratica e si lavora quasi sempre in team. Nei cosiddetti Seminar si analizzano volta per volta le notizie della settimana, come vengono presentate dai diversi media ecc. In Italia l&#8217;avremo fatto in anni di studi un paio di volte in inglese ma in italiano mai.</p>
<p>I corsi di laboratori radiofonici tedeschi ti fanno davvero lavorare e produrre svariati Podcast, mettendoti semplicemente davanti al programma e dicendoti &#8220;giocaci un po&#8217;&#8221;. E funziona. Qui le lauree in comunicazione valgono eccome, nessuno ti guarda come ti guarda in Italia. Ti mette alla prova e ti giudica con parametri che vanno dalla capacità di sintesi alla capacità di argomentare. Le competenze interculturali sono molto sviluppate.</p>
<p>La lingua è la chiave dell&#8217;emigrazione, non solo nel campo della comunicazione. Imparare una lingua a livelli ottimi non è impossibile e non è nemmeno troppo difficile se la si ama. E&#8217; pur vero che noi Italiani abbiamo in tal senso un deficit difficilmente recuperabile e molte persone che vogliono emigrare rinunciano davanti all&#8217;ostacolo della lingua (parlo per il tedesco, che si continua a dire &#8216;duro&#8217; e &#8216;impossibile&#8217;).</p>
<p>Il mio consiglio è scrivere e darsi da fare da subito anche in Italia, ma questo indipendentemente dalla volontà di scappare. Sarebbe meglio specializzarsi in un campo (per me il teatro e in misura minore il volontariato) o avere un tema su cui si vuole lavorare (per me i problemi ambientali ed energetici). Non conosco la situazione in altri Paesi, ma può essere utile contattare i centri culturali italiani in loco per sapere se esistono anche pubblicazioni edite all&#8217;estero in lingua italiana, o in doppia lingua. Secondo me questo potrebbe essere un buon punto di partenza. All&#8217;inizio, inoltre, preferirei settimanali o riviste a quotidiani: il tempo per stare su un pezzo è molto maggiore e quindi anche la possibilità di scrivere in un buon tedesco, inglese, ecc.</p>
<p>A chi vuole seguire le mie orme consiglio di visitare il sito de <a href="http://www.ladante.it/index.php?q=it/page/chi-siamo/sedi">La Dante</a> e cercare la sede che più interessa.</p>
<p><em>Grazie Teresa ed in bocca al lupo!</em></p>
<div id="attachment_4320" class="wp-caption aligncenter" style="width: 604px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/02/typewriter.jpg"><img class="size-full wp-image-4320" title="Studiare giornalismo in Germania" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/02/typewriter.jpg" alt="Studiare giornalismo in Germania" width="594" height="395" /></a><p class="wp-caption-text">Studiare giornalismo in Germania</p></div>
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		<title>Stage Erasmus per fare esperienza di lavoro all’estero</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/11/28/stage-erasmus-per-fare-esperienza-di-lavoro-allestero/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 19:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ERASMUS]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[Stage]]></category>
		<category><![CDATA[tirocinio]]></category>

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		<description><![CDATA[Erika Iesse ci ha recentemente raccontato di come ha trovato lavoro all&#8217;estero usando come trampolino di lancio uno stage Erasmus. Gli stage Erasmus l&#8217;obiettivo di aiutare gli studenti ad adattarsi ai requisiti del mondo del lavoro a livello europeo. Aiutano gli studenti a sviluppare capacità linguistiche ed a migliorare la comprensione della cultura economica e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Erika Iesse ci ha recentemente <a title="Come trovare lavoro in Scozia grazie ad Erasmus" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/08/19/come-trovare-lavoro-in-scozia-grazie-ad-erasmus/" target="_blank">raccontato</a> di come ha trovato lavoro all&#8217;estero usando come trampolino di lancio uno stage Erasmus.</h1>
<p>Gli <a title="Stage Erasmus" href="http://ec.europa.eu/education/erasmus/doc894_en.htm" target="_blank">stage Erasmus</a> l&#8217;obiettivo di aiutare gli studenti ad adattarsi ai requisiti del mondo del lavoro a livello europeo. Aiutano gli studenti a sviluppare capacità linguistiche ed a migliorare la comprensione della cultura economica e sociale di un&#8217;altra nazione attraverso un&#8217;esperienza di <strong>lavoro</strong>. In questo modo il progetto <strong>Erasmus</strong> mira a sviluppare un bacino di giovani che siano qualificati, abbiano esperienza internazionale ed apertura mentale che faccia di loro validi professionisti nel mondo del <strong>lavoro</strong> futuro.</p>
<p>Possono partecipare ad uno <strong>stage Erasmus</strong> tutti gli studenti iscritti ad una istituzione universitaria che sottoscrive al progetto <strong>Erasmus</strong>.</p>
<p>Lo <strong>stage</strong> <strong>all&#8217;estero</strong> prevede che lo studente possa lavorare per un periodo dai tre ai 12 mesi in un&#8217;azienda o organizzazione in un&#8217;altra nazione europea.</p>
<p>Per fare domanda per questo tipo di esperienza lo studente deve rivolgersi all&#8217;ufficio <strong>Erasmus</strong> o l&#8217;ufficio studi internazionali della propria università. Qui riceverà tutte le informazioni riguardanti il funzionamento dello <strong>stage</strong> all&#8217;<strong>estero</strong> e le modalità per fare domanda per una borsa di studio.</p>
<p>Tra gli altri documenti, prima della partenza lo studente riceve un &#8220;contratto&#8221; che copre il periodo da passare <strong>all&#8217;estero</strong> e firmato sia dallo studente che dall&#8217;Università. Inoltre, un altro contratto che specifica il programma da svolgersi durante lo <strong>stage</strong>. Questo deve essere approvato sia dall&#8217;Università che dalla ditta o organizzazione ospitante.</p>
<p>Alla fine del periodo <strong>all&#8217;estero</strong> l&#8217;università italiana deve riconoscere il periodo passato <strong>all&#8217;estero</strong> dallo studente come da contratto, meglio se usando i crediti ECTS per riconoscere internazionalmente il <strong>lavoro</strong> fatto.</p>
<p>Per quello che riguarda le borse di studio, lo studente ha la possibilità, non garantita, di ricevere una borsa di studio <strong>Erasmus</strong> che copra i costi di viaggio e sussistenza riguardanti il periodo <strong>all&#8217;estero</strong>.</p>
<p>Lo studente può anche ricevere un contributo finanziario da parte dell&#8217;azienda ospitante.</p>
<p>Chi ha intenzione di fare domanda deve ricordarsi che può ricevere solo due borse di studio <strong>Erasmus</strong> in totale: una per un periodo di studi <strong>all&#8217;estero</strong> ed una per il periodo di <strong>stage all&#8217;estero</strong>.</p>
<p>Chi sta ricevendo altre borse di studio per i propri studi universitari al diritto a continuare il ricevimento di questi supporti finanziari durante il periodo di <strong>stage Erasmus all&#8217;estero</strong>.</p>
<p>Come ci ha raccontanto Erika, tantissimo dipende dall&#8217;intraprendenza dello studente nel trovare un&#8217;azienda ospitante!</p>
<p>In bocca al lupo!</p>
<div id="attachment_3386" class="wp-caption aligncenter" style="width: 585px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/global-team.jpg"><img class="size-full wp-image-3386" title="Stage Erasmus per fare esperienza di lavoro all'estero" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/global-team.jpg" alt="Stage Erasmus per fare esperienza di lavoro all'estero" width="575" height="411" /></a><p class="wp-caption-text">Stage Erasmus per fare esperienza di lavoro all&#39;estero</p></div>
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		<title>Come trovare lavoro in Scozia grazie ad Erasmus</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 10:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ERASMUS]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[scozia]]></category>

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		<description><![CDATA[Erika Iesse ci spiega come trovare lavoro in Scozia utilizzando Erasmus come trampolino di lancio. Ci racconti come hai trovato il tirocinio Erasmus presso la ditta per la quale adesso lavori? Google Ero venuta a sapere della possibilità di fare domanda per l&#8217;Erasmus tirocinio a un mese dalla scadenza del bando. La mia facoltà non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Erika Iesse ci spiega come trovare <a title="Lavoro Estero" href="http://www.italiansinfuga.com/lavoro-estero/" target="_blank">lavoro</a> in Scozia utilizzando Erasmus come trampolino di lancio.</h1>
<p><em>Ci racconti come hai trovato il tirocinio <strong><a title="Erasmus" href="http://www.italiansinfuga.com/2008/07/31/progetto-erasmus-la-mia-esperienza/" target="_blank">Erasmus</a></strong> presso la ditta per la quale adesso lavori?</em></p>
<p>Google <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ero venuta a sapere della possibilità di fare domanda per l&#8217;<strong>Erasmus</strong> tirocinio a un mese dalla scadenza del bando. La mia facoltà non proponeva alcun partner per lo scambio perciò, pur non avendo molto tempo a disposizione, mi sono data da fare per cercare una ditta che mi ospitasse.</p>
<p>Mi sono orientata subito verso il Regno Unito per una personale predilizione per il paese e con l&#8217;idea di potermi inserire in una realtà più sviluppata per quello che riguarda l&#8217;industria cinematografica/televisiva. Ho scartato Londra nonostante fosse una meta quasi ovvia perché pensare di sopravviverci con la borsa <strong>Erasmus</strong> era un&#8217;idea ridicola. Ho puntato perciò verso Manchester, Glasgow, Edimburgo e altre ditte nel sud.</p>
<p>Ho fatto una semplice ricerca on-line divisa in due parti:</p>
<p>1 cercare ditte con relativi indirizzi e contatti, cosa per nulla difficile grazie a siti come www.4rfv.co.uk o www.edinfilm.com</p>
<p>2 La seconda è stata visitare i siti delle ditte o fare un po&#8217; di ricerche on-line per capire la loro dimensione e il tipo di lavoro. Cercavo possibilmente una ditta che usasse sia Final Cut che Avid come programmi di montaggio e che fosse di dimensioni piuttosto ridotte (giusto per assicurarmi di non passare 5 interi mesi a preparare tè per i clienti).</p>
<p>Quando ho avuto una lista delle ditte che mi interessavano ho preparato una bella e-mail -lo confesso, corretta da un amico inglese- , ho rinfrescato il <a title="Esempi di CV per trovare lavoro all'estero" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/09/15/esempi-di-curriculum-vitae-cv-per-trovare-lavoro-allestero/" target="_blank">CV</a> e caricato on-line del materiale da me montato per mostrare il mio livello di conoscenze. Quindi mi sono limitata a personalizzare le intestazioni e a mandare una valanga di e-mail.</p>
<p>Qualcuno non ha risposto, molti hanno risposto gentilmente no, la ditta per cui lavoro ha risposto che era interessata. Dopo un paio di e-mail, chiamate e fax per scambiarci la documentazione tutto era stabilito.</p>
<div id="attachment_2908" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/08/scotland.jpg"><img class="size-medium wp-image-2908" title="Come trovare lavoro in Scozia grazie ad Erasmus" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/08/scotland-300x225.jpg" alt="Come trovare lavoro in Scozia grazie ad Erasmus" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Come trovare lavoro in Scozia grazie ad Erasmus</p></div>
<p><em>Quale era la tua conoscenza dell&#8217;Inglese prima di partire?</em></p>
<p>Abbastanza buona.</p>
<p><em>Difficoltà nella comprensione dell&#8217;accento scozzese?</em></p>
<p>A Edimburgo fortunatamente l&#8217;accento è abbastanza blando ma i primi mesi sono stati comunque di assestamento e per un certo periodo riuscivo a capire le persone di Edimburgo ma non quelle di Glasgow (il cui accento è molto marcato). Dopo qualche mese ci si abitua ma devo dire che ancora oggi mi capita di trovarmi in difficoltà quando l&#8217;interlocutore usa espressioni locali o ha un accento troppo forte.</p>
<p><em>Quali sono i &#8216;segreti&#8217; per poi ricevere un&#8217;offerta di <strong>lavoro</strong>?</em></p>
<p>La ditta per cui lavoro ha tenuto molto in conto il fatto che avessi costruito un buonissimo rapporto con tutti i colleghi e che affrontassi in modo positivo anche le mansioni meno interessanti, quelle di facchinaggio per così dire. E ovviamente che lavorassi parecchio e non storcessi troppo il naso se si trattava di fare qualche ora in più. Un&#8217;altra cosa che ha giocato in mio vantaggio è stato l&#8217;essere propositiva e il fatto di non aver paura di esprimere le mie opinioni. Un approccio entusiasta è sempre un buon punto di partenza credo e… non mi viene in mente altro. Spesso vale anche il trovarsi al posto giusto nel momento giusto.</p>
<p><em>Quali professionalità e esperienze accumulate in Italia ti sono state utili per l&#8217;approdo in <strong><a title="Scozia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scozia" target="_blank">Scozia</a></strong>?</em></p>
<p>Tutte e nessuna. Il mio CV si può praticamente buttare via perché pare che tutte le esperienze fatte all&#8217;infuori dell&#8217;UK impressionino ben poco. Ma le nozioni apprese, soprattutto in ambito lavorativo, mi sono servite molto.</p>
<p>L&#8217;università è servita solo come contatto purtroppo perché tutta l&#8217;esperienza teorica accumulata è difficilmente riciclabile nel mio contesto lavorativo.</p>
<p>Lo studio dell&#8217;<a title="L'inglese scolastico non basta" href="http://www.italiansinfuga.com/2008/09/28/linglese-scolastico-non-basta/" target="_blank">inglese</a> al liceo e in seguito all&#8217;università probabilmente è stata la cosa più utile, ma se non avessi fatto altre esperienze in UK per conto mio dubito che sarei arrivata in <strong>Scozia</strong> con lo stesso livello di conoscenza della lingua.</p>
<p><em>Ci descrivi il mondo del <strong>lavoro</strong> ad Edimburgo?</em></p>
<p>Il mio punto di vista è molto piccolo e settoriale. Nel mio settore Edimburgo è un po&#8217; il fanalino di coda di Glasgow, sede della BBC scozzese e nucleo della produzione televisiva. Questo rende Edimburgo un po&#8217; più provinciale in termini lavorativi ma non troppo perché le ditte &#8220;creative&#8221; cercano di essere al passo con i tempi e puntano molto sul nuovo. Diciamo che all&#8217;interno di un settore si ha la sensazione che tutti finiscano per conoscersi. A me personalmente piace e rispecchia la natura della città: creativa e vivace ma a misura d&#8217;uomo.</p>
<p>Per quello che riguarda invece l&#8217;offerta di lavoro devo dire che ho l&#8217;impressione che la <strong>Scozia</strong> abbia tutto fuorché un primato nell&#8217;occupazione e non sia un paese dove gira molto contante (la mia paga per esempio non è granché) ma mi pare che la meritocrazia sia un concetto reale qua.</p>
<p><em>Cosa consiglieresti a chi vuole seguire le tue orme?</em></p>
<p>Fare attenzione a come ci si propone, affrontare gli ostacoli con leggerezza e considerare che le work esperienze sono concrete possibilità di introdursi a un&#8217;azienda perciò vanno sfruttate; non credo mi avrebbero mai assunta dal mio CV o dal mio showreel. Considerate inoltre che l&#8217;essere italiani ci dona un certo esotismo… Non consiglio di presentarsi in ufficio col mandolino, semplicemente di essere consapevoli che il proprio accento non è un dramma, anzi, spesso suscita simpatia nel nostro interlocutore (e lo dico io che vengo costantemente scambiata per una polacca).</p>
<p><em>Grazie Erika della testimonianza e buon proseguimento!</em></p>
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		<title>Capire cosa voler fare da grande a Salerno grazie ad un Erasmus a Madrid</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 10:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ERASMUS]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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		<description><![CDATA[Felicia Villani ci racconta di come la sua esperienza di vita e studio a Madrid l&#8217;ha aiutata a capire cosa vuole fare da grande! Ci descrivi il tuo background accademico prima dell&#8217;Erasmus? Prima dell&#8217;Erasmus avevo una semplice e banale laurea triennale in Sc. della comunicazione. Mi sono laureata presso l&#8217;università di Salerno e sempre a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a title="Felicia Villani Ninja Marketing" href="http://www.ninjamarketing.it/author/neko/" target="_blank">Felicia Villani</a></strong><strong> ci racconta di come la sua esperienza di vita e studio a Madrid l&#8217;ha aiutata a capire cosa vuole fare da grande!</strong></p>
<div id="attachment_2495" class="wp-caption alignleft" style="width: 107px"><img class="size-full wp-image-2495" title="Neko" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/07/neko.jpg" alt="Neko Ninja Marketing" width="97" height="105" /><p class="wp-caption-text">Neko Ninja Marketing</p></div>
<p><strong>Ci descrivi il tuo background accademico prima dell&#8217;Erasmus?</strong></p>
<p>Prima dell&#8217;Erasmus avevo una semplice e banale laurea triennale in Sc. della comunicazione. Mi sono laureata presso l&#8217;università di Salerno e sempre a Salerno riscritta per la specialistica in comunicazione d&#8217;impresa&#8230; con mio grande rammarico (fallito il test di ingresso per la specialistica presso La Sapienza). Quindi, in pratica a Madrid ho seguito i corsi dell&#8217;ultimo anno della specialistica.</p>
<p><strong>Cosa ti ha fatto decidere di andare da Salerno a Madrid?</strong></p>
<p>Avrei voluto lasciare Salerno e frequentare la specialistica a Roma o a Torino ma alla fine per una serie di motivi sono rimasta a Salerno. E&#8217; una città molto molto carina ma dopo qualche anno la voglia di andare credo sia inevitabile&#8230; soprattutto dopo un po&#8217; senti la mancanza di stimoli culturali e la mentalità chiusa e l&#8217;impossibilità di conoscere persone nuove dopo poco iniziano a pesare.</p>
<p>All&#8217;università, a parte la burocrazia, mi trovavo bene e quindi il desiderio era principalmente quello di fare un&#8217;esperienza all&#8217;estero, possibilmente in una grande città.. e visto che fra le opzioni fra cui potevo scegliere l&#8217;unica città in cui avrei voluto vivere era Madrid&#8230; quindi la scelta è stata quasi obbligata ma ora sono felicissima di questo anno a Madrid!</p>
<p><strong>Ci descrivi la procedura per iscriverti all&#8217;Erasmus?</strong></p>
<p>Beh è passato un po&#8217; di tempo (2007), non ricordo bene le varie fasi, ma devo dire che non è molto complesso e soprattutto ogni università, addirittura in alcuni casi ogni facoltà di una stessa università, ha una specifica procedura. Ad ogni modo niente di troppo tragico o complicato!</p>
<p><strong>Cosa ha aggiunto l&#8217;Erasmus al tuo bagaglio accademico?</strong></p>
<p>Questa con il senno di poi è la domanda più importante perchè mi sono accorta di quanto questo anno a Madrid abbia dato alla mia formazione solo dopo.</p>
<p>Prima di partire questo aspetto neppure lo consideravo poichè il desiderio era principalmente quello di andare via e di riuscire a fare un paio di esami che qui a Salerno erano un po&#8217; più complicati!</p>
<p>Innanzitutto, cosa non ho ovvia, ho imparato lo spagnolo.. adesso ahimè è peggiorato ma appena tornata credo il mio spagnolo fosse davvero buono!</p>
<p>Mi sono ovviamente molto molto divertita (Madrid è fantastica), ma ho anche studiato molto, seguito tutti i corsi, mi sono impegnata e ho fatto ben 11 esami, il massimo che potessi farne.</p>
<p>Studiavo presso la <a title="Università Madrid" href="http://www.ucm.es/" target="_blank">facoltà di pubblicità</a> e, ora posso dirlo, ho studiato cose che a Salerno non avrei mai studiato. L&#8217;università di Salerno, ma forse anche l&#8217;università italiana, è in mano a vecchi professori che difficilmente per vivere fanno altro e che quindi nella maggior parte dei casi hanno poco di concreto e pratico da insegnare. A madrid tutti i professori erano professionisti, pubblicitari, manager, direttori marketing e la differenza è enorme&#8230;.</p>
<p>Alcuni corsi prevedevano la realizzazione di progetti e uno dei professori, il professore di &#8220;nuove tendenze in pubblicità&#8221; grazie al quale ho capito cosa voglio fare da grande, ha premiato me ed una mia amica, e il progetto che avevamo fatto, facendocelo discutere in aula, cosa che non avevo mai fatto prima. E&#8217; stata un&#8217;esperienza che mi ha aiutata non poco a superare una certa timidezza.</p>
<p>Lo stesso per i progetti: a Salerno non ne avevo mai fatti. Anche se ad onor del vero devo dire che molti miei colleghi mi hanno detto che anche loro hanno fatto cose del genere durante l&#8217;ultimo anno della specialistica.</p>
<p>Come ti dicevo <strong>a Madrid ho capito cosa voglio fare da grande</strong> e una volta tornata avevo ben chiaro in testa cosa fare e le cose sono andate esattamente in quel modo: ultimi esami, stage e ricerca tesi (e poi contratto) presso <a title="NinjaMarketing" href="http://www.ninjamarketing.it/author/neko/" target="_blank">ninjamarketing.it</a> e tesi sperimentale in marketing!</p>
<p>Il tutto, credo, anche grazie a ciò che l&#8217;esperienza a Madrid mi ha dato!</p>
<p><strong>Cosa hai imparato su te stessa grazie all&#8217;esperienza di vita a Madrid?</strong></p>
<p>Vediamo se so rispondere a questa domanda&#8230;</p>
<p>La prima settimana è stata dura, la parte peggiore è stato trovare casa. La mia grande fortuna è avere avuto un&#8217;amica (o meglio, una delle mie migliori amiche) che mi ha aiutata appena arrivata lì.<br />
Non dimenticherò mai il mio primo giorno a Madrid: atterraggio, metro, casa&#8230; e io che piangevo e volevo tornare a casa.</p>
<p>Ora mi sembra così stupido, molto molto stupido, però l&#8217;inizio è dura ovvio, almeno per me lo è stato. E&#8217; vero anche che dopo 10 giorni e dopo aver trovato casa tutto era già perfetto!</p>
<p>Quest&#8217;esperienza mi ha insegnato che andare in un posto nuovo (cosa che mi sto preparando a fare di nuovo, a proposito consigli su dove andare a studiare inglese in Inghilterra per un mese?) è difficile ma lo è solo all&#8217;inizio!</p>
<p>Durante i 10 mesi a Madrid ho viaggiato molto, ho conosciuto persone da tutto il mondo grazie alle quali ho conosciuto i loro Paesi e la loro storia. E&#8217; un&#8217;esperienza che ti apre la mente, sarà banale dirlo ma è così!<br />
Non credo di essere mai stata una persona asociale o poco aperta e poco disponibile con gli altri, ma sicuramente quest&#8217;esperienza mi ha migliorata anche in questo! Ci si da una mano sempre, si è sempre pronti ad ospitare qualcuno sul divano o su un vecchio materasso e poi mi ha aiutata a superare la mia timidezza. Sono cresciuta.</p>
<p><strong>Cosa consiglieresti a chi vuole fare un&#8217;esperienza simile?</strong></p>
<p>L&#8217;unico consiglio che credo di poter dare è non andate a vivere con altri Italiani&#8230; non che si debba stare lontani da loro come dalla peste, alla fine purtroppo o per fortuna sarà inevitabile fare gruppo con loro, ma è importante fare in modo che non siano rapporti esclusivi e di non prendere casa con altri Italiani!</p>
<p>la prima volta che andai a vedere la stanza che poi avrei affittato io non dissi una parola, davvero una parola nè con lui nè con l&#8217;altra ragazza con cui poi avrei vissuto (non avevo mai studiato lo spagnolo prima di allora) ed era stranissimo capire tutto o quasi ciò che dicessero ma non riuscire a parlare, non sapere come dire le cose.</p>
<p>Infatti ancora mi chiedo perchè scelsero me, la storia però dice che mi scelsero e dopo un mese parlavo già abbastanza lo spagnolo (questo anche grazie al fatto che seguivo i corsi ogni giorno) e dopo qualche mese, un giorno il mio coinquilino mi disse: &#8220;sei arrivata qui che non dicevi una parola e ora madre mia non la smetti più di parlare&#8221; e parlavo abbastanza bene anche <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Gli italiani che vivevano insieme&#8230; beh un po&#8217; più impacciati lo erano</p>
<p>Un altro consiglio che sento di dare, ed è un po&#8217; un mio rimpianto, dopo l&#8217;<a title="Erasmus" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/01/21/cosa-insegna-lesperienza-erasmus-in-spagna/" target="_blank">Erasmus</a> fate anche il leonardo <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Grazie Felicia ed in bocca al lupo!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da Padova a Bruxelles, 6 mesi indimenticabili con Erasmus</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/06/18/da-padova-a-bruxelles-6-mesi-indimenticabili-con-erasmus/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 23:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabrina Bison ci racconta della sua esperienza Erasmus a Bruxelles dove sta studiando per migliorare il Francese. Studio lingue all&#8217;Università di Padova. La mia facoltà è un&#8217;interfacoltà: Mediazione Linguistica Culturale. Sono fuori corso di 3 anni per motivi lavorativi. Mi mantengo gli studi lavorando, soprattutto d&#8217;estate. Voglio farcela da sola. Sono a Bruxelles per migliorare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabrina Bison ci racconta della sua esperienza Erasmus a Bruxelles dove sta studiando per migliorare il Francese.</strong></p>
<p>Studio lingue all&#8217;Università di Padova. La mia facoltà è un&#8217;interfacoltà: Mediazione Linguistica Culturale. Sono fuori corso di 3 anni per motivi lavorativi. Mi mantengo gli studi lavorando, soprattutto d&#8217;estate. Voglio farcela da sola.</p>
<p>Sono a <a title="Bruxelles" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bruxelles" target="_blank">Bruxelles</a> per migliorare il francese, che per me è sempre risultato più difficile del russo e del serbo-croato (lingue che studio). Sto facendo anche ricerche per la mia futura tesi. Mi mancano 2 esami alla laurea. Ho deciso di partecipare al progetto <a title="Cosa insegna l'esperienza Erasmus in Spagna" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/01/21/cosa-insegna-lesperienza-erasmus-in-spagna/" target="_blank">Erasmus</a> per staccarmi dalla mia famiglia e trovare o ritrovare la mia indipendenza. Poi anche per altri motivi un po’ più personali.</p>
<p>Ho sempre amato viaggiare. Ho passato 2 mesi in Russia nel 2007 per migliorare il mio russo, una vacanza studio a San Pietroburgo; nel 2008 grazie all’università ho ottenuto una borsa di studio per la Serbia: un mese a Belgrado a studiare, tutto spesato.</p>
<p>Poi l’anno scorso tra una navigata e l’altra scopro che ci son ancora posti vacanti per l’Erasmus. Avevo fatto domanda per poter ottenere un’altra borsa di studio questa volta per la <a title="Com’è l’università a Zagabria, Croazia?" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/01/27/come-luniversita-a-zagabria-croazia/" target="_blank">Croazia</a>, sempre tutto spesato. Ma la risposta attardava ad arrivare così mi son buttata a capofitto sui documenti per l’Erasmus.</p>
<p>Mentre terminavo la compilazione di questi documenti ricevetti la risposta per la Croazia: avevo vinto la borsa di studio.</p>
<p>E adesso? Mi son chiesta.</p>
<p>Troppe cose in una volta sola. Ma fin dall’inizio ero propensa per Bruxelles. 6 mesi lontano da casa contro i 3 della Croazia. Non tolgo nulla alla Croazia, anzi. Ma 6 mesi di indipendenza, un confronto totale con la vita, un nuovo modo di vedere le cose, vivere in un paese pieno di contraddizioni ma allo stesso tempo multiculturale, cosa che in Italia non abbiamo…</p>
<p>Insomma crescere.</p>
<p>Navigando in internet sul sito della facoltà dell’<a title="Università degli Studi di Padova" href="http://www.unipd.it/" target="_blank">Università di Padova</a> noto che come capita ogni anno ci son dei posti vacanti per l’Erasmus. Mi reco presso la responsabile dei flussi prima e poi dalla responsabile per lo scambio con l’università di Bruxelles e mi faccio dare le direttive per poter ottenere la borsa di studio. Nel giro di un mese circa (settembre), qualche giro per gli uffici dell’università di Padova (a volte anche inutile) e soprattutto qualche firma dopo mi ritrovo a metà dicembre con la risposta affermativa da parte di entrambe le Università. Solo allora mi son resa conto che avevo veramente in mano una borsa di studio di 6 mesi.</p>
<p>La prima impressione che ho avuto della mia università (Haute Ecole Isti di Bruxelles) qui a Bruxelles è che fosse più organizzata rispetto a quella di Padova. I professori son disponibilissimi, tanto che il referente per gli studenti italiani appena mi ha incontrato mi ha chiesto se avevo trovato casa o se avessi problemi vari, e molto giovanili sia nello stile di insegnamento che anagraficamente.</p>
<p>Ho visto raramente insegnanti anziani nella mia università sebbene sia molto piccola.</p>
<p>Sono arrivata a Bruxelles che sapevo a malapena spiccicare 2 parole. Ho frequentato per 4 mesi l’università e i suoi corsi creati per gli studenti Erasmus, oltre che frequentare altri studenti Erasmus con cui spesso facevo gite per visitare la città e il paese. Adesso mi destreggio bene. Guardo film in francese, vado per negozi senza problemi, parlo con i miei coinquilini e ridiamo assieme facendoci le battute. Me la cavo insomma. Ad un certo punto del mio percorso son arrivata al punto di pensare in francese e di aver dimenticato le parole italiane perfino.</p>
<p>Premetto che uno dei miei tanti sogni era quello di poter fare questa esperienza.</p>
<p>Un consiglio? Provarlo.</p>
<p>A me ha dato e continua a dare tanto benché io sia quasi alla fine del mio percorso. Trovarsi faccia a faccia con la vita, con una nuova cultura se non con nuove culture, trovare una sorta di equilibrio prima con sé stessi e poi con gli altri. Dico equilibrio perché io vivo in una casa con altre 6 persone di diversa nazionalità e devi trovare prima il tuo spazio e poi cercare di convivere anche con altre persone. Non è stato facile all’inizio ma ci son serate che non dimenticherò mai, passate a chiacchierare magari guardando un programma assieme, discutendo tra noi scherzando e ridendo… Perciò il mio consiglio è fare domanda e partire. Sarà sempre un’esperienza indimenticabile.</p>
<p><strong>Grazie Sabrina ed in bocca al lupo!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dalla Sardegna all&#8217;Oklahoma con una laurea in Lingue e Erasmus</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 10:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ERASMUS]]></category>
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		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
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		<description><![CDATA[Gianfranco Cappai è partito dalla Sardegna ed ora vive in Oklahoma grazie ad una laurea in Mediazione Linguistica ed una esperienza Erasmus a Valladolid. Come si parte dalla Sardegna e si arriva in Oklahoma passando per Valladolid? Un bel giro, non è vero? Credo che per tutti arrivi un momento in cui si deve decidere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Gianfranco Cappai" href="http://www.facebook.com/#!/profile.php?id=1530830026" target="_blank">Gianfranco Cappai</a> è partito dalla Sardegna ed ora vive in Oklahoma grazie ad una laurea in Mediazione Linguistica ed una esperienza Erasmus a Valladolid.</p>
<p><strong>Come si parte dalla Sardegna e si arriva in Oklahoma passando per Valladolid?</strong></p>
<p>Un bel giro, non è vero?</p>
<p>Credo che per tutti arrivi un momento in cui si deve decidere cosa si vuol fare della propria vita. E credo anche che questo momento di &#8220;meditazione&#8221; si trasformi  in qualcosa di più grande per tutti coloro che vivono in un&#8217; isola (nel mio caso la Sardegna): sembra una cosa da poco, ma l&#8217;essere circondati dal mare influenza e amplifica tantissimo la sensazione di lontananza dalla &#8220;terraferma&#8221; e rende qualsiasi spostamento complicato sia dal punto di vista logistico, sia dal punto di vista emozionale.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, è arrivato un momento in cui ho pensato che al di fuori del mio piccolo centro,  al di fuori di quella bolla di tranquillità nella quale si potevano trovare i miei affetti, i &#8220;miei&#8221; odori e sapori, le mie piccole sicurezze, ci fosse qualcosa che magari valeva la pena scoprire ed esplorare.  Il primo passo (nonostante tutte le paure e le ansie che si possono creare anche al solo pensare di vivere per la prima volta all&#8217;estero) è stato quindi quello dell&#8217;esperienza Erasmus, in Spagna, nella bellissima Valladolid.</p>
<p>Quella è stata la spinta iniziale che ha messo in moto tutto il meccanismo. Una volta tornato in Sardegna e una volta conclusi gli studi, per  una delle tante casualità della vita, ho conosciuto  la persona che ora è mia moglie e, dato che lei è americana, ho deciso di voler vedere e &#8220;sperimentare&#8221;  quella parte di mondo che sta dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano.</p>
<p><strong>Ci descrivi il tuo background accademico in Italia?</strong></p>
<p>Ho studiato Lingue e Letterature Straniere all&#8217;Università di Sassari. Dopo aver conseguito la laurea triennale in Mediazione Linguistica mi chiesi se sarebbe stato meglio continuare con la laurea magistrale o fare altro.</p>
<p>Così, dopo essermi reso conto che (almeno nella mia facoltà) avrei speso due anni della mia vita (e denaro) dando esami su materie che erano già state affrontate nei precedenti tre anni, ho pensato che avrei potuto utilizzare le mie capacità linguistiche in maniera diversa, all&#8217;estero. Nonostante i tanti pareri contrari di allora, ad oggi, dopo alcuni anni, posso dire di non essermi assolutamente pentito di questa scelta.</p>
<p><strong>Cosa ti ha portato a fare l&#8217;<a title="Cosa insegna l'esperienza Erasmus in Spagna" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/01/21/cosa-insegna-lesperienza-erasmus-in-spagna/" target="_blank">Erasmus in Spagna</a>?</strong></p>
<p>Ricordo ancora quando, in seconda superiore, mi regalarono &#8216;Veinte poemas de amor y una canción desesperada&#8217;, di Pablo Neruda, con testo in spagnolo e traduzione a lato. Fu una folgorazione!</p>
<p>Da quel momento mi venne una sorta di ossessione per le lingue e in particolare per lo spagnolo. Infatti, dopo essermi diplomato in Grafica Pubblicitaria all&#8217;Istituto D&#8217;Arte, misi da parte (almeno professionalmente, dato che la passione rimane) i sogni da grafico e illustratore e cominciai a percorrere la strada delle lingue straniere. Per le quali, inoltre, ero (e sono) molto portato. Avevo già sentito parlare del programma Erasmus da amici più &#8220;anziani&#8221;, ma la cosa, da un certo punto di vista, mi spaventava parecchio.</p>
<p>Fu così che arrivò il secondo anno di università e si aprirono burocraticamente anche per me le porte della mia personale esperienza Erasmus. Un mio caro amico decise di fare domanda per la Germania e mi spinse, dopo una estenuante (per lui) seduta di convincimento  a fare domanda a mia volta per la Spagna. Con il senno di poi, sorrido pensando al fatto che ora non sarei qua, che non sarei la persona che sono, se non avessi firmato e consegnato quella domanda!</p>
<p>Una volta deciso sul da farsi, dato che le mie due lingue principali all&#8217;università erano l&#8217;inglese e lo spagnolo, dovevo solo scegliere verso quale nazione orientarmi: Regno Unito o Spagna? Ai tempi la mia padronanza dello spagnolo era maggiore rispetto a quella dell&#8217;inglese, decisi quindi di scegliere la Spagna. In particolare (tra le varie città messe a disposizione dalla borsa di studio), scelsi <a title="Valladolid" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valladolid" target="_blank">Valladolid</a>, poiché avevo sentito dire che lì, nella orgogliosissima Castilla y León, si parlasse un castigliano &#8216;puro&#8217; e  meno contaminato da accenti vari.</p>
<p><strong>Cosa hai imparato su di te vivendo a Valladolid?</strong></p>
<p>Ho capito che forse non ero tanto incapace come pensavo, e questo è stato già di per sé un ottimo traguardo!</p>
<p>Il doverti lavare i panni da solo, sbrigando tutte le varie faccende di casa, il diventare un esperto del fai-da-te se la situazione lo richiede, il riuscire ad andare fino in fondo e trovare una soluzione dopo aver combattuto contro tonnellate di pratiche burocratiche, il vivere un ambiente totalmente diverso da ciò a cui eri abituato e, nonostante tutto, cavartela benissimo, sono cose che possono dare soddisfazioni infinite. Ho inoltre imparato ad essere più umile, a confrontarmi, imparando, e capendo che &#8220;meglio&#8221; o &#8220;peggio&#8221; sono due aggettivi troppo soggettivi per poter essere applicati a due culture simili ma allo stesso tempo tanto diverse come quella spagnola e italiana.  Ho imparato, inoltre, anche a voler ancora più bene alle persone a me care. Spesso, da lontano, le cose si possono vedere con maggiore chiarezza.</p>
<p><strong>Come sei arrivato in <a title="Oklahoma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oklahoma" target="_blank">Oklahoma</a>?</strong></p>
<p>Premetto che internet è sempre stato un mio caro alleato, così come lo sono sempre state le chat in lingua straniera (ottimo strumento per perfezionare una lingua, peraltro). Grazie a una delle tante chat in lingua spagnola sono entrato in contatto con le persone che mi hanno fornito numeri di telefono mentre cercavo (si, dalla Sardegna!) un appartamento a Valladolid e con persone che sono andate di persona a vedere gli stessi appartamenti per poi dirmi se fossero convenienti ed in buono stato o no.</p>
<p>Qualcuno potrà chiamarmi azzardato o dire che ho avuto una fortuna sfacciata dato che si sa bene ciò che si puo&#8217; trovare in chat o nella rete in generale ma, in fondo, la fortuna non aiuta gli audaci? Proprio grazie ad una chat posso dire di aver trovato un carinissimo appartamento a buon prezzo con padroni di casa sempre gentili e disponibili. Ed ho poi incontrato quelli che sarebbero stati (e continuano ad essere) miei carissimi amici.</p>
<p>Appena tornato dalla Spagna mi sono trovato in crisi; credo sia una situazione comune a tutti gli Erasmus! Volevo tornare in Spagna ma allo stesso tempo volevo viaggiare e, già dopo due settimane dal mio ritorno, lo stare in paese cominciava a diventare una cosa insostenibile! L&#8217;unico modo per evadere in qualche modo (data anche la scarsità di moneta&#8230;) era quindi di nuovo internet. Questa volta, però, dato che con lo spagnolo non avevo più problemi, decisi di voler perfezionare il mio inglese e creai una pagina su un famoso sito, semplicemente dicendo che mi sarebbe piaciuto perfezionare la lingua con qualche madrelingua. Dopo circa un paio d&#8217;anni dalla mia esperienza Erasmus, un paio di mesi dopo la laurea, la mia attuale moglie mi mandò una email chiedendomi se gentilmente potessi tradurre in inglese per lei una email che aveva delle parti in italiano. Ed è così che, dopo circa tre anni, tra corrispondenza e varie visite da parte sua in Sardegna e mie negli Stati Uniti, mi trovo qua, nel nord-est dell&#8217;Oklahoma, sposato, a scrivere sul tuo sito!</p>
<p><strong>Cosa stai facendo in Oklahoma?</strong></p>
<p>Sono traduttore e interprete freelance. Il lavoro non manca, si parli di strutture ospedaliere, burocrazia in generale, tribunali etc.,  dato che la comunita&#8217; ispanica da queste parti è enorme ed in continua crescita.  A questo si aggiunga che conoscere 3 lingue avendo un Bachelors in Linguistics (così è stata valutata la mia laurea italiana) aiuta moltissimo, dato lo scarso numero (almeno da queste parti, ma credo sia un po&#8217; un problema comune per gli statunitensi) di laureati con conoscenza di lingue straniere.  Inoltre sono spesso ospite, come speaker, di istituti superiori, università e Community Colleges sia per quanto riguarda  l&#8217;italiano (da queste parti non ci sono tanti italiani!) che per lo spagnolo. Sono, infine, in procinto di cominciare un Master in Education and Teaching  per poi, chissà, continuare con un dottorato.</p>
<p><strong>Con che visto sei residente negli Stati Uniti?</strong></p>
<p>Ho ricevuto ieri la Green Card. Questo è, purtroppo, uno dei tanti tasti dolenti degli Stati Uniti: emigrare da queste parti per diventare residente permanente o per lavoro è piuttosto complicato,  a meno che non si sia in possesso di capacità o studi particolari che <a title="Visto lavoro per Stati Uniti" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/06/05/categoria-visti-third-preference-eb-3-per-emigrare-negli-stati-uniti/" target="_blank">il mondo del lavoro richiede</a>. Non è certo impossibile, ma come ho già scritto in risposta a qualche altro post, tutto si basa sul cosa tu possa offrire in più di un cittadino americano che può essere assunto senza che la azienda in questione sborsi un dollaro in sponsorizzazione per il visto adatto. Suona cinico e materialista, ma è la cruda realtà. Per lavori che non richiedono skills particolari c&#8217;è da mettersi in fila dietro sudamericani e cinesi&#8230;</p>
<p>Per quanto mi riguarda, dopo aver visitato il paese per almeno 4 volte con il Visa Waiver e una volta sposatomi con una cittadina americana, tutto è diventato molto più semplice, anche se la burocrazia ed i costi da affrontare durante il processo non sono comunque indifferenti.</p>
<p><strong>Pensi di tornare in Italia?</strong></p>
<p>Ne parlo spesso con mia moglie. E la risposta è sempre la stessa: non nell&#8217;immediato futuro. Sia perché ancora non ho concluso la mia esperienza qui, sia perché prima di tornare in Italia vorrei &#8220;sperimentare&#8221; la vita in altri due paesi: il Canada e la Svezia (o un paese del nord Europa). Poi, si sa, per quanto possiamo pianificare, c&#8217;è sempre quella parte di imprevedibilità che fa parte del gioco!</p>
<p>Purtroppo credo che parlare male dell&#8217;Italia in ambito lavorativo sia come sparare sulla Croce Rossa. Di certo so che le opportunità che ho avuto all&#8217;estero, finora, in Italia me le sognerei. È vero che la tutela del lavoratore qua praticamente non esiste, ma è altrettanto vero che c&#8217;è una mobilità incredibile e che, nonostante si parli di crisi, il lavoro si trova. Voglio dire: l&#8217;Italia, a livello territoriale, è più o meno grande come l&#8217;Arizona e di stati in cui cercare ce ne sono 50&#8230;</p>
<p><strong>Consigli per chi vuole seguire le tue orme?</strong></p>
<p>È necessario essere davvero convinti di ciò che si vuole fare; in particolare non partire mai con l&#8217;idea che tutto debba adattarsi a noi, ma rendersi conto che vivere in un paese con abitudini e stili di vita diversi non è una passeggiata (soprattutto qua negli Stati Uniti) e che siamo noi a dover fare lo sforzo di adattarci al mondo intorno, spesso scendendo a compromessi con noi stessi.</p>
<p>Consiglio anche di non dare troppo peso a parole di scoraggiamento da parte di amici, parenti e di coloro che dicono di aver già vissuto questa esperienza prima di voi: le esperienze, come le attitudini delle persone verso questa o quella cosa, sono sempre diverse ma, soprattutto, diffidate da chi giudica guardando il mondo dalla propria finestra di casa senza mai essere uscito dalle proprie quattro mura.</p>
<p>Per il resto la ricetta è sempre la stessa: buona volontà, perseveranza (alcune porte vi verranno sbattute in faccia ma, nonostante questo, non mollate alla prima difficoltà!) e passione. Il treno, spesso, passa solo una volta; perché non provare a prenderlo?</p>
<p><strong>Grazie Gianfranco ed in bocca al lupo!</strong></p>
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		<title>Vivere in 3 nazioni estere in 3 anni!</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 10:24:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cinzia Borello è una laureata a pieni voti con un Master in &#8216;Comunicazione nella società dell&#8217;informazione&#8217; all&#8217;Università di Torino. Si trova da poco meno di un anno in Finlandia dopo avere fatto esperienza in Canada con il visto vacanza lavoro e l&#8217;Erasmus in Belgio! Il tutto nello spazio di 3 anni! Cosa ti spinge ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Cinzia Borello" href="http://zoobrilliance.com/about/" target="_blank">Cinzia Borello</a> è una laureata a pieni voti con un Master in &#8216;Comunicazione nella società dell&#8217;informazione&#8217; all&#8217;Università di Torino.</p>
<p>Si trova da poco meno di un anno in <a title="Finlandia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Finlandia" target="_blank">Finlandia</a> dopo avere fatto esperienza in <a title="Canada" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Canada" target="_blank">Canada</a> con il visto vacanza lavoro e l&#8217;Erasmus in <a title="Belgio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Belgio" target="_self">Belgio</a>!</p>
<p>Il tutto nello spazio di 3 anni!</p>
<p><strong>Cosa ti spinge ad andare all&#8217;estero ed in nazioni così diverse?</strong></p>
<p>La prima volta che decisi di andare all&#8217;estero da sola era il 2004, passai 5 settimane all&#8217;Isola di Wight, cercai d&#8217;imparare un po&#8217; di inglese, con risultati pessimi, e lavorai come sandwiches maker in una bakery dell&#8217;isola, sono state 5 settimane per niente facili, ma costruttive.</p>
<p>A dicembre del 2005 decisi poi di fare domanda per l&#8217;erasmus, sentivo la necessità di aria nuova e d&#8217;imparare almeno una lingua straniera. Scelsi il Belgio un po&#8217; per esclusione, la mia facoltà non aveva alcuna destinazione britannica, così valutai che conoscendo un po&#8217; il francese avrei potuto semplificarmi la vita optando per una destinazione francofona, avevo la possibilità di dare una sola preferenza e fino all&#8217;ultimo fui indecisa tra Liège e Lyon, il Belgio vinse per via della collocazione geografica, più lontana dall&#8217;Italia e dalla tentazione di tornare a casa alla prima difficoltà e la maggiore possibilità di viaggiare.</p>
<p>Ho studiato a Liège per 5 mesi, i corsi di comunicazione della mia facoltà belga erano principalmente orientati a radio, tv e cinema, mentre io ero al secondo e ultimo anno della laurea specialistica con indirizzo informatico, inutile dire che l&#8217;erasmus non è stato accademicamente molto fruttuoso, tuttavia sono contenta di aver avuto quell&#8217;opportunità, mi ha aperto la mente e fatto capire che il mondo è molto più vasto e complesso del nostro personale italico giardino.</p>
<p>A marzo 2008 ero in piena crisi da tesi di laurea, un incubo, allora per distrami iniziai a pensare al dopo. Panico. E poi un giorno casualmente trovai in rete un blog che parlava del Canada, e il <a title="Canada Visto Vacanza lavoro" href="http://www.italiansinfuga.com/2010/01/18/visto-vacanza-lavoro-2010-per-il-canada/" target="_blank">Working Holiday Visa Program</a> mi tornò in mente, avevo sempre sognato di andare a Toronto, era un sogno da adolescente che poteva finalmente concretizzarsi, il caso volle che uno dei miei migliori amici dell&#8217;erasmus fosse residente proprio lì. Gli scrissi una lunga email e lui mi rispose: &#8220;quando arrivi?&#8221;</p>
<p>Chiesi il visto e lo ottenni in 3 settimane, tuttavia dovetti aspettare di laurearmi, partii così ad agosto 2008 e restai in Canada per 6 mesi, ottenere un nuovo visto era molto difficile e sentivo di dover tornare in Italia e almeno provare a vedere com&#8217;era la situazione per noi neolaureati. Un disastro.</p>
<p>Ma ho avuto fortuna, a febbraio di ogni anno esce il bando del <a title="Master dei Talenti Fondazione CRT" href="http://www.fondazionecrt.it/index/attivita/progettiFondazione/masterTalenti/masterNeo" target="_blank">Master dei Talenti della Fondazione CRT</a>, il nome è pomposo e fuorviante, ma in pratica è un programma di tirocini pagati per i laureati dell&#8217;anno precedente degli atenei piemontesi e valdostani. Inviai la mia candidatura e fui scelta per un progetto in Finlandia, dove ancora resterò per due mesi.</p>
<p><strong>Perché non l&#8217;Italia?</strong></p>
<p>Perché l&#8217;Italia non è una Paese per giovani. Perché anche se ho iniziato a lavorare nel 2002, quando avevo 19 anni, l&#8217;esperienza che si ha non è mai sufficiente a garantirti un salario definibile tale. Perché se la tua famiglia non risiede in città non vieni nemmeno chiamato per un colloquio, o se ti viene dato quest&#8217;onore devi dimostrare di volerti trasferire immediatamente, anche se non hanno intenzione di pagarti abbastanza da pagare l&#8217;affitto.</p>
<p>Perché l&#8217;obiettivo è sfruttare e non insegnare e tu ti ritrovi a elemosinare stage, a sperare che non ti mandino via, perché è meglio di niente. In Italia i giovani professionisti perdono facilmente la dignità, non hanno risorse per mettere fondamenta senza l&#8217;aiuto parentale. Alcuni più coraggiosi tentano di mettersi in proprio, ma alla fine la partita IVA si mangia quel poco che si guadagna. Ovviamente vi sono le dovute eccezioni, ma è questa in generale l&#8217;aria che si respira.</p>
<p><strong>Che differenze hai trovato tra Belgio, Canada e Finlandia?</strong></p>
<p>Tre Paesi molto diversi.</p>
<p>Il Belgio è un Paese profondamente fratturato, sebbene sia molto piccolo, le differenze tra la qualità della vita tra la parte fiamminga e quella francofona è abissale, si odiano tra loro ed è percepibile. Un Paese che sopravvive solo grazie all&#8217;entourage dell&#8217;Unione Europea. Non ho particolarmente amato Liège, una città grigia, soffocante, dove i teenagers dopo scuola vanno nei pub a sbronzarsi. Ma quella è la cultura belga della birra, dicono.</p>
<p>Il Canada è stato meta dei sogni per quasi un decennio, la prima sensazione che ho avuto camminando per le vie di Toronto è stata &#8220;potrei abitare qui per sempre&#8221;, ed è ancora così, ma i costi e i percorsi lunghi e tortuosi della burocrazia ancora non mi hanno fatto decidere a fare domanda per la residenza permanente. In compenso trovare un lavoretto, nonostante avessi il social number, non è stato affatto facile, alla fine approdai a una crêperie francese dove fui assunta in quanto trilingue &#8211; più o meno, il mio inglese era ancora stentato.</p>
<p>La Finlandia è un Paese freddo, in tutti i sensi, le persone parlano poco, ma mai a sproposito, se entri nel loro cuore sarai loro amico per sempre, ma le relazioni non sono facili, in compenso vi sono molti stranieri, per via della Nokia, ed è veramente avanzato a livello tecnologico, è un Paese per ingegneri insomma. E anche se oggi &#8211; 30 marzo &#8211; nevica di nuovo, abbiamo vissuto per tre mesi sotto la soglia del meno 20&#8242;C, la lingua finlandese continua a essere un grosso ostacolo (anche se il lavoro è in inglese), un po&#8217; mi dispiace lasciare la Finlandia, dove i giovani vengono considerati persone adulte, per esempio il mio supervisor ha 25 anni, un posto manageriale e due bambine.</p>
<p><strong>Ci racconti il percorso pratico con il quale hai trovato la via della Finlandia? </strong></p>
<p><strong></strong>Essendo il Master dei Talenti un bando di concorso a tutti gli effetti, ho semplicemente partecipato.<br />
Ci terrei a precisare che si tratta della Fondazione CRT, un ente privato no profit la cui attività trova radici nell&#8217;opera svolta precedentemente dalla Cassa di Risparmio di Torino. E quindi non di una banca.</p>
<p><strong>Consigli per chi vuole seguire le tue orme?</strong></p>
<p>Chi vuole lavorare all&#8217;estero deve innanzitutto prepararsi bene, cercare di conoscere la lingua del Paese di destinazione, sapere come orientarsi.</p>
<p>Avere una sorta di piano.</p>
<p>Deve sapere che una volta giunti sul luogo si vive una fase di adattamento che può essere colma di euforia o delusione, che nessun Paese è il paradiso e che nulla è mai facile, che vi sono molti modi per affrontare le difficoltà, ma che poi, a conti fatti, sarà una ricchezza inestimabile, una crescita personale importante e un&#8217;esperienza che vi aprirà gli occhi al punto da non voler più tornare a chiuderli.</p>
<p>Dal punto di vista pratico, cercare aiuto locale per affittare una casa o orientarsi tra le offerte di lavoro, diventare parte di un team sportivo o un&#8217;associazione culturale aiuta molto, alla fine quello che può fare davvero la differenza sono le persone che incontreremo durante il percorso all&#8217;estero.</p>
<p><strong>Hai idea di quale sarà la tua prossima destinazione?</strong></p>
<p>Dove andrò poi? Ancora non ho deciso, c&#8217;è anche Melbourne sulla mia lista, ecco perché ho trovato questo sito in primo luogo, cercavo informazioni sull&#8217;Australia. Tuttavia, la distanza geografica mi spaventa, mi sento un po&#8217; egoista a voler andare così lontano, altre mete europee che mi frullano in testa da un po&#8217; sono Irlanda, UK, Francia. Let&#8217;s see.</p>
<p><strong>Grazie Cinzia ed in bocca al lupo!</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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