Come sono arrivata a fare la ragazza alla pari in Austria

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Come sono arrivata a fare la ragazza alla pari in Austria

Alessandra condivide la sua esperienza di ragazza alla pari in Austria.

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Come hai fatto a prendere la decisione di partire e lasciare tutto?

Decidere di partire e lasciare tutto non è stato semplice.

Sapevo solo che avevo bisogno di andar via…

Vengo da un paesino minuscolo con 2500 abitanti dei quali il 70 % è rappresentato da anziani.

Non c’è nulla da fare per noi giovani se non rinchiudersi nei bar per tutta il fine settimana.

La metà dei miei amici ama quel paese e non lo lascerebbe per nessuna ragione al mondo, altri lo detestano come me.

Perché hai preso in considerazione l’opportunità di fare l’au-pair?

Desidero di andarmene da sempre tanto che a 16 anni ho iniziato a cercare un modo per andarmene e ho scoperto il mondo da Au Pair.

Mi sono iscritta su Greataupair e ho ricevuto diverse proposte dall’America ma ovviamente ero troppo piccola.

Appena compiuti 18 anni lo scorso novembre mi sono di nuovo iscritta ma in un nuovo sito, Aupairworld, e a gennaio ho ricevuto la proposta di lavoro da questa famiglia austriaca, direttamente da Vienna!

Cercavano una ragazza madrelingua italiana e offrivano questo mondo e quell’altro, come ad esempio un appartamento a mia completa disposizione, il pagamento di metà del corso di tedesco, pagamento dell’abbonamento per i mezzi pubblici, pagamento dei voli da e per l’Italia, uno stipendio più una paghetta settimanale.

Ho pensato “si vabbe sarà sicuramente una truffa” tanto più che nelle email scrivevano in un italiano un po’ sgrammaticato… come se fosse stato tradotto da Google.

Poi però un giorno mi hanno chiesto di poter parlare con me su Skype.

Erano reali e la mamma parlava veramente italiano.

Mi hanno chiesto un po’ di cose su di me: che lingue parlavo (italiano e inglese), che scuola frequentavo e quale era la mia media, cosa desideravo da questa esperienza, se avevo esperienze con bambini (ero babysitter di 3 gemelli da quando avevano 3 mesi) e se ero disposta ad incontrarli a Vienna.

Così il primo maggio sono partita alla volta di Vienna e sono rimasta per il weekend.

I miei genitori erano terrorizzati mentre io ero super tranquilla.

Ci siamo piaciuti da subito.

Quei tre giorni ho vissuto con loro e non nell’appartamento dove adesso vivo.

Perché hai scelto l’Austria?

La scelta dell’Austria è stata casuale in quanto è l’unica proposta che avevo ricevuto fino a giugno.

Da giugno a settembre ho ricevuto decine di proposte da Germania, Belgio e Lussemburgo.

Ma oramai avevo scelto.

In che cosa consiste il lavoro?

Il mio lavoro consiste nel badare principalente al bambino più piccolo di 4 anni ma a turno con la mamma porto gli altri due alle varie attività sportive o al corso di italiano.

Al mattino vado a scuola di tedesco e alle 14.30 vado a casa loro e resto fino a dopo cena di solito.

Se i genitori escono mi occupo di preparare la cena per me e i bambini e successivamente di metterli a letto.

Poi rassetto la cucina e aspetto il ritorno dei genitori facendo quello che voglio.

Come era il tuo tedesco prima di partire?

Come avrete capito il mio livello di tedesco era pari a zero ma adesso dopo due mesi sono in grado di capire più o meno tutto e di parlare giusto un po’.

Mamma e bambini parlano italiano e con il papà parlo inglese, a volte ci divertiamo a scambiarci la lingua.

Lui parla Italiano e io tedesco ma finiamo sempre per non capire nulla e scoppiamo a ridere tornando al più sicuro inglese.

Mi trattano veramente come una di famiglia!

Tanto che adesso siamo in Carinzia a fare una mini vacanza.

Che consigli daresti a chi vuole fare un’esperienza simile alla tua?

A chi vuole intraprendere la vita da Aupair consiglio di affidarsi all’istinto e di non scegliere la famiglia per quello che offrono ma per come sono.

Io appena li ho visti ho capito che erano perfetti per me.

Una ragazza che ho conosciuto qui a Vienna non è stata altrettanto fortunata.

Non riesce ad andare d’accordo con la famiglia.

Quando ho detto alle mie amiche che avrei badato a tre maschi si sono un po’ “spaventate” sia per il numero che per il sesso.

Ma io sono cresciuta in una famiglia dove io ero l’unica femmina e l’esperienza con i 3 gemelli mi aveva decisamente preparata al numero.

Se siete ragazze alle quali non piace sporcarsi e le unghie e i capelli sono al primo posto nella vostra vita non scegliete una famiglia con bambini maschi.

Chiedetevi se siete veramente disposte a fare quello che c’è scritto nel profilo della famiglia.

I miei bambini amano il calcio e la musica, la famiglia ama le attività all’aperto e viaggiare.

Quindi mi sono chiesta :”sono pronta a giocare a calcio tutto il giorno se necessario? Sono pronta ad ascoltare per ore i bambini che strimpellano una chitarra o il pianoforte?”

Le altre due cose sono ciò che amo di più quindi non mi sono posta domande.

Hai avuto momenti difficili? Come li hai superati?

I primi giorni a Vienna ero un po’ disorientata e affascinata dalla grandezza ma nel giro di una settimana mi sono sentita a casa.

L’unico momento difficile che ho avuto è stata la sera prima di partire: salutare gli amici e soprattutto la mia migliore amica.

Ho sentito il mio cuore andare in pezzi.

Ma qui non ho ancora avuto momenti difficili.

La prima settimana si è rotta la wifi del mio appartamento e anche il computer,ma ho trasformato questo “dramma” in qualcosa di utile.

Mi sono dedicata molto allo studio della lingua e alla scoperta della città.

Ho quasi 19 anni e ho deciso da sola di voler partire ma la città ha scelto me.

I miei genitori alla fine mi hanno appoggiata anche se all’inizio erano un po’ scettici.

Ma alla fine ho deciso io.

Credo che sia la cosa più importante.

La decisione di partire può essere presa solo da noi,senza nessuna costrizione.

Si deve desiderare di partire o altrimenti una volta partiti il desiderio sarà quello di tornare.

Grazie Alessandra e buon proseguimento a Vienna!

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