Archive for 'Argentina'

Classifica qualità della vita

International Living ha pubblicato la propria classifica della qualità della vita in 194 nazioni del mondo.

Qualità della vita non intesa come dove vivere bene con pochi soldi ma semplicemente vivere bene.

Per redarre la classifica, International Living considera punteggi nelle seguenti categorie:

  • costo della vita, rispetto al costo della vita negli Stati Uniti
  • cultura e tempo libero, livello di istruzione della popolazione, numero di musei eccetera
  • economia, valutata usando le misure statistiche più comuni
  • ambiente, valutato usando la densità della popolazione, il tasso di crescita della stessa, le emissioni causanti effetto serra
  • libertà, usando la classifica di Freedom House
  • salute, valutata in base alla qualità dell’assistenza sanitaria
  • infrastruttura, chiometri di strade, ferrovia per capita, numero di aereoporti
  • sicurezza, in base alle stime del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
  • clima, temperatura e precipitazioni medie

I punteggi vengono assegnati basandosi su informazioni pubblicate da fonti quali siti internet governativi, la World Health Organisation, The Economist e molti altri.

Inoltre vengono considerate le opinioni degli editori di International Living sparsi nel mondo. Al riguardo tenete conto che essi sono per lo più di origine anglosassone e scrivono per lettori in gran parte statunitensi quindi la loro visione della qualità della vita è diversa da quella degli Italiani e da quella di altri popoli.

E’ forse per questo che la presenza di nazioni scandinave nella Top 10, consueta in altre classifiche, quì è nulla.

Qual’è la classifica?

  1. Francia (82)
  2. Australia (81)
  3. Svizzera (81)
  4. Germania (81)
  5. Nuova Zelanda (79)
  6. Lussemburgo (78)
  7. Stati Uniti (78)
  8. Belgio (78)
  9. Canada (77)
  10. Italia (77)
  11. Paesi Bassi (77)
  12. Norvegia (77)
  13. Austria (77)
  14. Liechtenstein (76)
  15. Malta (76)
  16. Danimarca (76)
  17. Spagna (76)
  18. Finlandia (75)
  19. Uruguay (75)
  20. Ungheria (74)
  21. Portogallo (73)
  22. Lituania (73)
  23. Andorra (73)
  24. Repubblica Ceca (73)
  25. Regno Unito (73)
  26. Argentina (72)
  27. Slovenia (72)
  28. Grecia (72)
  29. Monaco (72)
  30. Svezia (71)
  31. Cile (71)
  32. Estonia (71)
  33. Costa Rica (71)
  34. Panama (71)
  35. Polonia (71)
  36. Giappone (70)
  37. Croazia (70)
  38. Brasile (70)
  39. Ecuador (70)
  40. Lettonia (70)
  41. Irlanda (70)
  42. Corea del Sud (69)
  43. Slovacchia (69)
  44. Bulgaria (69)
  45. Cipro (68)
  46. Messico (68)
  47. Israele (67)
  48. Islanda (67)
  49. Bermuda (66)
  50. Saint Kitts & Nevis (66)
  51. Sud Africa (66)
  52. Dominica (65)
  53. Romania (65)
  54. Isole Cayman (65)
  55. Moldavia (65)
  56. Colombia (64)
  57. Taiwan (64)
  58. Bolivia (64)
  59. Repubblica di Macedonia (63)
  60. Barbados (63)
  61. Mauritius (63)
  62. Namibia (63)
  63. Belize (63)
  64. Paraguay (63)
  65. Albania (63)
  66. Bosnia-Erzegovina (63)
  67. Bahamas (63)
  68. Ucraina (62)
  69. Grenada (62)
  70. Singapore (61)
  71. Antigua & Barbuda (61)
  72. Turchia (61)
  73. Repubblica Dominicana (61)
  74. Seychelles (61)
  75. Bhutan (61)
  76. Peru (60)
  77. Giamaica (60)
  78. Nicaragua (60)
  79. Botswana (60)
  80. Honduras (60)
  81. Suriname (60)
  82. Portorico (59)
  83. Tunisia (59)
  84. Brunei (59)
  85. Malesia (58)
  86. El Salvador (58)
  87. Guatemala (58)
  88. India (58)
  89. Venezuela (58)
  90. Cuba (57)
  91. Trinidad & Tobago (57)
  92. Polinesia Francese (57)
  93. Guyana (57)
  94. Tonga (57)
  95. Mongolia (57)
  96. Nauru (56)
  97. Cina (56)
  98. Georgia (56)
  99. Ghana (56)
  100. Maldive (56)
  101. Armenia (56)
  102. Lesotho (55)
  103. Martinica (55)
  104. Giordania (55)
  105. Filippine (55)
  106. Kuwait (55)
  107. Kiribati (55)
  108. Polinesia Francese (55)
  109. Bielorussia (54)
  110. Tailandia (54)
  111. Russia (54)
  112. Zambia (54)
  113. Libano (54)
  114. Palau (54)
  115. Malawi (54)
  116. Marocco (54)
  117. Samoa (Western Samoa) (54)
  118. Swaziland (54)
  119. Bahrain (54)
  120. Fiji (53)
  121. Sri Lanka (53)
  122. Madagascar (53)
  123. Tuvalu (53)
  124. Siria (53)
  125. Vietnam (53)
  126. Comore (53)
  127. Nepal (52)
  128. Qatar (52)
  129. Indonesia (52)
  130. Macao (52)
  131. Vanuatu (52)
  132. Senegal (52)
  133. Isole Salomone (52)
  134. Tagikistan (51)
  135. Egitto (51)
  136. Benin (51)
  137. Kenya (51)
  138. Kirghizistan (51)
  139. Azerbaijan (51)
  140. Corea del Nord (51)
  141. Emirati Arabi Uniti (50)
  142. Capo Verde (50)
  143. Isole Marshall (50)
  144. Tanzania (50)
  145. Bangladesh (50)
  146. Algeria (50)
  147. Uganda (50)
  148. Uzbekistan (49)
  149. Cambogia (49)
  150. Iran (49)
  151. Mozambico (49)
  152. Gambia (48)
  153. Papua Nuova Guinea (48)
  154. Mayotte (48)
  155. Kazakistan (48)
  156. Mali (48)
  157. Libia (48)
  158. Guinea-Bissau (47)
  159. Micronesia (47)
  160. Togo (47)
  161. Myanmar (Birmania) (46)
  162. Turkmenistan (46)
  163. Etiopia (46)
  164. Repubblica del Congo - (46)
  165. Ruanda (46)
  166. Nigeria (46)
  167. Gabon (46)
  168. Oman (45)
  169. Arabia Saudita (45)
  170. Iraq (45)
  171. Laos (45)
  172. Camerun (45)
  173. Mauritania (45)
  174. Niger (44)
  175. Burkina Faso (44)
  176. Guinea Equatoriale (44)
  177. Burundi (44)
  178. Pakistan (43)
  179. Haiti (43)
  180. Zimbabwe (43)
  181. Repubblica Centrafricana (43)
  182. Costa d’Avorio (43)
  183. Liberia (42)
  184. Congo, Repubblica Democratica del (42)
  185. Angola (42)
  186. Guinea (41)
  187. Eritrea (40)
  188. Gibuti (40)
  189. Sierra Leone (38)
  190. Afghanistan (37)
  191. Ciad (34)
  192. Sudan (33)
  193. Yemen (33)
  194. Somalia (30)

Cosa ne pensate? Siete d’accordo?

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Costo della vita all’estero wiki

Il costo della vita all’estero è una delle incognite più preoccupanti per chi sta meditando di trasferirsi all’estero per periodi più o meno brevi.

Vi propongo il ‘Cost of Living‘ wiki creato da parte di Locationindependent.com.

Cos’è un wiki? Si tratta di un sito dove gli utenti possono collaborare alla composizione di determinati argomenti come, in questo caso, il costo della vita in varie città del mondo.

Il risultato è la collezione di informazione sul costo della vita come, ad esempio, alloggio o albergo, trasporti, connessione internet, ristoranti e spesa al supermercato.

Essendo Locationindependent.com un sito dedicato ai nomadi digitali, i costi riportati riguardano spese che in genere si affrontano quando si risiede in una destinazione per un periodo di tempo medio-breve.

Comunque potete farvi un’idea di quanto spenderete all’estero utilizzando l’esperienza di chi l’ha già fatto.

Per adesso ci sono sezioni dedicate a Città del Capo, Bangkok, Phuket, Auckland, Manila, Sydney, Barbados, Grenada, Panama, Bergen, Amsterdam, Londra, Vancouver, New York e Buenos Aires.

Se siete già all’estero, collaborate con questo wiki riportando i costi che incontrate nella vita di tutti i giorni a beneficio degli altri lettori!

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Trasferirsi a Buenos Aires, Argentina

Quella che segue è un’intervista di Jetsetcitizen.com a Colin Wright che si è trasferito a Buenos Aires, Argentina, per quattro mesi.

Viviamo in un periodo storico eccezionale. Esiste la possibilità di vivere facendo quello che volete e dove volete a patto di avere un pò talento ed il desiderio di farlo. Da un anno seguo Colin Wright, grafico, imprenditore, nomade digitale. Colin incarna il futuro del lavoro, della rivoluzione economica e dello stile. Di seguito, Colin fornisce alcune informazioni di base su come ha creato il suo stile di vita incredibile. In modo particolare di come si sia trasferito a Buenos Aires per alcuni mesi prima di partire per la sua prossima destinazione.

Ci spieghi il tuo background?

Sono andato alla Missouri State University. Inizialmente volevo rimanere lì per un anno per risparmiare denaro prima di andare all’Art Institute di Chicago.

Mentre frequentavo l’università, lavoravo come un matto, ad un certo punto avevo 5 posti di lavoro diversi. Sono sicuro di aver imparato di più dal mondo del lavoro che dalla mia carriera accademica, ho comunque beneficiato dal meglio dei due mondi.

Ho iniziato la mia prima ditta a 19 anni (una rivista di cultura) e la seconda è iniziata pochi giorni dopo (uno studio di design). Ho fatto un sacco di errori e sperimentato continuamente.

Ho trovato un lavoro in una boutique di progettazione e studio di produzione a Los Angeles dopo il college, ho lasciato dopo un anno e poi ha iniziato un nuovo studio in proprio (ColinIsMyName), incentrato sulla sostenibilità, sul branding e sui nuovi media.

Dopo un anno e mezzo, la mia base clienti era cresciuta abbastanza da consentirmi di vendere tutto ciò che possedevo e gestire la mia attività viaggiando e spostandomi in un nuovo paese ogni 4 mesi. Questo stile di vita è ciò che racconto nel mio blog più recente, Exile Lifestyle.

Dove sei adesso?

Adesso vivo nel quartiere di Recoleta a Buenos Aires, Argentina. Mi sono trasferito qui il 15 settembre e partirò all’inizio di dicembre in modo da passare circa un mese e mezzo in giro per il resto dell’Argentina.

A metà gennaio viaggerò attraverso il Sud America fino a Bogotà, in Colombia per prendere un volo fino a Miami, poi a Los Angeles, poi Sydney.

Perché hai scelto Buenos Aires?

Non l’ho scelta io, l’hanno scelta i miei lettori! Chiedo alla gente che visita Exile Lifestyle di suggerire 8 paesi e quindi di votare la destinazione finale. Mi sposto verso il paese che riceve il maggior numero di voti e vivo lì per 4 mesi.

Ci descrivi il tuo stile di vita in Argentina?

Ho trovato un piccolo ma bello appartamento nel quartiere più costoso di Buenos Aires per circa 1/3 di quello che un posto simile mi sarebbe costato a Los Angeles. Il cibo qui è delizioso (praticamente senza eccezioni) ed economico (due empanadas, ad esempio, costano circa $ 0,25-0,50 dollari a testa, e forniscono un pasto).

A proposito di cibo, qui amano i dolci, e le panaderías (panetterie) sono assolutamente ovunque.

Ci sono ristoranti davvero ottimi a Buenos Aires e la fusione di stili di cucina è diffusissima. Sarete molto delusi se siete alla ricerca di cibi piccanti, ma se volete ambienti moderni e sapori complessi, capitate nel posto giusto.

Per quello che riguarda il lavoro, nel trasferirmi a Buenos Aires, volevo continuare a ridurre le mie ore di lavoro senza diminuire il valore che fornisco ai miei clienti. Negli ultimi 6 mesi sono stato in grado di ridurre il mio orario di lavoro settimanale da 80 alle circa 6-8 attuali. Altrimenti non ci sarebbe modo di uscire e di esplorare Buenos Aires come merita!

Il Venerdì e Sabato sera la gente raramente va a casa prima delle 7 o 8 del mattino successivo. Spesso sono uscito da una discoteca, ho fatto colazione e sono andato a casa a dormire un paio d’ore (e sono ripartito da capo la notte successiva).

Buenos Aires ha la maggior parte delle caratteristiche di una grande città del mondo sviluppato ma appena sotto la superficie ci sono segni evidenti che questo non è totalmente il Primo Mondo.

Ad esempio, i marciapiedi sono in stato pietoso e trattati peggio da cani e dai loro proprietari.

La criminalità è un grosso problema a Buenos Aires. Personalmente sono stato quasi aggredito ed ho visto altre persone essere aggredite a pochi isolati da casa mia (ricordatevi, questo è il quartiere più sicuro della città). Ho anche visto un ragazzo cercare di rubare una macchina parcheggiata in pieno giorno su una strada piena di gente.

Mi hanno detto che il livello di disoccupazione è un incredibile 30-40% (a seconda di con chi parli)!

Qual’è il costo della vita?

I miei costi sono veramente bassi rispetto a quello che stavo pagando per vivere a Los Angeles. Uno US Dollar vale circa 3,88 pesos argentini ed il tasso di scambio è molto favorevole per le persone provenienti dagli Stati Uniti (o da altri paesi con valute comparabili).

Il mio appartamento arredato costa circa $750 USD (anche se questo è molto più alto di quello che uno del posto avrebbe pagato, $500 al massimo) con tutte le bollette pagate (più Internet).

La spesa di generi alimentari in genere mi costa circa 60 pesos (circa $15 USD) e mi durerà 3 o 4 giorni. Una birra in un bel bar costa in genere circa 12 pesos (3,15 USD) per una birra locale (Quilmes, per esempio) o 18 pesos (4,72 USD) per una birra d’importazione (Heineken, Grolsch, ecc.)

Probabilmente vorrete pensarci due volte prima di acquistare cose elettroniche a Buenos Aires però. A quanto mi risulta, i prezzi sono il doppio di quello che costano negli Stati Uniti a causa di pesanti tasse di importazione e una sorta di ‘tassa sul lusso’ che assume che solo i ricchi compreranno tali beni.

L’abbigliamento importato tende ad essere più costoso di quanto si potrebbe immaginare anche se è circa equivalente a quello che avrei pagato a New York o San Francisco.

Ho trovato molte forme di intrattenimento a prezzi ragionevoli: una lezione di tango mi costa 15 pesos (3,94 dollari) e una buona bottiglia di vino costa 20-40 pesos ($ 5,25 - $ 10,50). Una buona fetta di formaggio vi costerà 10-12 pesos ($ 2,62 - $ 3,15) e un pacchetto di cracker costa meno di $ 1.

Come si comunica a Buenos Aires?

Pensavo che la maggior parte delle persone di tutto il mondo parlassero almeno un pò d’inglese e penso che questa disinformazione derivi dal fatto che la maggior parte delle persone provenienti da altri paesi che avevo incontrato parlassero almeno un po’ di inglese.

La verità è che pochissime persone parlano inglese quì. Per imparare lo Spagnolo dovete essere disposti a fare errori e a cogliere tutte le opportunità di parlare con persone madrelingua. Io dopo due mesi posso ‘funzionare come un normale essere umano’.

Quanto è facile arrivare e rimanere a breve termine a Buenos Aires ed in Argentina?

Da quello che mi è stato detto, rinnovare il visto è piuttosto facile, se si vive a Buenos Aires. Tutto quello che dovete fare è saltare su un traghetto verso Colonia, in Uruguay e poi tornare indietro. Per quanto ne so, la piccola città di Colonia esiste per dare alla gente un posto per riposare per mezza giornata prima di tornare al trambusto ed al rumore di Buenos Aires.

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Quale assicurazione per viaggiare all’estero?

Mi viene spesso chiesto un consiglio per quello che riguarda la copertura medica all’estero e che tipo di assicurazione usare quando si viaggia all’estero.

Innanzitutto, per la copertura medica dovete cercare di capire se vi è un accordo tra Italia ed il Paese vostra destinazione che preveda la copertura reciproca dei cittadini.

Se non c’è o non volete rischiare di rimanere senza copertura sanitaria quando vi trovate in un continente lontano dall’Italia, allora potete pensare a coprirvi con una polizza assicurativa.

Ma quale? Io sinceramente adesso non me ne intendo più di tanto essendo il mio stile di vita piuttosto stazionario a Melbourne.

Faccio riferimento quindi al parere di Lea Woodward di Location Independent, autrice della Guida per vivere e lavorare ovunque vogliate, una nomade digitale che, insieme alla famiglia, si trasferisce di nazione in nazione gestendo il proprio business su internet.

Lea consiglia l’assicurazione di viaggio fornita da World Nomads.

World Nomads fa uso dei servizi forniti da aziende leader nel campo assicurativo quali Allianz, Mondial Assistance, Bupa International e Millstream Underwriting.

Potete scegliere polizze che vi coprano in 150 nazioni e usate la comodità di internet per comprare, rinnovare o cambiare polizza.

World Nomads offre polizze che coprono sport tipo lo sci, snowboarding, bungee jumping o il white water rafting.

Importantissimo per i viaggiatori all’estero, la polizza World Nomads copre l’assistenza ospedaliera e l’evacuazione.

Mi raccomando controllate sempre le ultime su cosa la polizza copre. Non mi assumo ALCUNA responsabilità per l’accuratezza delle informazioni con il passare del tempo. Questo articolo è statico mentre il mondo dell’assicurazione è in continuo movimento.

Tengo inoltre a precisare che quando voi acquistate una polizza assicurativa con World Nomads io ci guadagno alcuni centesimi o euro. Se pensate che il sito italiansinfuga li meriti allora cliccate sopra e mi fate un piacere enorme. Se non siete d’accordo, nessun problema, copiate ed incollate questo indirizzo http://www.worldnomads.com/ e ci arriverete lo stesso senza che io guadagni.

Spero comunque che questo articolo vi sia stato utile.

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Classifica mondiale dei migliori Paesi in cui vivere

L’ONU ha pubblicato la classifica mondiale dei migliori Paesi in cui vivere.

L’Human Development Index (HDI) misura la sviluppo di una nazione da un punto di vista umano.

Riporta fattori quali:

  • longevità e salute espressa in termini di aspettativa alla nascita
  • accesso a conoscenza e cultura, misurato in base al tasso di alfabetizzazione e l’iscrizione all’istruzione
  • tenore di vita, misurato come GDP per capita relativo al potere d’acquisto

Queste misure vengono poi usate per arrivare ad un punteggio tra 0 ed 1 e la classifica viene redatta a seconda del punteggio relativo tra le nazioni.

La classifica del 2009 include 182 nazioni, usa data risalenti al 2007 e quindi non include l’impatto della crisi economica globale.

Tra il 2006 ed il 2007, il punteggio è salito in 174 nazioni ed è sceso in sole 4 nazioni.

La Cina è la nazione con il maggiore balzo in classifica, migliorandosi di 7 posizioni, seguita da Colombia e Perù, grazie all’incremento dei salari.

La Norvegia è in cima alla classifica, seguita dall’Australia e dall’Islanda. Il podio rimane immutato mentre ci sono pochi cambiamenti nelle prime dieci con la sola Francia che spodesta il Lussemburgo.

L’Italia si piazza al diciottesimo posto, tra il Belgio ed il Liechtenstein, una posizione che la pone nel gruppo delle nazioni con un ‘Sviluppo umano molto alto’, la categoria migliore.

E le altre nazioni che seguiamo regolarmente su italiansinfuga.com?

Il Canada si piazza al quarto posto; l’Irlanda al quinto; l’Olanda al sesto; la Svezia al settimo; il Giappone al decimo; gli USA al tredicesimo; la Spagna al quindicesimo; la Danimarca al sedicesimo; la Nuova Zelanda la ventesimo; il Regno Unito al ventunesimo; la Germania al ventiduesimo.

Se state decidendo di emigrare, fatevi aiutare nella scelta della destinazione da questa classifica.

Ecco la classifica completa.

Norway 0.971

Australia 0.970

Iceland 0.969

Canada 0.966

Ireland 0.965

Netherlands 0.964

Sweden 0.963

France 0.961

Switzerland 0.960

Japan 0.960

Luxembourg 0.960

Finland 0.959

United States 0.956

Austria 0.955

Spain 0.955

Denmark 0.955

Belgium 0.953

Italy 0.951

Liechtenstein 0.951

New Zealand 0.950

United Kingdom 0.947

Germany 0.947

Singapore 0.944

Hong Kong, China (SAR) 0.944

Greece 0.942

Korea (Republic of) 0.937

Israel 0.935

Andorra 0.934

Slovenia 0.929

Brunei Darussalam 0.920

Kuwait 0.916

Cyprus 0.914

Qatar 0.910

Portugal 0.909

United Arab Emirates 0.903

Czech Republic 0.903

Barbados 0.903

Malta 0.902

Bahrain 0.895

Estonia 0.883

Poland 0.880

Slovakia 0.880

Hungary 0.879

Chile 0.878

Croatia 0.871

Lithuania 0.870

Antigua and Barbuda 0.868

Latvia 0.866

Argentina 0.866

Uruguay 0.865

Cuba 0.863 51

Bahamas 0.856

Mexico 0.854

Costa Rica 0.854

Libyan Arab Jamahiriya 0.847

Oman 0.846

Seychelles 0.845

Venezuela 0.844

Saudi Arabia 0.843

Panama 0.840

Bulgaria 0.840

Saint Kitts and Nevis 0.838

Romania 0.837

Trinidad and Tobago 0.837

Montenegro 0.834

Malaysia 0.829

Serbia 0.826

Belarus 0.826

Saint Lucia 0.821

Albania 0.818

Russian Federation 0.817

Macedonia 0.817

Dominica 0.814

Grenada 0.813

Brazil 0.813

Bosnia and Herzegovina 0.812

Colombia 0.807

Peru 0.806

Turkey 0.806

Ecuador 0.806

Mauritius 0.804

Kazakhstan 0.804

Lebanon 0.803

Armenia 0.798

Ukraine 0.796

Azerbaijan 0.787

Thailand 0.783

Iran 0.782

Georgia 0.778

Dominican Republic 0.777

Saint Vincent and the Grenadines 0.772

China 0.772

Belize 0.772

Samoa 0.771

Maldives 0.771

Jordan 0.770

Suriname 0.769

Tunisia 0.769

Tonga 0.768

Jamaica 0.766

Paraguay 0.761

Sri Lanka 0.759

Gabon 0.755

Algeria 0.754

Philippines 0.751

El Salvador 0.747

Syrian Arab Republic 0.742

Fiji 0.741

Turkmenistan 0.739

Occupied Palestinian Territories 0.737

Indonesia 0.734

Honduras 0.732

Bolivia 0.729

Guyana 0.729

Mongolia 0.727

Viet Nam 0.725

Moldova 0.720

Equatorial Guinea 0.719

Uzbekistan 0.710

Kyrgyzstan 0.710

Cape Verde 0.708

Guatemala 0.704

Egypt 0.703

Nicaragua 0.699

Botswana 0.694

Vanuatu 0.693

Tajikistan 0.688

Namibia 0.686

South Africa 0.683

Morocco 0.654

Sao Tome and Principe 0.651

Bhutan 0.619

Lao People’s Democratic Republic 0.619

India 0.612

Solomon Islands 0.610

Congo 0.601

Cambodia 0.593

Myanmar 0.586

Comoros 0.576

Yemen 0.575

Pakistan 0.572

Swaziland 0.572

Angola 0.564

Nepal 0.553

Madagascar 0.543

Bangladesh 0.543

Kenya 0.541

Papua New Guinea 0.541

Haiti 0.532

Sudan 0.531

Tanzania 0.530

Ghana 0.526

Cameroon 0.523

Mauritania 0.520

Djibouti 0.520

Lesotho 0.514

Uganda 0.514

Nigeria 0.511

Togo 0.499 159

Malawi 0.493

Benin 0.492

Timor-Leste 0.489

Côte d’Ivoire 0.484

Zambia 0.481

Eritrea 0.472

Senegal 0.464

Rwanda 0.460

Gambia 0.456

Liberia 0.442

Guinea 0.435

Ethiopia 0.414

Mozambique 0.402

Guinea-Bissau 0.396

Burundi 0.394

Chad 0.392

Congo 0.389

Burkina Faso 0.389

Mali 0.371

Central African Republic 0.369

Sierra Leone 0.365

Afghanistan 0.352

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Trovare casa all’estero per brevi periodi

Prima di emigrare all’estero in via definitiva è consigliabile visitare la destinazione per capire meglio se fa per voi.

In linea di massima si dovrebbe visitare la città dove vi stabilirete per un periodo più lungo di una vacanza ma più corto di una permanenza definitiva. Insomma alcuni mesi per capire se vi ambienterete o meno in una terra con lingua e tradizioni diverse.

C’è inoltre chi vuole farsi un paio di mesi all’estero come corso intensivo per imparare la lingua utilizzando un periodo di vacanza.

Il problema principale nel attuare un piano del genere è il costo. Tre mesi in un albergo costano un sacco di soldi che magari sono spesi meglio una volta arrrivati in via definitiva.

Inoltre la vita in albergo non vi consente e costringe a condurre una vita simile a quella che vi attende quando emigrate. Andare al supermercato per comprare cibi nuovi e sconosciuti o conoscere e parlare con vicini di casa che vi aiuteranno a capire la vita di tutti i giorni.

Per fortuna c’è una soluzione e si chiama HomeExchange. Premetto che non ho mai usufruito dei suoi servizi perchè una volta arrivati a Melbourne abbiamo rallentato parecchio il nostro viaggiare per il mondo. Ho però incontrato parecchie recensioni favorevoli di questo servizio.

In pratica andate a vivere all’estero in casa altrui mentre la controparte viene a vivere in casa vostra. Vi scambiate casa.

L’unico costo che avete è l’iscrizione al sito che, oggi, è di 100 dollari.

Scegliete la nazione (oggi ce ne sono 126 disponibili) e città che vi interessa, trovate un annuncio che fa il caso vostro e mandate loro un e-mail per discutere la disponibilità allo scambio.

D’altro canto, listando la vostra casa o appartamento riceverete domande da tutte le parti del mondo da parte di persone interessate ad uno scambio.

Gli annunci in genere includono dettagli e foto degli appartamenti e case, descrizione della zona dove si trovano, cosa troverete nella casa (elettrodomestici, connessione internet), eccetera.

Una delle prime domande che sorge riguarda la sicurezza della casa che affidate a sconosciuti. HomeExchange afferma che in 14 anni di attività non hanno mai avuto problemi di vandalismo o furto. Prima di procedere allo scambio, parlerete con la vostra controparte per telefono, vi scriverete e-mails, scambierete foto recenti, insomma diventerete amici.

Pare che metà di chi partecipa a HomeExchange scambi pure macchina ma questo dipende interamente da voi e dalla vostra controparte.

Il grosso vantaggio è il risparmio in denaro collegato allo stare in albergo ed a mangiare fuori ad ogni pasto. Fate voi i conti!

Se volete capire meglio come funziona inotre guardatevi il film The Holiday con Cameron Diaz, Kate Winslet, Hugh Grant e Jack Black. La trama segue la storia delle due protagoniste, una Americana, l’altra Inglese, che scambiano casa e trovano…..

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Come trovare casa all’estero con Google Maps

Google Maps ha appena introdotto la possibilità di trovare casa da affittare o comprare all’estero usando le proprie mappe.

Basta selezionare l’opzione che mostra ‘real estate listings’ e poi puntare la mappa verso la città verso la quale volete emigrare.

Vi apparirà una cartina tipo le seguente del sobborgo di Richmond, a Melbourne, dove vedrete tutte le ‘bandierine’ con le lettere, ognuna rappresentante una casa o alloggio in offerta per affitto o vendita.

Potrete poi filtrare cosa vi viene mostrato selezionando il tipo di abitazione, il costo, le camere da letto, il numero di bagni, il numero di posti macchina ed i metri quadrati.

Cliccando su una bandierina vedrete poi più dettagli sulla casa in questione con foto e magari video ed un link a Google Street View che vi mostrerà la strada sulla quale si trova la dimora.
View Larger Map

Ecco inoltre un video di Google che vi spiega come funziona.

Insomma, se volete comprare casa o trovare alloggio all’estero, oggi è più facile che mai con Google Maps!

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Classifica 2009 del costo della vita nelle principali città del mondo

La Mercer ha pubblicato la classifica del costo della vita nelle principali città del mondo per il 2009.

In breve:

  • Tokyo soppianta Mosca come città più costosa al mondo mentre Johannesburg è la meno cara
  • Città asiatiche ed europee dominano la Top 10
  • Ci sono stati parecchi cambiamenti rispetto all’anno scorso dovuti soprattutto al cambio di valuta
  • Londra ora è sedicesima mentre New York entra a far parte della Top 10

Le dieci città più costose al mondo per ‘expats’ sono:

  1. Tokyo
  2. Osaka
  3. Mosca
  4. Ginevra
  5. Hong Kong
  6. Zurigo
  7. Copenhagen
  8. New York
  9. Pechino
  10. Singapore

Milano invece è all’undicesimo posto con Roma al diciottesimo.

costo della vita COST OF LIVING

Nella classifica Mercer, New York viene usata come città di base con un punteggio di 100 punti. Tutte le altre città vengono confrontate a New York ed il costo della vita nella valuta di origine viene poi misurato in dollari statunitensi.

Ad esempio, Tokyo ha un punteggio di 143,7 punti ed è quasi tre volte più costosa di Johannesburg che ha un punteggio di 49,6.

Il sondaggio copre 143 città in sei continenti e misura il costo di circa 200 tra alloggio, trasporti, cibo, vestiario, beni per la casa e divertimento. I risultati vengono utilizzati da multinazionali e governi per determinare il compenso economico per gli impiegati che lavorano all’estero.

Quest’anno vi è stato un significativo rimescolamento della graduatoria in gran parte dovuto al cambiamento dei valori di scambio delle valute. La maggior parte delle città europee sono scese in classifica con Varsavia ad esempio che è scesa di 78 posti dal 35esimo a l 113esimo.

Le stesse tendenze sono state riscontrate per città in Australia, Nuova Zelanda e India. Sydney ad esempio era la quindicesima città più costosa al mondo nel 2008 mentre quest’anno si classifica al 66esimo posto.

Al contrario, città negli Stati Uniti, Cina, Giappone e Medio Oriente sono salite in classifica.

Nathalie Constantin-Métral, senior researcher della Mercer, ha detto: “come conseguenza diretta della recessione globale, abbiamo osservato grandi fluttuazioni delle valute internazionali e questo ha avuto un grande impatto sulla classifica di quest’anno. Molte valute, incluse la sterlina e l’euro, si sono indebolite rispetto al dollaro statunitense causando una caduta in classifica delle città europee. Le multinazionali, essendo esposte a diverse economie e valute, sono influenzate in modo particolare dal rallentamento economico. Essendo la riduzione dei costi una priorità, essere alla conoscenza dei costi associati con gli impiegati all’estero è essenziale per la salute dell’azienda.”

Per leggere la classifica delle 50 città più costose al mondo visitate il sito della Mercer.

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La mia esperienza di ricerca di lavoro all’estero

Avendo vissuto e lavorato all’estero per 20 anni, ho pensato di condividere con voi quello che ho imparato per quello che riguarda la ricerca del lavoro all’estero.

Ho lavorato per sette ditte tra Inghilterra, Taiwan e Australia ed ho avuto la fortuna di trovare lavoro con metodi diversi.

Dopo aver completato l’università in Inghilterra nel 1993 decisi di rimanerci a lavorare. Purtroppo l’Inghilterra era nel bel mezzo di una recessione simile a quella odierna e di lavori non ce n’erano molti disponibili.

Ciò nonostante alcuni amici riuscirono a trovare il loro primo lavoro. Quello è il passo più importante perchè dopo avere trovato il primo, che piaccia o meno, si riesce a trovare il lavoro ideale molto più facilmente.

Quello che capiì, con un pò di ritardo, è che questi amici avevano le idee molto più chiare del sottoscritto su cosa volessere fare, se non necessariamente nella vita almeno per quello che riguardava il primo passo nella vita lavorativa.

Ad esempio, un amico sapeva già dai tempi dell’università che voleva concentrarsi su una carriera nel reparto acquisti di aziende manufatturiere. Questo rese più facile la selezione delle ditte alle quali bussare sulla porta e diede lui l’abilità di fare bella figura al colloquio di lavoro in quanto dimostrava passione per il ruolo in discussiome.

Io invece non avevo la stessa chiara visione del mio futuro. Come trovai lavoro all’estero?

Nik_Doof's Portable Office

Grazie ad un’amica compagna di corso all’università. Sua sorella era la manager di un noto negozio di vini di Londra ed avevano bisogno di qualcuno che, senza esperienza, cominciasse dal basso a spostare casse di vini, servire nel negozio eccetera.

Lavoro da laureato? No. Pagato bene? No. Ero riconoscente? Tantissimo.

Il lavoro si rivelò divertente (per un ventitreenne a Londra) e mi consentì di pagare vitto e alloggio.

Se fossi stato interessato nel ramo vinicolo avrebbe potuto offrire un futuro ma non lo ero quindi nel frattempo cercavo un lavoro all’estero più ‘consono’ al mio pedigree universitario.

Scrissi centinaia, non sto scherzando, di lettere e curriculum vitae per rispondere ad annunci di lavoro in tutti i quotidiani londinesi e britannici. Non ero schizzinoso anzi.

Risultati? Poco o niente. A distanza di tanti anni faccio fatica a ricordare ma dubito di essere stato invitato a molti colloqui di lavoro. Penso che, di nuovo, la mia vaghezza nel sapere cosa voler fare trasparisse dalle lettere.

Come trovai il secondo lavoro, sempre all’estero? Di nuovo, grazie ad un amico dell’università. Il lavoro era un deciso miglioramento, mi davano una macchina e dovevo pure indossare giacca e cravatta!

Si trattava di un vero e proprio lavoro di ‘iniziazione’ per un laureato senza esperienza. Viaggiavo in lungo e largo per l’Inghilterra e le conoscenze del mercato che guadagnai in un annetto mi aiutarono per i cinque anni successivi.

Quindi il mio consiglio è di utilizzare il tirocinio nel migliore modo possibile anche se mentre lo state facendo vi sembra al di sotto delle vostre capacità.

Dopo un’annetto mi promossero e andai a lavorare in ufficio su un computer, pian piano stavo migrando verso quello che so fare meglio e che mi viene più naturale.

Essendo la ditta di dimensioni ridotte, almeno la filiale inglese, avevo poche possibilità di carriera ed iniziai a cercare un altro lavoro dopo circa un annetto.

Questa volta la mia esperienza accumulata mi aiutò a definire meglio il passo successivo e quindi la selezione delle ditte e dei ruoli diventò molto più facile.

Leggendo il mio CV capivo subito se un annuncio faceva per me e viceversa.

Fatto sta che venni invitato a parecchi, non tantissimi, colloqui di lavoro e pian piano iniziai a migliorare le prestazioni. Quando ero nel bel mezzo di un colloquio capivo bene se il colloquio stesse andando bene o no. Non era una questione di facilità delle domande anzi, più difficili le domande più interessati erano i datori di lavoro.

Il terzo lavoro lo trovai presso una multinazionale rispondendo ad un annuncio su un settimanale specializzato.

Si trattava del tipo di lavoro che avrei voluto trovare appena finita l’università. Mi ci vollero però quattro anni circa, l’aiuto di tanti amici, due anni di esperienza che mi aiutarono ad essere invitato ad un colloquio e la solita dose di fortuna.

Quel lavoro mi espose ad un ambiente eccezionale per quello che riguardava il talento delle persone che lavoravano lì, lo sforzo quotidiano richiesto per lavorare in certi ambienti e mi portò in giro per la Gran Bretagna ed il mondo.

Ebbi inoltre la fortuna di essere dall’altra parte della barricata nel senso che mi trovai ad intervistare neo-laureati in cerca di lavoro. Capiì così che il candidato di successo non è necessariamente il migliore, il più intelligente o quello con la parlantina migliore.

Il candidato di successo è quello la cui esperienza risponde meglio ai requisiti del ruolo e la cui personalità è più consona a quella dell’azienda.

Ciò nonostante, io e mia moglie decidemmo di emigrare in Australia nel 2002 e io riusciì a trovare lavoro prima di arrivare in Australia.

Come? Grazie ad internet ed alla specializzazione della mia disciplina.

Grazie ad internet trovai la ditta principale che svolgeva il mio tipo di mansione per l’Australia e li contattai direttamente con una e-mail chiedendo se avessero lavoro. Siccome non ci sono molte persone che facevano, al mondo, il mio tipo di lavoro e grazie alla reputazione della multinazionale per la quale lavoravo, il colloquio e l’assunzione fu veloce e senza problemi.

In pochi anni andai dal fare fatica ad essere invitato ad un colloquio di lavoro fino al trovare un lavoro molto facilmente.

Il motivo stava nell’avere trasformato il mio CV da uno di tanti ad uno di pochi.

Il secondo lavoro in Australia lo trovai di nuovo contattando la ditta direttamente e chiedendo se avessero lavoro disponibile mentre il mio lavoro attuale lo trovai di nuovo rispondedno ad un annuncio.

Insomma, i miei consigli per trovare lavoro all’estero sono:

  • abbiate le idee chiare
  • determinazione
  • imparate dai colloqui di lavoro senza successo
  • costruitevi e mantenete un network di persone che possono aiutarvi e viceversa
  • se il vostro CV non risponde alla richiesta dell’annuncio, non sprecate il tempo vostro e di altri
  • costruite la vostra esperienza in modo lineare
  • diventate un esperto nel vostro settore

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Usare i social media per fare carriera all’estero

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Usare i social media per fare carriera all’estero

Senza dubbio il mondo del lavoro è cambiato negli ultimi anni con l’avvento di internet. Questo è vero soprattutto nel mondo anglosassone dove viene generata la maggior parte dell’innovazione informatica.

Per quello che riguarda fare carriera all’estero, l’uso dei social media è diventato fondamentale. Professionisti giovani devono utilizzare le loro abilità di network su internet per dimostrare il proprio talento attraverso nuove piattaforme. Questo è il momento giusto per creare una rete di contatti significativi ed utilizzare quelli già esistenti per avanzare la propria carriera.

Questo è vero sia che siate alla ricerca di un lavoro oggi o sia che vogliate ampliare il vostro network, il numero di persone che conoscete, al fine di massimizzare le probabilità di trovare un lavoro quando ne avrete bisogno.

Innanzitutto, e questo non ha strettamente a che fare con i social media, controllate su Google cosa si trova se cercate il vostro nome e cognome. Datori di lavoro all’estero vi cercheranno subito e dovete quindi fare in modo che i  risultati in cima alla pagina di risultati siano relativi a pagine web che vi presentino in una luce positiva.

Questo è molto più facile se create un blog personale,  usando il vostro nome e scrivete dell’area lavorativa che vi interessa. Il fatto che scriviate nel vostro tempo libero, per poca o nessuna ricompensa, dimostrerà una passione che vi metterà subito tra i candidati al posto di lavoro al quale ambite.

Il passo successivo è quello di usare i social media per pubblicizzare il vostro blog o comunque ampliare il vostro network di persone che conoscete nell’ambito del settore nel quale vi interessa fare carriera all’estero.

In primo luogo, create un profilo su Linkedin. Questo sito è espressamente dedicato a collegare professionisti di tutto il mondo ed si concentra sulla carriera e sul mondo del lavoro, tralasciando gli aspetti più frivoli di altri siti di social media.

Nel vostro profilo elencate la vostra carriera fino ad ora, non importa quanto sia corta, e in cosa siete specializzati.

Dopo aver creato il vostro profilo, Linkedin vi darà la possibilità di cercare persone già registrate usando i contatti che avete nella vosta rubrica e-mail. In poco tempo dovreste essere in grado di avere un discreto numero di contatti su Linkedin, dopodichè si tratterà di aggiungere contatti con pazienza, ogni volta che conoscete qualcuno, sia in persona che virtualmente.

Facebook è forse il caso più famoso, per il momento, di social media.

Il consiglio che darei a riguardo di Facebook, e di tutti gli altri siti di social media, è di fare attenzione a quello che si pubblica. Mettere come foto del profilo una foto di voi che trangugiate da una bottiglia di vino non vi presenterà nella luce migliore al prospettivo datore di lavoro.

Fate attenzione inoltre ai commenti che fate e a cosa scrivete. Mantenete sempre un comportamento serio e professionale e ricordatevi che quello che può sembrare innocuo ad un Italiano non necessariamente viene compreso in modo simile da uno straniero.

Utilizzate Facebook per unirvi a gruppi nel settore che vi interessa,partecipate alle discussioni e fate amicizia con quanti potete, ampliando il vostro network internazionale di contatti.

Recentemente Twitter è diventato alla moda. Anche se funziona in modo un pò diverso, fornisce anch’esso la possibilità di collegarvi con potenziali datori di lavoro e colleghi. Twitter è un sito di microblogging accessibile da computer o telefonino. In pratica potete postare messagi con un massimo di 140 caratteri aggiornando i vostri amici su cosa state facendo, su siti interessanti che avete trovato e tant’altro. Anche per Twitter dovete fare attenzione a cosa scrivete e come vi presentate ma il bello è il numero di amici che possono ricevere i vostri aggiornamenti è illimitato. Come su Facebook, cercate le figure all’estero con le quali volete collegarvi. Seguendole quotidianamente riuscirete a capire meglio i loro interessi e come potete esser loro utili, aumentando le probabilità di ampliare il vostro network e di trovare lavoro all’estero.

L’Examiner di Kansas City ci dà consigli su come usare in modo efficace i social media per fare carriera all’estero:

  • come già detto, presentate sempre un’immagine professionale e seria
  • usate la fiducia come metodo di comunicazione. Gli altri vogliono comunicare con una persona non un profilo.
  • create un blog dedicato alla vostra professione o ai vostri obiettivi di carriera all’estero. Se esiste un trend nel vostro settore, scrivetene e spiegatelo agli altri. Se c’è un problema, offrite una soluzione.
  • Collegatevi con le autorità nel vostro settore, fornendo loro preziosi links a informazione utile.
  • Condividete quello che imparate nel vostro settore con il vostro nuovo circolo di amici sui social media. E’ più probabile che il vostro prossimo lavoro arrivi dai social media che da un annuncio di lavoro tradizionale.

In sostanza, i social media distruggono barriere tra voi ed i vostri prossimi datori di lavoro all’estero e creano nuove opportunità per giovani professionisti italiani di creare un network di contatti all’estero. Sapere come usare i social media è fondamentale al giorno d’oggi per fare carriera all’estero. In pratica è pubblicità gratis per la propria ‘brand’ personale.

Considerate tutti gli strumenti digitali - blog, podcasts e profili di social networking - come parte di un’identità online ed un modo attraverso il quale sconosciuti si conoscono.

Sfruttate uno o più di questi strumenti di social media per presentare un’immagine positiva ed avanzare una posizione consona con le vostre ambizioni.

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