Ancora sugli Stati Uniti e Visto E2

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Articolo di Graziano Pietropaolo.

Nell’ultimo articolo usando uno schema assai noto per gli addetti ai lavori di marketing, avevo costruito dei profili di persone che mi avevano contattato per informazioni relative al visto E2.

Per chi non avesse voglia di leggere il post precedente, in breve:

Profilo 1) i Sottocapitalizzati
Profilo 2) i Furbetti
Profilo 3) i Sognatori
Profilo 4) i Concreti

Vi prego d’interpretare i profili sopra come una classificazione flessibile, in cui possono anche trovarsi più profili nella stessa persona.

Oggi volevo fare un passaggio successivo, condividendo più l’aspetto quantitativo dei profili piuttosto che la descrizione, poiché reputo molto importante tali percentuali.

Con tutti i limiti di un campione “non significativo” posso dire che circa un 75% di persone sono del profilo Sognatori e Sottocapitalizzati, un 15% di furbetti ed un 10% di “concreti”.

Preferisco non perdere tempo sui furbetti poiché sono piuttosto irritanti, trovo significativo il fatto che una grossa percentuale di persone si trovi nei profili sottocapitalizzati e sognatori.

Se l’essere sottocapitalizzati è sicuramente un problema per ottenere un visto E2 nel breve periodo, può diventare un punto di forza nel medio termine poiché si prepara un piano “senza fretta” rivedendolo ed affinandolo più volte nel frattempo che le risorse economiche arrivino al valore soglia tale per cui il progetto diventa fattibile.

L’essere sognatori porta alla mancanza di concretezza, sono quelli che ti scrivono una mail di 5 pagine raccontandoti la loro vita, ti chiedono consigli di tutti i tipi, replichi semplicemente dicendo “guarda, non sei il primo, ho fatto un blog, per le domande e risposte più comuni, leggi prima quelle domande e poi ci risentiamo per approfondire” e magicamente spariscono.

E’ facile capire che un profilo del genere ha poche probabilità d’implementare un piano strutturato che dura almeno due anni in cui bisogna restare focalizzati ogni giorno.

E’ come se andassero alla ricerca del colpo di fortuna, della “dritta”.

Più volte ho riflettuto, su “come sia stato possibile”, ora che vivo in Florida, realizzare una cosa che tre anni fa neanche immaginavo.

Al di là della creazione della mia impresa, (partita per altro sulla base di un corso di formazione truffa, i cui organizzatori sono stati oggetto persino di una interrogazione parlamentare) il fattore critico di successo è stato sicuramente il perseguire un piano giorno per giorno.

In sostanza scomporre un grosso problema in tanti piccoli problemini quotidiani da risolvere giorno per giorno, non arrendendosi al fatto che in diversi “professionisti” dicevano che il progetto non sarebbe stato approvato.

Ho cercato anche io dei contatti con italiani, già trasferiti negli Usa, ottenendo utili informazioni, ma complementari, non sostanziali, ovvero che abbiano fatto la differenza, quelle ho dovuto cercarle da solo.

In molti pensano che l’avvocato svolga un ruolo cruciale ed è vero ma in un momento successivo, non nella fase di creazione d’impresa o di valutazione della redditività della stessa.

Per semplicità provate a rispondere a queste semplici domande cercando di essere specifici:

Cosa voglio fare negli USA?

Dove voglio farlo ?

Quanto posso investire ?

Se non si ha una risposta chiara ad una sola delle domande sopra è troppo presto pensare all’avvocato per l’immigrazione.

Ci sono due PROBLEMONI che fanno risolti sono:

1) Business
2) Visto

se non si risolve il problemone 1) inutile occuparsi del 2).

Incontra altri Expat in Italia e all'estero

Brutto da dire ma la confusione, come minimo complica la realizzazione del piano.

Se già le semplici parole Business Plan, fanno paura, iniziate a non farvi spaventare da queste due parole.

Può bastare un libro da 20 euro o una consulenza di 30-50€ con l’obiettivo di rendere fruibile un documento apparentemente complesso per poi iniziare il cammino che porterà alla richiesta di visto, passando dalla capacità di realizzare il business plan da soli, lavorando sull’idea imprenditoriale, raccogliendo informazioni utili, affinando poi il progetto ponderando opportunità e rischi, nel frattempo che poi si arrivi a trovare il capitale necessario.

Di nuovo, Buon Business Plan a tutti

Graziano Pietropaolo
graziano.pietropaolo@gmail.com

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