Come ho rifiutato una sponsorizzazione in Australia ma sono rimasto lo stesso a viverci

World Nomads Assicurazione Viaggi

Sydney Opera House Australia

Lorenzo di Dino ci racconta come si sia trasferito dalla Toscana a Sydney.

Cosa ti ha portato in Australia nel 2007?

La primissima volta che ho messo piede nella terra dei canguri fu in una vacanza nel lontano 2001.

Scattò subito un feeling particolare con questa nazione ed in particolare con Sydney.

Ciò che mi colpì fu lo stile di vita rilassato di una metropoli di 4.5 milioni di abitanti.

Le spiagge a poca distanza dai grattacieli, gli innumerevoli parchi, gli spazi dedicati ai bambini e la meravigliosa baia.

Nel 2007 decisi di fare un’esperienza di studio all’estero in un paese di lingua inglese durante il mio periodo universitario e la scelta non poté che ricadere su Sydney.

Era giunto il momento di provare sulla mia pelle ciò che avevo solo assaggiato sei anni prima.

Come è stato il primo impatto con la realtà australiana?

Stupendo.

La realtà superò le più rosee aspettative.

Devo ammettere che fui fortunato nell’alloggio.

La scuola metteva a disposizione il dormitorio studentesco ma io pensai che per vivere questa esperienza al 100% ed immergermi totalmente nella cultura downunder la soluzione migliore fosse quella di abitare in famiglia.

Mi ritrovai così a vivere a Caringbah, un tranquillo sobborgo ad una quarantina di minuti dalla città.

La famiglia ospitante era composta da marito, moglie e tre figli, persone deliziose con le quali nascerà poi una solida amicizia destinata a durare negli anni.

Insieme a me vivevano anche altri 6 ragazzi provenienti dalle più disparate parti del mondo.

Fu un’esperienza fantastica sotto tutti i punti di vista, imparai la lingua, crebbi come uomo, cominciai a vedere il mondo da una prospettiva diversa.

Perché sei tornato in Italia?

Quella fu una prima esperienza a tempo determinato.

Tornai in Italia per finire gli studi e cominciare a lavorare.

Le cose non andavano male, mi occupavo di consulenza finanziaria-assicurativa, il mio portafoglio clienti cresceva anno dopo anno, ma non mi sentivo totalmente appagato.

Avevo amici che vivevano all’estero, lavoravano in lingua inglese, abitavano in città multiculturali.

A me mancava tutto ciò, avevo ambizione di crescere ed affermarmi in un contesto diverso.

E cosa ti ha fatto decidere di ritentare l’avventura australiana con il visto vacanza lavoro?

Dentro di me cresceva sempre di più la voglia di provare a vivere in quel posto così lontano, ma così vicino al mio cuore.

Volevo provare ad emigrare sul serio stavolta, pianificando passo passo il mio trasferimento.

Non fu una decisione facile perché lasciai il certo per l’incerto, il lavoro, la famiglia, gli amici.

Partire da solo per un luogo così remoto e farlo non avendo certezze di alcun tipo non è facilissimo.

Ma ero molto determinato e non avrei sopportato di vivere il resto della mia vita col rimpianto di non averci provato.

Lessi molto, usai il tuo canale come fonte d’ispirazione e ricerca di informazioni utili e così attuai il mio piano.

Progettai la partenza per inizio 2014.

Studiai le mie mosse per cercare di essere il meno impreparato possibile, decisi di sfruttare al massimo l’opportunità del 1+1 che offre il working holiday se vengono spesi 88 giorni in area rurale.

Chiamai la mia “famiglia di adozione australiana” chiedendo asilo per i primi giorni e partii carico di sogni e aspettative.

Quando sei approdato in farm?

Nella mia pianificazione decisi che avrei fatto subito le farm per avere poi il resto dei due anni ininterrotti da spendere a Sydney in cerca di uno sponsor che mi permettesse di restare in Australia.

Appena arrivato comprai dunque una “macchina”( una Toyota Corolla quasi mia coetanea) e mi incamminai direzione Young.

In questa minuscola cittadina di campagna di 9,000 abitanti trascorsi i fatidici 88 giorni lavorando duramente nei campi sotto al sole bollente o pioggia incessante, circondato da pecore, mucche e canguri.

Un drastico cambiamento non c’è che dire!

Raccontaci della proposta di sponsorizzazione e del perché la rifiutasti…

Tornato a Sydney trovai lavoro in Honda.

Nonostante le limitazioni del visto venni investito di un ruolo importante sebbene non avessi esperienza nel settore automotive.

Li realizzai l’enorme differenza tra il mondo lavorativo australiano e quello italiano in termini di responsabilizzazione e crescita all’interno di una azienda.

Il mio capo apprezzò molto la dedizione e l’impegno da me profusi e prima dello scadere del visto mi fu offerto il tanto agognato sponsor.

Ero al settimo cielo tanto è vero che…rifiutai.

La mia vita lavorativa andava a gonfie vele così come quella sentimentale, motivo per cui decisi di accettare la sponsorizzazione della mia (a quel tempo) ragazza applicando per partner visa.

Come sei quindi finalmente approdato in pianta stabile in Australia?

Col partner visa hai tutti i diritti di un permanent, incluso l’accesso all’assistenza sanitaria australiana gratuita.

Non ci sono limitazioni temporali di alcun tipo per il lavoro, per cui continuai, pur avendo rifiutato la loro sponsorizzazione, a lavorare per Honda.

Nel frattempo Paige lo scorso anno è diventata mia moglie e da meno di 3 mesi siamo genitori di baby Savannah.

Di cosa ti occupi adesso?

Circa un anno fa ci fu un cambio a livello dirigenziale ed il mio ufficio venne totalmente riorganizzato.

Ricevetti la promozione a capo di dipartimento, ma le cose non erano più come in passato e nonostante il riconoscimento decisi di dimettermi.

Ora sono molto contento, lavoro per una grossa compagnia australiana quotata in borsa e sono un novated lease account manager, in pratica mi occupo della consulenza e gestione dei dipendenti dei nostri clienti interessati a comprare un’auto col sacrificio salariale.

Ci descrivi la vita di tutti i giorni a Sydney presumibilmente non di fianco all’Harbour Bridge e alla Opera House?

Guarda Aldo, per un periodo io e Paige abbiamo abitato di fronte alle due opere simbolo.

Ora ci siamo spostati un po’ più a nord, viviamo in un quartiere tranquillo, il mio ufficio è a una ventina di minuti di auto per cui comodissimo.

Paige è in maternità e si occupa 24h della nostra bimba, io durante il giorno sono in ufficio fino alle 5 quando stacco e torno dalla mia famiglia.

Durante il weekend andiamo fuori amiamo stare all’aria aperta sopratutto in estate, fare picnic andare in spiaggia ed altre attività che questo clima offre.

Personalmente adoro anche giocare a calcetto il lunedì sera con i miei amici dell’Inter Club Sydney.

Che consigli daresti a chi sogna l’Australia?

Il consiglio che posso dare è quello di informarsi bene sui visti e sulle reali possibilità di applicare per un permanent.Le leggi cambiano molto in fretta ed anno dopo anno è sempre più difficile rimanere qua in maniera definitiva.

A chi è giovane sicuramente consiglio il visto vacanza lavoro perché ti da la possibilità di vivere per due anni nel paese più bello del mondo.

Risparmia quando trasferisci soldi all'estero

come risparmiare con il cambio valuta