Ho scelto di non fare l’università. È stata la miglior decisione che abbia mai preso.

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Ho scelto di non fare l'università. È stata la miglior decisione che abbia mai preso.

Tessa Cooper ha scritto un articolo molto interessante sul Guardian  che spiega la sua decisione di non fare l’università.

Lo traduco grossolanamente.

Ho finito le superiori nel 2009, l’anno prima che la tasse universitarie crescessero in modo enorme.

A me sembrava che per i miei compagni di scuola dell’ultimo anno la decisione relativa a cosa studiare all’università fosse la più importante che avrebbero mai preso in vita loro.

Quando dissi all’insegnante che mi seguiva che non sarei andata all’università lei smise di parlarmi.

Non solo non ero più di interesse perché non contribuivo a raggiungere gli obiettivi numerici della scuola.

Forse non sapeva cosa consigliarmi sul prossimo passo da fare.

Quando iniziai la mia ricerca lavoro, ogni annuncio relativo a un posto ‘entry-level’ richiedeva una laurea.

Mi sentivo un’incapace.

Come se avessi fatto un errore enorme.

Come avrei trovato lavoro se non mi davano neanche la possibilità di mandare il mio CV?

Mia mamma mi incoraggiò a ignorare i requisiti minimi e fare comunque domanda.

Nonostante sia abbastanza sicura che la maggioranza delle aziende cestinassero il mio CV, iniziai a capire come modificare la mia cover letter per farmi notare.

Iniziai a fare ricerca su aziende per la quali volevo lavorare, trovando indirizzi email delle persone per le quali avrei voluto lavorare e contattandole direttamente.

L’essere ignorata e discriminata mi ha reso più determinata, qualcosa che penso sia importante per il successo della mia carriera.

Per altre persone invece sono sicura che abbia l’effetto contrario ed è per questo che sostengo pienamente aziende come Penguin and Ernst & Young quando proclamano che la laurea non è più un requisito per essere assunti.

Essere assunta era solo il primo ostacolo.

Quotidianamente mi veniva chiesto quale università avevo frequentato o che laurea avevo ottenuto.

Quando dicevo che non avevo una laurea lasciavo le persone perplesse.

A volte mi sembrava che mi considerassero meno intelligente.

Un direttore mi disse che non avrei mai fatto carriera perché senza una laurea non sarei stata presa sul serio.

Per fortuna ho anche trovato molte persone che mi hanno sostenuto e aiutato.

Ho imparato presto come contattare le persone che mi ispiravano: invitarle per un caffè o a pranzo per ascoltare la loro storia e per chieder loro se avessero consigli per me.

Costruire queste relazioni è stata la cosa più importante che abbia fatto durante le prime fasi della mia carriera.

Il network che mi sono costruita mi ha mostrato le opzioni che avevo davanti a me; queste persone hanno intuito competenze che non sapevo di avere e mi hanno incoraggiato a espormi e a rischiare.

Le persone iniziarono a porre fiducia in me e, ogni volta che se ne presentava l’opportunità, cercavo di assumere maggiori responsabilità.

All’età di 21 anni gestivo una squadra di lavoro e avevo a che fare con più di 50 clienti.

Il numero di persone con le quale dovevo comunicare quotidianamente mi aiutò a comunicare il mio punto di vista in modo eloquente, un’altra competenza inestimabile ai fini della mia carriera.

Il mio manager mi incoraggiò a leggere il più possibile.

Aveva una regola che dettava di alternare libri di saggistica e libri di narrativa, una regola che seguo tutt’oggi.

Leggere molto mi ha aiutato a ampliare il mio vocabolario, la mia conoscenza generale, la mia comprensione del mondo e la mia creatività.

Sono sei anni che lavoro e ho lavorato per il Guardian, per Comic Relief e adesso per FutureLearn.

Ho anche iniziato un blog dedicato ad aiutare altri giovani all’inizio della loro carriera e alcuni mesi fa ho deciso di studiare ai fini di ottenere un master.

Non sto studiando perché penso che ne abbia bisogno per la mia carriera.

Sto studiando perché mi trovo ad una congiuntura dove posso e voglio farlo.

Per me, la chiave per una carriera felice è prendere decisioni indipendentemente e scegliere di fare cose perché vuoi, anche se non sembra essere la scelta più ovvia.

Cosa ne pensi?

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Comments

  1. Dan says

    Meglio i corsi post-Diploma ,
    o le quafiche FTS, a carattere prettamente tecnico Scientifico, dove si considera la teoria e la pratica degli argomenti trattati, danno la giusta dimensione del mondo professionale e del lavoro che si andrà a svolgere.
    La maggior parte delle lauree oggi (eccezion fatta dei corsi gestiti dalle grandi Scuole che.portano ancora avanti lo spirito accademico e soprattutto l.’onesta intellettuale) sono solo un occasione per fuggire di casa e avere un po’ piu di nozioni su alcuni temi …al solo fine di.essere appagati da un voto a da nn so cosa. IL vero studio e ben altro, e la vera conoscenza sempre in evoluzione.

  2. Miki85 says

    Concordo in pieno.
    Molti bambini (per me sono così) scelgono l’Università perché fa figo. Scelgono quale facoltà in base a quanto si guadagna dopo, a cosa fa l’amica/o di turno, a quanto prestigio possono ricavarne.
    E si lamentano se alcune sono a numero chiuso o troppo difficili, come se la laurea fosse una cosa dovuta!!!!
    No.
    Assolutamente no.
    Molti lavori che si fanno solo con oa laurea NON sono lavori, sono delle MISSIONI.
    Non tutti possono fare tali lavori.
    E non tutti possono fare i “colletti bianchi”!!!! Chi crea da mangiare? Chi lo trasporta? Chi lo sistema? Chi pulisce? Chi costruisce? Chi porta via i rifiuti? Chi crea abiti? Eccetera eccetera eccetera.
    No, solo una MINIMA parte può e deve avere la laurea.
    In una società, non servono solo i laureati del cavolo.
    (Spesso pure arroganti perché “dottori”).
    Crescete gente. E meditate.

  3. Eleonora says

    Con i dovuti distinguo, aver conseguito una laurea, magari con il massimo dei voti, dice molto di una persona. Per questo, è un biglietto da visita che vale sempre la pena avere.
    Aver studiato 5 o 6 anni, aver conseguito un bel voto finale, dimostra che sei una persona determinata, organizzata, dotata di autostima, capace di gestire lo stress e prendere sul serio i propri impegni. Qualità che valgono ben al di là della specifica materia di laurea!
    Anche nella vita di tutti i giorni, ad un orecchio esperto basta che qualcuno parli per alcuni minuti per capire se è laureato o no, non neghiamolo. L’impostazione del pensiero, la capacità di analisi, l’ampiezza del ragionamento.
    Perciò non strappiamoci le vesti se non siamo laureati – vero, i talenti possono venire fuori lo stesso – ma non cediamo nemmeno al pericoloso qualunquismo di chi dice “è solo un pezzo di carta”.
    Anche perché chi lo dice, solitamente, è una persona non laureata con il grande rimpianto di non aver potuto o voluto studiare.

  4. Marti says

    Questa storia e’ piena di verita’ e devo dire che e’ quasi un mio riflesso…ho deciso anche io di non fare l’universita’, e posso dire che per molti aspetti la decisione mi ha sfavorito in quanto molti datori di lavoro mi credevano al di sotto delle loro aspettative e non mi tenevano nemmeno in conto…ma poi dopo essermi trasferita diverse volte, credo di avercela fatta…con un po di fortuna e senza aver avuto bisogno di inviare un cv ho trovato lavoro!!! Credo che sia stata una buona scelta e la sostengo. Credo che solo il fatto di avere una laurea non trasformi una persona in un buon lavoratore

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