La mia estenuante odissea per trovare una vita migliore all’estero e… ce l’ho fatta

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Sono un ragazzo di 28 anni, ho lasciato l’Italia nel novembre del 2013 per cercare una nuova vita in Australia e successivamente in UK, dove vivo attualmente.

(testimonianza di Marco De Polo)

Marco De Polo 1In questo periodo ho effettuato 14 traslochi e cambiato 13 lavori, il tutto per cercare una vita migliore.

Mi sono laureato in scienze ambientali, ho effettuato una ricerca di 6 mesi per l’università ed in seguito ho effettuato un tirocinio all’ARPAV.

Effettuavo inoltre numerosi lavoretti nei weekend.. ma poi le cose precipitarono.

L’Italia tolse gli investimenti sull’ambiente e l’ARPAV chiuse un progetto che stavo seguendo.

Non ricevevo lo stipendio da certi lavoretti da 9 mesi.

Le industrie non mi volevano perché ero laureato ed avrebbero dovuto pagarmi di più.

Le aziende chimiche non mi volevano per l’esperienza, avevo parecchia esperienza in microbiologia per le mie ricerche universitarie e i numerosi tirocini ma il responsabile di un laboratorio mi disse in un colloquio che non avrei potuto neanche sperare di lavorare nella micro in quanto non ero laureato in Biologia.

Dipendevo totalmente dei miei genitori, senza soldi per divertirmi con gli amici, senza ottimismo per trovare un lavoro.

Da tempo però avevo la sensazione che sarei dovuto partire.

Sin dal 2011 decisi di fare un corso di inglese e un altro di tedesco, frequentare incontri english speaking e corrispondevo con tutto il mondo per migliorare la lingua ed in caso ottenere un aiuto per partire per quel paese e così fu.

Avevo una corrispondente australiana di Melbourne.

Un mio collega italo australiano partì per Melbourne.

Una amica della mia compagnia partì per Sydney.

Io incontrai casualmente gli zii del mio migliore amico che provenivano da Melbourne.

Chiesi loro se avessero conoscenze di persone che potessero farmi lavorare ma mi risposero che di contatti ne avevano.

Per 1 mese cucinai pizza tutti i giorni invitando amici perché sapevo che probabilmente in Australia sarei caduto nel settore dell’hospitality.

Anche se pochi supportarono la mia decisione e non avevo troppe aspettative, partii senza rammarico ma sapevo che la mia vita non poteva peggiorare di più.

Dopo 2 giorni lavoravo con i vietnamiti dalle 3-4 del mattino fino alle 1-2 e talvolta 3 del pomeriggio tutti i giorni con 5 minuti di pausa per mangiare.

Il lavoro era pesante tirando casse di verdura a velocità impressionanti inoltre vivevo in un ostello in una stanza con 10 persone dormendo 2-3 ore al giorno e facendomi 1 ora e mezza di cammino andata e 1 ora e mezza di cammino ritorno sotto anche 40°C..

In seguito mi trasferii in casa con una donna che subito mi ha preso come fossi parte della sua famiglia invitandomi alle feste di compleanno del fratello o di uno dei genitori.

Anche gli zii del mio amico in Italia mi adottarono quasi come fossi loro figlio e creai una sorta di famiglia.

Cercai intanto lavoro nell’hospitality, lavorai in un ristorante italiano per 2-3 settimane che vagheggiava sul pagamento perché doveva capire quanto ero bravo ma non aveva tempo per vedermi, quando chiesi i soldi la risposta fu: Who are you?

Trovai impiego quindi nella distribuzione di pubblicità..ma non sopravvivevo con i soldi.

Mi sono messo quindi ad alzarmi presto la mattina mandando curriculum per tutti i bar/ristoranti e di notte spedivo curriculum online..certe volte saltavo il pasto per avere il tempo per spedire più curriculum.

Più volte è accaduto che mi chiamavano con un inglese veloce e con lo slang australiano, chiedevo loro se potessero parlare più piano o ripetere l’indirizzo e mi mettevano giù la telefonata dicendo che non è un problema loro se non capivo l’inglese e non hanno tempo da perdere per ripetere e che comunque loro hanno la fila di persone che richiedono lavoro.

I soldi ormai stavano finendo, decisi di trasferirmi in un quartiere economico abitato solo da vietnamiti chiamato Footscray…c’erano 2 grossi mercati dove scoprii frutta e verdura mai vista, mi adattai a mangiare vietnamita e alle vietdisco.

Ero ospitato da una famiglia vietnamita.

Trovai subito lavoro come aiutante pizzaiolo/cuoco, ma non ti istruiva nessuno, dovevi già saper fare, mi dicevano fai l’insalata Caesar o la pizza barbecue ma non le avevo mai sentite nominare..andò male.

Pochi giorni dopo ottenni una chiamata da una compagnia che stampava pubblicità..ero bravo e veloce, avevo capito come si usassero certe presse e gestivo anche il lavoro degli altri..poi con il calare del lavoro dovetti cercare un nuovo impiego.

Mi chiamò Serco, un azienda di manutenzione pubblica, mi diede un enorme Jeep e dietro gli strumenti per pulire i bagni pubblici e i barbecue senza navigatore e solo una mappa di una città che manco conoscevo e senza mai aver guidato sulla sinistra..il mio cellulare era scarico e come non bastasse inizia a diluviare.

Per la larghezza del furgone jeep, subito presi un cassonetto dell’immondizia che quasi andò contro un passante..ma poi mi feci coraggio e studiandomi la mappa e chiedendo informazioni feci tutto il lavoro, anche se con 1 ora di ritardo.

L’azienda mi richiamò per ulteriori lavoretti come tagliare l’erba dei parchi ed andare a raccogliere l’immondizia con il camion.

Queste chiamate però me le facevano alle 5-6 del mattino in caso mancasse del personale e già alle 7 dovevo essere sul posto, quindi mi dovevo fare 10 km di bici (anche sotto la pioggia) perché non c’erano trasporti fin laggiù o sarei arrivato troppo tardi.

Nel frattempo ottenni la patente del muletto e mi rimisi a spedire curriculum, arrivò una chiamata: Eurofins.

Non avevo idea cosa fosse e per cosa mi stesse chiamando ma per non farmi mettere giù il telefono accettai.

Era una compagnia ambientale internazionale che cercava un magazziniere per gestire i prodotti specialmente chimici e spedirli nei vari dipartimenti oltre a gestire anche tutti i fornitori di tutti i dipartimenti dell’Oceania.

Ero veloce e bravo, organizzai i tempi dei fornitori per portarmi la merce, ordinai per categoria il magazzino e lo riprodussi in excel, così che potessi individuare la merce senza perdere tempo.

Il tempo ricavato lo usai per lavorare in laboratorio, l’azienda mi concesse la chimica organica reparto suoli..ero bravetto, quindi lavorai anche nel reparto acque ed in seguito anche il reparto di chimica inorganica.

Con Eurofins ottenni 2 lettere di referenza, pensavo di poter dare una svolta alla mia vita, invece no, le agenzie mi chiamavano ogni giorno, mi dicevano la tipologia di lavoro, poi mi chiedevano se fossi un permanent resident e il discorso si interrompeva.

Così feci più lavori casual, nell’industria della carne o come scaricatore per varie aziende, ma avevo bisogno di un professional job per stare in Australia quindi ottenni la white card per lavorare nelle costruzioni.

Subito dopo questo certificato lavorai come magazziniere per un azienda di mattonelle e pavimenti.

Sceglievo le lastre appoggiandole ad un palo non molto stabile e con il rimorchio si alzava le pesantissime lastre di pavimenti.

Spesso tenevo io le lastre durante il trasporto e certe volte se la lastra non era ben centrata al rimorchio e tu dovevi essere sveglio ad evitarla rischiando di essere schiacciato, inoltre il magazzino era privo di sicurezza, le mattonelle erano appoggiate in modo disordinato..appena toccavi con il muletto (gli spazi erano molto ristretti) cadevano.

Si tiravano su lastre anche di 70-80kg con maniglie a pressione poco funzionanti e la lastra spesso cedeva sfiorando il ginocchio.

Dovevo cercare lavoro in Europa.

Con rammarico lasciai tutti gli affetti australiani e partii per una farm che produce erbe farmaceutiche a 40miglia a sud est di Nottingham in UK.

Ero ospitato nella farm ma ero lontano da tutto e senza convertitore inglese..quindi computer e cellulare erano scarichi e non avevo idea di che ore fossero.

Il capo mi veniva a svegliare la mattina, nel dopo lavoro invece mi facevo quasi un ora e mezza di strada a piedi tra le ripide colline e la pioggia per andare al supermercato più vicino chiedendo informazioni perché non avevo il navigatore.

E tornavo nel buio con un altra ora e mezza di cammino con tutti i pesi sulle spalle.

Questo tutti i giorni anche se ero ammalato per la fatica.

Comunque lavoravo e continuavo lo stesso.

Finalmente il capo dopo 10 giorni mi trovò un convertitore e mi misi a cercare auto.

Per contrattare mi feci per 2 volte 2 ore di cammino solo andata e poi la comprai.

Dovevo farmi un;ora di auto per raggiungere Nottingham e vedere qualcuno ma ero contento.

Mi trasferii anche in una bella casa con un ampia stanza che adornai come volevo.

Purtroppo la persona che avrebbe dovuto formarmi fu licenziata per aver chiesto un aumento di salario.

Dovetti quindi arrangiarmi da solo leggendo le procedure ma non potevo usare una strumentazione chimica (l’HPLC) senza che qualcuno mi insegnasse.

Per questo motivo mi licenziarono per assumere uno che conoscesse questa strumentazione.

Trovai lavoro a Cambridge come microbiologo.. si lavorava molto.. anche sulle 60 ore alla settimana.

Dimostrai la mia determinazione e mi concessero di gestire le acque dato che comunque lo sapevo già fare.

La paga era misera e si lavorava sempre anche nei giorni festivi.

Appena ottenni il certificato che attestava la mia competenza sulle acque lo mostrai ad un;altra azienda e questa mi assunse.

Ora lavoro a Northampton in una compagnia che analizza microbiologicamente le acque e le strumentazioni nel campo ospedaliero ed io gestisco il laboratorio delle validazioni.

Buon salario e buoni orari.

Ora posso dire che ce l’ho fatta.

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