Arabia Saudita e Perù: gli alti e bassi raccontati da Nadia

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Mi presento per bene!

Nadia: sarda, toro, ingegnere, mamma, moglie e donna.

Nell’ordine che preferite!

Appassionata di lettura, fotografia,cucina, moda, viaggi e un sacco di altre cose ma non vi voglio annoiare!

Scrivo (che parolona ma concedetemela) sia nel mio blog Abaya & Heels che per Amiche di Fuso.

Viaggio per lavoro e piacere con la mia famiglia composta da un marito, due figli, un gatto e un coniglio.

Strana combriccola che per ora funziona bene!

Cosa facevi in Italia?

Subito dopo la laurea ho avuto la fortuna (aiutata dalla testardaggine e ambizione) di essere assunta da una società italiana di costruzioni per un lavoro all’estero (Romania, mio primo espatrio lavorativo).

In Italia quindi ci sono stata come studentessa e brava cittadina!

Ho avuto anche una parentesi lavorativa di quasi due anni in Italia, sempre con la stessa società, mentre eravamo in attesa di destinazione.

Sia io che mio marito avevamo fatto la scelta di dare disponibilità per l’estero nei nostri cv e durante i vari colloqui, dunque era una nostra decisione ponderata quella di iniziare l’esperienza lavorativa fuori dal nostro paese.

Cosa vi ha portato a prendere in considerazione l’estero?

Nel nostro campo i grossi progetti lavorativi non sono purtroppo in Italia.

Ce ne sono eh, ma avevamo voglia di metterci alla prova e vedere nuove realtà, mettere a frutto la nostra conoscenza e buttarci in lavori grossi che ci avrebbero dato molte più opportunità per il futuro.

Non è stato facile devo dire.

Per me di più.

L’ambiente dei cantieri è prettamente maschile (almeno nella realtà italiana) e le opportunità che ho avuto all’estero non so se sarebbero state le stesse.

Bisogna sgomitare e dimostrare di saper fare le cose molto più dei tuoi colleghi.

So che questo è un argomento trito e per alcuni noioso, purtroppo è la realtà che ho vissuto e mi ha toccato in prima persona!

Pensavo di voler lavorare all’estero già verso la fine degli studi, quando era chiaro che l’ambiente in cui mi ero buttata era abbastanza competitivo.

Mi piace mettermi alla prova e scoprire fin dove riesco ad arrivare!

Come siete finiti in Arabia Saudita?

La società con cui lavoravamo vinse un appalto a Riyad e ci chiesero se volevamo andarci.

Ci siamo lanciati subito nell’avventura, felici di scoprire un Paese di cui si sa pochissimo e che se non con quella possibilità avremo mai avuto modo di vedere (non esisite il visto turistico).

Ci descrivi l’esperienza saudita?

Potrò sembrare matta, ma mi è piaciuta moltissimo.

Sono stati due degli anni piu intensi della mia vita.

Essere immersi in una cultura così differente dalla tua è una “botta di vita”.

L’Arabia Saudita non è un Paese facile.

Ha tanti difetti per noi occidentali

Alcuni obiettivi e altri dettati dalla nostra ignoranza (nel senso proprio del termine).

Io non potevo guidare, dovevo andare in giro con l’Abaya (abito lungo tipico dei paesi arabi, nero a Riyad, da cui ho preso il nome per il mio blog aperto proprio li) e avevo mille difficoltà anche lavorative solo perchè donna.

Avevo tutti i giorni la polizia religiosa (Mutawa) alle calcagne che volevano mi mettessi il velo in testa, anche se per noi occidentali non era obbligatorio.

Non poter guardare gli uomini negli occhi, non poter dire o tantomeno scrivere quello che pensavo è stato durissimo, ma ero li per lavoro e “ospite ” loro, dovevo rispettare usi e costumi, cosa che faccio in ogni paese in cui vado d’altronde!

Avevo comunque molte amiche li, vivevamo in un compound (specie di villaggi per occidentali, le chiamavamo Golden jail), organizzavamo gite e uscite per conoscere il Paese e i Paesi vicini (Emirati Arabi, Baharain, Qatar), insomma, abbiamo colto l’opportunita di vivere a pieno l’esperienza!

Vivere in un paese “difficile” ti fa tirare fuori la grinta e non perdere tempo nelle cose inutili!

E poi, come è avvenuto il salto verso il Perù?

Come dicevo l’Arabia non è un paese facile.

Dopo due anni li iniziavamo ad aver bisogno di prendere aria da tutte quelle regole!

Caso vuole che siamo stati contatti per lavoro da un’altra società che ci ha proposto il Sud America!

Come rinunciare?

E’ stato un salto nel vuoto, visto che non conoscevamo il Perù ma insomma, perchè no?

Io sono arrivata qui incinta del mio secondo bambino e con una 5enne da inserire a scuola!

Ci piacciono le sfide!

E’ stata dura anche qui ma ce la abbiamo fatta!

Ci descrivi Lima?

Posso passare all’altra domanda?!

Va bene, ci provo!

Non è amore, lo ammetto.

E’ disordinata, grigia e rumorosa.

Non c’è il sole se non pochi mesi l’anno, il resto del tempo una nebbia continua e il cielo scuro.

Ma io sono sarda quindi insomma, capitemi, niente sole?!

Sto male!!

Ma ci stiamo lavorando, visto che dovrò stare qui senza un termine mi tocca riprovarci, trovare i lati positivi.

Ci sono eh, non fraintendetemi, ma non è il mio posto nel mondo!

C’è l’oceano, c’è la musica, ci sono i sorrisi della gente, c’è un cibo buonissimo e tanti nuovi amici, parlo una lingua in più e mio figlio ha il loro passaporto, ce la posso fare!

E’ una citta ricca di storia in ogni angolo, multiculturale, sonora e allegra, piena di vita e in movimento.

Va scoperta e io ho deciso di farci la turista nel frattempo che sono in pausa lavorativa!

Quali difficoltà hai incontrato e come le hai superate? Sia in Arabia Saudita che in Perù…

In Arabia Saudita tante!

A lavoro ogni volta che squillava il telefono e rispondevo, l’uomo dall’altra parte del filo chiedeva di poter parlare con un altro uomo!!

La maggior parte delle volte, dopo avergli spiegato che o parlavano con me o con nessun altro, capivano e si rasserenavano, ma molte volte ho avuto il telefono chiuso in faccia solo per il fatto di essere donna!

Il non poter guidare potete capire che è una cosa incomprensibile per noi, per ogni spostamento avevo bisgno del taxi, di un autista o di mio marito!

Questa dipendenza in un Paese in cui è impossibile camminare a piedi (sia per il clima che per mancanza proprio di marciapiedi se non in una parte della città) vi assicuro che è stata una delle ragioni che più mi faceva uscire di testa all’inizio, poi mi ci sono abituata!

Uscire sempre con l’abaya era all’inizio una grande difficoltà, questo abito nero lungo e informe, che con 55 gradi fuori vi assicuro non era piacevole, mi faceva pensare “ma chi me lo fa fare”.

Poi mi sono abituata anche a quello, ho conosciuto varie designer locali e son diventata collezionista!

Ne avevo una per ogni occasione, formale e informale! Da un eccesso all’altro io!

In Perù all’inizio la lingua.

A Lima pochissimi parlano altra lingua oltre lo spagnolo.

Io non la parlavo bene prima di venire qui, non mi era mai servita, ma ero tranquilla di poter sopravvivere con l’inglese almeno i primi tempi.

Errore gravissimo!

Per ogni cosa dovevo andare in giro con mio marito o far chiamare lui per ogni piccolo inconveniente.

Capite bene che dipendere da qualcuno anche solo per contrattare un taxi non è divertente.

Adesso parlo e mi confondo con la folla se vi interessa 🙂

Il caos di Lima e il cielo grigio sono stati una cosa pesante all’inizio, ma penso fosse dovuto alla stanchezza del trasloco e poi del parto subito dopo, ora ci ho fatto l’abitudine anche se ammetto che la cosa che mi commuove in Sardegna è il colore del cielo e sopratutto rivedere le stelle!

Che consigli daresti a chi volesse seguire le tue orme?

Io consiglio sempre a tutti di provare un’esperienza lavorativa all’estero.

Le compagnie di costruzioni italiane ricercano sempre personale per l’estero.

Certo non si diventa ricchi.

Ormai le paghe sono di poco più alte rispetto al rimanere in Italia, ecco perchè molti rinunciano.

Ma appunto perchè siamo pochi il mercato è aperto e in movimento.

Ci si rincontra sempre in paesi diversi, ci sono diverse possibilità di scelta una volta dentro il “giro” e vari paesi che aspettano di essere scoperti!

Ci vuole coraggio e sfrontatezza, oltre che buona volontà e capacità lavorative ovviamente!

Si è lontani e spesso soli, la vita da espatriato non è facile, non è tutta fortuna e oro.

Ma comunque è la vita che ho scelto e che voglio fare finche ne avrò le forze!

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