3 grafici che dimostrano che agli Italiani non interessa (più di tanto) emigrare

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Agli Italiani interessa sempre di meno emigrare.

Come possiamo saperlo?

Andando a vedere i dati di Google Trends.

Google Trends fornisce dati indicizzati sul numero di ricerche in Google per qualsiasi termine di ricerca.

Come potete vedere nel grafico qui sotto, il picco di interesse verso l’emigrazione è avvenuto nel 2013.

Da allora, un costante declino nel numero di ricerche per il termine ‘emigrare’.


Stesso discorso per il termine di ricerca ‘lavoro estero’.

Tendenza simile soprattutto dal 2013 in poi.


E giusto per mettere l’interesse verso l’emigrazione in un contesto più ‘ampio’…

di seguito un grafico che illustra l’interesse degli Italiani verso la ‘Serie A’ a confronto con l’interesse verso il termine di ricerca ‘emigrare’.

‘Emigrare’ è la linea blu…

pari a zero…


e come bonus, un grafico che mette a confronto il termine ‘Serie A’ con il termine ‘sesso’.

Lascio a voi i giudizi sulle tendenze relative…

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Comments

  1. Mirko says

    Se voglio emigrare non cerco “emigrare” su Internet. Cerco working Holiday, work in “stato a scelta”. insomma cerco in inglese e non uso emigrare come termine.
    Tendenzialmente evito “lavoro estero”, perché non è efficace come termine di ricerca.

  2. Alexa says

    Ciao Aldo, non posso che concordare su tutta la linea con queste statistiche. In Svezia ora arrivano in molti come alternativa agli UK, momentaneamente poco appetibili (nel futuro chissà). I motivi sono prettamente di studio. Non vengono però italiani per dottorati o lavoro, visti i soffitti di vetro… Finito il tempo d’oro degli studi universitari, salta fuori la realtà dei fatti (protezionismo all’ennesima potenza). Dopotutto, la crisi morde ovunque, anche in Paesi insospettabili. Sempre rimanendo nell’argomento “Nord Europa” mi pare che la Norvegia sia ancora piuttosto gettonata ma non so quanti rimangano colà. A me pare che questi movimenti di persone siano legati a curiosità e scambi Erasmus – il che è positivo, perché significa che gli italiani si stanno sprovincializzando. D’altronde l’emigrazione ‘a tempo’ serve anche a rendersi conto dei pregi del proprio Paese d’origine e ad allargare i propri orizzonti mentali, culturali e linguistici per poter tornare in patria e riutilizzare il bagaglio acquisito all’estero.

  3. Mogway says

    Molti ragazzi vengono per fare esperienze di studio e lavoro, molti si innamorano della città, altri se ne tornano a casa poco dopo.

    Ciò che mi ha fatto riflettere è stato il conoscere anche ragazzi italiani emigrati in Repubblica Ceca non per lavori nelle classiche multinazionali, per studio, per dottorati di ricerca o per progetti di scambio europei, ma bensì per trovare lavoro in un fast food, che non è nemmeno pagato benissimo.

    Non fraintendetemi: ciò dimostra quanto di buono ci sia tra i giovani italiani che emigrano all’estero, a differenza di quanto sostiene il ministro Poletti, che si dimostrano lavoratori instancabili e grandi faticatori; allo stesso tempo però mi mette tristezza pensare che l’Italia non riesca ad offrire nemmeno queste posizioni lavorative e che qualcuno debba venire a sognare un lavoro in un fast-food in Repubblica Ceca, dove i tuoi colleghi parleranno solo in ceco per 8-9 ore, le comande saranno in ceco così come le scritte sulle confezioni.

    Bel paese… grande paese, esportatore di poveri e affamati …

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