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A soli 22 anni Niccolò Viviani decise di trasferirsi in Sud America per lavorare ad Exosphere, un innovativo progetto che oggi ama definirsi “una comunità di apprendimento e di risoluzione dei problemi”.

Si è innamorato sin da subito della  filosofia e della visione di Exosphere e oggi è in procinto di tornare in Europa per il secondo tour Exobase.

Abbiamo avuto l’opportunità di parlare con lui della “prigione felice” dei Millennials, della bolla delle start-up, e, naturalmente, di Exobase.

(traduzione da parte di Niccolò di intervista rilasciata a sito in lingua inglese)

Hai recentemente scritto un articolo intitolato “La felice prigione dei Millennials” in cui sostieni che la tua generazione è felice ma schiava allo stesso tempo. Si  discute anche di questo nel workshop Exobase? Voglio dire, si spiega ai giovani come uscire da questa prigione?

Quando ho scritto quell’articolo, era più una mia osservazione personale sulla mia generazione piuttosto che qualcosa direttamente connessa ad Exosphere.

Ma un collegamento importante esiste, certamente.

Questo problema è principalmente legato al concetto di stabilità.

Durante gli ultimi 60 anni circa, abbiamo vissuto in un mondo eccezionalmente stabile – almeno nei paesi sviluppati.

Non ci svegliamo più al mattino con la paura di cosa mangiare, siamo abituati alla comodità della società.

Si rompe qualcosa? Nessun problema, si ricompra subito. Questa mentalità è un problema che risalta davanti ai miei occhi.

Ecco perché dico una prigione felice, perché questa stabilità è davvero qualcosa che ci rende fragili.

Se ti trovi in strada, senza cibo, cosa fai? Non hai la più pallida idea.

Se non hai il tuo stipendio mensile, che cosa fai? Non hai idea.

Si vive in una sfera di cristallo dove ti senti al sicuro  – ma solo finché non si rompe.

E una volta che lo fa le conseguenze sono molto negative. Inoltre, non è neanche una vita cosi eccitante se tutto è già definito e tutto quello che vuoi l’ottieni con una semplice richiesta.

Mi sono reso conto che stavo diventando fragile e ora sto cercando di fare qualcosa al riguardo.

Tutto qua!  Beh, ora che ci penso direi che tutto questo sia molto collegato al workshop Exobase.

Ma questa prigione felice non è forse limitata a pochi paesi, ad alcune classi sociali? Se si guarda a paesi come la Grecia, la Spagna o l’Italia, si potrebbe dubitare che la loro gioventù viva ancora in una prigione felice. Anche se si tratta di paesi sviluppati.

Sì, sono d’accordo.

Questo è il motivo per cui abbracciare l’approccio di cui sto parlando non è più una scelta.

La crisi economica ha già rotto la sfera di cristallo in alcuni Paesi, e le persone non hanno più idea di cosa fare.

Pensiamo che questa crisi sia solo una breve eccezione e che il modo in cui vivevamo prima sia il modo in cui si dovrebbe vivere ancora.

Stiamo solo aspettando che le cose tornino come erano.

Vogliamo tornare indietro.

Ma questo non accadrà.

Invece dovremmo pensare a cosa fare adesso, accettando che il tuo contesto in cui ci ritroviamo sia cambiato.

Perché se aspettiamo che i politici risolvano nostri problemi, che tutto ritorni al punto di partenza, e che i mestieri e le professioni perse ritornino indietro – ci sbaglieremmo di grosso.

Molti giovani oggi cercano di adattarsi al mondo che cambia diventanto imprenditori e lanciando start-ups. Pensi che questa sia una tendenza sostenibile, un modo di adattarsi ai nuovi contesti sociali ed economici di oggi? O piuttosto una bolla che finirà presto?

Credo che una bolla ci sia.

Ci sono un sacco di soldi che si dirigono su questi ecosistemi, ma molte delle start-ups finanziate non hanno nemmeno un chiaro modello di business!

Non sono coinvolto direttamente in questo sistema, e non sono mai stato in Silicon Valley o parte di questi incubatori, perché anche se Exosphere lavora per le start-ups, crediamo di farlo per quelle vere.

Voglio dire il principio economico di una startup è meraviglioso, significa creare qualcosa di nuovo.

Ma ci sono differenze tra la nostra filosofia e questa nuova moda di ecosistemi di startups.

La prima cosa che diciamo ai nostri partecipanti, ad esempio, è – non prendere i soldi dagli investitori.

Cerca piuttosto di fare tutto il possibile per creare un tuo primo servizio o prodotto e vendilo sul mercato reale ai tuoi primi clienti.

E’ da questo che si parte.

Alcune start-up ottengono milioni in investimento e pensano di aver fatto il grosso salto.

Si rilassano, si fermano e praticamente smettono di farsi il mazzo..

Ma torniamo alla tua domanda – sì, credo che ci sia una bolla delle startup.

E non è solo il denaro facile, ma anche i media, tutti questi tabloid e blog che ci mostrano i vincitori della lotteria “chi-ha-comprato-Facebook”.

Tutti vogliono essere in quella lista.

Tutti vogliono costruire la prossima Facebook o una cosa simile.

Ma se ci si ferma un attimo e si guarda bene si hanno le stesse possibilità a vincere la lotteria vera..

Quale sarebbe il vostro consiglio allora ?

Il nostro consiglio è di avere un approccio diverso.

Vuoi risolvere un problema o creare qualcosa di nuovo? Trovane qualcosa che ti sta davvero a cuore.

Perché sulla strada per risolverlo e costruirci un business sostenibile attorno ad esso troverai tanti problemi, tante difficoltà, che, se non si ha la passione e il cuore necessario, molto probabilmente mollerai.

E quando non ci riesci, riprovaci. E riprovaci ancora.

Il processo è tutto ciò che conta. Tentare e fallire, fino a che si ha successo.

Quindi identificare un problema che si vuole risolvere veramente, a cui si è appasionati per davvero e costruirci qualcosa intorno ad esso che si può vendere sul mercato.

Due cose servono: qualcosa da vendere e qualcuno a cui vendere.

E questo è ciò di cui  il mondo ha bisogno, questa è la ricetta per uscire dalla prigione felice.

Con più e più posti di lavoro tradizionali mangiati dalla tecnologia, l’unica cosa che continueremo a fare meglio delle macchine – almeno per ora – è l’essere creativi.

Abbiamo creatività e immaginazione, siamo in grado di collegare i puntini e inventarci qualcosa che non esisteva prima.

Usiamo questa capacità, in questo senso tutti devono essere imprenditori.

Ed è per questo che il nostro approccio è così diverso dai cosiddetti “hipsters” del mondo delle startups.

A noi, sinceramente, proprio non piace questo mondo degli hipsters delle startup.

Nell’estate 2015 girerai l’Europa con Exobase per un workshop in 10 paesi diversi. Ci puoi spiegare cos’è Exosphere?

Le attuali istituzioni stanno morendo, o perché sono state costruite su ipotesi sbagliate, o perché non sono più in grado di adattarsi ai cambiamenti in corso.

L’essenza di Exosphere è colmare questa lacuna, è la costruzione di un’ istituzione che consenta alle persone di imparare, crescere e risolvere i problemi sia a livello personale che globale.

Questa è la migliore definizione che abbiamo trovato per Exosphere – una comunità di apprendimento e di risoluzione di problemi.

La vita può essere un lungo processo di apprendimento e risolvere i problemi che si incontrano sulla strada e’ cio da cui otteniamo significato..

Sappiamo che si tratta di una missione a lungo termine, abbiamo iniziato questo progetto solo 18 mesi fa e finora sta crescendo molto bene.

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Quindi, se si parla di educazione, che cos’è esattamente quello che fate? Come fate a raggiungere la gente?

Finora abbiamo offerto un bootcamp dedicato all’imprenditorialità e all’analisi della propria vita, in Cile, un bootcamp che dura due mesi e che aiuta a reindirizzare la propria vita al meglio.

Ma per coloro che non possono viaggiare così lontano o spendere molto tempo, ci muoviamo in tutto il mondo con Exobase, un breve (1 giorno) ed intenso programma dove abbiamo sintetizzato l’intera nostra filosofia.

In tutti i nostri programmi presentiamo ai nostri partecipanti un variegato quadro di diverse idee, tematiche, concetti e filosofie pratiche.

Questo quadro è molto utile e può essere applicato da tutti nella propria vita personale o professionale, a seconda di cosa si ha bisogno e si vuole.

In Exobase concentriamo tutto questo in un intenso ed unico processo.

Stiamo inoltre espandendo la nostra attività cercando di essere in più luoghi e offrendo più programmi con diverse finalità al fine di soddisfare sempre più persone.

Abbiamo recentemente lanciato un nuovo bootcamp specifico per le donne che aspirano a diventare più indipendenti ed imprenditrici, un programma estivo per studenti delle scuole superiori, e uno tematico, più scientifico, in Ungheria, dedicato ad un nuovo concetto di ascensore spaziale.

Che cosa ci si deve aspettare allora ad Exobase?

E’ un intenso viaggio mentale.

Ti dà la possibilità di schermare la pressione della tua vita quotidiana, della tua famiglia, gli amici, lo studio, il lavoro, e ti consente d’iniziare a porti domande su te stesso, sulla tua situazione di vita e sul mondo intorno a te.

Cercando di avere la mente più chiara possibile, con mentori e altre persone che condividono le stesse domande e visione.

Hai avuto tempo per pensare a come sei arrivato in questo punto della tua vita?  Quali sono state le scelte decisive che hai preso nella tua vita, e da dove vengono? Hai preso quelle decisioni al fine di soddisfare le aspettative dei tuoi genitori o della tua famiglia? Oppure sono state guidate dal contesto sociale? O invece davvero seguendo la tua più profonda motivazione?

Iniziamo Exobase con le prime parole di una poesia,  “L’uomo è la sua propria stella”. Proprio con questa frase iniziamo il viaggio introspettivo di Exobase, aiutandoti a scoprire se fino ad ora nella tua vita hai seguito la tua propria stella, o invece magari hai guardato a stelle altrui.

Cerchiamo di aiutarti a capire meglio te stesso per poi guidarti nello scoprire di più sui cambiamenti nel mondo, sulle opportunità, su gli strumenti pratici per prendere decisioni e risolvere i problemi al fine di realizzare le tue aspirazioni.

Perché pensi che questo sia così importante oggi?

Perché è importante aprire gli occhi ad una prospettiva più ampia del mondo e alle sue  dinamiche di cambiamento.

Le istituzioni tradizionali cambiano, le vecchie ideologie cambiano, il ruolo della scuola, dell’università e della famiglia cambia.

Se la gente continua a basare le proprie decisioni su narrative vecchie e obsolete,bprima o poi, ad un certo punto, saranno deluse.

È necessario capire il mondo in cui viviamo oggi e come trovarsi un posto là dentro.

Le nuove condizioni sociali, economiche e tecnologiche comportano un continuo adattamento.

Non viviamo nello stesso mondo dei nostri genitori, le cose sono cambiate radicalmente e continuano a cambiare ancora più velocemente. E sebbene non possiamo prevedere quale innovazione o cambiamento sconvolgerà quel particolare settore e quando, sappiamo che accadrà.

Quindi dovremmo smettere di basare le decisioni sul nostro futuro sulle idee del passato. “Ho bisogno di trovare un lavoro, ho bisogno di fare questo e quello” -non funziona più così.

Abbiamo bisogno di diventare imprenditori.

Non significa che necessariamente dover fondare una azienda. Sto parlando di essere imprenditore nella mentalità.

Diventare anti-fragile, pronti ad affrontare l’incertezza e avere la voglia di imparare continuamente. Avere un approccio imprenditoriale alla vita è quello che conta.

Vuoi dire che questo è un problema che riguarda solo i giovani?

Tutti stiamo affrontando lo stesso problema, in modi diversi.

La nostra struttura è un modello che può essere applicato da tutti e a tutte le situazioni di vita.

Ed è per questo che i nostri programmi hanno avuto tanto successo, con più di 600 partecipanti  tra i 18 e i 57 anni di età.

Accademici, creatori di startups, studenti di ingegneria, elettricisti,  filosofi, attori, di tutto e di piu!

In realtà ci sono sconti speciali per gli studenti perché pensiamo che loro piu di chiuqnue abbiano bisogno di un programma come questo. Gli studenti, come me pochi anni fa, sono in una fase particolare perché devono prendere decisioni critiche per la loro vita, ma sono abbastanza giovani per essere molto più flessibili rispetto ad altri, e possono probabilmente ottenere il massimo dal nostro programma.

Hai un ultimo messaggio da condividere?

Tutti cresciamo con genitori, professori, famigliari, amici che in sostanza ci dicono che la vita è un film e dobbiamo scegliere quale parte recitare.

E che è meglio scegliere quella giusta, perché cambiare parte è davvero una cosa orribile!

Ma ti sei mai chiesto chi sia il regista?

Dove è il regista che ci costringe ad essere attori del suo film?

Perché nessuno ci dice che possiamo scrivere il nostro script?

Perché nessuno ci dice che possiamo creare la nostra bella storia?

Una volta che ti sei  sbarazzato di questa barriera mentale che ti dice come la vita debba inserirsi in un copione scritto da qualcun altro, tutto cambia. Ma Steve Jobs può spiegarlo molto meglio di me.

Spero davvero di incontrare molti di voi di persona in uno degli Exobase che stiamo per portare in Europa!

Altrimenti, contattatemi a niccolo@exosphe.re

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