Entro 4 anni 5 milioni di posti di lavoro scompariranno. Scopri perché.

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Qual è il rischio che i robot ti freghino il lavoro

Uno studio da parte del World Economic Forum prevede che più di 5 milioni di posti di lavoro scompariranno prima del 2020 a causa della ‘Quarta Rivoluzione Industriale’.

Sono stati interpellati i Chief Human Resourcers Officers di grandi aziende che impiegano più di 13 milioni di persone in 15 economie avanzate e in via di sviluppo all’interno di 9 settori economici.

L’orizzonte temporale è limitato al 2020 quindi alcuni degli argomenti discussi stanno già impattando il mondo del lavoro di molte nazioni.

Ad esempio, la crescita del ceto medio in economie emergenti è una tendenza già in atto con un effetto positivo sull’economia globale.

Ci sono altri fattori che avranno un impatto positivo sul mercato del lavoro di varie nazioni ma viene stimato che l’intelligenza artificiale avrà un effetto negativo dell’1,56% sull’occupazione.

L’impatto (-4,91%) maggiore viene previsto sull’occupazione nelle funzioni Ufficio e Amministrative.

Viene sottolineato che questo impatto è relativamente basso a causa dell’orizzonte temporale limitato ma sarà maggiore dopo il 2020.

Riassumendo, viene stimato che, a livello globale, verranno persi 7,1 milioni posti di lavoro mentre ne verranno creati 2 milioni con una perdita netta di 5,1 milioni.

Ci sarà una perdita notevole di posti di lavoro in alcuni settori mentre altri (Computer, Matematica, Architettura, Ingegneria) gioveranno della transizione.

Un aspetto molto importante è la velocità con la quale stanno avvenendo questi cambiamenti.

La forza lavoro impattata deve formarsi di nuovo per acquisire le competenze necessarie a svolgere le nuove professioni.

Le competenze attuali della forza lavoro non sono necessariamente quelle richieste dalle aziende nel futuro più o meno lontano.

Il problema risiede nella velocità di adattamento di persone e istituzioni, spesso più lente del progresso tecnologico.

Ciò è anche conseguenza del fatto che spesso non si conoscono le competenze necessarie in futuro perché addirittura non si conoscono quali saranno i lavori del futuro.

Per alcune professioni ci sarà un’acerrima battaglia tra aziende per assicurarsi personale mentre in altri settori ci sarà un eccesso di persone disposte a fare una tipologia di lavoro sempre meno richiesta.

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