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Come avere successo nell’età del lavoratore solitario

Il mondo del lavoro all’estero sta cambiando notevolmente ed è quindi consigliabile tenersi al corrente di tutti gli sviluppi se state pensando di emigrare ed avete in mente una tipologia di lavoro che magari non esisterà tra cinque o dieci anni.

Questi cambiamenti stanno avendo un impatto notevole soprattutto sul mondo del lavoro anglosassone in particolare in quanto esiste un serbatoio di manodopera virtuale che parla l’inglese in India. Tantissime funzioni lavorative espletate da madrelingua negli Stati Uniti, Canada, Australia e Regno Unito vengono adesso espletate da lavoratori in India che grazie alle tecnologie di telecomunicazione riescono a svolgere lo stesso lavoro ma guadagnano molto meno, riducendo i costi per le aziende.

Il Wall Street Journal ci fornisce una panoramica del mondo del lavoro futuro particolare concentrandosi sul mondo del lavoro indipendente e solitario.

Il numero di americani che lavorano come consulenti o free-lance è aumentato enormemente dalla fine degli anni 80. Oggi intorno al 20-23% dei lavoratori americani sono consulenti, free-lance o lavorano contratto. Le previsioni sono che questo numero sia destinato a salire.

In pratica un lavoratore su quattro sta lavorando senza le sicurezze di impiego del passato. Un grandissimo numero di persone sono passate da impieghi a tempo pieno e con contratti a tempo indeterminato ad una carriera che va di progetto in progetto.

Bisogna inoltre chiarire che questo cambiamento non è del tutto negativo. Ci sono molti consulenti e free-lancers che stanno avendo molto successo, guadagnano bene e sono in pieno controllo della propria carriera lavorativa.

Ma come prepararsi al futuro del mondo del lavoro in luce di questi cambiamenti?

Pensate a lungo termine

Tanti consulenti e free-lancers cadono nella trappola di pensare che la propria situazione sia solo temporanea. Per alcuni il futuro si rivelerà tale ma per la maggior parte l’incertezza si protrarrà nel futuro. Il segreto sta quindi nel prepararsi per una maratona, non per uno sprint.

La realtà è che molti sono cresciuti nei primi anni di carriera lavorando dalle nove alle cinque, in lavori di tipo tradizionale, per cui la prospettiva del resto della carriera come consulente fa paura.

Il cambio di mentalità è necessario per essere proattivi nel cercare clienti e progetti e creare una strategia di procacciamento lavoro a lungo termine.

Il lavoro solitario molto probabilmente sarà il vostro futuro, non una fase temporanea.

I consulenti di maggiore successo offrono una competenza tecnica che è troppo dispendiosa o usata poco frequentemente da essere giustificabile come risorsa interna per l’azienda. Dovete fare quindi in modo che il vostro livello di competenza tecnica rimanga all’avanguardia.

Spesso questo è possibile andando a fare corsi di addestramento. I consulenti di maggiore successo però aggiungono un altro aspetto al proprio curriculum professionale: insegnano.

Non importa se sia presso un’università, associazioni manufatturiere o altro, il fatto di insegnare offre molti vantaggi per i consulenti.

Innanzitutto si fornirà un salario, spesso piccolo ma meglio di niente. In secondo luogo è un modo di crearsi un network di conoscenze perché spesso gli studenti possono diventare clienti o fornire clienti. Terzo, l’insegnamento è ben visto su un curriculum, dando all’insegnante qualcosa che lo distingue dal resto dei candidati per certi lavori o progetti. In ultimo, insegnare vi obbliga a tenervi aggiornati sulle ultime per quello che riguarda il vostro campo di competenza.

Unitevi ad un network

Il lavoro in solitario non significa che dobbiate essere da soli costantemente. I consulenti di maggiore successo fanno parte di un network o di una comunità di consulenti. Questi sono un importante sorgente di nuovi clienti ed inoltre i consulenti possono unire le forze per rispondere alle richieste di particolari progetti.

Createvi il vostro spazio lavorativo

I consulenti di maggior successo sostengono che avere un ufficio separato all’interno della casa è vitale. Per proiettare un’immagine professionale fate in modo di non avere il figlioletto di due anni che grida o la televisione accesa come sottofondo. La maggior parte dei free-lance hanno uno spazio nella loro casa che usano solamente per lavoro.

Altri usano uffici creati appositamente per free-lance dove possono affittare un ufficio o una postazione per il computer anche per un solo giorno. Ciò aiuta a concentrarsi sul lavoro e forniscono un ambiente di tipo lavorativo che tanti consulenti preferiscono.

Pensate come un imprenditore

La caratteristica principale che contraddistingue i consulenti il successo è l’abilità di pensare come un imprenditore.

Troppo spesso i consulenti vanno da progetto progetto senza avere un ‘business plan’ o una strategia a lungo termine. Con questi ultimi i consulenti di successo riescono a definire molto più precisamente il tipo di lavoro che vogliono fare e, soprattutto, il tipo di lavoro che non vogliono fare.

Invece di accettare qualsiasi lavoro o progetto, a volte bisogna avere il coraggio di dire no perché il progetto non fa parte della strategia a lungo termine. La soluzione sta nel raccomandare un membro del proprio network per svolgere tale lavoro in modo da soddisfare sia il potenziale datore di lavoro che un “collega” che può ricambiare il favore in futuro.

In ultimo, fate in modo di organizzare il vostro business in modo professionale. Utilizzate pacchetti software per organizzare spese, tasse e finanziamenti. Create tutto con il vostro obiettivo finale in mente.

Insomma arrivando dall’Italia ed aspettandovi di trovare un lavoro a tempo pieno e indeterminato, rischiate di non essere in sintonia con un mercato del lavoro che si sta muovendo a velocità fenomenale. Mantenetevi al passo con questi cambiamenti ed il futuro sarà molto più roseo!

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Il problema più grande del Canada è trovare lavoratori

Il primo ministro canadese Stephen Harper ha dichiarato che il problema numero uno per l’economia del Canada è il fatto che non ci siano abbastanza lavoratori per rimpiazzare quelli che stanno per andare in pensione.

Secondo il Primo Ministro entro un decennio o due non ci saranno semplicemente abbastanza lavoratori per il Canada.

Nonostante le ultime notizie relative alle difficoltà dell’economia canadese, in modo particolare per qule che riguarda settore manufatturiero, il primo ministro e il suo governo stanno facendo fatica a trovare modi di migliorare i programmi di addestramento e di aumentare l’immigrazione per trovare più lavoratori in modo da evitare quello che alcuni esperti definiscono una “bomba economica ad orologeria”.

Che il Canada stia andando verso un grande problema sembra inevitabile. Durante gli ultimi 50 anni, la forza lavoro del Canada crebbe del duecento percento. Quella crescita fu responsabile per l’incremento degli standard di vita e per la creazione della ricchezza sia pubblica che privata della quale la nazione sta adesso beneficiando.

“La situazione demografica ci sta creando problemi” sostiene Monte Solberg, il Ministro per le Risorse Umane, “i baby boomers stanno per andare in pensione e il basso tasso di natalità significa che la domanda per la forza lavoro presto supererà l’offerta.”

Già adesso, più dell’80% dei Canadesi in età lavorativa ha un lavoro, un record mai raggiunto prima.

Solberg fornisce le seguenti cifre:

  • il British Columbia avrà bisogno di 350.000 lavoratori extra nei prossimi 12 anni
  • l’Alberta avrà bisogno di 100.000 lavoratori nei prossimi 10 anni
  • l’Ontario avrà bisogno di 560.000 lavoratori entro il 2030
  • il Quebec offrirà la 1.300.000 posizioni di lavoro entro il 2016

“Abbiamo una mancanza cronica di lavoratori in ogni regione del Canada” dice Solberg “anche in settori con un tasso di disoccupazione alto, abbiamo troppo pochi lavoratori capaci di riempire le posizioni disponibili.”

Il mercato del lavoro del Canada negli ultimi tre anni ha superato le previsioni di tutti gli esperti. Nonostante un dollaro a valori alti, che contribuisce a fare i lavoratori canadesi più costosi di lavoratori in altre nazioni, 325.000 lavori sono stati creati in Canada durante gli ultimi 12 mesi. Questo incremento di posti di lavoro è stato raggiunto nonostante la perdita di più di 113.000 posti di lavoro nel settore manufatturiero. In altre parole, l’economia non solo ha rimpiazzato quei 113.000 posti di lavoro nel settore manufatturiero, ha anche creato 325.000 lavori extra. Il settore dell’edilizia da solo ha contribuito ad una crescita di circa 103.000 lavoratori.

Inoltre, come notato dalla Banca del Canada, la crescita degli stipendi di anno in anno è rimasta forte, indicando che i lavori ben pagati nel settore manufatturiero sono stati rimpiazzati con lavori altrettanto ben pagati in altri settori.

Il governo canadese sta introducendo una proposta per cambiare le regole dell’immigrazione in modo da accelerare il processo di immigrazione per certi gruppi di immigranti in modo da trovare un numero maggiore di lavoratori con qualità specifiche richieste dell’economia canadese.

Insomma, se sapete parlare l’Inglese o il Francese ed avete qualifiche che interessano all’economia canadese, il Canada vi sta cercando!

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Cosa ho imparato dopo sette anni in Canada

Franco Bignone ci descrive la sue esperienza di sette anni in Canada per tutti coloro che sognano il ‘maple syrup’ per colazione.

Ci descrivi cosa ti portò in Canada?

Personalmente sono stato un “emigrante” privilegiato, ho vissuto in Canada per un totale di quasi sette anni in diverse occasioni come “Visiting Professor” all’Università di Toronto, ho lavorato in tre Dipartimenti differenti.

Le ragioni sono le solite, collaborazioni e lavoro con colleghi in diversi ambiti collegati alla ricerca scientifica. In particolare uno dei Dipartimenti dove ho lavorato, il Dipartimento di Chimica, ha svariati gruppi che sono al top a livello mondiale. Da notare per inciso che questi argomenti non erano nemmeno considerati allora come argomenti significativi o importanti da parte delle Università italiane, e tuttora non ci sono da noi gruppi di eccellenza in merito.

Quanto tempo rimasi e dove abitasti?

Ho vissuto in due posti in Nord America, due anni ulteriori negli Stati Uniti, a Baltimora, città che ha vissuto periodi di forte tensione razziale, ed a Toronto, in Ontario. Una definizione dell’attore Peter Ustinov che è diventata famosa è quella di “una New York amministrata dagli Svizzeri”. Conosco bene le differenze tra gli USA ed il Canada.

Ci fai un confronto della qualità della vita in Italia con quella del Canada?

La definizione di Ustinov dovrebbe già dare un po’ l’idea generale di Toronto e del Canada. Come in tutte le cose dipende molto da che cosa voi volete o cercate, da quelle che sono le vostre preferenze. Non esiste niente di perfetto al mondo, ma nella mia opinione è il paese meglio amministrato che io conosca.

Il sistema sanitario funziona, fornisce inclusi, ad esempio, un paio di lenti e di occhiali all’anno, lo psicanalista e per le cure dentali ci sono le assicurazioni. I farmaci si pagano, onde evitare gli abusi, ed anche qui ci sono le assicurazioni. Molte categorie hanno assicurazioni specifiche. Le regole in genere sono molto più giuste che da noi e, malgrado ci sia un welfare state organizzato, le tasse sui redditi sono molto più basse. Potete detrarre moltissime spese, incluso tutto quello che ha a che fare con il lavoro.

Molto più alte invece, come secondo me è giusto che sia, le tasse sulla casa, quasi un affitto mensile se la casa ha un certo valore. Il risultato è che se uno possiede più di una casa è costretto ad affittarla. Negli anni ho notato che le regole di tassazione portano i rendimenti degli investimenti soliti, per una persona media, tutti più o meno allo stesso livello sul lungo periodo.

Il totale delle tasse è un po’ più basso che da noi ma distribuito diversamente tra redditi da lavoro e redditi fondiari, siano case o siano titoli, caricando meno sui primi e più sui secondi rispetto all’Italia che carica terribilmente sul lavoro dipendente. Potete fare soldi alla grande ma allora dovete correre rischi finanziari o diventare imprenditori, la legislazione spinge a questo, non esistono o perlomeno sono minoritarie, le rendite di posizione che abbondano da noi.

Esistono poi i fondi pensione, lo stato garantisce una minima a tutti, in più potete fare quello che volete, sta a voi, sarete considerati persone mature e con senno. Esistono dei fondi di categoria ma i genere amministrate voi la vostra pensione tramite le Banche. In base alla dichiarazione dei redditi potete mettere da parte una percentuale del reddito, a scendere, tutto o in parte. Questi sono soldi tassati pochissimo, se avete dei guadagni, e che sono bloccati sino ai 65 anni.

Potete fare quello che volete, operazioni rischiosissime in Borsa o investimenti tranquilli in titoli, tutto rimane lì e si somma sino alla pensione. Una quota sono assicurati, in caso di fallimento bancario, ma se rischiate e perdete, fatti vostri. Arrivati alla pensione potete decidere se avere i soldi o la rendita.

Le scuole funzionano, le Università funzionano benissimo, Biblioteche organizzate benissimo, persino Biblioteche di CD di musica e di spartiti, se vi piace suonare. I libri li possono avere gli studenti ed i professori, per default, ma anche qualsiasi privato previo il pagamento di una quota. Le Università non sono come media aggressive nelle loro politiche come quelle USA ma costano poco o niente a confronto e sono buone.

Il sistema di trasporto funziona egregiamente, non ho mai posseduto un’auto, ho sempre girato in bicicletta ed
affittato l’auto se mi serviva. Personalmente ho sempre trovato un poco noiosa la vita culturale. Ci sono cose interessanti ma il Canada secondo me è molto provinciale. La mentalità di fondo è quella Wasp in Ontario e non ci sono molti punti di eccellenza, una vita tranquilla e bene organizzata.

C’è molta varietà culturale, con moltissimi gruppi etnici, ma anche molto diluiti in fondo, più sottocultura etnica che cultura vera e propria.

Come vengono accolti gli stranieri in Canada?

Gli stranieri sono bene accettati, non ho mai avuto problemi di sorta, ma se volete fare gli avvocati è meglio se siete Irlandesi o Britannici, se volete mettere su una ditta edile è meglio essere Italiani, se volete
guidare un taxì è meglio se venite dall’India, … Scherzi a parte esistono piccoli ghetti ma la tensione è minima o inesistente.

Consigli per chi vuole emigrare in Canada?

Culturalmente rispetto all’Italia ed all’Europa non c’è paragone, e questo vale spesso anche per gli Stati Uniti. La cultura media di un liceale italiano è quella che in USA ed in Canada è insegnata già a livello universitario. Il Latino è la lingua degli avvocati, anche nei paesi anglosassoni, sapere l’Italiano vi fornisce un’arma in più.

La nostra cultura media classica è molto migliore, la nostra cultura tecnica Universitaria no. Culturalmente escluse le aree attorno a New York e Boston e l’area Californiana il Nord America è un po’ un mortorio secondo me. D’altra parte può essere un trampolino di lancio se avete delle idee che non troverete certamente in Europa, meno il Canada, molto di più gli USA. Una città come Toronto è un po’ una specie di ghetto in cui vivete chiusi, non è come essere a Milano dove in tre ore di auto, code a parte, potete andare dai monti al mare ed attraversare tre o quattro confini.

In Canada per sciare prendete l’aereo, per il mare prendete l’aereo, si finisce per essere sempre lì.

Quindi sta a voi, se vi piace il baseball e l’hockey, pattinare, pagaiare nei laghi, pescare, scalare ed altre attività all’aria aperta è il posto ideale. Se cercate un lavoro e volete tirare su una famiglia, se vi piace la vita tranquilla e con una certa sicurezza è il posto ideale.

Dovrete sopportare l’inverno con un viaggio in Florida o a Cancun.

Se invece volete più rischio, ambienti fortemente competitivi, la possibilità di diventare miliardari, insomma vi piace una situazione con più adrenalina in circolo, gli USA sono molto migliori. Se volete un ambiente culturale vivo dove parlare di arte, letteratura, poesia e visitare monumenti storici il Nord America non è il posto per voi, a parte pochissimi circoli.

Come è stato lo ‘choc culturale’ da rientro in Italia?

Mi è in parte successo quello che succede a tutti quelli che emigrano. Come ho detto non c’è niente di perfetto al mondo. Emigrando si finiscono per apprezzare cose del paese di origine che si davano per scontate e cose del paese dove si emigra che mancheranno. E’ uno degli scherzi che fa la vita, si finisce per essere sempre un po’ fuori posto. Vedendo l’Italia come è ridotta, rendendosi conto di quello che abbiamo in mano, è molto frustrante, viste le cose che ho appena raccontato. D’altra parte si è molto più consci rispetto a chi viaggia soltanto di come è fatto il mondo e si hanno dei vantaggi che altri non possono avere.

Grazie Franco!

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Classifica qualità della vita

International Living ha pubblicato la propria classifica della qualità della vita in 194 nazioni del mondo.

Qualità della vita non intesa come dove vivere bene con pochi soldi ma semplicemente vivere bene.

Per redarre la classifica, International Living considera punteggi nelle seguenti categorie:

  • costo della vita, rispetto al costo della vita negli Stati Uniti
  • cultura e tempo libero, livello di istruzione della popolazione, numero di musei eccetera
  • economia, valutata usando le misure statistiche più comuni
  • ambiente, valutato usando la densità della popolazione, il tasso di crescita della stessa, le emissioni causanti effetto serra
  • libertà, usando la classifica di Freedom House
  • salute, valutata in base alla qualità dell’assistenza sanitaria
  • infrastruttura, chiometri di strade, ferrovia per capita, numero di aereoporti
  • sicurezza, in base alle stime del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
  • clima, temperatura e precipitazioni medie

I punteggi vengono assegnati basandosi su informazioni pubblicate da fonti quali siti internet governativi, la World Health Organisation, The Economist e molti altri.

Inoltre vengono considerate le opinioni degli editori di International Living sparsi nel mondo. Al riguardo tenete conto che essi sono per lo più di origine anglosassone e scrivono per lettori in gran parte statunitensi quindi la loro visione della qualità della vita è diversa da quella degli Italiani e da quella di altri popoli.

E’ forse per questo che la presenza di nazioni scandinave nella Top 10, consueta in altre classifiche, quì è nulla.

Qual’è la classifica?

  1. Francia (82)
  2. Australia (81)
  3. Svizzera (81)
  4. Germania (81)
  5. Nuova Zelanda (79)
  6. Lussemburgo (78)
  7. Stati Uniti (78)
  8. Belgio (78)
  9. Canada (77)
  10. Italia (77)
  11. Paesi Bassi (77)
  12. Norvegia (77)
  13. Austria (77)
  14. Liechtenstein (76)
  15. Malta (76)
  16. Danimarca (76)
  17. Spagna (76)
  18. Finlandia (75)
  19. Uruguay (75)
  20. Ungheria (74)
  21. Portogallo (73)
  22. Lituania (73)
  23. Andorra (73)
  24. Repubblica Ceca (73)
  25. Regno Unito (73)
  26. Argentina (72)
  27. Slovenia (72)
  28. Grecia (72)
  29. Monaco (72)
  30. Svezia (71)
  31. Cile (71)
  32. Estonia (71)
  33. Costa Rica (71)
  34. Panama (71)
  35. Polonia (71)
  36. Giappone (70)
  37. Croazia (70)
  38. Brasile (70)
  39. Ecuador (70)
  40. Lettonia (70)
  41. Irlanda (70)
  42. Corea del Sud (69)
  43. Slovacchia (69)
  44. Bulgaria (69)
  45. Cipro (68)
  46. Messico (68)
  47. Israele (67)
  48. Islanda (67)
  49. Bermuda (66)
  50. Saint Kitts & Nevis (66)
  51. Sud Africa (66)
  52. Dominica (65)
  53. Romania (65)
  54. Isole Cayman (65)
  55. Moldavia (65)
  56. Colombia (64)
  57. Taiwan (64)
  58. Bolivia (64)
  59. Repubblica di Macedonia (63)
  60. Barbados (63)
  61. Mauritius (63)
  62. Namibia (63)
  63. Belize (63)
  64. Paraguay (63)
  65. Albania (63)
  66. Bosnia-Erzegovina (63)
  67. Bahamas (63)
  68. Ucraina (62)
  69. Grenada (62)
  70. Singapore (61)
  71. Antigua & Barbuda (61)
  72. Turchia (61)
  73. Repubblica Dominicana (61)
  74. Seychelles (61)
  75. Bhutan (61)
  76. Peru (60)
  77. Giamaica (60)
  78. Nicaragua (60)
  79. Botswana (60)
  80. Honduras (60)
  81. Suriname (60)
  82. Portorico (59)
  83. Tunisia (59)
  84. Brunei (59)
  85. Malesia (58)
  86. El Salvador (58)
  87. Guatemala (58)
  88. India (58)
  89. Venezuela (58)
  90. Cuba (57)
  91. Trinidad & Tobago (57)
  92. Polinesia Francese (57)
  93. Guyana (57)
  94. Tonga (57)
  95. Mongolia (57)
  96. Nauru (56)
  97. Cina (56)
  98. Georgia (56)
  99. Ghana (56)
  100. Maldive (56)
  101. Armenia (56)
  102. Lesotho (55)
  103. Martinica (55)
  104. Giordania (55)
  105. Filippine (55)
  106. Kuwait (55)
  107. Kiribati (55)
  108. Polinesia Francese (55)
  109. Bielorussia (54)
  110. Tailandia (54)
  111. Russia (54)
  112. Zambia (54)
  113. Libano (54)
  114. Palau (54)
  115. Malawi (54)
  116. Marocco (54)
  117. Samoa (Western Samoa) (54)
  118. Swaziland (54)
  119. Bahrain (54)
  120. Fiji (53)
  121. Sri Lanka (53)
  122. Madagascar (53)
  123. Tuvalu (53)
  124. Siria (53)
  125. Vietnam (53)
  126. Comore (53)
  127. Nepal (52)
  128. Qatar (52)
  129. Indonesia (52)
  130. Macao (52)
  131. Vanuatu (52)
  132. Senegal (52)
  133. Isole Salomone (52)
  134. Tagikistan (51)
  135. Egitto (51)
  136. Benin (51)
  137. Kenya (51)
  138. Kirghizistan (51)
  139. Azerbaijan (51)
  140. Corea del Nord (51)
  141. Emirati Arabi Uniti (50)
  142. Capo Verde (50)
  143. Isole Marshall (50)
  144. Tanzania (50)
  145. Bangladesh (50)
  146. Algeria (50)
  147. Uganda (50)
  148. Uzbekistan (49)
  149. Cambogia (49)
  150. Iran (49)
  151. Mozambico (49)
  152. Gambia (48)
  153. Papua Nuova Guinea (48)
  154. Mayotte (48)
  155. Kazakistan (48)
  156. Mali (48)
  157. Libia (48)
  158. Guinea-Bissau (47)
  159. Micronesia (47)
  160. Togo (47)
  161. Myanmar (Birmania) (46)
  162. Turkmenistan (46)
  163. Etiopia (46)
  164. Repubblica del Congo - (46)
  165. Ruanda (46)
  166. Nigeria (46)
  167. Gabon (46)
  168. Oman (45)
  169. Arabia Saudita (45)
  170. Iraq (45)
  171. Laos (45)
  172. Camerun (45)
  173. Mauritania (45)
  174. Niger (44)
  175. Burkina Faso (44)
  176. Guinea Equatoriale (44)
  177. Burundi (44)
  178. Pakistan (43)
  179. Haiti (43)
  180. Zimbabwe (43)
  181. Repubblica Centrafricana (43)
  182. Costa d’Avorio (43)
  183. Liberia (42)
  184. Congo, Repubblica Democratica del (42)
  185. Angola (42)
  186. Guinea (41)
  187. Eritrea (40)
  188. Gibuti (40)
  189. Sierra Leone (38)
  190. Afghanistan (37)
  191. Ciad (34)
  192. Sudan (33)
  193. Yemen (33)
  194. Somalia (30)

Cosa ne pensate? Siete d’accordo?

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Costo della vita all’estero wiki

Il costo della vita all’estero è una delle incognite più preoccupanti per chi sta meditando di trasferirsi all’estero per periodi più o meno brevi.

Vi propongo il ‘Cost of Living‘ wiki creato da parte di Locationindependent.com.

Cos’è un wiki? Si tratta di un sito dove gli utenti possono collaborare alla composizione di determinati argomenti come, in questo caso, il costo della vita in varie città del mondo.

Il risultato è la collezione di informazione sul costo della vita come, ad esempio, alloggio o albergo, trasporti, connessione internet, ristoranti e spesa al supermercato.

Essendo Locationindependent.com un sito dedicato ai nomadi digitali, i costi riportati riguardano spese che in genere si affrontano quando si risiede in una destinazione per un periodo di tempo medio-breve.

Comunque potete farvi un’idea di quanto spenderete all’estero utilizzando l’esperienza di chi l’ha già fatto.

Per adesso ci sono sezioni dedicate a Città del Capo, Bangkok, Phuket, Auckland, Manila, Sydney, Barbados, Grenada, Panama, Bergen, Amsterdam, Londra, Vancouver, New York e Buenos Aires.

Se siete già all’estero, collaborate con questo wiki riportando i costi che incontrate nella vita di tutti i giorni a beneficio degli altri lettori!

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Visto vacanza lavoro 2010 per il Canada

Mi è stato segnalato il programma per il visto vacanza lavoro instaurato in accordo tra il governo canadese e quello italiano.

Il programma per il 2010 non è stato ancora aperto quindi non si può ancora fare domanda.

Ricordatevi che il numero di posti disponibili all’interno del programma è limitato ed il visto viene elargito in base alla filosofia del primo arrivato, primo servito.

Il visto consente ai giovani tra i 18 ed i 35 anni di cercare lavoro in Canada per un periodo massimo di sei mesi non prorogabili e per una volta sola.

Inoltre il governo canadese non si accolla la responsabilità di trovarvi nè il lavoro nè l’alloggio.

Per inoltrare la domanda dovete essere cittadini italiani, residenti in Italia ed avere un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni.

Dovete mandare la domanda, compilata correttamente, per posta o presentarla di persona all’ambasciata canadese a Roma.

Il visto vi costerà 100 Euro.

In bocca al lupo!

Chi ha già visitato il Canada con il visto vacanza lavoro? Scrivete della vostra esperienza sul forum.

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Come vestirsi per il colloquio di lavoro all’estero

Ho trovato per voi un video di Monster per insegnarvi come vestirsi per il colloquio di lavoro all’estero, valido in particolare per il mondo anglosassone.

L’obiettivo del vostro abbigliamento ad un colloquio di lavoro è consentire a chi conduce il colloquio di concentrarsi su di voi, sulla vostra esperienza, su cosa offrite alla ditta. Non dovete distrarli in alcun modo con l’abbigliamento sbagliato.

L’abbigliamento deve consentirvi avere piena fiducia in voi stessi durante il colloquio di lavoro.

Perchè è importante che guardiate questo video? Perchè l’idea di eleganza nel mondo anglosassone è diversa da quella del mondo italiano. Non importa chi abbia ragione. L’importante è che giochiate secondo le regole del mondo anglosassone. Dovete quindi vestirvi per un colloquio di lavoro secondo i canoni dell’abbigliamento anglosassone.

Le regole e tradizioni nel mondo anglosassone sono sacrosante e deviando da loro farete in modo che il datore di lavoro si accorgerà della diversità prima di accorgersi delle vostre qualità.

Innanzitutto dove pensare al tipo di settore nel quale vi interessa lavorare. Alcuni settori consentono un abbigliamento più ‘casual’ mentre altri richiedono un abbigliamento più formale nell’ambiente di lavoro di tutti i giorni.

Il primo consiglio è quello di contattare chi vi ha invitato per un colloquio di lavoro e chiedere qual’è il ‘dress code’, il codice per l’abbigliamento, le regole da rispettare quando si opera nell’azienda in questione. Volete dimostrare con il vostro ‘look’ che fate già parte dell’azienda.

In linea di massima non vestitevi troppo ‘casual’ quindi non indossate magliette, jeans e scarpe da ginnastica.

Una camicia ed un paio di pantaloni eleganti sono il minimo assoluto che un datore di lavoro si aspetta da parte di un aspirante impiegato.

Per le donne, soprattutto nel mondo anglosassone, vestitevi in modo modesto.

Per tutti, evitate cappelli, cappellini e troppi accessori che possano distrarre chi conduce il colloquio.

Per gli uomini, un ambiente di lavoro formale richiede un vestito, camicia e cravatta mentre per quello che riguarda un ambiente più rilassato giacca,camicia e pantaloni eleganti bastano.

Scegliete colori tradizionali evitando camicie e cravatte sgargianti che magari piacciono a voi ma che il datore di lavoro può considerare oscene.

Per le donne, fate attenzione a troppi gioielli.

Per ultimo, siate sicuri che i vestiti vi vestano a pennello altrimenti sembrerà ovvio che ve li ha prestati qualcuno!

Di per sè l’abbigliamento giusto al colloquio di lavoro non vi garantisce il posto di lavoro ma quello sbagliato molto probabilmente vi negherà l’opportunità di lavorare per la ditta.

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Trovare lavoro come ingegnere in Canada

Spesso un ingegnere emigrato in Canada fa fatica a trovare lavoro nel proprio settore di competenza a causa della mancanza di esperienza lavorativa in Canada e del limitato numero di contatti in ambito lavorativo.

CAPE (Council for Access to the Profession of Engineering) è un’organizzazione senza scopo di lucro che ha lo scopo di aiutare immigranti con qualifiche in ingegneria ad ambientarsi in Canada, utilizzando a pieno le proprie capacità ed esperienza nel campo ingegneristico.

Il CAPE ha recentemente inaugurato Leveraging Global Engineering Skills, un database che ha l’obiettivo di far incontrare datori di lavoro ed ingegneri e tecnici in cerca di lavoro.

Questo strumento cerca di identificare i fabbisogni dei datori di lavoro in Canada usando specifiche descrizioni di funzioni espletate da ingegneri e personale tecnico. Gli aspiranti lavoratori possono così combaciare meglio le proprie capacità ed esperienza a ciò che è richiesto dal mercato del lavoro in Canada.

Lo strumento utilizza una lista con precise descrizioni di attività lavorative in base alla terminologia usata nel settore ingegneristico in Canada. Viene così ridotto il tempo necessario a trovare il giusto candidato da parte del datore di lavoro e il giusto lavoro da parte dell’ingegnere recentemente immigrato.

In particolare vengono considerati le seguenti discipline:

  • ingegnere meccanico
  • ingegnere elettronico
  • ingegnere civile
  • ingegnere ambientale

Il progetto viene sostenuto inoltre dai seguenti partners:

Insomma, se siete ingegneri o tecnici e state pensando di emigrare in Canada, questo strumento può offrire un primo passo nella ricerca del lavoro in Canada.

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L’importanza delle lettere di referenze all’estero

Una lettrice mi chiede: “ha senso per un emigrante in un paese anglosassone, come potrebbe essere l’Australia, portarsi dietro delle lettere di referenze scritte da aziende italiane in italiano?
Se mi chiedono numero di telefono e indirizzo, potrebbe non essere un problema, se non per il fatto che la maggior parte delle persone per cui ho lavorato non parlano affatto inglese o, per lo meno, lo parlano a livello scolastico. La traduzione non potrebbe essere un problema in quanto posso allegare una traduzione in inglese da un’interprete accreditato, ma quanto valore potrebbe aggiungere?

L’importanza delle referenze per trovare lavoro all’estero varia da caso a caso.

Il tipo di lavoro influisce molto il bisogno di presentare referenze. In linea di massima e generalizzando, più il lavoro è pagato e più la posizione è di rilievo e più dovrete organizzarvi per la questione referenze.

Dipende poi molto anche dalla ditta o dal datore di lavoro. Alcuni seguono una procedura di assunzione più meticolosa, altri meno.

La prassi per coloro che hanno un’esperienza lavorativa nel Paese in cui state cercando lavoro è quella di fornire il nome ed il numero di telefono di chi vi fornisce la referenza. Il potenziale datore di lavoro poi si preoccuperà di contattarli e parlare di voi.

La mia esperienza personale in oltre quindici anni di lavoro nel mondo anglosassone è che non ho mai avuto una lettera di referenze scritta su carta. Ho sempre comunicato il nome ed il numero di telefono di chi mi avrebbe fornito le referenze verbalmente o per e-mail.

Fatto sta che avere lettere di referenze pronte sia meglio che non averle. Risparmierete tempo alla ditta che vi vuole assumere e questo può rivelarsi decisivo. Immaginate di essere arrivati ad essero uno dei due ultimi candidati presi in considerazione. La ditta non sa decidersi e controlla le referenze di entrambi. Il vostro concorrente non ci ha pensato prima e spreca tempo nel contattare datori di lavoro del passato mentre voi avete tutto pronto e disponibile appena ve lo chiedono. Secondo voi chi la vince la battaglia? Chi assume il datore di lavoro indeciso?

Le lettere di referenze scritte da ditte italiane su carta, nonostante viviamo in un mondo digitale, seconod me hanno ancora valore. Mostrano la disponibilità di chi vi ha impiegato nel passato a impegnarsi per un’oretta a scrivere la loro opinione su di voi. Se non fossero stati contenti del vostro operato, non l’avrebbero fatto e questo è un messaggio fortissimo che tutti coloro che assumono capiscono al volo.

Cercate di ottenere una lettera scritta su carta intestata della ditta, fornisce un’impressione migliore.

Il fatto di avere lettere di referenze dimostra anche che avete lasciato posti di lavoro precedenti in armonia e questo è un altro messaggio positivo. Chi non riesce a fornire referenze con facilità desta dubbi.

Il fatto che le lettere di referenze siano scritte in Italiano secondo me non dovrebbe presentare un problema. Innanzitutto non è obbligatorio sapere l’Inglese per chi vive e lavora in Italia e sarebbe arrogante da parte degli anglosassoni pretendere il contrario.

In secondo luogo ricordatevi che, in linea di massima, la maggior parte dei madrelingua Inglese amano la lingua Italiana, magari non capendo nulla, e amerebbero ancora di più saperla parlare. Utilizzate questo aspetto a vostro vantaggio. Una lettera in Italiano nel mondo anglosassone è sempre originale.

A PATTO CHE….. forniate la traduzione in Inglese come accompagnamento. In fin dei conti è questo che i vostri potenziali datori di lavoro leggeranno quindi allegate la traduzione fin dall’inizio. Un traduttore accreditato fornirà un’immagine di precisione e serietà quindi, se potete, cercate di spendere i soldi della traduzione in questo modo.

Infine per gli Italiani che vanno verso il mondo del lavoro anglosassone l’avere lettere di referenze su carta aiuta a superare l’ostacolo dei datori di lavoro italiani che non parlano l’Inglese. La lettera, tradotta, fa da ponte tra due parti che non riescono a comunicare ed è, in termini pratici, forse più utile agli Italiani che agli Anglosassoni.

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Quale assicurazione per viaggiare all’estero?

Mi viene spesso chiesto un consiglio per quello che riguarda la copertura medica all’estero e che tipo di assicurazione usare quando si viaggia all’estero.

Innanzitutto, per la copertura medica dovete cercare di capire se vi è un accordo tra Italia ed il Paese vostra destinazione che preveda la copertura reciproca dei cittadini.

Se non c’è o non volete rischiare di rimanere senza copertura sanitaria quando vi trovate in un continente lontano dall’Italia, allora potete pensare a coprirvi con una polizza assicurativa.

Ma quale? Io sinceramente adesso non me ne intendo più di tanto essendo il mio stile di vita piuttosto stazionario a Melbourne.

Faccio riferimento quindi al parere di Lea Woodward di Location Independent, autrice della Guida per vivere e lavorare ovunque vogliate, una nomade digitale che, insieme alla famiglia, si trasferisce di nazione in nazione gestendo il proprio business su internet.

Lea consiglia l’assicurazione di viaggio fornita da World Nomads.

World Nomads fa uso dei servizi forniti da aziende leader nel campo assicurativo quali Allianz, Mondial Assistance, Bupa International e Millstream Underwriting.

Potete scegliere polizze che vi coprano in 150 nazioni e usate la comodità di internet per comprare, rinnovare o cambiare polizza.

World Nomads offre polizze che coprono sport tipo lo sci, snowboarding, bungee jumping o il white water rafting.

Importantissimo per i viaggiatori all’estero, la polizza World Nomads copre l’assistenza ospedaliera e l’evacuazione.

Mi raccomando controllate sempre le ultime su cosa la polizza copre. Non mi assumo ALCUNA responsabilità per l’accuratezza delle informazioni con il passare del tempo. Questo articolo è statico mentre il mondo dell’assicurazione è in continuo movimento.

Tengo inoltre a precisare che quando voi acquistate una polizza assicurativa con World Nomads io ci guadagno alcuni centesimi o euro. Se pensate che il sito italiansinfuga li meriti allora cliccate sopra e mi fate un piacere enorme. Se non siete d’accordo, nessun problema, copiate ed incollate questo indirizzo http://www.worldnomads.com/ e ci arriverete lo stesso senza che io guadagni.

Spero comunque che questo articolo vi sia stato utile.

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