Vuoi veramente fare un’esperienza, che ti cambierà la vita, all’estero?

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Siete veramente pronti a superare la paura e partire

Articolo di Enrico Maggiolo di Itaround.

Spesso, troppo spesso, ho sentito persone pronunciare frasi del tipo:

“Quanto vorrei partire e andarmene da questo posto”

“Sono stanco! Avrei proprio bisogno di prendere e partire!”

“Hai sentito di Pinco Pallo? È andato in Uzbekistan! Che fortuna…”

“Metto da parte un po’ di soldi e poi parto anch’io”

… e potrei continuare per ore! Non lo faccio solo perché so che le conosci benissimo… 😉

Ti suonano familiari? O forse anche tu fai parte di quel nutrito gruppo che continua a sognare ma non decide mai di prendere in mano la sua vita?

In queste righe non troverai consigli su quali sono i visti da fare o a chi rivolgerti per trovare un alloggio o un lavoro all’estero.

Quelle sono cose che vengono dopo.

Prima di valutare tutti gli aspetti pratici devi farti una sola domanda: lo desidero veramente? Voglio veramente fare un’esperienza, che mi cambierà la vita, all’estero? Ma soprattutto, sono pronto a farlo?

Sognare è facile e fantasticare su viaggi fantastici dove tutti sono felici è alla portata di tutti.

Ma la realtà è tutt’altra cosa.

Mi spiace…

Guardare le foto che il tuo amico pubblica su Facebook dall’altra parte del mondo (magari con un po’ di invidia) è vedere solamente una parte della medaglia.

Tu non eri con lui la notte prima di partire, quando probabilmente non avrà chiuso occhio, si sarà chiesto un migliaio di volte se stava facendo la cosa giusta e mille paure gli passavano per la mente.

Quelle sono emozioni che ha vissuto solo lui, nessun altro.

E non è una cosa per tutti.

In molti si spaventano a tal punto da cambiare idea all’ultimo e molti sono talmente spaventati (anche se stentano ad ammetterlo) da non arrivare neanche al punto di prendere un biglietto.

Si informano, guardano, leggono, sanno tutto a memoria del posto che sognano ma… in pratica non fanno niente!

Perché? Perché hanno paura!

Lo so, sono stato forse troppo diretto e tu, che magari ti sei sentito chiamato in causa nelle prime righe di questo articolo, adesso credi di non fare più parte di questo gruppo di persone.

Tu non hai paura.

In effetti, quello che ti trattiene dal partire e tutt’altro, giusto? Ma… aspetta… ne sei sicuro?

Negli ultimi tempi ho intervistato molte persone che hanno deciso di prendere in mano la propria vita e di cambiare una situazione in cui non si trovavano più a proprio agio.

Quando si parla di questo sono tutti concordi nel dire che non ci sono motivi (salvo rari casi) per rimanere in un posto che non ci appartiene ma ci sono solamente scuse che impediscono di partire.

Perché è di questo che si tratta: scuse.

Prova a fermarti un attimo.

Prendi carta e penna e scrivici sopra i motivi per cui non sei ancora partito per il tuo sogno.

Fai un’elenco dettagliato e non tralasciare niente, neanche quelle che sembrano frivolezze.

So che stai continuando a leggere senza aver ancora scritto niente ma ti consiglio vivamente di farlo.

Scrivere nero su bianco i propri pensieri è il primo passo per trovare delle soluzioni pratiche.

E il fatto che tu lo faccia o meno dimostra anche quanto ci tieni veramente al tuo sogno.

Ora che hai una lista dettagliata davanti agli occhi comincia ad analizzare punto per punto e a scomporre tutto quello che hai scritto.

È davvero un problema irrisolvibile? Cosa puoi fare oggi per avvicinarti alla soluzione del problema?

Noterai “magicamente” che aver scritto e scomposto il tutto rende le tue scuse molto meno importanti e sono quasi sicuro che ora non c’è più nessun vincolo che ti costringe a rimandare ulteriormente.

A questo punto dovresti aver appurato che in realtà non ci sono più scuse che ti trattengono a casa ma probabilmente, adesso, rimane una grande, sola ed unica sensazione: la paura.

La paura di cambiare, del nuovo, di ricominciare da zero, di rimettersi in gioco e di non riuscire ad esserne capaci.

Sono paure legittime e chiunque le ha avute.

Prova però a cambiare prospettiva; anziché chiederti cosa perderesti nel fare una simile esperienza chiediti cosa perderesti nel NON farla.

Quasi sempre chi desidera partire lo fa per un sogno, per voler dare una scossa alla propria vita, per cambiare la propria situazione attuale o per bisogno di sentirsi “vivi”.

Sono forse queste motivazioni così banali da rinunciarci solo per paura? Io non credo…

Per darti una mano ho fatto una lista delle 4 domande più ricorrenti tra chi desidera partire e ho fatto rispondere direttamente le persone che vivono all’estero: ecco che cosa hanno risposto.

È solo una minima parte di tutti i consigli che puoi trovare all’interno delle interviste che faccio ma sono già un ottimo punto di partenza.

A questo punto ti rimangono solo due strade.

O decidi di far decidere alla paura (ma non voglio mai più sentirti lamentare della situazione attuale, ok? ) oppure ti lasci andare, consapevole che la paura è solo uno strumento che ti permette di fare le cose con cognizione di causa e anzi, può essere un’enorme presa di coscienza nei propri mezzi una volta superata.

Da che parte decidi di stare?

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Comments

  1. Alim Zekiroski says

    Ciao e se invece della paura si e’ disposti a rischiare e iniziare da zero perche’ peggio non si puo’ e come andare senza un soldo ?

  2. Danilo says

    Mi ė piaciuto molto questo intervento . Penso che colga il punto cruciale che separa la volontà dall azione

  3. says

    Ciao Shoryumike,

    mi spiace. Ma stavolta il tuo puntare il dito ha toppato. Non sono espatriato. Ho fatto solo un esperienza all’estero che mi ha permesso di capire molte cose su me stesso. E ora le voglio condividere perché non è un’esperienza da tutti.

    Non ho giudicato nessuno e non credo di essere un filosofo. Se leggi bene l’articolo ho solo voluto esprimere quello che è un mio pensiero e che è condiviso da tutti quelli che, almeno, ci hanno provato.

    Il succo dell’articolo, papale papale, è questo: vuoi partire? Fallo! Se non lo fai almeno abbi la decenza di non continuare a lamentarti. Tutto qui.

    Se in qualche modo ti sei sentita offesa mi spiace, non era mia intenzione.

  4. shoryumike says

    Nope.

    Questa è una tipica disamina effettuata dall’individuo medio il quale, una volta espatriato, pensa di essere venuto a contatto con una dimensione altra che gli abbia – trascendentalmente – restituito facoltà intellettuali auliche a tal punto dall’essere in grado di giudicare tutto e tutti.
    ” Arrivismo deifico “, da me rinominato; più volgarmente, ” filosofeggiare “.

    In realtà, sappiamo tutti che ad ogni persona esistente, corrispondano problematiche, tempistiche ed organizzazioni differenti.

    Smettetela di apparire come quelli che la sanno lunga. Spesso chi punta il dito, è il primo che ha paura di essere colpito. E tale è un comportamento che classifico in quanto ridicolo.

  5. says

    Come ho scritto nell’articolo si tende a guardare solo la parte “bella” della medaglia e spesso ci si fanno false illusioni. Poi si sa che siamo di base un popolo di lamentoni… 😉

    Per quanto riguarda la paura è vero che arriva solo quando il processo decisionale è ad un buon punto ma capita che anche la sola e semplice idea di prendere un aereo per l’ignoto spaventi e si mascheri dietro a scuse: “non ho soldi”, “devo prima sistemare questa faccenda”, “lo farò l’estate prossima”, ecc ecc…

  6. Stefano Magistri says

    Io la butto lí, poi dimmi tu se sbaglio. Il piú delle persone é buona solo a lamentarsi. Fanno il paragone con l’erba del vicino che “sembra” piú verde, ma di volontá non ne hanno alcuna.

    La paura, se mai gli dovesse arrivare, é un qualcosa che arriva solo se c’é la vera opportunitá di viaggiare verso l’ignoto.

    Quindi ben venga! Almeno lí la si considera come opzione. Diventano razionali sull’aspetto decisivo, e il fatto che capiscano veramente di cosa hanno paura é senza dubbio un prendere atto della decisione in se.

  7. says

    Ciao Stefano. Magari bastasse un articolo per convincere tutti! Era solo per far capire (o almeno cercare di farlo) che spesso si da la colpa a fattori esterni quando invece l’unica cosa che ci trattiene è, appunto, la paura.
    Da qui a superarla c’è di mezzo il mare! 😉

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