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	<title>italiansinfuga &#187; Argentina</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
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		<title>Il sito più importante per emigrare in Argentina</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/25/il-sito-piu-importante-per-emigrare-in-argentina/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2012/01/25/il-sito-piu-importante-per-emigrare-in-argentina/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 01:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[visto]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Migraciones.gov.ar è il sito del governo argentino che si occupa di tutta la questione relativa all&#8217;immigrazione. Se siete interessati a emigrare in Argentina, questo sito fornisce tutte le informazioni delle quali avete bisogno per le seguenti procedure: requisiti per entrare e lasciare l&#8217;Argentina residenza (temporanea o permanente) la carta d&#8217;identità per gli stranieri In esso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://www.migraciones.gov.ar" target="_blank">Migraciones.gov.ar</a> è il sito del governo argentino che si occupa di tutta la questione relativa all&#8217;immigrazione.</h1>
<p>Se siete interessati a emigrare in <strong>Argentina</strong>, questo sito fornisce tutte le informazioni delle quali avete bisogno per le seguenti procedure:</p>
<ul>
<li>requisiti per entrare e lasciare l&#8217;<strong>Argentina</strong></li>
<li>residenza (temporanea o permanente)</li>
<li>la carta d&#8217;identità per gli stranieri</li>
</ul>
<p>In esso troverete inoltre tutte le informazioni relative alle leggi dell&#8217;<strong>immigrazione</strong> da parte del governo dell&#8217;<strong>Argentina</strong>.</p>
<div id="attachment_8094" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/category/argentina/"><img class="size-medium wp-image-8094" title="Argentina su Italiansinfuga" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2012/01/argentina-300x180.jpg" alt="Argentina su Italiansinfuga" width="300" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Argentina su Italiansinfuga</p></div>
<p>Riuscirete quindi a farvi un&#8217;idea migliore delle possibilità di andare a <strong>vivere e lavorare in Argentina</strong>.</p>
<p>Essendo parte del <strong>Ministero degli Interni dell&#8217;Argentina</strong>, questo sito dovrebbe ovviamente essere la risorsa più attendibile per quello che riguarda l&#8217;aspetto burocratico relativo alla vostra auspicata <strong>emigrazione</strong> verso l&#8217;<strong>Argentina</strong>.</p>
<p>Fate attenzione a scegliere tutta l&#8217;informazione relativa ai paesi non <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mercosur" target="_blank">Mercosur</a>, il mercato comune dell&#8217;America meridionale, in quanto i paesi appartenenti a questa zona economica ricevono trattamenti diversi per quello che riguarda l<strong>&#8216;immigrazione in Argentina</strong>.</p>
<p>Non sorprende quindi che la maggior parte di immigrati in <strong>Argentina </strong>nel 2011 sono provenuti dal Paraguay, Bolivia e Perù. L&#8217;Italia invece si trova al 15esimo posto per quello che riguarda le nazioni che contribuiscono all&#8217;emigrazione verso l&#8217;Argentina (intorno ad un centesimo in termini di volume rispetto alle nazioni citate).</p>
<p>Il sito contiene informazione relativa ai requisiti per ottenere una residenza temporanea come, tra gli altri:</p>
<ul>
<li>lavoratore immigrato</li>
<li>pensionato</li>
<li>investitore</li>
<li>atleta e artista</li>
<li>studente</li>
</ul>
<p>In <a href="http://www.migraciones.gov.ar/accesibleingles/?delegaciones" target="_blank"><strong>questa sezione</strong></a> troverete tutti i contatti delle delegazioni e degli uffici sparsi per l&#8217;<strong>Argentina </strong>con indirizzo, numero di telefono, indirizzo e-mail ed orario di apertura degli uffici.</p>
<p>Il sito è in spagnolo, ovviamente, e fornisce versioni in altre lingue (inglese e portoghese). Io ho provato a consultare la versione inglese ma non sembrava funzionare molto.</p>
<p>Ciò nonostante consiglio l&#8217;esplorazione di questo sito come primo passo per capire come muoversi se siete interessati ad andare a <strong>vivere e lavorare in</strong> <strong>Argentina</strong>.</p>
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		<title>Espatriare in Argentina</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/08/08/espatriare-in-argentina/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 00:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mencaraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[espatriare]]></category>

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		<description><![CDATA[Espatriare in Argentina non è facile e Mario Linzi ci racconta il perché e come fare. Cercherò di spiegare per quanto sia possibile (il tema è particolarmente complesso e spesso affrontato in modo riduttivo e semplificato) cosa significhi espatriare in Argentina oggi, e più generalmente nei Paesi del Mercosur (mercato del sud, quindi quasi tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Espatriare in Argentina non è facile e Mario Linzi ci racconta il perché e come fare.</h1>
<p>Cercherò di spiegare per quanto sia possibile (il tema è particolarmente complesso e spesso affrontato in modo riduttivo e semplificato) cosa significhi espatriare in <strong>Argentina</strong> oggi, e più generalmente nei Paesi del Mercosur (mercato del sud, quindi quasi tutto il Sud America), l&#8217;equivalente in America Latina dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Molti italiani vedono il Sud America come una possibile via di fuga dalla recessione in atto in Europa, questo non solo da oggi ma da almeno vent&#8217;anni e più. Credono sia possibile salire sul primo aereo, magari con tutta la famiglia, raggiungere località come Fortaleza, Recife, Florianopolis, Buenos Aires, Mar del Plata, Illa Margarida&#8230;.etc, e poter cambiar vita come in un film. Se questo era possibile fino agli anni &#8217;80, oggi lo è molto di meno, questo perché quasi tutti i paesi sudamericani hanno adottato o stanno adottando le stesse leggi di immigrazione degli altri Paesi occidentali, primi tra tutti quelli europei.</p>
<p>In poche parole, questi Paesi dicono: &#8220;Noi vogliamo solo gente (emigrati) che sia autosufficiente economicamente secondo i nostri parametri, gente che porti soldi o ricchezza e non il contrario, gente che venga qui per fare investimenti e produrre&#8221;, questo, ad esempio è quello che dice l&#8217;Argentina oggi e riflettendo un pochino ci si accorge che è lo stesso di quello che dicono paesi come Italia e Germania, non a caso esistono forti accordi bilaterali tra questi Governi.</p>
<p>Tralasciando che espatriare o emigrare non è la stessa cosa che fare il turista, vediamo di capire come si può vivere in un Paese Sudamericano come l&#8217;Argentina.</p>
<p><strong>Si può vivere in modo irregolare (da clandestino)</strong></p>
<p>Vivere da clandestino significa continuare a soggiornare nel paese ospite dopo che i termini di soggiorno (visti turistici) sono scaduti. Chi lo fa incorre in vari tipi di sanzione non solo economica. Se costretto a lasciare il paese al primo controllo doganale gli verranno addebitati tutti i giorni in &#8220;rosso&#8221;, con pene pecuniarie che possono anche superare i 10 euro al giorno, quindi uno che ha soggiornato irregolarmente per 60 giorni per uscire dal paese dovrà pagare 600 euro di multa.</p>
<p>Non basta, cassieri di banca, responsabili di pagamento Western Union, Money Gram, cassieri delle Poste prima di effettuare qualsiasi pagamento chiedono allo straniero il suo passaporto, e verificato il visto di soggiorno scaduto bloccano il pagamento.</p>
<p>Non basta, i consolati italiani sono tenuti a dare assistenza solo ai cittadini italiani residenti e iscritti al AIRE e a quelli con visto turistico regolare e non scaduto, quindi qualsiasi intervento consolare, tranne che in casi estremi, si riduce a zero. Fermiamoci qui, si potrebbero aggiungere altri esempi come quelli penali ma lasciamo a chi legge immaginarli. Riassumendo, con il visto turistico si può soggiornare 90 giorni + altri 90 prorogabili a pagamento e basta, dopodichè si deve uscire dal paese.</p>
<p><strong>Si può vivere in modo regolare (da residente e cittadino)</strong></p>
<p>Vivere in modo regolare significa invece possedere i requisiti richiesti dal paese  per concedere la residenza, che all&#8217;inizio sarà sempre temporanea di due anni.</p>
<p>Allo scadere di tale termine il cittadino straniero potrà fare richiesta di residenza permanente o di cittadinanza.</p>
<p>Per quasi la totalità dei paesi del Mercosur, quindi anche Brasile e <strong>Argentina</strong>, i requisiti richiesti per ottenere la residenza permanente e la cittadinanza sono i seguenti (qui prendemo in esame solo quelli argentini):</p>
<p>1. essere sposati da almeno tre anni con un/a cittadino/a argentino/a;</p>
<p>2. essere pensionati (percepire una pensione netta non inferiore a 2500 pesos argentini circa 500 euro);</p>
<p>3. aprire un attività commerciale che prevede un investimento non inferiore a 50000 USD, tale importo dovrà essere interamente versato in una banca argentina;</p>
<p>Vi sono altri casi in cui un cittadino straniero puo ottenere una residenza temporanea per lavoro. Questo accade quando un azienda argentina lo assume garantendo cosi per lui e comunque solo per la durata del contratto di lavoro.</p>
<p>Molti italiani pensano di venire in <strong>Argentina</strong> a cercare lavoro ma quasi sempre devono rinunciare e tornare a casa, questo perché il tasso di disoccupazione è molto alto e perché gli stipendi argentini sono bassi e comunque non paragonabili a quelli europei, attualmente uno stipendio medio non supera i 2000 pesos, 380 euro. Ovviamente qualcuno può accontentarsi ma prima o poi si ritroverà ad affrontare i problemi di immigrazione già accennati trovando cosi grossi ostacoli.</p>
<p>Uno dei primi problemi che un cittadino straniero deve risolvere è quello della casa. O la compra o va in affitto, come terza possibilità può soggiornare in hotel o da un affittacamere.</p>
<p>Affittare un appartamento o un locale di commercio in <strong>Argentina</strong> non è facile nemneno per gli argentini. Dopo la grande crisi del 2001 i proprietari chiedono garanzie, nella fattispecie una o due garanzie ipotecarie più i costi di commissione di agenzia. Per uno straniero senza documenti argentini (DNI) trovare due proprietari che garantiscano per lui è quasi impossibile.</p>
<div id="attachment_5894" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/2008/11/26/emigrare-in-argentina-nel-nuovo-millennio/"><img class="size-medium wp-image-5894" title="Emigrare in Argentina nel nuovo millennio" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/08/argentina-300x180.jpg" alt="Emigrare in Argentina nel nuovo millennio" width="300" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Emigrare in Argentina nel nuovo millennio</p></div>
<p>Senza documenti (quindi senza residenza) diventa impossibile aprire un conto in qualsiasi banca e quindi utilizzare carte di credito o debito argentine. A seguito diventerà impossibile anche usufruire di tutti quei servizi che richiedono la produzione di certificati anagrafici e tutto si complicherà magistralmente visto che l&#8217;<strong>Argentina</strong> alla pari dell&#8217;Italia è un paese molto burocratico.</p>
<p>Chi scrive parla con cognizione di causa visto che nel dicembre 2009 è arrivato in questo paese come pensionato e due mesi dopo concludeva l&#8217;iter burocratico richiesto per ottenere la residenza temporanea. Solo un anno esatto dopo riceveva finalmente il DNI (Documento Nacional de Identidad).</p>
<p>Concludendo quali sono le possibilità che ha un cittadino italiano per espatriare in <strong>Argentina</strong> e cosa dovrebbe fare?</p>
<p>Per prima cosa, se non pensionato, avere un capitale non inferiore a 80000/100000 euro, cifra da destinarsi all&#8217;acquisto di una casa o appartamento e all&#8217;acquisto o affitto di un locale commerciale nonchè a tutte le spese che incontrerà nel primo anno.</p>
<p>Secondo, fare un primo viaggio esplorativo in <strong>Argentina</strong> per accertarsi in loco delle varie problematiche che cambieranno a seconda della località scelta come luogo di residenza. Non esiste solo Buenos Aires con i suoi 23 milioni di abitanti e l&#8217;alta criminalità, esistono: Mar del Plata, Cordoba, Rosario, Mendoza&#8230;.centri sicuramente più vivibili.</p>
<p>Terzo, fare frequenti visite ai Consolati generali argentini di Milano e Roma e se possibile iniziare il tramite del DNI per via consolare, in modo da arrivare stabilmente in <strong>Argentina</strong> col DNI.</p>
<p>Va detto inoltre, e pochi lo sanno, che non è possibile fare un trasloco via nave con container (quindi spostare mobili ed autoveicoli) in <strong>Argentina</strong> se non si è già in possesso del DNI e quindi della residenza. Quelli che lo faranno (le import export italiane non sempre informano di questo) si ritroveranno con la merce bloccata alla dogana di Buenos Aires dove ogni giorno gli verranno addebitati costi stratosferici di giacenza.</p>
<p>In questi ultimi mesi ho ricevuto moltissimi messaggi di tante famiglie italiane che non ne possono più della vita in Italia e meditano di espatriare in <strong>Argentina</strong> e Brasile. A tutti dico di pianificare il progetto molto seriamente e non pensare che sia tutto rose e fiori, partire insomma col piede giusto per non andare a rischio di complicarsi ancor di più la vita. <strong>Espatriare in Argentina</strong> è possibile a patto di non essere pressapochisti e di essere in possesso dei requisiti minimi richiesti.</p>
<p>Chi è interessato può visitare il mio blog: <a title="Emigrare in Argentina" href="http://emigrareinargentina.wordpress.com/" target="_blank">emigrareinargentina.wordpress.com</a> oppure scrivermi a: mario.linzi@gmail.com</p>
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		<title>Figlia di emigranti in Argentina che ama insegnare l’italiano</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/07/01/figlia-di-emigranti-in-argentina-che-ama-insegnare-litaliano/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 10:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Italiansinfuga]]></category>
		<category><![CDATA[insegnare]]></category>
		<category><![CDATA[italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrea (Fabiana) Mitidieri è figlia di emigranti in Argentina ma ama insegnare italiano a stranieri dopo aver completato gli studi universitari in Italia. Adesso sta insegnando in Argentina ma sogna di fare un&#8217;esperienza in Brasile. Come e perché è arrivata la tua famiglia in Argentina? I miei genitori sono calabresi, mio padre di Laino Borgo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Andrea Mitidieri" href="http://ar.linkedin.com/pub/andrea-mitidieri/14/62/586" target="_blank">Andrea (Fabiana) Mitidieri</a> è figlia di emigranti in Argentina ma ama insegnare italiano a stranieri dopo aver completato gli studi universitari in Italia. Adesso sta insegnando in Argentina ma sogna di fare un&#8217;esperienza in Brasile.</h1>
<p><strong>Come e perché è arrivata la tua famiglia in Argentina?</strong></p>
<p>I miei genitori sono calabresi, mio padre di Laino Borgo (CS) e mia madre di Monterosso Calabro(VV). Hanno lasciato l’Italia quando erano ancora piccoli dopo la II guerra mondiale.</p>
<p>Mio padre, che si chiamava Salvatore, è partito da piccolo con sua madre e fratelli, verso il Perù, paese dove mio nonno aveva fatto radici e aveva intrapreso un negozio di curtiembre (conceria). In Perù ha fatto la scuola secondaria, invece gli studi universitari li ha intrapresi in <strong>Argentina</strong>, a La Plata. In questa città i miei si sono conosciuti frequentando il <strong>Circolo Italiano</strong>.</p>
<p>Mia madre, che si chiama Genoveffa e ha adesso 77 anni, era anche lei partita dall’Italia da giovane per vivere con la famiglia dello zio materno. Tutt’e due hanno dovuto imparare velocemente la lingua spagnola per questioni di studio e di lavoro. I primi tempi sono stati duri, e così per tutti coloro che hanno scelto di partire lasciando dietro la famiglia, la terra e la propria cultura. A quell’epoca si viaggiava in nave, di solito in seconda classe ed era una scelta per sempre.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_5294" class="wp-caption alignleft" style="width: 90px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/Andrea-Mitidieri.jpg"><img class="size-full wp-image-5294" title="Andrea Mitidieri" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/Andrea-Mitidieri.jpg" alt="Andrea Mitidieri" width="80" height="80" /></a><p class="wp-caption-text">Andrea Mitidieri</p></div>
<p><strong>Ci descrivi il crescere in Argentina come figlia di emigranti italiani? </strong></p>
<p>Nei primi anni di formazione elementare ho frequentato una scuola bilingue dove ho sentito molto parlare dell’Italia e dove mi hanno insegnato le prime parole e le prime canzoni nella lingua di Dante. Purtroppo, per diversi questioni, alla terza elementare ho dovuto cambiare scuola. All’inizio ero contenta perché avevo meno ore di studio ma poi con il tempo mi è dispiaciuto l’aver perso il contatto con la lingua italiana, contatto che  ho ripreso molto dopo, ai 15 anni quando ho iniziato a frequentare i corsi di lingua e cultura presso il comitato locale dell’Associazione Dante Alighieri.</p>
<p>Sentivo già da allora di appartenere ad una comunità di immigranti perché spesso i miei mi portavano a diversi riunioni che organizzava il circolo monterossino di La Plata. In particolar modo mi ricordo della messa e della festa dedicata alla Madonna protettrice di Monterosso, durante il mese di luglio. Inoltre ricordo i compaesani che venivano a casa a chiacchierare con la mamma in una lingua sconosciuta (dialetto) ma che poi piano piano cominciò ad essere sempre di più comprensibile. Anche da piccola ho partecipato a qualche sfilata con i vestiti tipici durante i festeggiamenti per il giorno dell’immigrante. In definitiva, mi sono sentita sempre molto legata all’Italia e all’Italianità.</p>
<p><strong>Perché hai pensato di andare a studiare in Italia?</strong></p>
<p>Ho sempre voluto studiare in Italia, da quando ci ho messo piede per prima volta all’età di quattordici anni in un viaggio organizzato da mio padre per farci (a me e ai miei fratelli) conoscere la nostra famiglia italiana (zii e cugini).</p>
<p>Negli anni 90 ho vinto una borsa di studio per fare il corso superiore (di 4 mesi) presso l’Università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria, da dove sono tornata molto entusiasta per quell’esperienza che, per prima volta, all’età di 20 anni, mi aveva permesso di fare contatto con dei miei coetanei di diverse nazionalità, lingua e mentalità. Da allora non avevo mai smesso di pensare a ritornarci e poi, arrivato il 2009, grazie ad un altra borsa di studio concessami dal MAE sono ritornata in Italia, stavolta all’Università per Stranieri di Perugia, dove ho frequentato e superato con profitto il corso superiore di lingua italiana, della durata di sei mesi, con un voto di 29/30. Ma il mio più grande desiderio era quello di fare un corso universitario in Italia che mi permettesse di <strong>insegnare</strong> la lingua e la cultura italiana.</p>
<p><strong>Ci descrivi i tuoi studi universitari in Italia?</strong></p>
<p>Allora quel momento arrivò, dopo un’attesa di 10 anni, nell’2002. Grazie a diverse coincidenze e anche alla velocità con cui le informazioni viaggiavano (e viaggiano tutt’ora) ho saputo di un bando di concorso per una borsa di studio per fare la laurea triennale in “Lingua e Cultura Italiana, insegnamento dell’italiano a stranieri”, presso l’Università per Stranieri di Siena. Non ho perso un secondo e ho inviato tutti i miei documenti all’università. Dopo qualche settimana ho ricevuto la notizia di aver vinto uno dei 6 posti disponibili e ad ottobre di quell’anno sono partita verso l’Italia.</p>
<p>Siena è piccola e tranquilla, ideale per studiare qualsiasi carriera, e inoltre non manca l’offerta di spettacoli culturali, specialmente nei mesi primaverili ed estivi. In questa città ho conosciuto tantissime persone meravigliose – italiani e stranieri come me- che tutt’ora fanno parte della mia vita. Nell’anno 2006 mi sono laureata con 110/110 e lode e poi mi sono iscritta al corso di laurea Specialistica in “Lingue Moderne e Studi Interculturali” presso l’Università degli Studi di Siena.</p>
<p>Mi dispiace dire che non ho potuto finire la laurea specialistica per questioni economiche, però ho il sogno nel cassetto di ritornare per completare quel percorso che mi ha dato tante soddisfazioni (mi mancano solo 5 esami e la tesi). Lo studio delle lingue straniere è una mia passione già da adolescente, insieme a quello dei viaggi. Essere in contatto con altre culture e altre mentalità è affascinante. Poi in Italia ho preso il mio unico vizio della mia vita, sono diventata dipendente dal caffè espresso e dal cappuccino italiano e ora mi mancano tantissimo.</p>
<p><strong>Dove andasti prima di tornare in Argentina?</strong></p>
<p>Prima di ritornare in <strong>Argentina</strong> ad aprile 2009 ho fatto un’esperienza di un anno e mezzo in Scozia. Perché lì? Non è facile spiegare le decisioni che si prendono solo per un battito del cuore. In Inghilterra avevo già fatto un’esperienza a Portsmouth lavorando sui traghetti che fanno la rotta Portsmouth – Le Havre, e avevo fatto qualche corso di lingua inglese a Londra. Volevo una sfida più grande, e della Scozia avevo sentito parlare solo positivamente.</p>
<p>Allora ero incuriosita di come sarebbe la vita nelle mitiche Highlands e a luglio dell’anno 2008 sono partita con molto entusiasmo per Edinburgh. All’inizio è stato difficile per via dell’accento scozzese che non mi permetteva di capire bene, ma poi me ne sono abituata e per fortuna ho trovato lavoro abbastanza velocemente, dopo solo un mese di intensa ricerca. La burocrazia è quasi inesistente e questa è stata la cosa più sorprendente. Non ci ho messo quasi niente ad avere il National Insurance Number e con il passaporto italiano non avevo bisogno né di più permessi né di nient’altro. La paga era buona ma il lavoro presso il call center era noioso.</p>
<p>Perciò non smettevo mai di cercare qualcos’altro e qualche mese dopo mi sono trovata a fare la receptionist in un albergo in Princess Street (la strada commerciale per eccellenza) che si affacciava sul castello e il centro storico. Era un lavoro part-time che mi impegnava solo due pomeriggi durante il fine settimana, ma mi permetteva di pagare l’affitto e le bollette e anche di imparare sulla mentalità e i costumi degli scozzesi. All’inizio era stressante perché spesso non capivo bene se parlavano veloce o con un accento diverso (quello di Glasgow è tutt’una sfida!) e quindi dovevo aprire bene le orecchie per non sbagliare la prenotazione.</p>
<p>E’ stata un’esperienza intensa ma da cui ho imparato tantissimo, e di cui mi sento molto soddisfatta. Inoltre, siccome con quel lavoro non ce la facevo ad arrivare alla fine del mese, ho trovato un altro lavoretto come commessa part-time presso uno shopping center, anche a Princes Street. Qui il lavoro era completamente diverso ma sempre un’esperienza apprezzabile, dove alla fine mi sono fatta amica di tutti, perfino della mia manager, che mi ha preso subito dopo il primo colloquio e non se ne è mai pentita. E’ stata una grande soddisfazione quando il mio ultimo giorno di lavoro allo shopping ho sentito dire da lei che era molto contenta del mio lavoro e che le dispiaceva perdere una persona come me. Ma dopo un anno e mezzo desideravo prendere un’altra strada, più vicina ai miei studi, e così sono tornata in <strong>Argentina</strong> per fare un tirocinio come <strong>insegnante di italiano</strong> a stranieri.</p>
<p><strong>Come hai fatto a trovare il tuo attuale lavoro di insegnante di italiano?</strong></p>
<p>Nel mio caso non è stato difficile perché mi sono rivolta al comitato Dante Alighieri dove avevo studiato da adolescente e dove avevo frequentato 4 anni di lingua. Durante gli anni trascorsi a Siena, quando tornavo a visitare la famiglia in <strong>Argentina</strong>, facevo sempre un salto per salutare la direttrice e raccontare della mia esperienza. Non avevo mai perso del tutto il contatto con loro. E così, dopo la mia esperienza scozzese ero desiderosa di iniziare ad insegnare e l’Associazione Dante Alighieri di La Plata mi propose di fare un tirocinio presso di loro. Certamente ho approfittato di questa opportunità e durante l’anno accademico 2010 ho insegnato a bambini, adolescenti e adulti, tutti principianti. E inoltre ho fatto quasi un centinaio di ore di supplenze in corsi di diverso livello, da A1 a B2. Tutt’oggi continuo a fare lezioni presso quest’associazione.</p>
<p><strong>Dove vuoi andare in futuro?</strong></p>
<p>A dire il vero non sono molto d’accordo con chi sostiene che l’<strong>Argentina</strong> rappresenti un’ottima inversione. Diciamo che dipende da cosa si ha in mano, da cosa si vuole fare. Nel mio caso come docente lo stipendio è molto basso e per pagare l’affitto e le spese ho dovuto fare altri lavoretti part-time che mi hanno tolto la tranquillità necessaria per preparare le lezioni con tempo. Specialmente se sei alle prime armi, devi cercare altri materiali, dialoghi, giochi, canzoni. Ma se devi fare un altro lavoro per riuscire ad arrivare alla fine del mese, non è la situazione ideale. Non so come sia il contesto in altre città argentine, posso parlare solo per via della mia esperienza. Lo stipendio è molto basso qui e l’inflazione molto alta. Ufficialmente il governo non vuole ammettere l’inflazione, ma chi va al supermercato lo sa benissimo che i prezzi salgono costantemente. Per ciò un motivo per ripartire sarebbe quello economico. Ma non solo, anche la violenza per via della situazione economica non cala mai, anzi, ho la sensazione che sia in aumento come l’inflazione. Inoltre vorrei fare un’altra esperienza di lavoro all’estero perché la mia natura mi porta a cercare il contatto con nuove culture e ad affrontare nuove sfide. Adorerei trasferirmi in Brasile, paese che mi affascina da piccola, da quando ci andavamo a fare vacanza in famiglia durante l’estate. A Sao Paolo, per esempio, la comunità italiana è molto grande, il carattere del popolo molto allegro e il clima decisamente migliore di qui. Ho ripreso lo studio del portoghese con più serietà, nonostante abbia superato un esame di lingua portoghese (livello principiante) quando frequentavo l’Università degli Studi di Siena. Bisogna che mi dia molto da fare per imparare questa lingua tanto vicina a noi però giustamente anche difficile da parlare bene. Ma le sfide non mi hanno mai messo paura.</p>
<p><strong>Per concludere e per curiosità, com’è che ti chiami Andrea?</strong></p>
<p>In Argentina come in tutti i paesi di lingua spagnola il nome Andrea è femminile. La versione maschile è invece “Andrés”. Perciò, per non fare confusione, mentre vivevo in Italia mi facevo chiamare “Fabiana” che è il mio secondo nome e che mi piace (di) più del primo. Quindi  in Italia i miei amici mi chiamano tutti Fabiana.</p>
<p><strong>Grazie Andrea (Fabiana) ed in bocca al lupo!</strong></p>
<p><strong>Chi di voi conosce persone a San Paolo che abbiano bisogno di un&#8217;insegnante di italiano?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_5296" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/2008/11/26/emigrare-in-argentina-nel-nuovo-millennio/"><img class="size-medium wp-image-5296" title="Emigrare in Argentina nel nuovo millennio" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/07/argentina-300x180.jpg" alt="Emigrare in Argentina nel nuovo millennio" width="300" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Emigrare in Argentina nel nuovo millennio</p></div>
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		<title>Lavorare all’estero come Assistente Virtuale</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2011/06/12/lavorare-allestero-come-assistente-virtuale/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 10:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mary Tomasso vive adesso a Buenos Aires e fa l&#8217;Assistente Virtuale, un mestiere che vi consente di vivere dove volete. Ci descrivi il tuo background in Italia? Ho studiato lingue, per l&#8217;esattezza alla Scuola per Interpreti e Traduttori. Ho lavorato un po&#8217; di tempo come traduttrice e interprete, come Receptionist e come Guest Relations Manager [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Mary Tomasso Virtual and Co" href="http://www.virtualandco.net/home-ita.html" target="_blank">Mary Tomasso</a> vive adesso a Buenos Aires e fa l&#8217;Assistente Virtuale, un mestiere che vi consente di vivere dove volete.</h1>
<p><strong>Ci descrivi il tuo background in Italia?</strong></p>
<p>Ho studiato lingue, per l&#8217;esattezza alla Scuola per Interpreti e Traduttori. Ho lavorato un po&#8217; di tempo come traduttrice e interprete, come Receptionist e come Guest Relations Manager in hotel 5 stelle, ma l&#8217;attività che ho svolto più a lungo è stata quella di segretaria di direzione e presidenza.</p>
<p><strong>Cosa ti ha portato in Argentina?</strong></p>
<p>Una scelta di vita, un generale senso d&#8217;insoddisfazione in Italia, che comunque attribuisco a fattori interni, miei personali, in un certo senso mi stava stretta. Mi piace l&#8217;idea di cambiare aria, di assimilare nuove culture e Buenos Aires mi ha affascinata sin da subito per la sua “bellezza latina”. E&#8217; una metropoli piena di contraddizioni, con delle zone che architettonicamente ricordano Parigi, ma con un carattere assolutamente latino!</p>
<p><strong>Di cosa ti occupi dal punto di vista lavorativo?</strong></p>
<p>Faccio l&#8217;<strong>Assistente Virtuale</strong>, o VA, dall&#8217;inglese <strong>Virtual Assistant</strong>. Magari occorre spiegare brevemente di cosa si tratta, perché mi pare che in Italia il concetto non sia del tutto chiaro. In Italia si tende ad associare la VA ad una centralinista che risponde al telefono, prende i messaggi e li trasferisce all&#8217;interessato. Questa è una millesima parte dell&#8217;attività e in realtà adesso le VA non lo fanno quasi più, sono grandi call center che forniscono questo tipo di servizio, proprio perché le assistenti virtuali si sono notevolmente specializzate, e sono delle vere e proprie imprenditrici virtuali.</p>
<p><strong>Che capacita&#8217; ed esperienza bisogna avere per fare l&#8217;assistente virtuale?</strong></p>
<p>Direi che la prima e fondamentale è la capacità imprenditoriale. Si tratta di una vera e propria attività imprenditoriale, per cui tutto quello che vale per un qualsiasi imprenditore, vale per una VA. Bisogna avere inoltre grande passione per il proprio lavoro e desiderio di apprendere sempre nuovi software, nuove applicazioni, entrare in nuove nicchie di mercato. L&#8217;esperienza di segretaria o assistente esecutiva è un&#8217;ottima base, tuttavia occorre approfondire con una formazione adeguata.</p>
<p><strong>Come trovi lavoro?</strong></p>
<p>Grazie ai Social Network e al Social Media Marketing, praticamente mi arrivano le richieste, sono i clienti che trovano me! In alcuni casi comunque sono io a contattare persone che magari sono nella mia rete, e offro i miei servizi. Poi naturalmente partecipo ad attività di networking locali o virtuali, le possibilità non mancano!</p>
<p><strong>Ci descrivi i lati positivi e negativi dell&#8217;essere assistente virtuale?</strong></p>
<p>Per me è tutto positivo! E&#8217; un lavoro che faccio con passione, e questo è senza dubbio il primo e più importante aspetto positivo: fare qualcosa che mi appassiona, che non vivo come lavoro. Gli aspetti positivi sono che posso scegliere con chi lavorare, posso organizzare i miei orari, posso scegliere le attività da svolgere, insomma sono libera! L&#8217;aspetto negativo è ovviamente che a fine mese non ho uno stipendio garantito in banca!</p>
<p><strong>Cos&#8217;è VAClassroom?</strong></p>
<p><a title="VAClassroom" href="http://www.vaclassroom.com/socialmarketing/cmd.asp?af=1359213" target="_blank"><strong>VAClassroom</strong></a> è un istituto di formazione e certificazione per Assistenti Virtuali. I corsi sono tutti specialistici, cioè in Internet Marketing, Social Media Marketing, Virtual Events, Video Marketing, ecc., tutti settori in cui una VA deve avere conoscenze, o meglio ancora specializzarsi!</p>
<p><strong>La consiglieresti per intraprendere la tua stessa carriera?</strong></p>
<p>Consiglierei VAClassroom per questo tipo di corsi, ma per diventare Assistente Virtuale occorre un minimo di preparazione previa. Personalmente sto preparando un corso per aspiranti VA, che sarà il primo in Italia e naturalmente sarà interamente virtuale!</p>
<p><strong>Consiglieresti inoltre l&#8217;Argentina come destinazione agli aspiranti emigranti? Perché?</strong></p>
<p>Qui si dice che gli argentini sono italiani che parlano spagnolo. Ci sono tantissime cose in comune e certamente per molti aspetti un italiano si sentirebbe a casa. Tuttavia ci sono degli aspetti della realtà che possono essere scioccanti, come la miseria a cui in Europa non siamo abituati. In Argentina con un buon lavoro si vive bene ed è un paese incantevole. Senza dubbio considererei a tutti un bel viaggio in Argentina, poi ognuno con i propri occhi potrà considerare se o no prender una decisione importante come un trasferimento.</p>
<p><strong>Grazie Mary e buon proseguimento!</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_5074" class="wp-caption aligncenter" style="width: 531px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/argentina.jpg"><img class="size-full wp-image-5074" title="Lavorare all'estero come Assistente Virtuale" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/06/argentina.jpg" alt="Lavorare all'estero come Assistente Virtuale" width="521" height="313" /></a><p class="wp-caption-text">Lavorare all&#39;estero come Assistente Virtuale</p></div>
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		<title>Vado a vivere in Argentina</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 12:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mario Linzi ha deciso di emigrare in Argentina e condivide la sua esperienza su Vado a Vivere in Argentina. di Stefano Frigerio Mario è un italiano felice. Si capisce dalla voce squillante con cui risponde al telefono, nonostante la linea Cile-Argentina sia abbastanza disturbata. Lui non è il solito backpacker, ha già tanti chilometri nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Mario Linzi ha deciso di emigrare in Argentina e condivide la sua esperienza su <a href="http://vadoavivereinargentina.myblog.it/">Vado a Vivere in Argentina</a>.</h1>
<p><strong>di Stefano Frigerio</strong></p>
<div id="attachment_4640" class="wp-caption alignleft" style="width: 181px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/04/mario-linzi.jpg"><img class="size-full wp-image-4640 " title="Mario Linzi" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/04/mario-linzi.jpg" alt="Mario Linzi" width="171" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Linzi</p></div>
<p>Mario è un italiano felice. Si capisce dalla voce squillante con cui risponde al telefono, nonostante la linea Cile-Argentina sia abbastanza disturbata. Lui non è il solito backpacker, ha già tanti chilometri nel motore, nelle ferrovie dello stato per le quali lavorava ai sistemi informatici e tra Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Barbados, India e Turchia, in cui ha viaggiato sempre per motivi di lavoro.</p>
<p>Mario è un esperto di informatica e lavoratore specializzato del primo gracchiante internet. Dopo essere andato in prepensionamento negli anni novanta ha lavorato in diversi paesi dell’Europa dell’est nell’ambito della delocalizzazione e degli investimenti immobiliari.</p>
<p>Tornato in Italia, ma insoddisfatto della situazione lavorativa e sociale, decide di trasferirsi in Brasile per alcuni mesi.<br />
Le difficoltà burocratiche per ottenere un visto permanente lo convincono a migrare nella vicina argentina.<br />
Mario vive da 15 mesi in <strong>Argentina</strong>, a Mar del Plata, località balneare di 700.000 persone a sud di Buenos Aires. Dopo aver vissuto per la maggior parte dei suoi anni a Trieste, ha deciso di trovare il suo paradiso sulle spiagge oceaniche e ricche di palme di Mar del Plata. Nella provincia argentina ha ritrovato abitudine tipiche italiane, aria pulita ed una vita rilassata. Il cibo buono, sia pescado che i famosi filetti argentini hanno fatto il resto.</p>
<p>Mario è estremamente soddisfatto della sua vita in argentina, ci ha guadagnato in salute e tornerà in vacanza in Italia a salutare la figlia.</p>
<p>Italiansinfuga non rappresenta solo i ragazzi con sogni nel cassetto ma anche un pensionato di 55 anni che decide di regalarsi una qualità di vita migliore.</p>
<p>Da buon esperto di internet,  Mario gestisce il suo blog personale (vadoavivereinargentina.myblog.it) in cui fornisce tutte le informazioni a chi fosse interessato a spendere la agognata pensione in <strong>Argentina</strong>.</p>
<p>Per tutti gli altri, segnatevi la sua mail (mariolinzi2009@gmail.com), per l’anno in cui forse otterrete una pensione o più verosimilmente passerete per questo angolo di <strong>Argentina</strong>, che è la località balneare, oltre  che il surf spot, numero 1 del paese. Mettetevi in contatto con Mario, avrà sicuramente qualche buona storia da raccontarvi davanti ad una parillada ed un bicchiere di rosso.</p>
<div id="attachment_4641" class="wp-caption aligncenter" style="width: 531px"><a href="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/04/argentina.jpg"><img class="size-full wp-image-4641" title="Vado a vivere in Argentina" src="http://www.italiansinfuga.com/wp-content/uploads/2011/04/argentina.jpg" alt="Vado a vivere in Argentina" width="521" height="313" /></a><p class="wp-caption-text">Vado a vivere in Argentina</p></div>
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		<title>Classifica mondiale delle città con peggiore traffico</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 11:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La IBM ha pubblicato i risultati di un sondaggio sull&#8217;impatto del traffico sui pendolari che usano la macchina nelle principali città internazionali. Sono stati intervistati 8192 automobilisti in 20 città di sei continenti. È stato poi compilato un indice che assegna un punteggio al &#8220;pedaggio&#8221; emotivo ed economico che i pendolari affrontano in ogni città usando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La IBM ha <a title="IBM Global Commuter Pain Study" href="http://www-03.ibm.com/press/us/en/pressrelease/32017.wss" target="_blank">pubblicato</a> i risultati di un sondaggio sull&#8217;impatto del traffico sui pendolari che usano la macchina nelle principali città internazionali.</p>
<p>Sono stati intervistati 8192 automobilisti in 20 città di sei continenti. È stato poi compilato un indice che assegna un punteggio al &#8220;pedaggio&#8221; emotivo ed economico che i pendolari affrontano in ogni città usando una scala che va da uno a 100 (punteggio massimo negativo).</p>
<p>L&#8217;indice rivela una disparità enorme nella fatica di fare il pendolare nelle varie città. Stoccolma è la città dove fare il pendolare è meno doloroso, seguita da Melbourne e Houston (a pari merito) e New York.</p>
<p>La maggioranza degli intervistati ha detto che il traffico è peggiorato negli ultimi tre anni soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove il traffico è un fenomeno relativamente recente, essendo cresciuto pari pari con lo sviluppo economico di queste città negli ultimi due decenni.</p>
<p>Ad esempio in Cina il numero di macchine immatricolate nei primi mesi del 2010 è salito del 23,8% raggiungendo un totale di 248.000 unità. Questo fa sì che Pechino sia una delle città con il più alto indice di &#8220;dolore da pendolare&#8221; come definito dalla IBM.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/7J4kQ7TmMN4&amp;hl=en_US&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7J4kQ7TmMN4&amp;hl=en_US&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Città come Pechino, Nuova Delhi e Città del Messico sono in cima alla classifica per quello che riguarda la percentuale di automobilisti che riporta un impatto negativo sulla propria salute o sulla prestazione al lavoro.</p>
<p>Milano, l&#8217;unica città italiana nella classifica, si trova al settimo posto.</p>
<p>La classifica completa è:</p>
<ul>
<li>Pechino 99</li>
<li>Città del Messico 99</li>
<li>Johannesburg 97</li>
<li>Mosca 84</li>
<li>Nuova Delhi 81</li>
<li>San Paolo 75</li>
<li>Milano 52</li>
<li>Buenos Aires 50</li>
<li>Madrid 48</li>
<li>Londra 36</li>
<li>Parigi 36</li>
<li>Toronto 32</li>
<li>Amsterdam 25</li>
<li>Los Angeles 25</li>
<li>Berlino 24</li>
<li>Montreal 23</li>
<li>New York 19</li>
<li>Houston 17</li>
<li>Melbourne 17</li>
<li>Stoccolma 15</li>
</ul>
<p>Andare all&#8217;estero per poi trovarsi a vivere in una città dove si passano alcune ore ogni giorno bloccati nel traffico è controproducente. Prendete quindi anche in considerazione questa classifica per decidere dove emigrare all&#8217;estero.</p>
<p>Io vi riporto la mia esperienza di automobilista sia in Inghilterra e poi in Australia. Secondo me il traffico a Melbourne non è un problema, nonostante quello che gli Australiani dicano al riguardo. Rispetto al traffico che incontravo ogni giorno in Inghilterra, fuori Londra, la congestione automobilistica sulle strade di Melbourne è minima.</p>
<p>Allego un paio di video per farvi vedere di cosa sto parlando!</p>
<p>Se avete video riguardanti il traffico in una delle città menzionate nella classifica fatemelo sapere!</p>
<p>Traffico autostradale a Melbourne</p>
<p><object width="320" height="260" data="http://www.ustream.tv/flash/video/7013752" type="application/x-shockwave-flash"><param name="id" value="utv597994" /><param name="name" value="utv_n_874864" /><param name="flashvars" value="autoplay=false" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/video/7013752" /></object></p>
<p>Traffico mattutino a Melbourne</p>
<p><object width="320" height="260" data="http://www.ustream.tv/flash/video/7014620" type="application/x-shockwave-flash"><param name="id" value="utv78977" /><param name="name" value="utv_n_51324" /><param name="flashvars" value="autoplay=false" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/video/7014620" /></object></p>
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		<title>Classifica mondiale accesso alla sanità</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 04:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Reuters ha pubblicato i risultati di un sondaggio riguardante la fiducia che i cittadini di 22 nazioni hanno nel proprio servizio sanitario nazionale. I risultati rivelano che cittadini di nazioni tipo Svezia, Belgio, Olanda e Canada hanno la maggiore fiducia nel sistema sanitario e la maggior parte di loro credono di riuscirespazio facilmente ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Reuters ha <a title="classifica mondiale accesso alla sanità" href="http://www.reuters.com/article/idUSTRE63E2TO20100415" target="_blank">pubblicato</a> i risultati di un sondaggio riguardante la fiducia che i cittadini di 22 nazioni hanno nel proprio servizio sanitario nazionale.</p>
<p>I risultati rivelano che cittadini di nazioni tipo Svezia, Belgio, Olanda e Canada hanno la maggiore fiducia nel sistema sanitario e la maggior parte di loro credono di riuscirespazio facilmente ad ottenere assistenza sanitaria di qualità e conveniente.</p>
<p>Questa classifica ovviamente è soggettiva ma può dare un&#8217;idea del livello di un servizio come quello della sanità, molto importante per tante persone che vogliono emigrare all&#8217;estero, in una miriade di destinazioni mondiali.</p>
<p>Giusto per mettere i risultati in un contesto familiare agli italiani, l&#8217;Italia viene collocata in questa <a title="Reuters" href="http://graphics.thomsonreuters.com/10/04/GLB_HEALTH0410.gif" target="_blank">classifica</a> dietro al Brasile e davanti al Messico. 15ª su 22 nazioni, con meno del 40% dei rispondenti che dicono che l&#8217;accesso ad una sanità di qualità e conveniente sia facile.</p>
<p><strong>Articoli con temi simili</strong></p>
<p><strong></strong><a title="guida per lavorare e vivere come infermieri in Australia (scritta in inglese)" href="http://www.italiansinfuga.com/risorse/guida-per-lavorare-e-vivere-come-infermieri-in-australia-scritta-in-inglese/" target="_blank">Guida per lavorare e vivere come infermieri in Australia (scritta in Inglese)</a><br />
<a title="classifica dei sistemi sanitari in Europa" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/09/30/classifica-dei-sistemi-sanitari-in-europa/" target="_blank"> </a></p>
<p><a title="classifica dei sistemi sanitari in Europa" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/09/30/classifica-dei-sistemi-sanitari-in-europa/" target="_blank">Classifica dei sistemi sanitari in Europa</a></p>
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		<title>Classifica qualità della vita</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 10:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[International Living ha pubblicato la propria classifica della qualità della vita in 194 nazioni del mondo. Qualità della vita non intesa come dove vivere bene con pochi soldi ma semplicemente vivere bene. Per redarre la classifica, International Living considera punteggi nelle seguenti categorie: costo della vita, rispetto al costo della vita negli Stati Uniti cultura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>International Living ha pubblicato la propria <a title="Classifica qualità della vita" href="http://www.internationalliving.com/Internal-Components/Further-Resources/quality-of-life-2010" target="_blank">classifica</a> della qualità della vita in 194 nazioni del mondo.</p>
<p>Qualità della vita non intesa come dove vivere bene con pochi soldi ma semplicemente vivere bene.</p>
<p>Per redarre la classifica, International Living considera punteggi nelle seguenti categorie:</p>
<ul>
<li>costo della vita, rispetto al costo della vita negli Stati Uniti</li>
<li>cultura e tempo libero, livello di istruzione della popolazione, numero di musei eccetera</li>
<li>economia, valutata usando le misure statistiche più comuni</li>
<li>ambiente, valutato usando la densità della popolazione, il tasso di crescita della stessa, le emissioni causanti effetto serra</li>
<li>libertà, usando la classifica di <a title="Freedom House" href="http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=1" target="_blank">Freedom House</a></li>
<li>salute, valutata in base alla qualità dell&#8217;assistenza sanitaria</li>
<li>infrastruttura, chiometri di strade, ferrovia per capita, numero di aereoporti</li>
<li>sicurezza, in base alle stime del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti</li>
<li>clima, temperatura e precipitazioni medie</li>
</ul>
<p>I punteggi vengono assegnati basandosi su informazioni pubblicate da fonti quali siti internet governativi, la World Health Organisation, The Economist e molti altri.</p>
<p>Inoltre vengono considerate le opinioni degli editori di International Living sparsi nel mondo. Al riguardo tenete conto che essi sono per lo più di origine anglosassone e scrivono per lettori in gran parte statunitensi quindi la loro visione della qualità della vita è diversa da quella degli Italiani e da quella di altri popoli.</p>
<p>E&#8217; forse per questo che la presenza di nazioni scandinave nella Top 10, consueta in altre classifiche, quì è nulla.</p>
<p>Qual&#8217;è la classifica?</p>
<ol>
<li>Francia (82)</li>
<li>Australia (81)</li>
<li>Svizzera (81)</li>
<li>Germania (81)</li>
<li>Nuova Zelanda (79)</li>
<li>Lussemburgo (78)</li>
<li>Stati Uniti (78)</li>
<li>Belgio (78)</li>
<li>Canada (77)</li>
<li><strong>Italia (77)</strong></li>
<li>Paesi Bassi (77)</li>
<li>Norvegia (77)</li>
<li>Austria (77)</li>
<li>Liechtenstein (76)</li>
<li>Malta (76)</li>
<li>Danimarca (76)</li>
<li>Spagna (76)</li>
<li>Finlandia (75)</li>
<li>Uruguay (75)</li>
<li>Ungheria (74)</li>
<li>Portogallo (73)</li>
<li>Lituania (73)</li>
<li>Andorra (73)</li>
<li>Repubblica Ceca (73)</li>
<li>Regno Unito (73)</li>
<li>Argentina (72)</li>
<li>Slovenia (72)</li>
<li>Grecia (72)</li>
<li>Monaco (72)</li>
<li>Svezia (71)</li>
<li>Cile (71)</li>
<li>Estonia (71)</li>
<li>Costa Rica (71)</li>
<li>Panama (71)</li>
<li>Polonia (71)</li>
<li>Giappone (70)</li>
<li>Croazia (70)</li>
<li>Brasile (70)</li>
<li>Ecuador (70)</li>
<li>Lettonia (70)</li>
<li>Irlanda (70)</li>
<li>Corea del Sud (69)</li>
<li>Slovacchia (69)</li>
<li>Bulgaria (69)</li>
<li>Cipro (68)</li>
<li>Messico (68)</li>
<li>Israele (67)</li>
<li>Islanda (67)</li>
<li>Bermuda (66)</li>
<li>Saint Kitts &amp; Nevis (66)</li>
<li>Sud Africa (66)</li>
<li>Dominica (65)</li>
<li>Romania (65)</li>
<li>Isole Cayman (65)</li>
<li>Moldavia (65)</li>
<li>Colombia (64)</li>
<li>Taiwan (64)</li>
<li>Bolivia (64)</li>
<li>Repubblica di Macedonia (63)</li>
<li>Barbados (63)</li>
<li>Mauritius (63)</li>
<li>Namibia (63)</li>
<li>Belize (63)</li>
<li>Paraguay (63)</li>
<li>Albania (63)</li>
<li>Bosnia-Erzegovina (63)</li>
<li>Bahamas (63)</li>
<li>Ucraina (62)</li>
<li>Grenada (62)</li>
<li>Singapore (61)</li>
<li>Antigua &amp; Barbuda (61)</li>
<li>Turchia (61)</li>
<li>Repubblica Dominicana (61)</li>
<li>Seychelles (61)</li>
<li>Bhutan (61)</li>
<li>Peru (60)</li>
<li>Giamaica (60)</li>
<li>Nicaragua (60)</li>
<li>Botswana (60)</li>
<li>Honduras (60)</li>
<li>Suriname (60)</li>
<li>Portorico (59)</li>
<li>Tunisia (59)</li>
<li>Brunei (59)</li>
<li>Malesia (58)</li>
<li>El Salvador (58)</li>
<li>Guatemala (58)</li>
<li>India (58)</li>
<li>Venezuela (58)</li>
<li>Cuba (57)</li>
<li>Trinidad &amp; Tobago (57)</li>
<li>Polinesia Francese (57)</li>
<li>Guyana (57)</li>
<li>Tonga (57)</li>
<li>Mongolia (57)</li>
<li>Nauru (56)</li>
<li>Cina (56)</li>
<li>Georgia (56)</li>
<li>Ghana (56)</li>
<li>Maldive (56)</li>
<li>Armenia (56)</li>
<li>Lesotho (55)</li>
<li>Martinica (55)</li>
<li>Giordania (55)</li>
<li>Filippine (55)</li>
<li>Kuwait (55)</li>
<li>Kiribati (55)</li>
<li>Polinesia Francese (55)</li>
<li>Bielorussia (54)</li>
<li>Tailandia (54)</li>
<li>Russia (54)</li>
<li>Zambia (54)</li>
<li>Libano (54)</li>
<li>Palau (54)</li>
<li>Malawi (54)</li>
<li>Marocco (54)</li>
<li>Samoa (Western Samoa) (54)</li>
<li>Swaziland (54)</li>
<li>Bahrain (54)</li>
<li>Fiji (53)</li>
<li>Sri Lanka (53)</li>
<li>Madagascar (53)</li>
<li>Tuvalu (53)</li>
<li>Siria (53)</li>
<li>Vietnam (53)</li>
<li>Comore (53)</li>
<li>Nepal (52)</li>
<li>Qatar (52)</li>
<li>Indonesia (52)</li>
<li>Macao (52)</li>
<li>Vanuatu (52)</li>
<li>Senegal (52)</li>
<li>Isole Salomone (52)</li>
<li>Tagikistan (51)</li>
<li>Egitto (51)</li>
<li>Benin (51)</li>
<li>Kenya (51)</li>
<li>Kirghizistan (51)</li>
<li>Azerbaijan (51)</li>
<li>Corea del Nord (51)</li>
<li>Emirati Arabi Uniti (50)</li>
<li>Capo Verde (50)</li>
<li>Isole Marshall (50)</li>
<li>Tanzania (50)</li>
<li>Bangladesh (50)</li>
<li>Algeria (50)</li>
<li>Uganda (50)</li>
<li>Uzbekistan (49)</li>
<li>Cambogia (49)</li>
<li>Iran (49)</li>
<li>Mozambico (49)</li>
<li>Gambia (48)</li>
<li>Papua Nuova Guinea (48)</li>
<li>Mayotte (48)</li>
<li>Kazakistan (48)</li>
<li>Mali (48)</li>
<li>Libia (48)</li>
<li>Guinea-Bissau (47)</li>
<li>Micronesia (47)</li>
<li>Togo (47)</li>
<li>Myanmar (Birmania) (46)</li>
<li>Turkmenistan (46)</li>
<li>Etiopia (46)</li>
<li>Repubblica del Congo &#8211; (46)</li>
<li>Ruanda (46)</li>
<li>Nigeria (46)</li>
<li>Gabon (46)</li>
<li>Oman (45)</li>
<li>Arabia Saudita (45)</li>
<li>Iraq (45)</li>
<li>Laos (45)</li>
<li>Camerun (45)</li>
<li>Mauritania (45)</li>
<li>Niger (44)</li>
<li>Burkina Faso (44)</li>
<li>Guinea Equatoriale (44)</li>
<li>Burundi (44)</li>
<li>Pakistan (43)</li>
<li>Haiti (43)</li>
<li>Zimbabwe (43)</li>
<li>Repubblica Centrafricana (43)</li>
<li>Costa d&#8217;Avorio (43)</li>
<li>Liberia (42)</li>
<li>Congo, Repubblica Democratica del (42)</li>
<li>Angola (42)</li>
<li>Guinea (41)</li>
<li>Eritrea (40)</li>
<li>Gibuti (40)</li>
<li>Sierra Leone (38)</li>
<li>Afghanistan (37)</li>
<li>Ciad (34)</li>
<li>Sudan (33)</li>
<li>Yemen (33)</li>
<li>Somalia (30)</li>
</ol>
<p><strong>Cosa ne pensate? Siete d&#8217;accordo?</strong></p>
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		<title>Costo della vita all&#8217;estero wiki</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 09:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Australia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il costo della vita all&#8217;estero è una delle incognite più preoccupanti per chi sta meditando di trasferirsi all&#8217;estero per periodi più o meno brevi. Vi propongo il &#8216;Cost of Living&#8216; wiki creato da parte di Locationindependent.com. Cos&#8217;è un wiki? Si tratta di un sito dove gli utenti possono collaborare alla composizione di determinati argomenti come, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il costo della vita all&#8217;estero è una delle incognite più preoccupanti per chi sta meditando di trasferirsi all&#8217;estero per periodi più o meno brevi.</p>
<p>Vi propongo il &#8216;<a title="Cost of living wiki" href="http://locationindependent.com/living-costs/dokuwiki/doku.php/home?do=index" target="_blank">Cost of Living</a>&#8216; wiki creato da parte di Locationindependent.com.</p>
<p>Cos&#8217;è un <a title="wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki" target="_blank">wiki</a>? Si tratta di un sito dove gli utenti possono collaborare alla composizione di determinati argomenti come, in questo caso, il costo della vita in varie città del mondo.</p>
<p>Il risultato è la collezione di informazione sul costo della vita come, ad esempio, alloggio o albergo, trasporti, connessione internet, ristoranti e spesa al supermercato.</p>
<p>Essendo <a title="Location Independent " href="http://www.locationindependent.com" target="_blank">Locationindependent.com</a> un sito dedicato ai nomadi digitali, i costi riportati riguardano spese che in genere si affrontano quando si risiede in una destinazione per un periodo di tempo medio-breve.</p>
<p>Comunque potete farvi un&#8217;idea di quanto spenderete all&#8217;estero utilizzando l&#8217;esperienza di chi l&#8217;ha già fatto.</p>
<p>Per adesso ci sono sezioni dedicate a Città del Capo, Bangkok, Phuket, Auckland, Manila, Sydney, Barbados, Grenada, Panama, Bergen, Amsterdam, Londra, Vancouver, New York e Buenos Aires.</p>
<p><strong>Se siete già all&#8217;estero, collaborate con questo wiki riportando i costi che incontrate nella vita di tutti i giorni a beneficio degli altri lettori!</strong></p>
<p>Articoli con temi simili</p>
<p><a title="Quale assicurazione per viaggiare all'estero" href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/25/quale-assicurazione-per-viaggiare-allestero/" target="_blank">Quale assicurazione per viaggiare all&#8217;estero?</a></p>
<p><a title="Guida per vivere e lavorare ovunque voi vogliate " href="http://www.italiansinfuga.com/2009/11/09/guida-per-vivere-e-lavorare-ovunque-voi-scegliate/" target="_blank">Guida per vivere e lavorare ovunque voi scegliate</a></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://forms.aweber.com/form/71/615744271.js"></script></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Trasferirsi a Buenos Aires, Argentina</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2009/12/08/trasferirsi-a-buenos-aires-argentina/</link>
		<comments>http://www.italiansinfuga.com/2009/12/08/trasferirsi-a-buenos-aires-argentina/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 10:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Costo della vita]]></category>
		<category><![CDATA[Location Independent]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[buenos aires]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella che segue è un&#8217;intervista di Jetsetcitizen.com a Colin Wright che si è trasferito a Buenos Aires, Argentina, per quattro mesi. Viviamo in un periodo storico eccezionale. Esiste la possibilità di vivere facendo quello che volete e dove volete a patto di avere un pò talento ed il desiderio di farlo. Da un anno seguo Colin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quella che segue è un&#8217;intervista di </em><a title="jetsetcitizen.com" href="http://jetsetcitizen.com/jetsetcitizens/interview-nomadic-artist-colin-wright/" target="_blank"><em>Jetsetcitizen.com</em></a><em> a Colin Wright che si è trasferito a Buenos Aires, Argentina, per quattro mesi.</em></p>
<p>Viviamo in un periodo storico eccezionale. Esiste la possibilità di vivere facendo quello che volete e dove volete a patto di avere un pò talento ed il desiderio di farlo. Da un anno seguo Colin Wright, grafico, imprenditore, nomade digitale. Colin incarna il futuro del lavoro, della rivoluzione economica e dello stile. Di seguito, Colin fornisce alcune informazioni di base su come ha creato il suo stile di vita incredibile. In modo particolare di come si sia trasferito a <a title="Buenos Aires" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buenos_Aires" target="_blank">Buenos Aires</a> per alcuni mesi prima di partire per la sua prossima destinazione.</p>
<p><strong>Ci spieghi il tuo background? </strong></p>
<p>Sono andato alla Missouri State University. Inizialmente volevo rimanere lì per un anno per risparmiare denaro prima di andare all&#8217;Art Institute di Chicago.</p>
<p>Mentre frequentavo l&#8217;università, lavoravo come un matto, ad un certo punto avevo 5 posti di lavoro diversi. Sono sicuro di aver imparato di più dal mondo del lavoro che dalla mia carriera accademica, ho comunque beneficiato dal meglio dei due mondi.</p>
<p>Ho iniziato la mia prima ditta a 19 anni (una rivista di cultura) e la seconda è iniziata pochi giorni dopo (uno studio di design). Ho fatto un sacco di errori e sperimentato continuamente.</p>
<p>Ho trovato un lavoro in una boutique di progettazione e studio di produzione a Los Angeles dopo il college, ho lasciato dopo un anno e poi ha iniziato un nuovo studio in proprio (<a title="Colinismyname" href="http://colinismy.name/" target="_blank">ColinIsMyName</a>), incentrato sulla sostenibilità, sul branding e sui nuovi media.</p>
<p>Dopo un anno e mezzo, la mia base clienti era cresciuta abbastanza da consentirmi di  vendere tutto ciò che possedevo e gestire la mia attività viaggiando e spostandomi in un nuovo paese ogni 4 mesi. Questo stile di vita è ciò che racconto nel mio blog più recente, <a title="exilelifestyle.com" href="http://exilelifestyle.com/" target="_blank">Exile Lifestyle</a>.</p>
<p><strong>Dove sei adesso?</strong></p>
<p>Adesso vivo nel quartiere di Recoleta a Buenos Aires, Argentina. Mi sono trasferito qui il 15 settembre e partirò all&#8217;inizio di dicembre in modo da passare circa un mese e mezzo in giro per il resto dell&#8217;Argentina.</p>
<p>A metà gennaio viaggerò attraverso il Sud America fino a Bogotà, in Colombia per prendere un volo fino a Miami, poi a Los Angeles, poi Sydney.</p>
<p><strong>Perché hai scelto Buenos Aires?</strong></p>
<p>Non l&#8217;ho scelta io, l&#8217;hanno scelta i miei lettori! Chiedo alla gente che visita Exile Lifestyle di suggerire 8 paesi e quindi di votare la destinazione finale. Mi sposto verso il paese che riceve il maggior numero di voti e vivo lì per 4 mesi.</p>
<p><strong>Ci descrivi il tuo stile di vita in Argentina?</strong></p>
<p>Ho trovato un piccolo ma bello appartamento nel quartiere più costoso di Buenos Aires per circa 1/3 di quello che un posto simile mi sarebbe costato a Los Angeles. Il cibo qui è delizioso (praticamente senza eccezioni) ed economico (due empanadas, ad esempio, costano circa $ 0,25-0,50 dollari a testa, e forniscono un pasto).</p>
<p>A proposito di cibo, qui amano i dolci, e le panaderías (panetterie) sono assolutamente ovunque.</p>
<p>Ci sono ristoranti davvero ottimi a Buenos Aires e la fusione di stili di cucina è diffusissima. Sarete molto delusi se siete alla ricerca di cibi piccanti, ma se volete ambienti moderni e sapori complessi, capitate nel posto giusto.</p>
<p>Per quello che riguarda il lavoro, nel trasferirmi a Buenos Aires, volevo continuare a ridurre le mie ore di lavoro senza diminuire il valore che fornisco ai miei clienti. Negli ultimi 6 mesi sono stato in grado di ridurre il mio orario di lavoro settimanale da 80 alle circa 6-8 attuali. Altrimenti non ci sarebbe modo di uscire e di esplorare Buenos Aires come merita!</p>
<p>Il Venerdì e Sabato sera la gente raramente va a casa prima delle 7 o 8 del mattino successivo. Spesso sono uscito da una discoteca, ho fatto colazione e sono andato a casa a dormire un paio d&#8217;ore (e sono ripartito da capo la notte successiva).</p>
<p>Buenos Aires ha la maggior parte delle caratteristiche di una grande città del mondo sviluppato ma appena sotto la superficie ci sono segni evidenti che questo non è totalmente il Primo Mondo.</p>
<p>Ad esempio, i marciapiedi sono in stato pietoso e trattati peggio da cani e dai loro proprietari.</p>
<p>La criminalità è un grosso problema a Buenos Aires. Personalmente sono stato quasi aggredito ed ho visto altre persone essere aggredite a pochi isolati da casa mia (ricordatevi, questo è il quartiere più sicuro della città). Ho anche visto un ragazzo cercare di rubare una macchina parcheggiata in pieno giorno su una strada piena di gente.</p>
<p>Mi hanno detto che il livello di disoccupazione è un incredibile 30-40% (a seconda di con chi parli)!</p>
<p><strong>Qual&#8217;è il costo della vita?</strong></p>
<p><strong></strong>I miei costi sono veramente bassi rispetto a quello che stavo pagando per vivere a Los Angeles. Uno US Dollar vale circa 3,88 pesos argentini ed il tasso di scambio è molto favorevole per le persone provenienti dagli Stati Uniti (o da altri paesi con valute comparabili).</p>
<p>Il mio appartamento arredato costa circa $750 USD (anche se questo è molto più alto di quello che uno del posto avrebbe pagato, $500 al massimo) con tutte le bollette pagate (più Internet).</p>
<p>La spesa di generi alimentari in genere mi costa circa 60 pesos (circa $15 USD) e mi durerà 3 o 4 giorni. Una birra in un bel bar costa in genere circa 12 pesos (3,15 USD) per una birra locale (Quilmes, per esempio) o 18 pesos (4,72 USD) per una birra d&#8217;importazione (Heineken, Grolsch, ecc.)</p>
<p>Probabilmente vorrete pensarci due volte prima di acquistare cose elettroniche a Buenos Aires però. A quanto mi risulta, i prezzi sono il doppio di quello che costano negli Stati Uniti a causa di pesanti tasse di importazione e una sorta di &#8216;tassa sul lusso&#8217; che assume che solo i ricchi compreranno tali beni.</p>
<p>L&#8217;abbigliamento importato tende ad essere più costoso di quanto si potrebbe immaginare anche se è circa equivalente a quello che avrei pagato a New York o San Francisco.</p>
<p>Ho trovato molte forme di intrattenimento a prezzi ragionevoli: una lezione di tango mi costa 15 pesos (3,94 dollari) e una buona bottiglia di vino costa 20-40 pesos ($ 5,25 &#8211; $ 10,50). Una buona fetta di formaggio vi costerà 10-12 pesos ($ 2,62 &#8211; $ 3,15) e un pacchetto di cracker costa meno di $ 1.</p>
<p><strong>Come si comunica a Buenos Aires?</strong></p>
<p>Pensavo che la maggior parte delle persone di tutto il mondo parlassero almeno un pò d&#8217;inglese e penso che questa disinformazione derivi dal fatto che la maggior parte delle persone provenienti da altri paesi che avevo incontrato parlassero almeno un po&#8217; di inglese.</p>
<p>La verità è che pochissime persone parlano inglese quì. Per imparare lo Spagnolo dovete essere disposti a fare errori e a cogliere tutte le opportunità di parlare con persone  madrelingua. Io dopo due mesi posso &#8216;funzionare come un normale essere umano&#8217;.</p>
<p><strong>Quanto è facile arrivare e rimanere a breve termine a Buenos Aires ed in Argentina?</strong></p>
<p>Da quello che mi è stato detto, rinnovare il visto è piuttosto facile, se si vive a Buenos Aires. Tutto quello che dovete fare è saltare su un traghetto verso Colonia, in Uruguay e poi tornare indietro. Per quanto ne so, la piccola città di Colonia esiste per dare alla gente un posto per riposare per mezza giornata prima di tornare al trambusto ed al rumore di Buenos Aires.</p>
<p><strong>Articoli con temi simili</strong></p>
<p><a title="Emigrare in Argentina nel nuovo millennio" href="http://www.italiansinfuga.com/2008/11/26/emigrare-in-argentina-nel-nuovo-millennio/" target="_blank">Emigrare in Argentina nel nuovo millennio</a></p>
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