Consigli per chi vuole iscriversi ad un MBA
Iscriversi ad un MBA è una opzione presa in considerazione da tanti giovani Italiani. Oggi abbiamo la fortuna di intervistare chi ha esperienza al riguardo sia da studente che da lavoratrice.
Letizia nasce, cresce e studia in Italia, ma col pallino di andare all’estero. Durante l’Università fa l’Erasmus in Inghilterra, terminati gli studi va a lavorare a Berlino per un’agenzia Internazionale. Dopo 4 anni a Berlino fa un MBA presso l’INSEAD, nei pressi di Parigi. Seguono un po’ di anni presso la BT, a Londra, dove è stata consulente interna in un team di MBA per il quale ha curato anche le selezioni, le assunzioni e l’organizzazione stessa del team. Oggi è tornata alla base, in Italia, ed è una mumpreneur, fondatrice di Bilingue per Gioco.

Foto: Skynet
Quali sono le caratteristiche che ditte come la British Telecom cercano in possessori di MBA?
Le caratteristiche dipendono dal ruolo e vengono decise a tavolino facendo un’analisi strategica delle caratteristiche necessarie per adempiere i compiti del ruolo d’ingresso e avere successo nell’azienda. Spesso si tratta di competenze diverse. Quando si entra nell’azienda servono competenze più funzionali, la capacità di portare a termine determinati compiti, ma per progredire nell’azienda spesso servono competenze di leadership, la capacità di realizzare gli obiettivi attraverso gli altri. Competenze più sottili quindi, meno legate all’esperienza pratica e più alle qualità personali di ognuno.
Riesci a fornire un’indicazione di massima sul ROI per chi consegue un MBA?
Assolutamente no, mi spiace. Sicuramente online si troveranno vari tentativi fatti in questo senso, ma ogni tipo di valutazione di questo genere è assolutamente soggettiva, spesso fatta prendendo in considerazione solo alcuni parametri. Per esempio, le classifiche spesso riportano l’incremento di salario. Eppure io conosco alcune persone che guadagnano moltissimi soldi e sono molto infelici, non voglio dire che odiano il loro lavoro, ma insomma avete capito. D’altro lato ci sono persone che non fanno cifre assurde, ma grazie all’MBA hanno avuto modo di cambiare lavoro e sono più felici, almeno pienamente soddisfatte. Chi ha avuto il ritorno maggiore?
Poi non dimentichiamo che l’MBA non ti mette in mano le chiavi della porta del paradiso. Questa è una constatazione amara da fare quando finisci l’MBA, magari costato una fortuna. Sei convinto che sicuramente riuscirai a fare esattamente il lavoro che vuoi e ti pagheranno un sacco, e scopri che non c’è nessuno là fuori ad aspettarti con un bel tappeto rosso. Ad alcuni va benissimo, ad altri va OK, non sono pochi quelli che subito dopo l’MBA non sono particolarmente soddisfatti del primo lavoro. Però il bilancio non lo si fa nei primi 6 mesi post MBA, ma dopo 5 anni.
Quale è il livello di conoscenza delle lingue che hai riscontrato nei candidati che hai conosciuto?
Beh, diciamo che l’Inglese era parlato davvero molto correntemente. Magari con dei forti accenti, ma quasi tutti erano in grado di operare in Inglese senza problemi, l’eccezione forse erano alcuni studenti asiatici, tra di loro c’erano alcune persone che effettivamente facevano fatica per motivi linguistici. Una cosa è certa, l’MBA è impegnativo, se non si parla bene l’Inglese diventa veramente arduo e penalizzante. Ci tengo a sottolineare, quando dico « parlare bene l’Inglese » intendo essere assolutamente fluent, pensare in Inglese, non avere nessun tipo di problema a sostenere conversazioni e ascoltare lezioni.
Per quanto riguarda le altre lingue invece, spesso non sono richieste o se lo sono non sono decisive. Certo però che le persone che fanno un MBA sono spesso molto internazionali e parlano molte lingue, ma dipende dalla scuola.
Ci descrivi il livello della ‘concorrenza’ che gli Italiani devono aspettarsi quando iniziano a studiare per un MBA?
Beh il livello è alto, evidentemente, anche se teniamo presente che le business schools stanno aumentando molto il loro gettito quindi da un lato ci sono più posti disponibili, dall’altro la concorrenza per le scuole migliori è molto più dura perchè ci sono anche molti studenti asiatici, che sono numerosi e agguerriti. Gli Italiani sono spesso più vecchiotti della media, insomma sappiamo bene che ci laureiamo molto dopo degli altri, hanno meno (o nessuna) esperienza all’estero prima dell’MBA e non è raro che si cullino nella loro idea di essere comunque talentuosi. Poi ci si butta nel lavoro e ci si rende conto che là fuori ci sono delle teste non da poco, che pur essendo giovani hanno già molta esperienza alle spalle, e soprattutto sono estremanente determinati.
Che consigli daresti a chi sta pensando di iscriversi ad un MBA?
1) pensarci bene e con realismo. In tutta sincerità per me è stato un anno fantastico, un’esperienza di vita incredibile che rifarei sicuramente. Dal punto di vista lavorativo sto raggiungendo i miei obiettivi e so che non sarei dove sono ora se non avessi fatto l’MBA, però so anche che se alcuni eventi nella mia vita fossero andati diversamente forse sarei meno contenta della mia vita professionale, alla fine il destino, o la fortuna, giocano comunque un ruolo importante nella vita. Per cui non posso dire di non farlo, non ce la faccio perchè io lo rifarei, però ecco devo dire che non è la soluzione a tutti i problemi.
2) Prima di fare un MBA consiglio di parlare con persone che l’hanno già fatto, cercare di capire quali sono i propri obiettivi, e chiarirsi se siano realistici e nel caso come sfruttare l’MBA per raggiungerli. Durante l’MBA si entra in una specie di vortice, soprattutto se si sceglie un programma breve ed estremanente intenso come quello che ho fatto io. E’ facile perdere di vista i propri obiettivi, quello che si vuole veramente, farsi trascinare dalla corrente e dalle buzzwords e addirittura cominciare a seminare CV in giro per il mondo come se fossero coriandoli (questo capita un po’ a tutti…). Arrivare con le idee chiare, con alcuni punti saldi ben precisi, aiuta ad evitare di sprecare tempo e risorse, e soprattutto di prendere strade che non ci appartengono.
Fare tutto il possibile perchè la famiglia affronti e superi quest’esperienza con serenità. L’MBA è un’esperienza molto intensa per chi lo fa, non di rado è un’esperienza difficile e negativa per i partner e alcune famiglie non sopravvivono. Pensarci prima, pianificare, prepararsi e condividere aiuta molto. Anche se, devo dire, nella mia (ovviamente limitata) esperienza gli Italiani che fanno l’MBA raramente hanno famiglia…
Scegliere la scuola giusta. Le MBA schools non sono tutte uguali, hanno delle caratteristiche molto precise, attraggono un certo tipo di persone, sviluppano certi temi meglio di altri, aprono determinate opportunità. Io ho fatto l’INSEAD, strada facendo non mi sono mancate le occasioni per criticare la mia scuola ma la rifarei senza pensarci un attimo, per me sicuramente era ed è la scuola giusta. In ogni caso è bene investire un po’ di tempo per capire ogni scuola, andarle a visitare, parlare con studenti e alumni (che in genere se contattati si prestano con molta generosità).
E’ anche bene tenere presente che in genere you get what you pay for. Avendo fatto le selezioni di MBA che provenivano da business schools di tutto il mondo posso dire con certezza che la qualità si vede, e molto chiaramente. I CV delle top business schools erano molto diversi da quelli delle scuole second league, certo in parte ciò dipendeva dal calibro delle persone, ma molto dipendeva anche da come queste persone erano state preparate ad affrontare il mondo del lavoro.
In bocca al lupo a tutti!
Grazie Letizia!







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