Una classifica preoccupante, molto preoccupante sulla nostra competitività a livello internazionale

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Skills Outlook 2015‘ rivela quali sono le nazioni con maggiori problemi di alfabetizzazione e competenze numeriche.

La Survey of Adult Skills è un sondaggio condotto in 33 nazioni all’interno del Programme for the International Assessment of Adult Competencies (PIAAC).

Misura le principali capacità cognitive e competenze lavorative necessarie agli individui affinché sia la società che l’economia prosperi.

Il sondaggio coinvolge 5.000 individui in ogni nazione con età tra i 16 e i 65 anni che vengono intervistati a casa.

Vengono valutate l’alfabetizzazione, le competenze matematiche e la capacità di risolvere problemi.

Il sondaggio è stato usato all’interno dello studio ‘Skills Outlook 2015‘ a cura dell’Organizzazione per la Co-operazione e lo Sviluppo Economico.

L’edizione più recente di questa pubblicazione evidenzia il divario che esiste tra le competenze possedute soprattutto dai giovani e quelle richieste dal mondo del lavoro.

Sono risultati da tenere in considerazione se stai pensando di andare a lavorare all’estero perché aiutano a capire meglio la ‘concorrenza’ che troverai sul mercato del lavoro in un’altra nazione.

Purtroppo i risultati per l’Italia sono tutt’altro che buoni.

Non si tratta di auto-flagellarsi o di mettersi subito sulla difensiva.

Per risolvere un problema è importante riconoscerlo per poi lavorare sulla soluzione.

Il grafico seguente illustra il numero di persone con un livello basso di competenze matematiche.

Per quello che riguarda i giovani tra i 16 e i 29 anni, gli Stati Uniti vincono, seguiti dall’Italia che pero’ primeggia nella categoria di chi ha tra i 30 e i 54 anni.

Seguono il Regno Unito, la Spagna, l’Irlanda, la Francia, il Canada e l’Australia.

All’altro estremo della graduatoria troviamo due nazioni asiatiche e nazioni dell’Europa del nord e dell’Est.

Fonte: EduSkills OECD


Il grafico seguente riguarda la percentuale di neolaureati con basse competenze matematiche.

Ricalca a grandi linee e in modo preoccupante il grafico precedente.

Fonte: EduSkills OECD


E’ preoccupante la graduatoria relativa agli studenti che uniscono l’esperienza lavorativa agli studi.

Mentre nei Paesi Bassi la percentuale è di poco superiore al 60%, l’Italia si piazza all’ultimo posto con il 10%.

Presentarsi sul mondo del lavoro appena conclusi gli studi senza avere alcuna esperienza lavorativa (di nessun tipo) rende molto difficile l’inserimento.

Fonte: EduSkills OECD


La situazione si aggrava per quanto riguarda l’apprendimento inserito nel mondo del lavoro.

Mentre meno del 10% di studenti tedeschi impara solo ‘in classe’, la percentuale per l’Italia supera il 90%.

Fonte: EduSkills OECD


L’importanza dell’alfabetizzazione e delle competenze matematiche viene messa in evidenza dal seguente grafico.

La percentuale di persone impiegate in lavori di ‘routine’ scende con il salire di alfabetizzazione e competenze matematiche.

Il problema con i lavori di ‘routine’ è la maggior facilità con la quale essi vengono automatizzati.

Fonte: EduSkills OECD


E in Italia c’è chi propone di eliminare i compiti a casa…

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Comments

  1. Eleonora says

    Ciao Aldo, infatti la quantità di compiti a casa non è direttamente proporzionale alla performance scolastica e la correlazione tra compiti a casa e alte prestazioni è tutt’altro che dimostratata.
    I ragazzi italiani, e parlo da insegnante e mamma, sono oberati di compiti (ho una figlia in prima media e non ha né un pomeriggio né un weekend libero) ma non brillano certo nelle classifiche internazionali.
    Al contrario, Paesi come la Finlandia hanno risultati eccezionali, pur con una quantità di compiti ragionevole.
    Le ragioni di una scarsa competenza dei ragazzi italiani sono da ricercare semmai nelle impostazioni vetuste delle lezioni, nel sovraccarico di teoria, nella eccessiva insistenza sulle materie umanistiche e altro ancora.
    Assegnare quantità esagerate di compiti per casa è il rifugio degli insegnanti inesperti, ansiosi e che, non sicuri della qualità delle proprie lezioni, scaricano il barile sui genitori a casa.
    Come in qualunque altro campo, la quantità non è la qualità.
    Buona giornata

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