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	<title>italiansinfuga &#187; Brasile</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>Due cuori e una pousada in Brasile</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 21:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[pousada]]></category>
		<category><![CDATA[sao miguel do gostoso]]></category>

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		<description><![CDATA[Umberto ed Ilaria ci descrivono il percorso che li ha portati ad aprire una pousada in Brasile. Intervista di Stefano Frigerio (@StefFrigerio) Le conversazioni con Umberto sono di quelle che funzionano meglio davanti ad una noce di cocco e con Jack Johnson allo stereo. Umberto è un vero esperto di spiagge bianche e paradisi tropicali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Umberto ed Ilaria ci descrivono il percorso che li ha portati ad aprire una pousada in Brasile.</h1>
<p>Intervista di Stefano Frigerio (<a title="Stefano Frigerio su Twitter" href="https://twitter.com/#!/StefFrigerio" target="_blank">@StefFrigerio</a>)</p>
<p>Le conversazioni con Umberto sono di quelle che funzionano meglio davanti ad una noce di cocco e con Jack Johnson allo stereo.</p>
<p>Umberto è un vero esperto di spiagge bianche e paradisi tropicali.</p>
<p>Ho avuto il piacere di conoscerlo in Australia, di incrociarlo a Milano ed ora la fortuna di rivederlo in <strong>Brasile</strong> nella regione del Rio Grande do Norte.</p>
<p>Umberto e la sua compagna di vita Ilaria hanno aperto da poco più di un anno la <a href="http://www.ilhadovento.com.br/pousada_it" target="_blank"><strong>Pousada Ihla do Vento</strong></a>, un albergo a conduzione familiare, a <a title="Sao Miguel do Gostoso" href="http://www.sao-miguel-do-gostoso.com/en/" target="_blank">Sao Miguel do Gostoso</a> nel nord-est brasiliano.</p>
<p><strong>Sao Miguel do Gostoso</strong>, o più semplicemente <strong>Gostoso</strong> è un villaggio di pescatori di 10.000 anime e nonostante sia uno dei migliori spot sudamericani per gli sport di vento, permane in una fase primitiva di sviluppo turistico.  A quattro ore da Fortaleza ed a un centinaio di chilometri da Natal, <strong>Gostoso</strong> passa quasi inosservato tra le tante destinazioni del nord del <strong>Brasile.</strong></p>
<p>Umberto non ci ha messo molto ad innamorarsene.</p>
<p>Nato 31 anni fa a Belo Horizonte, capitale dello stato di Minais Gerais, da padre italiano e madre brasiliana, Umberto possiede una abbronzatura invidiabile e la doppia nazionalità.</p>
<p>Per questo motivo non ha dovuto affrontare problemi burocratici e linguistici, da sempre i maggiori deterrenti per i connazionali desiderosi di investire in un’attività all’estero.</p>
<p>Per tutti coloro che non godano dei suoi stessi privilegi, non resta che sognare con la sua fuga, una storia particolarmente interessante e degna di essere raccontata.</p>
<p><strong>Caro Umberto, sei nato a Belo Horizonte ed ora ti ritrovi all’estremo opposto del Brasile dopo un viaggio intorno al mondo, come ci sei arrivato?<br />
</strong></p>
<p><em>La mia infanzia è divisa tra <strong>Brasile</strong>, Milano dove mi sono trasferito ai 3 anni ed Uruguay in cui ho vissuto 2 anni e mezzo. Le superiori le ho frequentate a Santiago, Cile e dopodiché mi sono iscritto ad ingegneria delle telecomunicazioni al Politecnico di Milano. </em></p>
<p><em>Quando i miei coetanei faticavano con l’inglese io parlavo fluentemente spagnolo, portoghese. Durante il secondo anno di università ho vinto una borsa di studio per studiare un anno alla Universidad Catolica di Santiago, sempre in Cile, e mi sono  finalmente laureato a Milano nel 2004. Dopodiché ho lavorato per una impresa di telecomunicazioni francese ed una canadese.</em></p>
<p><strong>Continuo ad essere sicuro di avervi conosciuto sulla spiaggia di Bondi Beach.<br />
</strong></p>
<p><em>Trasferirsi in Australia è sempre stato il sogno di Ilaria e dopo la sua laurea in biologia, ho mollato il mio lavoro e siamo partiti per Sydney. </em></p>
<p><em>Abbiamo trovato facilmente lavoro in un ristorante italiano a Bondi e nell’arco di 6 mesi siamo riusciti a mettere da parte un gruzzoletto che ci è servito per girare la east e la west coast australiana e la Tasmania.<br />
Scaduta la working holiday visa annuale abbiamo rifatto le valigie e siamo partiti per il sud est asiatico e lo abbiamo girato per tre mesi. Indonesia, Laos, Singapore, Vietnam e Thailandia.<br />
</em></p>
<p><em>Arrivati alla tappa finale, nella splendida Phi Phi Island (l’ isola del film di Leonardo Di Caprio ‘The Beach’, ndr) abbiamo trovato, grazie alla buona conoscenza dell’inglese e dell’italiano, un lavoro in un resort dell’isola. Mentre io mi occupavo di marketing ed aiutavo alla reception Ilaria lavorava come responsabile del ristorante.<br />
</em></p>
<p><em>Dopo quattro mesi stupendi siamo ritornati in Italia. </em></p>
<p><em>Il sogno di aprire un’attività in <strong>Brasile</strong> sfruttando il mio doppio passaporto era già vivo dentro di noi si è nutrito dell’esperienza maturata sul campo. La destinazione era l’unico punto interrogativo.</em></p>
<p><strong>Come si prende una decisione così importante?</strong></p>
<p><em>Una volta tornati in Italia abbiamo navigato il web per mesi cercando terreni, stabili in vendita, in una ricerca tanto frustrante quanto infruttuosa. </em></p>
<p><em>La scelta migliore è stata quella di partire per il <strong>Brasile</strong> e cercare in loco. Con Ilaria abbiamo viaggiato lungo la costa brasiliana fino a quando ci siamo imbattuti in <strong>Sao Miguel do Gostoso</strong>.<br />
</em></p>
<p><em>Riscontrata l’impossibilità economica di comprare uno stabile già edificato, ci siamo orientati sull’acquisto di un terreno ed abbiamo trovato il lotto perfetto, di proprietà di un pescatore locale. Con l’incasso è riuscito a comprare una barca nuova e costruire un ristorantino sulla spiaggia.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_8201" class="wp-caption aligncenter" style="width: 534px"><a href="http://www.ilhadovento.com.br/pousada_it"><img class="size-full wp-image-8201" title="Ihla do Vento Pousada" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/ihladovento.jpg" alt="Ihla do Vento Pousada" width="524" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">Ihla do Vento Pousada</p></div>
<p><strong>Hai appena riscritto la definizione eco-sostenibile di win-win situation.</strong></p>
<p><em>Senza dubbio. In tutto ciò Toinho è diventato un buon amico e <strong>Sao Miguel do Gostoso</strong> ci ha guadagnato tre cittadini felici. L’emozione di costruire mattone per mattone con Ilaria è qualcosa di difficile da descrivere. La <strong>Ihla do Vento</strong> ha aperto dopo tre mesi di lavori intensi in cui abbiamo costruito la cucina, i primi tre bungalow e la nostra casa; una volta inaugurata l’attività sono serviti altri tre mesi per terminare la seconda ala e la piscina.</em></p>
<p><strong>Chi è il vostro cliente tipo?<br />
</strong></p>
<p><em>La quasi totalità dei nostri clienti è fatta di sportivi. Durante l’alta stagione, da ottobre a marzo, la maggior parte sono tedeschi, seguiti da italiani ed olandesi. Nella bassa stagione la fanno da padrone i brasiliani degli stati del Sud.</em></p>
<p><strong>Non posso chiederti se ti manca casa, data la tua storia di globetrotter, ma senti la mancanza dell’Italia? Ed ogni quanto tornate a Milano?</strong></p>
<p><em>Gli amici più cari ed i familiari li sentiamo in Skype e con Facebook le distanze diminuiscono sensibilmente. A costo di essere banale, ammetto che ciò che mi manca di più è il cibo. </em></p>
<p><em>È difficile trovare prodotti importati ed ancor di più portarne dall’Italia. Attraversare la frontiera con un chilo di formaggio grana è una vera impresa, mentre abbiamo avuto più fortuna con le macine (i famosi biscotti alla panna, ndr), i doganieri brasiliani non li conoscono ancora. Torniamo in Italia una volta all’anno per un paio di mesi tra aprile e maggio durante la bassa stagione turistica,  ci diamo il cambio con i miei genitori e loro assicurano che l’isola del vento non chiuda mai.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_8202" class="wp-caption aligncenter" style="width: 584px"><img class="size-full wp-image-8202" title="Gostoso" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/Gostoso.jpg" alt="Gostoso" width="574" height="257" /><p class="wp-caption-text">Gostoso</p></div>
<p>Io (Stefano) ho passato quattro giorni nella <strong>Pousada</strong>, di passaggio tra la splendida Pipa e l’altrettanto celebre Jericocoara, ma avrei voluto starci più a lungo.</p>
<p>Il piatto forte della casa è il Kite-surf, il vento costante fra i quindici e venticinque nodi  e l’acqua piatta vicino alla riva esaltano le doti dei freestylers e facilitano i principianti. Le numerose scuole forniscono attrezzatura e lezioni per tutti i livelli, ed un gioioso punto di ritrovo.</p>
<p>Dopo una sessione di kite è d’obbligo un Açai, una bacca della Amazzonia, schiacciata e servita con miele di palma, muesli e banana, meglio ancora se sciacquato con una lattina di guaranà.</p>
<p>Una bomba energetica che vi terrà accesi per tutto il pomeriggio. Se è difficile giocare a frisbee a causa del vento, le racchettone ed il pallone sono distinte possibilità e per completare una squadra non mancano mai i ragazzini locali.</p>
<p>Proprio come nei film, sono velocissimi col pallone tra i piedi, antepongono il dribbling al passaggio ed il loro giocatore preferito è sempre, nostro malgrado, Roberto Baggio.</p>
<p>Sport a parte, è vivamente consigliato il noleggio di dune-buggy. In altre destinazioni è impossibile affittarle senza una guida locale mentre qui potrete mettervi al volante, con prudenza, e perdervi tra dune e spiagge a perdita d’occhio prima di incontrare un villaggio di pescatori.</p>
<p><strong>Gostoso</strong> rappresenta il <strong>Brasile</strong> di trenta anni fa: lontano dal boom economico e dal consumismo esasperato di Rio e Sao Paulo, baciato da perfette condizioni climatiche ed impreziosito da una popolazione estremamente socievole.</p>
<p>La crescita del movimento-kite e le aggressive campagne di marketing del governo brasiliano finiranno per trasformarlo in una destinazione mainstream molto presto.</p>
<p>Passate di qui prima che ci arrivino McDonald’s e Hertz.</p>
<p>Spegnete il cellulare e toglietevi l’orologio.</p>
<p>Lasciatevi cullare dal vento che qui non manca proprio mai.</p>
<p>Umberto ed Ilaria penseranno al resto.</p>
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		<title>“Non c’è paragone tra il mondo del lavoro del Brasile e quello dell’Italia”</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 02:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[ingegnere]]></category>

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		<description><![CDATA[Alessandro Bartolotta si trova da un anno in Brasile dove sta lavorando per una ditta fondata da un Italiano emigrato decenni fa. Ci spiega come la realtà brasiliana e quella italiana siano diverse, sotto molti punti di vista. Ci descrivi la tua esperienza accademica in Italia? Mi sono laureato nel 2004 in ingegneria per l’ambiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Alessandro Bartolotta si trova da un anno in Brasile dove sta lavorando per una ditta fondata da un Italiano emigrato decenni fa.</h1>
<p><strong>Ci spiega come la realtà brasiliana e quella italiana siano diverse, sotto molti punti di vista.</strong></p>
<p><strong>Ci descrivi la tua esperienza accademica in Italia? </strong></p>
<p>Mi sono laureato nel 2004 in ingegneria per l’ambiente e il territorio</p>
<p><strong>Hai poi lavorato in Italia per cinque anni per la Lidl. Come mai il salto verso l&#8217;estero? </strong></p>
<p>Con la Lidl è stata un’esperienza professionale molto formativa per molti aspetti; poi un mio amico architetto l’anno scorso è andato a lavorare in Australia; è stato lui che mi ha parlato per la prima volta di italiansinfuga (ancora complimenti); da quel momento ho iniziato a maturare sempre di più l’idea del cambiamento e quindi della “necessaria” emigrazione (perché per noi giovani rimanere e cambiare certe cose purtroppo è molto, troppo difficile); il sistema Italia infine non mi soddisfava più nè mi rappresentava minimamente.</p>
<p><strong>Quali sono stati i passi pratici che hai fatto per muoverti verso il Brasile? </strong></p>
<p>Quando, dopo una serie di coincidenze, più di un anno fa, mi si è presentata questa occasione lavorativa, avevo molta voglia di cambiamento, quindi ho accettato quasi subito: vaccini vari, passaporto, niente di complicato, tra l’altro sono stato sempre guidato e indirizzato dal mio attuale datore di lavoro (un italiano che lavora da circa 30 anni in Brasile) e da lontani parenti che ho a San Paolo.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://br.linkedin.com/pub/alessandro-bartolotta/2b/b3a/234" data-format="inline"></script></p>
<p><strong>Che conoscenza del portoghese avevi prima di partire? </strong></p>
<p>In Italia ho comprato un corso online (Babbel) della durata di un mese per prepararmi un po’, poi arrivato qua per 6 mesi ho frequentato un corso privato, adesso leggo giornali e libri, guardo la tv e capisco quasi tutto; lo parlo abbastanza decentemente, anche se per scrivere bene dovrò studiare ancora; mi sono impegnato abbastanza in questa cosa e sto sempre con persone brasiliane. il portoghese comunque è una lingua latina, quindi le basi sono abbastanza facili da apprendere per noi italiani.</p>
<p><strong>Con che visto sei entrato e quale visto hai adesso? </strong></p>
<p>Sono entrato con un visto turistico che ho prorogato per una durata totale di 6 mesi, adesso ho un visto di lavoro biennale, non è stato facile ottenerlo, ho dovuto aspettare quasi 4 mesi perchè il ministero del lavoro brasiliano mi ha chiesto tante integrazioni superflue.</p>
<p><strong>Che lavoro stai facendo adesso? </strong></p>
<p>Sono ingegnere di produzione industriale e sviluppo immobiliare per un gruppo che produce e commercializza estrusi in cls e materiali edili; attualmente sto coordinando dei lavori di tipo edile, impiantistico e industriale, necessari per l’ampliamento e l’aggiornamento di alcuni stabilimenti di proprietà del gruppo.</p>
<p><strong>Puoi farci un confronto tra il mondo del lavoro del Brasile e quello dell&#8217;Italia? </strong></p>
<p>Sarà difficile sintetizzare, anche perché ho tante idee in proposito e nuovi spunti e considerazioni che maturo giorno dopo giorno.</p>
<div id="attachment_7620" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/brasile/"><img class="size-medium wp-image-7620" title="Brasile su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/curitiba-300x225.jpg" alt="Brasile su Italiansinfuga" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Brasile su Italiansinfuga</p></div>
<p>Innanzitutto le due realtà Italia e <strong>Brasile</strong> sono sostanzialmente molto diverse, quindi difficilmente confrontabili; generalizzando però, potrei dire che in <strong>Brasile</strong> attualmente si respira un clima di boom economico (vd BRIC), e ciò in molti contesti e a molti livelli influenza tutto in senso più che positivo. L’opposto del mondo del lavoro in Italia, dove la situazione attualmente, soprattutto per noi giovani, è a dir poco triste.</p>
<p>Come ingegnere noto che ci sono tante offerte di lavoro, la disoccupazione non è un problema, io sono abituato a dei ritmi lavorativi non italiani bensì tedeschi, quindi qua è l’opposto, nel senso che svolgiamo la stessa cosa in tempi diversi, all’inizio mi sembravano tutti più superficiali e svogliati, invece poi ho capito che è l’approccio al lavoro che è diverso, la gente in genere è più tranquilla, nelle aziende private si lavora per vivere e non l’opposto come purtroppo capita in Europa quando lavori per una multinazionale per la quale sei solo un numero.</p>
<p>Per loro qua ci sono tante cose prima del lavoro, la famiglia, gli affetti, gli amici, lo sport, se il lavoro non mi fa stare bene o mi fa vivere male lo lascio, senza problemi ne troverò un altro.</p>
<p>Diciamo poi che, mentre in Italia purtroppo c’è un abisso tra il lavoro pubblico e quello privato, qua per vari motivi, che ancora devo analizzare meglio, il divario è meno accentuato.</p>
<p>I giovani hanno molte più possibilità di realizzarsi e di fare quello che vogliono della loro vita, inoltre, essendoci molto più spazio, sia in senso fisico che figurato, di conseguenza c’è molto più spazio anche per i giovani. Per fare un esempio pratico, noi stiamo chiedendo a una grossa banca nazionale un finanziamento abbastanza oneroso, e per decidere sulla fattibilità o meno di questo investimento, la pratica è sotto la responsabilità e il controllo di 5 giovani, ingegneri e non, con una età media di 27 anni.</p>
<p>Per chi non lo sapesse il <strong>Brasile</strong> rispetto all’Italia è invertito da un punto di vista climatico sociale e economico rispetto all’Italia; cioè le zone più calde e più belle paesaggisticamente e il mezzogiorno si trovano a Nord est. Io vivo e lavoro nello stato del Paranà, a sud dello stato di San Paolo, e in generale a sud in <strong>Brasile</strong>. E’ uno stato grande quasi quanto l’Italia, molto produttivo, e paragonabile in senso lato per qualche aspetto al nostro Veneto, quindi si lavora abbastanza bene e con entusiasmo in diversi settori. La capitale di questo stato, Curitiba, è la più “europea” del Brasile, sia per il clima, relativamente rigido, che per la prevalenza massiccia di brasiliani con discendenti europei e di popolazione bianca.</p>
<p>Per concludere, attualmente non c’è paragone tra il mondo del lavoro del <strong>Brasile</strong> e quello dell’Italia, qua si sta e si lavora nettamente meglio.</p>
<p><strong>E per quello che riguarda il costo della vita? </strong></p>
<p>In genere è indubbiamente più basso rispetto all’Italia, ma dipende molto da dove si vive e da quello che si fa. Per alcune cose il potere d’acquisto dell’euro è doppio, nel senso che lo stesso oggetto, che in Italia costerebbe 1 euro, qua si può comprare a 1 real (che vale circa 44 centesimi di euro), quindi avendo uno stipendio da quadro, per esempio, si spende meno, per altri beni invece (come tutti i veicoli in genere), i costi sono molto alti. Il cibo è buono e costa poco quasi ovunque.</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme? </strong></p>
<p>Iniziare ad acquisire informazioni, sulla gente, sul clima, stabilire dove si vuole andare a vivere, il <strong>Brasile</strong> è immenso, se non si ha nessuna opportunità in particolare si può scegliere bene, magari vedere se c’è qualche amico che già vive qui, qualche lontano parente, studiare il portoghese online, scaricare i film preferiti in portoghese, cercare offerte di lavoro sui motori di ricerca in <strong>Brasile</strong>, iscriversi a qualche gruppo su linkedin, e infine ultimo ma non ultimo…leggere sempre la newsletter di italiansinfuga!</p>
<p><strong>Grazie Alessandro e buon proseguimento in Brasile!</strong></p>
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		<title>Brasiliano che non vuole tornare in Brasile</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/07/brasiliano-che-non-vuole-tornare-in-brasile/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 02:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri ho incontrato un brasiliano e vorrei condividere il suo punto di vista sul Brasile. Mentre stavo andando a correre mi sono fermato a parlare con un imbianchino che stava lavorando su un ponte per i pedoni. L&#8217;imbianchino si chiama Lauro, mi dice che è brasiliano e salta fuori che abbiamo quasi la stessa età [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Ieri ho incontrato un brasiliano e vorrei condividere il suo punto di vista sul Brasile.</h1>
<p>Mentre stavo andando a correre mi sono fermato a parlare con un imbianchino che stava lavorando su un ponte per i pedoni.</p>
<p>L&#8217;imbianchino si chiama Lauro, mi dice che è <strong>brasiliano</strong> e salta fuori che abbiamo quasi la stessa età (io ho 41 anni e lui 43).</p>
<p>Ovviamente inizio a parlare della Coppa del Mondo del 1982 e lui, ovviamente, ribatte citando la Coppa del Mondo del 1994 <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Lauro si è ormai ambientato in Australia dove ha una famiglia dopo aver anche vissuto in Inghilterra e Nuova Zelanda.</p>
<p>La mia deformazione professionale mi costringe a chiedergli se stia considerando di tornare a vivere in <strong>Brasile</strong>.</p>
<p>La sua risposta penso che possa fare un po&#8217; di luce sul <strong>Brasile</strong> odierno visto attraverso l&#8217;ottica di un brasiliano.</p>
<p>Lauro mi ha detto che considera la vita in <strong>Australia</strong> molto migliore di quella che potrebbe ottenere in <strong>Brasile</strong>.</p>
<p>Quando gli ho chiesto poi chiarimenti citando il boom economico del quale il <strong>Brasile</strong> sta beneficiando, ha risposto che non tutti in<strong> Brasile</strong> riescono comunque ad avere un tenore di vita comparabile a quello &#8220;occidentale&#8221;.</p>
<div id="attachment_7562" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/bandiera-brasile.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-7562" title="Brasile su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/bandiera-brasile-150x150.jpg" alt="Brasile su Italiansinfuga" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Brasile su Italiansinfuga</p></div>
<p>Ad esempio, mi dice, in Australia tutti (o quasi) possono permettersi di andare a mangiare da McDonald&#8217;s (ossia di andare a mangiare in un locale pubblico dove qualcun altro cucina per te). Esistono grandi fette della popolazione in <strong>Brasile</strong> che non possono permettersi una cosa del genere.</p>
<p>In Australia ci sono 21 milioni di persone mentre in <strong>Brasile</strong> quasi duecento milioni. Per di più il Brasile ha un alto <a title="Coefficiente Gini" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gini_coefficient" target="_blank">coefficiente Gini</a> (che misura la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza) mentre l&#8217;Australia ha un punteggio simile a quello dell&#8217;Italia.</p>
<p>In pratica il messaggio di Lauro è che il boom economico brasiliano non si tramuterà in benefici economici per tutti brasiliani e che, secondo lui, una nazione come l&#8217;Australia offre a lui migliori opportunità.</p>
<p>Un altro commento che ricordo è quando mi ha riferito del rischio che il boom economico abbia una fragilità che dipende dal tipo di politici al potere &#8220;se ci ritroviamo cattivi politici al potere in <strong>Brasile</strong>, le opportunità evaporano e vengono sprecate&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa ne pensate?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il mondo del lavoro in Brasile viaggia alla velocità della luce</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 03:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[insegnante]]></category>
		<category><![CDATA[italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Lucio Boracchini lavora da più di un decennio in Brasile, un Paese il cui mondo del lavoro è in fortissima e velocissima espansione. Dopo un decennio di lavoro in Italia, hai deciso di partire verso l&#8217;estero. Perché? Ero alla ricerca di una nuova esperienza di vita, non solo lavorativa. Libero, mi sono reso conto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Lucio Boracchini lavora da più di un decennio in Brasile, un Paese il cui mondo del lavoro è in fortissima e velocissima espansione.</h1>
<p><strong>Dopo un decennio di lavoro in Italia, hai deciso di partire verso l&#8217;estero. Perché?</strong></p>
<p>Ero alla ricerca di una nuova esperienza di vita, non solo lavorativa. Libero, mi sono reso conto che la realtá che vivevo nella mia bellissima cittá, Bologna, mi andava stretta.</p>
<p>Cosí nel 1999 ho preso al balzo l&#8217;opportunitá di lavorare e vivere in <strong>Brasile</strong>, un paese che avevo conosciuto un paio di anni prima, quando visitavo per la prima volta per lavoro l&#8217;America Latina.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7398" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/brasile/"><img class="size-medium wp-image-7398" title="Brasile su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/bandiera-brasile1-300x200.jpg" alt="Brasile su Italiansinfuga" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Brasile su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Quali destinazioni hai preso in considerazione?</strong></p>
<p>Ho avuto allo stesso tempo due opportunitá di lavoro all&#8217;estero e ne ho scelta una, quella che sentivo piú adatta al mio modo di vivere.</p>
<p>Tra USA e <strong>Brasile </strong>ho scelto di lavorare come professore in una scuola (istituto tecnico) per manager del gruppo FIAT, azienda che in <strong>Brasile</strong> era giá grande molti anni fa.</p>
<p>Alla FIAT mi sono divertito, ho conosciuto molte persone ed ho imparato una cosa molto importante che in anni di Italia non avevo mai apprezzato a fondo, nonostante lavorassi giá come commerciale: l&#8217;importanza del Networking nella nostra vita, non solo professionale.</p>
<p>Tanti amici, tante conoscenze significano anche tante opportunitá.</p>
<p><strong>Come ti sei mosso per fare il salto verso il Brasile?</strong></p>
<p>Tramite mia sorella sono venuto a sapere di una possibilitá di lavoro in una scuola italiana in <strong>Brasile</strong>.</p>
<p>L&#8217;opportunitá si era presentata e lei non era interessata. Detto fatto, invio un curriculum in <strong>Brasile</strong> e in Italia alle persone responsabili, colloquio in Italia e al telefono col <strong>Brasile</strong>, un mese dopo mi chiamano e mi danno altre due settimane per decidere su una cosa che in un ora per me era giá decisa.</p>
<p>Ed eccomi all&#8217;aeroporto con le valigie, luglio del 1999 vado a vivere a Belo Horizonte.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script><br />
<script type="IN/MemberProfile" data-id="http://br.linkedin.com/pub/lucio-boracchini/2/635/761" data-format="inline"></script></p>
<p><strong>Che conoscenza del portoghese bisogna avere prima di partire?</strong></p>
<p>La mia conoscenza del portoghese prima di partire era nulla. La scuola italiana della FIAT mi ha messo a disposizione immediatamente una struttura di corsi e lezioni private di conversazione perché potessi imparare in fretta.</p>
<p>Sul lavoro ero incentivato a parlare in italiano, visto che gli alunni pagavano perché le lezioni di economia e ragioneria fossero in italiano. Io ho sempre avuto facilitá ad apprendere le lingue e in parallelo ai corsi, mi sono dato da fare per imparare con amici e amiche brasiliani e dando lezioni private di italiano ad amici e amiche.</p>
<p>Oggi, a distanza di 12 anni, il portoghese é la mia lingua principale prima ancora di italiano e inglese.</p>
<p><strong>Che differenze esistono tra il mondo lavorativo brasiliano e quello italiano?</strong></p>
<p>Il <strong>Brasile</strong> lavorativo viaggia alla velocitá della luce almeno da 10 anni.</p>
<p>Per me é stata una sorpresa e lo ho imparato quando da Belo Horizonte mi sono trasferito a lavorare a San Paolo che é la Milano del <strong>Brasile</strong>.</p>
<p>Qui a San Paolo si lavora tantissimo, io tra l&#8217;altro oggi lavoro in una impresa di servizi Internet business to business che funziona 7 giorni su 7, 24 ore al giorno, 365 giorni l&#8217;anno.</p>
<p>Il costo di vita e gli stipendi a San Paolo sono molto piú alti rispetto al resto del <strong>Brasile</strong> e forse anche di alcuni paesi europei e l&#8217;economia oggi prospera non solo a San Paolo, ma anche il tutto il resto del paese dal Nordest, con Recife, passando per Rio e Curitiba fino al Rio Grande do Sul.</p>
<p>Un altro aspetto che ignoravo é la grande concorrenza nel mercato lavorativo locale non solo tra aziende, ma anche tra professionisti. Infatti corsi di laurea, master MBA sono ormai pre requisito per l&#8217;assunzione in molte aziende, visto che in <strong>Brasile</strong> ci sono tantissime imprese multinazionali.</p>
<p>La manodopera locale di professionisti, manager, ingegneri, avvocati, tecnici etc. é abbondante e quindi per farsi largo occorre essere preparati, dotati di persistenza, avere capacitá di produrre risultati nel breve periodo e anche fortuna.</p>
<p>La legge brasiliana da sempre non tutela i lavoratori, protegge le imprese, quindi se l&#8217;azienda non produce i risultati sperati, tutti a casa. Mi sembra che sia la tendenza ormai anche dell&#8217;Europa. Ai turn around del <strong>Brasile</strong> mi sono abituato, il tempo cambia in fretta, non c&#8217;é sicurezza in molti aspetti della vita, nonostante questo sono contento della scelta di vita che ho fatto perché vivo bene il presente in un paese non facile e mi sento una persona fortunata e privilegiata.</p>
<p><strong>Come sta cambiando il Brasile e che prospettive offre per il futuro?</strong></p>
<p>Il<strong> Brasile</strong> é il paese del presente: il lungo periodo in <strong>Brasile</strong> é un anno, il prossimo. Come si dice qui per ringraziare che va tutto bene, almeno oggi, ”Graças a Deus”!</p>
<p><strong>Grazie Lucio e buon proseguimento!</strong></p>
<p><!--<br />
div.cjjobbox{</p>
<p>width: 345px ;<br />
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font-family: Arial, sans-serif ;<br />
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text-align: left;<br />
}<br />
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}<br />
--></p>
<div class="cjjobbox">
<div style="text-align: center; padding: 5px;">
<p><a href="http://www.careerjet.com.br/emprego-italiano.html">Lavoro in Brasile</a></p>
</div>
<p><script src="http://www.careerjet.com.au/partners/jsjobbox.html?s=italiano&amp;l=Brazil&amp;n=10&amp;lid=114369&amp;nfr=1&amp;ntt=1&amp;affid=d4af8adb62bfd25c1fa895e81bce7cc0" type="text/javascript">
</script></p>
<div style="text-align: center; padding-top: 8px; padding-bottom: 5px;"><a href="http://www.careerjet.com.au/" target="_blank">Careerjet, the search engine for jobs</a></div>
</div>
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		<title>Brasile: flussi migratori invertiti</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/09/brasile-flussi-migratori-invertiti/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 00:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[emigrare]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre più stranieri emigrano verso il Brasile mentre i brasiliani tendono a emigrare in meno. Secondo un articolo pubblicato sul blog Beyondbrics del Financial Times, i brasiliani sono abituati a vedere i propri compatrioti andare all&#8217;estero per trovare fortuna in Europa o in Nord America. Fino a poco tempo fa non erano altrettanto abituati a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Sempre più stranieri emigrano verso il Brasile mentre i brasiliani tendono a emigrare in meno.</h1>
<p>Secondo un <a title="beyondbrics" href="http://blogs.ft.com/beyond-brics/2011/11/03/vincent/#axzz1cyScWeHv" target="_blank">articolo</a> pubblicato sul blog Beyondbrics del Financial Times, i brasiliani sono abituati a vedere i propri compatrioti andare all&#8217;estero per trovare fortuna in Europa o in Nord America. Fino a poco tempo fa non erano altrettanto abituati a vedere stranieri immigrare in <strong>Brasile</strong>.</p>
<p>Ma adesso che le nazioni più ricche stanno facendo fatica dal punto di vista economico mentre il <strong>Brasile</strong> continua crescere, la direzione dei flussi migratori sta cambiando. Per la prima volta in vent&#8217;anni, ci sono più stranieri che vivono in <strong>Brasile</strong> rispetto ai brasiliani che vivono all&#8217;estero.</p>
<div id="attachment_7145" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/brasile/"><img class="size-medium wp-image-7145" title="Brasile su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/bandiera-brasile-300x200.jpg" alt="Brasile su Italiansinfuga" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Brasile su Italiansinfuga</p></div>
<p>In base a cifre risalenti a giugno, 1,47 milioni di immigrati legali vivono in<strong> Brasile</strong> secondo il ministero della giustizia brasiliana. Vengono inoltre estimati 600.000 immigrati illegali principalmente provenienti dalle altre nazioni del Sudamerica. La cifra totale è quindi superiore ai 2 milioni di persone, il numero di brasiliani che il governo stima vivano all&#8217;estero. Quest&#8217;ultimo numero si è dimezzato dal 2005 grazie al boom economico e le prospettive future del Brasile.</p>
<p>Questi numeri, per quanto imprecisi, sono stati calcolati dal giornale <a href="http://oglobo.globo.com/economia/mat/2011/10/29/crise-global-crescimento-do-brasil-fazem-numero-de-imigrantes-crescer-52-no-ano-superando-2-milhoes-925699913.asp" target="_blank">O Globo</a> di Rio de Janeiro e il ministero ha confermato la veridicità di tali cifre.</p>
<p>L&#8217;ondata migratoria di stranieri verso il Brasile può dividersi in due categorie:</p>
<ul>
<li>professionisti che traggono vantaggio dal basso tasso di disoccupazione e alti salari che arrivano con un visto sponsorizzato</li>
<li>coloro che arrivano senza un visto, spesso dalle nazioni confinanti, che contano sulla possibilità di essere naturalizzati prima o poi</li>
</ul>
<p>Il Portogallo è la fonte maggiore di immigrati legali verso <strong>Brasile</strong> (23%), per il resto non esiste una nazione che contribuisca in modo particolare al flusso migratorio.</p>
<p>Un esempio dei professionisti è fornito da Hugo López Guanter, un architetto trentunenne di Barcellona che sta lavorando a <strong>São Paulo</strong> da circa un anno. López Guanter sostiene &#8220;sono arrivato in cerca di sviluppo professionale in quanto stavo avendo difficoltà a progredire in Europa e spesso la paga è migliore qui&#8221;.</p>
<p>L&#8217;economia brasiliana dovrebbe crescere meno quest&#8217;anno ma le prospettive rimangono positive. Il tasso di disoccupazione rimane ai minimi storici e l&#8217;economia dovrebbe crescere molto meno rispetto al previsto 3-3,5% per rendere il <strong>Brasile</strong> una destinazione inappetibile per gli europei.</p>
<p>Luis Barrera Muñoz, un peruviano che lavora in un hotel di <strong>Rio de Janeiro</strong> e che ha vissuto in Florida, dice &#8220;se dovessi dare consigli ai miei connazionali che stanno considerando l&#8217;emigrazione, direi loro di andare in <strong>Brasile</strong> piuttosto che negli Stati Uniti. Non l&#8217;avrei mai detto 10 anni fa. Invece adesso sto pensando di aprire un&#8217;azienda edilizia qui in <strong>Brasile</strong> dopo che la mia è fallita negli Stati Uniti.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Studiare all’università in Brasile</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/01/10/studiare-alluniversita-in-brasile/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 10:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[visto]]></category>
		<category><![CDATA[florianopolis]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimiliano Buldrini ha studiato per un semestre all&#8217;università di Santa Catarina, a Florianopolis, in Brasile e condivide con noi la sua esperienza. Ci descrivi di come un perito commerciale sia diventato artista? Ho cominciato a suonare in terza media, il mio strumento era la batteria: dai 14 ai 18 anni ho suonato in band del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Massimiliano Buldrini ha studiato per un semestre all&#8217;università di Santa Catarina, a Florianopolis, in Brasile e condivide con noi la sua esperienza.</h1>
<p><em>Ci descrivi di come un perito commerciale sia diventato artista?</em></p>
<p>Ho cominciato a suonare in terza media, il mio strumento era la batteria: dai 14 ai 18 anni ho suonato in band del luogo facendo concerti in regione.</p>
<p>Quando in quarta superiore hanno aperto un laboratorio teatrale nella scuola che frequentavo (l&#8217;Istituto Tecnico Commerciale &#8220;Luigi Paolini&#8221; di Imola) mi ci sono buttato subito: è stato amore a prima vista!</p>
<p>Ho cominciato dai classici (De Filippo, Plauto, Pirandello) per poi arrivare al teatro di ricerca costruendo il testo durante il percorso.</p>
<p><em>Come sei venuto a conoscenza della possibilità di studiare in Brasile?</em></p>
<p>La mia associazione culturale T.I.L.T., che ho fondato con altri studenti ed ex-studenti della scuola per ragionieri che frequentavo nel 1996, ha avuto la fortuna di lavorare con un coreografo che all&#8217;epoca stava facendo il dottorato al DAMS di Bologna: Milton de Andrade, detto Ju.</p>
<p>Dopo il dottorato ha vinto il concorso per insegnare al Centro delle Arti dell&#8217;<strong>Università</strong> di Santa Catarina a Florianopolis. Così abbiamo deciso nel 2004 di fare uno scambio tra il mio gruppo e l&#8217;<strong>Università</strong>: è stato l&#8217;inizio di una lunga collaborazione che mi ha portato a ritornare nel 2005 e nel 2008 sempre per un periodo di un mese.</p>
<div id="attachment_3398" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/bandiera-brasile.jpg"><img class="size-medium wp-image-3398" title="Studiare all'università in Brasile" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/bandiera-brasile-300x200.jpg" alt="Studiare all'università in Brasile" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Studiare all&#39;università in Brasile</p></div>
<p><em>Quali passi pratici hai dovuto fare per iscriverti al semestre a Florianopolis?</em></p>
<p>Nel 2010 volevo prendermi una pausa dal lavoro in Italia per potere approfondire le mie conoscenze teoriche e pratiche sul teatro, così mi sono informato e ho deciso di fare un semestre come &#8220;alunno speciale&#8221; a Florianopolis.</p>
<p>Come &#8220;alunno speciale&#8221; avrei potuto frequentare due discipline, e a fine corso ricevere una certificazione dei corsi fatti e delle votazioni ottenute.</p>
<p>Ho mandato curriculum scolastico e lavorativo e una lettera di motivazione, allegando documenti di identità.</p>
<p>La cosa più complicata che ho dovuto fare, è stata il visto: gli italiani possono avere un visto turistico di 6 mesi automatico (senza nessuna richiesta), ma dovendo farmi riconoscere gli studi in <strong>Brasile</strong> ho dovuto fare un visto per studenti di 6 mesi.</p>
<p>Non sto ad elencare tutto quello che ho dovuto fare per non appesantirvi, ma per chi fosse interessato vi lascio il <a title="Consolato del Brasile di Milano" href="http://www.brasilemilano.it/ita/consolare/visti/visto_temp4a.asp" target="_blank"><strong>link</strong></a> del Consolato del <strong>Brasile</strong> di Milano (la mia regione era di competenza di Milano, altre si devono rivolgere a quello di Roma, sul sito è specificato tutto).</p>
<p><em>Ci fai un confronto tra l&#8217;ambiente universitario in Brasile e quello Italiano?</em></p>
<p>Mi dispiace confermare i luoghi comuni, ma il <strong>Brasile</strong>, almeno dal lato Universitario, è molto meglio dell&#8217;Italia.<br />
Mi sono laureato al DAMS di Bologna, e ogni anno c&#8217;erano sempre meno fondi per potere fare anche attività pratiche.</p>
<p>In <strong>Brasile</strong> l&#8217;<strong>Università</strong> in questi anni ha molti soldi, e oltre a professori qualificati e capaci, offre anche molte attività pratiche con docenti a artisti provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>Anche l&#8217;ambiente studentesco è molto differente: sembra di essere nella serie televisiva &#8220;Saranno Famosi&#8221; degli anni &#8217;80.</p>
<p>Dentro l&#8217;<strong>Università</strong>, oltre alla parte teorica, ci sono anche moltissimi corsi pratici che fanno parte del programma di studi, e tutti gli studenti preparano spettacoli e performance utilizzando gli spazi universitari.</p>
<p><em>Puoi darci un&#8217;idea di massima dei costi associati con lo <strong>studiare all&#8217;università in Brasile</strong>?</em></p>
<p>Per farsi un&#8217;idea dei costi (ma la situazione è molto dinamica visto il cambio euro-real sempre in ribasso) si può semplificare dicendo che quello che si spende in Italia in euro lo si può trasformare in real (a fine 2010 il cambio era 2.2 cioè un euro valeva 2,2 reais).<br />
Io pagavo 500 reais di affitto al mese più spese per luce e acqua (altri 40/50 reais).<br />
Per la spesa spendevo una media di 50/60 reais e per mangiare a pranzo fuori dagli 8 ai 15 reais a seconda del posto e del pasto.<br />
I mezzi di trasporto sono un po&#8217; cari: per chi non ha la tessera dell&#8217;autobus sono 2,95 reais a corsa (2,38 con tessera cittadino): con la tessera studenti costa la metà.<br />
I taxi non sono molto economici, ma sono comodi e pratici e si trovano a qualsiasi ora del giorno e della notte.<br />
Non esistono treni, perlomeno a Florianopolis.<br />
L&#8217;<strong>Università</strong> è praticamente gratuita: io non ho pagato una lira, e tutti i corsi che ho fatto, anche pratici, erano compresi.<br />
Inoltre in sei mesi ci sono stati almeno una decina di festival e manifestazioni teatrali, quasi tutte gratuite!</p>
<p><em>Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?</em></p>
<p>Purtroppo in Italia il lavoro dell&#8217;attore e dell&#8217;artista in genere è poco riconosciuto, e chiunque abbia fatto &#8220;quattro cavolate&#8221; in teatro o qualche apparizione sullo schermo, si crede già attore o artista.<br />
Ci vogliono anni di studio e di lavoro per diventare artisti, e tutta la vita per crescere: in Oriente (Giappone, India, ecc.) si diventa attori esperti solo in età avanzata.<br />
Sicuramente per fare questo mestiere ci vuole determinazione, studio, lavoro, e anche un pizzico di follia&#8230;<br />
Essere Artisti o essere fenomeni da baraccone è molto differente!</p>
<p><em>Hai siti web utili da segnalare ai lettori?</em></p>
<p><a title="Universita' Centro delle Arti di Florianopolis" href="http://www.ceart.udesc.br/" target="_blank">Università Centro delle Arti di Florianopolis</a>:<br />
<a title="Post Laurea in Teatro" href="http://www.ceart.udesc.br/ppgt" target="_blank"> Post-Laurea in Teatro</a></p>
<p>Trasporti<br />
<a title="Autobus Florianopolis" href="http://www.transoltc.com.br/" target="_blank"> Autobus Florianopolis</a><br />
<a title="Taxi Florianopolis" href="http://www.floripataxi.com/"> Taxi Florianopolis</a></p>
<p>Informazioni<br />
<a title="Guida Florianopolis" href="http://www.guiafloripa.com.br/" target="_blank"> Guida Florianopolis</a>:</p>
<p>Se qualcuno vuole leggere quello che ho fatto in Brasile questo è il <a href="https://sites.google.com/a/tiltonline.org/tilt-brasile/">mio diario di viaggio</a>.</p>
<p><em>Grazie Massimiliano e buon proseguimento!</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’Italia perde cosa il Brasile guadagna</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/10/30/litalia-perde-cosa-il-brasile-guadagna/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 23:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>

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		<description><![CDATA[Dario Zanin fornisce un esempio lampante di professionisti italiani che non riescono a trovare sbocchi adeguati sul mondo del lavoro italiano. La sua soluzione? Emigrare in Brasile. Ecco la sua storia. Nel 2006 mi trovavo in una fase di stallo. L’azienda nella quale lavoravo era bloccata da logiche familistiche e qualsiasi percorso di ascesa era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Dario Zanin fornisce un esempio lampante di professionisti italiani che non riescono a trovare sbocchi adeguati sul mondo del lavoro italiano. La sua soluzione? Emigrare in Brasile. Ecco la sua storia.</h1>
<p>Nel 2006 mi trovavo in una fase di stallo. L’azienda nella quale lavoravo era bloccata da logiche familistiche e qualsiasi percorso di ascesa era precluso.</p>
<p>Nel mercato del lavoro il panorama era per me triste. Dopo qualche mese d’interviste mi resi conto che, pur avendo maturato una ottima esperienza internazionale, il mio percorso non risultava abbastanza “appealing”.</p>
<p>Quindi decisi assieme a mia moglie di spendere la carta <strong><a title="Dieci motivi per emigrare in Brasile" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/04/02/dieci-motivi-per-emigrare-in-brasile/" target="_blank">Brasile</a></strong>. Pur non avendo mai risieduto avevo lavorato come Sales Manager per vari anni in Latin America e quindi potevo vantare una esperienza ed una rete di conoscenze.</p>
<p>Utilizzando il data-base dell’<a title="ICE San Paolo" href="http://www.ice.gov.it/paesi/america/brasile/ufficio.htm" target="_blank">ICE di San Paolo</a> feci uno screening tra le varie aziende italiane che avevano una realtà industriale in <strong>Brasile</strong>, privilegiando quei settori dove potevo dare maggiore valore aggiunto. Feci partire alcuni curriculum e venni prontamente contattato da varie aziende. Accettai la prima proposta seria ed … eccomi qua. Qualche difficoltà ci fu ma venne superata in fretta.</p>
<p>Da un punto di vista professionale l’esperienza è stata e continua ad essere entusiasmante.</p>
<p>Il <strong>Brasile</strong> sta crescendo da vari anni ma negli ultimi anni sta avendo un nuovo forte slancio. Quest’anno le aspettative danno una crescita del 7.5%. C’è grande fermento nell’ambiente e le opportunità sia di carriera che di nuovi business si stanno facendo più numerose.</p>
<p>La sensazione è quella di “stare al posto giusto nel momento giusto”.</p>
<p>Sono passati poco più di tre anni da quando ho lasciato l’<strong>Italia</strong> ma mi sembrano molto di più. Ho riscoperto la gioia di pensare, organizzare, realizzare e portare a termine progetti. La felicità di terminare qualcosa e di vederne i frutti. Avvenimenti di cui avevo perso il ricordo in <strong>Italia</strong>.</p>
<p>Vien da se che anche la vita familiare e personale ne ha giovato oltre al fatto che spazi e scenari sono enormemente più vasti. Esempio di questo é che sto terminando il conseguimento del brevetto di pilota d’aereo uno dei miei “sogni nel cassetto”.</p>
<p>Aspetti negativi? Una burocrazia asfissiante e un alto costo dei beni di consumo.</p>
<p>Ad ogni modo il piatto della bilancia pende decisamente dal lato positivo.</p>
<p><em>Grazie Dario e buon proseguimento in <strong>Brasile</strong>!</em></p>
<p><em> </em></p>
<div id="attachment_3398" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/bandiera-brasile.jpg"><img class="size-medium wp-image-3398" title="L'Italia perde cosa il Brasile guadagna" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/bandiera-brasile-300x200.jpg" alt="L'Italia perde cosa il Brasile guadagna" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;Italia perde cosa il Brasile guadagna</p></div>
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		<title>Imprenditori italiani che emigrano in Brasile</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/10/09/imprenditori-italiani-che-emigrano-in-brasile/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 21:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori]]></category>
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		<description><![CDATA[Antonio Oliviero è un imprenditore che, stanco dell&#8217;Italia, ha deciso di emigrare in Brasile. Il suo blog Vivereinbrasile.com fornisce tantissime informazioni utili per coloro interessati ad emigrare in Brasile. Ci spieghi il tuo background in Italia? Sono laureato in ingegneria elettronica ed ho lavorato per circa trenta anni nel settore della Automazione industriale e delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Antonio Oliviero è un imprenditore che, stanco dell&#8217;Italia, ha deciso di <strong>emigrare</strong> in <strong>Brasile</strong>.</h1>
<p><em>Il suo blog <a title="Vivereinbrasile.com" href="http://www.vivereinbrasile.com/" target="_blank">Vivereinbrasile.com</a> fornisce tantissime informazioni utili per coloro interessati ad <strong>emigrare</strong> in <strong>Brasile</strong>.</em></p>
<p><em>Ci spieghi il tuo background in Italia? </em></p>
<p>Sono laureato in ingegneria elettronica ed ho lavorato per circa trenta anni nel settore della Automazione industriale e delle Telecomunicazioni. Sono stato direttore tecnico, direttore commerciale e titolare di diverse Società sia in Italia che all&#8217;estero.</p>
<p><em>Perché hai deciso di partire? </em></p>
<p>Il lavoro gratificante è venuto a mancare in seguito alla disintegrazione del nostro tessuto industriale . Gli imprenditori sono stati lentamente ma inesorabilmente sostituiti da cialtroni in giacca e cravatta. A questo punto, nonostante avessi 50 anni e quindi non fossi proprio un giovanotto, ho preferito <strong>emigrare</strong>.</p>
<p><em>Cosa ti ha portato in <strong>Brasile</strong>? </em></p>
<p>La conoscenza fatta nei miei viaggi all&#8217;estero di vari luoghi possibili dove trasferirsi mi ha portato a scegliere il <strong>Brasile</strong> come destinazione numero uno. Fattori climatici ed affinità culturali in primis.</p>
<p><em>Con che visto sei arrivato e sei ora residente? </em></p>
<p>Come tutti sono arrivato con un visto turistico. Nel 2004 ho chiesto il visto permanente che ho ottenuto qualche anno dopo. Senza visto non è possibile aprire un conto corrente e quindi è molto difficile operare.</p>
<div id="attachment_3196" class="wp-caption aligncenter" style="width: 605px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/natal.jpg"><img class="size-full wp-image-3196" title="Imprenditori Italiani che emigrano in Brasile" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/10/natal.jpg" alt="Imprenditori Italiani che emigrano in Brasile" width="595" height="359" /></a><p class="wp-caption-text">Imprenditori Italiani che emigrano in Brasile</p></div>
<p><em>Cosa fai di lavoro oltre a scrivere su <a title="Vivereinbrasile.com" href="http://www.vivereinbrasile.com/" target="_blank">Vivere in Brasile</a>? </em></p>
<p>Gestisco investimenti immobiliari e finanziari. Attraverso il Blog mi arrivano numerose richieste di italiani che intendono trasferirsi in <strong>Brasile</strong> o semplicemente acquistare un immobile.</p>
<p><em>Quali opportunità ci sono per gli Italiani in <strong>Brasile</strong></em><em>? </em></p>
<p>Poche per quanto riguarda il lavoro dipendente. La concorrenza è agguerrita e la nostra laurea deve essere validata in <strong>Brasile</strong>. Certamente maggiori sono le opportunità per chi possiede un capitale da investire in una attività autonoma. La maggior parte degli Italiani che lavorano in Brasile sono in realtà dipendenti di Aziende italiane con loro filiali in <strong>Brasile</strong>. Gli altri sono proprietari di attività generalmente legate al turismo: pousade, ristoranti, rent a car, hotel, agenzie immobiliari, ecc.</p>
<p><em>Ci descrivi <a title="Natal, Brasile" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Natal" target="_blank">Natal</a></em><em>? </em></p>
<p>Natal è la capitale dello Stato del Rio Grande do Norte e si trova nel Nordeste del <strong>Brasile</strong> prossima all&#8217;equatore. Come la maggioranza delle capitali brasiliane si trova sul mare ed è caratterizzata da lunghe spiagge di sabbia bianca e dune. Il sole splende 300 giorni all&#8217;anno ma nonostante ciò la costante ventilazione rende il caldo sopportabile.</p>
<p>Gli abitanti sono circa 800 mila e non ci sono industrie inquinanti pertanto la qualità dell&#8217;aria è molto elevata. Il costo della vita, benchè in costante aumento in tutto il Brasile, è ancora una frazione delle grandi capitali quali San Paolo e Rio.</p>
<p>Lo sviluppo immobiliare degli ultimi tempi ne fa un destino naturale per coloro che intendono investire in una città che sarà tra quelle che ospiteranno la Coppa del Mondo del 2014 e che quindi beneficerà dei grandi investimenti in infrastrutture (nuovo aereoporto, strade, Stadio, ecc) che il governo brasiliano ha destinato allo scopo.</p>
<p><em>Puoi consigliare siti internet per chi è interessato a <strong>emigrare</strong></em><em> in <strong>Brasile</strong></em><em>? </em></p>
<p>Esistono numerosi siti e blog che trattano della vita in <strong>Brasile</strong> e sono riportati sul mio sito alla voce &#8216;I preferiti di Vivere in Brasile&#8217;.</p>
<p><em>Grazie Antonio e buon proseguimento!</em></p>
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		<title>Emigrare in Brasile per amore, ripartendo da zero o quasi</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/09/26/emigrare-in-brasile-per-amore-ripartendo-da-zero-o-quasi/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 22:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[salvador]]></category>

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		<description><![CDATA[Filippo Giordano, ingegnere meccanico, è emigrato in Brasile per motivi sentimentali, lasciando un lavoro in Italia e ripartendo da quasi zero, lavorativamente parlando. Come ti ha preparato una laurea in Ingegneria Meccanica al mondo del lavoro italiano? La facoltà di ingegneria meccanica offre già di partenza una grande scelta di lavoro nel nord Italia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Filippo Giordano, ingegnere meccanico, è emigrato in Brasile per motivi sentimentali, lasciando un lavoro in Italia e ripartendo da quasi zero, lavorativamente parlando.</h1>
<p><em>Come ti ha preparato una laurea in Ingegneria Meccanica al mondo del lavoro italiano? </em></p>
<p>La facoltà di ingegneria meccanica offre già di partenza una grande scelta di lavoro nel nord Italia e non solo, d&#8217;altra parte è una della lauree più difficili in assoluto. Tra lo studio e il lavoro ci sono sempre grandi differenze, soprattutto studiando in Italia in facoltà storiche e tradizionaliste, amanti delle grandi teorie più che della ben più utile pratica.</p>
<p><em>Come hai trovato il tuo primo lavoro in Italia?</em></p>
<p>Dopo un po&#8217; del classico invio di CV che aveva già fruttato diverse possibilità, mi ha chiamato il proprietario di un&#8217;azienda di sospensioni motociclistiche a cui il mio professore della tesi aveva parlato per l&#8217;attinenza della tesi con il prodotto dell&#8217;impresa. La sua proposta è stata la più interessante.</p>
<p><em>Perché hai pensato all&#8217;emigrazione?</em></p>
<p>Sono sempre stato amante delle lingue, curioso delle differenze culturali e buon viaggiatore. Dopo qualche anno di esplorazioni, tentativi e conoscenze principalmente all&#8217;interno della Comunità Europea, ho semplicemente conosciuto mia moglie! Lei stava facendo un dottorato di ricerca a Bologna per conto del ministero delle finanze brasiliano: vista la sua impossibilità di trovare un lavoro così ben remunerato altrove che in <strong>Brasile</strong>, vista la mia possibilità di fare l&#8217;ingegnere all&#8217;estero (per gli avvocati è molto più difficile), era piuttosto scontato che sarei dovuto essere io a trasferirmi in <strong><a title="Dieci motivi per emigrare in Brasile" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/04/02/dieci-motivi-per-emigrare-in-brasile/" target="_blank">Brasile</a></strong>.</p>
<p><em>Come hai compiuto il salto verso il <strong>Brasile</strong></em><em>?</em></p>
<p>Prima di conoscere Cecília non ero mai stato in <strong>Brasile</strong> e non parlavo portoghese: durante i nostri primi due anni di conoscenza mi sono avvicinato a quel mondo, mi è piaciuta <a title="Salvador Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_(Brasile)" target="_blank">Salvador</a> e la mia nuova famiglia, ho valutato attentamente possibilità e difficoltà, ma l&#8217;impulso finale che mi ha fatto <strong>emigrare</strong> verso il <strong>Brasile</strong> è stato l&#8217;amore per mia moglie.</p>
<div id="attachment_3092" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/09/salvador.jpg"><img class="size-medium wp-image-3092" title="Emigrare in Brasile per amore" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2010/09/salvador-300x225.jpg" alt="Emigrare in Brasile per amore" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Emigrare in Brasile per amore</p></div>
<p><em>Con che visto sei residente?</em></p>
<p>Attualmente sto aspettando il documento definitivo del visto permanente per straniero. Come tutti ho iniziato come turista, ma nel mio caso l&#8217;emigrazione aveva già per presupposto il matrimonio entro pochi mesi. Tra poco potrò richiedere la naturalizzazione a cittadino brasiliano.</p>
<p><em>Cosa fai di lavoro adesso?</em></p>
<p>Non sto ancora lavorando, soprattutto perchè la burocrazia accademica ha causato un ritardo di più di un anno per il riconoscimento del mio titolo d&#8217;ingegnere in territorio brasiliano.</p>
<p>Nonostante questo però ho già fatto parecchi colloqui in industria con imprese multinazionali, soprattutto perchè la mia esperienza lavorativa nell&#8217;automotive italiano risulta interessante.</p>
<p><em>Quali sono le differenze maggiori tra il mondo del lavoro in <strong>Brasile</strong></em><em> e quello in Italia?</em></p>
<p>Per il momento posso parlare solo dal punto di vista della <a title="Come trovare lavoro in Brasile" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/10/17/come-trovare-lavoro-in-brasile-consigli-da-chi-lha-fatto/" target="_blank">ricerca di lavoro</a> e in specifico a Salvador, che notoriamente per gli ingegneri ha un&#8217;offerta ben più ridotta rispetto a San Paolo e Rio de Janeiro. I canali di ricerca a disposizione sono i classici Headhunters e Motori di offerta lavoro, ma molte volte, anche qui come in Italia, fanno la differenza le conoscenze all&#8217;interno delle aziende. Purtroppo, nonostante la famosa accoglienza e allegria del popolo brasiliano, in campo professionale pesa anche una certa diffidenza nei confronti del &#8220;diverso&#8221;.</p>
<p><em>Quali risorse internet consiglieresti a chi vuole andare in <strong>Brasile</strong></em><em>?</em></p>
<p>Tra i siti ufficiali cosiglio sicuramente l&#8217;<a title="Ambasciata Italiana a Brasilia" href="http://www.ambbrasilia.esteri.it" target="_blank">ambasciata italiana</a> a Brasilia, punto di partenza fondamentale.</p>
<p>Per quanto riguarda i blog e i siti di attualità, ho apprezzato particolarmente <a title="Vivere in Brasile" href="http://www.vivereinbrasile.com" target="_blank">Vivere in Brasile</a> dell&#8217;amico Antonio Oliviero e sicuramente il <a title="Italiansinfuga" href="http://www.italiansinfuga.com">tuo</a>.</p>
<p><em>Tornerai in Italia?</em></p>
<p>Ogni anno torno più volte in Italia! Il mio desiderio per il futuro sarebbe riuscire a trovare una condizione lavorativa che mi permetta di vivere un po&#8217; in <strong>Brasile</strong> e un po&#8217; in Italia.</p>
<p><em>Grazie Filippo e buon proseguimento a te ed a Cecília!</em></p>
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		<title>Classifica mondiale delle città con peggiore traffico</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/07/01/classifica-mondiale-delle-citta-con-peggiore-traffico/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 11:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[traffico]]></category>

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		<description><![CDATA[La IBM ha pubblicato i risultati di un sondaggio sull&#8217;impatto del traffico sui pendolari che usano la macchina nelle principali città internazionali. Sono stati intervistati 8192 automobilisti in 20 città di sei continenti. È stato poi compilato un indice che assegna un punteggio al &#8220;pedaggio&#8221; emotivo ed economico che i pendolari affrontano in ogni città usando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La IBM ha <a title="IBM Global Commuter Pain Study" href="http://www-03.ibm.com/press/us/en/pressrelease/32017.wss" target="_blank">pubblicato</a> i risultati di un sondaggio sull&#8217;impatto del traffico sui pendolari che usano la macchina nelle principali città internazionali.</p>
<p>Sono stati intervistati 8192 automobilisti in 20 città di sei continenti. È stato poi compilato un indice che assegna un punteggio al &#8220;pedaggio&#8221; emotivo ed economico che i pendolari affrontano in ogni città usando una scala che va da uno a 100 (punteggio massimo negativo).</p>
<p>L&#8217;indice rivela una disparità enorme nella fatica di fare il pendolare nelle varie città. Stoccolma è la città dove fare il pendolare è meno doloroso, seguita da Melbourne e Houston (a pari merito) e New York.</p>
<p>La maggioranza degli intervistati ha detto che il traffico è peggiorato negli ultimi tre anni soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove il traffico è un fenomeno relativamente recente, essendo cresciuto pari pari con lo sviluppo economico di queste città negli ultimi due decenni.</p>
<p>Ad esempio in Cina il numero di macchine immatricolate nei primi mesi del 2010 è salito del 23,8% raggiungendo un totale di 248.000 unità. Questo fa sì che Pechino sia una delle città con il più alto indice di &#8220;dolore da pendolare&#8221; come definito dalla IBM.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/7J4kQ7TmMN4&amp;hl=en_US&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7J4kQ7TmMN4&amp;hl=en_US&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Città come Pechino, Nuova Delhi e Città del Messico sono in cima alla classifica per quello che riguarda la percentuale di automobilisti che riporta un impatto negativo sulla propria salute o sulla prestazione al lavoro.</p>
<p>Milano, l&#8217;unica città italiana nella classifica, si trova al settimo posto.</p>
<p>La classifica completa è:</p>
<ul>
<li>Pechino 99</li>
<li>Città del Messico 99</li>
<li>Johannesburg 97</li>
<li>Mosca 84</li>
<li>Nuova Delhi 81</li>
<li>San Paolo 75</li>
<li>Milano 52</li>
<li>Buenos Aires 50</li>
<li>Madrid 48</li>
<li>Londra 36</li>
<li>Parigi 36</li>
<li>Toronto 32</li>
<li>Amsterdam 25</li>
<li>Los Angeles 25</li>
<li>Berlino 24</li>
<li>Montreal 23</li>
<li>New York 19</li>
<li>Houston 17</li>
<li>Melbourne 17</li>
<li>Stoccolma 15</li>
</ul>
<p>Andare all&#8217;estero per poi trovarsi a vivere in una città dove si passano alcune ore ogni giorno bloccati nel traffico è controproducente. Prendete quindi anche in considerazione questa classifica per decidere dove emigrare all&#8217;estero.</p>
<p>Io vi riporto la mia esperienza di automobilista sia in Inghilterra e poi in Australia. Secondo me il traffico a Melbourne non è un problema, nonostante quello che gli Australiani dicano al riguardo. Rispetto al traffico che incontravo ogni giorno in Inghilterra, fuori Londra, la congestione automobilistica sulle strade di Melbourne è minima.</p>
<p>Allego un paio di video per farvi vedere di cosa sto parlando!</p>
<p>Se avete video riguardanti il traffico in una delle città menzionate nella classifica fatemelo sapere!</p>
<p>Traffico autostradale a Melbourne</p>
<p><object width="320" height="260" data="http://www.ustream.tv/flash/video/7013752" type="application/x-shockwave-flash"><param name="id" value="utv597994" /><param name="name" value="utv_n_874864" /><param name="flashvars" value="autoplay=false" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/video/7013752" /></object></p>
<p>Traffico mattutino a Melbourne</p>
<p><object width="320" height="260" data="http://www.ustream.tv/flash/video/7014620" type="application/x-shockwave-flash"><param name="id" value="utv78977" /><param name="name" value="utv_n_51324" /><param name="flashvars" value="autoplay=false" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/video/7014620" /></object></p>
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