Pizzaiolo in giro per il mondo

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Pizzaiolo in giro per il mondo

Ciro Sorrentino condivide il suo percorso di pizzaiolo all’estero.

Come sei diventato pizzaiolo?

Faccio questo lavoro da 13 anni e mezzo, partendo per gioco e soprattutto gratis.

A 14 anni chiesi a mio padre se conoscesse qualcuno che volesse insegnarmi a fare la pizza.

Di mattina andavo a scuola (istituto alberghiero ) e di sera andavo a divertirmi in pizzeria.

In questi 13 anni di esperienza ho lavorato per molte pizzerie cercando di imparare sempre qualcosa di nuovo da ogni pizzaiolo e locale in cui ho lavorato.

Penso che almeno nei primi anni di esperienza lavorativa sia una cosa positiva cercare di cambiare posto di lavoro una volta acquisite le tecniche lavorative.

Chi si stabilizza subito non stimola la mente e nella maggior parte delle volte invece che progredire si regredisce.

Il mondo va avanti e le innovazioni non saranno mai percepite allo stesso modo di chi le vive davvero giorno per giorno.

Questo è un pensiero che ho fin da quando ero ero piccolo ed è il motore che mi porta a migliorare in questo settore oltre alla grande passione che ho.

Dopo 13 anni di esperienza, anche se sono istruttore professionista, cerco sempre di ripartire dal punto di arrivo.

E’ lo stimolo più grande che mi da per continuare a migliorare.

Cosa ti ha fatto pensare di girare il mondo?

Sono partito all’età di 21 anni praticamente da un giorno all’altro.

Ero in un periodo di crisi sia lavorativo che personale.

In Italia, seppur ero già stato titolare di una pizzeria a Rimini e maturato una buona esperienza, stavo realizzando che invece di migliorare sia economicamente che professionalmente ero arrivato ad un punto di fermo totale.

Lavoravo tanto ma guadagnavo poco.

Oltretutto essendo un ragazzo giovane non riuscivo ad ottenere il rispetto che avrei dovuto avere per le competenze che dimostravo.

Purtroppo in Italia chi è più anziano pensa sempre di saperne di più di chi è giovane, senza dare nessuna possibilità di un confronto costruttivo per entrambe le parti.

E’ un gran limite che abbiamo!!!

Un giorno decisi di inviare un solo curriculum all’estero, a Vienna.

Lo feci più per la curiosità di vedere se mi avessero contattato.

Dopo poche ore mi contattarono e praticamente accettai di fare una prova lavorativa.

Nel frattempo mia madre mi chiese chi mi avesse chiamato al telefono e gli risposi domani vado a Vienna.

All’inizio pensò per vacanza poi mi chiese quando sarei tornato e gli risposi “no, mamma, non torno”.

La mia è una famiglia molto unita quindi per loro fu uno shock all’inizio anche per la paura di non sapere a cosa sarei andato incontro però se ne fecero una ragione…

In me era più grande la voglia di cambiare che la stabilità di cui tutti hanno bisogno.

Da Vienna ho iniziato il mio giro per il mondo.

Dove hai vissuto e lavorato?

Sono stato a Vienna, Ginevra, Friburgo (Svizzera), Parigi, Panama, Ho Chi Minh…

Le esperienze che mi sono rimaste dentro sono a Vienna e Panama.

Due città molto diverse tra loro ma che mi danno la stessa sensazione di unicità.

Sono città speciali almeno per quanto mi riguarda

Quali difficoltà hai incontrato e come le hai superate?

Le due difficoltà iniziali che ho sempre riscontrato erano legate al fatto che sono sempre partito da solo e alla lingua.

Quelle si superano con il tempo, imparando a relazionarsi nel modo più giusto con le persone.

La mia più grande fortuna è che cerco sempre di fare corsi di aggiornamento quindi quando lavori all’estero puoi dimostrare ciò che magari altri non sanno, non avendo mai studiato.

A livello lavorativo non ho mai avuto problemi anche perché, a differenza dell’Italia, quando lavori come responsabile di un’area ti lasciano esprimere il tuo potenziale e ti fanno sentire davvero responsabile di ciò che stai offrendo al pubblico.

Come hai trovato le varie opportunità di lavoro?

Inviando il mio curriculum vitae

Come è diversa la pizza fatta per clienti stranieri rispetto a quella che faresti in Italia?

Per quanto riguarda gli impasti non noto molta differenza o per dire meglio ci sono le stesse differenze che si possono trovare in Italia.

Ci sono Paesi dove piace più la pizza napoletana, altri dove va la pizza sottile e croccante, altri dove si usa la teglia alla romana.

Io dico che sempre che tutti i tipi di pizza sono buoni se fatti a regola d’ arte.

Quello che cambia molto sono i condimenti.

All’estero si usa molto l’aglio e le salse piccanti.

Penso sia un modo per coprire il NON sapore dei prodotti che purtroppo si trovano solo in Italia.

In Vietnam c’è ancora carenza di prodotti importati di qualità e le persone ancora non sono educate a mangiar bene.

Io cerco di fare pizze e cucina in generale in base alle esigenze del Paese in cui mi trovo.

In qualsiasi posto in cui sono stato non ho mai fatto lo stesso prodotto.

Sarebbe controproducente pensare che culture diverse possano mangiare lo stesso cibo.

Per me è stimolante fondere culture diverse nel cibo creando molte varianti

Dove ti trovi adesso?

Adesso mi trovo a Ho chi Minh in Vietnam.

Lavoro per un hotel 6 stelle lusso The Reverie.

La torre TIMES SQUARE è costata circa 600 milioni di dollari americani ed è fatta all 90% con materiali made in Italy.

All interno ha l’hotel e serviced apartments, shopping mall di lusso, un ristorante italiano, uno francese, uno cinese e un bar internazionale.

Ogni ristorante ha uno chef che si prende cura dell area di appartenenza.

Io sono il responsabile del bar The Long , che dopo un anno dall’apertura è diventato il posto più cool della città…

Ci sono altri progetti in fase di realizzazione e questa cosa mi inorgoglisce molto, in quanto sto vedendo crescere un posto nuovo.

Che consigli daresti a pizzaioli che stanno pensando di andare a fare il pizzaiolo all’estero?

Mi sento di dire che chi si improvvisa esperto nel settore, purtroppo prima o poi avrà delle grandissime difficoltà.

Quindi la cosa migliore è cercare di migliorare attraverso lo studio e corsi di aggiornamento.

Dopo aver maturato una buona base di esperienza e conoscenza provare a partire per provare a cambiare davvero la vostra vita …

Per esperienza personale, ci sono delle scuole professionali in Italia molto valide.

Io ho provato ad aggiornarmi con Pizza News School, l’unica riconosciuta legalmente, e tutt’ora, anche se sono uno degli istruttori, cerco sempre di tenermi in aggiornamento con altri professionisti del settore.

Un altro consiglio è cercare di non essere presuntuosi pensando di sapere tutto ma cercare con umiltà di capire gli usi e costumi del posto.

Forse ciò che e buono per noi non lo è per altri.

Il farsi sempre domande aiuta a tenere la mente in allenamento e rinnovare le proprie idee.

L’ultimo consiglio è di puntare sempre sulla qualità del prodotto che si offre.

Grazie Ciro e buon proseguimento in Vietnam!

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