Come lavorare online e viaggiare facendo il nomade digitale

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Come lavorare online e viaggiare facendo il nomade digitale

Cristian Barbarino è diventato un nomade digitale e riesce a lavorare viaggiando.

Grafico di professione, Cristian si rendeva conto che passava la maggior parte della propria vita lavorando in un ufficio e trascurando il sogno di viaggiare e conoscere altre nazioni, altri luoghi e altre persone.

Nonostante il buon stipendio decise di diventare libero professionista continuando a sviluppare la propria carriera nel campo della grafica, comunicazione e design. Il grafico è infatti uno dei lavori più adatti a viaggiare per il mondo in contemporanea.

Con il passare del tempo Cristian si rendeva conto che doveva sviluppare se stesso e i servizi che offriva per evitare di ‘perdersi’ nel crescente bacino di concorrenti.

Lo spunto arrivò dal responso di potenziali clienti che rivelava il disappunto con il servizio fornito dal grafico tradizionale. Il logo, il sito web, la campagna di comunicazione erano molto buone ma spesso non erano in sintonia con l’essenza dell’azienda o la personalità della persona.

Decise quindi di evolvere includendo servizi di coaching per i clienti facendo, ad esempio, interviste emozionali.

In questo modo avrebbe sviluppato la comunicazione basandola su un processo di introspezione del cliente e producendo risultati più in sintonia con il cliente.

La tipologia di lavoro consente di lavorare online ovunque ci sia una connessione internet ma Cristian sottolinea che conoscere di persona i potenziali clienti è molto importante per capire meglio le loro esigenze e instaurare un rapporto più profondo.

Avendo sviluppato un portfolio di clienti internazionale, Cristian è in grado di abbinare il viaggio al lavoro.

L’occasione che gli ha fatto capire che avrebbe potuto combinare viaggio e lavoro è stato un corso di formazione in Florida.

La permanenza prevista era di 10 giorni ma Cristian rimase per i 3 mesi possibili con un visto turistico. Si trattò di un “esperimento” grazie al quale è riuscito a capire meglio come lavorare online e che poteva condurre la sua attività di freelance anche senza essere fisicamente vicino al cliente.

Attraverso i viaggi Cristian cerca infatti di visitare destinazioni che lo interessano per la vacanza ma, prima di partire, anche di trovare potenziali clienti.

Una delle sfide legate al viaggiare lavorando è quella di riuscire a separare la sfera lavorativa dalla sfera ‘vacanziera’.

D’altro canto sei in grado di scegliere quando lavorare e scegliere quando rilassarti.

Così la domenica può diventare giorno lavorativo mentre il Lunedi diventa giorno di vacanza dedicato alla visita di un tempio del sud-est asiatico.

A febbraio è andato a Zanzibar rispondendo a un invito di amici, trovando clienti anche lì.

In questo momento si trova a Bali dopo aver visitato la Malesia e Singapore.

Cristian sottolinea che ci sono destinazioni dove i nomadi digitali si ritrovano più frequentemente e creano comunità di persone che adottano uno stile di vita simile.

Dal punto di vista tecnico, Cristian prende, ovviamente, in considerazione la qualità delle connessione internet disponibile nella destinazione. In quelle dove questa non è disponibile il viaggio e la vacanza prendono il sopravvento mentre il lavoro viene destinato ai luoghi dove la connessione è migliore.

Cristian rivela che a Singapore, ad esempio, la qualità del collegamento è straordinario. All’aeroporto il wi-fi gratuito è velocissimo e facilmente accessibile.

Il costo del viaggiare lavorando è un altro mito che Cristian vuole sfatare.

Innanzitutto precisa che preferisce investire tempo e soldi nei viaggi piuttosto che in beni materiali come cene o macchine in Italia.

Il viaggio tipico di Cristian costa più o meno la metà della vacanza equivalente al mare ad Agosto.

Ad esempio, il biglietto aereo andata e ritorno per il sud-est asiatico è costato circa 470 euro.

Il “segreto” sta nel capire come prenotare il volo nel modo più conveniente. Ci sono giorni e orari della settimana quando il biglietto è più economico e poi bisogna prenotarlo da un computer e indirizzo IP diverso da quello con il quale avete fatto la ricerca. Altrimenti chi vi vende il biglietto sa che siete veramente interessati e vi offre un affare meno appetibile. Cristian rivela che non risparmia moltissimo, alcune decine di euro, ma 20 euro qui e 20 euro li….

Il costo della vita in Indonesia, prendendola come esempio, è molto inferiore. Sia il cibo che la sistemazione costano una frazione dell’equivalente in Europa.

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