Vado a Vivere in Florida con un visto E-2

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Articolo di Graziano Pietropaolo.

Tutto inizia nel 2009, quando succede qualcosa che ti fa dire “Basta.”

Ero responsabile marketing per conto di una multinazionale Americana del settore Biotech.

Decidiamo di festeggiare il compleanno di mia moglie durante il weekend a casa dei miei genitori (a 400 km da Modena), arriviamo a tarda notte, e troviamo mio padre morto.

Ovviamente dobbiamo trattenerci qualche giorno in più, durante il weekend avviso via mail l’azienda che non sarei rientrato a lavorare nei giorni successivi.

Sembra tutto ok ma al martedì mi telefonano dalla sede per chiedermi di fare un Forecast (una previsione di chiusura sulle vendite di fine anno), era il mese di Febbraio.

Chiunque abbia un minimo di conoscenza dei sistemi di budget, sa che se hai un budget annuale da raggiungere, a febbraio sostanzialmente non cambia niente, devi impegnarti per raggiungere gli obiettivi di vendita (il budget), al massimo dopo il primo trimestre puoi iniziare a fare delle previsioni agli inizi di febbraio puoi solo confermare le previsioni fatte a dicembre in sede di approvazione del budget niente di più.

In sostanza mi chiedono di lavorare durante i giorni di lutto per una stupidata, e la motivazione della richiesta sostanzialmente era del tipo abbiamo sempre fatto così.

Quello fu per me il punto di non ritorno, in pratica se ti chiedono di lavorare nei giorni di lutto (è morto tuo padre), cos’altro potranno chiederti ?

Con il supporto di mia moglie inizio a riprogettare la mia vita, frequento corsi di formazione in real estate, crescita personale, lavoro ad un piano che mettesse al centro la qualità della vita con le giuste gratificazioni anche economiche , facendo lavorare i soldi per te e non tu che lavori per i soldi, mettendo da parte la “Carriera”.

Nel 2011 la multinazionale per la quale lavoravo viene acquisita (“scalata finanziariamente” da una multinazionale del settore farmaceutico, vengono rastrellate tutte le azioni, in sostanza c’è un nuovo proprietario).

In questo tipo di operazioni, di solito, si mandano a casa diverse persone dell’azienda acquistata, ma la cosa non mi spaventa.

Avevo il mio piano ed ero vicino all’implementazione (mi ero fissato un obiettivo finanziario per partire e mancava poco), quindi vedo l’acquisizione dell’azienda come l’opportunità per partire con il mio piano.

Quando si presentano i nuovi proprietari posso permettermi di dettare io le condizioni (crescita professionale aumento dello stipendio per compensare il trasferimento a Milano ed altro): del resto ero il solo detentore di Know How del prodotto che fatturava di più della business unit, l’Italia era da quattro anni (ovvero da quando ero arrivato) il paese leader di vendite in Europa ed i nuovi proprietari di quel prodotto non sapevano assolutamente nulla.

Ovviamente il mio approccio non è gradito entriamo in conflitto e il conflitto si risolve in un paio di settimane: io passo ai nuovi proprietari il know-how e loro mi indennizzano alla cifra che volevo io.

Inizio a lavorare al progetto nel 2012, per una serie di coincidenze e per diversificare gli investimenti in euro, frequento un corso sui Foreclosure in Florida (quindi Real Estate).

Prima di partire per gli USA fondo una corporation dall’Italia (l’equivalente di una Spa) e dopo 30 minuti al telefono con l’IRS (Internal Revenue Service – l’equivalente dell’agenzia delle entrate italiana) la società era attiva.

Un vero e proprio shock.

Procedo con il primo investimento, ma le cose non vanno bene.

Ne faccio un secondo, va meglio ma non ho un team affidabile perché continuo a coordinare le cose dall’Italia.

Risolti altri problemi con gli immobili in Italia, faccio un nuovo viaggio nel novembre 2013 per investire ancora e costruire un team affidabile, ci riesco.

Arrivano anche risultati interessanti in termini di ROI Return of Investment (affitti con rendimenti maggiori del 14% netto annuo con le ultime operazioni).

Nel giugno 2014 un nuovo viaggio con mia moglie e il nostro piccolino di due anni, più per vacanza che per lavoro (sostanzialmente supervisiono le operazioni precedenti) e li decidiamo di provarci nel richiedere un visto.

Torniamo in Italia e iniziamo a lavorare ma capiamo subito che negli USA l’immigrazione è un business semplicemente vedendo l’elevato numero di avvocati che si occupano di questo tema.

Conoscevo il meccanismo della green card lottery ed anche la probabilità di essere sorteggiati (meno del 1%) troppo poco per affidarsi al caso.

Inizio a studiare e capisco che i visti si dividono in:

• Immigranti: danno un permesso di residenza permanente
• Non Immigranti: danno un permesso di residenza temporaneo

La possibilità di ottenere un visto immigrante era molto bassa e comunque con tempi molto lunghi e indefiniti, mentre studiando i visti Non Immigranti troviamo qualcosa d’interessante: il visto E2.

In sostanza per ottenere un visto di tipo E2, (Trattato per investitori), il richiedente deve dimostrare quanto segue:
• Che l’investitore, persona fisica o giuridica sia della stessa nazionalità del paese stipulante;
• Che l’investimento sia sostanziale. Deve, cioè, essere sufficiente ad assicurare il successo dell’impresa;
• Che l’investimento sia eseguito da un’impresa attiva e operante;
• Che l’investimento non sia marginale. Ciò significa che deve generare un’entrata significativamente superiore a quella necessaria a sostenere economicamente l’investitore e la sua famiglia, oppure deve avere un impatto economico significativo negli Stati Uniti;
• Che l’investitore abbia il controllo sui fondi, e l’investimento deve essere a suo rischio;
• Che l’investitore venga negli Stati Uniti per sviluppare e dirigere l’impresa e il richiedente non è l’investitore principale, deve assumere una posizione di supervisore, esecutiva, o con capacità altamente specializzate.
• Validità per un periodo di 5 anni, rinnovabile.

Il visto fa al caso nostro, iniziamo a contattare vari avvocati d’immigrazione per chiedere dei preventivi, e dopo circa dieci giorni di email e telefonate sono molto confuso.

Ho scritto un’email standard che descriveva la situazione e quello che volevamo (società creata, gli investimenti fatti, la disponibilità di risorse per altri investimenti, i ricavi della società, l’indotto creato etc etc.) arrivano circa 20 risposte tutte diverse tra loro, che comunque potevo raggruppare in quattro gruppi:

1. I fenomeni: a richiesta di preventivo, rispondono con una consulenza a pagamento.
2. I nun se poffà: per il settore Real Estate non concedono questo tipo di visto, meglio se apri una gelateria o attività nell’ambito della ristorazione
3. I mò ce pensamo noi: l’idea di base è buona ma bisogna modificare qualcosa ( cambiare tipo di business non affitti di lungo periodo, ma di breve o ristrutturazioni o attività di consulenza , o cambiare tipo di società ecc) il tutto alla modica cifra di minima di 400$ / ora.
4. I lavemo giàffatto: Abbiamo già avuto esperienza di questo tipo e abbiamo avuto successo

Nel frattempo scopro quello che ti vende il corso per il business plan a 2500€, quello che ti vende il corso con tutti i segreti per richiedere il visto E2 a 3000€, quello che più spendi meno spendi perché è bravo (14000$ tutti anticipati) ecc ecc.

Capisco che devo fare di mio, studiare di più e iniziare a lavorare io al business plan in modo da poter valutare meglio tutte le informazioni ricevute e capire le informazioni vere e le false.

Tale approccio si rileva corretto alla fine identifico l’avvocato William Gerstein di Fort Lauderdale in Florida per i seguenti motivi:

• Prezzo corretto
• Legame con Italia
• Esperienza nel Real Estate
• Metodo di pagamento che condivideva il rischio con me (50 % alla Firma, 25% alla sottomissione, e 25% al risultato ottenuto)
• Mi manda lui le referenze senza averle chieste

Inizio il lavoro a settembre, la preparazione del business plan è la parte più importante, decido di farla io (l’esperienza di responsabile marketing ed il Master in Business Administration aiutano) e richiede circa due mesi, poi la preparazione dei documenti, poi la revisione degli stessi un altro mese ed infine la Richiesta sottomessa il 6 gennaio.

Il 6 febbraio la conferma di elaborazione pratica, con la richiesta di fissare l’appuntamento con il console ed arriviamo al 12 marzo.

Tanta tensione, otto mesi di lavoro, un giudizio che ti cambierà la vita, molto di più di un esame, è la possibilità di un futuro migliore per tuo figlio, il realizzare qualcosa che sembrava impossibile il sogno che si avvera, tutto in 15 minuti d’intervista.

Quando il console mi comunica che la richiesta è approvata sono riuscito solo a dire “Thank you” niente di più e dopo amnesia, per fortuna mia moglie era con me.

La società potrà crescere, espandersi, offrire soluzioni d’investimento, consulenza per investitori e servizi per chi volesse vuole lavorare nel real estate dall’Italia in Florida con un partner affidabile sul posto. In breve quello di cui ho avuto bisogno e che non ho trovato quando sono partito.

Rientriamo a Modena domenica sapendo che i nostri visti sono a Bologna presso la sede del corriere convenzionato dal giorno prima (un sistema di email ti avvisa dell’emissione, del viaggio presso il deposito) ed a ritiro avvenuto una conferma via email.

Guardando la pagina del passaporto contenente il visto, capisco che potrei prendere l’aereo domani, resta solo il trasloco tra la mia famiglia e la Florida!!!

Graziano Pietropaolo
graziano.pietropaolo@gmail.com

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