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Visto studentesco in Australia non garantirà visto permanente

Il Ministro per l’Immigrazione e Cittadinanza dell’Australia ha ribadito che un visto studentesco fornisce semplicemente la possibilità di studiare in Australia e non è una garanzia di un visto di residenza permanente in Australia.

Gli studenti internazionali dovrebbero concentrarsi ad ottenere titoli di studio da istituzioni scolastiche di qualità in un campo nel quale vogliono veramente lavorare.

I commenti arrivano a seguito della Baird Review, uno studio sullo stato dell’educazione vocazionale in Australia che aveva lo scopo di chiarire l’utilità di un settore mirato ad attirare studenti internazionali e addestrarli in professioni presenti sulla lista delle più richieste ai fini dell’ottenimento di un visto.

La realtà è che migliaia di studenti soprattutto indiani e cinesi sono arrivati negli ultimi anni in Australia per studiare corsi da cuoco o parrucchiera in quanto questi venivano ben valutati al fine di ottenere un visto permanente. In pratica pochi di questi studenti iniziavano effettivamente una carriera nel settore scelto nell’ambito dello studio. La carenza di cuochi e parrucchiere non è venuta quindi colmata utilizzando questo serbatoio di teorica manodopera volenterosa.

Il Ministro per l’Immigrazione e Cittadinanza, il senatore Chris Evans, ha detto di essere soddisfatto del sostegno che il signor Baird ha dato ai cambiamenti annunciati dal governo Rudd per quello che riguarda il programma di immigrazione di manodopera qualificata. Questi cambiamenti furono annunciati l’8 febbraio 2010 ed hanno rimosso gli incentivi per gli studenti internazionali al fine di ottenere la residenza permanente dopo l’ottenimento del titolo di studio.

Il ministro Evans ha detto che i cambiamenti, che verranno finalizzati a metà 2010, si concentreranno sull’indirizzare gli studenti nazionali verso l’ottenimento di un’istruzione di qualità.

La lista di professioni richieste dall’Australia sarà più concentrata su abilità di valore che consentiranno l’Australia di gestire il fabbisogno di manodopera futuro a seconda della richiesta dell’economia. In linea di massima le professioni richieste della futura lista si concentreranno su settori tipo la sanità, l’ingegneria ed il minerario, come esempi.

Gli studenti internazionali che stanno studiando in Australia al momento con un visto da studente potranno ancora fare domanda per un visto di residenza permanentese la loro professione sarà sulla nuova lista di professioni richieste.

Gli studenti che stanno frequentando un corso per ottenere la qualifica verso una professione non inclusa su tale lista avranno fino alla fine del 2012 per fare domanda per un visto temporaneo che consentirà loro di passare fino a 12 mesi in Australia per acquisire esperienza di lavoro e trovare un datore di lavoro australiano disposto a sponsorizzarli per un visto.

I cambiamenti non avranno alcun impatto su studenti internazionali in Australia che ottengono titoli di studio legittimi e poi cercano di ritornare nella loro patria d’origine.

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Come avere successo nell’età del lavoratore solitario

Il mondo del lavoro all’estero sta cambiando notevolmente ed è quindi consigliabile tenersi al corrente di tutti gli sviluppi se state pensando di emigrare ed avete in mente una tipologia di lavoro che magari non esisterà tra cinque o dieci anni.

Questi cambiamenti stanno avendo un impatto notevole soprattutto sul mondo del lavoro anglosassone in particolare in quanto esiste un serbatoio di manodopera virtuale che parla l’inglese in India. Tantissime funzioni lavorative espletate da madrelingua negli Stati Uniti, Canada, Australia e Regno Unito vengono adesso espletate da lavoratori in India che grazie alle tecnologie di telecomunicazione riescono a svolgere lo stesso lavoro ma guadagnano molto meno, riducendo i costi per le aziende.

Il Wall Street Journal ci fornisce una panoramica del mondo del lavoro futuro particolare concentrandosi sul mondo del lavoro indipendente e solitario.

Il numero di americani che lavorano come consulenti o free-lance è aumentato enormemente dalla fine degli anni 80. Oggi intorno al 20-23% dei lavoratori americani sono consulenti, free-lance o lavorano contratto. Le previsioni sono che questo numero sia destinato a salire.

In pratica un lavoratore su quattro sta lavorando senza le sicurezze di impiego del passato. Un grandissimo numero di persone sono passate da impieghi a tempo pieno e con contratti a tempo indeterminato ad una carriera che va di progetto in progetto.

Bisogna inoltre chiarire che questo cambiamento non è del tutto negativo. Ci sono molti consulenti e free-lancers che stanno avendo molto successo, guadagnano bene e sono in pieno controllo della propria carriera lavorativa.

Ma come prepararsi al futuro del mondo del lavoro in luce di questi cambiamenti?

Pensate a lungo termine

Tanti consulenti e free-lancers cadono nella trappola di pensare che la propria situazione sia solo temporanea. Per alcuni il futuro si rivelerà tale ma per la maggior parte l’incertezza si protrarrà nel futuro. Il segreto sta quindi nel prepararsi per una maratona, non per uno sprint.

La realtà è che molti sono cresciuti nei primi anni di carriera lavorando dalle nove alle cinque, in lavori di tipo tradizionale, per cui la prospettiva del resto della carriera come consulente fa paura.

Il cambio di mentalità è necessario per essere proattivi nel cercare clienti e progetti e creare una strategia di procacciamento lavoro a lungo termine.

Il lavoro solitario molto probabilmente sarà il vostro futuro, non una fase temporanea.

I consulenti di maggiore successo offrono una competenza tecnica che è troppo dispendiosa o usata poco frequentemente da essere giustificabile come risorsa interna per l’azienda. Dovete fare quindi in modo che il vostro livello di competenza tecnica rimanga all’avanguardia.

Spesso questo è possibile andando a fare corsi di addestramento. I consulenti di maggiore successo però aggiungono un altro aspetto al proprio curriculum professionale: insegnano.

Non importa se sia presso un’università, associazioni manufatturiere o altro, il fatto di insegnare offre molti vantaggi per i consulenti.

Innanzitutto si fornirà un salario, spesso piccolo ma meglio di niente. In secondo luogo è un modo di crearsi un network di conoscenze perché spesso gli studenti possono diventare clienti o fornire clienti. Terzo, l’insegnamento è ben visto su un curriculum, dando all’insegnante qualcosa che lo distingue dal resto dei candidati per certi lavori o progetti. In ultimo, insegnare vi obbliga a tenervi aggiornati sulle ultime per quello che riguarda il vostro campo di competenza.

Unitevi ad un network

Il lavoro in solitario non significa che dobbiate essere da soli costantemente. I consulenti di maggiore successo fanno parte di un network o di una comunità di consulenti. Questi sono un importante sorgente di nuovi clienti ed inoltre i consulenti possono unire le forze per rispondere alle richieste di particolari progetti.

Createvi il vostro spazio lavorativo

I consulenti di maggior successo sostengono che avere un ufficio separato all’interno della casa è vitale. Per proiettare un’immagine professionale fate in modo di non avere il figlioletto di due anni che grida o la televisione accesa come sottofondo. La maggior parte dei free-lance hanno uno spazio nella loro casa che usano solamente per lavoro.

Altri usano uffici creati appositamente per free-lance dove possono affittare un ufficio o una postazione per il computer anche per un solo giorno. Ciò aiuta a concentrarsi sul lavoro e forniscono un ambiente di tipo lavorativo che tanti consulenti preferiscono.

Pensate come un imprenditore

La caratteristica principale che contraddistingue i consulenti il successo è l’abilità di pensare come un imprenditore.

Troppo spesso i consulenti vanno da progetto progetto senza avere un ‘business plan’ o una strategia a lungo termine. Con questi ultimi i consulenti di successo riescono a definire molto più precisamente il tipo di lavoro che vogliono fare e, soprattutto, il tipo di lavoro che non vogliono fare.

Invece di accettare qualsiasi lavoro o progetto, a volte bisogna avere il coraggio di dire no perché il progetto non fa parte della strategia a lungo termine. La soluzione sta nel raccomandare un membro del proprio network per svolgere tale lavoro in modo da soddisfare sia il potenziale datore di lavoro che un “collega” che può ricambiare il favore in futuro.

In ultimo, fate in modo di organizzare il vostro business in modo professionale. Utilizzate pacchetti software per organizzare spese, tasse e finanziamenti. Create tutto con il vostro obiettivo finale in mente.

Insomma arrivando dall’Italia ed aspettandovi di trovare un lavoro a tempo pieno e indeterminato, rischiate di non essere in sintonia con un mercato del lavoro che si sta muovendo a velocità fenomenale. Mantenetevi al passo con questi cambiamenti ed il futuro sarà molto più roseo!

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Come scegliere una scuola per i figli in Australia

Il sito My School del governo australiano aiuta le famiglie australiane a scegliere la scuola per i propri figli.

Il sito è stato recentemente introdotto ed è stato fonte di notevoli polemiche. I sindacati degli insegnanti sono sfavorevoli a questa introduzione perché sostengono che un sito del genere possa essere utilizzato per redigere classifiche delle varie scuole e penalizzare le scuole in fondo alla classifica. Gli insegnanti ritengono inoltre che risultati spingano le scuole a concentrarsi esclusivamente sull’insegnamento delle materie che vengono prese in considerazione per i risultati sui quali si basano i punteggi.

D’altro canto i genitori e la maggioranza del pubblico australiano è a favore di questa informazione resa pubblica. La scelta della scuola da far frequentare ai propri figli è una delle decisioni più difficili per tutti i genitori con figli intorno ai 4-5 anni. In Australia, in particolare nelle grandi città, esistono molte alternative dove mandare i propri figli a scuola. Nello stesso sobborgo esistono diverse scuole sia governative che private. Per i genitori nasce il dubbio su quale scuola scegliere la scelta viene influenzata spesso volentieri dalla scelta fatta da amici. Il sito My School offre un’ulteriore fonte di informazioni sulla quale basare la propria scelta.

Sul sito potete trovare le varie scuole, sia governative che private, a seconda del codice postale o del nome del sobborgo che vi interessa. Dopodiché potete selezionare la scuola che vi interessa e vi sarà presentata una breve descrizione della scuola ed una marea di altre informazioni.

Di particolare importanza sono i risultati NAPLAN. Ogni anno gli studenti sostengono alcuni test per valutare il livello della scuola in varie materie: leggere, scrivere, grammatica e aritmetica. I risultati vengono poi confrontati con una media di tutte le scuole australiane ed una media delle scuole australiane con un livello socio-economico simile. In questo modo potete farvi un’idea dello standard di insegnamento e di apprendimento nella scuola che vi interessa.

Come già accennato punteggi di questo tipo sono aperti a diverse interpretazioni e a polemiche. Gli insegnanti, di nuovo, sostengono che concentrarsi su questi risultati è riduttivo in quanto a scuola si imparano molte altre cose che non possono essere valutate in base a punteggi statistici.

Se però state pensando di emigrare in Australia, il sito My School può aiutarvi a scegliere se non una scuola particolare almeno un sobborgo che offre un numero di scuole di qualità.

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Studiare all’università a Melbourne, Australia

Elisa Paravidino ha fatto un’esperienza di studio universitario a Melbourne dove vive tuttora e ha gentilmente risposto ad alcune mie domande per aiutare tutti coloro che sognano di studiare in Australia.

Ti faccio una premessa prima di rispondere alle tue domande. Io sono stata exchange student nel 2006/2007, in pratica una specie di Erasmus intercontinentale quindi pagavo le tasse in Italia, ma non qui. Spero comunque che le mie risposte possano essere utili.

Ci descrivi il tuo background accademico in Italia?

In Italia ho studiato all’Università di Bologna. Prima una triennale in Scienze della Comunicazione seguita da una laurea specialistica in Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica. E’ proprio durante la mia specialistica che ho usufruito di un programma di scambio con la University of Melbourne.

Conoscevi già l’Inglese?

Per poter partecipare al programma era necessario passare un test di inglese, IELTS o TOEFL. Io ho deciso di fare il secondo solo perché era più comodo per me. Quindi in teoria dovevo sapere l’inglese già discretamente, ma devo dire che l’impatto con l’accento australiano è stato abbastanza duro. Me la cavavo con lo scritto e con l’ascolto di American English (il TOEFL è infatti un test americano), ma davvero pochino nel parlato.

Cosa sei venuta a studiare a Melbourne?

A Melbourne potevo scegliere corsi in tutto il dipartimento di Arts (che equivale alle materie umanistiche, non solo Lettere, ma anche Psicologia, Sociologia…) e facendone richiesta specifica anche un paio di corsi di altri dipartimenti.

Questo per me è stato un bel vantaggio perché ho potuto sperimentare diversi metodi di insegnamento e soddisfare diversi interessi.

Devo dire che il dipartimento più deludente è stato proprio quello di Media and Communication (l’equivalente di Scienze della Comunicazione), mentre più interessanti i corsi nei dipartimenti di Sociologia e Psicologia.

Che trafila hai fatto per iscriverti?

In questo sono stata aiutata moltissimo dalla mia università italiana. In pratica tutto quello che ho dovuto fare è stato scrivere il codice dell’Università di Melbourne nel test di inglese, in questo modo tutto è stato automatico. Un paio di mesi prima della partenza ho ricevuto una lettera ufficiale di accettazione e con questa ho potuto fare il visto online.

Hai usato agenzie o simili in Italia o in Australia che ti hanno aiutato?

No, essendo studente di scambio sono stata aiutata solo dalla mia università in Italia.

Ci dai un’idea dei costi collegati ad una permanenza da studente a Melbourne?

Per rispondere a questa domanda è necessaria una premessa: io ho studiato a Melbourne nel 2006/2007 e ho deciso di ritornarci nel 2009/2010. In questi 2/3 anni ho visto notevoli cambiamenti di prezzi, soprattutto per quanto riguarda gli affitti. Credo che sia più utile dare un’idea dei prezzi di oggi.

L’affitto è la spesa piu’ consistente. I prezzi sono molto variabili anche perché non esiste una vera e propria regolamentazione quindi può capitare di pagare prezzi molto diversi pure abitando nello stesso quartiere. Molto indicativamente una stanza in una casa condivisa può costare dai 500 AU$ in su (difficile mettere un limite, si trova davvero di tutti i prezzi). Le bollette in generale sono meno care che in Italia, io spendo all’incirca 50$ al mese comprensive anche di internet, ma anche qui dipende da quanti si è a dividere la casa.

I mezzi pubblici sono abbastanza convenienti per uno studente, l’abbonamento mensile costa circa 50$, ma purtroppo gli studenti internazionali non hanno diritto a questo sconto e arrivano a pagare il doppio. Io avevo la fortuna di essere considerata in tutto e per tutto come una studentessa locale, ma purtroppo per chi si iscrive autonomamente le cose sono diverse.

Per quanto riguarda la spesa, ho la percezione che qui si spenda un pò meno, ma forse anche perché, volendo risparmiare, badavo poco alla qualità. A Melbourne c’e’ poi l’ottimo Queen Victoria Market che aiuta moltissimo nelle economie.

Le bevande alcoliche sono molto più care in Australia (mi verrebbe da dire il doppio, ma è sempre difficile fare paragoni con prodotti diversi), mentre uscire a mangiare fuori è molto conveniente. Si può mangiare bene spendendo 12$ a testa.

Ci descrivi la vita universitaria in Australia?

Innanzitutto c’è da dire che l’anno accademico è strutturato in modo diverso: il primo semestre inizia a marzo, mentre il secondo inizia ad agosto. In realtà quelli che in Australia si chiamano semestri durano 12/15 settimane di corso più un periodo successivo per gli esami. Per molti corsi di studio, come ad esempio il mio, non c’erano nemmeno esami finali, ma solo tesine da consegnare una settimana circa dopo la fine del corso. Queste tesine costituiscono la maggior parte del voto, che è anche integrato da lavori durante le settimane del corso e dalle presenze in aula. Un’altra importante differenza con l’Italia è appunto che vengono segnate le presenze e non si possono perdere più di 2/3 lezioni per semestre.

In generale gli Australiani studiano molto meno degli Italiani (ovviamente si tratta di una mia opinione personale, riferita soprattutto al mio ambito di studio) e spesso si trovano a fare le tesine pochi giorni prima della scadenza.

L’idea che mi sono fatta dell’università australiana è che sia più simile alla nostra scuola superiore: sei molto seguito dai professori, si segnano le assenze, i professori tendono ad essere molto buoni con i voti e molto disponibili a confrontarsi con gli studenti anche per questioni pratiche.

Tra i servizi che l’università forniva c’era anche un aiuto nella correzione delle tesine per studenti internazionali, servizio che ho sperimentato ma che non mi ha convinto molto. L’unversità organizzava anche vere e proprie gite a prezzi convenienti per gli studenti internazionali, e questa è stata un’ottima opportunità per scoprire l’Australia.

Consigli a chi vuole seguire le tue orme?

Consiglierei sicuramente di informarsi con l’ufficio relazioni internazionali della propria università in Italia su eventuali scambi con università partner downunder. Questo risparmia molti grattacapi e sicuramente molti, moltissimi soldi. Dalla mia esperienza molto parziale dell’università australiana non mi sentirei di consigliare ad uno studente italiano di iscriversi ad un Bachelor o Master in Australia come studente internazionale: le tasse che si devono pagare sono decisamente eccessive per l’offerta che si ha. Ma questa è un’opinione personalissima, perché ad esempio la University of Melbourne nel 2006 figurava al quarto posto in una classifica internazionale.

L’altro consiglio è ovviamente quello di studiare bene l’inglese prima di partire, ma anche durante il soggiorno. E poi di godere al massimo delle varie pause dagli studi per viaggiare!

Grazie Elisa e buona permanenza in Australia!

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Come sopravvivere senza il supporto familiare all’estero

Uno degli ostacoli principali per chi sta pensando di emigrare con figli piccoli è l’assenza del supporto familiare che in genere si ha vivendo in Italia.

Come fare senza poter contare su genitori e parenti per l’aiuto nell’accudimento dei pargoli mentre si cerca di costruire una carriera ed una vita in un nuovo Paese?

Ovviamente ci sono tantissime soluzioni ma vi racconto l’esperienza mia e di mia moglie quì in Australia. Essendo i nostri figli nati in Australia, non ho conoscenza diretta della situazione in altri Paesi ma in linea di massima la situazione nel Regno Unito mi sembra sia relativamente simile. Per quello che riguarda altre nazioni invito chi ha esperienza a lasciare un commento o a scrivere  nel forum.

La cosa più importante da ricordare è che per quello che riguarda un tema del genere non esiste una soluzione che valga per tutti. Ognuno la pensa diversamente e quindi non sto a pontificare, sto semplicemente condividendo la nostra esperienza.

Fortunatamente, emigrando in Australia, facciamo parte del 25% di residenti in Australia che sono nati all’estero. Ciò è importante perché significa che esiste una fetta enorme della popolazione che, emigrata in età di creazione famiglia e senza appoggi familiari, si trova a barcamenarsi con questo tipo di situazione.

Una delle scoperte migliori per le nuove mamme in Australia è quella del ‘mother and baby group’. L’assistenza medica post-parto mette in contatto tra loro mamme ‘esordienti’ in modo che si possano incontrare, fare amicizia, condividere le loro esperienze, aiutarsi a vicenda quando sorgono problemi con i primogeniti.

Noi siamo stati fortunatissimi nel senso che le amicizie fatte nel contesto del ‘mother and baby group’ stanno ancora prosperando oggi, a distanza di 6 anni dal primo incontro. Le mamme si vedono ogni settimana, vanno fuori a cena (senza figli) almeno una volta al mese, si va in campeggio insieme, si va a cena gli uni dagli altri.

Per quello che riguarda il gestire il lavoro con l’accudimento dei bambini, moltissimi genitori emigrati da poco utilizzano i ‘childcare’, gli asili nido. Questi possono essere sia statali che privati ed offrono orari molto lunghi tipo dalle 7 del mattino alle sei e mezza di sera.

Noi ci affidammo ad un asilo nido privato consigliato da amici e ci trovammo benissimo all’inizio. Nostro figlio si trovava benissimo con le ragazze che lo accudivano ma dopo alcuni mesi il centro cambiò gestione ed il personale iniziò a licenziarsi quindi pensammo di cambiare. Non esistevano più i legami ai quali nostro figlio faceva affidamento.

Ci spostammo di qualche chilometro presso un altro centro privato dove altri amici del ‘mother and baby group’ andavano e rimanemmo lì fino all’inizio dell’asilo vero e proprio.

Fummo molto soddisfatti del servizio offerto da parte di questa struttura e della qualità del personale che accudiva i bambini, in genere signore emigrate anche loro dal Cile, dall’India e da moltissime altre nazioni.

Il costo è notevole, circa 75 dollari al giorno, quindi bisogna avere un lavoro che paghi decentemente per poter utilizzare gli asili nidi privati ma noi volevamo costruirci delle basi solide in termini lavorativi essendo arrivati in Australia da meno di due anni.

Un’altra cosa da precisare è il fatto che l’utilizzo di asili nido, privati e non, è molto alto soprattutto da parte di immigrati a causa della mancanza di supporto familiare unita al desiderio ed alla necessità di lavorare tanto per costruire basi economiche solide.

In pratica in tanti capiranno le vostre scelte e vi forniranno supporto soprattutto morale. Alcuni magari vi criticheranno ma quelli ci sono sempre qualsiasi cosa facciate. Noi per fortuna non ne abbiamo incontrati.

L’asilo vero e proprio si chiama kindergarten (’kindy’) anche se il significato cambia leggermente a seconda dello Stato. In pratica si tratta di un programma pre-scolastico volontario che coinvolge i bambini dai tre ai cinque anni. Noi lo trovammo ottimo anche se le ore settimanali erano limitate (un mattino e due pomeriggi) quindi non adatto a genitori che lavorano a tempo pieno. Il costo era minimo,non mi ricordo quanto, ma in pratica nulla rispetto ai ‘childcare’ privati di cui sopra.

C’è anche da sottolineare che i genitori in Australia ricevono supporto finanziario da parte del governo federale nelle diverse fasi di crescita dei figli. In genere l’ammontare dipende dal salario dei genitori e anche se non diventerete ricchi, i soldi aiutano comunque.

Una pecca dell’Australia è l’assenza di maternità pagata. Attualmente una madre che lascia il lavoro per partorire ed accudire i figli riceve zero. L’unica garanzia è che i datori di lavoro sono obbligati a tenervi il posto di lavoro per un anno. Per i padri c’è solo una settimana di assenza non pagata.

Esistono alcune proposte di legge per dare alle madri 18 settimane al minimo sindacale per le mamme ma sapete come sono i politici….

Riassumendo, facile creare famiglia all’estero senza supporto familiare? No ma dubito che sia una passeggiata anche in Italia….  Non dimenticatevi che non sarete gli unici, milioni di altre famiglie ce l’hanno già fatta, ce la farete anche voi.

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Importanti cambiamenti alla politica di immigrazione dell’Australia

Il ministro per l’immigrazione e cittadinanza del governo australiano, Chris Evans, ha annunciato importanti cambiamenti alla politica immigratoria dell’Australia.

In pratica questi mirano a far sì che il flusso migratorio verso l’Australia sia più qualificato e risponda meglio alle esigenze del mondo del lavoro australiano. “Vogliamo attirare immigranti di ottima qualità” ha detto il ministro, indicando che verrà data preferenza a ingegneri e lavoratori del ramo sanità.

In parole povere il percorso di venire in Australia a studiare un corso da parrucchiera, professione fino a ieri sulla lista delle richieste da parte dell’Australia, ottenere la cittadinanza e poi fare qualsiasi lavoro, tranne la parrucchiera, non sarà più valido.

I cambiamenti annunciati hanno ricevuto il benvenuto da parte delle aziende minerarie del Western Australia che fanno molta fatica a trovare manodopera specializzata per rispondere alla domanda di materie prime da parte della Cina.

Hanno invece posto in serio dubbio il futuro dell’industria dell’istruzione ‘vocazionale’ (parrucchiere e cuochi in parole semplici) che è esplosa nell’ultimo decennio consentendo a tanti stranieri di rimanere in Australia con un visto permanente.

Nonostante il governo abbia annunciato cambiamenti, non è ancora chiaro in cosa consisterà il nuovo regime quindi non posso fornire troppi dettagli al momento.

Quali sono i maggiori cambiamenti?

Le domande di visto ‘Offshore General Skilled Migration’ fatte prima del 1 Settembre 2007 (e non ancora elargito) verranno limitate ad un numero massimo. Le altre verranno annullate e l’esborso finanziario verrà rimborsato.

Ciò colpisce circa 20 mila facenti domanda e costerà all’Australia circa 14 milioni di dollari.

Coloro ai quali viene annullata la domanda per il visto possono rinnovare la domanda ma i criteri di ammissione sono ora più severi rispetto al 1 Settembre 2007.

La Critical Skills List (CSL) verrà annullata e rimpiazzata da una nuova Skilled Occupations List (SOL) a metà 2010.

La Migration Occupations in Demand List (MODL) verrà anch’essa rimpiazzata dalla nuova Skilled Occupations List (SOL).

La revoca della MODL non influisce i facenti domanda sponsorizzati da un datore di lavoro Australiano e coloro che all’8 Febbraio 2010:

  • hanno un visto ’Skilled- Graduate (subclass 485)’ o hanno già fatto domanda per un tale visto e devono ancora fare domanda per un visto ‘General Skilled Migration’ (GSM)
  • hanno fatto domanda per un visto GSM

La nuova SOL non riguarderà  i facenti domanda per un visto ‘Skilled-Graduate (subclass 485)’ che all’8 Feebraio 2010 sono in possesso di un visto:

  • Vocational Education and Training (subclass 572)
  • Higher Education Sector (subclass 573)
  • Postgraduate Research Sector (subclass 574)

Ciò nonostante, questi studenti dovranno trovare un lavoro elencato sulla nuova SOL per ottenere un visto permanente.

Il test a punti per un visto ‘General Skilled Migration (GSM)’ verrà cambiato

Durante la prima metà del 2010 il test a punti per elargire un visto ‘General Skilled Migration’ verrà rivisto e molto probabilmente cambiato per assicurare che le giuste professionalità vengano premiate.

Attualmente una straniera che studia per diventare parrucchiera in Australia non ha problemi ad ottenere un visto mentre un Phd di Harvard non ha possibilità di emigrare verso l’Australia.

Nuove priorità per la concessione delle domande

Le domande di visto da parte di coloro che hanno le professionalità delle quali l’Australia ha bisogno oggi verrano considerate con precedenza, anche se inoltrate dopo coloro che hanno professionalità non più considerate critiche.

Per ulteriori informazioni visitate il sito del Dipartimento di Immigrazione del Governo Australiano seguendo i link qui sotto.

Changes to the General Skilled Migration Program (362KB PDF file)

Outcomes of the Migration Occupation in Demand List Review – Frequently Asked Questions (373KB PDF file)

Onshore International Students (435KB PDF file)

Changes to Offshore General Skilled Migration Visa Applications Received Before 1 September 2007 (409KB PDF file)

Changes to the Current Skilled Occupation List (368KB PDF file)

Revoking the Critical Skills List (337KB PDF file)

Changes to Priority Processing Arrangements – Frequently Asked Questions (406KB PDF file)

General Skilled Migration (GSM) Points Test Review (377KB PDF file)

Changes to the Skills Assessment Requirements for GSM Applicants Nominating a Trade Occupation (417KB PDF file)

Ringrazio Mark di Getting Down Under per la sintesi fornita su questi cambiamenti.

Vi terrò aggiornati.

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Classifica qualità della vita

International Living ha pubblicato la propria classifica della qualità della vita in 194 nazioni del mondo.

Qualità della vita non intesa come dove vivere bene con pochi soldi ma semplicemente vivere bene.

Per redarre la classifica, International Living considera punteggi nelle seguenti categorie:

  • costo della vita, rispetto al costo della vita negli Stati Uniti
  • cultura e tempo libero, livello di istruzione della popolazione, numero di musei eccetera
  • economia, valutata usando le misure statistiche più comuni
  • ambiente, valutato usando la densità della popolazione, il tasso di crescita della stessa, le emissioni causanti effetto serra
  • libertà, usando la classifica di Freedom House
  • salute, valutata in base alla qualità dell’assistenza sanitaria
  • infrastruttura, chiometri di strade, ferrovia per capita, numero di aereoporti
  • sicurezza, in base alle stime del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
  • clima, temperatura e precipitazioni medie

I punteggi vengono assegnati basandosi su informazioni pubblicate da fonti quali siti internet governativi, la World Health Organisation, The Economist e molti altri.

Inoltre vengono considerate le opinioni degli editori di International Living sparsi nel mondo. Al riguardo tenete conto che essi sono per lo più di origine anglosassone e scrivono per lettori in gran parte statunitensi quindi la loro visione della qualità della vita è diversa da quella degli Italiani e da quella di altri popoli.

E’ forse per questo che la presenza di nazioni scandinave nella Top 10, consueta in altre classifiche, quì è nulla.

Qual’è la classifica?

  1. Francia (82)
  2. Australia (81)
  3. Svizzera (81)
  4. Germania (81)
  5. Nuova Zelanda (79)
  6. Lussemburgo (78)
  7. Stati Uniti (78)
  8. Belgio (78)
  9. Canada (77)
  10. Italia (77)
  11. Paesi Bassi (77)
  12. Norvegia (77)
  13. Austria (77)
  14. Liechtenstein (76)
  15. Malta (76)
  16. Danimarca (76)
  17. Spagna (76)
  18. Finlandia (75)
  19. Uruguay (75)
  20. Ungheria (74)
  21. Portogallo (73)
  22. Lituania (73)
  23. Andorra (73)
  24. Repubblica Ceca (73)
  25. Regno Unito (73)
  26. Argentina (72)
  27. Slovenia (72)
  28. Grecia (72)
  29. Monaco (72)
  30. Svezia (71)
  31. Cile (71)
  32. Estonia (71)
  33. Costa Rica (71)
  34. Panama (71)
  35. Polonia (71)
  36. Giappone (70)
  37. Croazia (70)
  38. Brasile (70)
  39. Ecuador (70)
  40. Lettonia (70)
  41. Irlanda (70)
  42. Corea del Sud (69)
  43. Slovacchia (69)
  44. Bulgaria (69)
  45. Cipro (68)
  46. Messico (68)
  47. Israele (67)
  48. Islanda (67)
  49. Bermuda (66)
  50. Saint Kitts & Nevis (66)
  51. Sud Africa (66)
  52. Dominica (65)
  53. Romania (65)
  54. Isole Cayman (65)
  55. Moldavia (65)
  56. Colombia (64)
  57. Taiwan (64)
  58. Bolivia (64)
  59. Repubblica di Macedonia (63)
  60. Barbados (63)
  61. Mauritius (63)
  62. Namibia (63)
  63. Belize (63)
  64. Paraguay (63)
  65. Albania (63)
  66. Bosnia-Erzegovina (63)
  67. Bahamas (63)
  68. Ucraina (62)
  69. Grenada (62)
  70. Singapore (61)
  71. Antigua & Barbuda (61)
  72. Turchia (61)
  73. Repubblica Dominicana (61)
  74. Seychelles (61)
  75. Bhutan (61)
  76. Peru (60)
  77. Giamaica (60)
  78. Nicaragua (60)
  79. Botswana (60)
  80. Honduras (60)
  81. Suriname (60)
  82. Portorico (59)
  83. Tunisia (59)
  84. Brunei (59)
  85. Malesia (58)
  86. El Salvador (58)
  87. Guatemala (58)
  88. India (58)
  89. Venezuela (58)
  90. Cuba (57)
  91. Trinidad & Tobago (57)
  92. Polinesia Francese (57)
  93. Guyana (57)
  94. Tonga (57)
  95. Mongolia (57)
  96. Nauru (56)
  97. Cina (56)
  98. Georgia (56)
  99. Ghana (56)
  100. Maldive (56)
  101. Armenia (56)
  102. Lesotho (55)
  103. Martinica (55)
  104. Giordania (55)
  105. Filippine (55)
  106. Kuwait (55)
  107. Kiribati (55)
  108. Polinesia Francese (55)
  109. Bielorussia (54)
  110. Tailandia (54)
  111. Russia (54)
  112. Zambia (54)
  113. Libano (54)
  114. Palau (54)
  115. Malawi (54)
  116. Marocco (54)
  117. Samoa (Western Samoa) (54)
  118. Swaziland (54)
  119. Bahrain (54)
  120. Fiji (53)
  121. Sri Lanka (53)
  122. Madagascar (53)
  123. Tuvalu (53)
  124. Siria (53)
  125. Vietnam (53)
  126. Comore (53)
  127. Nepal (52)
  128. Qatar (52)
  129. Indonesia (52)
  130. Macao (52)
  131. Vanuatu (52)
  132. Senegal (52)
  133. Isole Salomone (52)
  134. Tagikistan (51)
  135. Egitto (51)
  136. Benin (51)
  137. Kenya (51)
  138. Kirghizistan (51)
  139. Azerbaijan (51)
  140. Corea del Nord (51)
  141. Emirati Arabi Uniti (50)
  142. Capo Verde (50)
  143. Isole Marshall (50)
  144. Tanzania (50)
  145. Bangladesh (50)
  146. Algeria (50)
  147. Uganda (50)
  148. Uzbekistan (49)
  149. Cambogia (49)
  150. Iran (49)
  151. Mozambico (49)
  152. Gambia (48)
  153. Papua Nuova Guinea (48)
  154. Mayotte (48)
  155. Kazakistan (48)
  156. Mali (48)
  157. Libia (48)
  158. Guinea-Bissau (47)
  159. Micronesia (47)
  160. Togo (47)
  161. Myanmar (Birmania) (46)
  162. Turkmenistan (46)
  163. Etiopia (46)
  164. Repubblica del Congo - (46)
  165. Ruanda (46)
  166. Nigeria (46)
  167. Gabon (46)
  168. Oman (45)
  169. Arabia Saudita (45)
  170. Iraq (45)
  171. Laos (45)
  172. Camerun (45)
  173. Mauritania (45)
  174. Niger (44)
  175. Burkina Faso (44)
  176. Guinea Equatoriale (44)
  177. Burundi (44)
  178. Pakistan (43)
  179. Haiti (43)
  180. Zimbabwe (43)
  181. Repubblica Centrafricana (43)
  182. Costa d’Avorio (43)
  183. Liberia (42)
  184. Congo, Repubblica Democratica del (42)
  185. Angola (42)
  186. Guinea (41)
  187. Eritrea (40)
  188. Gibuti (40)
  189. Sierra Leone (38)
  190. Afghanistan (37)
  191. Ciad (34)
  192. Sudan (33)
  193. Yemen (33)
  194. Somalia (30)

Cosa ne pensate? Siete d’accordo?

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Quale visto per emigrare in Australia? Questo video vi aiuterà

Ho registrato questo video per aiutare tutti coloro che si chiedono quale visto può fare il caso loro per emigrare in Australia.

Il sito del Dipartimento di Immigrazione del governo australiano offre un Visa Wizard che aiuta a capire se si ha la possibilità di ottenere un visto e quale.

Con questo video vi faccio vedere come si deve procedere per rispondere alle varie domande che il Visa Wizard vi pone e il perché vi vengono chieste certe domande.

Uso un esempio a caso, completamente inventato, di persona che voglia emigrare in Australia. Voi immettete i vostri dati e scoprite le possibilità offerte dalla politica immigratoria dell’Australia.

Fate attenzione: questo strumento serve a darvi un’idea di quali alternative possiate avere per ottenere un visto ma non si propone come fonte unica ed assoluta di verità. Spiega chiaramente che vengono considerati i tipi principali di visti ma ne esistono altri che possono fare il caso vostro.

Qualsiasi sia la risposta datavi dal Visa Wizard, visitate il resto del sito del Dipartimento di Immigrazione in modo da imparare ulteriormente le caratteristiche delle procedure usate dal Governo Australiano al riguardo della questione immigrazione.

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Emigrare in Australia come pasticcere con il visto 457

Francesca Cardoni ci racconta come emigrare in Australia utilizzando le competenze del compagno, pasticcere in Italia, per ottenere il visto 457 tramite sponsorizzazione da parte di un datore di lavoro in Australia.

(Aggiornamento: leggete Importanti cambiamenti alla politica di immigrazione dell’Australia)

Perché avete scelto l’Australia?

L’Australia mi ha sempre incuriosita, avendo poi tre bimbi piccoli farci un viaggio di vacanza era diventato difficile! La situazione in Italia fa abbastanza schifo e così abbiamo pensato al Paese che probabilmente ci potesse offrire più opportunità, lontano, nuovo ed efficiente!

Avete utilizzato un migration agent?

Abbiamo utilizzato un migration agent solo perché il nostro sponsor lo aveva…hanno fatto tutto loro, tranne i nostri documenti chiaramente!

Con che visto siete arrivati?

Il 457. Il mio compagno è pasticcere quindi è venuta subito l’idea di cercare un lavoro qui e venire con una sponsorizzazione!

Come avete trovato la sponsorizzazione?

Via internet…il mio compagno ha trovato l’annuncio, ha risposto ed è venuto a conoscere la città e i datori di lavoro prima di trasferire tutta la famiglia!

E’ stato difficile per voi ottenere il visto?

No, non è stato difficile. Ci è voluto piu’ o meno 1 anno, anche perchè si sono persi le mie radiografie e quindi l’ho rifatte!

Ci spieghi la trafila burocratica per ottenere il visto?

Pesantina ma fattibile. Per quanto riguarda il nostro visto, io dependent con i miei figli sul visto 457 del mio compagno. Lui ha dovuto sostenere lo IELTS e prendere mi sembra 4 di media (ora è più difficile!), poi abbiamo fatto tutte le visite mediche e radiografie, certificati di nascita, di famiglia ecc…documentazioni varie sui titoli e esperienze lavorative…stop

Consigli a chi sta pensando di fare domande per un visto per l’Australia?

Primo: l’inglese = IELTS
Secondo: se hai uno skill, usufruire dello skill
Terzo: non temere di far un salto nel buio, l’Australia (o almeno il Western Australia) è un Paese fantastico ed accogliente!

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Costo della vita all’estero wiki

Il costo della vita all’estero è una delle incognite più preoccupanti per chi sta meditando di trasferirsi all’estero per periodi più o meno brevi.

Vi propongo il ‘Cost of Living‘ wiki creato da parte di Locationindependent.com.

Cos’è un wiki? Si tratta di un sito dove gli utenti possono collaborare alla composizione di determinati argomenti come, in questo caso, il costo della vita in varie città del mondo.

Il risultato è la collezione di informazione sul costo della vita come, ad esempio, alloggio o albergo, trasporti, connessione internet, ristoranti e spesa al supermercato.

Essendo Locationindependent.com un sito dedicato ai nomadi digitali, i costi riportati riguardano spese che in genere si affrontano quando si risiede in una destinazione per un periodo di tempo medio-breve.

Comunque potete farvi un’idea di quanto spenderete all’estero utilizzando l’esperienza di chi l’ha già fatto.

Per adesso ci sono sezioni dedicate a Città del Capo, Bangkok, Phuket, Auckland, Manila, Sydney, Barbados, Grenada, Panama, Bergen, Amsterdam, Londra, Vancouver, New York e Buenos Aires.

Se siete già all’estero, collaborate con questo wiki riportando i costi che incontrate nella vita di tutti i giorni a beneficio degli altri lettori!

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