La crisi del calcio italiano spiegata da chi vive all’estero

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Abbiamo conosciuto Alberto Del Favero 3 anni fa quando ci raccontò il percorso per diventare allenatore di calcio.

Con questo aggiornamento Alberto ci spiega la crisi del calcio italiano.

Gli lascio la parola.

Dalla città di Bath mi sono spostato a Bristol dove ho lavorato per un club locale.

Ora mi occupo di attività in un dopo scuola.

Ho conseguito le seguenti qualifiche:

  • football coach level 1
  • football coach level 2
  • goalkeeper coach level 1
  • psychology for football level 1
  • talent identification level 1

Inoltre al momento sto studiando per fare prossimamente altri corsi tra i quali: UEFA B, psychology for football level 2 e talent identification level 2.

Volevo semplicemente condividere la mia opinione sul declino del calcio italiano e metterlo in paragone ad altri paesi grazie alle esperienze che sto maturando in Inghilterra.

La mia intenzione di condividere il mio pensiero parte da una profezia che feci 7 anni fa a pochi amici intimi.

Dopo il mondiale del Sudafrica dissi testuali parole: “nel 2022 e nel 2026 non ci qualificheremo ai mondiali”… diciamo che ho abbondato di ottimismo haha.

La cosa che più mi ha lasciato attonito dopo ieri sera è stato lo stupore della gente.

Da 25 anni in Italia , se non sei un lurido raccomandato fai fatica a trovare spazio in una juniores regionale…

e la gente si sorprende?! di cosa?!

I settori giovanili imbottiti di gente con i genitori che pagano, o meglio corrompono, i club per far giocare i propri figli (spesso negati).

Questa diffusione di massa di questi individui ha portato ad una alterazione della realtà a punto tale che ormai nel calcio italiano non siamo più in grado di distinguere l’eccellenza dalla mediocrità.

Durante un intervista SKY, Pulici, il grande attaccante del Torino, dichiaro’ che in serie A ci sono giocatori che non sanno stoppare una palla (tanto per dare un’idea).

Poi provo tenerezza per quelli che sperano che dopo questa mancata qualificazione ci si possa risollevare e cambi qualcosa.

Non cambierà assolutamente niente.

Qualcuno è convinto che in pochi anni si possano cancellare 25 anni di raccomandazioni, corruzioni e manfrine?

E’ stata una tragedia sportiva non qualificarsi?

Tragedia?

Non abbiamo ancora visto niente!

Al declino del nostro calcio bisogna sommare un fattore che rende la situazione dell’Italia ancor più pericolante.

Si tratta del fatto che gli altri paesi stanno calcisticamente progredendo.

Grazie alle esperienze e ai corsi fatti in Inghilterra sto venendo a contatto con il programma della Football Association inglese e con persone di altri Paesi del mondo che riportano le loro programmazioni.

Questi paesi, ognuno con i loro tempi e le loro possibilità, stanno facendo passi da gigante, lenti, calibrati ma sempre e comunque in avanti.

Stanno arrivando e arriveranno.

Alcuni sono già arrivati (Galles, Islanda, Panama, etc)

Per questo, a malincuore, confermo la mia profezia.

L’unica speranza per il calcio italiano di riprendersi e’ che tra 20 anni, quando nel ranking Fifa saremo in una posizione umiliante, il calcio perda appeal, diminuiscano gli investimenti e gli interessi personali..

Cosi i raccomandati ed i “raccomandanti” andranno a fare danni da qualche altra parte, e forse non ci sarà più bisogno di fare un bonifico per fare carriera ma basteranno talento, disciplina e voglia di fare.

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