Come un web developer si è trasferito a Sydney, Australia

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Emanuele Bermani lavora come web developer a Sydney, Australia, dopo essere arrivato con il visto vacanza lavoro.

Ecco la sua storia.

Cosa hai studiato in Italia?

Per quanto riguarda il liceo, ho conseguito il diploma di Liceo Scientifico-Tecnologico.

All’università ho studiato Ingegneria Informatica (Laurea Triennale).

Hai poi iniziato a lavorare in Italia?

Molto saltuariamente, in posizioni lavorative casual per la maggior parte.

Cosa ti ha fatto pensare all’estero?

Principalmente la voglia di scoprire un’altra realtà, unita al fatto che non avevo nulla di solido o di già avviato in Italia a livello lavorativo.

È stata la voglia di intraprendere il percorso lavorativo e di vita in un’altra realtà, che offrisse più possibilità a giovani e neolaureati.

Come sei arrivato a scegliere l’Australia come meta?

Sono stato in Australia per la prima volta a fine 2012, ad Adelaide, per una competizione sportiva.

Mi è subito piaciuto il fatto di come tutto sia diverso rispetto all’Italia, a partire dal paesaggio, dalla città stessa.

I due anni successivi in Italia sono stati caratterizzati dall’avere sempre mille pensieri per la testa, essere insicuri sul proprio futuro, sul cosa voler fare della propria vita, ma sempre con almeno l’idea in testa di voler provare qualcosa di nuovo e di diverso da quello che fanno la maggior parte dei giovani Italiani.

Fu così che due anni dopo la prima esperienza, dopo essermi approfonditamente informato, ho deciso di partire per Sydney, insieme ad altri 3 amici.

Con che visto sei arrivato?

Sono arrivato con il classico visto “Working Holiday”, che permette di lavorare full-time per un anno, estendibile a due anni sotto determinate condizioni.

Con che visto ti trovi qui adesso?

Attualmente ho un visto “Sponsor” garantito dal datore di lavoro, per aver l’opportunità di lavorare con lui fino ad un massimo di 4 anni, sotto determinati prerequisiti.

Inoltre, fra circa 6 mesi, avrò i requisiti per poter richiedere la residenza permanente che concederà la totale libertà da vincoli di tempo o lavorativi.

Ci descrivi, a grandi linee, la procedura burocratica per ottenere il visto attuale?

Dallo scorso 19 Aprile la legge riguardante il visto “Sponsor” 457 è cambiata, ma avendo ottenuto il visto prima di quella data, rientro ancora nella regolamentazione precedente.

Allo stato attuale, per ottenere il visto 457, bisogna avere un ruolo professionale incluso in una lista di posizioni lavorative necessarie allo stato Australiano per riempire le mancanze che i lavoratori locali non riescono a dare.

Questa lista cambia fondamentalmente ogni anno, e la propria posizione lavorativa può vedersi inserita o rimossa di volta in volta.

Oltre ad avere una professione “richiesta” dal governo Australiano, serve ovviamente anche un’azienda che ci assuma in quella posizione e che accetti di iniziare le pratiche per il visto.

Di cosa ti occupi attualmente dal punto di vista lavorativo?

Sono Web Developer in una compagnia che si occupa di automatizzare il marketing di altri grossi business, che per motivi di privacy non posso citare.

Il mio ruolo specifico consiste nello sviluppare dal punto di vista informatico gli strumenti che useranno questi business per il loro marketing, quindi email, pagine web, siti internet e più in generale le loro campagne marketing.

Cosa dice la famiglia del tuo trasferimento dall’altra parte del mondo?

Mi hanno sempre supportato in tutte le mie scelte e per questo non potrò mai smettere di essergliene grato.

Riusciamo a vederci circa una volta all’anno per circa 3 settimane, alternativamente in Italia o in Australia.

Quest’anno tocca a loro scendere down under e passeremo il periodo di Natale e Capodanno insieme.

Ci descrivi la vita di tutti i giorni a Sydney?

Durante la settimana la sveglia suona alle 6.30 circa e prima di iniziare in ufficio alle 9, cerco sempre di dedicare un’ora a qualcosa che sia molto staccato dal lavoro, per esempio una passeggiata, un allenamento, o semplicemente una colazione fuori casa, per potere arrivare a lavoro più rilassato, senza fare tutto di corsa.

Ho la fortuna di abitare molto vicino all’ufficio e quindi tutte le mattine vado a lavoro a piedi passando per l’Harbour Bridge, una delle icone di Sydney, impiegando circa 20-25 minuti.

In media finisco di lavorare alle 5:30 PM e dopo essere tornato a casa a piedi capita spesso che ci si trovi con amici per una cena, una nuotata al mare o in piscina o semplicemente per passare del tempo insieme.

I weekend sono tutta un’altra cosa.

Le spiagge sono i posti dove preferisco passare il mio tempo libero.

Se ne scoprono sempre di nuove, vicine e lontane dalla città.

Anche il camping e l’off-road sono hobbies che ultimamente mi stanno appassionando.

Le opportunità che offre Sydney per il tempo libero a livello naturale e paesaggistico sono infinite.

Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?

Informatevi molto.

Fate domande a chi ha già fatto quello che volete fare e cercate di capire se veramente fa’ per voi.

Non buttatevi completamente alla cieca, ma cercate di partire preparati.

Non sottovalutate la conoscenza della lingua, anche se pensate di essere molto ferrati in inglese o nella lingua del posto dove vi volete trasferire.

Infine, il consiglio che mi piace dare è che nel caso siate in dubbio, partite.

A tornare in Italia dopo uno o due anni si fa sempre in tempo, e per quanto possiate pensare che sia stata un’esperienza negativa, tornerete a casa arricchiti e con un esperienza che non tutti hanno.

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