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	<title>italiansinfuga &#187; cina</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>La Cina elimina le lauree che non danno lavoro</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/17/la-cina-elimina-le-lauree-che-non-danno-lavoro/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 23:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[La soluzione ideata dalla Cina per risolvere il problema dei laureati senza lavoro è quella di eliminare le lauree che producono disoccupati. Secondo un articolo pubblicato sul blog ChinaRealTimeReport (Wall Street Journal) , il ministero dell&#8217;istruzione cinese ha annunciato l&#8217;intenzione di eliminare gradualmente i corsi di laurea che sfornano laureati con poche prospettive di lavoro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>La soluzione ideata dalla Cina per risolvere il problema dei laureati senza lavoro è quella di eliminare le lauree che producono disoccupati.</h1>
<p>Secondo un articolo pubblicato sul blog <a href="http://blogs.wsj.com/chinarealtime/2011/11/23/china-to-cancel-college-majors-that-dont-pay/" target="_blank">ChinaRealTimeReport</a> (Wall Street Journal) , il ministero dell&#8217;istruzione cinese ha annunciato l&#8217;intenzione di eliminare gradualmente i corsi di <strong>laurea</strong> che sfornano <strong>laureati</strong> con poche prospettive di lavoro.</p>
<p>Il governo cinese inizierà presto a giudicare i vari corsi di <strong>laurea</strong> in base al tasso di occupazione dei <strong>laureati</strong>, riducendo o eliminando quelli dove il tasso di occupazione per i <strong>laureati</strong> scende al di sotto del 60% per due anni consecutivi.</p>
<div id="attachment_7531" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/"><img class="size-medium wp-image-7531" title="Cina su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/calligrafo-300x199.jpg" alt="Cina su Italiansinfuga" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Cina su Italiansinfuga</p></div>
<p>L&#8217;intenzione è quella di risolvere un problema venuto a galla in seguito all&#8217;aumento del numero di<strong> laureati</strong> (2930 persone per ogni 100.000 nell&#8217;anno 2010), un incremento del 150% rispetto all&#8217;anno 2000. Mentre il maggior numero di <strong>laureati</strong> può essere visto come un ottimo traguardo raggiunto dalla <strong>Cina</strong>, esiste il problema di una generazione di <strong>laureati</strong> le cui competenze non rispondono ai requisiti di un&#8217;economia fondata sul settore manifatturiero e volta all&#8217;export.</p>
<p>Non è stato specificato quali <strong>lauree</strong> saranno eliminate in base alle nuove regole ma sembra che alcune <strong>università</strong> abbiano già ridotto la dimensione dei corsi che non forniscono grandi prospettive di <strong>impiego</strong>. Ad esempio il numero di studenti per la <strong>laurea</strong> in russo alla Shenyang Normal University è stato ridotto da 50 a 25.</p>
<p>Ovviamente esistono opinioni discordanti su questa decisione. Viene usato l&#8217;esempio di biologia come materia che, pur non avendo una grande richiesta da parte del mercato del lavoro oggi, dovrebbe fornire il talento necessario a costruire un settore che viene visto come pilastro dello sviluppo futuro dell&#8217;economia cinese.</p>
<p>Un&#8217;altra critica riguarda la probabile manipolazione dei dati relativi all&#8217;impiego da parte delle istituzioni universitarie.</p>
<p>Una delle conseguenze sulla restrizione di cosa si possa studiare in <strong>Cina</strong> sarà quella del maggior esodo degli studenti cinesi verso le <strong>università</strong> straniere, di per sé già iniziato da alcuni anni grazie alla maggiore affluenza di alcune famiglie. Ad esempio, lo scorso anno 128.000 studenti cinesi sono andati <strong>studiare</strong> negli <strong>Stati Uniti</strong> facendo della <strong>Cina</strong> la nazione con il più alto numero di studenti nelle università americane.</p>
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		<title>La Cina è cresciuta, sta crescendo e crescerà ancora</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/06/la-cina-e-cresciuta-sta-crescendo-e-crescera-ancora/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 23:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
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		<description><![CDATA[Silvia Gianotti ha studiato lingue all&#8217;università (in Italia ed in Cina) ed adesso lavora a Pechino per un&#8217;azienda italiana. Perché hai scelto di studiare Mandarino (oltre allo Spagnolo) come lingua piuttosto che altre lingue? Innanzitutto ho deciso di studiare lingue, in seguito ho scelto cinese. Mi sembrava infatti una lingua interessante e soprattutto con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Silvia Gianotti" href="http://cn.linkedin.com/pub/silvia-gianotti/21/644/235" target="_blank">Silvia Gianotti</a> ha studiato lingue all&#8217;università (in Italia ed in Cina) ed adesso lavora a Pechino per un&#8217;azienda italiana.</h1>
<p><strong>Perché hai scelto di studiare Mandarino (oltre allo Spagnolo) come lingua piuttosto che altre lingue?</strong></p>
<p>Innanzitutto ho deciso di studiare lingue, in seguito ho scelto cinese. Mi sembrava infatti una lingua interessante e soprattutto con un valore aggiunto rispetto alle altre: per le opportunità di lavoro sicuramente ma, allo stesso tempo, per il fatto che potesse caratterizzare in maniera evidente il mio curriculum studentesco e professionale.</p>
<p><strong>Che differenza sulla conoscenza della lingua ha fatto il periodo passato alla Beijing Language and Culture University?</strong></p>
<p>L&#8217;esperienza alla BLCU è stata fondamentale. Per una lingua tonale, come è il cinese, lo studio e la pratica all&#8217;estero sono alla base per la conoscenza della lingua. Lo stesso metodo di insegnamento cambia notevolmente dall&#8217;Università italiana a quella di <strong>Pechino</strong>. (In quest’ultima è tutto incentrato su un metodo mnemonico meno incentrato sui perché). Un approccio diverso però che risulta importante per aver piena coscienza di una cultura e una lingua così lontane dalle nostre.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7510" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/"><img class="size-medium wp-image-7510" title="Cina su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/beijing-300x225.jpg" alt="Cina su Italiansinfuga" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Cina su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Sei riuscita a maturare un&#8217;esperienza lavorativa in Cina durante questo periodo?</strong></p>
<p>Durante il periodo di studio alla <strong>Beijing Language and Culture University </strong>non ho lavorato, è stato un periodo di solo studio. Una scelta dovuta in parte alla mole di lavoro portata dal corso stesso ed in parte per la mia volontà di sfruttare al massimo la prima esperienza in <strong>Cina</strong>.</p>
<p><strong>Come sei poi riuscita a fare il salto lavorativo verso la Cina?</strong></p>
<p>Ho deciso che avrei voluto iniziare il mio iter professionale in <strong>Cina</strong>. Da lì ho iniziato ad informarmi su aziende, associazioni, organizzazioni che potevano essere interessanti per me. Ed alla fine ho iniziato con uno stage in Viva Group.</p>
<p><strong>Ci descrivi per chi lavori adesso e quali sono le tue mansioni?</strong></p>
<p><a href="http://www.vivagroup.it/cn/contatti" target="_blank">Viva Group Beijing Co. Ltd.</a> è un&#8217;agenzia italiana di Comunicazione, PR ed eventi con ufficio a Pechino e Shanghai, nata a Roma. È ormai da anni in <strong>Cina</strong> con un&#8217;ottima reputazione alle spalle, sia in territorio italiano che a livello internazionale. All&#8217;interno dell&#8217;agenzia mi occupo dell&#8217;organizzazione degli eventi (istituzionali, per imprese private, fashion show, fiere), del contatto con i fornitori e i clienti, di mantenere relazioni con i media e della coordinazione del lavoro con i colleghi. Un&#8217;esperienza altamente formativa e stimolante.</p>
<p><strong>Quali sono le opportunità di lavoro in Cina per chi parla sia il Mandarino che l&#8217;Italiano (o altre lingue)? C&#8217;è molto lavoro?</strong></p>
<p>Ovviamente la conoscenza del Mandarino è un plus da non sottovalutare, nonostante ci siano molti stranieri che vivono e lavorano qui in <strong>Cina</strong> senza parlare la lingua ma con una specializzazione (soprattuto architetti, ingegneri, informatici, grafici..).</p>
<p>Il mercato del lavoro cinese è di sicuro più dinamico e attivo di quello italiano. Come gli altri Paesi anche qui la ormai famosa crisi ha delle conseguenze. Inoltre l&#8217;aumento del numero di stranieri qui in <strong>Cina</strong> è un ostacolo in più per chi cerca lavoro. Di sicuro per chi si vuole lanciare in una nuova sfida la <strong>Cina</strong> rappresenta una delle possibili mete, non dimenticando però le enormi differenze e quindi necessità di adattamento che richiede.</p>
<p><strong>Puoi descriverci la Cina, la sua crescita economica e la visione della vita che hanno i Cinesi in questo periodo storico?</strong></p>
<p>La <strong>Cina</strong> è cresciuta, sta crescendo e crescerà ancora. Chi ha il potere di decidere (politico ma soprattutto economico per ciò che riguarda direttamente il mercato del lavoro) sa di essere in una posizione di vantaggio rispetto a moltri altri Paesi. E si vede.</p>
<p>Ogni angolo di <strong>Pechino</strong> è un costruire, rinnovare, innalzare e tutto con una velocità che in Italia non è nemmeno pensabile. Capita ormai raramente di vedere l’occhio stupito del cinese di fronte allo straniero, cosa invece abbastanza frequente poco tempo fa (ad es. tre anni fa, quando arrivai in <strong>Cina</strong> per la prima volta).</p>
<p>I cinesi sono tanti, sembra una banalità ma vivendo qui, tra e con loro, la moltitudine delle persone che si ha attorno si sente e spesso rende tutto più difficile. È comunque una missione ardua dire quale sia la loro visione della vita, quando credi di averlo capito incontri quello che la pensa come te (scoprendo in seguito che ha studiato in Francia e lavorato in Germania).</p>
<p>Certo la cultura, il patriottismo, la tradizione così presenti ogniddove segna le persone. Chi ha possibilità di andare all’estero o ha coscienza di farlo dalla <strong>Cina</strong>, prova a vedere le cose da un diverso punto di vista, gli altri no.<br />
La <strong>Cina</strong> è una continua sfida, per ciò che riguarda lo sviluppo economico, ambientale, culturale e lo è anche per chi ci vive, ogni giorno una nuova domanda a cui trovar risposta. Insomma, bella o brutta che sia la novità c’è sempre qualcosa da scoprire nel suo paesaggio, nella sua gente, ovunque.</p>
<p><strong>Grazie Silvia e buon proseguimento in Cina!</strong></p>
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		<title>Profilo di Hong Kong</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/03/profilo-di-hong-kong/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 01:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cina]]></category>

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		<description><![CDATA[Hong Kong ha una popolazione di circa 7 milioni di persone ed è un importante centro finanziario e commerciale che funge da porta d&#8217;ingresso verso la Cina. È una delle aree più densamente popolate al mondo e si trova sulla costa sud della Cina all&#8217;imbocco del delta del Pearl River. Il clima di Hong Kong [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Hong Kong ha una popolazione di circa 7 milioni di persone ed è un importante centro finanziario e commerciale che funge da porta d&#8217;ingresso verso la Cina.</h1>
<p>È una delle aree più densamente popolate al mondo e si trova sulla costa sud della Cina all&#8217;imbocco del delta del Pearl River.</p>
<p>Il clima di <strong>Hong Kong</strong> è tipicamente umido e tropicale. I mesi estivi sono caratterizzati da piogge mentre i mesi invernali sono miti.</p>
<p>La sua economia si è evoluta dal commercio al manufatturiero fino alla rapida espansione nel settore dei servizi negli ultimi due decenni. A <strong>Hong Kong</strong> si trova una delle più grandi concentrazioni di quartieri generali di aziende che operano nella regione Asia-Pacific.</p>
<p>La sua economia viene descritta come una delle più capitalistiche al mondo e Hong Kong è stata messa in cima alla classifica dell&#8217;indice di libertà economica (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Index_of_Economic_Freedom" target="_blank">Index of Economic Freedom</a>) per 15 anni consecutivi. Il governo di <strong>Hong Kong</strong> assume un ruolo secondario per quello che riguarda la regolazione dell&#8217;economia, lasciando al mercato l&#8217;iniziativa sulle industrie ed i settori da sviluppare.</p>
<p>Durante gli ultimi vent&#8217;anni, il PIL di <strong>Hong Kong</strong> è cresciuto in media del 3,8% all&#8217;anno.</p>
<p>Il porto di <strong>Hong Kong</strong> è uno dei più attivi al mondo consentendo così alla città di essere uno dei centri commerciali maggiori del pianeta.</p>
<p>Il mercato principale per le esportazioni di <strong>Hong Kong</strong> è la Cina (51%) seguita dagli Stati Uniti (12%), Giappone, Germania e Regno Unito. Per quel che riguarda le importazioni, la Cina è la fonte principale (46%) seguita da Giappone, Taiwan, Singapore e Stati Uniti.</p>
<p>L&#8217;<strong>Hong Kong</strong> Stock Exchange è il settimo più grande al mondo ed è una delle piazze dove è più facile raccogliere capitale.</p>
<p>Il 1 luglio 1997 venne creata la <strong>Hong Kong</strong> Special Administrative Region, un&#8217;area con particolari privilegi all&#8217;interno della Repubblica Popolare Cinese. Secondo il principio &#8220;una nazione, due sistemi&#8221;, il sistema capitalista e lo stile di vita di <strong>Hong Kong</strong> rimarranno invariati per cinquant&#8217;anni e <strong>Hong Kong</strong> sarà gestita dai propri cittadini piuttosto che dalle autorità cinesi.</p>
<p>La maggioranza della popolazione di <strong>Hong Kong</strong> è di origine cinese mentre esistono anche rappresentanze di popolazione indiana, pakistana e nepalese. Per quello che riguarda i lavoratori dei settori commerciali e finanziari, molti sono britannici, americani, canadesi, giapponesi e coreani.</p>
<p>Il linguaggio più usato a <strong>Hong Kong</strong> è il cantonese, caratteristico della regione a nord di <strong>Hong Kong</strong> (Guangdong). Un terzo della popolazione usa l&#8217;inglese come secondo linguaggio.</p>
<div id="attachment_7494" class="wp-caption aligncenter" style="width: 599px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/"><img class="size-full wp-image-7494" title="Cina su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/Hong-kong.jpg" alt="Cina su Italiansinfuga" width="589" height="442" /></a><p class="wp-caption-text">Cina su Italiansinfuga</p></div>
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		<title>Conoscere i cinesi in Italia per andare in Cina</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/23/conoscere-i-cinesi-in-italia-per-andare-in-cina/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 00:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[beijing]]></category>

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		<description><![CDATA[Eros Buffarini ha sviluppato negli anni una passione per la Cina attraverso le amicizie con cinesi in Italia. Oggi lavora a Pechino per un&#8217;azienda cinese nel settore delle energie rinnovabili. Ci descrivi il tuo background accademico e lavorativo in Italia? Dopo il diploma come perito elettrotecnico ho deciso di iscrivermi all&#8217;Università degli studi di Padova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Eros Buffarini ha sviluppato negli anni una passione per la Cina attraverso le amicizie con cinesi in Italia.</h1>
<p><strong>Oggi lavora a Pechino per un&#8217;azienda cinese nel settore delle energie rinnovabili.</strong></p>
<p><strong>Ci descrivi il tuo background accademico e lavorativo in Italia? </strong></p>
<p>Dopo il diploma come perito elettrotecnico ho deciso di iscrivermi all&#8217;Università degli studi di Padova alla facoltà di scienza giuridiche. Ho comunque iniziato a lavorare per pagarmi gli studi ed essere totalmente indipendente dai miei genitori.</p>
<p>Non ho terminato la laurea triennale perché non vedevo un futuro a fare l&#8217;avvocato (ce ne sono troppi, inoltre l&#8217;unica possibilità è di fare il penalista e sinceramente per come sono fatto non me la sentirei mai di difendere un assassino, un pedofilo o un usuraio).</p>
<p>In ogni caso ho sempre lavorato nelle vendite, prima come inside sales in un grosso distributore di forniture industriali e poi mi sono specializzato nel settore IT (seguivo il nordest dell&#8217;Italia commercialmente in un system integrator nella zona di Vicenza).</p>
<p>In totale ho maturato circa 6 anni di esperienza nelle vendite e nel marketing, come interno ed esterno. Inoltre mi sono anche preso il certificato professionale per fare la pubblicità con Google Adwords e vari corsi di specializzazione nelle vendite.</p>
<p><strong>Come è nata l&#8217;idea di partire per la Cina? </strong></p>
<p>Quando avevo 19 anni frequentavo un bar gestito da <strong>cinesi</strong>. Ho fatto amicizia con il titolare (mio coetaneo) che mi ha iniziato ad introdurre nelle varie comunità <strong>cinesi</strong>; prima a Padova, poi a Bologna, Prato e Roma ed infine Milano (diciamo che si conoscono un po&#8217; tutti).</p>
<p>All&#8217;inizio é stato difficile farsi accettare per via della diffidenza che da sempre accompagna gli immigrati <strong>cinesi</strong> nei confronti degli italiani. Piano piano ho maturato profonde amicizie e rapporti direi quasi &#8220;fraterni&#8221; con molti <strong>cinesi</strong> in giro per l&#8217;<strong>Italia</strong>.</p>
<p>Siccome sono una persona curiosa ho deciso di studiare in maniera autonoma la storia e la cultura della <strong>Cina</strong> (se si conosce il passato si può comprendere meglio il presente). Mi si è cosi aperto un mondo che prima era del tutto sconosciuto.</p>
<p>Tutti i miei amici <strong>cinesi</strong> continuavano a ripetermi: &#8220;Eros ma quando te ne vai in <strong>Cina</strong>? Ti manca solo la lingua e dopo sei uno di noi!&#8221;. Ho così messo nella lista delle cose da fare di partire per la <strong>Cina</strong>, inizialmente come studente di cinese all&#8217;università poi però ho avuto un po&#8217; di fortuna/bravura e sono stato assunto da una bella azienda di Beijing dall&#8217;<strong>Italia</strong>.</p>
<p><strong>Ci descrivi i passi pratici che hai compiuto per trovare lavoro in Cina? </strong></p>
<p>I passi pratici sono stati fondalmente tre: cercare, cercare, cercare.</p>
<p>Ci sono vari siti su cui trovare possibili offerte di lavoro: <a title="Lavoro Cina" href="http://www.thebeijinger.com/" target="_blank">thebeijinger</a>, <a title="Lavoro Cina" href="http://english.zhaopin.com/" target="_blank">zhaopin</a>, <a href="http://www.echinacities.com/" target="_blank">echinacities</a>, infojobs, camera di commercio. In ogni caso è preferibile essere già qui in <strong>Cina</strong> per cercare sul posto (è molto difficile che ti assumano quando sei in <strong>Italia</strong>, a meno che non hai delle skills e un&#8217;esperienza che ti rendano indispensabile). Diciamo che un po&#8217; di fortuna non guasta <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7394" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/"><img class="size-medium wp-image-7394" title="Cina su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/steamed-buns-300x224.jpg" alt="Cina su Italiansinfuga" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Cina su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Che conoscenza della lingua e cultura cinese avevi prima di partire? </strong></p>
<p>La lingua cinese non la sapevo, a parte: Ni hao, Zaijian, Xiexie. Della cultura cinese posso dire di saperne abbastanza (frequentando i cinesi per quasi 6 anni in Italia e studiando e leggendo un sacco di libri), in ogni caso si imparano un sacco di cose giorno dopo giorno. Quello che manca secondo me in <strong>Italia</strong> agli italiani che studiano cinese all&#8217;università è il contatto con i <strong>cinesi</strong>. Molti italiani arrivano qui e rimangono scioccati dalla <strong>Cina</strong>, questo perché le aspettative sono completamente diverse dalla realtà.</p>
<p><strong>Per chi lavori e di cosa ti occupi? </strong></p>
<p>Lavoro per la Beijing Kinglong New Energy Technology (KLNE) di Beijing. E&#8217; un&#8217;azienda cinese con circa 300 dipendenti (quando sono arrivato ero l&#8217;unico straniero) e siamo produttori di inverter per l&#8217;industria fotovoltaica. Mi occupo di cercare, sviluppare e gestire il business in Italia, Medio Oriente, Sudafrica e Sudamerica.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://cn.linkedin.com/in/erosbuffarini" data-format="inline"></script></p>
<p><strong>Che stereotipi bisogna smontare sulla Cina? </strong></p>
<p>Primo su tutti che i <strong>cinesi</strong> sono dei grandi lavoratori. Il cinese medio è abbastanza pigro e tende a prendersela comoda sul posto di lavoro, a meno che non venga pagato a cottimo (come in alcune fabbriche tessili). Per riassumere possiamo dire che un <strong>cinese</strong> riesce a fare un lavoro di 24 ore in 2 minuti e un lavoro di 2 minuti in 24 ore.</p>
<p>Un altro mito da sfatare è l&#8217;idea che abbiamo in generale della <strong>Cina</strong> e dei <strong>cinesi</strong>: per capire bisogna venire qui e vedere con i propri occhi. In ogni caso la <strong>Cina</strong> o si ama o si odia.</p>
<p><strong>Che opportunità sono disponibili a chi vuole andare in Cina e cosa bisogna essere in grado di offrire? </strong></p>
<p>Le opportunità sono tante, basta avere le idee chiare prima di partire.</p>
<p>Voglio fare un esempio: sono un datore di lavoro cinese e mi arriva un italiano a fare un colloquio.</p>
<p>Boss: &#8220;Che cosa hai da offrire?&#8221;<br />
Italiano: &#8220;So parlare cinese!&#8221;<br />
Boss: &#8220;Guarda ho un miliardo e mezzo di persone che probabilmente lo parlano meglio di te&#8230;.&#8221;.</p>
<p>Altro caso:</p>
<p>Boss: &#8220;Cosa sai fare?&#8221;<br />
Italiano: &#8220;Ho 3 anni di esperienza nelle vendite e nel marketing in Italia, parlo un ottimo inglese e sono in grado di aprire il tuo business overseas&#8221;<br />
Boss: &#8220;Interessante&#8230; parli pure cinese?&#8221;<br />
Italiano : &#8220;No, ma lo sto studiando&#8221;<br />
Boss: &#8220;Ok sei assunto!&#8221;</p>
<p>Il mio consiglio è quindi: essere preparati in un settore, sapere quello che si vuole fare in <strong>Cina</strong> e cercare nel settore in cui si vuole operare, inoltre essere disposti a partire da zero e di adattarsi a situazioni lavoro completamente diverse da quelle che ci si possono aspettare in <strong>Italia</strong>.</p>
<p>Apertura mentale massima e far capire a chi c&#8217;è dall&#8217;altra parte di essere la persona giusta e di essere sicuri di se stessi e delle proprie capacità. Non c&#8217;è niente di peggio di assumere una persona che dopo 5/6 mesi cambia idea o che scopre che il lavoro non gli piace.</p>
<p>Per gli italiani: metterci il massimo della passione in ogni cosa, specialmente nel lavoro; nel lungo termine si viene ripagati.</p>
<p><strong>Grazie Eros e buon proseguimento in Cina!</strong></p>
<p><!--<br />
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<p>width: 345px ;<br />
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--></p>
<div class="cjjobbox">
<div style="text-align: center; padding: 5px;">
<p><a href="http://www.careerjet.cn/italian工作.html">italian jobs in China</a></p>
</div>
<p><script src="http://www.careerjet.com.au/partners/jsjobbox.html?s=italian&amp;l=China&amp;n=10&amp;lid=84086&amp;nfr=1&amp;ntt=1&amp;affid=d4af8adb62bfd25c1fa895e81bce7cc0" type="text/javascript">
</script></p>
<div style="text-align: center; padding-top: 8px; padding-bottom: 5px;"><a href="http://www.careerjet.com.au/" target="_blank">Careerjet, the search engine for jobs</a></div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>La crisi finanziaria non sembra aver colpito Hong Kong</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/22/la-crisi-finanziaria-non-sembra-aver-colpito-hong-kong/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 23:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[hong kong]]></category>

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		<description><![CDATA[Beyondbrics riporta che il numero di persone con licenza per lavorare nella &#8216;securities industry&#8217; a Hong Kong è ai massimi storici. Lo stesso settore che sta licenziando migliaia di impiegati a New York e Londra sembra non risentire troppo della crisi globale grazie al rapporto che Hong Kong ha con l&#8217;economia cinese. Il sito Webb-site [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Beyondbrics <a href="http://blogs.ft.com/beyond-brics/2011/10/27/hong-kong-finance-job-vacancies/#axzz1e0QdQfjQ" target="_blank">riporta</a> che il numero di persone con licenza per lavorare nella &#8216;securities industry&#8217; a Hong Kong è ai massimi storici.</h1>
<p>Lo stesso settore che sta licenziando migliaia di impiegati a New York e Londra sembra non risentire troppo della crisi globale grazie al rapporto che <strong>Hong Kong</strong> ha con l&#8217;economia cinese.</p>
<p>Il sito <a href="http://webb-site.com/" target="_blank">Webb-site</a> fornisce informazione sul numero di impiegati nel settore a <strong>Hong Kong</strong> analizzando informazione dagli inizi del millennio fino ad oggi.</p>
<p>A parte una riduzione a cavallo tra 2008 ed il 2009, vi è stata una costante crescita dell&#8217;impiego nel settore finanziario a <strong>Hong Kong</strong>.</p>
<p>Il numero di persone autorizzate a lavorare nel settore delle &#8216;securities&#8217; a <strong>Hong Kong</strong> ha raggiunto il numero di 34.868.</p>
<p>Webb-site è anche utilissimo a chi sta cercando contatti per lavorare nella finanza a <strong>Hong Kong</strong>. Vengono riportate in un data base tutte le aziende che operano a <strong>Hong Kong</strong>, quante persone hanno una licenza per lavorare presso di esse ed i loro nominativi.</p>
<p>Sarete così in grado di creare una rete di contatti che vi permetterà di migliorare le probabilità di trovare <strong>lavoro</strong> nella finanza a <strong>Hong Kong</strong>.</p>
<div id="attachment_7338" class="wp-caption aligncenter" style="width: 606px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/"><img class="size-full wp-image-7338" title="Cina su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/chinese-food.jpg" alt="Cina su Italiansinfuga" width="596" height="398" /></a><p class="wp-caption-text">Cina su Italiansinfuga</p></div>
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		<title>Lavoro in Cina per un’azienda cinese</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/21/lavoro-in-cina-per-unazienda-cinese/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 00:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[shanghai]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianfranco Cappellari si è recentementa trasferito in Cina per lavorare presso un&#8217;azienda cinese. Ecco la sua storia. Che background accademico hai maturato in Italia? Ho un diploma di maturità tecnica, specificatamente in Informatica. In seguito ho frequentato per due anni il corso di Scienze Statistiche all&#8217;università di Padova, che ho abbandonato per seguire un&#8217;opportunità lavorativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Gianfranco Cappellari si è recentementa trasferito in Cina per lavorare presso un&#8217;azienda cinese.</h1>
<p><strong>Ecco la sua storia.</strong></p>
<p><strong>Che background accademico hai maturato in Italia?</strong></p>
<p>Ho un diploma di maturità tecnica, specificatamente in Informatica. In seguito ho frequentato per due anni il corso di Scienze Statistiche all&#8217;università di Padova, che ho abbandonato per seguire un&#8217;opportunità lavorativa che avevo trovato presso un&#8217;azienda del Vicentino.</p>
<p><strong>Come hai poi trovato il tuo primo lavoro in Italia e di cosa si trattava?</strong></p>
<p><strong> </strong>Il mio primo impiego stabile è stato presso un&#8217;azienda di Vicenza che produce sistemi di automazione industriale per il settore meccanotessile con la qualifica di sviluppatore software e lavoratore trasfertista. E&#8217; stata l&#8217;azienda stessa a contattarmi tramite una pratica che era in voga anni fa, quando le aziende erano in salute ed il lavoro non mancava, cioè consultando le liste dei diplomati nel mio anno e contattando le varie persone direttamente. Altri hanno risposto alla chiamata ed abbiamo fatto un piccolo stage, alla fine sono stato scelto io.</p>
<p><strong>Che opportunità all&#8217;interno dell&#8217;azienda ti hanno poi esposto all&#8217;estero?</strong></p>
<p>L&#8217;azienda lavorava, e lavora tuttora, nell&#8217;ambito dell&#8217;automazione industriale. Il segmento maggiore del suo mercato era all&#8217;estero, al tempo nei paesi Europei e negli Stati Uniti, e la mia qualifica richiedeva che io seguissi personalmente gli avviamenti dei sistemi di automazione che venivano venduti ai clienti. Essere all&#8217;estero era una parte integrante del mio lavoro, il 60%-70% del mio tempo nei primi 5-6 anni era completamente vissuto all&#8217;estero.</p>
<p><strong>Che professionalità ti ha permesso di sviluppare la posizione di Area Manager per l&#8217;Asia, Stati Uniti e Canada?</strong></p>
<p>Il passaggio ad Area Manager nella stessa azienda è stato un passaggio ad un lavoro completamente diverso. Dalle problematiche prettamente tecniche sono passato a delle tematiche molto diverse: il rapporto diretto e stretto con i clienti, la gestione delle aree geografiche intese come mercati per il prodotto da commercializzare, il frazionamento delle stesse aree in sottostrati, l&#8217;affidamento di ciascun sottostrato a degli agenti locali e la selezione e formazione degli stessi agenti locali. Ero responsabile di tutto questo e devo essere grato all&#8217;azienda che mi ha dato la possibilità di maturare in questo modo &#8216;totale&#8217;.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://cn.linkedin.com/pub/gianfranco-cappellari/19/675/285" data-format="inline"></script></p>
<p><strong>Come si è materializzato il salto verso la Cina?</strong></p>
<p>La <strong>Cina</strong> era una delle mie aree di competenza come Area Manager ed il mercato che a mio giudizio nascondeva ancora più potenziale.</p>
<p>Ho viaggiato per molti anni in moltissimi paesi ed in alcuni luoghi mi soffermato più che in altri, sempre seguendo il mio lavoro di Tecnico o successivamente di Area Manager.</p>
<p>Ho pressocchè vissuto 3 anni negli Stati Uniti, 1 anno tra Thailandia e Malesia ed a seguire molti altri posti. Moltissimi viaggi in <strong>Cina</strong>, prima nei paesi di campagna e poi nelle grandi città, Pechino e Shanghai.</p>
<p>Ho sempre apprezzato, a livello umano, le diversità che caratterizzano l&#8217;Asia dai paesi occidentali, alcune sono certamente più comprensibili di altre ma io mi sono sempre adattato.</p>
<p>Ad un certo punto della mia carriera mi è stata proposta un&#8217;offerta da una persona con la quale avevo già fatto affari in precedenza, e devo confessare che maturavo da anni il desiderio di fare parte di una realtà più internazionale, dove ci fosse ancora lo spazio per crescere, anche professionalmente.</p>
<p>E&#8217; stato quasi naturale per me accettare la proposta ed iniziare a parlare di trasferimento.</p>
<div id="attachment_7363" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/"><img class="size-medium wp-image-7363" title="Cina su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/Shanghai1-300x199.jpg" alt="Cina su Italiansinfuga" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Cina su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Prime impressioni sul mondo del lavoro in Cina?</strong></p>
<p>Io lavoro e vivo qui da prima dell&#8217;estate 2011. La mia prima impressione è che qui c&#8217;è sempre del <strong>lavoro</strong> da fare, tutti sono alla ricerca di un modo per crescere e decisamente non ci sono orari, tutti sono disposti ad adattarsi a cambiamenti improvvisi ed impegni che sorgono all&#8217;ultimo minuto.</p>
<p>Non ho mai incontrato un istante di incertezza nel mio team quando ho chiesto a qualcuno di viaggiare il giorno successivo, senza certezza di quando saremmo rientrati.</p>
<p>C&#8217;è anche molta diffidenza, specialmente nei confronti degli occidentali, che deve essere superata per poter iniziare a lavorare sul serio. Io sto cercando di superarla più con le azioni che con le parole, dimostrando che le regole che il mio team deve osservare valgono anche per me.</p>
<p>La <strong>Cina</strong>, come tutta l&#8217;Asia, è un luogo dove le formalità sono ancora molto importanti ed a volte gli occidentali ci camminano sopra, spesso incolpevoli, a volte consapevoli.</p>
<p><strong>Che opportunità esistono per chi lavora in un&#8217;azienda manufatturiera italiana e sta pensando alla Cina come destinazione dell&#8217;espatrio?<br />
</strong></p>
<p>Moltissime, ma bisogna farsi avanti. La lingua non è un requisito necessario, almeno per me non lo è stato. Resta chiaramente importantissimo apprendere almeno la lingua ufficiale e non i vari dialetti, ma quello che qui è richiesto è l&#8217;esperienza e la sensibilità nel <strong>lavoro</strong>, gli italiani posso dare molto alla <strong>Cina</strong> in questo senso.</p>
<p>C&#8217;è però una distinziona da fare:</p>
<p>a. lavorare per un&#8217;azienda italiana con sedi in <strong>Cina</strong><br />
b. lavorare per un&#8217;azienda Cinese.</p>
<p>Nel primo caso si ha una retribuzione molto più alta ma le possibilità di accedere a questi posti di lavoro sono un po&#8217; ristrette, almeno questa è stata la mia esperienza.</p>
<p>Se invece si sceglie la strada dell&#8217;azienda Cinese, si hanno più possibilità di trovare un&#8217;impiego e di entrare a stretto contatto con la cultura locale, poi una volta qui ci si può guardare in giro.</p>
<p>La retribuzione è un pò più bassa ma si possono negoziare degli altri benefits, tipo assicurazione medica di livello occidentale, alloggio minimo xxx mq, trasporti locali e 2-3 biglietti aerei per il ritorno in Italia all&#8217;anno a carico dell&#8217;azienda e altro ancora.</p>
<p>Se si mette tutto questo sul piatto le cose diventano più interessanti.</p>
<p>Io ho scelto la strada dell&#8217;azienda Cinese e sono molto soddisfatto però il tutto va al di là del &#8216;semplice&#8217; trattamento economico.</p>
<p>Se una persona non riesce ad accettare le diversità ed i controsensi che ci sono qui, alcuni dei quali molto forti, sconsiglio vivamente di fare questo passo. Per il resto, come ho detto all&#8217;inizio le opportunità sono molte ma sono molte anche persone che le ricercano, il suggerimento di &#8216;farsi avanti&#8217; vale qui come vale in Italia.</p>
<p><strong>Grazie Gianfranco e buon proseguimento in Cina!</strong></p>
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		<item>
		<title>Si può lavorare in Cina senza sapere una parola di mandarino</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/14/si-puo-lavorare-in-cina-senza-sapere-una-parola-di-mandarino/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 22:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[avazu]]></category>
		<category><![CDATA[media buyer]]></category>
		<category><![CDATA[shanghai]]></category>

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		<description><![CDATA[Simona Romeo si è appena trasferita in Cina senza sapere una parola di mandarino. Ecco come ha fatto. Il tuo background accademico è formato da diverse esperienze di studio di materie linguistiche all&#8217;estero, che vantaggi offre lo studio all&#8217;estero piuttosto che in Italia? Lo studio in Italia dà un&#8217;eccellente preparazione teorica ma è assolutamente carente da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Simona Romeo si è appena trasferita in Cina senza sapere una parola di mandarino. Ecco come ha fatto.</h1>
<p><strong>Il tuo background accademico è formato da diverse esperienze di studio di materie linguistiche all&#8217;estero, che vantaggi offre lo studio all&#8217;estero piuttosto che in Italia? </strong></p>
<p>Lo studio in Italia dà un&#8217;eccellente preparazione teorica ma è assolutamente carente da un punto di visto pratico. Lasciando perdere l&#8217;apertura mentale che mi hanno dato le diverse esperienze all&#8217;estero, ciò che ho imparato per esempio durante il mio master sono state le abilità di presentare un progetto, le cosiddette &#8220;presentation skills&#8221; e il lavoro di gruppo, cose che si sono rivelate decisamente utili nel mio lavoro.</p>
<p><strong>Perché poi il Master presso la <a title="Master Hult International Business School" href="http://www.hult.edu/" target="_blank">Hult International Business School</a>?</strong></p>
<p>Ho frequentato il master in relazioni internazionali presso la sede di Londra, ed un trimestre nella sede di Shanghai. Ciò che cercavo dopo la laurea triennale, era un&#8217;esperienze il più internazionale e pratica possibile. Sicuramente la Hult, soprattutto con la possibilità di frequentare in diversi campus, il corpo studentesco composto da tante diverse nazionalità, era la scelta migliore secondo le mie esigenze.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://cn.linkedin.com/pub/simona-romeo/17/61b/63a" data-format="inline"></script></p>
<p><strong>Puoi darci un&#8217;idea dei vantaggi del conseguimento di tale Master e dei costi associati? </strong></p>
<p>I costi sono alti, è innegabile. Io ho avuto l&#8217;enorme fortuna di essere supportata dalla mia famiglia, ma un buon 60% dei miei colleghi avevano chiesto dei prestiti. Ormai tutti hanno un master, e più passa il tempo, più aumenta la competizione.</p>
<p>Un master è un titolo, io lo sceglierei in base a quello che posso realmente apprendere ma, a meno che non si tratti di master costosissimi in università da Ivy League dove sicuramente il nome conta, penso che sia un occasione per migliorare le proprie conoscenze ma tocca a ciascuno sfruttarla a dovere.</p>
<p>Un master, specialmente oggi, non assicura un posto di lavoro. Bisogna sempre darsi da fare.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7227" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/"><img class="size-medium wp-image-7227" title="Cina su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/Shanghai-300x199.jpg" alt="Cina su Italiansinfuga" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Cina su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Come hai poi trovato lavoro presso <a title="Avazu Shanghai" href="http://www.avazudsp.net/" target="_blank">Avazu Inc</a> a Shanghai? </strong></p>
<p>Ho concluso il master ad agosto ma era da gennaio che facevo domande non stop. Per quanto riguarda Avazu, ho trovato questa posizione tramite il career portal della mia Università in Italia. Mi hanno contattato le risorse umane chiedendomi di rispondere ad alcune domande via mail, alle quali sono seguiti due colloqui via skype con i responsabili dei due principali. Dopo due giorni dall&#8217;ultimo colloquio, ho ricevuto una mail con &#8220;the good news&#8221; e un mese dopo ero a Shanghai.</p>
<p><strong>Ci descrivi la ditta e le tue mansioni? </strong></p>
<p>Avazu è un ad network che opera in scala globale con campagne audience targeting e retargeting, specialmente mediabuying e campagne display. Io al momento sono in un contratto di formazione pagato per un anno, al quale segue al 99% un contratto a tempo indeterminato. Mi occupo delle campagne di branding per il mercato italiano, ovvero stabilisco e mantengo i contatti con i possibili clienti fino a raggiungere un accordo, continuando con l&#8217;implementazione e l&#8217;analisi della performance.</p>
<p><strong>E&#8217; possibile lavorare in Cina senza avere una grande conoscenza del mandarino? </strong></p>
<p>Assolutamente sì. Io mi sono laureata in russo e non parlavo una parola di cinese quando sono arrivata. Diciamo che ci si fa capire, ovviamente frequentare una scuola almeno per avere le nozioni base è decisamente consigliato, ma con l&#8217;inglese (e tanta pazienza) si sopravvive tranquillamente.</p>
<p><strong>Com&#8217;è la vita quotidiana per un&#8217;occidentale in Cina? </strong></p>
<p>Voglio precisare che io vivo a <strong>Shanghai</strong>, che non si può considerare propriamente <strong>Cina</strong>, è molto più occidentalizzata e la vita da &#8220;expat&#8221; è, a mio parere, estremamente comoda. La comunità di stranieri è molto ben connessa, i locali e i servizi non mancano, ci sono delle zone dove non sembra nemmeno di stare in<strong> Cina</strong>, con ristoranti, bar, negozi (e ovviamente prezzi) occidentali. Anche se, in genere, il costo della vita è molto più basso rispetto all&#8217;Europa, e con questa scusa si tende a spendere di più :-)</p>
<p><strong>Tre consigli pratici per chi sogna di andare a lavorare in Cina&#8230;&#8230; </strong></p>
<ol>
<li>Siate aperti alla loro cultura, è semplicemente diversa ma una volta superato lo shock iniziale dovuto ad abitudini completamente diverse, cibo e alle difficoltà linguistiche, si può solamente apprezzarla.</li>
<li>Imparate qualche parola di cinese, anche se non riuscirete a dire granchè apprezzeranno lo sforzo!</li>
<li>E&#8217; normale cercare &#8220;l&#8217;italiano&#8221; o qualcuno che sia simile alla propria cultura, specialmente all&#8217;inizio (e io ne sono un esempio) ma vivere in <strong>Cina</strong> facendo &#8220;solo&#8221; la vita da occidentale, non ha molto senso&#8230;siamo in pieno secolo Cinese, esplorate!</li>
</ol>
<p><strong>Grazie Simona e buon proseguimento!</strong></p>
<p><!--<br />
div.cjjobbox{</p>
<p>width: 345px ;<br />
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}<br />
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}<br />
--></p>
<div class="cjjobbox">
<div style="text-align: center; padding: 5px;">
<p><a href="http://www.careerjet.cn/italian工作/上海市-84110.html">Lavoro per italiani a Shanghai, Cina</a></p>
</div>
<p><script src="http://www.careerjet.com.au/partners/jsjobbox.html?s=italian&amp;l=Shanghai&amp;n=5&amp;lid=84110&amp;nfr=1&amp;ntt=1&amp;affid=d4af8adb62bfd25c1fa895e81bce7cc0" type="text/javascript">
</script></p>
<div style="text-align: center; padding-top: 8px; padding-bottom: 5px;"><a href="http://www.careerjet.com.au/" target="_blank">Careerjet, the search engine for jobs</a></div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Abbiate altro oltre al mandarino per trovare lavoro in Cina</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/10/abbiate-altro-oltre-al-mandarino-per-trovare-lavoro-in-cina/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 08:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[interprete]]></category>
		<category><![CDATA[mandarino]]></category>
		<category><![CDATA[shanghai]]></category>

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		<description><![CDATA[Marianna Drago ha maturato un percorso di studi che l&#8217;ha portata in Cina agli albori del recent boom. Dopo alcuni anni di lavoro in Italia ha deciso di tornare in Cina ed oggi lavora a Shanghai. Cosa hai studiato a Cà Foscari? Mi sono laureata alla Cà Foscari in Lisao nel 2006 (Lingue ed Istituzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Marianna Drago ha maturato un percorso di studi che l&#8217;ha portata in Cina agli albori del recent boom. Dopo alcuni anni di lavoro in Italia ha deciso di tornare in Cina ed oggi lavora a Shanghai.</h1>
<p><strong>Cosa hai studiato a Cà Foscari?</strong></p>
<p>Mi sono laureata alla Cà Foscari in Lisao nel 2006 (Lingue ed Istituzioni Giuridiche ed Economiche dell&#8217;Asia Orientale, un nome lunghissimo!). Per farla più semplice ho iniziato studiando storia, filosofia e cultura cinese e poi ho scelto di continuare gli studi con un approccio più economico che culturale.</p>
<p>Quando ho iniziato io l&#8217;Università, non c&#8217;era ancora tutto il vociferare sul boom economico della <strong>Cina</strong>, ho iniziato perché guidata dalla passione per i viaggi e incuriosita da una cultura così lontana e diversa dalla nostra.</p>
<p>All&#8217;inizio non eravamo nemmeno un centinaio di iscritti e di anno in anno il numero si è ridotto, era ancora un percorso di studi per pochi e spesso per persone piuttosto stravaganti.</p>
<p><strong>Ci descrivi il periodo passato alla Dalian University?</strong></p>
<p>Al terzo anno di studi l&#8217;Università di Lingue Orientali di CàFoscari offre la possibilità di fare uno scambio con 3 Università in <strong>Cina</strong> scegliendo tra Dalian, <strong>Shanghai</strong> e Pechino.</p>
<p>È possibile seguire lezioni di <strong>cinese</strong> con insegnanti madrelingua sostenendo un esame alla fine dei corsi che viene riconosciuto dalla CàFoscari. Devo dire che questa è un iniziativa davvero interessante e molto utile al percorso di studi.</p>
<p>La prima volta in <strong>Cina</strong> è stata davvero emozionante, un&#8217;esperienza indimenticabile sia perché vissuta con dei compagni di corso fantastici (due ragazze sono tutt&#8217;oggi, quindi da quasi 10 anni, le mie migliori amiche) sia perché considero fondamentale proprio durante gli studi andare a scoprire chi e cosa stiamo studiando.</p>
<p>Appena arrivati è stata un pò dura e avevamo difficoltà con la pronuncia mai effettivamente &#8220;testata&#8221; prima.</p>
<p>Ricordo la prima volta che ho parlato ad un ragazzo cinese, gli ho chiesto: &#8220;Ni jiao shenme mingzi&#8221;? = come ti chiami? ho pronunciato male il &#8220;jiao&#8221; e un altro ragazzino accanto mi ha preso in giro mostrandomi il piede (jiao ma con un accento diverso)..ho riso anche io e devo dire che poi non l&#8217;ho più sbagliato!</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://cn.linkedin.com/pub/marianna-drago/5/35a/262" data-format="inline"></script></p>
<p><strong>Che opportunità di lavoro hai trovato in Italia grazie alla conoscenza del mandarino? </strong></p>
<p>Prima di tutto ci terrei a sottolineare che non si trova lavoro grazie alla conoscenza del <strong>mandarino</strong>, nessuno bussa alla tua porta offrendoti un lavoro perché sai il cinese, ma grazie all&#8217;intraprendenza e alla capacità di mettersi in gioco e reinventarsi che non è ne facile ne scontata.</p>
<p>È vero che uscendo dall&#8217;Università ed entrando nel mondo reale questo discorso vale un pò per tutti ma forse e soprattutto al giorno d&#8217;oggi, un neo laureato in ingegneria ha un percorso più definito davanti a se rispetto ad un neo laureato in lingue orientali.</p>
<p>Uscire dall&#8217;università è stato un pò uno shock come anche i primi colloqui, laureata in lingue orientali, sai il <strong>cinese</strong>..e poi?</p>
<p><strong>Mi sono subito purtroppo resa conto di avere &#8220;l&#8217;optional&#8221; ma di mancare di conoscenze &#8220;basic&#8221; più solide.</strong></p>
<p>Non avendo un profilo specifico non ero riconoscibile in una professione specifica, non appartenevo ad alcuna categoria se non quella dell&#8217;interprete.</p>
<p>Ho dovuto richiedermi cosa volevo fare da grande e mi sono costruita da sola un percorso che mi ha portato ad oggi.</p>
<p>È importante essere intraprendenti ma è scandaloso che in Italia non ci sia alcun link tra Università e mondo del lavoro.</p>
<div id="attachment_7190" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/"><img class="size-medium wp-image-7190" title="Cina su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/calligrafo2-300x199.jpg" alt="Cina su Italiansinfuga" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Cina su Italiansinfuga</p></div>
<p>Ad ogni modo ho iniziato, come fanno un pò tutti i sinologi, a lavorare come interprete nelle fiere o per i privati ma non è un lavoro che potevo fare per molto per diverse ragioni. Fare l&#8217;interprete di solito non è un lavoro costante, possono esserci più fiere in un mese o nulla per un paio di mesi e poi non era questo il futuro che cercavo.</p>
<p>Sono tornata in <strong>Cina</strong> per uno stage di 6 mesi e successivamente sono tornata a Milano dove ho trovato lavoro a Mediaset, devo dire anche un pò per fortuna, mai &#8220;aiuti&#8221; ma fortuna.</p>
<p>All&#8217;inizio cercavano un interprete e poi grazie a questa prima collaborazione sono riuscita a fare una bella impressione e mi hanno proposto di restare dandomi cosi la possibilità di imparare altro oltre al <strong>cinese</strong>.</p>
<p>Dopo quasi due anni a Milano, ho scelto di ritornare in <strong>Cina</strong> per diverse ragioni personali e stanca del malcontento che si respirava in Italia.</p>
<p>A <strong>Shanghai</strong> nel 2010 ho avuto l&#8217;occasione di lavorare per il Padiglione Italiano all&#8217;expo di <strong>Shanghai</strong> dopo aver superato diversi colloqui, quindi un pò per scelta un pò per destino ho trovato il mio percorso e ho iniziato a delineare il mio profilo che sempre più si avvicinava alla comunicazione ed organizzazione di eventi.</p>
<p><strong>Come sei poi riuscita a trovare l&#8217;opportunità per andare a lavorare in Cina? </strong></p>
<p>Ancora una volta direi per testardaggine, determinazione e un pò di fortuna.</p>
<p>Cercavo annunci in tutti i siti ogni giorno, chiamavo diverse aziende o contatti per chiedere se c&#8217;erano posizioni libere, parlavo con più persone possibili (il passa parola in Italia funziona meglio di qualsiasi sito) partecipavo quando possibile a networking o conferenze.</p>
<p>E anche un pò di fortuna mi ha aiutato, ho inviato una mail e sono riuscita a fissare un primo colloquio per l&#8217;expo l&#8217;ultimo giorno in cui il responsabile di allora era a Milano, dove io vivevo, prima che partisse per la <strong>Cina</strong>.</p>
<p><strong>Cosa fai adesso?</strong></p>
<p>Dopo aver lavorato per cinesi ed italiani in Italia e in <strong>Cina</strong> ho deciso di “passare oltralpe” e ora sto lavorando per un&#8217;azienda francese nell&#8217;organizzazione di eventi.</p>
<p>Non voglio generalizzare, anche perché mi baso su quest&#8217; unica esperienza, ma devo ammettere che sono davvero professionali, organizzati e strutturati, caratteristiche che ho l&#8217;impressione noi italiani abbiamo un po’ perso.</p>
<p>Soprattutto qui in <strong>Cina</strong> ed in particolare a <strong>Shanghai</strong> i francesi sanno fare sistema cosa che noi purtroppo non sappiamo fare altrettanto bene. Non sto certo denigrando gli italiani a favore dei francesi, noi abbiamo grandi potenzialità come popolo ma ci siamo persi e dovremmo finalmente capirlo e lavorare duro per rimettersi in carreggiata adattandoci al mondo di oggi che in seguito ai cambiamenti economici mondiali ha bisogno di risposte diverse.</p>
<p><strong>Ci descrivi il mondo del lavoro di tutti i giorni per un&#8217;occidentale in Cina rispetto al mondo del lavoro in Italia?</strong></p>
<p>Più duro, più entusiasmante, più vario, più challenging, un po&#8217; più redditizio, più giovane.</p>
<p>In <strong>Cina</strong> un occidentale lavora duro e tanto, lasciate perdere il luogo comune che i cinesi lavorano tantissimo, i cinesi non per demerito ma per un percorso storico culturale diverso sono di solito più lenti.</p>
<p>Di conseguenza, di solito, l&#8217;occidentale qui è responsabile per il proprio e per il loro lavoro cosa che ci permette di raggiungere ruoli di responsabilità più facilmente ma che raddoppia anche il carico di lavoro.</p>
<p>Spesso poi, lavorando con l&#8217;Europa si è svantaggiati dal fuso orario e non è raro ricevere telefonate di lavoro anche alle 11 di sera.</p>
<p>Quindi chiarito che non è una passeggiata posso dirvi che personalmente lo considero molto più entusiasmante che in Europa, qui il mercato gira parecchio e si respirano cambiamenti, opportunità ed energia continui.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi sta pensando alla Cina come destinazione per l&#8217;espatrio? </strong></p>
<p>Ogni esperienza è a se, c&#8217;è chi in Europa ha un lavoro fantastico e ben pagato e giustamente non ci pensa nemmeno a venire qui e chi come tanti miei amici o ex colleghi non trova lavoro se non in settori magari per loro non interessanti e a mille o poco più euro al mese.</p>
<p>Il mio consiglio è prima di tutto di pensarci bene, non è il mondo dei balocchi quindi non credo si debba venire qui quasi per disperazione perché non si sa che altro fare.</p>
<p>Ovviamente come anche io stessa ho imparato con l&#8217;esperienza bisogna prima capire come &#8220;vendersi&#8221; e cosa abbiamo da offrire.</p>
<p>Una figura specifica come un ingegnere meccanico che porti il know how di cui ora hanno bisogno trova lavoro molto facilmente.</p>
<p>Al contrario una figura generica come il laureato in lingue orientali ha più difficoltà, anche se può forse avere più fortuna che in Italia. Insomma le opportunità ci sono e molte più che in Italia ma le regole del mercato sono sempre quelle.</p>
<p>Uno stage si trova facilmente e c&#8217;è da dire che in effetti ha piu senso farlo qui, un lavoro lo si trova se si sa fare qualcosa di specifico o se ci si vende bene. (Da ricordare che per avere un <strong>visto lavoro per la Cina</strong> si devono avere due anni di esperienza in Italia).</p>
<p>Come ultima cosa posso dire che essendo un po&#8217; una giramondo non mi sento particolarmente legata all&#8217;Italia e credo dopo la<strong> Cina</strong> di poter provare a vivere anche in altri paesi ma sono pur sempre Italiana e mi piacerebbe poter almeno considerare la scelta di vivere nel mio paese dopo un&#8217;esperienza all&#8217;estero.</p>
<p>L&#8217;Italia è uno dei paesi più belli che abbia mai visto, la storia, i sapori, le tradizioni.. non si trovano in queste città fatte alla fine di business, luci e superficialità, peccato ora non sia considerabile viverci.</p>
<p><strong>Grazie Marianna e buon proseguimento!</strong></p>
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		<title>Numero annunci di lavoro in Asia in forte crescita</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 00:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del Sud]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Robert Walters Asia Job Index è un indice che fornisce informazioni sull&#8217;andamento del mercato del lavoro in Asia. Lanciato nel secondo trimestre del 2008, l&#8217;indice copre i mercati del lavoro della Cina, Hong Kong, Giappone, Corea del Sud, Malesia e Singapore. Una lettura dell&#8217;indice può aiutare a capire quali mercati del lavoro possano offrire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il <a title="Robert Walters Asia Job Index" href="http://www.asiajobindex.com/" target="_blank">Robert Walters Asia Job Index</a> è un indice che fornisce informazioni sull&#8217;andamento del mercato del lavoro in Asia.</h1>
<p>Lanciato nel secondo trimestre del 2008, l&#8217;indice copre i mercati del <strong>lavoro</strong> della <a title="Cina" href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/" target="_blank"><strong>Cina</strong></a>, Hong Kong, <a title="Giappone" href="http://www.italiansinfuga.com/category/giappone/" target="_blank"><strong>Giappone</strong></a>, <a title="Corea del Sud" href="http://www.italiansinfuga.com/category/corea-del-sud/" target="_blank"><strong>Corea del Sud</strong></a>, <a title="Malesia" href="http://www.italiansinfuga.com/category/malesia/" target="_blank"><strong>Malesia</strong></a> e <a title="Singapore" href="http://www.italiansinfuga.com/category/singapore/" target="_blank"><strong>Singapore</strong></a>.</p>
<p>Una lettura dell&#8217;indice può aiutare a capire quali mercati del lavoro possano offrire le migliori opportunità di <strong>lavoro</strong> in <strong>Asia</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;ultima edizione, relativa al secondo semestre 2011, viene messa in evidenza una crescita del 48% del <strong>numero di annunci di lavoro in Asia</strong>.</p>
<div id="attachment_7092" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/"><img class="size-medium wp-image-7092" title="Cina su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/calligrafo1-300x199.jpg" alt="Cina su Italiansinfuga" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Cina su Italiansinfuga</p></div>
<p>Questa crescita è guidata principalmente dal comportamento del mercato del <strong>lavoro in Cina </strong>che ha visto un aumento degli <strong>annunci di lavoro</strong> nel secondo trimestre 2011 del 45% rispetto al 2010.</p>
<p>Questa crescita è un risultato della forte domanda di professionisti da parte del settore della gestione di proprietà immobiliari.</p>
<p>In <strong>Malesia</strong>, il mercato del lavoro è in forte crescita grazie ad ditte internazionali che aprono filiali nel Paese con l&#8217;intenzione di approfittare del potenziale di crescita della nazione.</p>
<p>Per quello che riguarda <strong>Singapore</strong>, una fiducia del consumatore in aumento ha prodotto una maggiore domanda per professionisti che operano nel settore della vendita al dettaglio.</p>
<p>Il mercato del lavoro in <strong>Giappone</strong> ha risentito dell&#8217;effetto tsunami con una contrazione del numero di annunci di lavoro del 7,3% durante il secondo trimestre 2011 rispetto al primo trimestre.</p>
<p>Se <a href="http://www.asiajobindex.com/downloads/asia-job-index/2011/Robert-Walters-ASIA-JOB-INDEX-Q2-2011.pdf" target="_blank"><strong>scaricate il report</strong></a>, potete leggere più in dettaglio il numero di annunci di <strong>lavoro</strong> all&#8217;interno dei vari settori per tutti i paesi menzionati. Potrete quindi capire la domanda per professionisti del settore IT piuttosto che per ingegneri o per persone che lavorano nel settore pubblicità.</p>
<p>Potrete inoltre leggere i commenti dei vari responsabili del report su specifici mercati del lavoro nazionali.</p>
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		<title>Borse di studio per studiare in Cina</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 01:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studio]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[borse di studio]]></category>
		<category><![CDATA[cinese]]></category>
		<category><![CDATA[csc]]></category>

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		<description><![CDATA[Il China Scholarship Council (CSC) è un&#8217;organizzazione senza scopo di lucro associata al ministero dell&#8217;istruzione cinese. Il suo obiettivo è quello di fornire assistenza finanziaria a cittadini cinesi che vogliono studiare all&#8217;estero e, più pertinente per voi, a cittadini stranieri che vogliono studiare in Cina. Questo nell&#8217;ottica, secondo il sito del CSC, dello sviluppo degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il China Scholarship Council (CSC) è un&#8217;organizzazione senza scopo di lucro associata al ministero dell&#8217;istruzione cinese. Il suo obiettivo è quello di fornire assistenza finanziaria a cittadini cinesi che vogliono studiare all&#8217;estero e, più pertinente per voi, a cittadini stranieri che vogliono studiare in Cina.</h1>
<p>Questo nell&#8217;ottica, secondo il <a title="China Scholarship Council" href="http://en.csc.edu.cn/Default.aspx" target="_blank"><strong>sito</strong></a> del CSC, dello sviluppo degli scambi culturali ed economici tra la <a title="Cina su Italiansinfuga" href="http://www.italiansinfuga.com/category/cina/" target="_blank">Cina</a> e le altre nazioni, in modo da rafforzare i legami tra i cinesi e gli altri popoli.</p>
<p>Il CSC è finanziato principalmente dagli Stati cinesi che usano i fondi relativi ai programmi di borse di studio.</p>
<p>Il suo ruolo è quello di gestire i programmi di studio e gli scambi culturali in modo che i fondi vengano utilizzati nel modo migliore.</p>
<p>Il programma di <strong>borse di studio</strong> del governo cinese (<strong>Chinese Government Scholarship</strong> program) è creato dal ministero dell&#8217;istruzione della <strong>Cina</strong> ed ha lo scopo di fornire <strong>borse di studio</strong> parziali o totali a studenti internazionali. Il ministero dell&#8217;istruzione affida la gestione del programma al China Scholarship Council.</p>
<p>Esistono diversi tipi di studio:</p>
<p><strong>Laurea</strong></p>
<p>durata del programma: quattro-cinque anni</p>
<p>durata dei corsi di lingua cinese: uno-due anni</p>
<p>durata della borsa di studio: quattro-sette anni</p>
<p><strong>Master</strong></p>
<p>durata del programma: due-tre anni</p>
<p>durata dei corsi di lingua cinese: uno-due anni</p>
<p>durata della borsa di studio: due-cinque anni</p>
<p><strong>Dottorato</strong></p>
<p>durata del programma: tre-quattro anni</p>
<p>durata dei corsi di lingua cinese: uno-due anni</p>
<p>durata della borsa di studio: tre-sei anni</p>
<p><strong>Corsi di lingua cinese</strong></p>
<p>durata del programma: uno-due anni</p>
<p>durata della borsa di studio: fino a due anni</p>
<p>Tutti i corsi di laurea per studenti internazionali sono insegnati in cinese. Tutti i facenti domanda senza alcuna conoscenza della lingua cinese sono obbligati a seguire corsi di preparazione per uno o due anni prima di iniziare a studiare il corso di laurea. Inoltre essi devono superare esami che attestino che siano in grado di comprendere la lingua cinese.</p>
<p>Gli studenti devono completare i loro studi nel tempo stabilito dalla loro <strong>borsa di studio</strong>. In principio non vengono considerate estensioni a tal periodo.</p>
<p>Per fare domanda, si devono contattare le missioni diplomatiche cinesi nel paese di residenza oppure l&#8217;<a title="Ambasciata Italiana in Cina" href="http://www.ambpechino.esteri.it/Ambasciata_Pechino" target="_blank">ambasciata italiana in Cina</a>. Le domande devono essere sottomesse tra gennaio e aprile di ogni anno.</p>
<div id="attachment_4924" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/05/chinese-students.jpg"><img class="size-full wp-image-4924" title="Borse di studio per studiare in Cina" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/05/chinese-students.jpg" alt="Borse di studio per studiare in Cina" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Borse di studio per studiare in Cina</p></div>
<p style="text-align: center;">Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/hygienematters/">SCA Svenska Cellulosa Aktiebolaget</a> su Flickr</p>
<p>I facenti domanda devono essere cittadini non cinesi ed essere in buone condizioni di salute.</p>
<p>Per quello che riguarda i titoli di istruzione e limiti d&#8217;età:</p>
<ul>
<li>per i corsi di laurea, i facenti domanda devono avere un diploma di scuola superiore con buoni voti ed essere sotto i 25 anni di età</li>
<li>per i master, bisogna avere una laurea ed essere sotto i 35 anni di età</li>
<li>per il dottorato, bisogna avere un master ed essere sotto i 40 anni di età</li>
<li>per i corsi di lingua cinese bisogna avere un titolo di scuola superiore ed essere sotto 35 anni di età. In questi corsi si studia solo il cinese.</li>
</ul>
<p><strong>Valore della borsa di studio</strong></p>
<p>La <strong>borsa di studio</strong> copre le tasse di iscrizione, insegnamento, uso dei laboratori per esperimenti, internship, materiale didattico, alloggio in collegio sul campus.</p>
<p>Essa fornisce inoltre le seguenti somme di danaro mensili per coprire il costo della vita:</p>
<ul>
<li>studenti di laurea e corsi di lingua cinese: 1400 Yuan (attualmente circa € 153)</li>
<li>studenti di master: 1700 Yuan (attualmente circa € 186)</li>
<li>studenti di dottorato: 2000 Yuan (attualmente circa € 219)</li>
</ul>
<p>Da notare che le spese di viaggio da e verso la <strong>Cina</strong> sono a carico dello studente.</p>
<p>Gli studenti appena arrivati ricevono anche una cifra di denaro all&#8217;arrivo in <strong>Cina</strong> che corrisponde a 1000 Yuan per chi studierà in <strong>Cina</strong> per meno di un anno e 1500 Yuan per chi studierà in Cina per minimo un anno.</p>
<p>Per fare domanda per una <strong>Chinese Government Scholarship</strong> dovete visitare questa <a title="Fare domanda per borsa di studio per studiare in Cina" href="http://laihua.csc.edu.cn" target="_blank"><strong>pagina</strong></a>.</p>
<p>Una volta inseriti i dati richiesti on-line, potete poi stampare il tutto ed allegare vari documenti richiesti a seconda delle vostre circostanze.</p>
<p>Ad esempio che potrebbe essere richiesto di allegare una copia autenticata del diploma di scuola superiore tradotta in cinese o inglese.</p>
<p>Per ulteriori informazioni su cosa dovete allegare visitate questa <a title="Ulteriori informazioni su come fare domanda per una borsa di studio per studiare in Cina." href="http://en.csc.edu.cn/Laihua/4acd2f2e7d2d454ab1af1233ad4fc7b5.shtml" target="_blank"><strong>pagina</strong></a>.</p>
<p>Per quello che riguarda cosa studiare, i facenti domanda possono esprimere una preferenza per un programma accademico e tre istituzioni accademiche. Queste ultime si trovano su questa <a title="Dove studiare con una borsa di studio per studiare in Cina" href="http://en.csc.edu.cn/Laihua/Search.aspx" target="_blank"><strong>pagina</strong></a>.</p>
<p>Il CSC notifica del successo o meno della domanda entro il 31 luglio.</p>
<p>Per ulteriori informazioni visitate il sito del <a title="China Scholarship Council" href="http://en.csc.edu.cn/Default.aspx" target="_blank"><strong>China Scholarship Council</strong></a>.</p>
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