Emanuele Bianco ha studiato per un anno in Danimarca come exchange student alle superiori e condivide la sua storia con i lettori di Italiansinfuga.
Perchè hai deciso di andare a studiare in Danimarca?
Ho deciso di andare a studiare in Danimarca perchè ero incuriosito all’idea di trascorrere un anno all’estero, lasciare la mia famiglia e tutte le mie sicurezze all’età di 17 anni, e vedere cosa sarei stato capace di fare in una scuola e in un ambiente totalmente diverso dal mio.
Ci puoi descrivere la procedura da seguire per diventare exchange student?
Diventare exchange studend non è molto difficile. Ci sono tantissime associazioni che permettono di poter rendere questo tuo sogno realizzabile. Io ho scelto AFS-intercultural programs poichè era quella piu famosa, assieme a Rotary club…ne esistono comunque moltissime.
Ovviamente sono richieste delle abilità e competenze che sono a priori per un ragazzo che decide di partire all’estero, come ad esempio lo spirito d’adattamento, il fatto di non essere tanto calante a scuola, ecc.; ad esempio non è possibile partire se si hanno dei debiti a scuola e non sono stati colmati.
In linea di massima, quali sono i costi di un anno di studio all’estero?
I costi sono piuttosto alti, ma relativi. Per la mia associazione c’è una divisione in fasce in base al reddito, la cui quota di partecipazione varia. Ovviamente i costi sono dettati anche dal tipo di paese che scegli, il periodo che varia da un minimo di 1 mese ad un massimo di un anno; è presente anche una graduatoria in base al rendimento scolastico.
Tuttavia è possibile essere sponsorizzati da un ente o un’azienda, e in tal caso le spese si dimezzano ulteriormente.
Nel mio caso, sono partito sponsorizzato dalla mia regione, la regione Sardegna, che ha coperto l’ intera spesa.
Come hai fatto per la lingua?
La lingua è una cosa seria. E’ sicuramente una delle cose più importanti, in quanto non si va per fare una vacanza o solo per divertirsi, ma si va per conoscere una nuova cultura, apprezzarla con i pregi e difetti, e farne parte per un anno intero. L’ integrazione nel paese ospitante è possibile soprattutto grazie alla lingua. Molti partono per gli USA, poichè si vuole perfezionare e migliorare l’ inglese, pochi invece scelgono paesi di lingua non anglofona.
Quando sono partito sapevo un pò di inglese, ma non mi è servito molto. I livelli della scuola italiana per l’inglese sono ai più bassi al mondo…gli italiani in inglese quando vanno all’estero sono ad un livello molto inferiore rispetto agli altri (parlo per il mio caso, gli italiani che ho conosciuto). In Danimarca a partire dai bambini e per finire dagli anziani parlano inglese, ecco che intendo in riguardo alle differenze con l’italia.
Ho parlato inglese per circa un mese, poi la mia famiglia ospitante mi ha vietato l’uso della lingua inglese, e ho iniziato a imparare il danese; sono partito il 31 luglio e verso Natale ero in grado di capire quasi perfettamente tutto e parlare fluentemente. Di li sono andato sempre più interessandomi alla lingua, perfezionando l’inglese a scuola e con gli altri exchange con cui si parlava sempre inglese.
Insomma, ho preso diciamo due piccioni con una fava. Non solo ho imparato l’inglese, ma ho anche imparato una lingua che non mi sarei mai aspettato di imparare. E così ora posso capire molto norvegese, e anche qualcosa di svedese, visto la similarità con il danese, in quanto appartengono allo stesso gruppo scandinavo assieme ad islandese e faroese.
Quali sono i maggiori ostacoli che hai incontrato in Danimarca?
Per la Danimarca c’è sempre il solito detto: i Danesi sono come una noce di cocco, esternamente duri e difficili, internamente dolci. Effettivamente possono risultare così nella maggioranza dei casi, ma mi è capitato di conoscere anche persone simpaticissime e aperte, per ricordare di non fidarsi mai del tutto degli stereotipi.
Integrarsi in una nuova classe, in una nuova famiglia, in una nuova città, è sempre difficile. Ci vuole tanta forza e adattabilità; bisogna abbandonare i pregiudizi, e non considerare solo il nostro mondo come quello “migliore”.
La migliore dote che ognuno di noi deve far crescere è la tolleranza, il rispetto per altri punti di vista.
Non partite mai con la considerazione che la nostra cultura e la nostra lingua è la migliore di tutti, perchè non andrete da nessuna parte.
Non pensate che se da noi lo jogurt si mangia con il cucchiaio quindi in India è sbagliato se lo mangiano con le mani.
Non esiste niente di sbagliato, niente di diverso, ma solo un altro modo di vedere le cose, perchè quello che possiamo pensare noi di un Indiano che mangia così lo jogurt, cosi lo penseranno gli Indiani di noi.
E’ difficile ambientarsi. Non è una passeggiata: ci sono momenti bellissimi ricchi di soddisfazione, ma anche momenti bruttissimi e terribili in cui magari si vorrebbe ritornare a casa. Eppure è proprio qui il punto: crescere con le proprie forze, e contare al massimo su se stessi.
I Danesi mi sembravano delle persone strane ed stravaganti all’inizio. Il giorno prima mi salutavano, il giorno dopo non si ricordavano neanche chi fossi. Mi sembrava tutto così strano all’inizio, pensavo fossero tutti pazzi: il professore si chiamava per nome, il preside arrivava in pantaloncini corti e sandali a scuola, i bambini andavano a scuola in bicicletta, si toglievano le scarpe prima di entrare in casa, le ragazze avevano pochissimi vestiti addosso, tutti si ubriacavano come matti la sera, le ragazze bellissime bionde si tingevano i capelli di nero perche dicevano che erano più belli, si diceva “tak for mad” (grazie per il cibo ricevuto) ogni volta che si finiva di mangiare, il fegato di maiale si metteva sul pane….insomma tutto il mio mondo che avevo vissuto in italia era stato stravolto da tutto questo….e cosa si poteva fare allora?
Adattarsi, valutare le tue possibilità ed integrarti il più possibile con loro, aprendoti alla loro cultura e portare la tua in casa loro.
In un anno sono successe davvero tante cose, bellissime, incredibili, indimenticabili, e non è possibile descriverle con questi banali aggettivi, bisogna solo provarle. Chi non ha mai fatto un esperienza del genere, non lo potrà mai capire veramente.
Consigli a chi vuole seguire le tue orme?
Crederci veramente, e mollare tutte le proprie sicurezze per crescere, e vedere un mondo che è straordinario e allo stesso tempo difficile da scoprire.
Grazie Emanuele ed in bocca al lupo!
Articoli con temi simili
Consigli per studiare all’estero come exchange student
Recent Comments