Costa Azzurra: come ho trovato lavoro prima della laurea in ingegneria informatica

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Vincenzo Consales, ingegnere informatico, ci scrive dalla Costa Azzurra, Francia.

Cosa hai studiato in Italia?

Ho studiato Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano.

Checché se ne dica delle università italiane, posso dire che è stata una fortuna studiarci.

Cosa ti ha portato a prendere in considerazione l’estero?

Beh, è stata quasi una scelta automatica per me.

Fin dal primo anno di università sono stato affascinato dal programma Erasmus e dalla possibilità di passar un periodo di studio all’estero, in un paese non tuo con una cultura diversa dalla tua.

Dopo aver seguito ogni anno tutte le varie conferenze in università che proponevano le differenti possibilità all’estero, mi sono deciso a partire per l’ultimo anno di specialistica in Olanda, in uno dei 3 politecnici olandesi: l’University of Twente (a Enschede, sul confine con la Germania).

La mia esperienza è stata stupenda.

Sono rimasto un anno e ho dato i vari esami del mio piano di studi.

Ho conosciuto persone da tutto il mondo, scoperto usi e costumi di culture diverse.

Ho anche avuto a che fare con un metodo di studio completamente diverso dal nostro (molto più orientato al problem-solving).

Tutto questo mi ha arricchito molto.

Sono tornato a casa a luglio 2011 dopo 11 mesi.

Ed ecco che ritorna la routine casa-università: avevo alcuni esami da concludere e la tesi da finire per puntare alla sessione di laurea di fine Aprile 2012.

Un anno come quello appena passato all’estero ti motiva ancora di più a darti da fare per essere indipendente e, perché no, ripartire.

L’estero non è stata una scelta obbligata, ero pronto a partire credo ovunque pur di diventare indipendente il prima possibile.

Avessi trovato qualcosa subito in Italia probabilmente sarei rimasto.

Come sei finito in Costa Azzurra?

Ero ancora in università, avevo appena concluso gli ultimi esami ed ero impegnato con la tesi.

Il Politecnico organizza ogni anno un evento per le carriere all’estero ed io mi ci iscrissi.

Sfortunatamente il giorno dell’evento non potetti andare (caso vuole ero all’estero, che coincidenza) quindi immaginai che il tutto si fosse concluso in un buco nell’acqua.

E invece no.

Con l’iscrizione all’evento il mio curriculum era stato mandato a tutte le aziende partecipanti.

Fui contattato da un’azienda di consulenza che lavorava per un grosso cliente (Amadeus) qui in Costa Azzurra.

Tre colloqui telefonici dopo (fatti nel giro di un paio di settimane), ricevetti l’offerta.

Tutto questo quattro mesi prima (ebbene si, prima) di laurearmi.

Un contratto a tempo indeterminato, con un buon stipendio, in una regione sul mare e a meno di 4 ore d’auto da casa era un sogno.

Tra l’altro il non conoscere una sola parola di francese non è stato un problema, la lingua ufficiale dell’azienda del cliente era l’inglese.

Ovviamente nel lasso di tempo tra quell’offerta e la partenza ho avuto altre offerte anche in Italia.

Maggiormente dei stage di 6 mesi pagati una miseria.

No, grazie.

Si parte!

Ci descrivi la Costa Azzurra?

La Costa Azzurra è una regione stupenda.

Abitare vicino al mare è fantastico.

Anche le montagne sono vicine e quindi in meno di due ore si può anche andare a sciare o fare qualche passeggiata in alta quota.

E’ un po’ meno bella per chi sente il bisogno di una grande città.

Nizza è la più grande città in zona ma non è detto che possa soddisfare le esigenze culturali e di divertimenti che possono offrire città come Milano, Torino, Roma o altre grandi città italiane.

Di cosa ti occupi adesso?

Dopo quasi 3 anni passati come consulente mi ero stufato un po’ e quindi ho ricominciato a cercare lavoro.

La ricerca non era ristretta solo alla Costa Azzurra (anche se aver imparato il francese nel frattempo avrebbe aiutato a restare in zona) ma anche all’estero.

Sono stato fortunato e nel giro di un paio di mesi ho trovato un lavoro nella mia azienda attuale: ARM.

L’azienda è una multinazionale inglese che si occupa della progettazione dei processori che poi vengono montati sull’80-90% degli smartphone nel mondo.

Io mi occupo più di modelling software.

Per farla breve, scrivo modelli di processore che simulano quello che verrà progettato negli anni a venire dai designer hardware.

Quali difficoltà hai incontrato e come le hai superate?

La prima difficoltà incontrata è stata la lingua.

Non sapevo una singola parola di francese quando sono arrivato.

Fare la spesa, parlare con l’agenzia immobiliare, la banca.

Ogni piccola cosa diventa più difficile vista la difficoltà linguistica.

Poi c’è ovviamente il discorso culturale.

Saremo cugini, saremo simili ma poi mica tanto.

Vista soprattutto la mia iniziale non conoscenza del francese non sono riuscito a farmi quasi nessun vero amico francese.

La zona è piena di italiani e non mi sono sforzato troppo nemmeno io all’inizio.

In ogni caso come avevo visto in Olanda l’anno prima, gli unici “local” veramente aperti a conoscerti e fare amicizia sono quelli che hanno già fatto un’esperienza all’estero o hanno viaggiato molto.

E ultimo, non per importanza: il cibo.

Non c’è niente da fare, siamo troppo abituati bene!

Superarle? Beh, a parte l’imparare il francese al resto ci si abitua.

Non è sempre facile ma nemmeno impossibile.

Che consigli daresti a chi volesse seguire le tue orme?

Informatevi bene su quali aziende siano presenti in zona e di cosa si occupano.

Evitate di passare per aziende di consulenza se possibile.

A volte è l’unico modo per lavorare in certe aziende, a volte invece è solo questione di aver visto l’offerta di lavoro su un sito o su un altro.

A parte qualche eccezione qui si parla Francese.

Se non lo conoscete le vostre possibilità si riducono drasticamente.

E non svendetevi: controllate prima di accettare qualsiasi offerta qual è il costo della vita in zona e gli stipendi medi.

Spesso la contrattazione è obbligatoria.

Tornerai in Italia? Perché?

Non escludo la possibilità anche se al momento la vedo improbabile nel breve termine.

Faccio un lavoro che mi piace e abito in una regione splendida.

Se dovessi tornare credo che sarà solo per riavvicinarmi a familiari ed amici ma per ora vista la vicinanza all’Italia non ne vedo l’urgenza.

Grazie Vincenzo e buon proseguimento in Costa Azzurra!

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