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	<title>italiansinfuga &#187; Australia</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>I lavoratori più giovani colpiti dalla disoccupazione in Australia</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/26/i-lavoratori-piu-giovani-colpiti-dalla-disoccupazione-in-australia/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 03:27:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Per tutti coloro che vogliono andare in Australia con il visto vacanza lavoro, è probabile che ci sarà più concorrenza per il tipo di lavoro che tanti di voi faranno. Secondo un articolo pubblicato da The Age, anche in Australia, come in Europa, i giovani e soprattutto i teenagers sono i più colpiti dalla crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Per tutti coloro che vogliono andare in Australia con il <a title="Visto Vacanza lavoro Australia" href="http://www.italiansinfuga.com/australia-vacanza-lavoro/" target="_blank">visto vacanza lavoro</a>, è probabile che ci sarà più concorrenza per il tipo di lavoro che tanti di voi faranno.</h1>
<p>Secondo un articolo pubblicato da <strong><a href="http://www.theage.com.au/business/young-workers-hit-by-rising-unemployment-20120124-1qevx.html" target="_blank">The Age</a></strong>, anche in <strong>Australia</strong>, come in Europa, i giovani e soprattutto i teenagers sono i più colpiti dalla crisi economica per quello che riguarda il tasso di disoccupazione.</p>
<p>Nel periodo da febbraio 2008 a dicembre 2011, il numero di posti di <strong>lavoro</strong> in possesso di giovani dai 15 ai 19 anni è diminuito di 92.200 unità. Tutto ciò nonostante il mercato del <strong>lavoro</strong> australiano abbia aggiunto 623.600 posti di lavoro in quel periodo secondo le cifre dell&#8217;Australian Bureau of Statistics.</p>
<p>A dicembre sono stati persi 18.500 lavori detenuti da teenagers, circa il 63% di tutti i posti di lavoro scomparsi durante il mese.</p>
<p>Di conseguenza il tasso di disoccupazione dei teenagers è salito dal 13,6% del dicembre 2008 fino al 17,3% del dicembre 2011.</p>
<p>In pratica i datori di <strong>lavoro</strong> rinunciano ad assumere lavoratori più giovani perché essi hanno bisogno di addestramento rispetto ai  lavoratori più anziani.</p>
<p>I settori che di solito hanno assunto i giovani come le vendite al dettaglio, l&#8217;edilizia o i mestieri di natura tecnica sono stati duramente colpiti dalla debolezza nell&#8217;economia e da cambiamenti strutturali della stessa.</p>
<div id="attachment_8158" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/australia-vacanza-lavoro/"><img class="size-medium wp-image-8158" title="Australia Visto Vacanza Lavoro" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/Australia-Map-Flag-300x246.jpg" alt="Australia Visto Vacanza Lavoro" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Australia Visto Vacanza Lavoro</p></div>
<p>Ad esempio, nell&#8217;ultimo anno hanno chiuso parecchie catene di librerie a causa della sempre maggiore propensione del consumatore a comprare libri on-line oppure in versione i e-book. Altre catene di vendita al dettaglio hanno anche chiuso i battenti perché i consumatori si sono accorti che i prezzi al dettaglio in Australia erano superiori a quelli che potevano essere ottenuti comprando su Internet dall&#8217;estero.</p>
<p>Ne consegue che l&#8217;occupazione di giovani in questi settori sia diminuita di parecchie migliaia di unità negli ultimi anni.</p>
<p>I teenagers quindi si ritrovano a cercare lavoro di tipo più saltuario come ad esempio cameriere o lavapiatti e diventano così vostri concorrenti.</p>
<p>Questo quindi avrà conseguenze per chi sta pensando di andare in <strong>Australia</strong> con un visto vacanza lavoro e trovare un lavoretto di questo tipo. Non sarà impossibile ma sembra stia diventando più difficile rispetto a due o tre anni fa.</p>
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		<title>Perth: il posto giusto per cambiare vita</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/15/perth-il-posto-giusto-per-cambiare-vita/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 07:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[perth]]></category>

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		<description><![CDATA[Eleonora Cozzari (@eleonoracozzari) si è trasferita con il marito a Perth in Australia da dove ci racconta la vita Down Under. Cosa hai studiato in Italia? Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione all&#8217;università degli studi di Perugia, a novembre del 2005. Che opportunità lavorative ti si sono aperte in Italia? Non ero neanche laureata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Eleonora Cozzari (<a href="https://twitter.com/#!/EleonoraCozzari" target="_blank">@eleonoracozzari</a>) si è trasferita con il marito a Perth in Australia da dove ci racconta la vita Down Under.</h1>
<p><strong>Cosa hai studiato in Italia?</strong></p>
<p>Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione all&#8217;università degli studi di Perugia, a novembre del 2005.</p>
<p><strong>Che opportunità lavorative ti si sono aperte in Italia?</strong></p>
<p>Non ero neanche laureata che avevo alle spalle diverse esperienze giornalistiche nella mia città: avevo preso il tesserino da pubblicista all&#8217;inizio del 2003, collaboravo con il giornale principale della mia regione e lavoravo come addetta stampa di una squadra di pallavolo di serie A.</p>
<p><strong>Perché poi l&#8217;Australia e Perth in particolare?</strong></p>
<p>Prima di venire in Australia ho vissuto per due anni e mezzo a Milano, collaboravo per diverse testate nazionali ma come ormai sanno anche i muri, o sei regolarmente assunto o la vita da freelance è una continua lotta. Così quando a mio marito è stato offerto un contratto a Perth come ingegnere per una compagnia petrolifera, io l&#8217;ho seguito</p>
<p><strong>Con che conoscenza dell&#8217;inglese sei arrivata?</strong></p>
<p>Elementare, scolastica, di base. Potrei andare avanti all&#8217;infinito a classificare quella che secondo me è la peggiore pecca dell&#8217;istruzione italiana. Certo, a molti la lingua piace, la conoscono e magari hanno anche fatto esperienze all&#8217;estero sia al liceo che all&#8217;università.</p>
<p>Ma i più, in Italia, si barcamenano. Noi studiamo inglese (e nel mio caso abbastanza male) ma va studiato in inglese che è un procedimento ben diverso. Ora faccio dei corsi per tentare di imparare la lingua.</p>
<p><strong>Che opportunità lavorative ci sono per una giovane della tua età?</strong></p>
<p>Molte. In Australia è difficile pestarsi i piedi. Qui c&#8217;è spazio e lavoro. Da qualsiasi parte del mondo si provenga. Certo, la lingua è fondamentale. Ma gli australiani sono molto pazienti, la popolazione è multiculturale e tantissimi hanno imparato la lingua qui, da piccoli o adolescenti.</p>
<p><strong>Riesci ad esercitare la professione di giornalista?</strong></p>
<p>Putroppo no. Riesco a raccogliere qualche informazione da mandare in Italia, ma sono ben lontana dallo scrivere in inglese&#8230;ma ho scoperto che c&#8217;è un giornale in lingua italiana, Il Globo, potrei mandare il mio curriculum <img src='http://www.italiansinfuga.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate fino ad ora?</strong></p>
<p>Fondamentali, solo la lingua. Per il resto basta entrare nella loro mentalità: come il fatto che negozi chiudono presto (alle 17,30) e che loro non hanno mai fretta (nè in macchina, nè altrove).</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7951" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/perth/"><img class="size-medium wp-image-7951" title="Perth su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/perth-2-300x174.jpg" alt="Perth su Italiansinfuga" width="300" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Perth su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Come descriveresti Perth a qualcuno che non l&#8217;ha mai visitata?</strong></p>
<p>E&#8217; una città dal clima stupendo: caldo, ma molto ventilato. Perciò mettetevi un cappello in testa per ripararvi dal sole e preparatevi a folate di vento che vi scompiglino i capelli. E&#8217; tranquilla e molto pulita. Il centro commerciale e lavorativo della città si sviluppa vicino al fiume Swan e la vista dalla riva del fiume, o dall&#8217;alto di Kings Park è strepitosa!</p>
<p>I grattacieli, per chi non è abituato, sono uno spettacolo meraviglioso. Le spiaggie intorno alla città poi sono bellissime, facilmente raggiungibili in treno. Qui il trasporto pubblico è eccellente. Il fine settimana poi non potete non andare a fare un giro a Fremantle, mezz&#8217;ora di treno da Perth dove l&#8217;atmosfera è very hippy.</p>
<p><strong>Sei contenta della scelta di venire in Australia? Perché?</strong></p>
<p>Sono venuta per la prima volta in Australia un anno fa. Ho girato tutte le città del sud: Sydney (la più bella), Melbourne (la più europea), Adelaide (la più comoda per raggiungere bellezze naturalistiche indimenticabili), ho percorso la Great Ocean Road, ho preso un traghetto per Kangaroo Island e ogni volta senza parole. E&#8217; un paese molto affascinante, dove la natura conquista, rapisce e resta indelebile. Se decidi di cambiare vita o semplicemente prospettiva, per un po&#8217;, devi farlo davvero. E questo è il posto giusto.</p>
<p><strong>Grazie Eleonora e buon proseguimento!</strong></p>
<div id="attachment_7952" class="wp-caption aligncenter" style="width: 582px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/perth.jpg"><img class="size-full wp-image-7952" title="Perth" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/perth.jpg" alt="Perth" width="572" height="380" /></a><p class="wp-caption-text">Perth</p></div>
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		<title>Le difficoltà di lavorare in Australia come infermiera</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/14/le-difficolta-di-lavorare-in-australia-come-infermiera/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 23:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[infermiere]]></category>

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		<description><![CDATA[L’iter da seguire per vedere riconosciute le proprie qualifiche è tutt’altro che semplice. In un&#8217;intervista su SBS Radio di Marina Freri, Simona Grillo, laureata in Scienze Infermieristiche, racconta di quali sono i requisito per lavorare come infermiere in Australia. Innanzitutto bisogna sostenere l’OET, un esame di Inglese particolare in base alla professione e specifico per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>L’iter da seguire per vedere riconosciute le proprie qualifiche è tutt’altro che semplice.</h1>
<p>In un&#8217;<a href="http://www.sbs.com.au/yourlanguage/italian/highlight/page/id/199083/t/Italian-nurses-in-Australia-It-could-be-a-struggle" target="_blank">intervista</a> su SBS Radio di Marina Freri, Simona Grillo, laureata in Scienze Infermieristiche, racconta di quali sono i requisito per lavorare come infermiere in Australia.</p>
<p>Innanzitutto bisogna sostenere l’<a href="http://www.occupationalenglishtest.org/" target="_blank">OET</a>, un esame di Inglese particolare in base alla professione e specifico per professionisti del settore sanità.</p>
<p>Poi per il riconoscimento delle qualifiche, bisogna fare una pre-iscrizione all’<a href="http://www.nursingmidwiferyboard.gov.au/" target="_blank">albo australiano</a> che poi valuterà i titoli di studio e l’esperienza professionale maturata all’estero ai fini della conversione all’interno del sistema sanitario australiano.</p>
<p>Nel caso di Simona, sono necessari tre mesi aggiuntivi di studio presso università australiane al costo di 10.000 dollari.</p>
<p><a href="http://www.sbs.com.au/yourlanguage/italian/highlight/page/id/199083/t/Italian-nurses-in-Australia-It-could-be-a-struggle" target="_blank">Buon ascolto</a>!</p>
<p><iframe src='http://www.sbs.com.au/yourlanguage/italian/player/embed/id/199083' width='310' height='65' frameborder='0' marginwidth='0' marginheight='0' scrolling='no' align='middle'></iframe></p>
<p><a title="Guida per lavorare e vivere come infermieri in Australia" href="http://www.italiansinfuga.com/risorse/guida-per-lavorare-e-vivere-come-infermieri-in-australia-scritta-in-inglese/" target="_blank"><strong>Guida per lavorare e vivere come infermieri in Australia</strong></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Engineers Australia per riconoscimento delle vostre qualifiche italiane</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/11/engineers-australia-per-riconoscimento-delle-vostre-qualifiche-italiane/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 00:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[visto]]></category>
		<category><![CDATA[engineers australia]]></category>
		<category><![CDATA[ingegnere]]></category>

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		<description><![CDATA[Engineers Australia è l&#8217;associazione di categoria che si occupa della promozione della professione e dello sviluppo professionale degli ingegneri in Australia. Engineers Australia conta più di 90.000 iscritti provenienti da tutte le varie discipline del settore ed è l&#8217;associazione professionale più grande in Australia per gli ingegneri. Per quello che riguarda l&#8217;immigrazione in l&#8217;Australia, Engineers [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Engineers Australia" href="http://www.engineersaustralia.org.au/" target="_blank">Engineers Australia</a> è l&#8217;associazione di categoria che si occupa della promozione della professione e dello sviluppo professionale degli ingegneri in Australia.</h1>
<p><strong>Engineers Australia</strong> conta più di 90.000 iscritti provenienti da tutte le varie discipline del settore ed è l&#8217;associazione professionale più grande in <strong>Australia</strong> per gli <strong>ingegneri</strong>.</p>
<p>Per quello che riguarda l&#8217;immigrazione in l&#8217;<strong>Australia</strong>, <strong>Engineers Australia</strong> è l&#8217;associazione in grado di certificare le vostre credenziali italiane per poter far domanda per un <strong>visto lavorativo</strong>.</p>
<p>Il <strong>Migration Skills Assessment</strong> è un servizio che fornisce un&#8217;opinione sull&#8217;equivalente livello di qualifica australiana dei vostri titoli italiani. Questo può essere usato per supportare la vostra domanda di visto all&#8217;interno di programmi di immigrazione qualificata in quanto conferma che soddisfiate i requisiti di qualifiche e competenze.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a title="Imagineering conference 2011 by Engineers Australia, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/engineersaustralia/6496759537/"><img title="Imagineering conference 2011" src="http://farm8.staticflickr.com/7006/6496759537_ff45490f1b_m.jpg" alt="Imagineering conference 2011" width="240" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Imagineering conference 2011</p></div>
<p>A seconda del volume di domande che vengono ricevute da <strong>Engineers Australia</strong>, l&#8217;Assessment può richiedere un lasso di tempo intorno alle 12 settimane dal momento in cui viene ricevuto la vostra domanda.</p>
<p><strong>Engineers Australia</strong> mette a disposizione un <a title="Engineers Australia" href="http://www.engineersaustralia.org.au/sites/default/files/shado/About%20Us/Migration%20Skills%20Assessment/Migration%20Skills%20Assessment%20Booklet.pdf" target="_blank"><strong>booklet</strong></a> che spiega in dettaglio la procedura per richiedere lo skills assessment.</p>
<p>Se avete qualifiche maturate solo in Italia, dovete utilizzare l&#8217;<strong>Assessment of Non-Recognised Qualifications</strong> in quanto l&#8217;Italia non appartiene al gruppo di nazioni che fanno parte del Washington Accord o del Sydney Accord.</p>
<p>Per poter fare domanda per avere le vostre qualifiche riconosciute, <strong>Engineers Australia</strong> richiede che forniate prova della vostra conoscenza della lingua inglese. Attualmente dovete aver superato l&#8217;esame IELTS con un punteggio di almeno 6 in ogni singolo modulo (leggere, scrivere, ascoltare e parlare).</p>
<p><strong>Engineers Australia</strong> è inoltre suddivisa in filiali a seconda dello stato di appartenenza quindi potete contattare una particolare filiale se vi interessa emigrare in uno Stato australiano specifico.</p>
<p><strong>Engineers Australia</strong> ha anche un <a title="Engineers Australia Linkedin" href="http://www.linkedin.com/groups?gid=2132296" target="_blank">gruppo su Linkedin</a> con oltre 7 mila iscritti.</p>
<p>Una volta arrivati in <strong>Australia</strong>, l&#8217;appartenenza a <strong>Engineers Australia</strong> vi consentirà di crearvi una rete di contatti e di sviluppare la vostra carriera nella direzione desiderata.</p>
<p><a title="Migration in Motion" href="http://migrationinmotion.com/" target="_blank">Migration in Motion</a>, migration agent di fiducia di Italiansinfuga, sostiene che le procedure di <strong>Engineers Australia</strong> per il riconoscimento dei vostri titoli sono tra le più stringenti all&#8217;interno della burocrazia per <strong>emigrare</strong> in <strong>Australia</strong>.</p>
<p>Se avete bisogno di assistenza contattate Julia (julia@migrationinmotion.com).</p>
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		<title>Classifica delle nazioni in base alla mobilità intergenerazionale del reddito</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 04:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
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		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>
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		<description><![CDATA[Perché non scegliere una nazione dove la possibilità di guadagnare dipende più dall&#8217;individuo che dal suo background familiare? La scelta di emigrare è spesso dettata dalla volontà di voler dare ai propri figli una vita migliore ed alcune nazioni si distinguono per dare ai giovani più opportunità indipendentemente da chi sono i loro genitori. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Perché non scegliere una nazione dove la possibilità di guadagnare dipende più dall&#8217;individuo che dal suo background familiare?</h1>
<p>La scelta di emigrare è spesso dettata dalla volontà di voler dare ai propri figli una vita migliore ed alcune nazioni si distinguono per dare ai giovani più opportunità indipendentemente da chi sono i loro genitori.</p>
<p>Il Conference Board of Canada ha pubblicato uno <a href="http://www.conferenceboard.ca/hcp/Details/society/intergenerational-income-mobility.aspx" target="_blank"><strong>studio</strong></a> sulla <strong>mobilità intergenerazionale del reddito</strong>.</p>
<p>La <strong>mobilità intergenerazionale del reddito</strong> si riferisce a quanto i redditi possano trasferirsi passando da una generazione all&#8217;altra. Se non ci fosse alcuna <strong>mobilità intergenerazionale</strong> (quindi con un valore pari ad 1), tutti i bambini poveri diventerebbero adulti poveri e tutti i bambini ricchi diventerebbero adulti ricchi.</p>
<p>Al contrario, se ci fosse una totale<strong> mobilità integenerazionale del reddito</strong> (quindi con un valore pari a zero), non ci sarebbe alcun nesso tra le caratteristiche ed il passato della famiglia e il reddito che i bambini guadagneranno da adulti.</p>
<p>Un bambino nato povero avrebbe esattamente le stesse probabilità di guadagnare un reddito alto di un bambino nato in una famiglia ricca.</p>
<p><strong>Come viene misurata la mobilità intergenerazionale del reddito?</strong></p>
<p>Viene misurata calcolando l&#8217;elasticità dei redditi a cavallo di generazioni. Un valore più alto di elasticità significa  una maggiore difficoltà per una persona nel uscire dalla classe di reddito nella quale la persona è nata.</p>
<p>Ad esempio, il Canada viene considerata come una delle nazioni con più <strong>mobilità</strong> e le viene data una votazione &#8220;A&#8221; grazie ad un valore di elasticità della <strong>mobilità intergenerazionale del reddito</strong> pari a 0,19.</p>
<p>Ciò significa che se un individuo guadagna $10.000 meno della media, il 19% della differenza (cioè $1.900) verrà &#8220;passato&#8221; ai figli. Quindi i figli guadagneranno $1.900 meno della media.</p>
<p>La maggiore <strong>mobilità intergenerazionale del reddito</strong> esiste in <strong>Danimarca</strong> dove vi è un&#8217;elasticità di 0,15. Il 15% della differenza relativa alla media del reddito dei genitori verrà trasmessa ai figli.</p>
<p>Il <strong>Regno Unito</strong> è la nazione con la <strong>peggiore mobilità</strong> con un&#8217;elasticità paro a o,50. I figli di genitori che guadagnano $10.000 meno della media guadagneranno, a loro volta $5.000 meno della media.</p>
<p>L&#8217;Italia si piazza seconda con un&#8217;elasticità pari a 0,48.</p>
<p>Ecco la classifica delle nazioni per le quali sono disponibili dati:</p>
<ol>
<li>Regno Unito 0,50</li>
<li>Italia 0,48</li>
<li>Stati Uniti 0,47</li>
<li>Francia 0,41</li>
<li>Germania 0,32</li>
<li>Svezia 0,27</li>
<li>Canada 0,19</li>
<li>Finlandia 0,18</li>
<li>Norvegia 0,17</li>
<li>Australia 0,16</li>
<li>Danimarca 0,15</li>
</ol>
<p><strong>Perché la mobilità intergenerazionale del reddito è importante?</strong></p>
<p>Uno studio per l&#8217;OCSE rivela i motivi per i quali una nazione dovrebbe ambire ad avere un&#8217;alta <strong>mobilità intergenerazionale del reddito</strong>:</p>
<ul>
<li>le modalità con le quali vengono distribuite risorse attraverso le generazioni può influenzare la prosperità delle varie classi sociali per generazioni a venire</li>
<li>un aumento della <strong>mobilità integenerazionale del reddito</strong> riduce la disuguaglianza economica e promuove la giustizia sociale</li>
<li>il talento delle persone che provengono da famiglie svantaggiate non viene &#8216;sprecato&#8217; ottimizzando così le risorse della nazione</li>
</ul>
<p><strong>Come mai la mobilità intergenerazionale del reddito è così bassa nel Regno Unito?</strong></p>
<p>Sia il <strong>Regno Unito</strong> che gli Stati Uniti hanno bassi livelli di <strong>mobilità intergenerazionale del reddito</strong>. Negli Stati Uniti il valore è statico mentre nel<strong> Regno Unito</strong> la situazione sta peggiorando secondo uno studio condotto dai ricercatori alla London School of Economics and Political Science.</p>
<p>Lo studio rivela che nel <strong>Regno Unito</strong> il declino in <strong>mobilità</strong> è da attribuirsi ad un maggiore collegamento tra reddito familiare e risultati accademici, &#8220;le opportunità di continuare a studiare alle età di 16 e 18 anni favoriscono in modo sproporzionato chi appartiene a famiglie più abbienti. Il reddito familiare influenza in modo decisivo i risultati accademici&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa ne pensate? Lasciate un commento!</strong></p>
<div id="__ss_10901748" style="width: 425px;"><strong><a title="Classifica mobilita intergenerazionale del reddito" href="http://www.slideshare.net/italiansinfuga/classifica-mobilita-intergenerazionale-del-reddito">Classifica mobilita intergenerazionale del reddito</a></strong><object id="__sse10901748" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=classificamobilitaintergenerazionaledelreddito-120108223745-phpapp02&amp;stripped_title=classifica-mobilita-intergenerazionale-del-reddito&amp;userName=italiansinfuga" /><param name="name" value="__sse10901748" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse10901748" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=classificamobilitaintergenerazionaledelreddito-120108223745-phpapp02&amp;stripped_title=classifica-mobilita-intergenerazionale-del-reddito&amp;userName=italiansinfuga" name="__sse10901748" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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</div>
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		<item>
		<title>L’Australia con un working holiday visa, piano piano</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/28/laustralia-con-un-working-holiday-visa-piano-piano/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 00:03:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[working holiday visa]]></category>

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		<description><![CDATA[Elide ed Alessandro stanno usufruendo del secondo working holiday visa per viaggiare e conoscere ancora meglio l&#8217;Australia. Condividono la loro storia ed i loro viaggi sul blog AleEliPolePole (Pole Pole in lingua swahili significa &#8216;piano piano&#8217;). Lascio loro la parola. Siamo una coppia di trentenni dalla provincia di Vicenza, da sempre affascinati dalla quantità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Elide ed Alessandro stanno usufruendo del secondo <a title="Working holiday visa australia" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/09/17/a-cosa-puo-servire-una-working-holiday-visa-per-laustralia/" target="_blank">working holiday visa</a> per viaggiare e conoscere ancora meglio l&#8217;Australia.</h1>
<p><strong>Condividono la loro storia ed i loro viaggi sul blog <a title="Aleelipolepole" href="http://aleelipolepole.wordpress.com/" target="_blank">AleEliPolePole</a> (Pole Pole in lingua swahili significa &#8216;piano piano&#8217;). Lascio loro la parola.</strong></p>
<p>Siamo una coppia di trentenni dalla provincia di Vicenza, da sempre affascinati dalla quantità di opportunità che esistono di ampliare i propri orizzonti, fare esperienze diverse, arricchire il proprio bagaglio culturale e professionale e crescere come persone.</p>
<div id="attachment_7783" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://aleelipolepole.wordpress.com/"><img class="size-medium wp-image-7783" title="Alessandro e Elide" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/Alessandro-e-Elide-300x199.jpg" alt="Alessandro e Elide" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Alessandro e Elide</p></div>
<p>Proprio per tutti questi motivi circa un anno fa siamo partiti per l&#8217;<strong>Australia</strong> con un <strong>Working Holiday Visa</strong>, per realizzare il nostro sogno di esplorare questo lontano e ancora misterioso continente, ma anche per metterci alla prova: come persone, come coppia, come lavoratori, come viaggiatori.</p>
<p>Abbiamo iniziato a pensare e a preparare questo viaggio circa un anno e mezzo prima, informandoci su internet, leggendo esperienze e consigli, parlando con persone che già c&#8217;erano state e frequentando un corso di lingua inglese per &#8220;allenarci&#8221;.</p>
<p>Nel frattempo, in campo professionale, ad entrambi le cose non andavano molto bene: Elide, psicologa nella disabilità, lavorava senza contratti veri e propri e con uno stipendio da miseria, e la ditta dove Alessandro lavorava da dieci anni nel commerciale estero non stava navigando in buone acque.</p>
<p>Il momento era propizio per provare qualcosa di diverso.</p>
<p>Ora dopo un anno d&#8217;<strong>Australia</strong> possiamo dire che è stata un&#8217;esperienza fantastica, tutto è andato liscio, abbiamo comprato un&#8217;auto e viaggiato da sud a nord attraverso i deserti centrali e da nord a sud lungo la costa del Western Australia, ammirando paesaggi straordinari.</p>
<p>Abbiamo lavorato per 5 mesi nell&#8217;ospitalità e quello che abbiamo guadagnato ha coperto abbondantemente le spese di viaggio, abbiamo fatto i <a title="Fare volontariato con WWOOF" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/12/18/fare-volontariato-allestero-con-wwoof/" target="_blank"><strong>wwoofer</strong></a> in diversi posti, imparando tantissime cose, condividendo la vita quotidiana degli australiani e apprezzandone lo stile rilassato e positivo.</p>
<p>Ci hanno colpiti positivamente la loro onestà e disponibilità, tutti hanno fatto il possibile per darci una mano, più di quanto ci aspettassimo.</p>
<p>Ci siamo avvicinati alla cultura aborigena partecipando all&#8217;organizzazione del più importante festival aborigeno come volontari per 20 giorni.</p>
<div id="attachment_7784" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://aleelipolepole.wordpress.com/"><img class="size-medium wp-image-7784" title="Dirt Road" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/dirt-road-300x199.jpg" alt="Dirt Road" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Dirt Road</p></div>
<p>Abbiamo incontrato persone da tutto il mondo, abbiamo migliorato di molto il nostro inglese e ci sentiamo più flessibili, tenaci e maturi.</p>
<p>Abbiamo tenuto un blog durante tutto l&#8217;anno, per tenere informati e coinvolgere le nostre famiglie e i nostri amici e qualcuno di loro, leggendo le nostre avventure, ha deciso di provare a fare qualcosa di simile!</p>
<p>L&#8217;esperienza in <strong>Australia</strong> è stata talmente positiva che abbiamo deciso di fermarci per un altro anno, abbiamo già ottenuto il secondo <strong>Working Holiday Visa</strong>, continueremo a viaggiare e magari proveremo a metterci alla prova con altre professioni.</p>
<p>Il lavoro si trova abbastanza facilmente, basta attivarsi seriamente, essere flessibili, socievoli, reattivi e creativi&#8230;</p>
<p>Riteniamo che una buona conoscenza delle lingua sia fondamentale, non solo per la ricerca di un lavoro dignitoso (la raccolta frutta è spesso sottopagata e si vive e si lavora in condizioni sfavorevoli), ma soprattutto per godere appieno delle relazioni che si instaurano con le persone e per comprendere bene da un punto di vista culturale i luoghi che si visitano.</p>
<p>Viaggiando e incontrando persone abbiamo sentito tante storie diverse, molte positive, ma anche alcune negative: noi pensiamo di essere stati molto fortunati, ma di esserci anche preparati bene per questa esperienza e una volta qui ci siamo dati da fare. Ci sono stati momenti difficili, ma possiamo dire che da quei momenti ne abbiamo ricavato dei punti di forza.</p>
<p>Questo è il nostro blog: <a title="Aleelipolepole" href="http://aleelipolepole.wordpress.com/" target="_blank"><strong>www.aleelipolepole.wordpress.com</strong></a></p>
<p>&#8230;se volete sapere un po&#8217; di più di noi e della nostra avventura Down Under! Lasciate commenti e se avete domande saremo felici di rispondere!</p>
<p><strong>Grazie Elide ed Alessandro e buon proseguimento di avventura!!</strong></p>
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		<title>Il programma per visti 457 in Australia nel 2010-2011</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/23/il-programma-per-visti-457-in-australia-nel-2010-2011/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 00:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[visto]]></category>
		<category><![CDATA[visto 457]]></category>

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		<description><![CDATA[Il programma per i visti 457 per l&#8217;Australia è stato utilizzato di più dalle aziende nel 2010-11 dopo che la crisi finanziaria globale causò una minore richiesta da parte del mercato del lavoro negli anni precedenti. Secondo un articolo pubblicato dal Skilled Migration Blog del Dipartimento di Immigrazione e Cittadinanza del governo australiano, questo programma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il programma per i visti 457 per l&#8217;Australia è stato utilizzato di più dalle aziende nel 2010-11 dopo che la crisi finanziaria globale causò una minore richiesta da parte del mercato del lavoro negli anni precedenti.</h1>
<p>Secondo un articolo pubblicato dal <a title="Skilled Migration Blog" href="http://skilledmigration.govspace.gov.au/2011/09/26/the-457-visa-program-201011-year-in-review/" target="_blank">Skilled Migration Blog</a> del Dipartimento di Immigrazione e Cittadinanza del governo australiano, questo programma dovrebbe vedere ulteriori aumenti il prossimo anno grazie ad una maggiore richiesta da parte della economia australiana, in particolare per quello che riguarda il settore delle risorse naturali.</p>
<p>Il <a title="Visto 457 per lavorare in Australia" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/05/07/visto-457-per-lavorare-in-australia/" target="_blank"><strong>programma per i visti 457</strong></a> è stato creato nel 1996. Consente a manodopera qualificata di lavorare temporaneamente in <strong>Australia</strong> se un datore di lavoro accreditato è disposto a sponsorizzarla. I lavoratori possono poi lavorare per un lasso di tempo che va da un giorno fino a un massimo di quattro anni.</p>
<p>Il programma stesso è stato rivisto molte volte in modo da rispondere ai requisiti nel mondo del lavoro australiano. Il suo uso durante i periodi di boom economici dimostra l&#8217;importante ruolo che riveste nel sostenere l&#8217;economia australiana.</p>
<div id="attachment_7721" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/2011/05/07/visto-457-per-lavorare-in-australia/"><img class="size-medium wp-image-7721" title="Visto 457 per lavorare in Australia" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/kangaroo-sign-300x176.jpg" alt="Visto 457 per lavorare in Australia" width="300" height="176" /></a><p class="wp-caption-text">Visto 457 per lavorare in Australia</p></div>
<p>Nel 2009-10 le richieste per questo tipo di visto furono minori a causa della recessione globale. Quando il tasso di disoccupazione in <strong>Australia</strong> è alto, la richiesta da parte di datori di lavoro per <strong>visti 457</strong> si riduce. Infatti se ci sono australiani disponibili a soddisfare la richiesta di manodopera, il datore di lavoro non ha molti incentivi a cercare lavoratori all&#8217;estero.</p>
<p>Per quel che riguarda il 2010-11 vi è stata un&#8217;inversione di tendenza. Il numero di persone che hanno fatto domanda per un visto 457 è cresciuto del 39,7% ed il numero di visti elargiti è cresciuto del 38,2%.</p>
<p>La forte lacuna di manodopera nel settore minerario ha avuto un grosso impatto sulle cifre di quest&#8217;anno.</p>
<p>La maggior parte di domande per un <strong>visto 457 </strong>sono state fatte per lavori negli stati del New South Wales e Victoria, come al solito. Ciononostante c&#8217;è stato un incremento del 64% nel numero di domande per posti di lavoro nel <strong><a title="Vivere in Western Australia" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/07/06/vivere-in-western-australia/" target="_blank">Western Australia</a></strong>, dove è presente la maggior parte del <strong>lavoro</strong> relativo al boom minerario.</p>
<p>L&#8217;espansione dei progetti minerari spiega anche l&#8217;aumento di richieste per lavoratori in mestieri di natura tecnica. In particolare c&#8217;è stato un incremento del 74,7% nel numero di visti elargiti a lavoratori nel settore edilizio.</p>
<p>Un altro settore che beneficia di questo programma è quello della sanità, il quale ha ricevuto il più alto numero di <strong>visti 457</strong> elargiti l&#8217;anno scorso.</p>
<p>Per quel che riguarda i salari, il lavoratore assunto con un <strong>visto 457</strong> riceve in linea di massima quello che un lavoratore australiano riceve per la stessa occupazione. Il datore di lavoro deve offrire condizioni &#8220;non meno favorevoli&#8221; di quelle offerte a lavoratori australiani che sono assunti per lo stesso tipo di <strong>lavoro</strong>. Queste regole sono state istituite per evitare che i datori di lavoro usino il <strong>programma 457</strong> per ridurre i salari dei lavoratori australiani.</p>
<p>Nel 2010-11 c&#8217;erano 11.290 datori di lavoro sia australiani che stranieri che erano approvati per sponsorizzare lavoratori all&#8217;interno del programma 457. La maggior parte di essi sono aziende di dimensioni medio-piccole.</p>
<p>Quello che riguarda le nazioni di provenienza, cittadini del Regno Unito sono quelli che hanno ricevuto il più alto numero di <strong>visti 457</strong>, seguiti a ruota da cittadini dell&#8217;India e poi da cittadini statunitensi. Da notare che vi è stato un drammatico aumento (61%) di richieste da parte di cittadini irlandesi.</p>
<p>Il tempo medio necessario a elaborare una domanda di <strong>visto 457</strong> è stato di 23 giorni.</p>
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		<title>Sviluppatore Java in Australia con il working holiday visa</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/12/18/sviluppatore-java-in-australia-con-il-working-holiday-visa/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 05:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[beppe falanga]]></category>
		<category><![CDATA[java]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppatore]]></category>
		<category><![CDATA[working holiday visa]]></category>

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		<description><![CDATA[Beppe Falanga è recentemente approdato in Australia grazie al working holiday visa e  ha trovato velocemente lavoro come sviluppatore Java. Hai maturato due anni e mezzo di esperienza lavorativa in Italia come sviluppatore Java. Quali sono le opportunità offerte dal mercato del lavoro in Italia? Credo sia d&#8217;obbligo distinguere le opportunità in base ai diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Beppe Falanga è recentemente approdato in Australia grazie al working holiday visa e  ha trovato velocemente lavoro come sviluppatore Java.</h1>
<p><strong>Hai maturato due anni e mezzo di esperienza lavorativa in Italia come sviluppatore Java. Quali sono le opportunità offerte dal mercato del lavoro in Italia? </strong></p>
<p>Credo sia d&#8217;obbligo distinguere le opportunità in base ai diversi settori lavorativi.</p>
<p>Conosco persone validissime in Italia, laureate in diverse discipline, con grande carica e voglia di lavorare che stentano a trovare il proprio lavoro, magari da anni. Che dire, in questo caso l&#8217;offerta lavorativa italiana mi sembra pessima. Per non parlare della &#8220;moda&#8221; del riciclo di stagisti a 300 euro al mese, mi sembra un circolo vizioso oltre che un insulto, quando ne usciremo? Perché sembra succedere solo in Italia? I nostri manager sono più furbi dei loro colleghi nel resto del mondo? Ne dubito.</p>
<p>Per fortuna il settore IT rimane sicuramente uno dei settori più vivi e dinamici al momento. La quantità di opportunità: buona, soprattutto dopo aver maturato almeno un paio di anni di esperienza, sembra proprio che si spalanchino le porte. La qualità: mediamente appena accettabile. Leggo che in Italia gli stipendi non crescono da anni. Avere un lavoro e la passione per esso non basta, bisogna esserne gratificati. Uno stipendio adeguato per poter vivere serenamente è importante. Lavorare per vivere o vivere per lavorare?!</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7705" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/australia/"><img class="size-medium wp-image-7705" title="Australia su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/12/Sydney-300x225.jpg" alt="Australia su Italiansinfuga" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Australia su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Perché poi il salto verso l&#8217;Australia?</strong></p>
<p>La  domanda giusta è &#8220;perché no?&#8221;!</p>
<p>Sono tanti i fattori che mi hanno spinto a farlo.</p>
<p>Da una parte, la mia innata voglia di viaggiare, di scoprire posti nuovi, il sogno di vivere in una città grande sul mare, l&#8217;ambiente internazionale, il clima più caldo, le diverse bellezze naturalistiche che quest&#8217;altra parte del mondo ha da offrire, il mito del surf&#8230;insomma, potrei andare avanti ancora&#8230;</p>
<p>Dall&#8217;altra, il desiderio di mettersi in discussione, di provarci, di cercare una svolta, di capire come funziona quaggiù, di perfezionare l&#8217;inglese, di ambire a qualcosa di pìù anche a livello lavorativo, di scoprire se tutto quello che da tempo leggevo di buono sull&#8217;<strong>Australia</strong> fosse vero o no&#8230;</p>
<p>E poi, quanti giovani in questo momento sono felici e soddisfatti di vivere in Italia, con questa situazione politica ed economica?!</p>
<p><strong>Con che visto sei arrivato?</strong></p>
<p>Il classico: <strong><a title="working holiday visa australia" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/09/17/a-cosa-puo-servire-una-working-holiday-visa-per-laustralia/" target="_blank">working-holiday visa</a></strong>.</p>
<p>Pregi: estrema rapidità nell&#8217;ottenerlo, basso costo, unico vincolo &#8220;significativo&#8221;, avere meno di 31 anni.<br />
Ti permette di stare un anno in <strong>Australia</strong>, lavorare a tempo pieno, con l&#8217;unico limite di massimo sei mesi per datore di lavoro. Perfetto per chi è in cerca di lavori di tipo stagionale o nel settore ristorativo.</p>
<p>Difetti: questo limite dei sei mesi non è sempre ben visto dalle aziende, che a volte guardano chi lo possiede come il classico backpacker, esitando quindi ad offrire un posto di lavoro qualificato. Non tutte le aziende possono permettersi di offrire sponsorship e non per tutte ha senso assumere qualcuno per soli sei mesi.</p>
<p>Ancora una volta considero fortunato il mio settore lavorativo, che permette di essere assunti per progetti anche di breve durata, 3-6 mesi.</p>
<p><strong>Come hai fatto a trovare il tuo attuale lavoro presso BigTinCan e quanto ci hai messo?</strong></p>
<p>Qui sento dire che esiste un tempo medio per ottenere un lavoro di tipo qualificato: dalle 3 alle 5 settimane. Il portale del lavoro più utilizzato è sicuramente <a title="Seek Lavoro Australia" href="http://www.seek.com.au/" target="_blank"><strong>seek.com.au</strong></a>.</p>
<p>Viene da ridere quando, la prima volta che accade, si ricevono le risposte alle proprie candidature addirittura il giorno dopo, o in linea di massima entro una settimana. Tempi che noi italiani ci sogniamo, almeno in certi settori.</p>
<p>Pochi accorgimenti: <a title="Scrivere il CV in Inglese" href="http://www.italiansinfuga.com/scrivere-il-cv-in-inglese/" target="_blank"><strong>CV in formato australiano</strong></a>, non europeo, lettera di presentazione sempre allegata, nient&#8217;altro.<br />
Io ho iniziato la mia ricerca del lavoro non appena arrivato, passando così le mie prime tre settimane, tra le altre cose, a fare colloqui, fino a poi incontrare BigTinCan. Un&#8217;azienda da sogno per i miei gusti personali.</p>
<p><script src="http://platform.linkedin.com/in.js" type="text/javascript"></script> <script type="IN/MemberProfile"></script></p>
<p><strong>Come descriveresti agli amici in Italia le opportunità offerte dal mercato del lavoro australiano per uno sviluppatore Java?</strong></p>
<p>Più che ottime. A me sembra non ci sia sufficiente domanda a colmare tutta l&#8217;offerta di lavoro. Questo significa che basta venire qui con le proprie competenze ed avere un livello di inglese discreto, non per forza ottimo. Il nostro è un lavoro molto tecnico e di conseguenza si basa su un linguaggio tecnico. Non è richiesto certo lo stesso livello di inglese necessario per altri tipi di professioni qualificate. Altra fortuna nel nostro settore, altra spinta che vorrei dare ai miei colleghi italiani.</p>
<p><strong>Puoi darci un&#8217;idea dei salari per uno sviluppatore Java a Sydney?</strong></p>
<p>Lo stipendio lordo medio si aggira dai 70.000 ai 110.000 dollari australiani all&#8217;anno. Un pratica parliamo di circa 4000-6500 dollari netti al mese. È vero, l&#8217;<strong>Australia </strong>è cara, soprattutto <strong>Sydney</strong>, ma nonostante ciò, non c&#8217;è paragone con l&#8217;Italia. La qualità della vita compie un salto netto, e non certo solo per il fattore economico.</p>
<p><strong>Come è diverso l&#8217;ambiente lavorativo in Australia rispetto a quello italiano?</strong></p>
<p>Non potrei rispondere a questa domanda. Dovrei aver prima testato più di un ambiente lavorativo. Credo infatti possa cambiare molto da azienda ad azienda, anche in base alla grandezza.</p>
<p>Quello che comunque mi è apparso è:</p>
<ol>
<li>I ritmi possono essere si intensi, anche molto, ma in un clima generalmente amichevole e rilassato.</li>
<li>Raramente verrà chiesto di lavorare più del tempo previsto dal contratto. Il tempo libero qui è considerato sacro, una necessità, un diritto.</li>
<li>Ci si sente più valorizzati, apprezzati, professionisti.</li>
<li>Non è il datore di lavoro che sta facendo un favore a te offrendoti un posto, non sei principalmente tu che ringrazi lui, ma sei tu che stai permettendo a lui di servirsi della tua professionalità ed è lui che ringrazia te.</li>
</ol>
<p><strong>Come può prepararsi un tuo collega in Italia al salto che hai fatto tu?</strong></p>
<p>Ammesso ci sia la voglia e il coraggio di farlo, coraggio che magari comprende il lasciare il proprio lavoro fisso, amici, familiari, alcune delle proprie buone abitudini e passioni, cose che in parte puoi riprendere quando vuoi&#8230;</p>
<p>la preparazione direi non consista in altro che:</p>
<p>- Cercare in modo continuativo di migliorare il proprio Inglese e mantenerlo sempre attivo</p>
<p>- Tenersi sempre aggiornati dal punto di vista tecnico sulle proprie competenze</p>
<p>- Aggiornarsi su quello che il marcato del lavoro nel mondo ha da offrire</p>
<p>ma soprattutto:</p>
<p>- Decidere il momento migliore per partire, meglio dopo almeno un paio d&#8217;anni d&#8217;esperienza nel proprio paese, e magari in un mese come ottobre, per arrivare qui e godersi un&#8217;altra primavera-estate.</p>
<p>- Prenotare il volo, anche mesi prima, per risparmiare il più possibile. Questo lo considero un momento cruciale; a biglietto fatto, niente più dubbi, domande, pensieri: è fatta, partirai!</p>
<p>- Percepire la scarica di adrenalina che fino ed oltre al momento della partenza ti accompagnerà, sempre.</p>
<p>- Dare le dimissioni dal proprio lavoro, altra scarica di adrenalina, e godersi tutte le ferie accumulate, magari nel periodo estivo, per rilassarsi, fare vacanze, godersi la vita, prendersi un pausa di riflessione personale, salutare le persone che non vedrai per tanto, festeggiare la tua partenza e aspettare il grande momento, sicuramente uno dei momenti più magici della tua vita.</p>
<p><strong>Grazie Beppe e buon proseguimento!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il “Made in Italy” a Sydney</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 22:36:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>

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		<description><![CDATA[Emanuele Esposito è un manager del settore alberghiero che vive e lavora a Sydney, in Australia, da ormai sette anni. Precisa però che la sua decisione è nata non dalla voglia di scappare dall’Italia, ma dal desiderio di confrontarsi con culture diverse e dall’opportunità di poter promuovere il Made in Italy all’estero. In questa intervista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Emanuele Esposito" href="http://www.espositoemanuele.com/" target="_blank">Emanuele Esposito</a> è un manager del settore alberghiero che vive e lavora a Sydney, in Australia, da ormai sette anni.</h1>
<p><strong>Precisa però che la sua decisione è nata non dalla voglia di scappare dall’Italia, ma dal desiderio di confrontarsi con culture diverse e dall’opportunità di poter promuovere il Made in Italy all’estero. In questa intervista ci racconta la sua esperienza, e offre alcuni consigli a chi è interessato a trasferirsi agli antipodi. </strong></p>
<p><strong>Intervista di Andrea Muzzarelli (<a title="Andrea Muzzarelli" href="http://twitter.com/#!/amuzzarelli" target="_blank">@amuzzarelli</a>)</strong></p>
<p><strong>Ciao Emanuele, ci diresti quando e perché hai deciso di trasferirti in Australia?</strong></p>
<p>Ho visitato l’Australia per la prima volta quasi dieci anni fa, nel 2002. Si trattava di un viaggio turistico che, nel tempo, è diventato anche un viaggio di lavoro. Per sei mesi ho vissuto prevalentemente a <strong>Sydney</strong>, e sono rimasto colpito dall’organizzazione civile e democratica di questo Paese. Apprezzando molto sia la vita sociale sia il clima, ho cominciato a pensare seriamente a un possibile trasferimento. La decisione definitiva l’ho presa nel 2004, quando ho incontrato la donna che sarebbe diventata mia moglie. Ed è stata una comunione perfetta… Anche se <strong>Sydney</strong> è una grande metropoli, ci vivo benissimo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7467" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><a href="http://www.italiansinfuga.com/tag/sydney/"><img class="size-medium wp-image-7467" title="Sydney su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/Sydney-300x225.jpg" alt="Sydney su Italiansinfuga" width="300" height="225" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Sydney su Italiansinfuga</p></div>
<p><strong>Cosa ti piace di più di questa città?</strong></p>
<p>Oltre alla vita sociale, trovo che sia molto vivibile, “a portata di mano”. Nonostante le dimensioni, <strong>Sydney</strong> è concentrata in un’area abbastanza ristretta, e ci si può spostare facilmente anche senza usare l’auto.</p>
<p><strong>Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato durante i tuoi primi mesi all’estero?</strong></p>
<p>Ho vissuto molto tempo all’estero, e per natura riesco sempre a cavarmela. Nel caso specifico dell’<strong>Australia</strong>, poi, devo dire di non aver incontrato particolari difficoltà. All’inizio ho soltanto avuto alcuni problemi con il visto. Ma niente di paragonabile agli “incubi” che si possono avere quando si ha a che fare con la pubblica amministrazione italiana…</p>
<p><strong>Come ti sei regolato con il permesso di soggiorno?</strong></p>
<p>In principio ho ottenuto un visto <a title="working holiday visa australia" href="http://www.italiansinfuga.com/2011/09/17/a-cosa-puo-servire-una-working-holiday-visa-per-laustralia/" target="_blank">Working-Holiday Visa</a> (che permette di soggiornare per un anno, ndr), poi uno Sponsor Visa (ottenibile quando si è assunti da un’azienda australiana, ndr) e poi il Permanent. Anche se questi passaggi hanno richiesto tempo, li ho superati senza difficoltà particolari.</p>
<p><strong>Che tipo di lavoro svolgi attualmente?</strong></p>
<p>Ricopro il ruolo di General Manager presso un’azienda dell’Arabia Saudita per conto della quale gestisco hotel, ristoranti e altre iniziative legate al Made in Italy, come le scuola di cucina.</p>
<p><strong>Ti ritieni soddisfatto?</strong></p>
<p>Sì, anche perché già in Italia facevo sostanzialmente lo stesso tipo di lavoro. Il mio trasferimento, infatti, non è stato una “fuga”: sentivo semplicemente il bisogno di confrontarmi con altre culture. E, allo stesso tempo, avevo l’interessante opportunità di utilizzare la mia professione per promuovere all’estero il Made in Italy.</p>
<p><strong>Daresti qualche consiglio a chi sta progettando di emigrare agli antipodi?</strong></p>
<p>Suggerirei innanzitutto di non mollare mai, perché prima o poi il lavoro in<strong> Australia</strong> lo si trova. Bisogna sapersi adattare, rispettare le “regole del gioco” di una grande comunità multietnica. E, soprattutto, non avere la presunzione di essere migliori solo perché si è italiani.</p>
<p><strong>Cosa pensi dell’attuale situazione italiana?</strong></p>
<p>L’Italia è un grande Paese che pensa come un bambino, un paese “venduto” in cambio di qualche poltrona. E ciò mette i cosiddetti “poteri forti” in una posizione di netto vantaggio.</p>
<p><strong>Credi che un giorno potresti rientrare nel tuo Paese?</strong></p>
<p>A dire il vero torno spesso in Italia – praticamente ogni due mesi – e anche per questo mi sembra di non essermene mai andato del tutto. Se in futuro dovesse emergere un progetto interessante, non escludo la possibilità di ritornare.</p>
<p><strong>Grazie Emanuele, e buon proseguimento!</strong></p>
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		<title>Perché i Britannici ritornano dall’Australia</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/11/23/perche-i-britannici-ritornano-dallaustralia/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 04:18:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[nostalgia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo su The Guardian parla dei motivi che spingono tantissimi britannici a tornare nel Regno Unito dopo aver provato l&#8217;avventura del vivere in Australia. La lettura dell&#8217;articolo secondo me è utile a tutti coloro che sognano l&#8217;Australia per capire meglio soprattutto i lati &#8220;negativi&#8221; di questa nazione. È interessante infatti capire il perché chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Un <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2011/nov/02/australia-britain-ping-pong-poms" target="_blank">articolo</a> su The Guardian parla dei motivi che spingono tantissimi britannici a tornare nel Regno Unito dopo aver provato l&#8217;avventura del vivere in Australia.</h1>
<p>La lettura dell&#8217;articolo secondo me è utile a tutti coloro che sognano l&#8217;<strong>Australia</strong> per capire meglio soprattutto i lati &#8220;negativi&#8221; di questa nazione.</p>
<p>È interessante infatti capire il perché chi ha una cultura simile a quella australiana fa fatica ad ambientarsi. Ne consegue che chi proviene da un paese culturalmente meno simile potrebbe fare ancora più fatica ad ambientarsi.</p>
<p>Il discorso poi può essere estrapolato ad altre nazioni. Una volta passati i primi mesi, in genere positivi; subentra un periodo, per alcuni, di crisi caratterizzata da <a title="Tristezza e Malinconia in Canada" href="http://vancouverroad.blogspot.com/2011/11/tristezza-e-malinconia.html" target="_blank">malinconia e nostalgia</a>.</p>
<p>Quasi 107.000 britannici sono emigrati verso l&#8217;Australia tra il 2005 ed il 2010 ma durante lo stesso periodo più di 30.000 hanno deciso di tornare verso il Regno Unito in modo permanente. Nonostante in Australia ci sia una economia in buona salute, 86.300 persone hanno lasciato l&#8217;Australia in modo definitivo nel 2009/10, la più grande emigrazione mai registrata.</p>
<p>Uno <a href="http://www.york.ac.uk/sociology/our-staff/academic/roger-burrows/" target="_blank">studio</a> da parte della York University ha cercato di analizzare i motivi di questo ritorno da quello che molti pensano sia un &#8220;paradiso&#8221;.</p>
<p>Roger Burrows, autore dello studio, sostiene che motivi economici spingono le persone a lasciare la propria patria ma le emozioni tendono a farle rimpatriare.</p>
<div id="attachment_7420" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/australia/"><img class="size-medium wp-image-7420" title="Australia su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/11/Australia-Map-Flag1-300x246.jpg" alt="Australia su Italiansinfuga" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Australia su Italiansinfuga</p></div>
<p>Dopo sei anni nello Stato del Victoria, una donna è tornata contentissima in Gran Bretagna nonostante abbia una casa più piccola, una macchina più piccola e meno soldi citando la gioia di &#8220;poter andare dappertutto camminando, mettersi vestiti pesanti, educazione, la presenza del verde, una televisione di qualità, stanze accoglienti, buone maniere nel guidare, cordialità, senso dell&#8217;umorismo, di far parte dell&#8217;Europa, i pub, gli accenti e i negozi&#8221;. Al contempo ha denunciato &#8220;la cultura macho, la natura, le cattive maniere nel guidare, la pessima televisione, il caldo, la noia, il dover guidare dappertutto&#8221; dell&#8217;<strong>Australia</strong>.</p>
<p>Il fatto che l&#8217;Australia sia &#8220;noiosa&#8221; è un&#8217;accusa fatta da tantissimi che sono tornati in Gran Bretagna. Con alcuni che descrivono le strade dei sobborghi australiani come se fossero un deserto con tutti che vivono &#8220;isolati all&#8217;interno delle proprie case, con le tende tirate, con l&#8217;aria condizionata al massimo&#8221;.</p>
<p>Il professore Burrows sostiene che il problema nasce dal fatto che gli emigranti hanno un&#8217;immagine &#8220;idilliaca&#8221; dell&#8217;Australia che si scontra con una realtà una volta arrivati, &#8220;c&#8217;è chi cerca di fuggire da un problema e pensa che andando altrove il problema si risolverà, e spesso ciò non succede&#8221;.</p>
<p>Chi ritorna sono spesso persone cresciute all&#8217;interno di famiglie numerose e molto attive all&#8217;interno delle proprie comunità locali. Burrows dice &#8220;non importa se si trasferissero in un&#8217;altra cittadina del Regno Unito, il loro senso di solitudine sarebbe lo stesso&#8221;.</p>
<p>Altri studi hanno dimostrato come gli uomini britannici in particolare soffrono di solitudine in Australia perché li esiste meno una cultura dell&#8217;andare al pub dopo il lavoro.</p>
<p>Sembra anche che tutte le risorse tecnologiche che consentono agli espatriati di rimanere in contatto con la famiglia e gli amici nella patria d&#8217;origine (tipo Skype e i social networks) rendano le cose peggiori in quanto vi è un minor incentivo a fare nuove amicizie della nuova nazione.</p>
<p>Il problema per chi ritorna nella patria di origine è che, durante la propria essenza, si ritrova una nazione che nel frattempo è cambiata. Maggiore è stata la durata dell&#8217;assenza, più difficile si rivela il ri-ambientamento.</p>
<p>L&#8217;autore dell&#8217;articolo, anche lui rientrato dall&#8217;<strong>Australia</strong> alcuni anni fa, ammette che i motivi del rientro erano prettamente personali e di carattere emotivo. Voleva vivere con la sua ragazza e vicini alla famiglia. Gli mancava il calcio del sabato pomeriggio; i giorni grigi di novembre; i genitori. Voleva vedere i prati verdi ed il mare grigio-marrone del nord dell&#8217;Inghilterra invece dell&#8217;oceano blu dell&#8217;<strong>Australia</strong>.</p>
<p><strong>Cosa ne pensate?</strong></p>
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