Green Card per gli Stati Uniti = tutto in discesa? Noooo!

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vivere a New Orleans Louisiana Stati Uniti

Alessia vive a New Orleans dopo aver vinto la lotteria per la green card nel lontano 2005.

Alessia scrive su Amiche di Fuso.

La sua vittoria è avvenuta al terzo tentativo dopodiché si è trasferita in California nonostante sognasse di andare a vivere a New Orleans.

Questa destinazione la affascinava grazie a varie letture che parlavano di questa città della Louisiana.

La permanenza a Santa Barbara fu travagliata.

Per quello che riguarda il lavoro di restauratrice di dipinti all’inizio andò bene anche grazie al fatto che i datori di lavoro parlavano anche italiano.

Dopo però la situazione non era ideale,  Alessia decise di lasciare quel lavoro e si ritrovò a fare altri cinque altri lavori durante la fase più critica della crisi economica degli Stati Uniti.

Tra questi ha fatto la cassiera al supermercato, la lettrice al college e ha fatto trascrizioni dall’Italiano all’inglese.

Durante i periodi più bui ha pensato di tornare in Italia ma non lo ha fatto perché si definisce come “una persona veramente testarda. Sono una delle persone più testarde che io abbia mai incontrato.”

Questo anche perché Alessia aveva avuto un’esperienza di au-pair in Danimarca, aveva mollato e non se lo era “mai perdonato”.

Poi si è trasferita a New Orleans avendo trovato un’altra opportunità come restauratrice.

Alessia ha concentrato la ricerca lavoro sulle città pensava di voler vivere e ha iniziato a spedire molti CV ma con un responso che per molti mesi si è rivelato negativo.

Alla fine ha trovato l’opportunità giusta e si è trasferita “alla cieca”, avendo solo parlato su skype con il datore di lavoro.

Il trasferimento è avvenuto dopo l’uragano Katrina.

La distruzione e successiva (parziale) ricostruzione ha segnato molto la città.

Ad esempio, Alessia è sopravvissuta per anni senza accesso a un supermercato (non avendo la macchina).

New Orleans ha perso molti abitanti, fuggiti dopo il cataclisma e mai tornati in dietro. Le stime dicono che solo il 50% delle persone sono tornate.

Alessia rivela che invece è avvenuto un processo di gentrificazione: quelli che sono andati ad aiutare la città se ne sono innamorati e si sono trasferiti lì.

Una conseguenza di tutto ciò è stato l’apprezzamento del mercato immobiliare.

La tipologia di rapporto lavorativo che Alessia ha conosciuto è stato molto flessibile e, soprattutto nell’ambito di restauratrice, i datori di lavoro erano molto propensi a farti lavorare come liberi professionisti (per evitare di pagare le tasse relative al dipendente).

Alessia sottolinea che non ha mai avuto un lavoro che le pagasse i benefits tipo assicurazione medica, maternità, malattia, infortunio.

Alessia doveva quindi procurarsi la propria assicurazione medica. In California era relativamente “economica” (174 dollari ogni due mesi), copriva abbastanza ma, per fortuna, non l’hai mai usata.

In Louisiana invece si è rotta il braccio e ha dovuto pagare, con l’assicurazione, 3.500 dollari.

Quando è poi diventata residente della Louisiana (per poi ottenere la cittadinanza statunitense), è rimasta scoperta.

L’assicurazione in Louisiana, uno degli Stati più poveri degli Stati Uniti, costa molto di più e Alessia non poteva permettersela (800 dollari al mese).

Con l’avvento di Obamacare le cose sono migliorate ma non immediatamente a causa delle leggi della Louisiana.

Se, prima di partire per gli Stati Uniti, Alessia avesse saputo solo delle difficoltà incontrate durante i primi due anni e mezzo non avrebbe preso l’aereo per la California.

Essendo invece finita a New Orleans, dice che ne è valsa la pena.

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